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La Morale Sessuale Islamica (I) Fondamenti

A) Definizione del Punto di Vista Islamico

La morale sessuale islamica é profondamente diversa da quella della Chiesa cristiana. Ciò é dovuto alla natura onnicomprensiva della Shari°ah islamica. Dice Bertrand Russell: “I grandi leader religiosi, con l’eccezione di Maometto e Confucio (se quest’ultimo si può definire religioso), in generale sono stati piuttosto indifferenti alle considerazioni sociali e politiche, per concentrarsi sul perfezionamento dell’anima attraverso la meditazione, la disciplina e l’abnegazione”1.

Certamente l’Islam non é per nulla indifferente ai problemi sociali.

D’altro canto però, la morale sessuale islamica é profondamente diversa dalla nuova morale sessuale, in quanto non ammette il concetto di sesso libero.

L’Islam si prefigge di insegnare ai Musulmani come soddisfare i propri istinti sessuali in modo responsabile, non di reprimerli.

L’Islam riconosce le necessità sessuali degli esseri umani e crede che gli istinti naturali debbano essere educati, non repressi. L’Islam afferma che le parti biologiche del nostro corpo hanno uno scopo, non sono state create inutilmente.

In nessun testo islamico si associa il sesso con il male inerente o il peccato: tutti gli insegnamenti del Sacro Corano, del Profeta Muĥammad (S) e dell’Ahl ul-Bayt (as) vanno nella direzione esattamente opposta.

Ciò che affermano il Sacro Corano e l’autentica Sunnah (ribadisco, autentica) a proposito del sesso, sarà trattato nelle seguenti sezioni:

• L’Islam raccomanda caldamente il matrimonio come una buona azione e non come il minore dei mali;

• L’Islam si oppone con forza al celibato e alla vita monastica,

• L’Islam crede che il matrimonio non sia per nulla un ostacolo sul cammino spirituale: al contrario, aiuta chi lo percorre.

1. Il Matrimonio è Caldamente Raccomandato

E’ importante rendersi conto che l’idea di matrimonio nei testi islamici non è circoscritta ad una relazione platonica tra marito e moglie, né è confinata al sesso a scopo di procreazione. Il termine legale per il matrimonio è "nikah", che letteralmente significa rapporto sessuale.

Il matrimonio è un’azione caldamente raccomandata. Allah (SwT) dice:

“Sposate quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente”. (Sacro Corano, Sura An-Nūr, 24:32).

La prima parola del versetto è "ankihu" (Sposate!), una forma imperativa della parola nikah.

Secondo i principi della giurisprudenza islamica, ogni comunicazione in forma imperativa da parte di Allah (SwT) può avere due livelli di significato: un ordine obbligatorio o una raccomandazione molto forte. Quindi, è evidente che per l’Islam il celibato non è considerato una virtù. Il Profeta (S), basandosi sul citato versetto, disse: “Chiunque non si sposa per paura della povertà, invero ha una pessima opinione di Allah2.

In un altro versetto Allah (SwT) dice:

“..sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola…..”. (Sacro Corano, Sura an-Nisā’, 4:3)

Il sesso è apertamente raccomandato nel Sacro Corano:

“..Evitate dunque {di giacere con} le vostre donne durante il ciclo mestruale e aspettate che si purifichino prima di giacere con loro. Quando poi si purificano, accostatele nel modo in cui Allah vi ha comandato” (Sura al-Baqara, 2:222).

L’espressione “vi ha comandato” non si riferisce ad alcun ordine legislativo; non significa cioè che non appena la moglie si purifica dalle mestruazioni, l’uomo debba immediatamente fare del sesso con lei. Questo è un ordine creativo e si riferisce all’istinto sessuale che Allah (SwT) ha infuso nella nostra natura. E se l’istinto sessuale conta come un ordine creativo di Allah (SwT), come può essere in alcun modo associato al peccato e al male?!

