L'Islam e la Questione della Libertà

    Questo testo analizza il concetto di libertà secondo l'ottica islamica, facendo dei paragoni con il concetto occidentale di libertà .

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    Nella teologia e nella filosofia islamica il concetto di libertà è un argomento molo discusso, soprattutto di recente.

    Tra i mutakallimun (teologi) il tema principale di discussione è il concetto di predestinazione e quello di libero arbitrio. La domanda che ci si pone è se il destino dell'essere umano sia già stato predestinato da Allah (SwT) o se è l'essere umano stesso, per mezzo del suo volere, a deciderlo. Anche in sociologia e psicologia vi è un simile oggetto di dibattito, in quanto ci si chiede se il destino dell'essere umano venga determinato dalla società o da se stesso.

    Per quanto riguarda il credo shi°ita, l'essere umano possiede il libero arbitrio e quindi è stato dotato di una certa sfera di libertà, come del resto ogni altra cosa presente nell'Universo. Allo stesso tempo però, l'essere umano, per sua natura e per il suo istinto di sopravvivenza, tende a socializzare, facendo così della società un bisogno primario.

    Nel momento si vive in una società, al fine di preservarla, si devono delineare i principi e le regole sui quali questa si basata. La mancata preservazione della società equivarrebbe a dire l'estinzione dell'essere umano, poiché, come è stato affermato in precedenza, si tratta di un suo bisogno primario.

    La società civile si ha nel momento in cui una qualsiasi società stabilisce i propri principi e regole. In un tal tipo di società è ovvio che non si potrà mai essere totalmente liberi come qualche pensatore anarchico o nichilista ha qualche volta pensato.
    Uno dei fondamenti di una società civile è, infatti, il principio del rispetto dell'individuo il quale, a sua volta, implica alcune doverose regole che il governo emette e che tutti gli individui sono tenuti a rispettare.

    All'interno di una società, certe libertà basilari come la libertà politica, la libertà di pensiero, la libertà di mercato e la libertà religiosa non possono non essere concesse. Comunque, il fatto che alcune forme di società, come quella socialista, non credano ad alcune libertà come quella di mercato e, in alcuni casi, alla libertà di religione, mostra che non tutte le ideologie si appoggiano su ogni tipo di libertà.

    Nel liberalismo occidentale il concetto di libertà assume il ruolo più importante e la meta finale di ogni individuo, mentre nel pensiero Islamico il concetto di libertà differisce da tale prospettiva. Questa divergenza nasce da un concetto differente della cosiddetta teoria del , e ciò equivale ad affermare che l’Occidente e l'Islam hanno una diversa visione riguardo a cosa sia l'essere umano.

    Nel liberalismo, il concetto di libertà è definito dal termine "libertà negativa" poiché i liberali, nonostante la loro intera ideologia sia basata sul concetto di libertà, considerano tale concetto in termini negativi, per il fatto che in una società ci devono necessariamente essere alcuni doveri; nonostante ciò, essi affermano la libertà dell'individuo quale valore più alto.
    I sapienti Islamici hanno invece definito il concetto liberale di libertà in quanto "libertà da", volendo indicare cosi l'assenza di costrizione presente nella dottrina predominante in Occidente.

    La ricerca dell'assenza di vincoli esterni è una prerogativa dell'ideologia liberale, poiché ogni tipo di ostruzione esterna, sia fisica che legale, rappresenta un ostacolo per lo scopo vitale dell'essere umano che secondo loro è la libertà. Un esempio di ciò può esser riscontrato nella dottrina liberale del libero mercato: i liberali affermano, infatti, che ogni individuo è libero nel mercato mondiale e per questo lo Stato deve avere un potere limitato e ristretto.

    Da un certo punto di vista, è certamente vero che se qualche individuo o la legge c’impedisce di fare qualcosa, possiamo dire di non essere totalmente liberi, ma da un altro lato i liberali non tengono in considerazione un altro aspetto della libertà. Ad esempio, se una persona povera vuole studiare, ma non ha i soldi per pagare i suoi studi, come può risolvere il suo problema? E se vuole mangiare e vivere sotto un tetto, cosa deve fare? Essa non può sostenere il prezzo delle sue necessità... Se guardiamo quindi le cose sotto tale prospettiva, un individuo non è libero per nulla.

    Un altro fattore estremamente negativo in una società liberale avviene quando i mass-media manipolano l'opinione pubblica e le menti degli individui per i propri interessi. Ciò impedisce la completa realizzazione dell'individuo. In una situazione dove giornali e televisione formano le menti delle genti e decidono per essi, nessuno è in grado di realizzare se stesso.
    Ad esempio, secondo i liberali non c'è niente di sbagliato nella vendita e nella visione di materiale pornografico poiché ogni individuo è libero di fare ciò che vuole.
    Ma se diamo la possibilità ai giovani, i quali potenzialmente possono fornire il più grande aiuto alla società e di fatto ne sono il futuro, di ottenere e vedere tali cose, invece di fornire loro dei veri valori morali che gli permetterebbero di avere una visione oggettiva, essi non potranno mai auto-realizzarsi, né fornire il benché minimo aiuto al progresso e al benessere etico e politico della società. Affermare che l'auto-realizzazione di certi individui sarebbe la visione di materiale pornografico, oltre che ad essere alquanto assurdo, è inesatto perché, sebbene le aspirazioni umane possano differire da un individuo all'altro, il potenziale e il fine ultimo dell'essere umano in quanto tale è uguale per tutti.

