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I Contraccettivi e l’Aborto

A) Introduzione

La questione del controllo delle nascite ha creato un vasto dibattito nel mondo Occidentale. Tale questione è connessa con la visione di base del sesso.

Da un lato, se si associa il sesso al peccato originale e lo si equipara al male, e si permette il rapporto sessuale solo a scopo di procreazione, di conseguenza, ovviamente, il controllo delle nascite sarà totalmente proibito. Permettere il controllo delle nascite implicherebbe consentire il sesso per il piacere.

D’altra parte, se si considera il sesso come un atto naturale il cui scopo è duplice (la procreazione e/o la soddisfazione del desiderio sessuale), si permette il controllo delle nascite. Il dibattito sull’uso del controllo delle nascite, in ogni modo, è strettamente connesso alla questione dell’aborto.

In generale, esistono tre opinioni a proposito del controllo delle nascite e dell’aborto. Da un estremo, la Chiesa cattolica romana1 proibisce tanto il controllo delle nascite come l’aborto. Ayatullah Rizvi commenta quanto segue a proposito del punto di vista cattolico: “Il Vaticano sembra dimenticare la semplice differenza tra la ragione che soggiace alla legge e la legge stessa. Ha proibito totalmente l’uso dei contraccettivi, con l’argomentazione che ciò va contro la filosofia del matrimonio. Ma il Vaticano è veramente convinto di poter condurre tale “argomentazione” alle sue conseguenze logiche? E’ pronto a proibire il rapporto con una moglie incinta, o il matrimonio di uomini e donne sterili? Avrebbero dovuto proibire questi ed altri esempi... perché anche in questi casi non può realizzarsi una gravidanza. I prelati della Chiesa cattolica romana, tutti uomini celibi, non si rendono forse conto che la soddisfazione legittima dell’istinto sessuale in se stessa rappresenta una valida ragione soggiacente al matrimonio2.

Dall’altro estremo, i libertari e le femministe considerano il controllo delle nascite e l’aborto come diritti basilari delle donne. Tra questi due estremi, l’Islam permette il controllo delle nascite, ma proibisce l’aborto.

Secondo il fiqh shi°ita, la pianificazione familiare, come decisione privata per regolare le dimensioni della famiglia, per ragioni di salute o economiche, è permessa.

Non esistono versetti del Sacro Corano o Aĥādith contrari al controllo delle nascite, e non è wajib avere figli nel matrimonio. Quindi, fondamentalmente, il controllo delle nascite rientrerebbe nella categoria di ja’iz, atti leciti.

Inoltre, esistono alcuni Aĥādith (specialmente a proposito della questione dell’°azl, o coitus interruptus) che provano indubitabilmente che il controllo delle nascite è ammesso. L’Imam °Ali (as) in un’occasione disse: “Uno dei due {mezzi} di ricchezza è avere poche persone a carico3.

L’ Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse che: “{L’Imam} °Ali ibn ul-Husayn (as) non vedeva alcun problema nel coito interrotto, e soleva recitare il versetto che dice. “E quando il Signore trasse, dai lombi dei figli di Adamo, il loro seme…” {Sura al-A°raf,7:172} Sicché, da qualsiasi seme Allah ha deciso, è sicuro che nascerà anche se è {versato} su una dura roccia4.

L’Imam sta dicendo che la creazione è esclusivamente nelle mani di Allah (SwT). Sia che pratichiamo il controllo delle nascite o no, se Allah (SwT) vuole, un figlio sarà concepito.

In effetti, tali Aĥādith rappresentano una prova inconfutabile che il controllo delle nascite è permesso dall’Islam.

* * *

Ciononostante, a volte il controllo delle nascite viene usato come arma politica dai regimi imperialisti e razzisti; in tali casi, il Mujtahid supremo ha il diritto di proibire temporaneamente l’uso del controllo delle nascite sulla base di ragioni secondarie (hukm thanawi). Per esempio, se il governo comunista russo5 intende imporre o promuovere il controllo delle nascite nelle province musulmane, non per ragioni di salute, ma per paura che l’alto tasso di nascite tra i Musulmani possa far sì che non siano più una minoranza, allora il Mujtahid può emettere una fatwa che dica che la pratica del controllo delle nascite nella Russia sovietica (senza ragioni di salute) sarebbe ĥarām. O se il governo israeliano, per esempio, promuove il controllo delle nascite tra i Musulmani nella Palestina occupata, il mufti può proibirlo. In modo simile, se il governo indiano o il governo maronita del Libano intendono promuovere il controllo delle nascite fra i propri cittadini Musulmani, il Mujtahid supremo può proibirne l’uso. Tali fatawa saranno strettamente temporanee; una volta che la questione smetta di essere usata in senso politico, tornerà ad essere applicata la legge fondamentale.

