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Sura al-Baqarah Versetto 186

وَإِذَا سَأَلَكَ عِبَادِي عَنِّي فَإِنِّي قَرِيبٌ أُجِيبُ دَعْوَةَ الدَّاعِ إِذَا دَعَانِ فَلْيَسْتَجِيبُواْ لِي وَلْيُؤْمِنُواْ بِي لَعَلَّهُمْ يَرْشُدُونَ

﴿186﴾

192. E quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene {devi dire loro che}, in verità, Io sono vicino! Esaudisco la preghiera di chi supplica, quando Mi invoca. Che accettino quindi il Mio invito e credano in Me! Forse così seguiranno la retta via.

Commento

In quale circostanza fu rivelato il Versetto?

Fu chiesto al sommo Profeta (S): “Il nostro Dio è vicino, per poterLo pregare a bassa voce, o è lontano, per poterLo pregare ad alta voce? Fu allora rivelato il versetto in esame.

La Preghiera

Dal momento che uno dei mezzi che gli uomini hanno a disposizione per essere in relazione con il loro Signore, è la du´ah, la supplica, la preghiera, il sacro Corano, dopo aver esposto, nei versetti precedenti, importanti precetti islamici, parla di questo fondamentale e profondo rapporto tra la creatura e il Creatore.

Nonostante essa sia una pratica destinata a tutti coloro che vogliono parlare e confidarsi con il proprio Signore, il sacro Corano la ricorda tra i versetti che parlano del digiuno, conferendo a quest’ultimo un nuovo e interessante significato, poiché, in realtà, si adora Dio per avvicinarsi a Lui e potere confidarsi intimamente con Lui.

Questo versetto si rivolge al sommo Profeta (S) dicendogli: “E quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene {devi dire loro che}, in verità, Io sono vicino!”. In un altro sacro versetto questa vicinanza è stata espressa in modo assai elegante ed efficace: “…E Noi siamo piú vicini a lui della {sua} vena giugulare”1

Poi, il versetto in esame, aggiunge: “Esaudisco la preghiera di chi supplica, quando Mi invoca. Che accettino quindi il Mio invito e credano in Me! Forse così seguiranno la retta via”
È interessante notare come il Signore Eccelso, in questo piccolo versetto, nomina Se stesso per ben sette volte, e per altrettante volte i Suoi servi, e, in tal modo, esprime tutto il Suo amore e la Sua attenzione per le Sue creature, e ribadisce, in modo assai fine ed efficace, il concetto espresso nella prima parte del versetto: “Io sono vicino!”

Abdullah Bin Sanaan dice di aver sentito l’imam Sadiq affermare: “Fate molta du´ah, poiché essa è la chiave del perdono divino, e il mezzo per ottenere ogni grazia. Esistono doni presso Dio, che è possibile ottenere solo attraverso la du´ah, che è in grado di aprirti tutte le porte”2
Certo, Allah ci è vicino, è sempre con noi, e non può esserci lontano, poiché Egli è nel nostro cuore3.

A quali condizioni la Du°a viene esaudita da Dio?

Affinché una preghiera sia ascoltata dal Signore eccelso, deve sottostare a determinate condizioni.

1. Prima di tutto bisogna sforzarsi di purificare il proprio cuore, la propria anima, pentirsi dei propri peccati, correggersi, e seguire le orme delle guide divine. Il santo imam Sadiq (as) disse: “Prima di chiedere qualcosa, di questo mondo o dell’aldilà, al vostro Signore, esaltateLo, lodateLo, mandate benedizioni al Profeta (S) e alla sua Famiglia, poi confessateGli i vostri peccati, e poi chiedete”4

2. Bisogna astenersi dall’usurpare i beni altrui, e dai cibi proibiti. Il sommo Profeta (S) Muhammad (S) disse: “Chi ama che gli siano esaudite le preghiere, deve guadagnarsi da vivere in modo onesto, e mangiare cibi leciti”5

3. È altresì necessario combattere contro il male e la corruzione, e invitare la gente al bene e alla verità, poiché Dio non esaudisce le preghiere di coloro che trascurano il dovere di ordinare il bene e vietare il male. Il santo Profeta (S) disse: “Dovrete sicuramente ordinare il bene e vietare il male, altrimenti Allah farà prevalere i vostri empi sui vostri probi, i quali pregheranno, ma non saranno esauditi”6

4. Bisogna poi mantenere le promesse fatte a Dio, rispettare i patti stretti con Lui, mantenere pura la fede, agire rettamente, essere onesti e fedeli, e non tradire la fiducia del prossimo. In effetti, chi tradisce la fiducia del proprio Signore e del prossimo, non può pretendere che Egli lo esaudisca e gli conceda quello che desidera. Un giorno una persona disse al Principe dei Credenti: “Malgrado Dio abbia promesso di esaudire le preghiere di chi lo invoca, Egli non esaudisce però le nostre!”.

