Brevi biografie di Celebri Ulama Imamiti

    Brevi biografie di Celebri Ulama Imamiti

    Shaykh al-Kulayni

    Muhammad Ibn Ya’qub al-Kulayni (morto nel 329 H.) apparteneva ad una nobile famiglia di Kulayn, la quale produsse prominenti sapienti nel campo della giurisprudenza e degli ahadith. Egli compilò l’opera “al-Kafi” durante il periodo dell’occultazione minore dell’Imam Mahdi (AJ). Fu un grande sapiente e un tradizionista affidabile di conoscenza assai elevata. Egli fu la guida dei sapienti Islamici del suo tempo ed era noto per la sua conoscenza, virtù ed integrità morale.

    Shaykh al-Tusi riporta che Shaykh al-Kulayni fosse la persona più affidabile ed esperta in materia di ahadith.

    L’opera “al-Kafi” è suddivisa in tre parti: una inerente alla dottrina (Usul al-Kafi), una alla giurisprudenza (Furu’ al-Kafi) ed un’altra ove vengono riportate tradizioni non reperibili nelle altre raccolte (al-Rawdah al-Kafi).

    Shaykh al-Saduq

    Abu Ja’far Muhammad Ibn ‘Ali al-Husayn Ibn Musa Ibn Babawayh al-Qummi (morto nel 381 H.), noto come “Shaykh al-Saduq”, nacque probabilmente nel Khorasan nel 355 H.. In seguito si recò a Bagdad e morì a Rayy nel 381 H.

    Shaykh al-Saduq è visto come uno tra i più grandi tradizionisti e teologi ed è l’autore della famosa opera “Man la yahduruhu al-Faqih”.

    Le fonti più antiche riguardo alla sua biografia sono “Al-Fihrist” di Shaykh al-Tusi e “Al-Kitabul-Rijal” di Ahmad Ibn ‘Ali al-Najashi. Secondo queste, ‘Ali Ibn al-Husayn Ibn Babawayh al-Qummi (padre di Shaykh al-Sadu e morto nel 329 H.) incontrò Abu al-Qasim Husayn Ibn Ruh, il terzo dei quattro vicereggenti dell’Imam occulto (AJ) durante il periodo dell’occultazione minore, e gli pose molte domande. In seguito gli fece giungere, attraverso ‘Ali Ibn Ja’far al-Aswad, una lettera da consegnare all’Imam (AJ). Nella lettera ‘Ali chiedeva di poter avere un bambino e ricevette la seguente risposta: “Abbiamo pregato Iddio ed avrai due bambini promettenti”. Dopodichè da lui nacquero due bambini: Abu Ja’far Muhammad (Shaykh al-Saduq) e Abu Abdullah al-Husayn.

    Shaykh al-Saduq insegnò a Bagdad al tempo del governatore Buwayide Rukn al-Dawla finché non entrò in conflitto con esso. Egli era assai rinomato a motivo della sua conoscenza, memoria, giustizia, intelligenza ed affidabilità.

    Shaykh al-Mufid

    Muhammad Ibn Muhammad Ibn al-Nu’man (morto nel 413 H.), noto anche come “Ibn al-Mu’allim”, fu tra i grandi teologi Imamiti e l’autorità maggiore del suo tempo. Egli era un giurista di alto livello, conoscitore delle buone maniere e perspicace nel suo lavoro. Nacque a Ukbara, vicino a Bagdad.

    Nel “Rawdat al-Janna” (vol. 6 p. 159) Mirza Muhammad Baqir al-Khwansari riporta che una volta il suo tutore Abu Yasir gli raccomandò di seguire le lezioni di teologia di ‘Ali Ibn ‘Isa al-Rummani. Lo Shaykh si scusò e disse che non aveva nessun accesso ad al-Rummani e che quindi aveva bisogno di una presentazione. Allora Abu Yasir gli fornì una lettera da parte sua e lo fece accompagnare da al-Rummani.

    Ibn al-Mu’allim riporta: “Entrai in classe e rimasi subito sorpreso dal grande numero di studenti. Poi mi sedetti in fondo alla sala. Più tardi entrò un uomo dicendo:- Vi è qualcuno qui fuori che insiste nell’essere ammesso alla vostra presenza. Dice di venire da Basra-. L’insegnante disse:- E’ un uomo erudito?-. Il servo rispose di non sapere, ma che questi sembrava assai convito di voler partecipare alla lezione. L’insegnante decise infine di farlo entrare. I due ebbero una lunga conversazione, poi l’uomo chiese all’insegnante:- Come consideri gli eventi di al-Ghadir e al-Gharr?-. ‘Ali Ibn ‘Isa rispose che al-Gharr era un evento riconosciuto mentre al-Ghadir era una una semplice narrazione e che una narrazione non è importante quanto un evento riconosciuto. L’uomo da Basra lasciò allora l’aula senza fare nessun commento.

    A questo punto intervenni e dissi:- O Shaykh! Avrei una domanda-. Ed egli rispose:- Dì. Quindi chiesi:- Come considera chi combatte un Imam legittimo?-. Egli rispose:- Tale persona è un miscredente-. Poi, dopo una breve pausa, si rettificò:- Sarebbe un trasgressore-. Allora chiesi:- Cosa pensi dell’Amir al-Mu’min ‘Ali Ibn Abi Talib, pace su di lui?-. Egli disse:- Penso che era un Imam-. Quindi chiesi:- Cosa pensi dunque circa la battaglia di Jamal e Talha e Zubayr?-. Egli disse che entrambi si erano pentiti. Io dissi:- La battaglia di Jamal è un evento riconosciuto mentre il loro pentimento è soltanto una narrazione-.