B) Quando Comincia la Gravidanza?

L’Islam permette la prevenzione della gravidanza, ma non ne permette l’interruzione.

In ogni caso, il problema consiste nella definizione dell’inizio della gravidanza dal punto di vista della Shari°ah.

Prima di esaminare i diversi metodi di controllo delle nascite, dobbiamo definire l’inizio della gravidanza; solo dopo averlo fatto potremo pronunciarci sull’ammissibilità o meno di ogni metodo.

La ricerca da me condotta non ha prodotto risultati: non esiste, nei libri classici di fiqh, una discussione sulla definizione di gravidanza secondo la Shari°ah. Non è stata discussa nemmeno dai Mujtahidun attuali.

Ho intenzione, depositando la mia fiducia in Allah (SwT), di studiare brevemente la questione alla luce delle spiegazioni scientifiche, e di arrivare ad una definizione Shar°i di gravidanza.

Qualche parola sui criteri delle definizioni Shar°i si rende necessaria per poter capire la discussione puramente legale a proposito della definizione di gravidanza.

1) Criteri di Definizioni Shari°

Esistono tre possibili criteri di definizione per le cose e i concetti nel fiqh: Shar°i, °Urfi e °Ilmi.

(1) Se qualcosa è chiaramente definita dalla Shari°ah, la definizione si conosce come Shar°i; per esempio, la definizione della parola Salat come la preghiera rituale, costituita da azioni e recitazioni specifiche;

(2) °Urf significa convenzionale, derivato dalla tradizione comune. Per definizione °Urfi si intende una definizione accettabile per la gente comune, senza precisione scientifica o Shar°i;

(3) Per definizione °Ilmi si intende una definizione presentata dalla scienza. Per esempio, la definizione di acqua pura come H2O, un composto liquido che consiste in due parti d’idrogeno per una di ossigeno, o la definizione dell’inizio del giorno come alba astronomica6.

Se la Shari°ah definisce qualcosa, dobbiamo attenerci alla definizione Shar°i. Ma se omette la definizione di alcune cose, ci si deve attenere alla definizione °Ilmi o °Urfi?

Chiunque conosca la Shari°ah sarà d’accordo con me nell’affermare che, in mancanza di una definizione Shar°i, bisogna attenersi alla definizione °Urfi. Bisogna attenersi alla percezione comune delle cose, non alla scientifica. Per esempio, quando la Shari°ah dice che l’acqua per l’abluzione rituale deve essere pura (mutlaq), intende scientificamente pura? Certo che no! L’acqua corrente in questa parte del mondo non è scientificamente pura, ma contiene alcune sostanze chimiche purificanti, per esempio, il cloro. La Shari°ah afferma che tale acqua sarà classificata come pura, salvo che la gente comune possa avvertire (senza l’aiuto di un laboratorio scientifico) qualche differenza di colore, gusto o odore.

Ciononostante, esiste un caso in cui prevale la definizione °Ilmi: quando per la gente comune è impossibile definire la questione. Sicchè, in casi in cui la Shari°ah tace e l’°Urf non ha opinioni, non rimane altra scelta che attenersi alla definizione °Ilmi (scientifica). La definizione dell’inizio della gravidanza è uno dei casi in cui prevale la definizione °Ilmi, perchè la Shari°ah tace, e la gente comune non ha la competenza per poter definire esattamente in che momento comincia la gravidanza.

Pertanto, in questo caso, esamineremo come la scienza definisce l’inizio della gravidanza, ed in seguito cercheremo di localizzare prove secondarie nella Shari°ah, per poter raggiungere una conclusione.

