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L’Ijtihad ed il Taqlid

Le attività che l’uomo sarebbe costretto ad intraprendere se volesse soddisfare da solo tutte le sue necessità sono cosí tante che un uomo normale non sarebbe neanche in grado di elencarne i nomi, figuriamoci specializzarsi in tutte.

D’altra parte, dal momento che l’uomo svolge le proprie attività attraverso il pensiero e la volontà e siccome prima di prendere una decisione deve possedere sufficienti informazioni, egli deve specializzarsi nelle attività necessarie a soddisfare le sue esigenze oppure deve consultare gli esperti e agire conformemente alle loro istruzioni. Ad esempio, deve ricorrere al medico per curare le sue malattie, rivolgersi a una persona specializzata in ingegneria civile per la pianta dell’edificio che ha intenzione di costruire, all’operaio per costruirlo e al carpentiere per le porte e le finestre.

Perciò, a parte rari casi, l’uomo è costretto a ricorrere costantemente a gente competente per risolvere i suoi problemi e soddisfare le sue esigenze. Colui che dice che non accetterà mai di rivolgersi a gente competente per risolvere i suoi problemi e soddisfare i suoi bisogni, o non si rende conto di quel che sta dicendo oppure esiste qualche deviazione nel suo pensiero.

La religione islamica, che ha fondato la propria legislazione sulla natura umana, prescrive ai suoi seguaci di apprendere le norme religiose, le cui fonti non sono che il Libro di Dio e la súnna del Profeta e degli Imam. È evidente che la deduzione di tutti i precetti religiosi dal Corano e dalla sunna del Profeta e degli Imam1 non è alla portata di tutti; non tutti i Musulmani possono giungervi e solo un ristretto numero ha la possibilità di compiere questa importante opera.

Di conseguenza, la sopraccitata prescrizione può essere completata dicendo che i Musulmani che non sono in grado di dedurre direttamente i precetti della religione islamica dalle loro fonti debbono rivolgersi a coloro che sono in grado di farlo e in base alle loro istruzioni eseguire i propri doveri religiosi. L’esperto che è in grado di dedurre i precetti religiosi dal Corano e dalla sunna del Profeta e degli Imam è chiamato “mujtahíd” e la sua attività “ijtihàd”. Colui o colei che ricorre al mujtahíd è chiamato “mugallid” e il suo ricorso “taqlid”.

È bene ricordare che il taqlid riguarda solo le norme pratiche della religione islamica, mentre per quanto riguarda i suoi princípi non lo si può praticare. L’Islam richiede infatti che l’individuo si convinca di tali princípi e non ammette che imiti coloro che credono in essi. Non è infatti possibile considerare l’altrui convinzione come la propria; non possiamo ad esempio fondare la nostra fede nell’unicità di Dio su quella dei nostri padri, dei nostri sapienti oppure credere nella vita ultraterrena siccome tutti i Musulmani ne sono convinti. Ogni Musulmano è dunque tenuto a conoscere i princípi della propria religione e a saperne dimostrare la validità, anche se con una semplice argomentazione.

  • 1. Che consiste nella loro parola, nella loro condotta e nel loro tacito consenso {tagrír}.

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