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Sura al-Baqarah Versetto 222

• وَيَسْأَلُونَكَ عَنِ الْمَحِيضِ قُلْ هُوَ أَذًى فَاعْتَزِلُواْ النِّسَاء فِي الْمَحِيضِ وَلاَ تَقْرَبُوهُنَّ حَتَّىَ يَطْهُرْنَ فَإِذَا تَطَهَّرْنَ فَأْتُوهُنَّ مِنْ حَيْثُ أَمَرَكُمُ اللّهُ إِنَّ اللّهَ يُحِبُّ التَّوَّابِينَ وَيُحِبُّ الْمُتَطَهِّرِينَ ﴿222

228. E ti chiedono della mestruazione. Di’: “Essa è una sofferenza. Evitate dunque {di giacere con} le vostre donne durante il ciclo mestruale e aspettate che si purifichino prima di giacere con loro. Quando poi si purificano, accostatele nel modo in cui Allah vi ha prescritto”. In verità, Allah ama coloro che si pentono e ama coloro che purificano {se stessi}.

Commento

In quale occasione fu rivelato il Versetto?

Le donne, in età feconda, ogni mese, hanno le mestruazioni {mestruazione in arabo si dice haidh}, ossia perdono sangue per via vaginale per un minimo di tre giorni e un massimo di dieci. Il mestruo, che è il sangue, il materiale eliminato con la mestruazione, ha particolari attributi citati nei trattati di fiqh, ed è impuro. In arabo, la donna che ha le mestruazioni viene chiamata haa’idh, mentre il materiale eliminato con la mestruazione, viene chiamato sangue dello haidh.

Oggi, l’Ebraismo e il Cristianesimo esprimono giudizi diametralmente opposti sulla questione del rapporto degli uomini con le donne in istato di mestruazione.

Alcuni ebrei affermano che per gli uomini è assolutamente vietato avere ogni forma di relazione con le donne in questo stato. Secondo essi l’uomo non deve mangiare, viaggiare, e vivere con una donna quando essa ha le mestruazioni. L’uomo non deve sedersi nel posto in cui si è seduta una donna mestruata, se no i suoi vestiti sono impuri e devono essere lavati. Se invece dorme nel suo letto deve lavarsi il corpo e i vestiti. In breve, la donna per tutto il periodo delle mestruazioni è un essere impuro, da evitare.

Contrariamente a ciò, i cristiani dicono che la donna mestruata è come la donna che non è nel periodo delle mestruazioni, e non v’è alcuna differenza tra questi due stati, ogni relazione è permessa, anche quelle sessuali.

I politeisti arabi, soprattutto quelli che vivevano alla Mecca, che conoscevano bene le abitudini degli ebrei, durante il periodo mestruale trattavano le proprie donne secondo le norme della legge ebraica, e si separavano da esse durante questo periodo. Queste differenze, spinsero alcuni mussulmani a interrogare il sommo Profeta (S) a proposito di tale questione. Fu allora rivelato il versetto in esame.

Commento

In questo versetto la parola mahidh ha il significato di haidh, che, come abbiamo già detto, significa mestruazione. Perciò il versetto può essere tradotto come segue:

«E ti chiedono della mestruazione. Di’: “Essa è una sofferenza»

In realtà, questa frase espone una delle ragioni per cui è proibito avere rapporti sessuali con le donne mestruanti, divieto che viene espresso nella frase successiva del versetto: “Evitate dunque {di giacere con} le vostre donne durante il ciclo mestruale e aspettate che si purifichino prima di giacere con loro. Quando poi si purificano, accostatele nel modo in cui Allah vi ha prescritto”.

La prima frase di questa parte del versetto può far pensare a un divieto simile a quello imposto dalla legge ebraica, ma la seconda frase spiega tutto, e si comprende che il divieto riguarda solo i rapporti sessuali. L’Islam ha quindi risolto questo problema con una via media, moderata, come del resto ha fatto in ogni altro problema inerente l’essere umano. Da una parte rifiuta il metodo ebreo, e premette agli uomini di sedersi, mangiare, dormire, vivere in una stanza con le donne mestruanti, dall’altra rifiuta la via cristiana, e proibisce severamente i rapporti sessuali durante il periodo mestruale. In questo modo l’Islam, da una parte rispetta la donna, e non la umilia emarginandola durante il periodo mestruale, e dall’altra previene gli innumerevoli danni fisici derivanti dal coito durante le mestruazioni, proibendo con assoluta decisione questo atto.

“In verità, Allah ama coloro che si pentono e ama coloro che purificano {se stessi}”

La parola tawbah, da noi tradotta con pentimento, significa allontanarsi dal peccato, e pentirsi di avere disubbidito ad Allah. Gli elementi fondamentali della tawbah sono:

1. bisogna essere coscienti di aver disubbidito al Signore Eccelso;

2. bisogna pentirsi del peccato commesso;

3. bisogna avere ferma volontà di non ripetere il peccato del quale ci si è pentiti, e rimediare ai danni commessi.

Ulteriori spiegazioni riguardo la tawbah e le sue condizioni sono esposte nei relativi versetti.
Con questa frase, messa alla fine del versetto, il Signore Eccelso vuole recuperare gli eventuali peccatori, e ricorda loro che non devono disperare della Sua misericordia. Ovviamente coloro che riusciranno a controllare i propri istinti saranno piú amati da Allah, e riceveranno maggiore grazia da Lui.

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