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Principi Fondamentali della Shi°a

Nella storia dell’Islam, i musulmani, nonostante le loro differenze, hanno concordato non solo su molti principi dell’Islam ma anche su molte pratiche religiose. Il Sacro Corano e la grande personalità del Profeta (S), assieme all’amore e devozione sinceri di tutti i musulmani verso di essi, hanno tenuto uniti i musulmani e ne hanno fatto una vera nazione che ha una sua identità, un retaggio, scopi, obiettivi e un destino propri.

L’ostilità dei nemici dell’Islam, che hanno sempre cercato di sradicare questa unità islamica, unita alla sfida del tempo, hanno contribuito a destare e rafforzare il senso di unità e fratellanza dei musulmani. Il richiamo del Sacro Corano e del Profeta (S) all’unità ed alla fratellanza hanno sempre trovato riscontro e supporto fra i grandi eruditi e personalità islamiche di differenti scuole di pensiero.

Per quanto riguarda i principi religiosi, tutti i musulmani credono in Dio e nella Sua unicità, nei profeti in generale e nella missione del Profeta Muhammad (S) in particolare, ossia nel suo compito di consegnare agli uomini il messaggio ultimo di Dio; credono nel principio della Resurrezione e in quello del trattamento imparziale e giusto verso ogni essere umano nel Giorno del Giudizio. Su questi principi fondamentali dell’Islam tutti i musulmani concordano. Un giudizio esposto da uno studioso non musulmano sul grado d’intesa fra shi°iti e i sunniti è espresso nel seguente brano:

“Dalla Rivoluzione Iraniana tutti sanno che gli shi°iti sono musulmani, e che, come i sunniti, rispettano il dogma fondamentale dell’unicità di Dio, la sacra scrittura (il Sacro Corano), il Profeta Muhammad; come i sunniti credono nella resurrezione seguita dal Giudizio finale, credono nell’importanza della preghiera, del digiuno, del pellegrinaggio, dell’elemosina e del jihād Questi punti comuni sono più importanti delle differenze: in teoria non vi è più nessuna obiezione al fatto che uno shi°ita preghi con un sunnita e viceversa, sebbene in passato esistessero problemi al proposito e nella pratica ne esistano ancora oggi.” 1

Nelle pagine seguenti procederemo all’esame dei principi religiosi e degli articoli della fede. Alcuni dei peculiari principi della Shi°a saranno esaminati in seguito.2

1) Unità di Dio

La fede islamica è espressa con la testimonianza di due punti fondamentali, cioè che non vi è altro dio (ossia nessuno degno di adorazione) al di fuori Dio (Allah) e che Muhammad (S) è il Suo messaggero (LĀ ILĀHA ILLALLĀH MUHAMMAD ĀR-RASŪLULLĀH). I musulmani credono che Allah sia UNO, unico. Egli non ha compagni o figli. Egli è l’Inizio, ed è la Fine. Egli è Onnipotente, Onnisciente e Onnipresente. Il Sacro Corano dice che egli è più vicino a un uomo della sua vena giugulare, ma Egli non può essere visto dagli occhi dell’uomo né compreso dall’intelletto umano. In una preghiera l’Imam °Ali (as) dice:

“Oh Dio invero io ti invoco con il Tuo Nome, nel nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole, il Possessore della Maestà e dello Splendore, il Vivente, l’Immutabile, l’Eterno: non vi è Dio all’infuori di Te.”3

2) La Giustizia Divina

Fra gli attributi divini la Shi°a pone grande enfasi sulla Sua giustizia. Naturalmente tutti i musulmani credono che Dio sia giusto (°adil), che Dio non commetta mai ingiustizie verso i Suoi servi e che Egli non opprima nessuno. Ciò è chiaramente espresso dal Sacro Corano:

﴿ وَأَنَّ اللَّهَ لَيْسَ بِظَلاَّمٍ لِلْعَبِيدِ ﴾

“e Allah non è affatto ingiusto con i Suoi servi” (Sûra Âli °Imrân; 3: 182. Sûra Al-Anfâl; 8: 51. Sûra Al-Hajj; 22: 10)

﴿ وَمَا رَبُّكَ بِظَلاَّمٍ لِلْعَبِيدِ ﴾

“Il tuo Signore non è affatto ingiusto con i Suoi servi”(Sûra Fussilat; 41: 46)

﴿ وَمَآ أَنَاْ بِظَلاَّمٍ لِلْعَبِيدِ ﴾

“Non sono mai ingiusto verso i Miei servi”(Sûra Qâf; 50:29).