2) La Gravidanza Shar°i

Il processo di concepimento e di gravidanza, secondo la scienza moderna, si realizza nel modo seguente. Dopo che il seme viene eiaculato nella vagina, lo sperma si trasferisce nell’utero, lo attraversa ed entra nella tuba di Falloppio. L’ovulo della donna si trova nella tuba di Falloppio. Gli spermatozoi si muovono nella tuba di Falloppio alla ricerca dell’ovulo. Quando gli spermatozoi raggiungono l’ovulo, normalmente solo uno di loro riesce a penetrarvi. Tale unione dello spermatozoo maschile e dell’ovulo femminile si conosce come fecondazione. Dopo la fecondazione, l’ovulo comincia a mouversi verso l’utero; dopo essere arrivato nell’utero, si impianta nella parete uterina. Tale processo si conosce come impianto dell’ovulo fecondato nell’utero.

Allo scopo di definire la gravidanza Shar°i, bisogna rispondere alla seguente domanda: dal punto di vista della Shari°ah, la gravidanza comincia:

• Quando il seme entra nell’utero?

• Oppure quando uno spermatozoo feconda l’ovulo nella tuba di Falloppio?

• Oppure con l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero?

Io argomento che la gravidanza Shar°i è formata da una combinazione di tre fattori: lo spermatozoo, l’ovulo e l’utero. Se due di questi si combinano senza il terzo, non è una gravidanza Shar°i.

Come dimostrerò in seguito, la gravidanza Shar°i comincia nel momento in cui l’ovulo fecondato s’impianta nella parete uterina.

* * *

Nel cercare una definizione Shar°i, la questione più pertinente che ho trovato è stata la discussione a proposito dell’indennizzo per un aborto. Nel fiqh shi°ita, l’indennizzo per un aborto varia a seconda dei differenti stadi della gravidanza. Ciò che è rilevante ai fini della nostra discussione, è l’indennizzo per i primi quattro mesi di gravidanza.

Il feto nell’utero della madre, durante tale periodo, attraversa gradualmente cinque fasi, con nomi distintivi:

nutfah, quando è uno spermatozoo;

°alaqah, quando è simile ad un coagulo di sangue;

muzqah, quando è un grumo di carne;

• °adhm, quando si formano le ossa;

yaksu lahman, quando le ossa si rivestono di carne7.

Il primo stadio è cruciale per la nostra ricerca di una definizione dell’inizio della gravidanza. La maggior parte degli Aĥādith dicono semplicemente che l’indennizzo minore è per l’aborto di “uno spermatozoo nutfah8.

A prima vista, secondo tali Aĥādith, sembrerebbe che la gravidanza cominci non appena lo spermatozoo entri nell’utero. Ciò significherebbe che impedire al seme di entrare nell’utero sarebbe permesso, ma, una volta che sia entrato nell’utero, sarebbe proibito abortirlo. Ma non è così. Ciò sarebbe stato corretto se la parola nutfah fosse intesa solo nel senso letterale di “spermatozoo”.

Nel fiqh e negli Aĥādith, la parola nutfah indica sia lo spermatozoo che l’ovulo fecondato. Fortunatamente, tale significato esteso è stato chiarito dagli Aĥādith; per esempio, dal seguente ĥadīth dell’ Imam Zayn ul-°Abidin (as): “Sa'id bin al-Musayyab chiese all’Imam °Ali Zayn ul-°Abidin a proposito di una persona che colpisce una donna incinta con la gamba e, di conseguenza, lei perde ciò che portava nell’utero. L’Imam disse, ‘Se si tratta di uno spermatozoo {nutfah}, deve pagarle 20 denari.” Sa’id chiese, ‘Qual è la definizione di nutfah?’ L’Imam disse, ‘È una sostanza che, introdotta nell’utero, si installa nello stesso per quaranta giorni9.

L’Imam ha usato due parole per descrivere il nutfah:

(1) wuzi'at fi'r-rahm, si trova nell’utero, e

(2) fastaqarrat fihi, vi si installa.

Sembra che l’Imam stia enfatizzando che l’aborto più precoce non accade quando lo spermatozoo entra nell’utero e lo attraversa, bensì quando vi si installa.

Ovviamente, l’“installazione dello spermatozoo nell’utero” e “l’impianto di un ovulo fecondato nell’utero” sono esattamente la stessa cosa.