Il matrimonio e il sesso sono tra i segni del potere e della benedizione di Allah (SwT). Il Sacro Corano dice:

“Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono”. (Sura ar-Rūm, 30:21)

Da questi pochi Versetti, si può facilmente capire che secondo l’Islam:

(a) Il matrimonio è un segno del potere e della benedizione di Allah (SwT);

(b) Il matrimonio è un atto di virtù caldamente raccomandato e non dovrebbe essere evitato a causa della povertà;

(c) L’istinto sessuale è un ordine creativo che Allah (SwT) ha infuso alla natura umana. Dopo aver definito il sesso come un Suo ordine creativo, non è più possibile associarlo alla colpa, al peccato o al male.

* * *

Il Profeta (S) e gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) hanno anche incoraggiato i propri seguaci a sposarsi e a soddisfare i propri istinti sessuali in modi legali, come si può vedere da quanto segue.

Il Profeta (S) disse: “Nessuna casa è stata costruita nell’Islam, più cara agli occhi di Allah, di quella attraverso il matrimonio.”3

Il Profeta (S) disse: “O voi, giovani uomini! Raccomando a voi il matrimonio.”4

L’Imam °Ali (as) disse: “Sposatevi, perché il matrimonio è la tradizione del Profeta. Egli disse ‘chiunque voglia seguire la mia tradizione, deve sapere che il matrimonio viene dalla mia tradizione.’5

L’Imam Ridhà (as) disse: “Tre cose appartengono alle tradizioni dei messaggeri di Dio: usare il profumo, rimuovere i peli {superflui} e visitare spesso la propria moglie.”6

Ishaq bin °Ammar cita l’Imam Ja°far as-Sadiq (as): “Amare le donne fa parte delle tradizioni dei profeti.7

Il Profeta (S) disse: “La preghiera è diventata per me la cosa più preziosa, e il mio piacere risiede nelle donne.”8

Si noti con quanta facilità il Profeta (S) passa dalla preghiera al piacere che danno le donne!

Il Profeta (S) disse: “Nessun musulmano ha ricevuto maggior beneficio dalla religione dell’Islam che una moglie Musulmana che è causa del piacere del marito ogni volta che lui guarda verso di lei…9

L’ Imam Muĥammad al-Baqir (as) cita il Profeta (S): “Allah dice che ‘Ogni volta che cerco di riassumere la bontà di questo mondo e dell’Aldilà per un musulmano, gli consegno un cuore umile {di fronte a Me}, una lingua che {Mi} loda, un corpo capace di sopportare l’afflizione {del mondo} e una moglie credente che è causa del suo piacere ogni volta lui guarda verso di lei e che protegge se stessa e la proprietà del marito quando è assente.”10

Si noti con quanta facilità Allah (SwT) ha unito la lode a Lui con il piacere che un uomo ottiene da una moglie fedele!

Jamil bin Darraj cita l’Imam Ja°far as-Sadiq (as): “L’umanità non ha mai goduto {di nulla} in questo mondo e nell’Aldilà più del desiderio per le donne. Allah dice: “Abbiamo abbellito, agli {occhi degli} uomini, le cose che essi desiderano: le donne …”{3:14}. La gente del Paradiso non gode di nulla che di esso più desiderabile del sesso, né cibo né bevande11.

2) Il Celibato e la Vita Monastica sono Illeciti

Il punto di vista islamico a proposito delle cose buone del mondo non è negativo, anzi, l’Islam insegna che dovremmo apprezzarle in quanto benedizioni di Allah (SwT); di conseguenza, esso si oppone completamente alla vita monastica e al celibato.

°Uthman bin Maz'un era un buon amico del Profeta (S). Un giorno sua moglie andò dal Profeta (S) e si lamentò: “Oh Messaggero di Allah! °Uthman digiuna durante il giorno e sta sveglio a pregare durante la notte”.

In altre parole, intendeva dire che suo marito si stava astenendo dai rapporti sessuali di giorno e di notte. Il Profeta (S) si arrabbiò tanto che non si fermò nemmeno a mettersi le pantofole. Uscì con le pantofole in mano e si diresse a casa di °Uthman. °Uthman stava pregando, quando arrivò il Profeta (S).

