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La Distribuzione del Khums

Le due parti del Khums

In accordo al Versetto relativo al Khums1, questa tassa Islamica è per:

• Allah (SwT),

• Il Profeta (S),

• I parenti del Profeta (S),

• Gli orfani,

• I bisognosi,

• I viaggiatori in difficoltà.

I primi due riceventi sono chiari: Allah (SwT) e il Profeta Muhammad (S). Il terzo ricevente, ai giorni nostri, si riferisce all’Imam del Tempo2 (aj)3. Le altre tre categorie di riceventi si riferiscono agli appartenenti alla famiglia Hashimita che sono orfani, bisognosi o viaggiatori in difficoltà.

Ovviamente, Allah (SwT) non viene di persona a prendere la Sua parte del Khums; perciò era ovvio che fosse il Profeta (S), in quanto rappresentante di Allah (SwT) sulla terra, a ricevere la parte di Allah (SwT) oltre alla sua.

Ma cosa si deve fare riguardo alla parte del Profeta (S) adesso che egli non è più su questa terra?

I sapienti Sunniti sono in grande disaccordo su tale argomento. Ad esempio, qualcuno afferma che la parte del Profeta (S) {che naturalmente include quella relativa ad Allah (SwT)} debba andare al califfo, il quale la può utilizzare a suo piacimento; altri dicono che debba andare ai parenti del Profeta (S), gli Hashimiti, e altri ancora dicono che debba andare ai Musulmani in generale.4

Secondo il punto di vista Shi°ita, dopo la morte del Profeta (S), le quote di Khums di Allah (SwT) e del Profeta (S) appartengono al suo successore di diritto; ed il suo attuale successore è l’Imam al-Mahdi (aj).

Considerando che l’Imam (aj), oltre ad avere diritto alla sua parte in quanto “il parente più prossimo”, è anche depositario della quota di Allah (SwT) e di quella del Profeta (S), la prima metà del Khums è conosciuta comunemente come “Sihmu ’l-Imam”, la quota dell’Imam.

La seconda metà del Khums è per gli orfani, i bisognosi e i viaggiatori in difficoltà della famiglia del Profeta (S), che sono gli Hashimi, o nella sua forma latina, gli Hashimiti. Un Hashimita è colui che, per linea paterna, è un discendente di Hashim, il bisnonno del Profeta (S).

Però gli Hashimiti che discendono da Fatimah (as), la figlia del Profeta (S), sono privilegiati rispetto agli altri Hashimiti. Dal momento in cui i discendenti di Fatimah (as) sono conosciuti come “Sadat” (plurale di “Sayyid”), la seconda parte del Khums è chiamata “Sihmu ’l-Sadat”, la quota dei Sadat5.

Di conseguenza divideremo il Khums in due parti uguali:

• La parte dell’attuale Imam (aj);

• La parte dei Sadat.

I destinatari del Sihmu ’l-Sadat non sono dei riceventi fissi: un “orfano” cessa di essere legalmente tale non appena diventa adulto, un bisognoso cessa di essere tale non appena diventa finanziariamente indipendente, un viaggiatore in difficoltà cessa di essere tale non appena raggiunge casa.
Il ricevente del Sihmu ’l-Imam, l’Imam al-Mahdi (aj), invece non cesserà, ovviamente, di essere “il parente più prossimo” del Profeta (S) ed il suo successore di diritto.
La sua posizione, quindi, è perpetua e non soggetta a cambiamenti.

Sihmu ’l-Imam

1. A chi dovrebbe essere versato il Sihmu ’l-Imam?

a. Durante la presenza visibile dell’Imam

La prima metà del Khums è la parte dell’Imam. Quando gli Imam (as) erano presenti, il Sihmu ’l-Imam, ed anche il Sihmu ’l-Sadat, venivano dati direttamente ad essi oppure ai loro agenti preposti a questo {a raccogliere il Khums}6. L’Imam, in quanto capo dei Sadat, era il responsabile della distribuzione del Sihmu ’l-Sadat tra i Sadat.

Dal periodo dell’Imam Ja°far as-Sadiq (as), gli Imam iniziarono il sistema della Wikalah (rappresentanza), la cui funzione, tra le altre, era quella di raccogliere il Khums e farlo giungere all’Imam (o distribuirlo in accordo alle sue istruzioni). Ad esempio, in una lettera dell’Imam Muhammad at-Taqi (as) riguardo agli obblighi finanziari degli Shi°iti troviamo: "Per quel che concerne i guadagni e i profitti, è wajib {pagare il Khums} su di essi ogni anno ... Chiunque ne possieda {averi o possedimenti soggetti al Khums}, dovrà consegnare la parte richiesta ad un mio wakil; e una persona che vive lontano dovrà fare del suo meglio per consegnarla al mio wakil, anche se ciò dovesse richiedere del tempo"7.