Non c’è bisogno di ricordare che la distinzione tra l’entrata dello spermatozoo nell’utero, la fecondazione dell’ovulo nella tuba di Falloppio e infine l’impianto, non era chiaramente nota né agli studiosi del fiqh né agli scienziati fino al secolo scorso.

Ma la parola “istiqrar = installazione” dimostra che i nostri °Ulama' non ignoravano completamente il fatto che lo spermatozoo attraversa varie fasi prima di “installarsi” nell’utero. Se l’avessero ignorato completamente, non avrebbero usato la parola istiqrar, avrebbero bensì semplicemente parlato dell’“entrata dello spermatozoo nell’utero”.

Tale differenza risulta chiara negli scritti degli °Ulama' posteriori al settimo secolo islamico. Prima del settimo secolo, troviamo espressioni come "ilqa'u 'n-nutfah" (l’entrata dello spermatozoo nell’utero)10.

Ma, dopo il settimo secolo, gli °Ulama’ cominciarono ad usare regolarmente l’espressione "istiqraru 'n-nutfa" (l’installazione dello spermatozoo nell’utero)11.

Anche i Mujtahidun attuali descrivono l’aborto più precoce nei seguenti termini: “abortire uno spermatozoo dopo che si sia installato nell’utero (ba'd istiqrari 'n-nutfah fi 'r-rahm)”12.

Inoltre, il Sacro Corano usa sempre la parola ĥaml per descrivere la gravidanza13.

Ĥaml significa trasportare, ed è ovvio che la donna trasporta il bambino nell’utero, non nella tuba di Falloppio. E l’ĥaml comincia con l’impianto, non prima14.

Per concludere, si può affermare che l’inizio della gravidanza dal punto di vista della Shari°ah è lo stadio in cui l’ovulo fecondato si impianta (istiqrar) sulla parete dell’utero.

E, quindi, qualunque metodo che impedisca l’impianto è permesso, mentre qualunque altro che provochi l’aborto di un ovulo impiantato è ĥarām.

Un anno dopo essermi formato tale opinione, nel 1986, scrissi all’Ayatullah al-Khu’i, chiedendogli la sua opinione in proposito: “Dal punto di vista medico, dopo che lo spermatozoo è entrato nella vagina, attraversa l’utero e penetra nella tuba di Falloppio. Nella tuba lo spermatozoo si unisce all’ovulo. In seguito, l’ovulo fecondato penetra nell’utero e si impianta nella parete. (Sembra che l’espressione 'istiqraru 'n-nutfa fi 'r-rahm' negli scritti dei giuristi islamici si riferisca a tale impianto dell’ovulo fecondato sulla parete dell’utero.) Tenendo in mente quanto detto sopra, è permesso usare una medicina o un mezzo meccanico che impedisca l’impianto dell’ovulo fecondato sulla parete uterina?

L’Ayatullah al-Khu’i rispose che “ciò che è proibito è provocare l’aborto dello spermatozoo dopo l’impianto, mentre {prevenire la gravidanza} prima che ciò avvenga è lecito. In ogni modo, la definizione delle premesse principali e secondarie sulla questione dipende dall’individuo15.

Per il lettore non familiarizzato con lo stile dei fuqaha, la risposta dell’Ayatullah ha bisogno di qualche spiegazione. Nella prima parte della risposta, l’Ayatullah manifesta il suo accordo con l’affermazione che ciò che è illecito, a proposito di controllo delle nascite, è l’atto di abortire lo spermatozoo dopo l’impianto nell’utero. Nella seconda parte della risposta, declina la responsabilità di specificare quando si verifica “l’impianto dello spermatozoo”: subito dopo che lo spermatozoo penetra nell’utero o dopo il suo ritorno dalla tuba di Falloppio?16

Basandomi sulla spiegazione scientifica fornita e sull’uso della parola istiqrar nell’ĥadīth relativo al nutfah, e sugli scritti dei nostri °Ulama’ a proposito dello stadio più precoce dell’aborto, considero l’impianto di un ovulo fecondato nella parete dell’utero come l’inizio della gravidanza dal punto di vista della Shari°ah.