    Il sistema liberale della "libertà da" si basa dunque su due parti, colui che agisce e la costrizione, seguendo una formula come segue:

    A (colui che agisce) deve essere libero da X (la costrizione)

    Opposto al concetto di libertà negativa vi è quello di libertà positiva sostenuto dai minimalisti (i socialisti) e dai massimalisti (l'Islam). La formula, sia minimalista che massimalista, del concetto di libertà positiva si basa su tre parti: colui che agisce, la costrizione e la meta o il valore, ed è la seguente:

    A (colui che agisce) deve essere libero da X (la costrizione)
    al fine di diventare, o non diventare, Z (la meta o il valore)

    La libertà positiva minimalista dei socialisti si riferisce ai mezzi quali strumenti validi per ottenere una buona società. In accordo a questa prospettiva ogni cosa è al servizio degli individui al fine di fare realizzare la loro meta o il loro valore, l'auto-realizzazione, e lo Stato deve fornire le stesse possibilità di raggiungimento per tutti.
    Si può quindi concludere che, secondo il socialismo, lo scopo della società, noto sotto l'appellativo di giustizia sociale, è quello di soddisfare i bisogni degli individui, bisogni che però sono diversi come sono diversi gli individui.

    L'Islam, che si riferisce ad un concetto di libertà positiva massimalista, ritiene invece che i mezzi non siano l'unica cosa importante al fine della realizzazione degli individui, sostiene bensì l'esistenza di una specifica meta o valore finale su scala globale. In accordo a tale prospettiva un individuo non sarà mai veramente libero senza questa meta specifica. Al fine di essere veramente liberi, si dovrà quindi mettere qualche limite a quelle che sono state definite dai sapienti Islamici “libertà apparenti”. Per questo il Sacro Corano afferma:

    "« a coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nei Vangeli, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno»”(Sura al-A°raf, 7:157)

    Nel versetto appena menzionato Allah (SwT) paragona le genti che hanno preceduto l'avvento dell'Islam a dei prigionieri che con l'avvento dell'Islam hanno ottenuto l'opportunità di ottenere la libertà.

    L'Islam crede che gli individui possono raggiungere una serie di obiettivi. Uno di essi è la conoscenza della religione, che include la conoscenza di Allah (SwT) e dei Suoi attributi, la relazione di Allah (SwT) con le Sue creature, l’Aldilà, ecc.. Un altro obiettivo in seno all'Islam è la sua ideologia, ossia il modo di vivere, il quale include il codice legale e il codice morale.

    I liberali affermano la necessità di dover ignorare qualche questione inerente al bene, alla felicità ed alla salvezza dell’umanità al fine di introdurre un sistema legale nella loro società. Ciò vuol dire che il concetto giuridico di giusto e sbagliato non corrisponde al concetto morale di bene e male.

    Al contrario, i filosofi Islamici hanno sostenuto la tesi che ciò che è giuridicamente giusto deve necessariamente corrispondere a ciò che è moralmente bene e che il sistema legale deve basarsi sulla nostra definizione di bene e male.
    Riguardo a ciò che e moralmente bene, Aristotele lo definisce in accordo all'edonismo, ossia ritiene che il piacere induce alla felicità e ciò e bene. Nel Sacro Corano invece, la felicità dell'essere umano viene misurata in base alla sua vicinanza alla Divinità. Di conseguenza tutto ciò che ci avvicina ad Allah (SwT) è fonte di bene e felicità.

    Il relativismo predicato dai liberali, che considerano la moralità una questione soggettiva, poiché non riconoscono l’esistenza di nessuna verità oggettiva, non fa altro che sconfiggere la loro stessa teoria, in quanto la negazione di una verità assoluta è l'affermazione della falsità di ogni dichiarazione (poiché non può trattarsi di una visione oggettiva), ivi incluse le loro. In verità, tale attitudine altro non fa che chiudere le porte della conoscenza.

    In conclusione, l'Islam non nega la libertà individuale bensì la ritiene necessaria al fine dell'applicazione del codice morale, poiché la vera moralità è basata sulle intenzioni degli individui. La libertà va comunque ristretta riguardo al codice legale, anche se a volte questo può non piacerci. Se, ad esempio, siamo in ritardo ad un appuntamento ed andiamo di fretta, ma i vari semafori per la strada rallentano il nostro cammino, non possiamo certo gioire, ma se non rispettiamo i semafori, o se i semafori non esistessero, si creerebbero confusione ed incidenti.

    Nell'Islam la libertà è certamente più ristretta che nel liberalismo, poiché la giustizia sociale e l'auto-realizzazione degli individui sono fondamentali e restringono le libertà apparenti.

    L'Islam non permette al governo di interferire nella vita privata degli individui (ad esempio non può forzarli ad essere persone morali o buoni musulmani) ma deve comunque limitare la libertà nell'aspetto pubblico in quanto altrimenti la società diverrebbe corrotta e la libertà per l'auto-realizzazione delle genti distrutta. E tale compito di preservare il sano aspetto di una società è una pesante responsabilità che incombe sul Governo Islamico.

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