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Alcuni Vizi

L’avarizia

Il ruolo giocato dagli averi nell’equilibrare la vita dell’uomo non ha bisogno di essere sottolineato. È a causa della loro importanza che molte persone nella vita non vedono e non conoscono che il denaro. Essi non considerano per l’essere umano altro valore che la ricchezza e il denaro e concentrano tutti i loro sforzi per aumentare sempre di piú le loro ricchezze, finché questa loro inesauribile sete di denaro li conduce a non permettere piú al prossimo di godere dei loro averi. A volte poi diventano cosí vili che non riescono a goderseli nemmeno loro: non fanno alcuna spesa, né per sé stessi né per gli altri e l’unico loro godimento è di accumulare denaro.

Colui che, per avarizia, non permette agli altri di godere dei suoi beni e del suo denaro (e, peggio ancora, colui che non spende nemmeno per sé stesso) si è allontanato dalla sua reale natura umana e ha fallito nella vita. La ragioni di ciò possono essere riassunte nei seguenti punti:

egli pensa solo alla propria felicità, al proprio successo, alla propria tranquillità e ha una concezione individualista della vita, mentre la natura umana considera la vita sociale come la reale vita dell’essere umano. Ogni forma di individualismo è {secondo essa} destinata a fallire.

Oltre a non fare nulla per attenuare le sofferenze dei poveri, facendo mostra del suo potere, li induce ad assumere un atteggiamento servile nei suoi confronti e li mantiene costantemente in uno stato di avvilente sottomissione, favorendo cosí l’idolatria e facendo di conseguenza sparire ogni merito umano, ogni sorta di eroismo, audacia ed elevatezza d’animo dalla società.

Non solamente calpesta puri sentimenti umani quali la benevolenza, l’amicizia, la filantropia e la compassione, ma favorisce anche la diffusione dei vari tipi di crimini e misfatti e di ogni sorta di volgarità e abiezione. In effetti, le principali cause dei peccati e dei reati (calunnia, impudicizia, furto, brigantaggio, omicidio) sono lo stato di indigenza dei poveri della società e l’odio e il desiderio di vendetta che essi nutrono nei confronti dei ricchi, i quali non fanno altro che contribuire costantemente a intensificarli. È questo il motivo per il quale l’uomo avaro è, nel vero senso della parola, il nemico numero uno della sua società. Egli verrà sicuramente colpito dall’ira di Dio, riceverà un duro castigo da Lui e verrà odiato dagli uomini.

Nel generoso Corano si trovano numerosi versetti di biasimo del vizio dell’avarizia e altrettanti di elogio della generosità, della carità e dell’assistenza verso i poveri e gli indigenti.

Dio l’Altissimo nel Corano promette di restituire i beni e il denaro dati in beneficenza moltiplicati per dieci e in alcuni casi per settanta, se non per settecento e ancora di piú, al loro donatore.

L’esperienza ha dimostrato che coloro che rivelano doti di generosità, assistono magnanImamente i bisognosi ed eliminano i difetti della società vedono giorno dopo giorno aumentare le proprie ricchezze. Se per caso un giorno incontrassero delle difficoltà tutti i cuori sarebbero con loro e verrebbe loro restituita tutta l’assistenza da loro fornita agli altri.

Essi con la loro buona condotta hanno, da degni esseri umani, placato la loro coscienza, hanno eseguito gli ordini di Dio, hanno dato prova dei loro puri sentimenti umani (di grazia, compassione, filantropia e benevolenza), hanno conquistato i cuori della gente, il loro sincero rispetto e, con la minima fatica, il consenso divino e l’eterna beatitudine.

L’irascibilità

L’ira è uno stato dell’animo umano che quando si manifesta spinge l’uomo a vendicarsi, gli fa credere che può placarsi interiormente solo vendicandosi della persona o della cosa con la quale è in collera. Se la persona che si trova in tale stato non si controlla la sua retta ragione viene immediatamente sopraffatta dalla sua ira; ogni turpe e illecita azione diverrà allora ai suoi occhi giusta e lecita ed egli si trasformerà cosí nella piú feroce delle belve.

La religione islamica ha fatto severe raccomandazioni al fine di prevenire le devastanti conseguenze dell’ira e ha fortemente biasimato il lasciarsi prendere da essa.

Dio l’Eccelso ha molto riguardo di coloro che reprimono la propria ira e che dimostrano calma e pazienza quando sono arrabbiati:

“...per i timorati, {che sono} quelli...che reprimono l’ira, che perdonano agli uomini, ...” (Santo Corano, 3: 134).

Nel descrivere i credenti afferma poi:

“{I credenti sono} coloro che quando si adirano perdonano” (Santo Corano, 42: 37).

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