Page is loading...

L’Islam

Il desiderio di religione è insito nell’uomo

L’essere umano desidera insitamente la religione. Egli durante tutta la sua vita si dà costantemente da fare per realizzare la propria felicità, ricerca i mezzi piú efficaci a consentirgli di soddisfare i propri bisogni e raggiungere cosí i propri scopi; egli, senza dubbio, aspira a un mezzo invincibile e sempre efficace per realizzare i suoi desideri.

In natura non esiste alcuna causa il cui effetto sia perpetuo, invincibile e insoggiogabile. Da ciò si deduce che questa naturale tendenza dell’uomo a ricercare un invincibile mezzo per raggiungere la felicità e la reale pace interiore, è in realtà desiderio d’Islam, perché soltanto Dio l’Altissimo è invincibile, insoggiogabile nella sua volontà, immune da qualsiasi difetto e mancanza, e il solo metodo di vita avente una reale e totale relazione con Dio l’Altissimo è quello indicato dalla religione islamica.

È possibile quindi affermare che tale desiderio istintivo dell’uomo è una delle migliori prove in favore dei tre princípi della religione (l’Unicità di Dio, la Profezia e la Risurrezione), poiché la comprensione innata dell’uomo, necessaria conseguenza della sua particolare natura, non sbaglia mai. Cosí egli non confonde mai il concetto di amicizia con quello di inimicizia, come non confonde la sensazione di sete che prova dentro di sé, con quella che avrebbe nel caso in cui fosse dissetato.

È poi vero che talvolta l’uomo desidera cose che apparentemente non hanno nulla a che vedere con quanto abbiamo sinora detto; desidera ad esempio, avere, al pari di un uccello, ali e piume per volare, o addirittura essere, al pari di un astro, nell’alto dei cieli. Tuttavia nel fondo del cuore egli desidera seriamente una reale causa che lo conduca alla beatitudine, desidera raggiungere la pace assoluta, aspira a una vita realmente umana e finché vivrà, questo desiderio non si estinguerà mai.

Insomma, se nell’universo non fosse esistita una causa invincibile {Dio}, l’uomo, con l’essenza incontaminata che ha, non l’avrebbe pensata; se non fosse esistita una pace assoluta {propria della vita oltremondana}, se il metodo religioso {trasmessoci da Dio attraverso l’invio di profeti} non fosse stato vero, il loro desiderio non avrebbe mai trovato spazio nell’animo umano.

Breve sguardo alla storia delle religioni

La piú sicura e affidabile (dal punto di vista religioso) fonte con cui è possibile effettuare una sommaria ricerca riguardo alla comparsa delle religioni è il generoso Corano. Esso è infatti immune da ogni sorta di errore, esente da ogni tipo di faziosità.

Il glorioso Corano descrive in forma sintetica le origini della religione affermando che la religione di Dio, che non è altro che la religione islamica1, accompagna l’uomo fin dal primo giorno della sua comparsa.

L’attuale generazione umana, come afferma espressamente il Corano, deriva da un’unica coppia formata da un uomo, chiamato dal Corano Àdam {Adamo}, e da una donna, chiamata da questo sacro libro Hawwà {Eva}. Adamo era profeta di Dio e come tale riceveva la rivelazione divina. La sua religione era assai semplice; essa comprendeva alcuni comandamenti generali come il dovere di ricordare Dio, di fare del bene al prossimo (in modo particolare ai genitori), di preservarsi dalla corruzione, di non uccidere i propri simili e di non commettere atti turpi.

Dopo la morte di Adamo e della sua sposa, i loro figli condussero un’esistenza assolutamente tranquilla, senza contrasti. Man mano che la popolazione umana aumentava di numero, veniva a crearsi la prima forma di vita collettiva; fu a questo punto che l’uomo inizio a imparare a organizzare la propria vita e fece il primo passo verso la civiltà.

Aumentando ulteriormente la popolazione, questo gruppo primitivo si divise dando luogo alle prime tribú della storia umana. In ognuna di esse v’erano delle eminenti persone, rispettate e onorate dai membri della tribú alla quale appartenevano. Tali personalità erano cosí riverite e venerate, che dopo la loro morte i membri del clan costruivano i loro monumenti e ne facevano oggetto di lode ed encomio. Fu cosí che l’idolatria iniziò a diffondersi tra la gente. Ciò è confermato sia dalle tradizioni degli Imam che dalla storia dell’idolatria.

