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Parte 1: La Preghiera

La Preghiera è un Mezzo Infallibile per Avvicinarsi ad Allah (SwT)

L’essere umano, nei momenti di crisi, nelle difficoltà, nelle disgrazie, ha bisogno di un sicuro sostegno sul quale appoggiarsi e placare il suo tormentato animo. Noi siamo convinti che questo sostegno non può essere altro che il ricordo di Allah (SwT)1:

«Sappiate che i cuori si placano solo al ricordo di Allah» (Santo Corano, 13: 28).

Allah (SwT) non ha bisogno della nostra Preghiera, siamo noi piuttosto che abbiamo bisogno di Allah (SwT), siamo noi che non possiamo fare a meno di un mezzo che ci permetta di entrare in comunicazione con Lui. La Preghiera conforta i cuori stanchi, illumina e rasserena le anime e collega l’uomo ad Allah (SwT), aiutandolo così ad affrontare i problemi della vita.

La Preghiera ci permette di rivolgere il cuore al Creatore. L’uomo traviato e confuso può trovare pace e sicurezza solo ricorrendo ad Allah (SwT) e la Preghiera è il miglior modo per rivolgersi a Lui. In effetti, tutti i fondamenti, tutti gli atti particolari della Preghiera - da elementi quali l’intenzione, il takbīr, la recitazione della Sura Aprente e di un’altra Sura, fino ad atti quali il rukū°, il sujūd, il tashahhud e il taslīm - e l’insieme dei suoi preliminari, avvicinano il cuore ad Allah (SwT). È così che il credente, cinque volte al giorno, si rivolge con tutta la sua esistenza verso Allah (SwT). Come la bussola che, tra le onde del mare, guida la nave alla meta, la Preghiera guida il credente al fine ultimo e lo protegge dal traviamento.

In una tradizione dell’ottavo Imam, il nobile °Alī al-Ridha Ibni Mūsa (as)2, leggiamo: «L’uomo, giorno e notte, deve sforzarsi di ricordare Allah, sia glorificato e magnificato, per non dimenticare il suo Signore, il proprio Creatore, per non disubbidire ai Suoi comandamenti. Ricordare Allah, presentarsi al Suo cospetto, lo protegge dal peccato e da ogni sorta di corruzione»3

Il nobile Profeta dell’Islam (S)4 disse: «Quando il credente prega, gode, fino alla fine della Preghiera, della benevolenza e della benedizione divina e gli angeli lo circondano fino all’orizzonte; Allah incarica un angelo di disporsi sopra la sua testa e dire: “O tu che preghi, se sapessi chi ti sta guardando e con chi ti stai confidando, non te n’andresti più e non baderesti più a nulla {all’infuori di Lui}”»5. Un’altra tradizione dice: «Se l’orante sapesse in che misura è circondato {durante la Preghiera} dalla maestà divina, non vorrebbe mai terminare il sujūd»6

Il Profeta dell’Islam (S) disse inoltre a chi gli aveva chiesto spiegazioni sulla Preghiera: «La Preghiera è una delle vie della Religione, è la via dei Profeti e attira il consenso divino. La Preghiera attira l’amicizia degli angeli verso l’orante, lo guida {al bene}, ne accresce la fede, accende in lui la luce della sapienza, dona abbondanza al suo pane quotidiano, rende sano il suo corpo e suscita lo scontento di Satana. Essa è un’arma contro i miscredenti, fa esaudire le preghiere e accettare le altre {buone} azioni dell’essere umano.

La Preghiera è per il credente una riserva per l’Aldilà, intercede al momento della sua morte, gli tiene compagnia nella tomba, è un {comodo} giaciglio per il suo corpo e una risposta alle domande degli angeli che {lo} interrogano nella tomba. La Preghiera, nel Giorno del Giudizio, sarà una corona sulla testa del devoto che l’avrà compiuta, luce nel suo viso, un {decoroso} abito per il suo corpo, una barriera tra lui e l’Inferno, una prova di fronte al suo Signore; essa salverà il suo corpo dal fuoco dell’Inferno e gli permetterà di attraversare il ŝirāt.

La Preghiera è la chiave del Paradiso, la dote delle huri e il prezzo dell’eterno Paradiso. Con la Preghiera, la creatura di Allah può raggiungere alti gradi spirituali: essa è consacrazione, testimonianza d’unicità, glorificazione, magnificazione, santificazione di Allah, ricordo e supplica»7

La Preghiera è, fondamentalmente, segno di gratitudine verso il Signore Eccelso, che ha creato tutti gli esseri e ha concesso loro infiniti doni. Il quarto Imam, °Alī Zaynul-°ābidīn (as), disse: «Mio nonno, il Messaggero di Allah, era così assiduo nell’adorare Allah e nel pregare, che i piedi gli si gonfiavano per il lungo stare ritto. Gli fu detto: “Ti dai così tanta pena, quando Allah ha perdonato il tuo passato e il tuo futuro?!” 8. Rispose: “Non dovrei forse essere un servo riconoscente?”»9

Solo Allah (SwT) è degno d’essere lodato e adorato. L’imam °Alī (as), in una delle sue suppliche, dice: «O Allah, io non ti adoro per paura dell’Inferno o per desiderio del Paradiso: io Ti {adoro perché Ti} considero degno d’essere lodato e adorato!»10

L’Importanza della Preghiera

La Preghiera è uno dei più importanti doveri islamici e deve essere eseguita da chiunque si possa considerare Bāligh 11 e sia capace d’intendere e di volere. Non si è dispensati dal compierla nemmeno nelle tremende battaglie e nelle violente tempeste di mare: in tali circostanze bisogna compiere una breve Preghiera, secondo particolari norme.

La vitale importanza e gli spirituali effetti della Preghiera sono tali che le nobili guide della Religione hanno detto: «La Preghiera è il pilastro della religione. Chiunque ometta intenzionalmente di compierla, ha distrutto la propria religione»12

Fu chiesto all’Imam Aŝ-ŝadiq (as): «Qual è il miglior mezzo per avvicinarsi ad Allah l’Altissimo?». Rispose: «Dopo la conoscenza di Allah, non considero nulla pari alla Preghiera»13

Gli Imam (as) hanno altresì detto: «Al momento della resa dei conti {nel Giorno del Giudizio}, prima d’ogni altra cosa, sarà valutata la Preghiera dell’individuo: se sarà accettata, saranno accolte anche le altre sue {rette} azioni; se invece verrà respinta, saranno respinte anche le altre sue {buone} azioni»14

Alla presenza dell’Imam Al-Bāqir (as) alcune persone parlarono di un uomo e dissero: «Commette atti proibiti e trascura i suoi doveri religiosi. Ha persino smesso di pregare!». L’Imam (as) si sollevò e disse: «Subĥānal-Lāh! Ha smesso di eseguire le preghiere wājib?! In verità, abbandonare la Preghiera è {peccato} grave per Allah »15

L’Imam Aŝ-ŝādiq (as), in punto di morte, convocò tutti i suoi parenti e disse: «In verità, noi non intercederemo a favore di chi avrà trascurato la Preghiera»16

La Preghiera è uno dei primi doveri che l’Islam ha portato. Essa è stata prescritta, come {fondamentale} precetto islamico, nei primi giorni della missione; il Profeta dell’Islam (S), °Alī (as) e la nobile Khadīja (as), che erano allora gli unici Musulmani della terra, pregavano in tre accanto alla sacra Ka°ba17.