﴿ إِنَّ اللَّهَ لاَ يَظْلِمُ مِثْقَالَ ذَرَّةٍ ﴾

“Invero Allah non commette ingiustizia, nemmeno del peso di un atomo” (Sûra An-Nisâ’; 4: 40)

﴿ إِنَّ اللَّهَ لاَ يَظْلِمُ النَّاسَ شَيْئاً وَلَكِنَّ النَّاسَ أَنفُسَهُمْ يَظْلِمُونَ ﴾

“In verità Allah non commette nessuna ingiustizia verso gli uomini, sono gli uomini che fanno torto a loro stessi” (Sûra Iûnus; 10: 44).

Oltre all’importanza della Giustizia Divina di per sé, l’altro motivo in base al quale la Shi°a attribuisce grande importanza alla giustizia divina è il fatto che gli Ash°ariti, un gruppo di teologi sunniti, credono che non vi siano criteri obiettivi per distinguere fra azioni moralmente giuste e azioni inique. Buono è ciò che Dio fa o qualunque cosa Dio ordini. Perciò qualunque cosa Dio compia oppure ordini è cosa buona e giusta per definizione. Essi credono che se Dio ci avesse chiesto di dire bugie il fatto di dire bugie sarebbe diventato una buona azione e se Dio dovesse mandare gli esseri umani pii all’inferno ciò sarebbe giusto.

Naturalmente essi credono che Dio non compia mai azioni simili, ma non perché esse sono errate di per sé, ma perché in sostanza Egli ha detto che quelle azione sono errate. Gli Ash°ariti credono anche che gli esseri umani non posseggano il libero arbitrio: è Dio che crea le loro azioni, essi non vi hanno nessun ruolo. Essi sono soltanto ricettacolo delle azioni di Dio.

La Shi°a e alcuni teologi sunniti, come i Mu’taziliti, credono che il bene e il male, o l’esatto e l’erroneo, siano oggettivi e che vi siano dei criteri razionali per giungere a una valutazione morale. In altre parole, essi credono nella bontà e malvagità intrinseche.

Essi credono che in realtà ci sia differenza fra, ad esempio, la giustizia e l’oppressione e che non sia arbitrario il fatto che Dio ci abbia comandato di essere giusti e di non opprimere nessuno, neppure i nostri nemici. Essi credono anche che gli esseri umani siano liberi e responsabili delle loro azioni. Naturalmente I Mu’taziliti credono nel tafwīd, cioè nel fatto che Dio ha demandato la Sua autorità alle azioni volontarie degli esseri umani, così che essi abbiano un controllo completo delle loro azioni. Se è giusto credere che il determinismo sia erroneo, contrario all’idea della Giustizia Divina e credere che gli esseri umani siano liberi, tuttavia la Shi°a crede che la libertà e il potere degli uomini siano limitati, poiché Dio ha una grande autorità sulle loro azioni. Tutto ciò è ben espresso nelle famose parole dell’Imam Ja°far al-As-Sadiq (as):

“Non vi è costrizione (jabr), non vi è una assoluta delega di potere (tafwid), e la reale situazione è fra i due estremi”4

A causa dell’importanza basilare di questo argomento per ogni sistema valutativo, la Shi°a ha sempre messo in risalto la giustizia divina e la ha frequentemente presentata, assieme al tawhid (unicità di Dio), alla missione profetica, all’Imamato (guida divina) e la Resurrezione, come uno dei cinque Principi di Fede (Usūl al-madhhab): ciò in contrasto con il fatto che il tawhīd, la missione profetica e la Resurrezione sono considerati i tre Principi della Religione (Usūl al-din), che sono condivisi da tutti i musulmani.

Questa enfasi sul tema della Giustizia Divina non ha avuto solo il suo giusto ruolo nell’aspetto teorico dello shi°ismo. Invero la Shi°a vede il tema della giustizia come un aspetto fondamentale dell’Islam, aspetto che gli shi°iti hanno sempre voluto che si attuasse anche nella sfera sociale. I movimenti shi°iti si sono sempre ispirati alla Giustizia.

3) La missione profetica

Dio ha creato l’umanità con saggezza e con scopi precisi:

﴿ وَمَا خَلَقْتُ الْجِنَّ وَالإِنسَ إِلاَّ لِيَعْبُدُونِ ﴾

“E’ solo perché Mi adorassero che ho creato i jinn e gli uomini” (Sûra Ad-Dâriât; 51: 56).

Egli ha dato all’essere umano la ragione e il libero arbitrio affinché fosse in grado di trovare la sua strada verso la perfezione e la felicità. Egli ha anche arricchito la ragione umana della Rivelazione Divina. Con la Sua saggezza e senso di giustizia Egli non ha lasciato nessun essere umano in nessun angolo del mondo senza guida: Egli ha mandato profeti a tutte le popolazioni per istruirle e guidarle

وَلِكُلِّ اُمَّةٍ رَسُولٌ

“Ogni comunità ha un messaggero” (Sûra Iûnus; 10: 47).