Quando °Uthman terminò le sue preghiere e si voltò verso il Profeta (S), costui disse: “Oh °Uthman! Allah non mi ha inviato alla vita monastica, anzi. Lui mi ha mandato con una semplice e diretta {shari°ah}. Io digiuno, prego e mantengo anche rapporti intimi con mia moglie. Quindi a chiunque piaccia la mia tradizione, dovrebbe seguirla, e il matrimonio è una delle mie tradizioni.12 E, giacché °Uthman era già sposato, la parola ‘matrimonio’ nell’ĥadīth non può che riferirsi ai rapporti sessuali.

In un altro episodio, tre donne andarono dal Profeta (S) a lamentarsi del fatto che i loro mariti si stavano astenendo dalla carne, dal profumo e dai rapporti intimi con le proprie mogli. Il Profeta (S) si diresse rapidamente alla moschea, salì sul pulpito e disse: “Cos’è successo ad alcuni dei miei compagni, che non mangiano carne, non usano profumo e non vanno dalle loro donne?! Al contrario, io mangio carne, uso profumo e vado dalle mie mogli. Perciò, non è dei miei chiunque non accetti la mia tradizione.”13

Ibn Abu °Umayr riporta che Sikkin an-Nakha'i si era votato alle preghiere e all’astinenza dalle donne e dal cibo delizioso. In seguito scrisse una lettera all’Imam Ja°far as-Sadiq (as) affinché lo illuminasse sulla natura delle sue azioni. L’Imam scrisse: “..per quanto riguarda ciò che hai detto a proposito di astenersi dalle donne, di sicuro sai quante donne ha avuto il Profeta! E per quanto riguarda il cibo, il Profeta (S) mangiava carne e miele.14 L’Imam (as), in questo caso, stava chiaramente condannando l’atteggiamento bigotto del suo amico.

Imam °Ali (as) racconta che alcuni amici del Profeta (S) avevano fatto voto di astenersi dai rapporti sessuali con le proprie mogli, dal cibo di giorno e dal sonno di notte. Oum Salamah, la moglie del Profeta (S), gli riferì di queste persone. Il Profeta (S) andò dai suoi amici e disse: “Vi astenete dalle donne, mentre io vado con le donne?! Mangio di giorno e dormo di notte! Chiunque disapprovi la mia tradizione, non è dei miei.” Dopo questo discorso, Allah (SwT) rivelò il seguente versetto:

“Oh voi che credete, non vietate le cose buone che Allah vi ha reso lecite. Non eccedete. In verità Allah non ama coloro che eccedono. Mangiate le cose buone e lecite che Allah vi ha concesso e temete Allah, Colui nel Quale credete”. (Santo Corano, Sura al-Ma’ida, 5:87-88)

Leggendo il versetto attentamente si nota che, per prima cosa, considera il sesso, il cibo e il sonno come inclusi tra “le cose buone che Allah vi ha reso lecite”; in secondo luogo, del celibato e dell’astinenza si dice che “Allah non ama coloro che eccedono”. In seguito alla rivelazione del versetto, quegli amici andarono dal Profeta (S) e dissero: “O Messaggero di Dio! Abbiamo fatto voto di astenerci da quelle cose”. In altre parole, come possiamo mai rompere il nostro voto di astinenza? Allora Allah (SwT) rivelò il seguente versetto:

"Allah non vi punirà per i vostri voti vani…." (Santo Corano, Sura al-Ma’ida, 5:89)

Di nuovo, si noti che il celibato o l’astinenza dalle cose buone e legali sono considerate dall’Islam ‘voti vani!’15

Il celibato non è sconsigliato solo per gli uomini, anche le donne sono scoraggiate dal restare nubili. L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse: “Il Profeta ha reso illecito alle donne di diventare ascetiche e di negarsi ad avere marito.”16

°Abd us-Samad bin Bashir riporta che una donna andò dall’Imam Ja°far as-Sadiq (as) e disse: “Che Dio ti benedica; sono una donna ascetica”. L’Imam le disse: “Cosa significa l’ascetismo per te?” La donna rispose: “Significa che non mi sposerò mai.” L’Imam: “Perché?” La donna: “Praticando l’ascetismo, spero di conquistare il favore {di Allah(SwT)}”. L’Imam: “Vattene! Se l’ascetismo fosse una maniera di conquistare il favore di Allah, Fatima ne avrebbe avuto più diritto di te perché nessuno può conquistare più favore {agli occhi di Allah} di lei.17

Un episodio simile si narra anche a proposito dell’Imam Ridhà (as).