Gli Shi°iti sono stati mai esentati da Khums da parte degli Imam (as)?

Gli Imam (as) non sospesero mai la pratica del Khums in quanto tassa finanziaria annuale. Ci sono stati comunque casi singoli nei quali l’Imam esentò delle persone dal pagare il Khums a causa delle loro serie difficoltà economiche, ma tale esenzione eccezionale venne applicata solo per casi individuali e per un lasso di tempo ben delimitato.

Il fatto che il Khums come tassa annuale fosse da sempre wajib per gli Shi°iti si può evincere dalle seguenti fonti:
Una volta uno Shi°ita della Persia scrisse una lettera all’Imam °Ali Ridha (as) chiedendogli di essere esentato dal pagamento del Khums. L’Imam non approvò la sua richiesta e scrisse: "…e il Khums ci aiuta nella {promozione della} nostra religione, {nel miglioramento del} le nostre famiglie e{de} i nostri seguaci ... Non privatevi delle nostre preghiere per quanto possiate poiché questa tassa {il Khums} è la chiave della sussistenza, il perdono dei vostri peccati.." 8.
Muhammad Ibn Ja°far al-Asadi scrisse all’Imam Mahdi (aj) ed egli rispose: "Per quanto concerne quel che hai chiesto, riguardo ad una persona che usa la nostra proprietà senza il nostro permesso, questa sarà maledetta e {nel Giorno del Giudizio} avrà noi come oppositori… Chiunque dilapidi qualcosa dalla nostra proprietà {senza permesso}, sta invero divorando le fiamme e raggiungerà sicuramente l’Inferno"9.

Quindi possiamo essere certi che il Khums è sempre stato wajib, e raccolto dagli Imam direttamente, o attraverso i loro wikala’ (rappresentanti).

b. Khums nel Periodo di Ghaybat (Occultazione) dell’Imam (aj):

Attualmente, il nostro Imam, Muhammad al-Mahdi (aj), è in stato di occultazione e non ha indicato nessuno come suo rappresentante. Cosa deve essere fatto della sua quota del Khums?

Tutti gli °Ulama’ del nostro tempo sono unanimi nell’affermare che durante il periodo dell’occultazione, il Sihmu ’l-Imam deve essere usato per gli stessi scopi per i quali l’Imam lo utilizzerebbe. Essi ritengono inoltre che le persone più qualificate nell’identificare tali scopi siano i Mujathidun. Quindi, in accordo ai nostri °Ulama’, il Sihmu ’l-Imam deve essere consegnato nelle mani del Mujtahid più sapiente e degno di fiducia, o essere utilizzato sotto autorizzazione di tale Mujtahid. Le condizioni riguardo alla conoscenza religiosa e alla fiducia di un Mujtahid sono molto importanti per garantire il giusto utilizzo del Sihmu ’l-Imam.

E’ responsabilità del singolo individuo consegnare il Sihmu ’l-Imam al Mujtahid. Se viene consegnato ad un rappresentante del Mujtahid, la responsabilità cadrà su quest’ultimo. (Ad esempio, se il rappresentante perde i soldi prima che raggiungano il Mujtahid, il contribuente non sarà responsabile di ciò).

Ma se ci affidiamo una persona di nostra fiducia, che non è rappresentante del Mujtahid, ma che accetta di portare il Sihmu ’l-Imam al Mujtahid, in caso di perdita la responsabilità non sarà del Mujtahid o del suo rappresentante, né della persona incaricata di versare il Khums per conto nostro.
In questo caso o il nostro incaricato sopperisce alla perdita oppure dobbiamo versare nuovamente il Khums. In quest’ultimo caso però, possiamo chiedere al Mujtahid di essere esonerati dal pagamento del Khums sull’anno in corso.

2. Come viene utilizzato il Sihmu ’l-Imam?

Il Mujtahid utilizzerà il Sihmu ’l-Imam nel modo in cui pensa sarebbe stato utilizzato dall’Imam Muhammad al-Mahdi (aj).
Il Sihmu ’l-Imam è principalmente utilizzato nei seguenti modi:

• Fornire sostentamento agli Shi°iti Ithna °Ashari {Duodecimani} poveri e bisognosi; potrebbe anche, ad esempio, essere stanziato dal Mujtahid nel caso di disastri naturali, come terremoti, carestie, guerre, ecc.