E inoltre:

﴿ وَلَقَدْ بَعَثْنَا فِي كُلِّ اُمَّةٍ رَسُولاً أَنِ اعْبُدُوا اللَّهَ وَاجْتَنِبُوا الطَّاغُوتَ﴾

“Ad ogni comunità inviammo un profeta [che dicesse: «Adorate Allah e fuggite gli idoli” (Sûra An-Nahl; 16: 36).

Il primo profeta fu Adamo (as) e l’ultimo fu Muhammad(S), il Sigillo dei Profeti

﴿ مَا كَانَ مُحَمَّدٌ أَبَآ أَحَدٍ مِن رِّجَالِكُمْ وَلَكِن رَّسُولَ اللَّهِ وَخَاتَمَ النَّبِيِّينَ ﴾

Muhammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l’Inviato di Allah e il sigillo dei profeti.” (Sûra Al-Ahzâb; 33: 40).

Il Sacro Corano cita venticinque profeti e afferma che ve ne furono molti di più

﴿ وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا رُسُلاً مِن قَبْلِكَ مِنْهُم مَن قَصَصْنَا عَلَيْكَ وَمِنْهُم مَن لَمْ نَقْصُصْ عَلَيْكَ ﴾

“Già inviammo dei messaggeri prima di te. Di alcuni ti abbiamo raccontato la storia, di altri non te l’abbiamo raccontata………..”(Sûra Al-Ghâfir; 40: 78).

In base alle affermazioni degli Ahadith i musulmani credono che ci siano stati centoventiquattromila profeti.

Fra quelli citati nel Sacro Corano vi sono Adamo (as), Noé (as), Abramo (as), Ismaele (as), Isacco (as), Lot (as), Giacobbe (as), Giuseppe (as), Giobbe (as), Mosé (as), Aronne (as), Ezechiele (as), Davide (as), Salomone (as), Giona (as), Zaccaria (as), Giovanni il Battista (as), Gesú (as) e Muhammad (S). Fra di loro Noé (as), Abramo (as), Mosé (as), Gesú (as) e Muhammad (S) ebbero una missione di importanza universale e portarono nuovi codici di leggi.
Essi sono chiamati “Ulū al-’Azm”, ossia coloro che ebbero grande influenza.

Oltre a parlare di se stesso, il Sacro Corano parla di quattro Libri Divini:

Il Libro di Abramo (as);

﴿ صُحُفِ إِبْرَاهِيمَ وَمُوسَى ﴾

“I Libri di Abramo e di Mosé” (Sûra Al-A°lâ; 87: 19).

I Salmi di Davide (as)

﴿ وَءَاتَيْنَا دَاوُودَ زَبُوراً ﴾

“ …E concedemmo a Davide i Salmi….” (Sûra An-Nisâ’; 4: 163 e Sûra Al-Isrâ’; 17: 55).

la Torah di Mosè (as);

﴿ وَلَقَدْ ءَاتَيْنَا مُوسَى الْكِتَابَ ﴾

“ ..E poi demmo la scrittura a Mosé...” (Sûra Al-Baqarah; 2: 87)

﴿ ثُمَّ ءَاتَيْنَا مُوسَى الْكِتَابَ ﴾

“Concedemmo la scrittura a Mosé...”(Sûra Al-An°âm; 6: 154)5

e i Vangeli di Gesù (as)

﴿ وَقَفَّيْنَا عَلَى ءَاثَارِهِم بِعِيسَى ابْنِ مَرْيَمَ مُصَدِّقاً لِمَا بَيْنَ يَدَيْهِ مِنَ التَّوْرَاةِ وَاتَيْنَاهُ الإِنْجِيلَ فِيهِ هُدًى وَنُورٌ وَمُصَدِّقاً لِمَا بَيْنَ يَدَيْهِ مِنَ التَّوْرَاةِ ﴾

“ Facemmo camminare sulle loro orme Gesù figlio di Maria, per confermare la Torâh che scese prima di lui. Gli demmo il Vangelo, in cui è guida e luce, a conferma della Torâh che era scesa precedentemente”. (Sûra Al-Mâ’idah; 5: 46).

Un musulmano deve credere a tutti i Libri Sacri:

﴿ وَالَّذِينَ يُؤْمِنُونَ بِمآ اُنْزِلَ إِلَيْكَ وَمآ اُنْزِلَ مِن قَبْلِكَ ﴾

“ coloro che credono in ciò che è stato fatto scendere su di te e in ciò che stato fatto scendere prima di te ” (Sûra Al-Baqarah; 2: 4).

