Page is loading...

Prefazione

Il mondo civilizzato di oggi, con le sue false apparenze, ci presenta ogni giorno nuovi orizzonti. Ma in verità non fa che allontanare l’uomo dal vero senso della vita.
Ci si basa sulla materia e sui valori quantitativi, che rimettono in causa la stabilità dei valori tradizionali.

L’uomo, per sua natura, ha la tendenza ad orientarsi alla spiritualità, oggi non conosce più il mondo eterno. Immerso nell’agiatezza, egli dimentica le sue alte aspirazioni e passa il suo tempo ad accumulare ricchezze materiali.

In queste condizioni, com’è possibile aspirare alla felicità?

Il primo passo è quello della distruzione degli idoli, per giungere a ricercare una reale rinascita culturale, al fine di ritrovare Dio, solo Essere degno di culto. Detto questo, non bisogna negare gli sviluppi sul piano tecnologico e della comunicazione, bisogna riconoscere che questi vantaggi della civilizzazione moderna migliorano le condizioni di vita dell’essere umano. Ma cosa diviene la nostra anima? Può supportare un così lungo silenzio? Non è il tempo di occuparsi dei suoi bisogni essenziali? Si può mai dimenticarsi del messaggio divino?

La storia ci dimostra che ogni allontanamento dell’uomo dal Diritto Cammino, tracciato dopo il Messaggio, lo conduce automaticamente verso barbarie e atti selvaggi indegni agli stessi animali!

Quanti milioni di esseri umani si sono uccisi tra loro durante le due grandi guerre? Chi potrà garantire che non ce ne sarà una terza?

La situazione attuale non è più ammissibile per l’uomo orientale che si trova perso e frustrato, di fronte a tutti questi cambiamenti giunti nel ventesimo secolo. Egli ha perso ogni iniziazione e ormai non è più padrone del suo destino. Egli segue dunque, bestialmente, il mondo occidentale, senza d’altronde conoscerne il fondo il contenuto. Ed è così che egli ha difficoltà a ritrovare la sua vita. Ciononostante non bisogna mai disperare, anche se oggi constatiamo che l’indipendenza intellettuale e culturale del Terzo Mondo si trova sbeffeggiata e la nuova generazione non vi si ritrova più.

Che fare? Chi seguire? Quale avvenire attende l’uomo del ventesimo secolo che gioca all’apprendista-stregone?

A tutte queste incertezze i pensatori musulmani apportano risposte rassicuranti, radicate nella ricca cultura islamica.

Ben inteso, oggi noi siamo testimoni di alcune attività di questi pensatori, ma bisogna riconoscere che l’ideologia islamica non ha ancora penetrato l’universo della gioventù musulmana come dovrebbe .

Il giovane musulmano di oggi, è sradicato dal suo patrimonio culturale e si trova, senza difesa, di fronte a questa offensiva materialista del mondo occidentale.

Questo libro prova a portare una soluzione a questo problema; quella di comparare ragionevolmente la civiltà occidentale e quella musulmana, nei campi più svariati come la società, la politica, l’economia e la cultura.

Presentando un’analisi imparziale e scientifica, questo libro dimostra che l’Islam può oggi, più che mai, rispondere ai bisogni dell’uomo moderno, per una società ideale in cui la barbarie o l’inciviltà lascerebbero il posto ad un’intesa tra i popoli di tutte le nazioni, e in cui tutto sarà posto in opera al servizio dell’umanità.

Bisogna notare che nel passato islamico, non vi sono mai state contraddizioni tra scienza e credenza. I sapienti musulmani hanno apportato i loro contributi alla civilizzazione umana, senza mai incontrare ostacoli ‘ideologici’. Così, essi furono i precursori in molte branche scientifiche, come l’algebra, la chimica, ecc… La logica non era che la religione islamica che ha sempre incoraggiato la comunità dei credenti, ad uscire dall’ignoranza per assaporare il piacere dell’apprendimento.

Il messaggio dell’Islam non è cambiato. Continua ad indirizzarsi all’essere umano, nel profondo della sua coscienza. È questa coscienza che, nella ricerca della felicità, farà sempre la differenza tra il bene e il male, il Vero e il Falso.

Teheran
Gennaio 1993
Nahid Shahbazi

Share this page