• Diffondere la religione dell’Islam tra I credenti e fra i non musulmani.

• Provvedere alle spese domestiche ed accademiche degli °Ulama’ che dedicano la loro vita sforzandosi per l’insegnamento e la diffusione dell’Islam tra le genti.

• Provvedere alle spese delle strutture religiose, scuole religiose, insegnanti e studenti.10

Non è sbagliato affermare che la maggior parte del Sihmu ’l-Imam non giunge mai al Mujtahid, ma piuttosto viene utilizzato, con il suo permesso, nelle varie parti del mondo Shi°ita. Molti, se non la maggior parte, dei lavori religiosi e caritatevoli che vengono svolti dagli Shi°iti in Occidente vengono finanziati dal Sihmu ’l-Imam. (Poi, se questo venga riconosciuto, o addirittura saputo, da coloro che ne beneficiano, è un altra cosa!)

Come esempio del quarto punto menzionato potremmo citare la Hawza °lmiyya (centro di educazione religiosa) di Qum, in Iran. Nei primi anni ’80 vi si contavano 15.000 persone, fra studenti e insegnanti, tutti finanziati dai Mujtahidun del nostro tempo. Se solo consideriamo una ‘borsa di studio’ di $ 50 al mese per ogni studente ed insegnante, su 15.000 persone giungiamo al totale mensile di un budget di $ 750.000. Questo budget è stato consolidato grazie al Khums, oltre ad altre forme di finanziamento spontanee.

3. Il ruolo del Sihmu ’l-Imam nell’indipendenza finanziaria dei Mujtahidun

Il Sihmu ’l-Imam ha giocato un ruolo fondamentale per l’indipendenza finanziaria dei nostri grandi °Ulama’. A differenza degli °Ulama’ Sunniti, la cui posizione è quella di mufti o shaykh al-Islam, il cui status dipende dai governanti dei loro rispettivi paesi, i Mujtahidun Shi°iti non dipendono da nessun governo, né da altre organizzazioni. Questo li preserva dall’influenza che i governi potrebbero altrimenti esercitare nell’emissione di Fatawa (responsi giuridici) e nel processo decisionale.
Questo non implica comunque che l’integrità dei nostri Mujtahidun dipenda esclusivamente dal Khums: essi hanno il dovere di preservare la loro indipendenza e integrità anche senza Khums.
Dopotutto la più importante caratteristica di un Mujtahid è che sia °Adil, ossia pio e di carattere nobile. Se una persona ha una vasta conoscenza dell’Islam, ma non ha un carattere nobile o subisce l’influenza di un governante tiranno e ingiusto, non può essere accettato come guida religiosa.

Inoltre, forse ancora più importante, l’ammontare del Khums non è sempre lo stesso: esso dipende dal benessere e dalle possibilità economiche della comunità Shi°ita. Quando la comunità è in buone condizioni economiche il Khums sarà soddisfacente, ma se la situazione generale non è adeguatamente favorevole, il flusso di Khums ovviamente cala.
Teniamo presente che non sempre gli Shi°iti versano il Khums dovuto: a volte per ignoranza, a volte purtroppo per negligenza.

Sihmu ’l-Sadat

1. Durante il Periodo del Profeta (S)

Il fatto che il Profeta (S) usasse dare il Khums esclusivamente ai suoi parenti Hashimiti è indubbio11. Anche i discendenti dei fratelli Hashimiti (°Abd ash-Shams e Nawfal) erano esclusi dal Khums.

Jubayr Ibn Mut’im (un discendente di Nawfal) e °Uthman Ibn °Affan (un discendente di °Abd ash-Shams) non ricevettero niente dal Khums di Kaybar. Entrambi si lamentarono col Profeta (S): "O Inviato di Allah! Lo hai dato {il Khums} ai Bani al-Muttalib ma non a noi, eppure siamo parenti tuoi come loro". Il Profeta (S) disse: "I Bani al-Muttalib e i Bani Hashim sono gli stessi" 12.

2. Dopo la Morte del Profeta (S)

Sebbene le ingiunzioni coraniche riguardo ai parenti del Profeta siano molto chiare ed anche rimarcate nella Sunna del Profeta (S), sfortunatamente si è venuta a formare una grande diversità di punti di vista dopo la morte del Profeta (S). Ovviamente, chi aveva ottenuto il potere non voleva che l’Ahl ul-Bayt (as) avesse accesso al Khums. Questa politica di privare l’Ahl ul-Bayt (as) dei suoi diritti continuò tranne che per un breve periodo, durante il regno di °Umar Ibn °Abdul °Aziz che decise di dare una piccola parte del Khums ai Bani Hashim13.