Il Profeta (S) disse: “I più bassi {di status} tra i vostri morti sono i non sposati”.18

L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse che un uomo andò da suo padre, ed egli gli chiese: “Hai moglie?”. Lui rispose: “No. Suo padre disse: “Non vorrei avere il mondo con tutte le sue ricchezze se dormissi di notte senza una moglie”.19

3) Il Matrimonio Aiuta la Spiritualità

Secondo l’Islam, contrariamente al cristianesimo, il matrimonio e il sesso non sono antitetici all’amore ed al culto di Allah (SwT). Invece che un ostacolo, il matrimonio è considerato un vantaggio sul cammino della perfezione spirituale.

Il Profeta (S) disse: “Chi si sposa ha già messo in salvo la metà della sua religione, pertanto deve temere Allah per l’altra metà”.20

Una persona che può soddisfare i propri istinti sessuali lecitamente, soffre meno distrazioni nel viaggio spirituale. L’amore per le donne e la fede sono interrelati. In un ĥadīth, °Umar bin Zayd riporta che l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse: “Non penso che la fede di una persona possa crescere effettivamente se non è cresciuto il suo amore per le donne”.21 Lo stesso Imam disse: “Ogni volta che l’amore di una persona per le donne cresce, la sua fede cresce in qualità”.22

Disse anche: “Chiunque aumenti il suo amore per noi {l’Ahl ul-Bayt (as)}, deve aumentare anche il suo amore per le donne”.23

Il matrimonio rende più alto perfino il valore delle preghiere. Il Profeta (S) disse: “Due rak°āt pregate da una persona sposata sono meglio che la veglia notturna e il digiuno di una persona non sposata”.24

Il Profeta (S) disse: “Chi voglia incontrare Allah in stato di purezza, dovrebbe incontrarLo con una moglie.25

Una donna si recò a casa del Profeta (S) e ben presto il suo forte profumo riempì la casa. Quando il Profeta (S) le chiese ragione della sua visita, la donna disse che aveva provato di tutto per attrarre suo marito, ma in vano; non lasciava la sua meditazione per stare con lei.

Il Profeta (S) le disse di informare suo marito a proposito della ricompensa del rapporto sessuale, che descrisse con le seguenti parole: “Quando un uomo si avvicina a sua moglie, è protetto da due angeli e {in quel momento agli occhi di Allah} è come un guerriero che combatte per la causa di Allah. Quando ha un rapporto con lei, i suoi peccati cadono come le foglie dall’albero {nella stagione autunnale}. Quando esegue l’abluzione maggiore (Ghusl al-Janabah), si purifica da tutti i peccati”.26

* * *

Le citazioni del Sacro Corano e le affermazioni del Profeta (S) e degli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) dimostrano che il punto di vista islamico a proposito del sesso e del matrimonio è in completa armonia con la natura umana. Si può facilmente concludere che per la morale sessuale islamica:

(a) Il matrimonio e il sesso sono caldamente raccomandati e non sono associati in alcun modo al male, alla colpa o al peccato;

(b) La vita monastica e il celibato sono inaccettabili;

(c) Il matrimonio è considerato un fattore vantaggioso nel cammino alla perfezione spirituale: impedisce che i Musulmani commettano peccati e, inoltre, innalza il valore dei loro atti di culto.

Tali insegnamenti neutralizzano il bisogno di una rivoluzione sessuale in una società islamica. Visto che non esiste la repressione sessuale, la questione di una rivoluzione sessuale non si pone.

B) In Difesa del Punto di Vista Islamico

Molti scrittori non Musulmani, specialmente di ideologia liberale e femminista, hanno attaccato il punto di vista islamico sulla sessualità femminile. Le loro critiche sono basate maggiormente su una serie di idee malintese a proposito della morale sessuale islamica. I problemi fondamentali di questi scrittori sono due: o studiano l’Islam basandosi su qualche teoria o modello occidentale, o non hanno la possibilità di studiare le fonti originali islamiche. Fanno affidamento soprattutto sugli scritti sull’Islam degli orientalisti o dei viaggiatori europei dei secoli passati.

