La Moschea e La Fede


    La Moschea e La Fede

    Yahya °Alawi
    In Nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso
    “Oh mio Dio, io ho compiuto questa Preghiera
    In vista della Tua misericordia, della Tua soddisfazione e della Tua assoluzione,
    e attraverso la venerazione per il  Tuo luogo di prosternazione”
    {Invocazione in onore dei luoghi di prosternazione}

    “Bisogna studiare, disse l’Imam Khomeyni (ra)1, ciò che permise all’Islam dei primi tempi, con una popolazione minima e le mani vuote, senza il più piccolo equipaggiamento militare, di compiere in meno di mezzo secolo la conquista del “mondo”? E ciò che ha fatto sì che in seguito i musulmani perdessero tutto, malgrado la loro popolazione molto importante, il loro equipaggiamento militare e la loro ricchezza in rapporto alle riserve naturali? Cosa li ha fatti essere così e cosa ci ha fatto diventare così?
    La ragione è che nei primi tempi dell’Islam, gli individui che avevano stipulato alleanza con il più nobile tra gli Inviati(S)2 erano poco numerosi, ma si erano impegnati in questa via che fecero propria, e furono convinti dell’Islam. Per loro non fu questione di vivere al prezzo di non importa quale umiliazione o tormento: essi considerarono il martirio come una opportunità per loro stessi e questo fu lo spirito che li portò alla vittoria (…).
    In seguito, i musulmani hanno a poco a poco perso questa forza della fede e si sono impegnati negli affari di questo mondo e nell’attaccamento alle cose materiali. (…) Colui che ha molta fede (attualmente) è qualcuno che si reca in moschea, poi ritorna a casa a fare delle invocazioni: aspetti che furono fondamentali dei primi tempi dell’Islam non sono assolutamente più considerati, soprattutto al presente”3.

    “Ai tempi del nobilissimo Inviato (S) la sacra moschea e le altre furono centri di guerra, centri di politica, e nella moschea del Profeta (S) non si facevano solamente dibattiti culturali sulla Preghiera e il digiuno: le questioni politiche furono più numerose. Quando volevano lanciare delle spedizioni e mobilitare la gente per la guerra, intraprendevano queste cose in moschea”4.

    “Nell’Islam, e agli albori dell’Islam, la moschea fu spesso il centro dell’attività dei movimenti islamici: è nella moschea che cominciarono le attività di predicazione islamica ed è dalla moschea che le truppe islamiche si mettevano in movimento (…). Agli albori dell’Islam, la moschea fu spesso il centro dei movimenti islamici e delle attività”5.
    “La moschea è una trincea islamica (…) Non fosse stato così, vi deteriorereste proprio ad andare a pregare e ancora pregare.. (…) E’ questa trincea che essi vogliono prendere”6.

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    “Grazia al Nome di Allah e grazie ad Allah,
    veniamo da Allah e ritorniamo a Lui e nella Sua via;
    oh mio Dio, a Te io mi sono sottomesso, verso Te io mi sono volto
    e a Te io rimetto i miei affari:
    proteggimi dunque con la protezione della fede”
    {Invocazione dell’Imam as-Sajjad (as)}

    La fede è una cosa strana, capace di trasformare radicalmente e da cima a fondo tanto l’individuo che la società.

    “Le invocazioni, disse l’Imam Khomeyni, fanno uscire l’uomo dalle tenebre e, quando ne è uscito, diventa un uomo che agisce, ma per Allah, che si solleva per Allah, che combatte per Allah, che avanza per Allah. (…) Le invocazioni (…) fanno di lui un essere umano. Poiché è diventato “umano”, fa tutte queste cose (…), ma le fa per Allah (…)”7.