Quando gli abitanti della città di ťā´if18, per convertirsi all’Islam, chiesero al Profeta (S) - oltre al rispetto di un certo numero di condizioni - di dispensarli dal compiere la Preghiera, quest’ultimo disse: «Non v’è alcun bene in una religione priva di Preghiera»19

Il nobile Corano insiste molto sulla Preghiera. Allah (SwT), in questo Sacro Libro, ha ordinato di compierla con i verbi “aqīmu” {maschile} e “aqimna” {femminile} (che significa “eseguite con assiduità”), per un totale di quattordici volte. In molti altri versetti, il Signore ha poi ricordato l’orante (con termini quali “aqāma”, “aqāmū”, “yuqīmu”, “yuqīmūna” e “muqīmīna”) e lo ha encomiato. In altri versetti il Santo Corano fa sperare i pii nella ricompensa divina e cita l’assiduità nell’eseguire la Preghiera come una delle loro qualità.20

In un altro punto di questo celeste Libro leggiamo che coloro che recitano il Libro d’Allah, eseguono assiduamente la Preghiera e danno, segretamente e in pubblico, di ciò che Allah (SwT) ha destinato loro, possono sperare in un commercio che li faccia guadagnare in eterno.21 Il Santo Corano presenta i credenti, come quelle persone che assolvono assiduamente il dovere della Preghiera, pagano la zakā e sono certi dell’Aldilà.22

Impariamo dagli Imam (as) ad essere diligenti nell’adempiere al dovere della Preghiera

Ma´mūn, iniquo califfo abbasside, invitò i capi delle diverse religioni e i grandi dotti dell’epoca per farli disputare con l’ottavo Imam, il nobile °Alī ar-Ridha Ibni Mūsa (as). In realtà sperava in tal modo di rovinare la sua grande autorità scientifica e spirituale. L’Imam (as) li affrontò da solo e, con un linguaggio efficace, con un’inattaccabile logica, li sconfisse tutti; essi accettarono le verità esposte dall’Imam (as) e riconobbero la sua infinita sapienza. In una così importante riunione, a un certo punto l’Imam (as) disse a Ma´mūn: «È giunto il momento della Preghiera». °Imrān, uno dei sapienti che stava discutendo con l’Imam (as), disse: «O mio signore, non lasciare a metà la spiegazione che mi stai dando: il mio cuore s’è aperto ed è pronto ad accettare la verità». L’Imam (as) disse: «Eseguiamo la Preghiera e poi torniamo». Quindi s’alzò e lo stesso fecero gli altri.23

L’Imam Aŝ-ŝādiq (as) diede, per quattro giorni, dalla mattina a mezzogiorno, lezioni private sulla questione dell’unicità di Allah (SwT) a Mufadhdhal Ibni °Umar, uno dei suoi allievi. Ogni giorno, appena si faceva l’ora della Preghiera, interrompeva la lezione e andava a compiere la salāt.24

L’Imam °Alī (as) non trascurò di eseguire la Preghiera della notte nemmeno nella {notte denominata} Laylatul- ĥarīr25, nella quale il buio della notte e la tremenda battaglia aveva completamente impegnato i guerrieri. E pensare che l’Imam (as) quella notte combatté in modo più serio e deciso di chiunque altro.

In un altro giorno della guerra di Siffīn, °Abdullah Ibni °Abbās vide, durante la battaglia, in mezzo al campo di guerra, l’Imam °Alī (as) che osservava il sole. Si avvicinò e gli disse: «Cosa fai?». Rispose: «Guardo il sole per vedere se è giunto il tempo della Preghiera e, nel caso, eseguirla». °Abdullah, sorpreso, disse: «Si può forse pregare in un simile momento?». L’Imam °Alī (as) rispose: «Per quale motivo combattiamo con loro?… Noi combattiamo con loro per la Preghiera!»26

Il sole di °āshūrā’ raggiunge lo zenit. Gli eroi di Karbalā’ stanno combattendo valorosamente, dalle prime ore del mattino e con forze impari, contro l’empio nemico; alcuni di loro sono caduti martiri. I sopravvissuti si battono con tutte le loro forze per l’Imam ĥussayn (as) e respingono gli attacchi che vengono sferrati da ogni parte. Abū Thumāma As-saydawiyy, uno dei compagni dell’Imam (as), si avvicina all’Imam ĥussayn (as) e gli dice: «Possa essere sacrificato per te! Il nemico è vicino, ma {sicuramente} tu non sarai ucciso prima del mio martirio. Amo raggiungere Allah dopo aver eseguito assieme a te la Preghiera di mezzogiorno…».

L’Imam (as) guarda allora il sole e dice: «Hai parlato della Preghiera! Possa Allah farti diventare un vero orante! Certo, è giunto il momento della Preghiera. Chiedete al nemico di lasciarci un po’ di pace per pregare».

Il nemico però non accetta e l’Imam, assieme ad alcuni dei suoi compagni sopravvissuti alla guerra, esegue la Preghiera nello speciale modo prescritto per coloro che combattono in battaglia. Così, alcuni compagni dell’Imam (as) si dispongono davanti ai nemici, opponendo i propri corpi ai loro crudeli attacchi, mentre gli altri pregano con l’Imam (as). Dopodiché si danno il cambio: il gruppo che prima aveva pregato fa la guardia e permette anche agli altri di eseguire la propria Preghiera assieme all’Imam ĥussayn (as).27

Effetti della Preghiera sull’Individuo

Tutti noi dobbiamo dare una grande importanza a questo fondamentale precetto divino e comprendere che non è una semplice formalità, che è in grado di donare molti vantaggi all’essere umano, sia a livello individuale sia a livello sociale, e che ha un elevato potere correttivo. La Preghiera coinvolge il corpo, l’anima e il pensiero dell’uomo, inducendoli ad agire in suo favore.

Ognuno di noi deve sforzarsi di compiere la Preghiera con attenzione e devozione. Il nobile Profeta dell’Islam (S) disse ad Abū Dhar: «Una breve Preghiera di due rak°a compiuta con riflessione è meglio di una notte di preghiere compiute con disattenzione»28.

L’Imam Aŝ-ŝādiq (as) dice: «Quando preghi devi umiliarti {dinanzi ad Allah (SwT)} ed eseguire la Preghiera con attenzione. In verità, Allah {nel lodare i credenti} dice: “Quelli che durante la propria Preghiera sono umili”29»30.

L’Imam °Alī (as) ha detto: «Che nessuno di voi preghi quando è stanco, assonnato e disattento; {sappia infatti che} è alla presenza di Allah. In verità, il servo di Allah trae vantaggio dalla propria Preghiera in misura proporzionale all’attenzione e alla devozione che ha durante essa»31. In un’altra tradizione questo nobile Imam (as) dice: «Durante la Preghiera bisogna essere umili: se il cuore di un individuo si sottomette ad Allah, anche il suo corpo farà altrettanto; esso, in tal modo, non compierà più atti inutili»32

Uno degli evidenti effetti della Preghiera è che essa preserva chi la compie dalle turpitudini. Il nobile Corano dichiara espressamente questa verità:

«In verità, la Preghiera preserva dalla dissolutezza e dal peccato» (Santo Corano, 29: 45)

La Preghiera è un precetto formativo e correttivo: forma lo spirito, innalza il pensiero e allontana dal male e dalle turpitudini. Essa è continuo ricordo di Allah (SwT), è un potente mezzo a disposizione del credente per essere in costante relazione con il suo Signore. Se il credente esegue la Preghiera con attenzione e umiltà, acquisterà una disposizione interiore al bene e odierà tutto ciò che è male.

Al contrario, la persona che non prega non avrà una tale disposizione e non riuscirà facilmente a tenersi lontano dal peccato ed a compiere il bene. Oltre a ciò, bisogna sapere che omettere di eseguire la Preghiera costituisce un peccato maggiore, distrugge la fede e merita il castigo di Allah (SwT) nell’Aldilà. Il Santo Corano afferma che nell’Aldilà sarà chiesto ad alcuni peccatori la ragione per la quale si trovano all’Inferno ed essi diranno:

«Noi non eravamo di coloro che rispettavano il dovere della Preghiera» (Santo Corano, 74: 42 -43.)

La Preghiera rinforza il timor di Allah (SwT) del credente e lo fa avanzare sulla via del bene e della beatitudine. Al contrario, il peccatore che non la esegue diventa sempre più empio e avanza sul sentiero del male e della perdizione.

L’effetto inibente della Preghiera possiede diversi gradi: più intensa è la fede, l’attenzione e la devozione dell’orante, più forte è questo vitale effetto. Costatiamo infatti che il Profeta dell’Islam (S) e i puri Imam (as) - che erano assai legati alla Preghiera, che davano ad essa una grande importanza e durante la sua esecuzione erano infinitamente umili e devoti - si giovavano integralmente del sopraccitato effetto, divenendo così immuni da qualsiasi peccato. Essi oltre alle preghiere wājib, eseguivano diligentemente anche quelle facoltative meritorie. Allah (SwT), nel Santo Corano, raccomanda al nobile Profeta (S) di compiere le adorazioni notturne e la Preghiera della notte:

«Veglia {pregando e recitando il Corano} parte della notte: ciò è per te un dovere aggiuntivo. V’è speranza che tu {in tal modo} raggiunga un lodevole grado {spirituale}» (Santo Corano, 17: 79).