E inoltre:

﴿ ءَامَنَ الرَّسُولُ بِمَآ اُنْزِلَ إِلَيْهِ مِن رَبِّهِ وَالْمُؤْمِنُونَ كَلٌّ ءَامَنَ بِاللّهِ وَمَلآَئِكَتِهِ وَكُتُبِهِ وَرُسُلِهِ﴾

“Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri..” (Sûra Al-Baqarah; 2: 285).

E di credere in tutti i profeti:

﴿ والَّذِينَ ءَامَنُوا بِاللَّهِ وَرُسُلِهِ وَلَمْ يُفَرِّقُوا بَيْنَ أَحَدٍ مِنْهُمْ اُوْلَئِكَ سَوْفَ يُؤْتِيهِمْ اُجُورَهُمْ ﴾

“Quanto invece a coloro che credono in Allah e nei Suoi Messaggeri e non fanno differenza alcuna tra loro, Egli accorderà loro una giusta ricompensa….”. (Sûra An-Nisâ’; 4: 152).

E inoltre:

﴿ لا نُفَرِّقُ بَيْنَ أَحَدٍ مِن رُسُلِهِ ﴾

“Non facciamo differenza alcuna tra i Suoi Messaggeri". (Sûra Al-Baqarah; 2: 285).

Come vedremo in seguito, la Shi°a crede inoltre che tutti i profeti furono necessariamente infallibili e senza peccati prima e durante la loro missione.

Gli shi°iti, come gli altri musulmani, provano un amore profondo per il Profeta (S). Essi vedono nel Profeta Muhammad (S) l’esempio perfetto dell’uomo che ha assoluta fede in Dio, profonda conoscenza di Dio, totale devozione verso Dio, che dimostra sincera obbedienza al Volere Divino, che ha il carattere più nobile, un profondo senso di pietà e di compassione verso l’umanità intera.

Non fu scelto a caso da Dio per consegnare all’umanità il Suo ultimo e più perfetto messaggio. Per essere in grado di ricevere la Rivelazione Divina ed essere chiamato a questa missione è necessario possedere una forte personalità: inoltre per ricevere la rivelazione finale e quindi la più perfetta è necessario avere una personalità completa e assolutamente di alto valore.

Il carattere e il comportamento del Profeta (S) contribuirono molto alla diffusione dell’Islam. Era stimato, poiché era una persona onesta, degna di fiducia e pia fin dalla sua infanzia. Durante la sua missione profetica visse sempre in armonia con i suoi principi e valori. Nei momenti sereni come in quelli difficili, di certezze come di paura, di pace come di guerra, di vittoria come di sconfitta, egli manifestò sempre umiltà, senso di giustizia e fiducia.

Egli era così umile che non si compiacque mai di sé, non si sentì mai superiore agli altri e non visse mai nel lusso. Il suo comportamento fu sempre coerente, sia quando era solo e debole, sia quando, invece, governava sulla penisola araba e i musulmani lo seguivano con grande amore e non sprecavano neppure una goccia della sua acqua per le abluzioni.

Visse in modo molto semplice e sempre in contatto con la sua gente, specialmente i poveri. Non visse mai nel fasto, mai ebbe un palazzo o una corte o un corpo di guardia. Quando sedeva con i suoi compagni non lo si poteva distinguere dagli altri per un posto di privilegio o abiti lussuosi: solo le sue parole e la sua spiritualità lo distinguevano dagli altri.

Egli era così giusto che non ignorò mai i diritti di qualcuno, perfino dei suoi nemici. Egli era l’esempio concreto dell’esortazione Coranica:

﴿ يَآ أَيُّهَا الَّذِينَ ءَامَنُوا كُونُوا قَوَّامِينَ لِلّهِ شُهَدَآءَ بِالْقِسْطِ وَلاَ يَجْرِمَنَّكُمْ شَنَانُ قَوْمٍ عَلَى اَلاَّ تَعْدِلُوا اعْدِلُوا هُوَ أَقْرَبُ لِلتَّقْوَى وَاتَّقُوا اللّهَ إِنَّ اللّهَ خَبِيرٌ بِمَا تَعْمَلُونَ ﴾

“Oh voi che credete! State ritti davanti a Dio come testimoni di equità e l’odio per un certo popolo non vi induca ad agire ingiustamente; agite con giustizia, poiché questa è la cosa più vicina alla pietà” (Sacro Corano, Sûra Al-Mâ’idah; 5: 8)

Prima di combattere egli ordinava ai suoi soldati di non colpire donne, bambini, vecchi e coloro che si arrendevano; ordinava di non distruggere coltivazioni e giardini, di non inseguire chi era fuggito dalla prima linea e di essere gentili con i prigionieri. Poco prima di morire, parlando nella Moschea, egli disse: “Chiunque pensi che io sia in debito con lui o che io non abbia rispettato i suoi diritti si faccia avanti e rivendichi il suo diritto”.

