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Sura al-Baqarah Versetti 94-101

قُلْ إِنْ كَانَتْ لَكُمُ الدَّارُ الاَخِرَةُ عَنْدَ اللّهِ خَالِصَةً مِن دُونِ النَّاسِ فَتَمَنَّوا الْمَوْتَ إِنْ كُنْتُمْ صَادِقِينَ ﴿94﴾ وَلَنْ يَتَمَنَّوْهُ أَبَداً بِمَا قَدَّمَتْ أَيْدِيهِمْ وَاللّهُ عَلِيمٌ بِالظَّالِمِينَ ﴿95﴾ وَلَتَجِدَنَّهُمْ أَحْرَصَ النَّاسِ عَلَى حَيَاةٍ وَمِنَ الَّذِينَ أَشْرَكُوا يَوَدُّ أَحَدُهُمْ لَوْ يُعَمَّرُ أَلْفَ سَنَةٍ وَمَا هُوَ بِمُزَحْزِحِهِ مِنَ الْعَذَابِ أَنْ يُعَمَّرَ وَاللّهُ بَصِيرٌ بِمَا يَعْمَلُونَ ﴿96﴾ قُلْ مَنْ كَانَ عَدُوًّا لِجِبْرِيلَ فَإِنَّهُ نَزَّلَهُ عَلَى قَلْبِكَ بإِذْنِ اللّهِ مُصَدِّقاً لِمَا بَيْنَ يَدَيْهِ وَهُدًى وَبُشْرَى لِلْمُؤْمِنِينَ ﴿97﴾ مَنْ كَانَ عَدُوًّا لِلَّهِ وَمَلآئِكَتِهِ وَرُسُلِهِ وَجِبْرِيلَ وَمِيكَالَ فإِنَّ اللّهَ عَدُوٌّ لِلْكَافِرِينَ﴿98 ﴾وَلَقَدْ أَنْزَلْنَآ إِلَيْكَ ءَايَاتٍ بَيِّنَاتٍ وَمَا يَكْفُرُ بِهَا إِلاَّ الْفَاسِقُون َ﴿99﴾ اَوَكُلَّمَا عَاهَدُوا عَهْداً نَبَذَهُ فَرِيقٌ مِنْهُمْ بَلْ أَكْثَرُهُمْ لاَ يُؤْمِنُونَ ﴿100﴾ وَلَمَّا جآءَهُمْ رَسُولٌ مِنْ عِنْدِ اللّهِ مُصَدِّقٌ لِمَا مَعَهُمْ نَبَذَ فَرِيقٌ مِنَ الَّذِينَ اُوتُوا الْكِتَابَ كِتَابَ اللّهِ وَرَآءَ ظُهُورِهِمْ كَاَنَّهُمْ لاَ يَعْلَمُونَ ﴿101﴾

100. Di’: “Se davvero la dimora dell’aldilà presso Allah è riservata esclusivamente a voi e non al resto della gente, auguratevi allora la morte se siete sinceri!”
101. Ma non se l’augureranno mai, per tutto ciò che hanno fatto {di male}, e Allah conosce gli iniqui.
102. E li troverai {i Giudei} bramosi di vita piú di chiunque altro, {persino piú} di coloro che sono diventati politeisti. A ognuno di loro piacerebbe essere lasciato in vita magari mille anni, mentre, quand’anche gli venisse data una simile vita, essa non sarebbe comunque in grado di salvarlo dal castigo {divino}. E Allah vede {perfettamente} ciò che fanno.
103. Di’: “Chi è nemico di Gabriele, {sappia} allora {che è} lui {che}, per ordine di Allah, lo ha fatto discendere {il Corano} sul tuo cuore, {sacro libro} che conferma le precedenti scritture ed è {sicura} guida e buona novella per i credenti.
104. Chi è nemico di Allah, dei Suoi angeli, dei Suoi messaggeri, di Gabriele e di Michele, {sappia che} in verità, Allah è nemico dei miscredenti.
105. In verità, ti abbiamo rivelato chiari segni, i quali non vengono negati se non dagli empi.
106. Perché ogni volta che hanno stretto un patto un gruppo di loro lo hanno violato e gettato via? In realtà la maggior parte di loro non ha fede!
107. E quando venne loro, da parte di Allah, un messaggero che confermava ciò {che avevano} con loro {la Torà}, un gruppo di coloro a cui era stato dato il Libro, si gettarono il Libro di Allah dietro le spalle, come se non sapessero {che quello era il libro di Allah}.