Il Profeta dell’Islam (S) disse ad Abū Dhar: «Allah (SwT) ha fatto della Preghiera la gioia del mio cuore, l’ha resa per me desiderabile come ha reso desiderabile il cibo per chi ha fame e l’acqua per chi ha sete. In verità, quando l’affamato mangia, diviene sazio e, lo stesso, quando la persona assetata beve, non sente più sete. Io però non mi sazio mai della Preghiera»33

Ciascuna delle regole e delle norme della Preghiera gioca un fondamentale ruolo nella formazione e nel perfezionamento dell’essere umano ed ha preziosi effetti sull’individuo e sulla società. Ad esempio, chi prega sa che la Preghiera eseguita in una casa usurpata o con un vestito ottenuto illecitamente è invalida; persino l’acqua che serve all’abluzione (wudhū’) o alla lavanda (ghusl), il recipiente che contiene tale acqua, o la terra che serve per il Tayammum, devono essere puri e ottenuti lecitamente, non usurpati.

Perciò, chi prega è costretto a non usurpare i beni altrui e a rispettare i diritti del prossimo. Inoltre, fare attenzione alle ore in cui bisogna eseguire la Preghiera e rispettare l’ordine d’esecuzione delle diverse parti della Preghiera (la posizione eretta che bisogna assumere prima del rukū°, il rukū° che precede il sujūd, il takbīr iniziale, il saluto finale ecc…) aiuta l’orante ad abituarsi ad essere ordinato e diligente nelle altre faccende della propria vita.

La Preghiera, che, sostanzialmente, è manifestazione di sottomissione e gratitudine ad Allah (SwT), insegna all’orante ad essere riconoscente e umile, e lo tiene lontano da vizi quali superbia, invidia ed egocentrismo. L’Imam °Alī(as) ha detto: «Allah ha prescritto la fede per eliminare lo shirk {credere nell’esistenza di più divinità} e la Preghiera per allontanare la superbia»34

Ricordiamo infine che la Preghiera influenza tutte le azioni che l’essere umano compie. A tal proposito, l’Imam °Alī (as) dice: «Tutte le tue azioni dipendono dalla tua Preghiera»35

Effetti della Preghiera sulla Società

La Preghiera eseguita in congregazione è uno dei grandi riti dell’Islam e ha un notevole effetto sulla società. Le molte raccomandazioni fatte dalla religione islamica riguardo a questa Preghiera, sono una chiara prova del fatto che essa è la religione dell’unione e dell’amicizia. Essa vuole dai Musulmani che siano sempre uniti e che si aiutino reciprocamente.

Questo straordinario rito elimina le discriminazioni razziali e sociali: nelle file di questa Preghiera, tutti i Musulmani (a qualsiasi razza, colore o nazionalità appartengano) sono uguali; insieme e in perfetta armonia, pregano e adorano il loro Signore. La Preghiera in congregazione è il miglior mezzo che i membri di una società hanno a disposizione per comprendersi a vicenda e essere informati dei problemi dei propri fratelli di fede.

Un particolare tipo di Preghiera in congregazione è l’orazione del venerdì. Essa ha {anche} carattere politico e aumenta l’unione e la forza dei Musulmani contro i loro nemici. I due sermoni prescritti prima dell’esecuzione delle due rak°a della Preghiera del venerdì, istruiscono i credenti sul sapere islamico, ricordano loro il timor di Allah (SwT), la fede, l’origine dell’esistenza e l’Aldilà; informano costantemente la gente sulle questioni sociali e politiche e costituiscono un potente ed efficace mezzo nell’interminabile lotta contro la tirannia.

La Preghiera e l’Igiene

Un giorno il Profeta (S) chiese: «Se in casa vostra ci fosse un corso d’acqua {pura} e, ogni giorno, vi lavaste cinque volte dentro di esso, rimarrebbe forse qualche impurità sul vostro corpo?». Gli fu risposto: «Certo che no!». Disse dunque il Profeta (S): «La Preghiera è come un fiume {d’acqua pura}: quando una persona prega si purifica dal peccato»36

Come si può facilmente intuire, quando si dice che la Preghiera dona purezza, s’intende principalmente quella spirituale. Tuttavia, considerando i suoi preliminari (l’abluzione, la lavanda, la purezza del corpo e degli abiti), chi intende pregare acquista anche purezza esteriore, salvaguardando la propria salute.

La Preghiera crea Esseri Umani Liberi e Forti

Chi cinque volte al giorno si rivolge ad Allah (SwT), voltando le spalle a tutto ciò che è diverso da Lui, drizzando il proprio viso alla sacra Ka°ba - che è l’origine dell’Islam e la dimora del monoteismo - purificando, con una pura intenzione, l’anima da tutto ciò che è profano, pronunciando, almeno cinque volte al giorno, la sacra formula “Allāhu Akbar” (Allah è Grande), come inizio della propria Preghiera, e lodando dieci volte Allah (SwT) con la Sura della Lode (Surātul-Fātiha), non è più possibile che, nel pensiero e nell’anima, dia il minimo peso alle fasulle forze non divine. Una simile persona procederà, senza nulla temere e con assoluta decisione, sulla via che porta al raggiungimento dei sacri obiettivi umani. Farà tutto in nome di Allah (SwT) e si terrà lontano da ogni forma di shirk e di servilismo.

Certamente, la Preghiera eseguita con attenzione e umiltà ha un profondo effetto nel formare l’alto spirito umano, nel farlo diventare potente, libero, paziente e tenace.

La Sura della Lode

La Sura della Lode (Surātul-Fātiha), che deve essere recitata in ogni Preghiera, riassume in sé i princìpi fondamentali della religione islamica e gli insegnamenti principali del Corano:

1) Allah (SwT) è l’assoluto Padrone, il Signore dell’universo, e dirige perfettamente e saggiamente il creato;

2) tutto ciò che fa è giusto;

3) la resurrezione e il giudizio universale sono indubitabili verità;

4) Egli è benevolo nei confronti di tutte le Sue creature, in particolare con l’uomo;

5) Allah (SwT) è assolutamente unico;

6) bisogna seguire costantemente il retto sentiero;

7) bisogna sempre astenersi dal compiere peccato.

Tutti questi principi e insegnamenti sono brevemente ricordati nella prima pagina del Corano, nella Sura della Lode, che il credente deve recitare in ogni Preghiera.
Daremo ora una breve spiegazione dei versetti di questa Sura.

“Bismillāhir-Raĥmānir-Raĥīm”: Bisogna iniziare tutto ciò che si ha intenzione di fare “in nome di Allah (SwT), il Clemente, il Misericordioso”. Secondo quanto afferma il versetto “Consacra il nome del tuo Signore, il Sommo”, non bisogna associare alcun nome al nome di Allah (SwT): fare ciò per chiedere aiuto ad altri, è shirk.

Al-ĥamdu lil-Lāhi Rabbil-°ālamīn”: tutte le lodi appartengono ad Allah (SwT), che ha creato le creature e le ha messe sul sentiero che porta alla perfezione. Tutti i mondi si sviluppano per opera Sua. Egli non fa che bene e ogni bene trae origine da Lui e a Lui ritorna.

“ar-Raĥmānir-Raĥīm”: tutti godono della Sua misericordia e benevolenza e la Sua speciale benevolenza spetta agli esseri umani, in particolare ai probi.

“Māliki Yawm id-Dīn”: Allah (SwT) è il padrone del Giorno del Giudizio ed è l’assoluto dominatore. L’essere umano con la morte non si annienta: egli dovrà rispondere delle proprie azioni dinanzi alla giustizia divina, in un Giorno in cui l’unico a giudicare sarà Allah (SwT). Il Musulmano, che crede a questo principio e lo ricorda in ogni Preghiera, teme le conseguenze della punizione che Allah (SwT) ha stabilito per i peccatori e gli iniqui e si tiene lontano dal male, evita di trasgredire.

“Iyyāka na°budu wa iyyāka nasta°īn”: Te solo adoriamo e a Te solo, che sei l’Onnipotente, chiediamo aiuto. Noi adoriamo solo Allah (SwT) e chiediamo aiuto solamente a Lui, poiché sappiamo che nessuna forza è superiore alla Sua, nulla è in grado di vincerla. Ogni forza che si oppone ad Allah (SwT) è condannata a perire; al contrario, ogni forza che sia sul Suo sentiero trae origine da Lui, finisce in Lui, è da Lui sostenuta, è una manifestazione della Sua onnipotenza.