I musulmani, ad alta voce, ricordarono tutto ciò che il Profeta (S) aveva fatto per loro e le difficoltà che aveva sopportato in quanto loro guida. Essi sapevano che non aveva mai privilegiato le sue esigenze e che non aveva mai anteposto la suo personale comodità a quella degli altri: perciò essi espressero frasi di profonda gratitudine e rispetto. Ma un uomo si alzò e disse: “Tu mi devi qualcosa. Prima di una battaglia tu stavi sistemando i soldati in fila e mi colpisti con un bastone. Ora io voglio la rivalsa.”

Senza porre domande il Profeta (S) disse a uno dei suoi compagni più cari di andare a casa sua e prendere lo stesso bastone che aveva colpito l’uomo. Poi invitò l’uomo a prendersi la rivalsa e colpirlo. Ma l’uomo disse che il bastone lo aveva colpito allo stomaco. Allora il Profeta (S) si alzò la camicia così che l’uomo potesse colpirlo sulla nuda pelle, quando, all’improvviso, l’uomo baciò il corpo del Profeta (S). Forse egli fece ciò in modo di poterlo avvicinare e baciare in segno di sopraffatto amore e di rispetto per il Profeta (S).

4) L´Imamato

Come abbiamo già detto, la Shi°a crede nell’istituzione dell’Imamato come di una continuazione della missione profetica. In arabo la parola ‘Imam’ significa guida. Un Imam, considerato nella sua accezione generica, può essere buono o no, e la sua funzione di guida può giungere perfino a porlo a capo di un’intera nazione o semplicemente a porlo a capo della congregazione di una moschea.

Ma per la Shi°a, l’Imam, in senso proprio, è la persona che si occupa dei problemi politici e religiosi della nazione islamica. Più esattamente, l’Imam è la persona che è designata da Dio e presentata dal Profeta (S), e, in seguito viene nominato esplicitamente (nass) dall’Imam che lo precede, affinché egli sia la guida della comunità islamica, interpreti e protegga la religione e la legge (sharī’ah) e guidi la comunità in tutte le questioni. L’Imam è il “Rappresentate di Dio sulla terra” (khalīfat-Allah) e il successore del Profeta (S). Deve essere senza peccato e possedere la conoscenza Divina del significato esoterico ed essoterico del Sacro Corano.

Il punto di vista sunnita: I musulmani sunniti usano il termine “Imam” come sinonimo di ‘Califfo’ (khalīfah): in arabo la parola khalifah significa “successore”. La parola fu usata per indicare coloro che presero il potere e governarono dopo la morte del Profeta Muhammad (S). Un Califfo può essere eletto, nominato dal suo predecessore o scelto da un comitato, può perfino prendere il potere con la forza delle armi. Un Califfo non deve necessariamente essere senza peccato, né essere superiore agli altri per le sua qualità, come ad esempio la fede o la cultura.

La Shi°a Imamita ‘Duodecimana’, che costituisce la grande maggioranza dei musulmani shi°iti, crede che il Profeta ebbe come successori dodici Imam. 6 Essi sono:

1. Imam °Ali Ibn Abu Talib (as)7 morì martire nel 40/659

2. Imam Hasan Ibn °Ali (as) morì martire nel 50/669

3. Imam Husayn Ibn °Ali (as) morì martire nel 61/680

4. Imam °Ali Ibn Husayn (as) morì martire nel 95/712

5. Imam Muhammad Ibn °Ali (as) morì martire nel 114/732

6. Imam Ja°far Ibn Muhammad(as) morì martire nel 148 /765

7. Imam Musa Ibn Ja°far (as) morì martire nel 183/799

8. Imam °Ali Ibn Musa (as) morì martire nel 203/817

9. Imam Muhammad Ibn °Ali (as) morì martire nel 220/835

10. Imam °Ali Ibn Muhammad (as) morì martire nel 254/868

11. Imam Hasan Ibn °Ali (as) morì martire nel 260/872

12. Imam al-Mahdi (aj)8 nacque nel 256/ 868

La fede in un salvatore è condivisa da molte religioni, se non tutte. Nell’Islam l’idea di un salvatore è presentata in modo chiaro nella dottrina di al-Mahdi (aj) (il Ben Guidato): egli, con la benedizione di Dio, si leverà e colmerà la terra di giustizia dopo che questa sarà stata sopraffatta dall’ingiustizia e dalla oppressione. L’idea di un salvatore o di una buona conclusione per l’umanità è argomento di molti versetti Coranici e Ahadith. Per esempio, nel Sacro Corano leggiamo:

﴿ وَلَقَدْ كَتَبْنَا فِي الزَّبُورِ مِن بَعْدِ الذِّكْرِ أَنَّ الاَرْضَ يَرِثُهَا عِبَادِيَ الصَّالِحُونَ﴾

“Abbiamo scritto nei Salmi, dopo il Monito: “I Miei servi giusti erediteranno la terra” (Sûra Al-Anbiâ’; 21: 105).

