Come vediamo l’Imam Husayn (A) nella profondità della storia?


    Come vediamo l'Imam Husayn (A) nella profondità della storia?
    Shaykh Habib al-Kazimi

    Traduzione a cura di www.islamshia.org
    Tratto dal sito www.alseraj.net

    Far rivivere la memoria dell’Ahl al Bayt (A) non è limitato alle forme verbali come la recitazione di poemi, la menzione delle loro buone caratteristiche, l’organizzazione di cerimonie di dolore e così via, benché ognuna di queste azioni rappresenti un livello in cui far rivivere questa memoria.

    Il modo più completo per far rivivere la loro memoria è tradurre la loro condotta pratica nelle nostre esistenze individuali e sociali.

    Se la gente fosse informata delle loro nobili parole e della loro applicazione nel mondo odierno, vorrebbe indubbiamente metterle in pratica, aderire al loro pensiero ed essere loro legati sentimentalmente.

    Anche se piangere apertamente nella sua forma esteriore si manifesta come lacrime che scorrono dagli occhi, in realtà questo è un complicato processo che ha radici nel pensiero e nel cuore, ed ha effetti esterni sul corpo.

    Il pianto è il risultato manifesto di una reazione ad una credenza interiore, credenza della sacralità di quelli per cui si piange, che sono connessi con la Fonte più alta della sacralità nell’esistenza, Dio Onnipotente.

    E’ similarmente il risultato delle reazioni all’interno del cuore, collegato a questa credenza.

    Quello che è accaduto all’Imam Husayn (A) nel giorno di Ashura fu un grande insulto al messaggio per cui l’Imam Husayn (A) si sollevò, fu un grande insulto per la Profezia, poichè Husayn (A) stava cercando di riformare la Ummah (Comunità Islamica), e fu un grande insulto all’Imamato, e le sofferenze patite da lui e dalla sua famiglia sono diverse da qualunque altra nella storia umana!!

    Il piangere, nella logica dell’individuo e della Ummah, è una posizione che intraprende l’uomo, oltre alla mano ed alla lingua (azione e parola), per esprimere la sua opinione sulle cose riguardanti la vita.

    Piangere per il Signore dei Martiri (A), è dimostrare un rifiuto per ogni forma di oppressione che la Ummah ha dovuto subire, dopo la scomparsa del celeste metodo descritto da Dio Onnipotente.

    Questo metodo è rappresentato dal Libro Sacro “La corda tesa fra il cielo e la terra”, e la Santa Famiglia “La corda tesa tra il Profeta e la sua Comunità”.

    Un albero è conosciuto dai suoi frutti e l’evento di Karbala è il frutto amaro dell’albero diabolico, che è stato descritto dal Nobile Corano.
    I mezzi naturali per la riforma della Ummah sono presenti negli hadith e nelle ammonizioni dirette alle menti ed ai cuori, e sono stati forniti da ‘Ali (A) e Hasan (A).

    Ma la Ummah si era stupidita e la sua forza di volontà era morta a tal punto da vedere Yazid diventarne “Imam”.

    Il Signore dei Martiri ha così descritto questo uomo, quando Yazid scrisse a Walid comandandogli di ottenere la fedeltà di Husayn (A) o di mozzargli il collo: “Siamo la Famiglia del Profeta(S), noi siamo la miniera del messaggio, noi siamo quelli visitati dagli Angeli, Allah cominciò da noi e tramite noi completa. Yazid è un uomo corrotto che beve alcool, uccide la gente senza diritto ed apertamente si applica nella corruzione. Quelli come me non dovrebbero mai sottomettersi a quelli come lui.”

    Non rimasero altri mezzi che il sacrificio del sangue, in modo che la Ummah si ridestasse tramite l’enormità di questa disgrazia, a cui si arrivò dopo le gravi deviazioni che si accumularono. Dobbiamo osservare l’Imamato come un metodo comprendente tutte le dimensioni.

    Qui è Husayn (A), che rappresenta uno degli anelli di questa catena benedetta: in un tempo lo vediamo nella più alta forma di adorazione di Dio Onnipotente, nella supplica del giorno di Arafah, nella quale non ci sono somiglianze tra l’uomo ed il suo Dio.

    In un altro momento lo vediamo affermare il dominio sulla terra di Dio Onnipotente, tramite i suoi discorsi politici, quando sta lasciando Medina.

    Lo vediamo, in un altro momento, alla vigilia di Ashura, ordinare intorno a lui i suoi compagni, per forgiare un legame spirituale con Dio tramite le sue raccomandazioni.

    Allora si udiva nella notte come un ronzare di api indaffarate, ed il giorno ruggiti di leoni.

    La commemorazione per Imam Husayn (A), è proprio come un’università che ha diramazioni ovunque, dalle grandi capitali fino ai piccoli villaggi di campagna.

    Per questo motivo non c’è comunità così informata sulla storia e le leggi della Sharia, come i seguaci dell’Ahl al Bayt (A), che entrano in questa università due mesi all’anno, dal bambino piccolo all’uomo più anziano.

    Non sono questi, per forza di cose, laureati nel movimento benedetto di Husayn (A)?

    Questo movimento non fu un movimento storico poichè fu un movimento per la storia!

    Questa rivoluzione non aveva richieste materiali o mondane, ma portava il messaggio che la vita può cambiare tramite una corretta lettura dell’Islam, che divenne quasi afflitto dalla malattia delle nazioni precedenti.

    C’è un collegamento ed un’armonia tra tre gruppi di dieci: gli ultimi dieci giorni di Ramadan, i primi dieci giorni di Dhul Hijjah ed i primi dieci giorni del mese sacro di Muharram, e questi giorni messi insieme compongono un mese di ogni anno.

    Noi dobbiamo usare questi periodi benedetti di dieci giorni, distribuiti lungo l’anno, come stazioni con cui ristabilire il nostro collegamento con Dio Onnipotente.

    Ci distanziamo da Lui con ogni atto di disobbedienza ed ognuna di queste stazioni del rinnovamento è un’opportunità per accorciare la distanza da Dio, guadagnando la Sua vicinanza.

    Sono una possibilità per riconnettersi agli insegnamenti dell’Ahl al Bayt (A), di cui il loro nonno, il Profeta Mustafa (S) disse: “Io sono la città della conoscenza, loro e nessun altro sono le porte”.

    Dio ha stabilito punizioni fisiche e spirituali, e non colpisce una persona con una punizione più grande di un cuore indurito.

    E’ ben noto che le lacrime non si prosciugano se non con la durezza dei cuori ed il cuore non cresce indurito se non con l’abbondanza di peccati!

    La durezza del cuore è un chiaro segno di malattia nelle facoltà emotive dell’uomo.

    E’ responsabilità dell’adoratore scoprire le cause di questo cuore indurito, e se non vorrà sarà una grande perdita.

    D’altra parte è un grande successo per chi vede sul suo petto la medaglia del Profeta (S), manifestata dal martirio per la fede, che afferma che l’uccisione di Husayn (A) provoca, nei cuori dei credenti, un fuoco che non può essere raffreddato.

    Allora, senti nel tuo cuore questo calore che ti indica che è vivo?!

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