Commento

Dai precedenti versetti abbiamo appreso che i giudei avevano l’assurda pretesa di non incorrere nel castigo divino se non per pochi giorni, pari a quelli in cui hanno adorato il Vitello d’Oro: “…Il fuoco {dell’Inferno} non ci toccherà che per alcuni giorni…”. Inoltre, quando si diceva loro: “Credete in ciò che Allah ha fatto discendere”, rispondevano: “Crediamo in ciò che è stato fatto discendere su di noi”, credendo di essere beati, anzi gli unici salvi, i soli beati, e considerando dannati gli altri, i non giudei.

Ecco perché Allah, l’Eccelso, nel primo versetto in esame, afferma: «Di’: “Se davvero la dimora dell’aldilà presso Allah è riservata esclusivamente a voi e non al resto della gente, auguratevi allora la morte se siete sinceri!”»

Ma dal momento che i giudei erano e sono (e sempre saranno) la gente piú empia e ostinata, nel versetto successivo il Signore Eccelso afferma con assoluta decisione:

“Ma non se l’augureranno mai, per tutto ciò che hanno fatto {di male}, e Allah conosce gli iniqui”

Nella Sura del Venerdì (sesto versetto) viene ribadito lo stesso concetto:

“…se pensate di essere gli unici amici di Allah, auguratevi allora la morte se siete sinceri!”

Certo, il vero amico del Signore Eccelso, il vero amante di Allah, brama continuamente di raggiungerLo, e in questo mondo si sente come in prigione.

In effetti, il mondo materiale è come un velo che divide l’essere umano dal suo immenso Creatore, impedendogli di contemplarLo e di congiungersi a Lui. Ecco perché i sopraccitati versetti dicono:

“…Se davvero la dimora dell’aldilà presso Allah è riservata esclusivamente a voi e non al resto della gente, auguratevi allora la morte se siete sinceri!… se pensate di essere gli unici amici di Allah, auguratevi allora la morte se siete sinceri!”

Allah, l’Altissimo, vuole invero smascherare le loro imposture, e dimostrare la loro proverbiale falsità. Non è forse vero che i giudei sono sempre stati empi e avidi? Come possono augurarsi la morte, quando il loro desiderio di vivere e accumulare beni è addirittura maggiore di quello dei politeisti e degli idolatri? È ovvio che mentono, e nascondono le loro vili imposture dietro una falsa fede.

Oltre a non augurarsi la morte, quegli empi avrebbero desiderato vivere un’infinità di anni:

“E li troverai {i Giudei} bramosi di vita piú di chiunque altro, {persino piú} di coloro che sono diventati politeisti. A ognuno di loro piacerebbe essere lasciato in vita magari mille anni…”

Ma alla fine, breve o lunga che sia la loro vita terrena, li aspetta comunque il castigo divino:

“…mentre, quand’anche gli venisse data una simile vita, essa non sarebbe comunque in grado di salvarlo dal castigo {divino}. E Allah vede {perfettamente} ciò che fanno”
“Di’: ‘Chi è nemico di Gabriele…”

Gli esegeti del sacro Corano, a proposito della circostanza nella quale è stato rivelato questo versetto, narrano la seguente tradizione di Abdullah Bin Abbas: «Un dotto giudeo venne dal Messaggero di Allah, e gli fece delle domande, ricevendo risposte corrette. Dopo aver compreso la verità, ed essere rimasto privo di argomenti da opporre al sommo Profeta (S), non volle lo stesso accettare la fede islamica, e disse: “Quale angelo discende su di te?”, e il Profeta (S) rispose: “Lo stesso angelo che discendeva su tutti gli altri profeti, e il cui nome è Gabriele”. L’uomo disse allora: “Egli è nostro nemico. Se al suo posto c’era Michele, avremmo prestato fede”. Il nobile Profeta (S) gli chiese: “Perché Gabriele è vostro nemico?”, “Egli è l’angelo del castigo e dell’ira”. Fu allora che Allah rivelò il seguente versetto:
“Di’: ‘Chi è nemico di Gabriele, {sappia} allora {che è} lui {che}, per ordine di Allah, lo ha fatto discendere {il Corano} sul tuo cuore, {sacro libro} che conferma le precedenti scritture ed è {sicura} guida e buona novella per i credenti’”»