“Ihdinaŝ-Ŝirāťal-Mustaqīm”: Guidaci sul retto sentiero. Il credente che in ogni Preghiera chiede ad Allah (SwT) di guidarlo sulla retta via, non devierà da essa. Il maggiore bisogno dell’essere umano è quello di essere guidato sulla retta via; è per questo motivo che gli è stato prescritto di chiedere ogni giorno ad Allah (SwT) di soddisfare questa sua vitale necessità. Per evitare poi che ognuno interpreti questo sentiero a suo modo, nei rimanenti versetti di questa sura, il Signore lo descrive.

ŝirātal-lażīna an°amta °alayhimIl sentiero di coloro ai quali hai concesso la grazia, che, in base ad alcuni versetti (ayat 58 della Sura di Maria, n. 19 e ayat 69 della Sura delle Donne, n.4), sono i Profeti (as) e i probi. Questo è il sentiero che chiediamo ad Allah (SwT).

“Ghayril-maghdhūbi °alayhim wa lādh-Dhālīn” Non quello di coloro contro i quali Sei adirato, e nemmeno quello dei traviati.

Gli altri Atti della Preghiera

L’orante, dopo aver recitato la Sura della Lode, deve recitare un’altra sura del Santo Corano: il Libro di Allah (SwT) non deve essere trascurato dai Musulmani, essi non devono allontanarsi da questo celeste messaggio. Dopodiché deve inchinarsi dinanzi alla maestà del Creatore e dire: «Il mio Signore, l’Immenso, è immune da qualsiasi colpa e difetto, e io Lo lodo».

Dopo, per umiliarsi maggiormente dinanzi ad Allah (SwT) deve prostrarsi e dire: «Il mio Signore, il Sommo, è immune da qualsiasi colpa e difetto, e io Lo lodo». L’orante appoggia la fronte a terra per adorare il suo Creatore, dedica questo particolare atto esclusivamente a Lui, e poiché si sente dominato dalla maestà divina, Lo consacra e Lo loda. Con l’inchino e la prostrazione, proclamiamo l’immunità di Allah (SwT) da qualsiasi colpa e difetto.

***

Alla luce di quanto detto riguardo alla Preghiera, ci chiediamo se questo sacro atto d’adorazione può forse intorpidire e mantenere nell’arretratezza l’uomo. In verità, contrariamente a quanto sostengono i nemici della Religione, lodare l’infinito potere divino, umiliarsi dinanzi alla Sua maestà, dona all’uomo devoto una tale forza da non fargli temere più nulla all’infuori del proprio Signore, da indurlo a seguire, con assoluto vigore e indefessa volontà, la Retta Via. Questo straordinario atto di culto risveglia l’animo umano, illumina la sua via, preserva il suo timor di Allah (SwT), lo tiene lontano dal male e lo aiuta ad acquisire le virtù:

«In verità, la Preghiera preserva dalla dissolutezza e dal peccato» (Santo Corano, 29: 45).

Nella speranza che tutti i Musulmani mantengano sempre vivo questo costante rapporto con Allah (SwT), e, con un continuo e diligente sforzo, aumentino la propria devozione durante l’esecuzione della Preghiera, con le parole del nobile profeta Abramo (as), chiediamo ad Allah (SwT) di donarci successo nell’esecuzione di questo piacevole atto di adorazione:

«Oh Signore, fammi sempre attento e assiduo alla Preghiera, e così anche la mia progenie. Oh Signore, accetta la mia Preghiera!» (Santo Corano, 14: 40).

Le Norme della Preghiera

Allah (SwT) ha dettato una serie di norme che, se rispettate, assicurano la beatitudine in questo mondo e nell’Aldilà.

Le norme della legislazione islamica sono moltissime. Le più importanti di esse riguardano i cosiddetti rami della religione: la Preghiera, il digiuno, la zakā, il khums37, il pellegrinaggio alla Mecca (Hajj), il Jihād, l’esortare al bene e il proibire il male.
Daremo ora una breve spiegazione riguardo ad alcune norme della legge islamica che aiutano ad eseguire correttamente la Preghiera.

Le Impurità

L’Islam considera impure le seguenti cose:

1-2) le feci e l’urina dell’essere umano e degli animali il cui sangue sgorga allorché viene loro tagliata una vena e le cui carni, secondo la legislazione islamica, sono proibite38;
3-4-5) lo sperma, la carogna39 e il sangue degli animali il cui sangue sgorga allorché viene loro tagliata una vena;
6-7) il cane e il maiale;
8) i miscredenti40;
9) il vino e tutto ciò41 che fa ubriacare l’essere umano;
10) la birra;
11) il sudore del cammello mangiatore d’impurità.

Gli Agenti Purificanti

Alcune cose possono essere usate per purificare gli oggetti che hanno acquisito impurità. Citiamo di seguito alcuni di tali agenti e le condizioni sotto le quali sono in grado di purificare:

1) l’acqua;

2) il terreno, se è puro, secco e se l’impurità si dilegua camminando, purifica la pianta del piede, la suola delle scarpe, la punta del bastone da passeggio e la parte dei copertoni delle automobili, delle motociclette, delle biciclette e delle carrette che è a contatto con il suolo durante il movimento;

3) il sole - a condizione che l’impurità si dilegui e l’umidità che ha rilasciato si asciughi puramente mediante i suoi raggi - purifica il suolo, l’esterno degli edifici, i muri, le porte, le finestre, gli alberi e simili;

4) trasformazione completa di una sostanza impura in una pura42.

Il Wudhū’

Chi intende eseguire la Preghiera (le cui norme saranno spiegate successivamente) deve prima eseguire un’abluzione rituale chiamata (in arabo) “Al-Wudhu’”. Tale abluzione è composta dalle seguenti sette fasi:

1) formulare l’intenzione di compiere il Wudhu’ al solo scopo di obbedire al comandamento divino, e per avvicinarsi ad Allah (SwT) (qurbatan ilal-Lāh);

2) facendo colare l’acqua dal palmo della mano, versarla dalla base del cuoio capelluto43 e, passando la mano, rigorosamente dall’alto verso il basso, lavare il volto dalla base del cuoio capelluto fino alla punta del mento (compresa), per una larghezza pari alla distanza esistente tra la punta del dito medio e quella del pollice, quando la mano è completamente aperta (fig. 1)

3) lavare l’avambraccio destro dal gomito (compreso) sino alla punta delle dita (comprese), versando l’acqua da un poco più sopra dell’attaccatura del gomito e passando la mano rigorosamente dall’alto verso il basso (fig.2) lavare quindi l’avambraccio sinistro nella stessa maniera di quello destro;

4) umidificare il capo con l’acqua rimasta sulla mano dopo i lavacri del volto e degli avambracci, passando il palmo della mano destra, dall’alto verso il basso, sul capo (fig. 3);

5) umidificare con il palmo della mano destra (con l’umidità rimasta dai lavacri e dall’umidificazione precedenti) il piede destro, partendo dalla punta delle dita (comprese) sino al malleolo (fig.4) e umidificare con il palmo della mano sinistra il piede sinistro, partendo dalla punta delle dita (comprese) sino al malleolo compreso.

Condizioni del Wudhū’

L’acqua che viene utilizzata per il wudhū’ deve esser pulita {il wudhū’ effettuato con acqua mescolata ad altre sostanze è invalido}.

L’acqua deve essere pura {il wudhū’ effettuato con acqua najis (impura) è invalido}.

L’acqua deve esser di lecito utilizzo {il wudhū’ effettuato con acqua rubata, o di cui non abbiamo avuto il permesso per l’utilizzo, è invalido}.

Il contenitore dell’acqua deve esser di lecito utilizzo {il wudhū’ effettuato con acqua entro un contenitore rubato, o di cui non abbiamo avuto il permesso per l’utilizzo, è invalido}.

Il contenitore dell’acqua non deve esser composto di oro o argento.

Le parti del corpo che sono state lavate e deterse durante il wudhū’ devono essere pulite {non portare najāsāt con sé}.

Ci deve essere tempo a sufficienza per adempiere sia il wudhū’che la Ŝalāt.

Il wudhū’ deve esser effettuato con l’intenzione di cercare la prossimità di Allah (SwT).

Il wudhū’ deve essere effettuato nel giusto ordine (tartīb).

Gli atti del wudhū’ devono essere effettuati senza interruzioni (muwālāt).

La persona deve adempiere gli atti del wudhū’ senza l’aiuto di altri.

Non ci dovranno essere problemi per una persona a causa dell’utilizzo dell’acqua.

