Page is loading...

Sura al-Baqarah Versetti 28-29

كَيْفَ تَكْفُرُونَ بِاللّهِ وَكُنْتُمْ أَمْواتاً فَاَحْيَاكُمْ ثُمَّ يُمِيتُكُمْ ثُمَّ يُحْيِيكُمْ ثُمَّ إِلَيْهِ تُرْجَعُونَ ﴿28﴾ هُوَ الَّذِي خَلَقَ لَكُم مَا فِي الأرْضِ جَمِيعاً ثُمَّ اسْتَوَى إِلَى السَّمآءِ فَسَوَّاهُنَّ سَبْعَ سَمَاوَاتٍ وَهُوَ بِكُلِّ شَيْءٍ عَلِيمٌ ﴿29﴾

34. Come potete negare Allah, dal momento che eravate morti ed Egli vi ha donato la vita?! Poi vi farà morire e ancora vi susciterà a vita, poi a Lui farete ritorno.
35. Egli è Colui che ha creato per voi tutto ciò che esiste sulla terra, poi si è occupato del firmamento, facendo di esso sette cieli; ed Egli è onnisciente.

Il Misterioso Dono della Vita

Il sacro Corano, nei due versetti precedenti, ricordando una serie di doni divini e straordinari fenomeni del creato, rivolge la nostra attenzione al Signore Eccelso e alla Sua infinita maestà, e completa gli argomenti esposti nei versetti precedenti (versetto 21 e 22).

In questi due versetti, per dimostrare l’esistenza di Dio, il sacro Verbo di Allah usa delle indiscutibili premesse, alla portata di tutti, comprensibili da ogni persona. Dice innanzitutto:

“Come potete negare Allah, dal momento che eravate morti ed Egli vi ha donato la vita?!”.

Questo sacro e celeste libro ricorda a tutti noi il grande dono della vita, e cerca di ricordarci il Supremo Essere che ce l’ha fatto.

Ogni sincero ricercatore della verità ammetterà almeno che la vita proviene da un sommo Essere, a conoscenza di tutti i segreti e le leggi della vita, capace di gestirla e ordinarla. Come si fa dunque a negare l’esistenza di un tale Essere?
Oggi tutti gli scienziati sostengono che non v’è cosa piú complicata e misteriosa della vita: nonostante i grandi progressi umani in campo scientifico nessuno è mai riuscito a risolvere questo enigma.

Ammesso e non concesso che un giorno l’uomo riesca a risolvere questo complicato e arcano problema, non potrà mai attribuire l’esistenza della vita a cosa diversa dal Sommo Vero.
Possiamo dunque affermare con assoluta decisione che il fenomeno della vita nel creato è la migliore prova dell’esistenza di Dio.

Il santo Corano, dopo averci ricordato questo palese dono, continua dandoci un’altra chiara prova dell’esistenza del Sommo Creatore: la morte. Il versetto dice: “Poi vi farà morire…”. Anche la morte, al pari della vita, è una delle innegabili e palesi realtà del creato.

Cosa toglie la vita agli esseri viventi? Se la vita degli esseri viventi dipendesse da loro stessi non dovrebbero mai perderla. Eppure ogni giorno siamo testimoni di cose viventi che muoiono. Questo dimostra che la loro vita e la loro morte dipende da una causa superiore.

Certo, Dio è il creatore della vita e della morte: “Colui che ha creato la morte e la vita per provare chi di voi meglio opera…”1

Il sacro Verbo di Allah, dopo queste due chiare prove dell’esistenza di Dio, propone la fondamentale questione della resurrezione: “…e ancora vi susciterà a vita…”

La vita dopo la morte non deve assolutamente stupire: se accettiamo che il signore Eccelso ci ha donato per la prima volta la vita, dobbiamo anche accettare che Egli abbia il potere di farci tornare in vita dopo la nostra morte.

È incredibile che alcuni dubitino sulla possibilità di resurrezione dell’uomo, quando ogni giorno vedono nascere nuovi essere viventi.

Il sacro Corano termina il versetto dicendo: “…poi a Lui farete ritorno”. In questo versetto si parla di ritorno al Signore Eccelso intendendo il ritorno, nel Giorno del Giudizio, ai doni e ai beni divini. Lo dimostra chiaramente quest’altro versetto coranico: “…e i morti, Allah li resuscita e poi a Lui saranno ricondotti”

È poi possibile che per ritorno a Dio s’intenda una realtà ben piú precisa: tutte le creature hanno messo piede sul sentiero che porta alla perfezione dal nulla, da un “punto zero”, in cui appartenevano al non essere, e proseguono all’infinito verso Dio, l’Infinito. Perciò, con la morte questo processo di perfezionamento non s’arresta, anzi, nell’aldilà, prosegue in un mondo migliore e a un livello superiore.

Il versetto, dopo aver ricordato il dono della vita, afferma: “Egli è Colui che ha creato per voi tutto ciò che esiste sulla terra…”

In questo modo, il sacro Corano mette in evidenza il valore dell’essere umano, la sua assoluta superiorità su tutte le creature della terra. Tutto è stato creato per lui, il quale è il sublime fine della creazione.
In molti altri versetti coranici è stato ricordato il sublime grado dell’essere umano.

“E v’ha soggiogato il mare…”2

“E {Allah} v’ha soggiogato ciò che v’è nei cieli e ciò che v’è sulla terra…”3

“…e v’ha soggiogato le navi…i fiumi…il sole e la luna…la notte e il giorno”4

I Sette Cieli

Il versetto continua dicendo: “…poi si è occupato del firmamento, facendo di esso sette cieli; ed Egli è onnisciente”

Gli esegeti del nobile Corano danno diverse interpretazioni su cosa siano veramente i sette cieli dei quali parla il sacro versetto in esame. Altri versetti coranici dimostrano che la totalità dei corpi celesti che noi vediamo costituisce il primo cielo che copre le nostre teste, e che, sopra di noi, esistono altri cieli, che non possono essere visti dai nostri occhi né rilevati dai piú sofisticati e potenti osservatori astronomici della nostra epoca.

“…e noi abbiamo fregiato il cielo piú vicino di lampade {stelle, astri}…”5
“In verità, Noi abbiamo fregiato il cielo piú vicino di fregi: le stelle”6

Da questi due versetti si può facilmente dedurre che tutti gli astri che noi vediamo fanno parte del primo cielo, quello piú vicino alla terra, e che esistono cieli piú lontani dei quali noi non sappiamo nulla, e che forse verranno scoperti in futuro

  • 1. Santo Corano, ,67: 2.
  • 2. Santo Corano, 45: 12.
  • 3. Santo Corano, 45: 13.
  • 4. Santo Corano, 14: 32 e 33.
  • 5. Santo Corano, 41: 12.
  • 6. Santo Corano, 37: 6.

Share this page