E’ facile a questo punto prendere decisioni a proposito dei metodi permessi per il controllo delle nascite. Qualsiasi metodo che impedisca la gravidanza prima dell’impianto dell’ovulo fecondato è permesso, e qualsiasi metodo che interrompa la gravidanza dopo l’impianto non è permesso e si considera come aborto. E’ alla luce di tale criterio che esamineremo i vari metodi di controllo delle nascite attualmente disponibili.

E’ stato interessante venire a sapere che, due anni dopo che avevo raggiunto la mia conclusione basata sulla Shari°ah, il dottor Clifford Grobstein, uno dei principali embrionologi americani, pubblicò le stesse conclusioni, basate sulle sue ricerche scientifiche. Il dottor Grobstein, il cui approccio imparziale gli ha fatto guadagnare un posto nei comitati etici sia dell’“American Fertility Society” che della “Catholic Health Association”, pubblicò il suo Science and the Unborn (La scienza e i non nati) nel 1988. Scrive:

Negli ultimi decenni, principalmente come risultato di studi approfonditi sullo sviluppo dei topi, è diventato chiaro che nei primi stadi di ogni nuova generazione, i mammiferi (inclusi gli umani) attraversano una fase preliminare pre-embrionale, prima di diventare embrioni nel senso scientifico usuale...

Nello sviluppo dei mammiferi, che normalmente avviene all’interno del corpo della madre (gestazione interna), sono in questo momento evidenti i primi cambiamenti subiti dallo zigote: per prima cosa, si sviluppa la multicellularità, e, in seguito, si prepara per la penetrazione nella parete dell’utero materno, o impianto. Il secondo passo, come abbiamo notato, rappresenta il vero e proprio inizio della gestazione o gravidanza17.

C) I Metodi Contraccettivi

I metodi contraccettivi oggi disponibili funzionano in vari modi. Esamineremo alcuni tra i più comunemente usati e determineremo se sono permessi dall’Islam. Deve essere sottolineato che stiamo studiando la permissibilità di tali metodi esclusivamente dal punto di vista della Shari°ah. Per un’opinione medica a proposito dell’affidabilità o di qualsiasi effetto collaterale, il lettore dovrà consultare il suo medico.

1) Contraccettivi Orali

Le pillole anticoncezionali impediscono il concepimento inibendo l’ovulazione. Le pillole alterano i livelli ormonali e sopprimono il segnale ormonale che dalla ghiandola ordina alle ovaie di produrre un ovulo. Tali pillole vengono assunte oralmente ad intervalli regolari per 20 o più giorni durante ogni ciclo mestruale. Dato che tutte le pillole di questo genere inibiscono l’ovulazione, non c’è assolutamente alcun problema nell’usarle. Ciononostante, la donna deve consultare il medico a proposito di possibili effetti collaterali.

Esistono alcune pillole che hanno effetto dopo che si è verificato il rapporto, per esempio la “pillola del giorno dopo” o la recente pillola RU486. Dato che, secondo la nostra definizione, la gravidanza comincia con l’impianto, l’uso di qualsiasi pillola che impedisca l’impianto è permesso. Quindi, pillole come la “pillola del giorno dopo” e la RU486 possono essere assunte dopo il rapporto, ma non dopo che si senta o si sappia che la gravidanza è già iniziata.

2) Depo-Provera

Depo-Provera funziona esattamente come la pillola, ma, invece di essere assunta oralmente viene iniettata ogni tre mesi. Questo ed altri metodi contraccettivi per iniezione sono permessi.

3) Spirale (IUD)

Uno IUD è un oggetto di metallo o di plastica, di forma variabile, che viene impiantato all’interno dell’utero. Gli esperti in medicina non conoscono il funzionamento esatto dello IUD. Attualmente esistono due opinioni: una dice che lo IUD impedisce la fecondazione; l’altra dice che impedisce all’ovulo fecondato di impiantarsi nell’utero.

Dato che la gravidanza Shar°i comincia con l’impianto, non c’è problema con l’uso dello IUD come mezzo di controllo delle nascite, indipendentemente dalle differenze di cui sopra tra gli esperti in medicina.

4) Metodi Barriera

Tutti i metodi barriera impediscono allo spermatozoo di entrare nell’utero: coprendo il pene con un preservativo, o il collo dell’utero con un diaframma o con una spugna vaginale. Anche l’uso di sostanze spermicide, che uccidono lo spermatozoo prima che raggiunga l’ovulo, è un metodo barriera. Non esiste alcun inconveniente per l’uso di tali contraccettivi.