Gradualmente per effetto dei soprusi fatti dai potenti ai danni dei deboli comparvero i primi contrasti tra la gente che, aggravati di contrasti casuali, sfociarono in veri e propri conflitti. L’insorgere di tali contrasti, di tali conflitti, che deviarono l’uomo dal sentiero della beatitudine e lo trascinarono verso la rovina, verso la malasorte, fu la causa per la quale Dio, il Benevolo, inviò i Profeti e assieme a loro i Libri Ispirati, risolutori dei contrasti degli uomini. A tal proposito, Dio l’Altissimo, nel Corano, dice:

“La gente {inizialmente} formava un’unica comunità; {in seguito ai contrasti insorti tra gli individui di tale comunità} Dio inviò i Profeti affinché rendessero lieta novella {ai probi} e ammonissero {gli empi}, e con essi inviò il Libro affinché giudicasse di ciò in cui discordavano...”(Santo Corano, 2:213)

La religione islamica

La sacra religione islamica è, in ordine cronologico, l’ultima religione celeste e, per questo motivo, la piú completa. L’avvento di questa religione abolí le precedenti; è infatti logico che quando esiste il completo non v’è piú bisogno dell’incompleto.

L’Islam è stato inviato all’umanità mediante il venerato profeta Muhammad (S) figlio di Abdillàh (S)2. Questa porta della salvezza e della beatitudine fu aperta agli uomini nel momento in cui, superate le ere dell’immaturità e dell’ignoranza, essi divennero atti a raggiungere la perfezione umana e a ricevere e mettere in pratica i sublimi insegnamenti divini.

L’Islam ha perciò portato all’uomo verità e conoscenze adeguate alla comprensione dell’individuo realista, gli ha donato virtú che lo distinguono dalle restanti creature e precetti in grado di organizzare la sua vita individuale e sociale.

Da questo punto di vista, l’Islam costituisce una serie di princípi e di norme {di validità universale e perpetua} di carattere morale e pratico, la cui messa in pratica garantisce la beatitudine dell’uomo in questo mondo e nell’Aldilà.

Le norme della religione islamica sono tali che ogni singolo individuo appartenente alla grande famiglia umana e ogni società umana che le metta in pratica potrà raggiungere le migliori condizioni di vita e la piú elevata forma di perfezione. La religione islamica dona ugualmente i suoi proficui effetti a ogni individuo, a ogni società: qualsiasi individuo, grande o piccolo, sapiente o ignorante, uomo o donna, bianco o nero, orientale od occidentale che sia, senza alcuna differenza, può giovarsi dei vantaggi offerti da questa pura religione e soddisfare nel migliore e piú completo dei modi le sue esigenze. Infatti, l’Islam fonda infatti i suoi princípi e i suoi precetti sulla natura insita delle cose ed è perciò in grado di considerare le necessità dell’essere umano e indicare i mezzi in grado di soddisfarle.

In effetti, la natura insita dell’uomo è, in ogni individuo, in ogni razza e in ogni era, la stessa: piccoli o grandi, uomini o donne, sapienti o ignoranti, bianchi o neri che siano, sono in ogni caso membri di questa grande famiglia e hanno perciò stessa natura primordiale e gli stessi bisogni. Lo stesso dicasi per le generazioni future che appartenendo anch’esse alla grande famiglia umana avranno le stesse esigenze di quelle passate.

Ripetiamo quindi che l’universale ed eterna religione islamica, è in grado soddisfare tutte le reali e naturali esigenze dell’uomo. È questo il motivo per cui Dio l’Altissimo la chiama “Religione Naturale”, invitando gli uomini a mantenere viva la propria natura umana, ed è questo suo carattere naturale che ha portato gli eminenti sapienti islamici ad affermare che essa è semplice da osservare e non è severa con l’uomo.

Confronto tra l’Islam e le altre religioni

Abbiamo in precedenza spiegato come la religione sia superiore agli altri metodi di organizzazione e guida della società. Abbiamo poi accennato all’eccellenza dell’Islam sulle altre religioni. In base a tali conclusioni siamo poi riusciti a comprendere che i vantaggi che offre l’Islam alla società umana sono notevolmente maggiori di quelli offerti da qualsiasi altra religione o metodologia sociale. Questa realtà diviene ancora piú chiara quando si confronti l’Islam con le altre religioni e con i diversi metodi sociali.