In alcuni casi, libri come “Le mille e una notte” e “Il giardino profumato” sono usati per spiegare il punto di vista islamico sulla sessualità delle donne!

Tali libri, al massimo, riflettono il punto di vista arabo a proposito della sessualità femminile, non quello islamico. Pertanto, tali scritti non meritano nemmeno di essere confutati.

In ogni caso, ai fini della nostra discussione, è stata selezionata l’opera di una scrittrice femminista araba, Fatima Mernissi.

La ragione per commentare la sua opera è che si tratta di una scrittrice araba che ha avuto facile accesso alla letteratura e agli Aĥādīth islamici, in particolare a Ihyau °Ulumi 'd-Din27 del famoso studioso sunnita Imam al-Ghazālī28.

Inoltre, il libro della Mernissi è stato tradotto in varie lingue europee ed asiatiche e sta diventando popolare in qualità di testimonianza diretta!

1) Il Punto di Vista di Fatima Mernissi

Il libro di Fatima Mernissi, “Beyond the Veil (Oltre il Velo), sottotitolato “Male-Female Dynamics in Modern Muslim Society” (Dinamiche uomo-donna nella moderna società islamica), è uno studio delle relazioni uomo-donna nella società marocchina attuale. E’ importante tener presente che l’atteggiamento dei Musulmani in Marocco non rappresenta necessariamente l’Islam. In ogni modo, la Mernissi discute la morale sessuale islamica in un capitolo intitolato “The Muslim Concept of Active Female Sexuality” (Il concetto Islamico della Sessualità Femminile Attiva). La maggior parte della discussione si incentra sul paragone tra le opinioni di Freud e al-Ghazālī sulla sessualità femminile.

La Mernissi riassume le proprie conclusioni affermando che l’ironia è che le teorie islamiche ed europee arrivano alla stessa conclusione: le donne sono distruttive per l’ordine sociale, secondo al-Ghazālī perché sono attive, secondo Freud perché non lo sono.

La Mernissi continua descrivendo l’atteggiamento negativo dell’Occidente cristiano e quello positivo dell’Islam nei confronti della sessualità in generale scrivendo: “Ordinamenti sociali distinti hanno integrato le tensioni tra la religione e la sessualità in distinte maniere. Nell’esperienza cristiana occidentale la sessualità stessa viene attaccata, degradata in quanto animale e condannata come anti-civiltà. L’individuo è diviso in due sé antitetici: lo spirito e la carne, l’Ego e l’Es. Il trionfo della civiltà implica il trionfo dell’anima sulla carne, dell’Ego sull’Es, del controllo su ciò che non è controllato, dello spirito sul sesso. L’Islam ha imboccato un cammino sostanzialmente differente. Ciò che viene attaccato e svilito non è la sessualità, bensì la donna, in qualità di incarnazione della distruzione, di simbolo del disordine. La donna è fitna, la personificazione dell’incontrollabile, la rappresentante vivente dei pericoli della sessualità e del suo rampante potenziale disgregativo… La sessualità di per sé non è un pericolo. Al contrario, possiede tre funzioni positive e vitali…”.29

Dopo aver descritto il lato positivo della morale sessuale islamica, la Mernissi attacca il concetto della sessualità femminile nell’Islam da quanto lei evince dagli scritti di al-Ghazālī: “Secondo al-Ghazālī, il dono più prezioso dato da Allah agli esseri umani è la ragione. Il suo uso migliore è la ricerca della conoscenza (… )Ma, per poter dedicare le proprie energie alla conoscenza, l’uomo deve ridurre le tensioni interne ed esterne al proprio corpo, evitare di essere distratto da elementi estranei, ed evitare di abbandonarsi ai piaceri terreni. Le donne sono una distrazione pericolosa che deve essere usata con il fine specifico di fornire prole alla nazione Musulmana e smorzare le tensioni dell’istinto sessuale. Ma le donne non dovrebbero in nessun modo essere oggetto di investimento emotivo o il centro dell’attenzione, che dovrebbe essere dedicato unicamente ad Allah sotto forma di ricerca della conoscenza, meditazione e preghiera30.