5) Astinenza Durante il Periodo Fertile

Esistono tre procedimenti basilari per prevedere l’ovulazione, allo scopo di evitare i rapporti sessuali durante i sei giorni approssimativi della fase mensile di alta fertilità di una donna.

I tre metodi sono i seguenti:

(a) Metodo dell’ovulazione: la donna impara a riconoscere il periodo fertile controllando la differenza nella consistenza delle perdite di muco cervicale. La perdita di muco cervicale segnala il periodo fertile; in tal modo, evitare il sesso durante i giorni fertili previene la gravidanza.

(b) Metodo del ritmo: un metodo simile al primo, con la differenza che dipende dall’osservazione dei cicli mensili per un anno intero allo scopo di determinare il periodo fertile.

(c) Temperatura: a parte la registrazione del calendario del ciclo, la donna si misura la temperatura giornalmente per individuare l’ovulazione, che si verifica quando la temperatura basale del corpo aumenta.

6) Coito Interrotto

Coito interrotto significa ritirare il pene appena prima dell’eiaculazione. Era il metodo di controllo delle nascite più comune prima dell’invenzione dei mezzi moderni.

Muĥammad bin Muslim e °Abd ur-Rahman bin Abi °Abdillah Maymun interpellarono l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) in proposito. L’Imam disse: “Dipende dall’uomo; puó versarlo dovunque voglia18.

Ciononostante, in un altro ĥadīth, Muĥammad bin Muslim cita il quinto o il sesto Imam come segue: “Nel caso di una schiava, è permesso; ma, nel caso di una donna libera, lo disapprovo salvo che non sia stato stipulato cosí al momento del matrimonio19.

Basandosi su tale ĥadīth, la maggioranza dei nostri Mujtahidun crede che il coito interrotto sia permesso ma makruh senza il consenso della moglie20.

Tutti i metodi fin qui menzionati non implicano operazioni chirurgiche e sono, inoltre, reversibili; si può infatti smettere di usarli in qualsiasi momento, per avere un figlio.

7) Sterilizzazione

La sterilizzazione implica un’operazione chirurgica.

La sterilizzazione per l’uomo, conosciuta come vasectomia, significa tagliare o bloccare il canale nel tratto riproduttivo maschile. Tale canale o condotto permette allo sperma di passare dai testicoli alla prostata e agli altri organi riproduttivi.

La sterilizzazione per la donna, conosciuta come legatura delle tube, significa tagliare o bloccare le tube di Falloppio, che permettono il passaggio dell’ovulo.

La permissibilità della sterilizzazione dipende dal fatto che sia o no reversibile. Attualmente, il tasso di reversibilità (40%) non è sufficiente per rendere la sterilizzazione permissibile. Un maggior successo si potrà forse ottenere con il miglioramento delle tecniche microchirurgiche. Fino a che non si raggiunga un minimo di reversibilità dell’80%, è difficile che la sterilizzazione sia permessa.

Può la Donna praticare il Controllo delle Nascite senza il Consenso del Marito?

La moglie ha pieno diritto all’uso di contraccettivi anche senza l’approvazione del marito21.

Ciononostante, non dovrebbe usare un metodo che possa interferire con i diritti coniugali del marito. Per esempio, non può costringerlo ad usare il preservativo o a praticare il coito interrotto.

Tale regola si basa sul fatto che il dovere coniugale della donna è rivolto alla soddisfazione sessuale del marito, in quanto dovrebbe essere disponibile, partecipe e cooperativa, ma non si estende al dovere di avere dei figli da lui: avere o non avere figli è una decisione personale della donna; quindi, le è permesso usare contraccettivi, sempre che non interferiscano con i diritti coniugali del marito.

Questo per quanto riguarda l’aspetto legale della Shari°ah.