Il versetto successivo ribadisce, con tono minaccioso, il contenuto del precedente:

“Chi è nemico di Allah, dei Suoi angeli, dei Suoi messaggeri, di Gabriele e di Michele, {sappia che} in verità, Allah è nemico dei miscredenti”

Questo sacro versetto vuole dire che chi è nemico di un qualsiasi angelo o messaggero divino, in realtà, è nemico di Allah e di tutti i Suoi angeli e i Suoi messaggeri.

In altre parole, Allah rivela, attraverso i santi angeli, i Suoi salvanti comandamenti ai nobili profeti, e se esistono differenze tra i doveri dei vari angeli divini, è dovuto al fatto che Dio ha affidato a ogni angelo un ben determinato compito. Essi fanno tutti la volontà del Signore Eccelso e perseguono tutti uno stesso sacro obiettivo; è per questo che essere nemici di uno di essi equivale a essere nemici di Dio.

A proposito della circostanza in cui è stato rivelato in novantanovesimo versetto della Sura del Bovino, è stato narrato il seguente hadith di Bin Abbas: «Bin Suriyaa, dotto giudeo, per via dell’odio che aveva per il sommo Profeta (S), gli chiese: “Tu non ci hai portato nulla di comprensibile, e Dio non t’ha rivelato nessun chiaro segno, affinché noi possiamo seguirti”. Fu allora rivelato il versetto {in esame}, e diede una decisa risposta {a Bin Suriyaa1

I Giudei che Ruppero il Patto Divino

Nel versetto precedente, il sacro Corano accenna alle chiare e sufficienti prove (negate spudoratamente dai giudei) che il sommo Profeta (S) aveva a disposizione per dimostrare la natura divina della sua missione. Essi sapevano bene che Muhammad (S) era un inviato di Dio, ma la loro empietà non permetteva loro di sottomettersi alla verità, alla sacra religione islamica: In verità, ti abbiamo rivelato chiari segni, i quali non vengono negati se non dagli empi”

Ogni essere umano dotato di sano intelletto e giustizia, meditando sui sacri versetti del glorioso Corano, può comprendere la verità, la sincerità dell’invito del santo Profeta Muhammad (S), e la magnificenza del sacro libro da lui portato. Queste verità non possono invece essere comprese da coloro i cui cuori sono stati ottenebrati dal peccato, che non permette loro di liberarsi dalle tenebre della miscredenza.

Perché ogni volta che hanno stretto un patto un gruppo di loro lo hanno violato e gettato via? In realtà la maggior parte di loro non ha fede!”

Considerando i versetti precedenti, si comprende che questo versetto intende ancora biasimare i giudei, intendendo forse che se essi avessero realmente creduto in Dio e nei Suoi profeti, non si sarebbero mai permessi di rompere i sacri patti stretti col Signore e con i Suoi messaggeri.

E quando venne loro, da parte di Allah, un messaggero che confermava ciò {che avevano} con loro {la Torà}, un gruppo di coloro a cui era stato dato il Libro, si gettarono il Libro di Allah dietro le spalle, come se non sapessero {che quello era il libro di Allah}”

È possibile che il termine ‘rasul’ {messaggero} indichi il Sigillo dei Profeti, il nobile Muhammad (S), com’è pure possibile che indichi ogni profeta venuto dopo il santo Mosè (as). In effetti, i versetti precedenti biasimavano i figli d’Israele per aver tacciato di menzogna tutti i profeti venuti dopo il nobile Mosè (as), nonostante essi avessero confermato la Torà.

Certo, un gruppo di empi dotti giudei si gettò dietro le spalle la sacra scrittura rivelata a Mosè, la Torà, ignorando del tutto ciò che questo sacro libro diceva a proposito degli attributi di questo nobile inviato divino, e dei segni del suo salvante avvento.

  • 1. Majma´u-l-bayaan, vol. 1, pag. 168. Il tafsir del Qurtubiyy.

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