La conclusione che l’ardente femminista araba descrive come il punto di vista islamico può essere riassunta nel modo seguente:

(a) Le donne sono considerate sessualmente attive dal punto di vista islamico;

(c) Quindi, le donne sono un pericolo per l’ordinamento sociale.

(e) Non dovrebbe esistere alcun coinvolgimento emotivo nelle donne: vale a dire, un uomo non dovrebbe sentire alcun amore per sua moglie.

(g) Perché non dovrebbe esistere amore tra marito e moglie?

La Mernissi risponderebbe che l’amore dovrebbe essere esclusivamente rivolto ad Allah (SwT). Esamineremo in seguito ciascuna di tali premesse e conclusioni gradualmente, e vedremo se provengono o no da fonti islamiche affidabili.

(a) Le Donne sono considerate Sessualmente Attive dall’Islam

L’affermazione che, secondo l’Islam, le donne sono considerate sessualmente attive, può significare due cose diverse: o che sono sessualmente più attive degli uomini o che lo sono tanto quanto gli uomini.

Nel primo caso, significherebbe che le donne possiedono un impulso sessuale più forte; nel secondo, che le donne sono normali tanto quanto gli uomini nella loro sessualità.

Dal contesto dello scritto della Mernissi, credo di poter affermare che ella stia usando l’affermazione nel primo senso, vale a dire, che le donne sono più attive sessualmente degli uomini.

Nel corso del mio studio del Sacro Corano e degli autentici Aĥādīth sull’argomento, non mi sono imbattuto in alcuna affermazione che dica che le donne sono sessualmente più attive degli uomini. Posso dire con tutta sicurezza che, per quanto riguarda l’Islam, non c’è nessuna differenza tra la sessualità di un uomo e di una donna. Ci sono, tuttavia, alcuni Aĥādīth che possono essere utilizzati dalla Mernissi per provare che le donne sono sessualmente più attive degli uomini, sempre che si attenga ad una parte degli Aĥādīth e ignori l’altra! E’ ovvio che un simile uso parziale degli Aĥādīth costituisce una pratica accademica inaccettabile.

Per esempio, in uno degli Aĥādīth in questione, Asbagh bin Nubatah riporta che l’Imam °Ali (as) disse: “Allah l’Onnipotente ha creato il desiderio sessuale in dieci parti; poi ha dato nove parti alle donne e una agli uomini”.31

Se l’ĥadīth finisse qui, la Mernissi avrebbe ragione, ma continua nel modo seguente: “E se Allah l’Onnipotente non avesse dato alle donne parti uguali di timidezza, ogni uomo avrebbe nove donne relazionate con lui”.32 In altre parole, Allah (SwT) ha dato alle donne una parte maggiore di desiderio sessuale, ma Egli l’ha anche neutralizzata dando loro una parte uguale di timidezza.

Visti nel complesso, questo ed altri Aĥādīth simili non suffragano l’affermazione che, secondo l’Islam, le donne sono sessualmente più attive degli uomini. Per quanto riguarda la questione del perché Allah (SwT) ha dato più desiderio sessuale alle donne e l’ha poi neutralizzato con la timidezza, insha’Allah me ne occuperò nel capitolo sulla tecnica sessuale.

Ma come ha raggiunto la Mernissi le sue conclusioni, dunque? Allo scopo di contrapporre il punto di vista di Freud e di al-Ghazālī a proposito della sessualità attiva e passiva delle donne, Fatima Mernissi ha studiato il punto di vista di entrambi gli scrittori a proposito del processo di riproduzione umana. Per prima cosa cita Freud: “La cellula sessuale maschile è attivamente mobile e va in cerca di quella femminile, mentre quest’ultima, l’ovulo, rimane immobile e aspetta passivamente…”33. Secondo la Mernissi, ciò prova che, dal punto di vista di Freud, la donna è sessualmente passiva.

In seguito lo contrappone ad al-Ghazālī citando quanto segue: “Il figlio non è creato solo dallo sperma maschile, ma dall’unione di uno spermatozoo dal maschio con un ovulo dalla femmina… e in ogni caso l’ovulo della femmina è un fattore determinante nel processo di coagulazione”34. Secondo la Mernissi, ciò prova che dal punto di vista di al-Ghazālī la donna è sessualmente attiva.