Ciononostante, a livello pratico, è meglio che tali decisioni siano prese di comune accordo tra marito e moglie; in caso contrario, possono generare malintesi e mancanza di fiducia. L’aspetto legale si occupa di proteggere i diritti basilari delle donne, ma, nel mondo reale, l’uomo e la donna devono basare la propria vita sull’amore, sulla compassione e sulla cooperazione, come dice il Sacro Corano:

“E Abbiamo creato tra voi amore e compassione” (Sura ar-Rūm, 30:21)

D) L’Aborto

Il punto di vista islamico a proposito del controllo delle nascite e dell’aborto è molto equilibrato. Permette alle donne di prevenire la gravidanza, ma proibisce loro di interromperla. L’aborto dopo l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero è assolutamente proibito ed è considerato un crimine contro le leggi di Allah (SwT) e contro il feto.

Dal punto di vista islamico, l’illegittimità dell’aborto di un feto non dipende dalla discussione sulla condizione o no di essere umano del feto. Anche se l’Islam non riconosce il feto come essere umano, gli riconosce comunque il diritto ad una vita potenziale.

L’aborto si è diffuso nel mondo Occidentale per varie ragioni:

• A volte si tratta di scegliere tra un figlio e una carriera;

• A volte si tratta di scegliere tra un figlio e uno stile di vita lussuoso;

• A volte è perché il figlio è illegittimo;

• A volte ha a che fare con il sesso “sbagliato” del figlio;

• A volte la causa è uno stupro.

Tutte queste giustificazioni sono inaccettabili dal punto di vista islamico. Le prime due scuse riflettono la natura egoista di questa società materialista. Allah (SwT) dice nel Sacro Corano:

“..non uccidete i vostri figli in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro…” (Sura al-An°ām, 6:151)

“Non uccidete i vostri figli per timore della miseria: siamo Noi a provvederli di cibo, come {provvediamo} a voi stessi. Ucciderli è veramente un peccato gravissimo” (Sura al-Isrā', 17:31).

La terza scusa è il risultato di rapporti sessuali illeciti, che l’Islam condanna fermamente. La quarta ragione non è meno malvagia e crudele dell’uso arabo pre-islamico di seppellire vive le neonate.

Per quanto riguarda il quinto caso, uno stupro, la donna dovrebbe usare la pillola del giorno dopo o la RU486 immediatamente dopo la violenza sessuale, per impedire il possibile impianto di un ovulo fecondato. Ma, se la gravidanza è conclamata, l’Islam non permette l’aborto. In tali casi, l’Islam dice: perchè abortire un bambino per il crimine di suo padre?

Per quanto riguarda la reputazione della donna, l’Islam condanna fermamente chi giudica male la vittima di uno stupro: invece di svilirla, si dovrebbere essere solidali con lei.

La tecnologia moderna (come l’ecografia) ha reso possibile sapere se un bambino ha qualche malformazione molto prima che nasca. Alcune persone giustificano l’aborto di un feto malformato.

I Mujtahidun attuali non permettono tali aborti: dicono che i genitori dovrebbero pregare e sperare di avere un bambino normale e sano. Esistono molti esempi in cui le previsioni dei medici si sono rivelate sbagliate! In altre parole, quello che i nostri Mujtahidun affermano è che si possono adottare misure preventive prima della gravidanza, ma, una volta che la gravidanza comincia, non è permesso abortire un feto neanche nel caso di malformazioni.

La Shari°ah permette l’aborto solo nei casi in cui i medici dichiarano con ragionevole certezza che il proseguimento della gravidanza metterebbe in pericolo la vita della donna.

Tale permesso si basa sul principio del male minore, conosciuto nella terminologia legale islamica come il principio di al-ahamm wa 'l-muhimm (la cosa più importante e la meno importante). Il Profeta (S) disse: “Quando due cose proibite si presentano {ad una persona} insieme, la più piccola si sacrificherà alla più grande”.

Nel caso in questione, si è di fronte a due cose proibite: abortire il bambino non nato, o lasciare che una donna già in vita muoia.

Ovviamente, la seconda alternativa è più grave della prima; quindi, l’aborto è permesso per salvare la persona viva.