    Tuttavia, dato che questa trasformazione è solo personale e non tocca la società nel suo insieme, essa resta insufficiente, come ha mostrato l’esperienza della Rivoluzione Islamica che evoca ancora l’Imam Khomeyni (ra):

    “Noi abbiamo sperimentato che se non fossimo stati collettivamente volti verso Allah l’Altissimo, sia Lui benedetto, anche se ognuno di noi lo fosse stato isolatamente, noi non avremmo potuto fare qualche cosa. Noi sopportammo ingiustizia, iniquità ed oppressione e i saccheggiatori del mondo ci avrebbero assalito da tutte le parti. (…) Poi abbiamo visto questa sollevazione che fece il popolo iraniano, questo movimento del popolo iraniano si diresse a poco a poco dalla divisione verso l’unione e verso un obiettivo unico. In tutte le regioni del paese, dai villaggi alla capitale, dei corpi uniti e degli spiriti uniti discesero nelle strade con una aspirazione: l’Islam e Allah. Ed essi respinsero l’ingiustizia (…) Questa gente fu la stessa di venti anni prima, ma essi subirono l’aggressione degli stranieri, subirono l’aggressione di coloro che furono i servi degli stranieri, e non poterono fare niente. Sono gli stessi che, per la grazia provvidenziale di Allah l’Altissimo, sia Lui benedetto, furono trasformati in un essere vulnerabile dotato di un’unità totale, spirituale e corporale. Sono gli stessi che passarono da uno stato spirituale ad un altro grazie al quale conseguirono la vittoria, una vittoria sollevata miracolosamente, una vittoria alla quale non si diede la più piccola possibilità8.

    “Sulla base dei criteri materiali, dei criteri abituali, noi avremmo dovuto essere annientati in un assalto ed essi non avrebbero fatto di noi che un boccone; ma la potenza della fede, l’assistenza di Allah l’Altissimo, sia Lui benedetto, fece sì che voi vi siate affidati all’Imam Mahdi, Guida di questo tempo, che Allah ne affretti la manifestazione: tutto ciò vi ha reso vittoriosi. Fratelli miei, non dimenticate questo segreto della vittoria. Questa unità di parole apparse in tutte le classi sociali dell’Iran fu un miracolo. Nessuno può negare ciò: fu un miracolo, fu qualche cosa di divino, fu un’ispirazione divina e non un’opera umana. Il segreto della vostra vittoria è anzitutto una fede incrollabile e dopo l’unità di parola: preservate queste due cose9.

    • 1. (ra), abbreviazione di “Raĥmat-Ullahi °alayhi”, che la Clemenza di Allah (SwT) sia su di lui.
    • 2. (S) abbreviazione di “Sallal-Lāhu °alayhi wa ãlihi wa sallam”: “pace e benedizioni di Allah (SwT) su di lui e sulla sua famiglia”.
    • 3. Dichiarazione dell’Imam Khomeyini in presenza di un gruppo di rappresentanti di paesi musulmani (10-7-1979) – Sahife-ye nur, v.8 p.94.
    • 4. Dichiarazione dell’Imam Khomeyni in presenza dei responsabili della Fondazione dell’Hajj e dei pellegrini (17-8-1983) – Sahife-ye nur, v.18 p.67,68
    • 5. Dichiarazione dell’Imam Khomeyni in presenza di una delegazione di rappresentanti dei sapienti religiosi dell’Arabia Saudita (21-4-1979) – Sahife-ye nur, v.6 p.49.
    • 6. Dichiarazione dell’Imam Khomeyni in presenza degli abitanti di Qom (18-11-1980) Sahife-ye nur, v.13 p.177.
    • 7. Imam Khmomeini, Tafsir sure-ye hamd, p.54. Tradotto in italiano col titolo: “Commento alla Sura al-Hamd”.
    • 8. Dichiarazione dell’Imam Khomeyni in un’udienza pubblica (26-2-1981) – Sahife-ye nur, v.14 p.103-104.
    • 9. Dichiarazione dell’Imam Khomeyini in presenza di un gruppo di Guardiani della rivoluzione (4-3-1979) – Sahife-ye nur, v.5 p.141.
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