﴿ وَنُرِيدُ أَن نَّمُنَّ عَلَى الَّذِينَ اسْتُضْعِفُوا فِي الاَرْضِ وَنَجْعَلَهُمْ أَئِمَّةً وَنَجْعَلَهُمُ الْوَارِثِينَ ﴾

“Eppure Noi volevamo colmare di favori coloro che erano che erano stati oppressi sulla terra e farne delle guide e degli eredi (nostri)” (Sûra Al-Qasas; 28: 5).

Sull’idea di un salvatore vi sono Ahadith narrati sia da sunniti sia da shi°iti, eccone alcuni:
Il Profeta (S) disse:

لا تذهب الدنيا حتى يملك ‏ ‏العرب ‏ ‏رجل من أهل بيتي ‏ ‏يواطئ ‏ ‏اسمه اسمي

سنن الترمذي - حديث رقم 2156‏

يلي رجل من أهل بيتي ‏يواطئ‏ ‏اسمه اسمي‏ ‏قال ‏ ‏عاصم ‏ ‏وأخبرنا ‏ ‏أبو صالح ‏ ‏عن ‏ ‏أبي هريرة ‏ ‏قال ‏ ‏لو لم يبق من الدنيا إلا يوم لطول الله ذلك اليوم حتى يلي (الحديث)

سنن الترمذي – حديث رقم 2157

“Anche se l’intero corso dell’esistenza del mondo fosse giunto al suo termine e ne restasse solo un giorno (prima del Giorno del Giudizio), Dio prolungherebbe quel giorno tanto tempo fino a che potesse accogliere il regno di una persona della mia famiglia che porterà il mio nome”.9
Il Profeta (S) disse anche:

المهدي ‏ ‏منا أهل البيت يصلحه الله في ليلة

سنن ابن ماجه - حديث رقم 4075

Al-Mahdi (aj) è uno di noi, i componenti della famiglia (Ahl ul-Bayt). Dio preparerà per lui {le sue incombenze} in una notte.”10
Inoltre il Profeta (S) disse:

المهدي من ‏ ‏عترتي ‏ ‏من ولد ‏ ‏فاطمة

سنن أبي داود - حديث رقم 3735

Al-Mahdi(aj) sarà uno della mia famiglia, uno dei discendenti di Fatima”11
Si narra anche che Jabir Ibn Abdillah al-Ansari udì il Messaggero di Dio (S) dire:

لا تزال طائفة من أمتي يقاتلون على الحق ‏ ‏ظاهرين ‏ ‏إلى يوم القيامة قال فينزل ‏ ‏عيسى ابن مريم ‏ ‏صلى الله عليه وسلم ‏ ‏فيقول أميرهم تعال صل لنا فيقول لا إن بعضكم على بعض أمراء ‏ ‏تكرمة الله هذه الأمة

صحيح مسلم – حديث رقم 225

“Un gruppo della mia gente lotterà per la verità fino a quasi il Giorno del Giudizio, quando Gesù, figlio di Maria, scenderà e, quando la loro guida gli chiederà di dirigere la preghiera, Gesù rifiuterà dicendo: “No. Invero è fra di voi che Dio ha formato le guide per gli altri, allo scopo di rendere onore a questa azione.”12

Così al-Mahdi (aj) avrà una missione universale che ha il suo punto di inizio nel mondo arabo. Il suo nome sarà il nome del Profeta Muhammad(S) ed egli sarà un discendente della stirpe di Fatima (as). La Shi°a crede che egli sia il figlio dell’Imam Hasan al-Askari (as). Nacque nel 255 a.H.: nel 260 a.H. iniziò il suo occultamento.

Egli è ancora vivo, ma protetto da Dio nello stato di occultamento fino a quando si faranno i preparativi per la sua ricomparsa. Alcuni eruditi sunniti condividono quanto creduto dalla Shi°a, ma altri eruditi sunniti credono che al-Mahdi (aj) non sia ancora nato. Sayyid Muhsin al-Amin nell’opera: A’yan al Shi°ah ha citato tredici di quegli eruditi sunniti che hanno sostenuto che al-Mahdi (aj) è il figlio dell’Imam Hasan al-Askari (as) e quindi già nato: ad esempio Muhamad Ibn Yousuf al-Kanji al-Shafi’i nell’opera Al-Bayān fi Akhbār Sāhib al-Zamān e in Kifāyat al-Tālib fi Manāqib Alī Ibn Abi Tālib; Nūr al-Dīn °Ali Ibn Muhammad al-Mālikī in Al-Fusūl al-Muhimmah fi Ma’rifat al-A’immah e Ibn al-Jawzi nella sua famosa opera Tadhkirat al-Khawāss.

