Differenti approcci metodologici alla spiritualità

    Differenti approcci metodologici alla spiritualità

    Tratto da “The Message of Thaqalayn” (Estate 2009, vol. 10, n. 2)

    Mohammad ‘Ali Shomali

    In questo articolo vedremo e discuteremo brevemente le differenti metodologie tra i sapienti musulmani nello studiare la spiritualità in generale e l’etica (akhlaq) in particolare. In generale possiamo classificare le attitudini dei sapienti in tre principali approcci:

    1) L’approccio filosofico
    2) L’approccio mistico
    3) L’approccio scritturale o basato sui testi

    1) L’approccio filosofico

    Molti sapienti musulmani hanno ritenuto lo sguardo di alcuni filosofi greci, soprattutto Aristotele, in larga misura come una via attraverso la quale parlare dell’anima umana. Secondo questo punto di vista, l’anima umana possiede tre differenti facoltà (quwwah) responsabili per l’azione; esse sono:

    A. La facoltà razionale (al-quwwah al-‘aqliyyah), la facoltà responsabile della conoscenza. Essa ci aiuta a comprendere le questioni e ci rende in grado di condurre discussioni. Se questa facoltà funziona in modo appropriato, è possibile ottenere la vera saggezza (hikmah). Questo non significa che uno deve sforzarsi per un eccesso della facoltà razionale, perché questa è una delle cause dello scetticismo; piuttosto, ciò significa che dobbiamo essere attenti nel mantenere un equilibrio.

    Se una persona non è sufficientemente razionale, essa può accettare e credere a qualsiasi cosa ascolta. Questo tipo di persona può essere facilmente ingannata. Ibn Sina (Avicenna), in una profonda dichiarazione, dice: “Chiunque è solito accettare un argomento senza motivazione non è più un essere umano.” Questo perché una parte fondamentale dell’umanità è costituita dalla razionalità e l’essere umano è spesso definito dai filosofi come “animale razionale”. Quindi vi è bisogno di trovare un equilibrio, e non essere troppo razionali e critici o troppo recettivi.

    B. La facoltà della rabbia (al-quwwah al-ghadabiyyah), la facoltà che controlla il nostro temperamento. Senza questa facoltà, non saremmo motivati a proteggere noi stessi dal pericolo. Comunque, se qualcuno conduce questa facoltà all’estremo, diventerà aggressivo e sempre pronto ad attaccare.

    Dall’altro lato, se una persona è priva della facoltà della rabbia, sarà un codardo. I filosofi di questa scuola di pensiero ci incoraggiano ad ottenere un giusto equilibrio tra questi due estremi, in modo da poter ottenere la virtù del coraggio. Una saggia persona, quindi, è quella che conosce quando diventare arrabbiata e fino a che punto.

    C. La facoltà passionale (al-quwwah al-shahwiyyah), la facoltà che consiste principalmente nell’appetito sessuale, ma include anche quello per il cibo ed altre cose. Se la forza del desiderio sessuale non fosse presente nell’essere umano, l’esistenza continua della specie umana sarebbe in pericolo. Anche questa facoltà deve essere portata ad un equilibrio nella quale una persona sia casta e modesta.

    Quindi, se uno vuole trovare un equilibrio in tutte queste facoltà riceverà saggezza, coraggio e castità; questo è tutto ciò che è necessario per ottenere giustizia. Ciò significa che colui che è giusto o ‘adil è colui che ha ottenuto la perfezione in ogni aspetto della sua anima. Essere ‘adil non significa solamente astenersi dai peccati, ma attiene anche alla perfezione di ogni facoltà.

    Questa scuola di spiritualità fornisce una risposta davvero razionale alla questione dell’auto-edificazione. Sebbene sia razionale, alcuni trovano che sia astratta e manchi di qualità intuitive e emotive che possano impegnare realmente la gente e renderla motivata al cambiamento. Ci viene insegnato di trovare un equilibrio con le nostre facoltà, ma può esser difficoltoso conoscere dove si trovi questo equilibrio nelle differenti circostanze. Questo approccio è utile, ma non sufficiente; noi dobbiamo aggiungervi elementi pratici e intuitivi alla nostra visione di auto-costruzione.

    2)L’approccio mistico

    I mistici considerano l’intero processo di auto-costruzione come un viaggio verso Dio o la perfezione, e come un aspetto di graduale sviluppo. La differenza tra l’approccio precedente e questo approccio è la seguente:

    Secondo il primo approccio, la relazione dell’anima e dell’auto-costruzione può essere considerata nel seguente modo. Immaginate una casa che volete adornare; ci sono un numero di cose che voi potete fare. Potete rimuovere la sporcizia, poi iniziare a decorare la casa, e arredare la casa in una maniera saggia. Se uno si impegna a rimuovere la sporcizia e tutti gli elementi sgradevoli dalla casa, e la arreda con belli oggetti, la casa diventerà allora attraente. Alla stessa maniera possiamo considerare la casa che vogliamo imbellire come l’anima che vogliamo purificare e adornare con buone qualità.

    Dobbiamo rimuovere le qualità negative dai nostri cuori in modo che Iddio ponga luce in essi e ‘arredare’ i nostri cuori con un buon carattere. Per esempio, leggiamo in un hadith: “Gli angeli non entrano in una casa nella quale vi sono cani”1

    Similmente noi dobbiamo considerare lo stato dei nostri cuori, e se essi sono aggressivi come un cane, irascibili o malati, non possiamo sperare che gli angeli vi facciano ingresso. Questo processo comprende quindi tre principali tappe:

    - Takhliyah (purificazione)
    - Tahliyah (adornamento)
    - Tajliyah (iniziare a splendere, che ha luogo automaticamente dopo aver realizzato le prime due)

    Sebbene questo approccio sia in una certa misura ispirante, e può fornirci una base attraverso la quale auto-costruirci, non è dinamico, poiché non spiega pienamente dove uno deve iniziare e terminare precisamente il viaggio spirituale. Non ci dice cosa dobbiamo purificare per prima o con cosa adornare noi stessi. Questo approccio, inoltre, è utile, ma non sufficiente in sé stesso come piano completo di auto-formazione.