3. Distribuzione del Sihmu ’l-Sadat

Tenendo in considerazione le prescrizioni coraniche e la Sunna del Profeta (S), la legge Shi°ita dichiara che la seconda parte del Khums spetta agli Hashimiti, preferibilmente ai Sadat che discendono da Fatima (as).

Il Sihmu ’l-Sadat può esser dato alle seguenti categorie di Sadat Shi°iti Ithna °Ashari:

• A orfani che sono poveri;

• A poveri e bisognosi;

• Ad un ibnu ‘s-sabil, un viaggiatore che non ha soldi per proseguire il viaggio e tornare a casa, fermo restando che il viaggio non deve essere stato intrapreso per scopi illeciti. Il Khums deve essere devoluto al viaggiatore Sayyid, per consentirgli di proseguire il viaggio, anche se si trattasse di persona facoltosa nella propria città.

Comunque non è consentito dare il Khums ad un Sayyid che lo spenderebbe per azioni illecite. Ed è inoltre consigliato non dare il Khums ad un Sayyid che conduce pubblicamente una vita immorale, come ad esempio bevendo alcolici ecc.

*****

Si può dare il Sihmu ’l-Sadat ad un Sayyid delle tre categorie di cui sopra anche senza veicolarlo attraverso un Mujtahid. Secondo Ayatollah al-Khu’i, non vi è nemmeno bisogno di chiedere il permesso {al Mujtahid}14 per distribuirlo. Sebbene Ayatollah Gulpaygani ritenga che anche il Sihmu ’l-Sadat debba essere veicolato attraverso il Mujtahid, ha dato un permesso generale a coloro che lo seguono di distribuire il Sihmu ’l-Sadat direttamente.

  • 1. L’autore si riferisce al seguente Versetto, citato nella Prima Parte: "Sappiate che del patrimonio che otterrete, un quinto appartiene ad Allah e al Suo Messaggero, ai parenti, agli orfani, ai poveri e ai viandanti" (Sura al-Anfal, 8:41). (N.d.T.)
  • 2. L’Imam Mohammad al Mahdi, al-Hujja o al-Qa’im, il 12° Imam Shi°ita, detto anche l’Imam Occulto, in quanto vivente ma in stato di occultamento fino ad un periodo stabilito da Allah (SwT), quando ritornerà per portare la Giustizia sulla Terra. (N.d.T.).
  • 3. (aj) Abbreviazione di “°Ajjalal-Lāhu farajah”, che Allah (SwT) affretti la sua venuta..(N.d.T.)
  • 4. Ibn Rushd, Bidayatu ‘l-Mujtahid, vol.1 (Cairo: al-Maktabatu ‘t-Tijariyyatu ‘l-Kubra, 1952), pp. 13-14; 377-378.
  • 5. Nelle parti non Shi°ite del mondo Arabo, i Sadat sono conosciuti come “Asharaf” plurale di “Sharif”. (N.d.A.)
  • 6. N.d.T.
  • 7. Al-°Amili,Wasa’il’s-Shi°a, vol.6, pp. 348-349.(N.d.A.)
  • 8. Al-°Amili,Wasa’il’s-Shi°a, vol.6, pp. 375-376. (N.d.A.)
  • 9. Al-°Amili,Wasa’il’s-Shi°a, vol.6, pp. 377. (N.d.A.)
  • 10. In pratica aiutando coloro i quali dedicano la propria vita e le proprie energie ad una maggiore comprensione dell’Islam insegnando e studiando. (N.d.T.)
  • 11. At-Tabari, Tafsir, vol. 13 pp. 553-556; Ahmad al-Jassas, Ahkam al-Qur’an, vol. 3, p. 61, p.65; Abu ‘Ubayd, Al-Amwal, pp. 136-138). (N.d.A.)
  • 12. Bukhari, Sahih al-Bukhari, vol. 4, p. 240; vol. 5, p. 375; at-Tabari, Tafsir, vol. 13, p. 556; Abu ‘Ubayd, Al-Amwal, p. 137. (N.d.A.)
  • 13. At-Tabari, Tafsir, vol. 13, pp. 556-559; al-Hakim, Mustadrak, vol. 3, p. 442. Per ulteriori informazioni consultare il “As-Sahih fi Sirah”, di al-°Amili, vol. 3, pp. 318-321. (N.d.A.)
  • 14. N.d.T.

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