5) La Resurrezione

Il mondo arriverà al suo termine nel Giorno della Resurrezione (Qiyāmah), il Giorno del Giudizio. Tutti gli uomini risorgeranno e si presenteranno davanti a Dio che deciderà il loro destino secondo la loro fede e le loro azioni nella vita terrena. Ci saranno ricompense per il bene fatto e punizioni per il male compiuto:

﴿ يَآ أَيُّهَا النَّاسُ اتَّقُوا رَبَّكُمْ إِنَّ زَلْزَلَةَ السَّاعَةِ شَيْءٌ عَظِيمٌ * يَوْمَ تَرَوْنَهَا تَذْهَلُ كُلُّ مُرْضِعَةٍ عَمَّآ أَرْضَعَتْ وَتَضَعُ كُلُّ ذَاتِ حَمْلٍ حَمْلَهَا وَتَرَى النَّاسَ سُكَارَى وَمَاهُم بِسُكَارَى وَلَكِنَّ عَذَابَ اللَّهِ شَدِيدٌ ﴾

“O uomini, temete il vostro Signore. Il sisma dell’Ora sarà cosa terribile. Il Giorno in cui la vedrete ogni nutrice dimenticherà il suo lattante e ogni femmina gravida abortirà. E vedrai ebbri gli uomini, mentre non lo saranno ma sarà questo il tremendo il castigo di Allah.” (Sûra Al-Hajj; 22: 1-2).

﴿ ذَلِكَ بِاَنَّ اللَّهَ هُوَ الْحَقُّ وَأَنَّهُ يُحْيِ الْمَوْتَى وَأَنَّهُ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ * وَأَنَّ السَّاعَةَ ءَاتِيَةٌ لاَّ رَيْبَ فِيهَا وَأَنَّ اللَّهَ يَبْعَثُ مَن فِي الْقُبُورِ ﴾

“Così avviene perché Allah è la Verità, è Lui che ridona la vita ai morti. Egli è onnipotente. Già l’Ora si avvicina, nessun dubbio in proposito, e Allah resusciterà quelli che sono nelle tombe.” ( Sûra Al-Hajj; 22: 6-7).

﴿ وَنُذِيقُهُ يَوْمَ الْقِيَامَةِ عَذَابَ الْحَرِيقِ ﴾

“..e nel Giorno della Resurrezione {li attende} il castigo dell’Incendio” (Sûra Al-Hajj; 22:9).

﴿ كُلُّ نَفْسٍ ذَآئِقَةُ الْمَوْتِ وإِنَّمَا تُوَفَّوْنَ اُجُورَكُمْ يَوْمَ الْقِيَامَةِ فَمَن زُحْزِحَ عَنِ النَّارِ وَاُدْخِلَ الْجَنَّةَ فَقَدْ فَازَ ﴾

“Ogni anima gusterà la morte, ma riceverete le vostre mercedi solo nel Giorno della Resurrezione. Chi sarà allontanato dal Fuoco e introdotto nel Paradiso, sarà certamente uno dei beati, poiché la vita terrena non è che ingannevole godimento.”( Sûra Âli-°Imrân; 3: 185).

Dio tratterà gli uomini con giustizia, ma l’elemento predominante della Sua Giustizia sarà la Sua Misericordia.

﴿ كَتَبَ عَلَى نَفْسِهِ الرَّحْمَةَ لَيَجْمَعَنَّكُمْ إِلَى يَوْمِ الْقِيَامَةِ لاَ رَيْبَ فِيهِ ﴾

“Egli si è imposto la Misericordia. Vi riunirà nel Giorno della Resurrezione, sul quale non v’è dubbio alcuno.”( Sûra Al-An°âm; 6: 12).

Nota
Sebbene tutti i musulmani credano in tutto ciò che è stato esposto fin qui, c’è qualche differenza nell’articolazione dei principi e delle pratiche religiose. I musulmani shi°iti definiscono e distinguono le convinzioni, che abbiamo trattato, come principi o fondamenti della religione (Usūl al-Dīn) e gli atti di adorazione rituali come pratiche religiose o rami della religione (Furū’ al-Din).

La ragione che porta a tale distinzione è che quelle convinzioni sono gli aspetti fondamentali della religione e sono alla base dei criteri validi per essere considerati musulmani. Comunque gli atti di adorazione obbligatori implicano la fede, poiché una fede sincera si manifesta nelle pratiche religiose.