  • 1. Cfr: Instruction on Respect for Human Life in Its Origin and the Dignity of Procreation: Replies to Certain Questions of the Day, (Istruzioni sul rispetto della vita umana nella sua origine e sulla dignità della procreazione: repliche ad alcune questioni del giorno), Città del Vaticano, 1987.
  • 2. Si veda la nota a piè di pagina in al-Mizan, vol. 8 (traduzione inglese) p. 104.
  • 3. Nahju'l-Balaghah, affermazione No. 141; Tuhaf, p. 214.
  • 4. Wasa'il, vol. 14, p. 105.
  • 5. Ricordiamo ai lettori che l’autore scrisse la prima edizione di “Matrimonio e Morale nell’Islam” prima della caduta del Muro di Berlino, quando ancora esisteva il governo comunista in Russia. (N.d.T.)
  • 6. Ho usato i termini “definizione Shar°i”, “definizione °Urfi (comune)”, e “definizione °Ilmi (scientifica)” per semplificare la questione per il lettore non specialista. Nella terminologia del fiqh, le tre definizioni o precetti si conoscono come "al-°Urfu 'sh-shari°", "al-°Urfu 'l-'amm," e "al-°Urfu 'l-khass", rispettivamente. Il lettore specialista può far riferimento a Shaykh Murtaza al-Ansari's al-Makasib, p. 193, per ulteriori dettagli sulle definizioni e percezioni nella Shari°ah.
  • 7. Queste definizioni sono basate sul Sacro Corano: “In verità creammo l'uomo da un estratto di argilla. Poi ne facemmo una goccia di sperma {posta} in un sicuro ricettacolo, poi di questa goccia facemmo un'aderenza e dell'aderenza un embrione; dall'embrione creammo le ossa e rivestimmo le ossa di carne” (Sura al-Mu'minūn, 23: 12-14).
  • 8. Cfr: Wasa'il, vol. 19, pp. 169, 237-240.
  • 9. Wasa'il, vol. 19, p. 240. Si vedano anche p. 238, 242.
  • 10. Cfr: Sharaya'u 'l-Islam, p. 1042; an-Nihayah, p. 778.
  • 11. Cfr: Tabsirah, p. 216; Sharh Lum'a, vol. 2, p. 444; Tahrir, vol. 2. p. 597.
  • 12. Dopo la pubblicazione della prima edizione di questo libro, vidi, con grande piacere, in una conferenza del defunto Ayatullah al-Khu'i's, una affermazione che concorda appieno con la mia definizione di gravidanza. Disse: “Il criterio per applicare correttamente la {parola} ‘incinta’ ad una donna è solo dopo l’installazione (istiqrar) dello spermatozoo nell’utero, perchè la semplice entrata dello spermatozoo nell’utero non la rende incinta”. Si veda al-Gharawi, Mirza °Ali, at-Tanqih fi Sharhi 'l-'Urwati 'l-Wuthqa (annotazioni alle conferenze fiqh di al-Khu'i), vol. 7 (Najaf: al-Adab Press, 1988) p. 206.
  • 13. A questo proposito cfr. il Sacro Corano, 19:22; 31:14; 46:15.
  • 14. Un mio buon amico medico ha sottolineato che la gravidanza nella tuba di Falloppio, conosciuta come gravidanza extrauterina, è possibile. Ciononostante, tale informazione non interferisce con la tesi in discussione, perché la gravidanza extrauterina non è una gravidanza normale. Quando si tratta di definizioni, le possibilità anormali non vengono prese in considerazione. A maggior ragione nel caso di anormalità come la gravidanza extrauterina: la tuba di Falloppio non è abbastanza grande per lo sviluppo di un feto, e la gravidanza extrauterina deve essere sottoposta ad aborto chirurgico, altrimenti la madre finirebbe per perdere la propria vita.
  • 15. Corrispondenza privata, datata 24 Rabi° II, 1407 (1987).
  • 16. Alla luce dell’affermazione del defunto Ayatullah al-Khu’i, citato nella nota n. 146 della presente edizione, anche lui credeva che l’impianto dello spermatozoo si verifichi dopo il suo ritorno dalla tuba di Falloppio.
  • 17. Grobstein, Science and the Unborn, p. 58-59.
  • 18. Wasa'il, vol. 14, p. 105.
  • 19. Wasa'il, vol. 14, p. 106.
  • 20. Cfr: Sharh Lum'a, vol. 2, p. 28; al-'Urwah, p. 628; Minhaj, vol. 2, p. 267.
  • 21. Cfr:Minhaj, vol. 2, p. 276.

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