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Sura al-Baqarah Versetto 142

سَيَقُولُ السُّفَهَاءُ مِنَ النَّاسِ مَا وَلاَّهُمْ عَن قِبْلَتِهِمُ الَّتِي كَانُوا عَلَيْهَا قُلْ لِلّهِ الْمَشْرِقُ وَالْمَغْرِبُ يَهْدِي مَن يَشَآءُ إِلَى صِرَاطٍ مُسْتَقِيمٍ ﴿142﴾

148. Presto, gli stolti diranno: “Che cosa li ha sviati dalla qiblah che avevano prima {Città Santa}?”. Di’: “Ad Allah appartiene l’oriente e l’occidente, Egli guida chi vuole alla retta via”

Commento

La Vicenda del cambiamento della Qiblah

In questo versetto, il sacro Corano inizia la narrazione di una delle fondamentali vicende della storia dell’Islam: il cambiamento della qiblah. Il sommo Profeta (S), nei tredici anni successivi all’inizio della sua sacra missione, alla Mecca, e per diversi mesi dopo l’Egira, nella santa città di Medina, per volere e ordine divino, pregò in direzione della Masjidu-l’aqsaa della santa città di Baytu-l-maqdis, dopodiché, la qiblah cambiò: Allah ordinò ai mussulmani di pregare verso la Ka´bah.

Gli esegeti del sacro Corano discordano sulla durata del periodo in cui i mussulmani pregarono verso la prima qiblah, la Masjidu-l’aqsaa, nella santa città di Medina. Le ipotesi fatte vanno da un minimo di sette mesi a un massimo di diciassette. In ogni caso, in questo periodo i giudei biasimavano i mussulmani: Baytu-l-maqdis era la loro qiblah. Essi dicevano: “I mussulmani dipendono dalla nostra qiblah, e questo dimostra che la verità sta dalla parte nostra”

Queste parole mortificavano il sommo Profeta (S) e i mussulmani, i quali, da una parte, dovevano ubbidire al comandamento divino, e, dall’altra, dovevano sopportare le mordaci parole degli empi giudei. Era per questo motivo che in quel periodo il sommo Profeta (S) volgeva spesso il viso verso cielo, forse in attesa della rivelazione che li avrebbe liberati da questa difficile situazione. E finalmente Allah cambiò la qiblah mussulmana: un giorno, l’arcangelo Gabriele, per ordine di Allah, prese il braccio del sommo Profeta (S), mentre pregava, alla fine della seconda rak´ah {serie} della preghiera di mezzogiorno – nella moschea di Banì Saalim, a Medina – e lo rivolse verso la sacra Ka´bah della santa città della Mecca.

Questo fatto suscitò lo scontento dei giudei, i quali, come al solito, iniziarono immediatamente a obiettare. Essi prima dicevano: “Noi siamo migliori dei mussulmani, poiché essi, dal punto di vista della qiblah, non hanno alcuna indipendenza, e seguono la nostra”, ma ora che i mussulmani hanno una nuova ed esclusiva qiblah, protestano, obiettano, cercano di indebolire la fede dei credenti, di sviarli dal retto sentiero: «Presto, gli stolti diranno: “Che cosa li ha sviati dalla qiblah che avevano prima {Città Santa}?»

E così fu: “Perché questi mussulmani hanno abbandonato la qiblah dei precedenti profeti? Se la prima qiblah era giusta, che significato ha questo cambiamento? E se è giusta questa seconda, perché allora hanno pregato per piú di tredici anni verso Baytu-l-maqdis?”

Queste erano le maligne obiezioni che i giudei fecero dopo il cambiamento della qiblah.
Ma il sacro Corano, con la sua perfetta logica, li mise a tacere dicendo:

«Di’: “Ad Allah appartiene l’oriente e l’occidente, Egli guida chi vuole alla retta via”»

In realtà, il cambiamento della qiblah, è, sul retto sentiero, una delle tante prove alle quali il Signore Eccelso sottopone i Suoi servi per elevarli e donare loro gradi superiori.

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