Le parti del corpo dove passa l’acqua non devono avere nessuna cosa o sostanza sopra di esse che possa impedire all’acqua di raggiungere tali aree.

Il Ghusl

Il Ghusl è una lavanda rituale che si esegue in seguito a copulazione, emissione di sperma, mestruazione, perdita extraciclica, perdite dovute al parto, contatto con un cadavere umano e decesso d’un Musulmano44.

Il Ghusl che si compie in seguito a copulazione o emissione di sperma, è chiamato “Ghuslul-janāba”; quello che viene eseguito in seguito a mestruazione “Ghuslul-ĥā’id”, in seguito a perdita extraciclica “Ghuslul-’istiĥādha”, in seguito alle perdite dovute al parto “Ghuslun-nifās”, in seguito a contatto con un cadavere “Ghuslul-mayyit” ed il Ghusl che viene eseguito sulla salma di un Musulmano è denominato “Ghuslu Massil-mayyit”.

Il Ghusl è composto dalle seguenti fasi:

1) formulare l’intenzione di eseguire il Ghusl al solo scopo di obbedire al comandamento divino, e per avvicinarsi ad Allah (SwT) (qurbatan ilal-Lāh) precisando inoltre il tipo di Ghusl che si ha intenzione di eseguire;

2) lavare l’intera testa e l’intero collo;

3) lavare l’intera parte destra del corpo;

4) lavare l’intera parte sinistra del corpo.

In seguito a copulazione o emissione di sperma, fino a quando non si è fatto il Ghusl, è illecito:

a) posare qualsiasi parte del corpo sulle scritte del Corano, sul nome “Allah”, “Muĥammad” e sul nome degli infallibili Imam (as);

b) sostare in una qualunque moschea o in uno qualsiasi dei santuari degli infallibili Imam (as);

c) depositare un qualsiasi oggetto in una moschea;

d) recitare anche una sola lettera, di una qualsiasi delle quattro sure del Corano che contengono quei versetti la cui recitazione rende obbligatoria la prosternazione45;

e) entrare nella moschea che contiene la sacra Ka°ba46 e nella sacra moschea che contiene la tomba del santo Profeta Muĥammad (S)47.

Per finire ricordiamo che in seguito a copulazione, emissione di sperma, mestruazione e perdite dovute al parto, per poter eseguire la Preghiera ed il digiuno, è necessario eseguire il Ghusl.
Per maggiori informazioni riguardo al Ghusl consultare i responsi del mujtahid che si segue.

Il Tayammum

Il Tayammum è un particolare tipo di lustrazione pulverale del viso e delle mani che, in mancanza d’acqua oppure ove questa sia dannosa al corpo - o ancora, quando manca così poco tempo allo spirare del tempo della Preghiera che fare il Wudhu’ (o il Ghusl) implicherebbe eseguire la Preghiera fuori dal tempo prescritto - sostituisce il Wudhu’ (o il Ghusl).

Il Tayammum consta delle seguenti fasi:

1) formulare l’intenzione di fare il Tayammum al solo scopo di obbedire al comandamento divino, e per avvicinarsi ad Allah (SwT) (qurbatan ilal-Lāh);

2) sbattere contemporaneamente e una sola volta il palmo di entrambi le mani su della terra48 (fig. 5);

3) passare il palmo di entrambi le mani (unite) su tutta la superficie della fronte e sulle due parti laterali della base del cuoio capelluto, e farle scendere sino alle sopracciglia comprese (figg. 6 e 7);

4) passare il palmo della mano sinistra su tutto il dorso della mano destra, dal polso alla punta delle dita, e passare il palmo della mano destra su tutto il dorso della mano sinistra, dal polso alla punta delle dita (fig. 8);

Attenzione: se si esegue il Tayammum in sostituzione del Ghusl, dopo aver passato il palmo delle mani sulla fronte (fase 3, figg. 6 e 7) bisogna picchiare un’altra volta il palmo delle mani sulla terra49 e dopodiché passare alla fase numero 4.

Le Preghiere Wājib

Nell’Islam esistono diversi tipi di Preghiera, ma solo le seguenti sono wājib (che è doveroso compiere):

i. la Preghiera quotidiana;

ii. la Preghiera dei segni;

iii. la Preghiera del defunto;

iv. la Preghiera di circumbalazione del sacro edificio della Ka°ba;

v. le preghiere Wājib non compiute da un Musulmano che era tenuto a recuperarle, le quali, dopo la sua morte, devono essere obbligatoriamente compiute dal suo figlio maggiore;

vi. le preghiere che ci si è impegnati a compiere in seguito a un voto (niżr), a un giuramento oppure a un patto stretto con Allah (SwT);

vii. le preghiere che un Musulmano defunto non ha compiuto e il cui compimento incombe su chi ha preso un compenso per eseguirle al suo posto.

Le Preghiere Quotidiane

Ogni musulmano, giornalmente, ha il dovere di pregare cinque volte: al mattino, a mezzogiorno, al pomeriggio, al tramonto e alla sera.
Tali preghiere devono essere eseguite, nell’ordine indicato, entro ben determinate fasce di tempo.

I. Preghiera del mattino: dallo spuntare della seconda alba50 fino allo spuntare del sole.

II. Preghiera di mezzogiorno: dall’istante in cui il sole inizia a calare dallo zenit fino ad alcuni minuti (sufficienti al compimento della successiva Preghiera del pomeriggio) prima dell’istante in cui scompare completamente quel rossore che si manifesta ad oriente dopo il tramonto del sole (per semplicità, quest’istante verrà d’ora in poi chiamato “maghrib”).

III. Preghiera del pomeriggio: da dopo il compimento della Preghiera di mezzogiorno fino al maghrib.

IV. Preghiera del tramonto: dal maghrib fino ad alcuni minuti (sufficienti al compimento della successiva Preghiera della sera) prima della mezzanotte astronomica.51

V. Preghiera della sera: da dopo il compimento della Preghiera del tramonto fino alla mezzanotte astronomica.

L’Ażān e l’Iqāma

È meritorio, prima delle preghiere quotidiane, volgersi in direzione della Ka°ba52 e recitare prima l’Ażān e poi l’Iqāma.
L’Ażān e l’Iqāma consistono rispettivamente nelle seguenti formule

Ażān

Allāhu Akbar
4 volte
(Allah è Grande)
Ashhadu an lā Ilāha Illal-Lāh
2 volte
(Testimonio che non esiste dio al di fuori di Allah)
Ashhadu anna Muĥammadan–Rasūlul-Lāh
2 volte
(Testimonio che Muĥammad è l’Inviato di Allah)
Ashhadu anna °Aliyyan Waliyyul-Lāh
2 volte
(Testimonio che °Alī è Waliyy53 di Allah)
ĥayya °alaŝ-ŝalā
2 volte
(Accorrete alla Preghiera)
ĥayya °alal-Falāĥ
2 volte
(Accorrete alla prosperità)
ĥayya°ala khayril-°Amal
2 volte
(Accorrete alle migliori azioni)
Allāhu Akbar
2 volte
(Allah è Grande)
lā Ilāha Illāl-Lāh
2 volte
(Non esiste dio al di fuori di Allah)

Iqāma

Allāhu Akbar
2 volte
(Allah è Grande)
Ashhadu an lā Ilāha Illal-Lāh
(Testimonio che non esiste dio al di fuori di Allah)
Ashhadu anna Muĥammadan–Rasūlul-Lāh
2 volte
(Testimonio che Muĥammad è l’Inviato di Allah)
Ashhadu anna °Aliyyan Waliyyul-Lāh
2 volte
(Testimonio che °Alī è Waliyy di Allah)
ĥayya °alaŝ-ŝalā
2 volte
(Accorrete alla Preghiera)
ĥayya °alal-Falāĥ
2 volte
(Accorrete alla prosperità)
ĥayya°ala khayril-°Amal
2 volte
(Accorrete alle migliori azioni)
Qad Qāmatiŝ-ŝalā
2 volte
(Viene elevata la Preghiera)
Allāhu Akbar
2 volte
(Allah è Grande)
lā Ilāha Illāl-Lāh

1 volte

(Non esiste dio al di fuori di Allah)

Come Recitare la Preghiera

Per recitare una Preghiera corretta bisogna (dopo aver eseguito il wudhū’, essersi rivolti verso la Ka°ba e, preferibilmente, detto l’Ażān e l’Iqāma) compiere, in ordine, le seguenti azioni:

1) L’INTENZIONE: La Preghiera deve essere compiuta soltanto coll’intenzione d’obbedire al comandamento divino e per avvicinarsi ad Allah (SwT) (qurbatan ilal-Lāh) e tale intenzione deve essere mantenuta fino al termine della Preghiera. Qualsiasi altra finalità (come far mostra della propria religiosità, compiacere le persone assieme alle quali si prega, far della ginnastica, ecc.) rende invalida la Preghiera.