La dottrina islamica non è come l’attuale dottrina cristiana che considera solo la felicità ultraterrena della gente, trascurando quella terrena. Essa non è nemmeno come l’attuale religione giudaica, che si preoccupa solo di istruire e educare un’unica nazione, e neppure come gli insegnamenti zoroastrici {e di talune altre sette e religioni}, limitati a pochi argomenti di carattere etico e liturgico.

L’Islam prende infatti in considerazione l’istruzione, l’educazione, la felicità terrena e la beatitudine ultraterrena di tutti gli uomini, in tutti i luoghi e in tutte le ere, fino al Giorno del Giudizio.

Solo in questo modo è possibile correggere le società e condurre l’uomo verso la beatitudine di questo mondo e dell’Aldilà; infatti, correggere una sola società o un’unica nazione, con i rapporti internazionali che si fanno di giorno in giorno sempre piú vicini e intensi, è un lavoro inutile ed è come voler depurare una goccia d’acqua in un fiume inquinato. Inoltre limitarsi a riformare una sola società, trascurando le altre, è un comportamento che contraddice lo spirito di riformismo.

Negli insegnamenti islamici sono state considerate tutte le idee che è possibile che vengano in mente all’uomo a proposito della creazione del mondo e dell’essere umano, tutti i vizi e le virtú che è possibile che vengano ad annidarsi nell’animo umano, tutte le azioni, le attività eseguibili da un essere umano nell’ambiente in cui vive.

Dio ha eletto quei princípi aventi carattere realistico {a capo dei quali v’è l’Unicità di Dio l’Altissimo} e li ha costituiti fondamento e origine della religione islamica. Per quanto concerne poi l’etica, l’Islam elegge ogni qualità che, nella realtà e presso la retta ragione, è buona, è virtú. Sulla base dell’etica, l’Islam dispone poi una serie di norme pratiche nelle quali sono stati considerati tutti i particolari, i dettagli della vita dell’uomo e, di conseguenza, determinati i doveri individuali e sociali d’ogni individuo, sia egli nero o bianco, cittadino o contadino, uomo o donna, piccolo o grande, servo o padrone, comandante o comandato, abbiente o povero.

Dice Dio l’Altissimo: “Una buona parola {una vera e giusta fede} è simile a un buon albero, la cui radice è salda e la cui fronda si eleva alta in cielo”(Santo Corano, 14:24)

Chiunque esamini attentamente i principi, l’etica e le norme della religione islamica, scoprirà un oceano sconfinato e straordinariamente armonico di sapienza e di spiritualità {che perfino la mente perspicace è incapace di comprenderne i limiti, di raggiungerne gli abissi} con l’ausilio del quale l’uomo può avvicinarsi a Dio, adorarlo e formarsi spiritualmente.

È questo straordinario insieme di princípi e di precetti che il Dio, l’Unico, ha rivelato al Suo prediletto profeta Muhammad (S).

Confronto tra l’Islam e le altre metodologie sociali

Esaminando attentamente le metodologie delle società progredite del mondo, comprendiamo bene che se da un lato esse hanno dato luogo al loro straordinario progresso scientifico e industriale, hanno permesso loro di raggiungere la luna, Marte e di creare sconcertanti organismi statali, dall’altro però hanno mandato in rovina l’umanità, hanno provocato in meno di un quarto di secolo, ben due guerre mondiali {nelle quali sono morte milioni di persone innocenti} e ora stanno spingendo l’umanità verso una terza guerra mondiale, che se scoppiasse provocherebbe l’annientamento dell’umanità.

Con questi metodi, fin dal primo giorno della loro comparsa, in nome dell’umanitarismo e col falso proposito di voler liberare i popoli oppressi, il continente europeo è riuscito a schiavizzare completamente i popoli dei quattro continenti e pochi individui sono riusciti a diventare, sotto tutti gli aspetti, assoluti padroni di centinaia di milioni di persone innocenti.