L’Imam rispose: “I vostri cuori e le vostre menti hanno tradito {Dio, la Sua fiducia} in otto casi, ecco perché le vostre preghiere non vengono esaudite. Ebbene, voi avete conosciuto Dio, ma non avete rispettato i Suoi diritti, come Egli vi ha ordinato. Ecco perché questa vostra conoscenza non v’è stata utile. Voi avete prestato fede al Suo Messaggero, ma poi avete contravvenuto alla Sua sunnah. A cosa è servita allora la vostra fede? Avete letto il Suo Libro, ma non l’avete praticato. Avete detto: “Abbiamo ascoltato e ubbidito”, ma poi avete disubbidito. Voi dite di temere il Fuoco dell’Inferno, il castigo divino, ma continuate a compiere atti che vi avvicinano ad esso. Avete veramente paura? Dite di aspirare alla ricompensa divina, ma continuate a compiere atti che vi allontanano da essa. La desiderate veramente? Vi cibate e godete dei doni divini, ma non Lo ringraziate. Vi ha ordinato di essere nemici di Satana, voi però cercate di farvelo amico. Avete la pretesa di essere nemici di Satana, ma, nella pratica, non gli disubbidite. Voi vedete sempre i difetti della gente, ma ignorate i vostri. Come fate dunque a pretendere che Dio esaudisca le vostre preghiere, quando siete stati voi a chiudere le porte {della Sua grazia}? Siate timorati, correggete la vostra condotta, ordinate il bene e vietate il male, affinché le vostre preghiere siano ascoltate”. Da questo significativo hadith è possibile dedurre facilmente che la promessa divina di esaudire le preghiere delle Sue creature, è condizionata: Dio mantiene la Sua promessa, ascolta le preghiere del credente, se questo, a sua volta, mantiene le promesse fatte a Lui, rispetta i patti stretti con Lui.

5. Bisogna accompagnare la preghiera con l’impegno e lo sforzo per ottenere ciò che si è chiesto a Dio. In una sentenza del santo Alì (as), leggiamo: “Colui che prega senza agire, è come l’arciere {con un arco} privo di corda”7

La du´ah dunque da sola non basta, deve essere bensì accompagnata dalla volontà di cambiare, da un serio lavoro di correzione, di purificazione, e da un sincero sforzo.

Alcune Tradizioni riguardanti la Du°ah

1. In una tradizione del santo imam Sadiq (as), leggiamo: «Il Principe dei Credenti disse: “Sulla terra, l’atto piú amato da Dio è la du´ah. Il migliore atto di adorazione è il timore di Dio”. Il Principe dei Credenti faceva molta du´ah»8

2. In un’altra tradizione, l’imam Sadiq (as) narra che il sommo Profeta (S) disse: “La du´ah è l’arma del credente, il pilastro della religione, e la luce dei cieli e della terra”9

3. Il Principe dei Credenti disse: “La du´ah è la chiave della salvezza e della felicità, è una preziosa fonte di beatitudine. La migliore du´ah è quella che esce da un petto puro, da un cuore timorato”10

4. Il sommo Profeta (S) disse: “Volete che vi indichi un’arma che vi salvi dai vostri nemici, e aumenti notevolmente il vostro pane quotidiano?”. Dissero: “Certo”. Il Messaggero di Allah disse allora: “Invocate notte e giorno il vostro Signore, poiché la du´ah è l’arma del credente”11

5. Il sesto Imam narra che il Principe dei Credenti disse: “La du´ah è lo scudo del credente. Le porte {della grazia divina} ti saranno aperte ogni volta che busserai molto ad esse”12

6. L’ottavo Imam disse ai propri seguaci: “Attaccatevi all’arma dei Profeti”. Gli fu chiesto: “Qual è l’arma dei Profeti?”. L’Imam rispose: “La du´ah”

7. L’imam Sadiq (as) disse: “La du´ah è piú efficace della lancia di ferro”

  • 1. Santo Corano, 50: 16.
  • 2. Al’usul Min Al-kaafi, vol. 2, pag. 468.
  • 3. Santo Corano, 8: 24.
  • 4. Bihaaru-l’anwaar, vol. 93, pag. 312.
  • 5. Bihaaru-l’anwaar, vol. 93, pag. 372.
  • 6. Bihaaru-l’anwaar, vol. 93, pag. 378.
  • 7. Nahj ul-Balaghah, sentenza 337.
  • 8. Al’usul Min Al-kaafi, vol. 2, pag. 467.
  • 9. Al’usul Min Al-kaafi, vol. 2, pag. 468.
  • 10. Ibidem.
  • 11. Ibid.
  • 12. Ibid.

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