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La Sunna e l’Hijab

 
La sunna - i detti e la condotta del Profeta Muhammad (S) - costituisce la seconda più importante fonte per le norme islamiche. E’ impossibile comprendere realmente il Corano senza studiare la vita del Profeta (S), che fornisce il contesto in cui il Libro santo è stato rivelato. Iddio Altissimo dice:

“E su di te (O Muhammad) abbiamo fatto scendere il Monito (il Qur’an), affinché tu spieghi agli uomini cio’ che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi.” (16:44).

“Sunna” è quella “spiegazione” menzionata in questo versetto.

Esiste una tendenza tra i cosiddetti musulmani “progressisti” e “liberati” ad affermare che essi seguono soltanto il Corano ed ignorano la sunna del Profeta (S). Rispondendo a simili musulmani, la dott.ssa Murata e il dott. Chittick scrivono:

“Siamo perfettamente consapevoli che molti musulmani contemporanei sono stanchi di cio’ che essi considerato materiale antiquato: essi vorrebbero abbandonare la loro eredità intellettuale e sostituirla con delle ricerche realmente ‘scientifiche’, come la sociologia. Affermando che l’eredità intellettuale islamica è superflua e che il Corano è sufficiente, queste persone si sono arrese allo spirito dei tempi. Si tratta di un’impresa molto diversa da quella seguita dalle grandi autorità, che interpretano il loro presente alla luce di una grande tradizione e che mai cade preda della moda - la più obsoleta di tutte le astrazioni..1

Dal punto di vista sciita, i detti autentici degli Imam dell’Ahlul Bayt (A) descrivono la vera sunna del Profeta (S) e chiarificano inoltre i significati dei versetti del Corano. Il Profeta (S) stesso ha presentato l’Ahlul Bayt come il “gemello” del Corano.2

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I seguenti due detti degli Imam dell’Ahlul Bayt (A) sulla questione dell’hijab, sono qui presentati a mo’ di esempio.

Al-Fudayl bin Yasar chiese all’Imam as-Sadiq (a.s.) riguardo agli avambracci di una donna: sono essi inclusi nella “bellezza” come descritta dall’Altissimo quando Egli dice: “e non mostrare la loro bellezza ad altri che ai loro mariti...?” L’Imam rispose: “Si, e cio’ che è sotto il velo che copre la testa (khimar) è parte della bellezza {menzionata nel versetto}, e anche cio’ che si trova sotto i polsini.”3

Come si puo’ chiaramente vedere in questo hadith, l’Imam ha escluso il volto e le mani, ma tutto il resto è stato annoverato come “la bellezza che non deve esser mostrata ad altri che ai loro mariti...”

Abu Nasr al-Bazinli cita l’Imam ‘Ali as-Rida (a.s.) come segue: “Una donna non deve coprire il suo capo in presenza di un ragazzo che non ha ancora raggiunto la pubertà.4

L’implicazione di questa affermazione è ovviamente che quando una donna si trova alla presenza di un ragazzo che ha raggiunto l’età della pubertà con il quale non ha un legame di parentela, ella deve coprire la propria testa.

Anche i fondatori delle scuole giuridiche Sunnite sono unanimi su questo punto di vista. In accordo all’opinione di Malik, Hanaf, Shafi‘i e Hanbal, l’intero corpo di una donna è ‘awrah e quindi deve essere coperto, con l’eccezione del volto e delle mani.5
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I due versetti discussi sopra, messi insieme, mostrano chiaramente che l’hijab, come codice di abbigliamento dignitoso per le donne musulmane, è parte degli insegnamenti del Corano. Questo è confermato anche da come il Profeta Muhammad (S) interpreto’ e applico’ questi versetti tra le donne musulmane. Ed è inoltre confermato da come gli Imam dell’Ahlul Bayt, e i sapienti musulmani delle prime generazioni dell’Islam, intrerpretarono il Corano.6

Questa è una interpretazione che è stata continuamente affermata dai musulmani negli ultimi quattordici secoli. E, stranamente, noi ascoltiamo ora alcuni sedicenti esperti dell’Islam dirci che l’hijab non ha nulla a che fare con l’Islam, costituendo semplicemente un aspetto culturale ed una questione di scelta personale!

  • 1. Sachiko Murata e William C. Chittick, The Vision of Islam (St. Paul, MN: Paragon House, 1995) p. xi.
  • 2. Per maggiori informazioni sulla sunna e la connessione tra il Corano e l’Ahlul Bayt, cfr. il mio “Introduction to Islamic Laws”. N.d.t.: Il testo è stato tradotto e stampato in italiano dall’Associazione Islamica Imam Mahdi con il titolo “Introduzione alla Shariah Islamica” ed è disponibile per coloro che fossero interessati. La versione italiana è disponibile anche on-line al seguente indirizzo: http://www.al-islam.org/it/introshariah/
  • 3. Al-Kulayni, al-Furu‘ mina ’l-Kafi, vol. 2, pag. 64.
  • 4. As-Saduq, Man la Yahduruhu ’l-Faqih, vol. 2, pag. 140; Qurbu ’l-Asnad, pag. 170. Cfr. Wasa’ilu ’sh-Shi‘ah, vol. 14 (Beirut: Dar at-Turath al-‘Arabi, n.d.) pag. 169.
  • 5. ‘Abdu ’r-Rahman al-Juzari, al-Fiqh ‘ala ’l-Madhahibi ’l-Arba‘ah, vol. 5 (Beirut: Daru ’l-Fikr, 1969) p. 54-55.
  • 6. Oltre alle fonti citate in precedenza, cfr. anche at-Tabrasi, Majma‘u ’l-Bayan, vol. 7-8, pag. 138, 370; at-Tusi, at-Tibyan, vol. 8, pag. 361; Fakhru ’d-Din ar-Razi, at-Tafsiru ’l-Kabir, vol. 23, p. 179-180.

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