2) IL TAKBīATUL-’IĥRāM: Dopo l’intenzione, bisogna, stando fermi in posizione eretta e sollevando le mani parallele ai nostri orecchi, pronunciare correttamente la frase: “Allāhu Akbar”. Dopodiché bisogna abbassare le mani e passare immediatamente alla recitazione (fig.9).

3) LA RECITAZIONE: Tale fase consiste nel recitare la prima sura del Corano (denominata “Al-Fātiha”, che in arabo significa “l’Aprente”), il cui testo è:

Bismil-Lāhir-Raĥmānir-Raĥīm
(In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso)
Alĥamdulil-Lāhi Rabbil-°ālamīn
(La Lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi)
ArRaĥmānir-Raĥīm
(il Compassionevole, il Misericordioso)
Māliki yawmid-dīn
(Re del Giorno del Giudizio)
Iyyāka na°budu wa iyyāka nasta°īn
(Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto)
Ihdinaŝ-ŝirāťal-mustaqīm
(Guidaci sulla retta via)
ŝirāťal-lażīna an°amta °alayhim, ghayril- maghdhūbi °alayhim wa lādh-dhālīn
(La via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella Tua ira, né gli sviati)

Successivamente bisogna recitare una sura qualsiasi54 del Corano, come, ad esempio, la breve e semplice sura “al-Ikhlāŝ”, o “at-Tawĥīd”, il cui testo è:

Bismil-Lāhir-Raĥmānir-Raĥīm
(Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso)
Qul Huwal-Lāhu Aĥad
(Dì: Egli Allah è Unico)
Allāhuŝ-ŝamad
(Allah è l’Assoluto)
Lam yalid wa lam yūlad
(Non ha generato, non è stato generato)
Wa lam yakun lahu kufwan aĥad
(e nessuno è uguale a Lui)

Nella Preghiera del mattino, del tramonto e della sera, gli uomini devono eseguire la recitazione ad alta voce; mentre nelle preghiere di mezzogiorno e del pomeriggio uomini e donne sono tenuti a compiere la recitazione sottovoce (a patto però che sentano ciò che stanno recitando).
4) IL RUKū°: Dopo la recitazione bisogna compiere il cosiddetto “rukū°”, che consiste nell’inchinarsi in avanti assumendo una posizione a squadra e porre le mani sui ginocchi (fig.10).

Una volta raggiunta questa posizione bisogna dire:

Subĥāna Rabbiyal-°Aďīmi wa bi-ĥamdih

(Gloria al mio Immenso Signore e Lode a Lui)

o, in alternativa, recitare la formula:

Subĥānal-Lāhi, Subĥānal-Lāhi, Subĥānal-Lāh

(Gloria ad Allah, Gloria ad Allah, Gloria ad Allah)
Dopo aver terminato di recitare la formula del rukū° bisogna tornare in posizione eretta, e mentre si compie questo movimento è meritorio recitare:

Sami°al-Lāhu liman ĥamidah.
(Allah ascolta chi innalza le Sue lodi)
Poi dire:
Allāhu Akbar
(Allah è Grande)

e compiere, come segue, la coppia di sajda.

5) LA COPPIA DI SAJDAH. La sajda consiste nel poggiare a terra la fronte55, il palmo delle due mani, la punta delle due ginocchia e quella dei due alluci (fig. 11).

Una volta raggiunta questa posizione bisogna recitare la formula:

Subĥāna Rabbiyal-A°ala wa biĥamdih
(Gloria al mio Altissimo Signore e Lode a Lui)
o, in alternativa, la formula
Subĥānal-Lāhi, Subĥānal-Lāhi, Subĥānal-Lāh (Gloria ad Allah, Gloria ad Allah, Gloria ad Allah)

Dopodiché bisogna sollevare la fronte, sedersi per un istante (fig.12), e recitare:

Allāhu Akbar.
(Allah è Grande)

Dopodiché è meritorio recitare:

Astaghfirul-Lāha Rabbi wa Atūbu Ilayh[i.
(Chiedo perdono ad Allah e mi volgo pentito a Lui)
E prima della sajda successiva, si recita nuovamente:
Allāhu Akbar
(Allah è Grande)

ritornare in sajda, pronunciare nuovamente la formula della sajda, sedersi nuovamente per un istante e alzarsi per eseguire la seconda serie della Preghiera. Mentre si ritorna in piedi, è meritorio recitare quanto segue:

Biĥawlil-Lāhi wa Quwwatihi Aqūmu wa Aq°u°du
(Con il permesso e la potenza di Allah mi alzo e mi siedo)

6) LA SECONDA SERIE. Una volta che ci si è messi in posizione eretta, s’inizia, al pari della prima serie, nuovamente la recitazione (fase 3); terminata la recitazione è meritorio portare le mani davanti al viso (fig.13) e pronunciare una qualsiasi formula religiosa come, ad esempio, Subĥānal-Lāh o Alĥamdu lil-Lāh, o ancora la formula con la quale solitamente s’inviano benedizioni al Profeta Muĥammad (S) e alla sua famiglia (as)56, e cioè Allāhumma Salli °ala Muĥammad[in, wa ãli Muĥammad.

Comunque, è bene recitare il seguente du°ā’ (supplica):

Rabbanā ãtina fid-dunyā ĥasana[ta, wa fil- ãkhirati ĥasana[ta, wa qinnā °ażāban-nār
(Signor nostro, dacci le cose buone di questo mondo e le cose buone dell’altra vita e allontanaci dal fuoco)
Allāhumma ŝalli °ala Muĥammadin wa ãli Muĥammad
(O Allah! Benedici il Muĥammad e la famiglia di Muĥammad)

Dopo aver finito di pronunciare la formula desiderata si abbassano le mani e si compie nuovamente il rukū° (fase 4), dopodiché si eseguono le due sajda intervallate da una posizione seduta (fase 5); questa volta però, finita la seconda sajda, non bisogna alzarsi in piedi, bensì bisogna restare seduti in posizione eretta (fig.12) e recitare come segue il tashahhud.

7) IL TASHAHHUD. Il tashahhud consiste nella seguente formula:

Alĥamdu lil-Lāh
(La Lode appartiene ad Allah)
Ashhadu an lā Ilāha illāl-Lāh, Waĥdahu lā sharīka lah
(Testimonio che non esiste dio al di fuori di Allah)
Wa ashhadu anna Muĥammadan °Abduhu wa Rasūluh
(E testimonio che Muĥammad è il Suo Servo e Messaggero)
Allāhumma ŝalli °ala Muĥammadin wa ãli Muĥammad
(O Allah! Benedici il Muĥammad e la famiglia di Muĥammad)

Terminato di recitare il tashahhud, se la Preghiera che si sta eseguendo è quella del mattino, bisogna recitare una formula chiamata “taslīm” (che sarà illustrata nella successiva ottava fase) e terminare così la propria Preghiera. Se invece la Preghiera che si sta eseguendo è quella di mezzogiorno o del pomeriggio o del tramonto o della sera, bisogna passare, senza recitare il saluto, alla terza serie della Preghiera (fase nove).

8) IL TASLīM. Il saluto della Preghiera consiste nella formula

Assalāmu °alayka ayyuhan-Nabiyyu wa Raĥmatul-Lāhi wa barakātuh
(O Profeta siano su di te la pace, la misericordia di Allah e la Sua benedizione)

Assalāmu °alayna wa °ala °ibādil-Lāhiŝ-ŝāliĥīn

(La pace sia su di noi e sui retti servitori di Allah)

As-salāmu °alaykum wa raĥmatul-lāhi wa barakātuh

(Siano con voi la pace, la misericordia di Allah e la Sua benedizione)

9) LA TERZA SERIE. Nella terza serie della Preghiera (che inizia dopo aver recitato il tashahhud ed essersi alzati in posizione eretta, e riguarda le sole preghiere di mezzogiorno, del pomeriggio, del tramonto e della sera) bisogna ripetere sottovoce (a patto però che lo stesso o la stessa orante oda ciò che sta recitando) e per tre volte di seguito le seguenti quattro consacrazioni (Tasbīhāt al-Arba°a) 57

Subĥānal-Lāhi wal-ĥamdu lil-Lāhi wa lā ilāha illāl-Lāh wal-Lāhu akbar

(Gloria ad Allah e la Lode appartiene ad Allah e non esiste dio al di fuori di Allah e Allah è Grande)

dopodiché bisogna fare il terzo rukù della Preghiera (fase 4), le due sajdah, intervallate da una posizione seduta (fase 5), e, se la Preghiera che si sta eseguendo è quella del tramonto, finita la seconda sajdah, bisogna sedersi in posizione eretta e recitare prima il tashahhud (fase 7) e poi il saluto (fase 8), e terminare in tal modo la Preghiera. Se invece la Preghiera che si sta eseguendo è quella di mezzogiorno o del pomeriggio o della sera bisogna passare, senza recitare tashahhud e saluto, alla quarta serie (fase 10).

