Le caratteristiche del numero 40 nello sviluppo delle potenzialita umane


    Le caratteristiche del numero 40 nello sviluppo delle potenzialita umane

    (Estratto dalla "Risalah as-Sayr wa as-Suluk" di Sayyid Mahdi Bahr al-‘Ulum)

    Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso.

    Ogni lode appartiene ad Allah. E pace e benedizioni siano su colui che si innalza alla stazione della gnosi1, sulla sua famiglia e sui fiduciari2 dell’Unico degno di essere adorato.

    O viaggiatori nel regno della felicità e della purezza! O compagni del patto di sincerità e d’alleanza!

    Aspettate! Ho avvistato un fuoco sul lato della montagna. Vi porterò un tizzone, sì che possiate riporvi attenzione.3

    E’ stato narrato da diverse autorevoli catene di trasmissione che il Messaggero di Allah (saw) e i Santi Imam (as) dissero:
    "Chi si dedica ad Allah per quaranta giorni troverà le fonti della saggezza che sgorgano dal cuore e dalla lingua"4

    Le parole riportate delle varie narrazioni differiscono ma il significato è invariato.
    Per mezzo delle esperienze personali e delle affermazioni dei saggi, sappiamo che in ciò si celano significati particolari non privi di speciali effetti sulle potenzilità interiori con le quali il viaggiatore spirituale percorre il suo sentiero.

    Le tappe nella via possono essere molteplici, ma la meta è una. E sebbene queste tappe possano essere numerose, per ognuna di esse vi è un nuovo mondo da attraversare.

    L’argilla di Adam (as), il padre dell’umanità, fu raccolta in quaranta giorni:
    "E raccolsi la terra di Adam con le mie mani in quaranta giorni"5
    In tal numero di giorni egli attraversò un mondo, dai mondi della potenzialità, e, in accordo ad una tradizione, il suo corpo rimase disteso per la durata di quaranta giorni tra Mecca e Medina, mentre riceveva in sé lo spirito di santità.
    La durata dell’incontro divino di Musa (as) avvenne in quaranta notti.6

    Il periodo del viaggio nel regno di questo mondo, dalla prima manifestazione della potenzialità alla fine del suo completamento in esso, è di quaranta giorni. Infatti è anche riportato che l’intelletto umano raggiunge la maturità in quaranta anni, in accordo alle sue capacità. Egli cresce, dal suo ingresso in questo mondo fino all’età di trenta anni, e quindi per dieci anni il suo corpo rimane in una condizione di stabilità. E a quaranta anni7 egli completa il suo viaggio attraverso il tabi’at8 e inizia il viaggio verso il mondo dell’Aldilà. Da qui, ogni giorno e ogni anno sono strettamente correlati alla dipartita da questo mondo. La sua forza diminuisce anno dopo anno, la sua vista e il suo udito sono in diminuzione, le facoltà del corpo in declino mentre questo è in un processo di svilimento.

    Per questo è stato detto:
    "Colui che giunge ai quaranta anni e non prende provvedimenti ha sicuramente disubbidito"
    Il provvedimento è un segno del viaggiatore spirituale. Quando si giunge a quaranta anni, è il momento di iniziare il viaggio spirituale, mentre il provvedimento è la preparazione al viaggio nell’Aldilà.

    All’età di quaranta anni è necessario giungere alla totale sincerità (khulus), sì da arrivare alla gnosi e alla saggezza. Non vi è dubbio, dopo aver sviluppato le capacità del khulus e dell’ikhlas (l’unicità di Allah), della possibilità del raggiungimento della vera gnosi. Si tratta di una destinazione al di sopra del mondo del mukhlasin che il Profeta (saw), in un periodo di continuo digiuno, ha descritto nel seguente modo:
     "Trascorro la notte in compagnia del mio Signore, ed egli mi nutre e mi disseta"9

    Il cibo divino e l’acqua citati in questa tradizione sono i profondi insegnamenti e le scienze infinite.
    Il cibo che ricevette il Messaggero di Allah (saw) durante la notte dell’Ascensione (mi’raj) consisteva in "latte e riso". Infatti, il latte è la vera scienza nel regno dell’immaterialità e, se visto nei sogni, viene interpretato come conoscenza.

    Il viaggiatore spirituale raggiunge la sua destinazione solo dopo esser entrato nel regno del khulus. Il khulus non si ottiene durante le fasi del viaggio. Per questo è stato detto:
    "Chi si dedica ad Allah per quaranta giorni..."

    Quindi il regno del khulus è l’ingresso ad altri stadi. Con questo non si vuole dire che la porta della gnosi sia aperta a chiunque pratichi austerità per quaranta giorni o che si possa ottenere il khulus in quaranta giorni. Infatti, finché non ne sia pronto, il viaggiatore spirituale è impossibilitato a fare certe cose:

    - Guardare alla conoscenza della destinazione, la quale comprende il mondo della manifestazione della saggezza. Finchè il viaggiatore non ha nessuna nozione della destinazione, non può fare nessuno sforzo per cercarla;

    - Entrare nel mondo del khulus e della sua gnosi;

    - Viaggiare attraverso i quaranta stadi di questo mondo;

    - Attraversare i diversi mondi che precedono il mondo del khulus sì che possa entrare in esso dopo averli attraversati.

    • 1. "E invero lo vide in un’altra discesa, vicino al loto del limite" (53:13-14); "E poi s’avvicinò scendendo ancora più in basso finché fu alla distanza di due archi o meno" (53:8-9).
    • 2. "Con il Suo permesso siete diventati i fiduciari dei Suoi segreti ed Egli vi ha scelto come custodi della creazione" (Ziyarat Jami’ah).
    • 3. "Quando vide un fuoco disse alla sua famiglia:- Aspettate! Ho avvistato un fuoco, forse potrò portarvene un tizzone o trovare nei suoi pressi una guida" (20:10).
    • 4. 'Uyun Akhbar al-Rida, p. 258; 'Uddat al-Da'i, p. 170; Usul al-Kafi, vol. 2, p. 16.
    • 5. Mirsad al-Ibad, p. 38; Risalah al-Ishq, p. 83.
    • 6. "E quando stabilimmo con Musa un patto di quaranta notti..." (2:51).
    • 7. "Abu Ja’far ha detto:- Quando un uomo entra al suo quarantesimo anno di vita gli viene detto ‘Stai attento ora, poiché non avrai più scuse’-" (Usul al-Kafi, p. 455).
    • 8. "L’Imam Sadiq ha detto:- In verità un uomo ha un’estensione [di libertà] fino a quaranta anni. Quand’egli raggiunge quanranta anni Allah, l’Onnipotente e Glorioso, rivela ai Suoi angeli ‘In verità ho reso i Miei servi liberi fino ad una certa età, da adesso siate severi con loro e registrate ogni azione, grande o piccola’ " (al Khisal, p. 455).
    • 9. Man La Yahduruh al-Faqih, vol. 2, p. 111.
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