    In accordo al secondo approccio, la relazione dell’anima e l’auto-formazione può essere considerata nella seguente maniera. Una persona è simile ad un fiore, e un fiore non può crescere senza cura. Un fiore può crescere come ogni altro sorto nel passato; non è una cosa unica. E’ simile ad un bambino che gradualmente diventa adulto. Uno non può essere adolescente senza prima essere un bambino. Nello stesso modo, non possiamo dare il cibo di un bambino ad un adolescente o viceversa.

    Quindi, il secondo approccio, vale a dire quello mistico, guarda allo sviluppo spirituale in una maniera dinamica, come ad una procedura dettagliatamente pianificata. Vi è bisogno della guida di persone che hanno attraversato questo processo, che possono fornire consigli su cosa fare ad ogni tappa. Con questo approccio, ogni tappa deve essere intrapresa separatamente. Questo significa che le aspettative in ogni tappa devono essere differenti. Ciò che è buono per una persona ad un livello probabilmente non sarà necessariamente positiva per un’altra persona ad un livello più alto. Per esempio, se un piccolo bambino memorizza la Sura al-Fatihah (l’Aprente) e la recita, la gente lo elogerà e rimarrà impressionata, ma se un Imam della Preghiera recita la Surah nello stesso modo, la gente lo criticherà e non pregherà dietro di lui. Ogni cosa è quindi relativa a ciò che noi ci aspettiamo da noi stessi nelle differenti situazioni. Si tratta di un viaggio costante da un livello a quello successivo.

    3) L’approccio scritturale o basato sui testi

    Secondo questo punto di vista, il miglior approccio è fare riferimento al Corano ed alla Sunnah del Santo Profeta (S) e della sua famiglia (A). Coloro che difendono questo approccio felt quindi che non vi era bisogno di un frame work filosofico, e ascoltano piuttosto le qualità desiderabili ed indesiderabili dell’essere umano basate sul Corano. Per esempio, rispetto al vizio dell’avidità essi estrarranno dei versetti dal Corano che riveleranno che l’avarizia è una qualità indesiderabile e porteranno prove ed alcune soluzioni dagli hadith.

    Quale deve essere la nostra attitudine?

    Tutti questi sapienti hanno reso grandi contributi al pensiero etico islamico. Comunque, ognuno di questi approcci ha i propri punti forti e deboli e se vogliamo trarne beneficio, dobbiamo creare un approccio sintetico nel quale i vantaggi di ogni scuola di pensiero siano incorporati.

    Requisiti per un approccio adeguato

    1. Il nostro sguardo morale deve essere compatibile con il Corano e la Sunnah, e non vi è nessuno migliore d’Iddio e del Santo Profeta (S) nel guidarci, rispetto al bene ed al male. Ogni verità proviene da Dio, non importa se giunge a noi attraverso i mistici o i filosofi.

    2. Il sistema etico deve essere comprensivo. Nessun aspetto dell’essere umano deve essere ignorato. Noi non vogliamo avere una persona che sviluppa solo un aspetto. Un essere umano deve crescere in tutti i differenti aspetti.

    3. Il sistema etico deve essere razionale e supportato da argomenti razionali, ma deve essere anche pratico e invitante.

    4. La base deve essere consistente e priva di contraddizioni.

    5. Il sistema etico deve dirci cosa fare nelle differenti posizioni e stazioni in quanto l’auto-formazione è un processo dinamico e non statico. In nessuna branca di studio o pratica una persona può dire di non aver bisogno di consultazioni o consigli.

    6. L’Islam è una religione che considera la ragione particolarmente importante. Non vi è nulla di irrazionale nell’Islam. Ci sono molte cose insegnate attraverso la Rivelazione, ma questo non significa che sono contro la ragione; questo perché esse sono al di sopra della ragione. Per illustrare la differenza tra qualcosa che è contro la ragione e al di sopra della ragione, lasciateci fare un esempio. Se a qualcuno viene chiesto quante persone ci sono in un’altra stanza, usando soltanto la propria ragione, egli non potrà dirvelo. Questa risposta non giunge attraverso la ragione. Comunque, se qualcuno risponde che nell’altra stanza vi sono un milione di persone, conoscendo la grandezza della stanza, possiamo dire che questa risposta è contro la ragione.

    Conclusione

    Noi abbiamo bisogno di un sistema morale basato sul Corano e la Sunnah, che abbia al contempo basi razionali e filosofiche. Il sistema deve possedere anche priorità chiare, e se due cose sono in conflitto, il sistema deve mostra quale delle due è più importante. Dobbiamo infine esser capaci di individuare quanto ricerchiamo in ogni tappa, generalmente da coloro che hanno attraversato la tappa nella quale noi ci troviamo ora, poiché i loro consigli ed aiuti sono estremamente importanti.

    Tra i nostri sapienti contemporanei, ci sono stati brillanti insegnanti di spiritualità che hanno combinato queste scuole di pensiero, e dai quali possiamo apprendere, come l’Imam Khomeyni, Allamah Tabatabai, Ayatullah Motahhari e l’Ayatullah Javadi Amoli.

    • 1. Cfr. Bihar al-Anwar, vol. 56, pag. 177.
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