I musulmani sunniti di solito indicano come i Cinque Pilastri della Fede la testimonianza di fede (kalimah), che consiste nel testimoniare che non vi è dio all’infuori di Dio (Allah) e che Muhammad è il Suo Messaggero, assieme a quattro atti di adorazione, che sono la preghiera rituale, il digiuno nel mese di Ramadan, il pellegrinaggio a Mecca e l’elemosina rituale, come i Cinque Pilastri della Fede. Essi considerano altri atti di adorazione, come l’esortare al bene e il proibire il male e la jihad, come atti obbligatori, ma non li includono nei Pilastri della Fede.

  • 1. Shi°ite Islam, di Yann Richard, p. 5 (estratto)
  • 2. Uno dei principali testi utili sui principi fondamentali e le pratiche religiose dell‘Islam è “Una introduzione all’Islam” di Bashir Rahim, oppure un omonimo scritto di Seyyed Muhammad Rizvi. Per una versione su internet degli articoli citati consultare il sito http://www.al-islam.org/links.asp?CatId=135 e pagine correlate.
  • 3. Du°a Kumayl Ibn Zyad.
  • 4. Cfr: "Al-Kâfî", 1/160 H. 13; "Al-Ihtijâj", 2/490; "Al-Tawhîd”, p.362; "Al-I`tiqâdât" di al-Sheikh al-Saduq, p. 10; "Tashîh al-I`tiqâd min Musannafât al-Sheikh al-Mofîd", 5/46, In un hadith, si narra inoltre che l’Imam al-Hadi (as), rispondendo a qualcuno che aveva domandato se gli atti degli esseri umani fossero creati da Allah (SwT), abbia affermato: “Se Egli fosse il Creatore di tutte le azioni degli esseri umani non le avrebbe condannate, come si può chiaramente leggere nel Sacro Corano: “…Allah e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti…” (Sura at-Tawba, 9:3). D’altra parte Egli non disconosce la creazione della loro essenza, ma soltanto il loro politeismo ed i loro atti malvagi”. Cfr.: "Tashîh al-I`tiqâd", 5/43; "Behâr al-Anwâr", 5/20.
    Vedere anche "Man and his Destiny", di Shahid Murtadha Mutaharie Muzaffar “Il Credo dell’islam Shi°ita” cap. “Principio di al-Qada (Predeterminazione) e di al-Qadar (Decreto Divino)”, pag 41.
  • 5. inoltre, Sûra Âli ‘Imrân; 3: 3 –4, Sûra Al-An‘âm; 6: 91.
  • 6. Vi sono alcuni Ahadith nei quali si legge che il Profeta (S) disse che ci sarebbero state dodici guide dopo di lui. Ad esempio Bukhari riferisce che il Profeta (S) disse “Ci saranno dodici capi (amīr) dopo di me". Il Profeta (S) aggiunse poi qualcosa che il narratore non riuscì a sentire e questi chiese a suo padre, che era presente, di dirgli cosa il Profeta (S) avesse detto. Il padre disse che il Profeta (S) aveva detto: “Tutti questi dodici capi saranno della tribù dei Quraysh ”.
    Anche Muslim riferisce l‘accaduto, dicendo che il narratore andò con suo padre in un luogo nel quale si trovava il Profeta (S). Il Profeta (S) disse: “Questa religione non finirà fino a che ci saranno dodici successori (khalīfah)”. Il narratore aggiunse: “poi il Profeta (S) disse qualcosa che io non capii e chiesi a mio padre. Mio padre disse che il Profeta (S) aveva aggiunto: “Essi saranno tutti dei Qurayshiti ”.
  • 7. Come abbiamo già spiegato, l‘Imam °Ali (as) era cugino e genero {in quanto marito di Fatima (as)} del Profeta (S). Egli fu il primo uomo ad abbracciare l‘Islam.
  • 8. (aj) Abbreviazione di “Ajalallahu-l-faraja”, che Allah affretti la sua venuta.
  • 9. Sunan di al-Tirmithi, Kitab al-Fitan, n. 2156 e 2157 e Sunan di Abu Dawud, Kitab al-Mahdi n. 3733 e 3734. Secondo Abu Dawud l’hadith terminava con le parole “Egli colmerà la terra di giustizia, poiché sarà stata colma di ingiustizia e oppressione”.
    Vedere anche Musnad di Ahmad, Musnad al-‘Asharah al-Mubashsharin bi al-Jannah, n.734 e Sunan di Ibn Majah, Kitab al-Jihad, n. 2769
  • 10. Sunan di Ibn Majah, Kitab al-Fitan, n. 4075, e Musnad di Ahmad, Musnad al-‘Asharah al-Mubashsharin bi al-Jannah, n.610
  • 11. Sunan di Abu Dawud, Kitab al-Madi, n. 3735. Vedere anche Sunan di Ibn Majah, Kitab al-Jitan, n. 4076;
  • 12. Sahih di Muslim, Kitab al-Imam, n. 225 e Musnad di Ahmad, Baqi Musnad al-Mukthirin, n. 14193 e 14595

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