    Dopo aver sentito ciò l’insegnante chiese:- Eri presente quando l’uomo di Basra ha chiesto quel che ha chiesto?-. Io dissi di si. Allora chiese:- Quale è il tuo nome e chi è il tuo tutore?- Risposi:- Io sono Ibn al-Mu’allim e il mio tutore è Abu Abdillah al-Jual-. Egli disse:- Sta’ fermo dove sei-. Poi entrò nel suo ufficio, uscendone poi con una lettera indirizzata al mio tutore. Quando consegnai la lettera al mio tutore, egli la lesse e sorrise. Poi disse:- Che è successo tra te e lui in classe? Mi ha chiesto di conferirti il titolo ‘Al-Mufid’-. Io gli raccontai la storia e lui sorrise di nuovo.”.

    Shaykh al-Mufid era un uomo di elevato talento: oltre ad essere giurista era un letterario, uno storico analitico, un teologo e un tradizionista.

    Ibn Abu al-Hadid al-Mu’tazili nel suo commento al “Nahj al-Balagha” riporta che una volta Shaykh al-Mufid vide Fatima Zahra (A) in sogno. Ella stava accompagnando i suoi due figli, Hasan (A) e Husayn (A), verso di lui e gli disse: O Shaykh, insegna giurisprudenza a questi miei due figli”. La mattina seguente Fatima, la madre del grande giurista Sayyid al-Murtada e Sayyid al-Radi, autore del “Nahj al-Balagha”, si recò dallo Shaykh con i suoi due figli e gli fece la stessa richiesta di Fatima Zahra (A) nel sogno.

    Shaykh al-Tusi

    Shaykh al-Tusi (morto nel 460 H.) fu un grande tradizionista e il fondatore della Hawza di Najaf. La sua sapienza era così elevata che nessun giurista Imamita emise una fatwa contraria alle sue per la durata di 110 anni (fino al periodo di Ibn Idris al-Hilli, fondatore della prima Hawza di Hilla, morto nel 598 H.).

    Tra i suoi lavori possiamo enumerare il “Tafsir al-Tibiyan” (tafsir in 10 volumi), “Al-Khilaf” (uno studio comparativo con le scuole di giurisprudenza Sunnite), “Al-Mabsut” (uno studio sulla giurisprudenza all’interno dei confini Sciiti Imamiti), “Al-Talkhis al-Shafi” (uno studio sulla teologia in quattro volumi), “Al-Misbah al-Mutahajjid” (uno studio sulle pratiche di preghiera notturne) e “Al-Nihaya” (un trattato di leggi pratiche).

    Mirza Husayn al-Nuri (morto nel 1320 h.) riporta una storia trovata nel retro di un antico manoscritto di “Al-Nihaya” di Shaykh al-Tusi. Shaykh Najib al-Din Abu Talib Astarabadi narra di aver trovato nel libro “Al-Nihaya”, nella libreria della madrasa in Rayy, quanto segue: “Ci è stato riportato da un gruppo di nostri fratelli che questi stavano discutendo e criticando l’organizzazione e il contenuto del testo ‘Al-Nihaya’. Ognuno di essi aveva obiezioni nei riguardi del lavoro di Shaykh al-Tusi. In seguito alla discussione decisero di recarsi a Najaf, digiunare per tre giorni, adempiere al ghusl il giovedì sera e visitare il mausoleo dell’Imam ‘Ali (A) chiedendogli di chiarire le loro divergenze su ‘Al-Nihaya’.

    Quella notte tutti ebbero lo stesso sogno in cui l’Imam ‘Ali (A) venne e disse:- Nessun autore ha finora composto un testo sulla giurisprudenza dell’Ahl al-Muhammad più affidabile di ‘Al-Nihaya’ sul quale voi divergete. Nel compilarlo egli ha fatto affidamento sulla sincerità della sua intenzione al cospetto di Dio, grazie alla sua stazione e la prossimità divina. Quindi non siate ostinati nel voler stabilire l’autenticità di quello che l’autore ha già stabilito. Agite in accordo alle sue regole ed aderite alle sue ingiunzioni. Invero egli ha sofferto molto nella sua organizzazione e compilazione e si è sforzato di presentare le giuste regole in ogni punto-.

    Quando Shaykh al-Tusi li vide disse loro:- Non avete prestato fede in quello che ho scritto in ‘Al-Nihaya’ fino a che non lo avete sentito dal nostro Maestro ‘Amir al-Mu’minin-. Essi rimasero sbalorditi e chiesero allo Shaykh come egli lo fosse venuto a sapere. Egli rispose:- L’‘Amir al-Mu’minin mi si è presentato come si è presentato a voi e mi ha riferito ciò che ha riferito a voi-. Egli poi descrisse il suo libro nel seguente modo:- Questo è il libro su cui i giuristi Sciiti appartenenti all’Ahl al-Muhammad hanno basato le loro opinioni-”.

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