Non si può certo negare il fatto che le nazioni progredite fruiscano dei beni e dei piaceri materiali e che siano riuscite a realizzare molte delle aspirazioni umane {come la giustizia sociale e i progressi in campo culturale, industriale e artigianale}, però, considerando il rovescio della medaglia, vediamo che sono afflitte da innumerevoli disgrazie e sventure, le piú importanti delle quali sono i conflitti internazionali e gli stermini che continuano ogni giorno ad aggravare i problemi del mondo.

È evidente che tutti questi frutti, talvolta amari, tal altra dolci, sono il prodotto dell’albero della civilizzazione e il diretto risultato del metodo di vita di queste nazioni, di queste società, apparentemente impegnate sulla via del progresso.

Per ciò che riguarda i frutti dolci, i quali hanno portato la felicità nella società umana e dai quali l’uomo ha tratto vantaggio, essi non sono stati originati solo dalla mera applicazione della legge, ma anche da una serie di virtú {quali la sincerità, l’onestà, la coscienza del dovere, la benevolenza e l’abnegazione} possedute dagli individui appartenenti a tali nazioni. La legge infatti esiste anche nelle nazioni arretrate dell’Asia e dell’Africa, eppure vediamo il loro sottosviluppo e la loro infelicità in continua crescita.

Per quanto riguarda invece i frutti amari di quest’albero, i quali hanno reso difficile la vita all’uomo, hanno provocato sventura e malasorte e stanno ora trascinando le stesse nazioni per cosí dire “progredite” al pari delle altre, verso la rovina, derivano da una serie di vizi quali la cupidigia, l’iniquità, la crudeltà, la superbia e la pervicacia.

Esaminando attentamente i precetti della sacra religione islamica, ci accorgiamo che essa ha ordinato all’uomo di acquisire le virtú e ha proscritto i vizi poc’anzi richiamati. In linea generale, l’Islam invita l’uomo ad assumere un comportamento giusto, corretto, nel quale vi sia il bene e l’interesse dell’umanità, mettendolo in guardia contro ogni azione ingiusta, scorretta, che turba la pace, la quiete degli uomini {benché assicuri il bene e l’interesse di una particolare nazione}.

Da quanto precede possiamo concludere che:

il metodo dell’Islam offre vantaggi maggiori di quelli offerti da qualsiasi altro metodo sociale: “Questa è la religione retta e salda, ma la maggior parte degli uomini non sanno” (Santo Corano, 30:30);

gli aspetti positivi riscontrabili nella contemporanea civiltà occidentale, sono tutti, indistintamente, doni della pura religione islamica, dei quali hanno usufruito i popoli occidentali. Infatti, diversi secoli prima del sorgere della civiltà occidentale, l’Islam esortava la gente verso quegli stessi precetti morali la cui osservanza ha permesso agli occidentali di superare i Musulmani. A tal proposito, il Principe dei Credenti, Alí (as)3, dal letto di morte, disse alla gente: “Non sia che vi comportiate in modo tale da essere superati dagli altri nell’osservanza del Corano”.

Secondo i precetti dell’Islam, il principale obiettivo deve essere la moralità e su di essa si debbono fondare le leggi. È infatti il trascurare la moralità, il disporre le leggi al solo scopo di raggiungere determinati interessi materiali che spinge gradualmente l’umanità verso il materialismo, priva gli uomini della spiritualità {unica cosa che distingue l’uomo dall’animale}, sostituendola con l’indole feroce del lupo e della pantera e con gli istinti propri alla vacca e alla pecora. A tal proposito, il sommo Profeta (S) disse: “Il mio principale obiettivo è l’educazione morale degli uomini”.

  • 1. Dice Dio l’Eccelso nel sacro Santo Santo Corano,:

    “In verità la religione, presso Dio, è l’Islam” (Santo Corano, 3: 19).

  • 2. (S) abbreviazione di “salla allahu wa alehi wa aliyhi wa sallam”: “pace e benedizioni di Allah (SwT) su di lui e sulla sua famiglia”.
  • 3. (as) abbreviazione di “‘aleyhi-ha-hum assalam”, “che la pace sia su di lui-lei-loro”, che viene utilizzato accanto ai nomi dei profeti, degli angeli, dei puri Imam e delle donne del Paradiso (Khadija, Fatima, Maria, Asya ) e secondo alcuni pareri viene usato anche accanto a nomi di altre donne come Zeynab, Ruqayya, Oum Kulthum,Fatima Masuma…

Share this page