Dubito che al-Ghazālī sarebbe d’accordo con la conclusione che la Mernissi fa derivare da quest’ultima frase. Inoltre, anche se al-Ghazālī avesse voluto dire una cosa simile, l’affermazione non può essere corroborata dalle fonti originali dell’Islam, il Sacro Corano e la Sunnah.

Esiste un ĥadīth che rifiuta chiaramente una simile connotazione del processo riproduttivo. In un’occasione fu chiesto al Profeta (S): “Oh Muĥammad! Perché in alcuni casi il figlio assomiglia ai suoi zii paterni e non mostra somiglianza alcuna con gli zii materni, e in altri assomiglia ai suoi zii materni e non mostra somiglianza alcuna con gli zii paterni?” Il Profeta (S) disse: “Il figlio assomiglierà alla persona la cui goccia d’acqua {spermatozoo o ovulo} prevarrà su quella del partner35.

In altre parole, se l’ovulo della moglie prevale sullo spermatozoo del marito, il figlio somiglierà alla madre o agli zii materni; se lo spermatozoo del marito prevale sull’ovulo della moglie, il figlio somiglierà al padre o agli zii paterni. L’ĥadīth chiarisce che la parte maschile e quella femminile giocano un ruolo equivalente nella riproduzione; qualche volta, lo spermatozoo maschile prevale sull’ovulo femminile e altre volte accade il contrario.

Successivamente, la Mernissi riporta la seguente affermazione di al-Ghazālī a proposito del processo di eiaculazione dei due sessi: “...L’eiaculazione della donna è un processo molto più lento, durante il quale il suo desiderio sessuale cresce; ritirarsi da lei prima che raggiunga il piacere è per lei dannoso36.

Attraverso tale affermazione, la Mernissi pretende provare che l’Islam considera la donna sessualmente più attiva dell’uomo. Quando ho letto l’affermazione per la prima volta, ho pensato che ciò non può sempre essere vero: a volte eiacula per primo l’uomo e a volte la donna. Mi sembrava sorprendente che al-Ghazālī avesse detto una cosa simile, pertanto ho controllato la fonte araba e ho notato che, nel tradurre la citazione di cui sopra, la Mernissi ha convenientemente tralasciato la parola rubbama, che significa “qualche volta37.

In realtà, l’affermazione corretta di Ghazālī è: “...L’eiaculazione della donna è, a volte, un processo molto più lento...” Con tale correzione, l’argomentazione della Mernissi non è più sostenibile.

(b) Le Donne sono un pericolo per l’Ordine Sociale

La conseguenza della citata premessa della Mernissi è la seguente: visto che l’Islam considera le donne sessualmente più attive, ne consegue che le considera un pericolo per l’ordinamento sociale.

Dopo aver citato al-Ghazālī: “La virtù della donna è il dovere dell’uomo. E l’uomo è tenuto ad aumentare o a diminuire i rapporti sessuali con la donna secondo le necessità di lei, in modo da assicurarne la virtù”, la Mernissi commenta: “La teoria di al-Ghazālī relaziona direttamente la sicurezza dell’ordinamento sociale con la virtù della donna, e quindi con la soddisfazione dei suoi bisogni sessuali. L’ordinamento sociale è salvo solo quando la donna si limita a suo marito e non crea fitna, o caos, allettando altri uomini a rapporti illeciti.38

Prima di tutto, esaminando l’affermazione di al-Ghazālī, non vedo nulla che possa far pensare che secondo la sua opinione le donne sono un pericolo per l’ordinamento sociale.

Si descrive semplicemente uno dei diritti fondamentali della relazione coniugale: il marito non dovrebbe essere egoista ed egocentrico, bensì prendere in considerazione anche i sentimenti della moglie. Niente in assoluto indica che, in generale, le donne musulmane insoddisfatte finiscano necessariamente per commettere adulterio.