10) LA QUARTA SERIE. Nella quarta serie della Preghiera (che inizia dopo aver fatto la seconda sajda della terza serie ed essersi alzati in posizione eretta, e riguarda le sole preghiere di mezzogiorno, del pomeriggio e della sera), bisogna ripetere nuovamente per tre volte e sottovoce (a patto però che lo stesso o la stessa orante oda quanto sta recitando) le quattro consacrazioni, dopodiché compiere il rukū°, le due sajda, sedersi in posizione eretta (alla fine della seconda sajda), recitare il tashahhud, il saluto e terminare così la propria Preghiera.

Dopo aver terminato ogni Salāt, è bene anche recitare il Tasbīĥ di Fātima az-Zahrā’ (as).

Una volta Fātima az-Zahrā’ (as), la figlia del Profeta (S), chiese a suo padre come poter ottenere la grazia divina. Il Profeta (S) le consigliò di recitare il seguente tasbīĥ, conosciuto come "Tasbīĥ-az-Zahrā’". Esso viene di solito recitato alla fine di ogni Preghiera. Comunque ha un notevole effetto anche per risolvere problemi di sostentamento, affari, lavoro, ecc.. Consiste nel dire: 34 volte "Allāhu Akbar", 33 volte "Al-ĥamdulil-Lāh" e 33 volte "Subĥānal-Lāh"

A questo proposito ci sembra opportuno riportare una citazione dell’Imam Khomeyni (ra)58 : "Tra i nobili ad°iya, appare il tasbīĥ della Pura ŝiddīqa, la figlia del Profeta, il quale le fu insegnato dal Messaggero di Allah.  Si tratta del miglior atto da compiersi dopo il du°ā’ finita la Ŝalāt. In un ĥadīth è riportato che se ve ne fosse stato uno migliore, il Messaggero di Allah lo avrebbe insegnato a Fātima. L'Imam aŝ-ŝadiq disse che la recitazione di questo tasbīĥ ogni giorno, dopo ogni salāt, era più gradita a lui di mille rak°āt. E' saputo che tra i compagni, la sequenza del tasbīĥ fosse: il takbīr 34 volte, il taĥmīd 33 volte e il tasbīĥ 33 volte. Quindi la più probabile è la sequenza suddetta e, in accordo alla precauzione, sarebbe meglio rispettarla, sebbene uno sia libero di cambiare tale successione"

Per finire ricordiamo che durante la Preghiera, il corpo e il vestito che s’indossa devono essere liberi da impurità. Il vestito poi non deve essere stato ottenuto illecitamente e non deve essere fatto della pelle d’animali la cui carne è illecita o della pelle degli animali la cui carne è lecita, ma che sono morti senza che sia stata eseguita su di loro la rituale macellazione islamica 59.

Chi ha copulato, emesso sperma, finito di perdere sangue in seguito a mestruazione o parto, prima di fare la Preghiera deve compiere il Ghusl.

Fattori che Invalidano la Preghiera

I fattori che invalidano la Preghiera sono:

1) annullamento del Wudhū’;

2) piangere intenzionalmente e ad alta voce per le faccende del mondo;

3) ridere sonoramente ed intenzionalmente;

4) mangiare o bere intenzionalmente;

5) alterare, aumentando o diminuendo, il (prescritto) numero delle seguenti componenti indispensabili della Preghiera:

a) l’intenzione;

b) il takbīratul-’iĥrām;

c) la posizione eretta ed immobile che deve essere assunta durante l’esecuzione del takbīratul-’iĥrām e prima dell’esecuzione di ogni rukū°;

d) il rukū°;

e) la coppia di sajda.

6) Dire intenzionalmente la parola “ãmīn” dopo la recitazione della Sura Aprente;

7) divergere dalla direzione della Ka°ba in modo tale che non si possa più sostenere che l’orante è orientato in tale direzione;

8) parlare intenzionalmente;

9) compiere azioni che sconvolgono l’aspetto esteriore della Preghiera (come, ad esempio, applaudire o saltare);

unire intenzionalmente le braccia, l’una sull’altra, poggiandole sul ventre (come fanno i nostri fratelli sunniti quando pregano).

La Preghiera in Viaggio

Quando ci si trova in viaggio, le preghiere di mezzogiorno, del pomeriggio e della sera, in presenza di otto condizioni, devono essere ridotte a due serie60. Quattro di tali condizioni sono:

i. il viaggio non deve avere uno scopo illecito (come furto, adulterio, ecc.);

ii. il viaggio non deve essere parte dell’usuale attività lavorativa del viaggiatore;

iii. il viaggiatore deve essere intenzionato a percorrere in totale (tra andata e ritorno) almeno otto parasanghe61;

iv. il viaggiatore non deve essere un nomade abituale.

Le altre quattro condizioni sono state omesse per brevità e semplicità di trattazione; chi fosse interessato o avesse bisogno di conoscerle, insieme alle altre norme della Preghiera in viaggio, deve consultare i responsi del mujtahid che segue.

La Preghiera dei Segni

In caso di burrasche, tuoni, fulmini (ed eventi simili a questi) che causino il panico nella maggioranza della gente e in caso d’eclissi solari o lunari e di terremoti, si deve compiere la Preghiera dei segni, la quale consta di due serie, ognuna delle quali comprende cinque rukū°. Tale Preghiera si esegue nel seguente modo:

1) si compie il Wudhū’, ci si rivolge in direzione della sacra Ka°ba e si formula l’intenzione di compiere tale Preghiera al solo scopo di ottemperare al dovere che Allah (SwT) ha imposto;

2) dopo aver formulato l’intenzione, stando immobili in posizione eretta, si portano le mani all’altezza delle orecchie e si pronuncia la formula Allāhu Akbar;

3) si recita poi in posizione eretta (fig.9) la Sura Aprente e dopo di essa una sura qualsiasi62 del Corano (come ad esempio la semplice e breve sura At-tawĥīd, della quale abbiamo citato in precedenza il testo);

si esegue a questo punto il primo dei cinque rukū° (prescritti nella Preghiera dei segni) e una volta raggiunta la posizione di rukū° si recita la formula (già citata in precedenza) del rukū° e cioè Subĥāna Rabbiyal-°Aďīmi wa biĥamdih o, in alternativa, recitare la formula:Subĥānal-Lāhi, Subĥānal-Lāhi, Subĥānal-Lāh.
4) dopodiché bisogna alzarsi in posizione eretta, rimanere per un istante immobili e ripetere le sopraccitate fasi tre e quattro, fino a quando il numero complessivo dei rukū° effettuati non raggiunge i cinque;

5) eseguito il quinto rukū° bisogna alzarsi in posizione eretta, rimanere per un istante immobili e andare a eseguire le due sajda intervallate da una posizione seduta;

6) finita la seconda sajda è necessario alzarsi in posizione eretta e ripetere i sopraccitati punti 3, 4, 5 e 6; terminata la seconda sajda della seconda serie, recitare il tashahhud e il saluto, terminando così la Preghiera.

Osservazione: la Preghiera dei Segni che deve essere pregata a causa di eclissi di sole e di luna deve essere eseguita nell’intervallo di tempo che va dall’inizio dell’eclissi sino all’istante in cui essa inizia ad esaurirsi.

