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Sura al-Baqarah Versetto 214

أَمْ حَسِبْتُمْ أَن تَدْخُلُواْ الْجَنَّةَ وَلَمَّا يَأْتِكُم مَّثَلُ الَّذِينَ خَلَوْاْ مِن قَبْلِكُم مَّسَّتْهُمُ الْبَأْسَاء وَالضَّرَّاء وَزُلْزِلُواْ حَتَّى يَقُولَ الرَّسُولُ وَالَّذِينَ آمَنُواْ مَعَهُ مَتَى نَصْرُ اللّهِ أَلا إِنَّ نَصْرَ اللّهِ قَرِيبٌ ﴿214﴾

220. Credete forse che entrerete in Paradiso senza aver prima provato quello che provarono quelli che furono prima di voi? Furono toccati da avversità e ristrettezze e furono talmente scossi, che il Messaggero e coloro che erano con lui dissero: “Quando verrà il soccorso di Allah?”. Badate che, in verità, il soccorso di Allah è vicino!

Commento

Alcuni esegeti affermano che quando i mussulmani furono sopraffatti dalla paura nella Guerra delle Fazioni, e furono circondati dal loro nemico, fu rivelato questo versetto, e li invitò a pazientare e perseverare, e promise loro che sarebbero stati aiutati da Allah. Altri sono dell’opinione che quando i mussulmani furono sconfitti a Uhud, Abdullah Bin Ubaiyy disse loro: “Fino a quando vi farete uccidere? Se Muhammad fosse stato veramente un Profeta (S), Dio non avrebbe permesso che i suoi seguaci venissero uccisi e imprigionati”. Fu in quel momento che venne rivelato il versetto in esame.

Da questo versetto si può dedurre che alcuni fedeli credevano che per andare in Paradiso fosse sufficiente manifestare la propria fede in Dio, e che dopo tale manifestazione non avrebbero dovuto patire alcuna sofferenza; essi pensavano che Allah avrebbe tolto di mezzo tutti i loro nemici, e che essi avrebbero avuto una vita comoda e felice.

Il sacro Corano di fronte a questo scorretto modo di pensare, ricorda la vera e consueta tradizione del Signore Eccelso: ogni credente, sulla via delle fede e della religione, dev’essere pronto a sopportare ogni sofferenza, andare incontro alle difficoltà, e accettare di compiere ogni sacrificio. In realtà, queste difficoltà, tali sofferenze, non sono altro che delle prove che distinguono il vero credente dal falso credente. Tutti i popoli del passato sono stati provati in questo modo.

Ad esempio, i figli d’Israele prima di salvarsi dal giogo del tiranno Faraone, dovettero patire grandi sofferenze, ma alla fine la grazia di Dio discese su di loro, ed essi riuscirono ad avere la meglio sul proprio nemico. Ciò non valse solo per i figli d’Israele, ma anche tutti gli altri popoli del passato dovettero superare difficili prove divine: “…quello che provarono quelli che furono prima di voi…”
È bene infine sapere che la frase “Quando verrà il soccorso di Allah?”, non esprime affatto una protesta, al contrario, è una forma di preghiera per chiedere il soccorso divino.

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