  • 1. (SwT) abbreviazione di “Subĥāna wa Ta°āla”, Lode a Colui che è privo di ogni imperfezione, l’Altissimo.
  • 2. (as) abbreviazione di “°alayhi-ha-hum assalām”, “che la pace sia su di lui-lei-loro”, che viene utilizzato accanto ai nomi dei profeti, degli angeli, dei puri Imam e delle donne del Paradiso (Khadīja, Fātima, Maria, Asiah) e secondo alcuni pareri viene usato anche accanto a nomi di altre donne come Zaynab, Ruqayya, Um Kulthūm, Fātima Masuma…
  • 3. Jami°ul-’Aĥādīth: pag. 13, ĥadīth n. 13.
  • 4. (S) abbreviazione di “sallal-Lāhu °alayhi wa ãlihi wa sallam”: “pace e benedizioni di Allah (SwT) su di lui e sulla sua famiglia”.
  • 5. Jami°ul-’Aĥādīth: vol. 2, pag. 5, ĥadīth n. 35.
  • 6. Jami°ul-’Aĥādīth: pag. 6, ĥadīth n. 40
  • 7. Biĥārul-‘Anwār: vol. 82, pag. 231, ĥadith n. 46 Jami°ul-’Aĥādīth: pag. 9, ĥadith n. 72
  • 8. Si fa riferimento al versetto: “In verità, Dio ha perdonato le tue colpe passate e future” {Santo Corano, 48: 2}.
  • 9. Kuĥlul-Baŝar: pag. 78.
  • 10. °Urwatul-Wuthqa: cap. 21.
  • 11. Con questo termine si intende chiunque abbia aggiunto la maturità legale per l’Islam, che per le ragazze è di nove anni lunari, mentre per i ragazzi è di 15 anni lunari.
  • 12. Biĥārul-Anwār: vol. 82, pagg. 203 e 209.
  • 13. Jami°ul-’Aĥādīth: vol. 2, pag. 2, primo ĥadith.
  • 14. Jami°ul-’Aĥādīth: pag. 4, ĥadith n. 21.
  • 15. Jami°ul-’Aĥādīth: pag. 25, ĥadith n. 4
  • 16. Jami°ul-’Aĥādīth: vol. 2, pag. 25, ĥadith n. 6
  • 17. Usdul-ghāba: parte terza, pag. 414.
  • 18. Città situata nelle vicinanze della Mecca.
  • 19. Sīratun-Nabiyy (Ibni Hishām): vol. 3-4, pag. 504.
  • 20. Riferimento a: Santo Corano, 22:34 e 35.
  • 21. Riferimento a: Santo Corano, 35: 29.
  • 22. Riferimento a: Santo Corano, 27: 3.
  • 23. Biĥārul-‘Anwār: vol. 10, pag. 313.
  • 24. Biĥārul-‘Anwār: vol. 3, pag. 89.
  • 25. Una delle difficili notti della guerra di Siffīn, nella quale, fino all’alba, si scontrarono due diverse armate.
  • 26. Biĥārul-‘Anwār: vol. 83, pag. 23.
  • 27. Biĥārul-‘Anwār: vol. 45, pag. 21.
  • 28. Biĥārul-‘Anwār: vol. 84, pag. 249.
  • 29. Santo Corano, 23: 2.
  • 30. Jamī°ul-’Aĥādīth: vol. 2, pag. 247.
  • 31. Biĥārul-‘Anwār: vol. 84, pag. 239.
  • 32. Biĥārul-‘Anwār: vol. 84, pag. 239.
  • 33. Biĥārul-‘Anwār: vol. 82, pag. 233.
  • 34. Nahjul-Balāgha: sentenza 252.
  • 35. Nahjul-Balāgha: lettera n. 27.
  • 36. Wasa-il: vol. 3, pag. 7.
  • 37. Si tratta di una tassa islamica che prevede il versamento un quinto dei propri guadagni annuali sottratte le spese. Per approfondimenti consultare: “Il Khums: Una Tassa Islamica” di Sayyid Muhammad Rizvi.
  • 38. le feci e l'urina degli animali le cui carni sono lecite (pecore, cammelli, mucche ecc.) sono pure.
  • 39. Nel fiqh con "mayta", che noi traduciamo "carogna", s'intende l'animale di carne lecita morto senza essere stato macellato conformemente al rito islamico.
  • 40. A tal proposito è bene però sapere che l’Ayatollah Khamenei considera cristiani ed ebrei e, in generale, la “Gente del Libro” puri per natura.
  • 41. a condizione però che sia, di per sé, allo stato liquido.
  • 42. Ad esempio, se un cane morto in un terreno salino si trasforma completamente in sale, tale sale sarà puro.
  • 43. - da dove iniziano di solito i capelli.
  • 44. da effettuare sulla salma del Musulmano deceduto.
  • 45. Che sono: 32, sūratus-Sajda, 41, sūratu Fuŝŝilat, 53, sūratun-Najm, 96, sūratul-°Alaq
  • 46. che si trova alla Mecca e si chiama Masjidul-ĥarām.
  • 47. che si trova a Medina e si chiama Masjidun-Nabiyy.
  • 48. Il Tayammum, oltre che sulla terra, può essere fatto anche sulla sabbia e sulla pietra, come il marmo.
  • 49. Vanno bene anche sabbia e pietra, come già accennato.
  • 50. Poco prima dell’inizio della fascia di tempo nella quale è possibile effettuare la Preghiera del mattino, compare ad oriente un bagliore di luce che si leva verticalmente verso l’alto; tale bagliore viene chiamato “prima alba”. Dopodiché questo bagliore si spande sull’orizzonte e forma una fascia orizzontale di luce, che viene denominata “seconda alba”.
  • 51. che consiste nell’ora che si ottiene dalla media del tempo che va dall’inizio del tramonto sino all’istante in cui spunta la seconda alba. Ad esempio, se in un dato giorno il sole inizia a tramontare alle ore 21 e la seconda alba spunta alle 04:20, la mezzanotte astronomica di quel giorno è esattamente alle ore 00:40.
  • 52. L’edificio di forma cubica che si erge al centro della sacra moschea (chiamata) Masjidul-ĥarām della Mecca, è chiamato “al-Ka°ba”. Esso è il punto verso il quale, in qualunque parte del mondo ci si trovi, bisogna orientarsi durante la Preghiera
  • 53. Waliyy tra le altre cose, significa protettore, vicario, intimo di qualcuno, guida. Questo termine è molto importante nel contesto Shi°īta, perché solo le azioni di coloro che sono guidati da un “Waliyy” sono accettate da Allah (SwT). In questo caso, la migliore traduzione di questa frase è: “Testimonio che °Alī è custode della parola di Allah”, in quanto egli fu scelto dal Profeta (S) per Decreto Divino, come suo successore per preservare la perfetta religione, l’Islam, visto che dopo di lui non ci sarebbero stati più altri profeti e l’umanità aveva comunque bisogno di una guida per non sviarsi.
  • 54. Eccetto quelle Sure che contengono i versetti che, se recitati, rendono obbligatoria la prostrazione: 32, sūratus-Sajda, 41, sūrat-Fuŝŝilat, 53, sūratun-Najm, 96, sūratul-°Alaq.
  • 55. La fronte deve poggiare su della terra o su qualsiasi cosa che nasca da essa, purché non si tratti di sostanza commestibile, di indumenti oppure di minerali simili a oro, argento e agata.
  • 56. Con l’espressione “sua famiglia” (indicata precedentemente col termine Ahlul-Bayt) intendiamo la sua immacolata figlia Fātima (as) e i dodici infallibili Imam (as).
  • 57. In alternativa alla triplice ripetizione di tale formula è possibile anche recitare sottovoce (a patto che lo stesso o la stessa orante oda quanto sta recitando) una sola volta la Sura Aprente.
  • 58. (ra), abbreviazione di “Raĥmatul-Lāhi °alayhi”, che la Clemenza di Allah (SwT) sia su di lui
  • 59. A questo proposito ci sembra opportuno segnalare che Seyyed Imam Khamenei ha affermato che, siccome in occidente vi è una massiccia importazione di pellami dai paesi islamici, se non si è assolutamente certi che la pelle sia di un animale non macellato islamicamente, allora deve essere ritenuta tāhir. In ogni caso però, indossare del pellame di qualsiasi tipo invalida la Preghiera.
  • 60. ed eseguite similmente alla Preghiera del mattino, con la sola differenza che nelle preghiere di mezzogiorno e del pomeriggio la recitazione deve essere effettuata sottovoce.
  • 61. 1 parasanga = 6240 metri.
  • 62. Eccetto quelle Sure che contengono i versetti che, se recitati, rendono obbligatoria la prostrazione: 32, sūratus-Sajda, 41, sūratu Fuŝŝilat, 53, sūratun-Najm, 96, sūratul-°Alaq.

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