In secondo luogo, se le donne insoddisfatte diventano un pericolo per l’ordinamento sociale solo perché esiste la possibilità che commettano adulterio, tale possibilità non è affatto confinata alle donne: anche gli uomini insoddisfatti potrebbero commettere adulterio!

Se l’Islam considerasse le donne un pericolo per l’ordinamento sociale su queste basi, allora dovrebbe considerare anche gli uomini alla stessa stregua! Portando l’argomentazione alle estreme conseguenze, si dovrebbe affermare che l’Islam considera gli uomini e le donne come un pericolo per l’ordinamento sociale. L’assurdità di una tale linea di ragionamento è evidente. Se tutti gli uomini e le donne rappresentano un pericolo per l’ordinamento sociale, dell’“ordinamento sociale” di chi stiamo parlando?!

(c) Non dovrebbe esistere alcun Coinvolgimento Emotivo verso le Donne

La seconda parte della teoria sostenuta dalla Mernissi è che gli uomini, in teoria, non dovrebbero essere affettivamente legati alle loro mogli; l’amore tra marito e moglie non è incoraggiato né tollerato.

A parte l’affermazione della Mernissi già citata all’inizio della presente discussione, l’autrice fa riferimento alla questione anche in altri passaggi. Per esempio, dopo aver citato un’intervista ad una donna marocchina a proposito del suo primo marito in un matrimonio combinato (che non ha niente a che fare con l’Islam), la Mernissi scrive: “L’amore tra marito e moglie minaccia qualcosa di vitale nell’ordine Musulmano? (...) Il coinvolgimento eterosessuale, il vero amore tra marito e moglie, è un pericolo che deve essere superato39.

In un altro passaggio, scrive: “E mi sembra che la rottura della segregazione sessuale permette l’emergere di quello che l’ordine musulmano considera come il nemico mortale della civiltà: l’amore tra gli uomini e le donne in generale, e tra marito e moglie in particolare40.

La Mernissi non avrebbe potuto allontanarsi di più dalla verità che con tali pretese!

Invece di risalire alle fonti originali dell’Islam, ha derivato le sue conclusioni dal modo in cui un certo gruppo etnico di Musulmani si comporta nella propria vita personale. Passiamo ad esaminare se quello che dice corrisponde o no alle fonti originali dell’Islam.

Il Sacro Corano dice:

“Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono” (Sura ar-Rūm, 30: 21).

Come può la Mernissi affermare che l’Islam considera l’amore tra marito e moglie un nemico mortale della civiltà, quando il Dio dell’Islam lo enumera tra i segni della Sua creazione e gloria?

L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) dice: “L’amore {ĥubb} per le donne fa parte delle tradizioni dei profeti”41.

Lo stesso Imam riporta che il Profeta (S) disse: “L’affermazione di un marito a sua moglie ‘ti amo’ {inniuĥibbuki} non lascerà mai il cuore di lei”42.

Esistono inoltre tre interessanti Aĥādīth nei quali l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) descrive l’amore per le donne come un segno e una causa di aumento della fede. Dice: “Non penso che la fede di una persona possa realmente crescere se non è cresciuto il suo amore per le donne”43.

In un altro ĥadīth dice: “Ogni volta che l’amore di una persona verso le donne aumenta, la sua fede cresce in qualità”44.

In un terzo ĥadīth mette in relazione l’amore per le donne con l’amore per l’Ahl ul-Bayt (as), che è un importante insegnamento del Sacro Corano. Dice: “In chiunque cresca l’amore per noi, deve crescere anche l’amore per le donne”45.

Non credo ci sia ulteriore bisogno di dimostrare che l’accusa mossa all’Islam da parte della Mernissi non ha basi.

(d) L’Amore dovrebbe essere Rivolto Esclusivamente Verso Allah (SwT)

Se le fosse chiesto perché l’Islam considera l’amore per le donne come un nemico mortale della civiltà e un pericolo per l’ordinamento sociale, la Mernissi risponderebbe che il coinvolgimento emotivo o il centro dell’attenzione “dovrebbe essere rivolto esclusivamente ad Allah (SwT) attraverso la ricerca della conoscenza, la meditazione e la preghiera”: così, infatti, la Mernissi descrive il punto di vista di al-Ghazālī46.

In altre parole, la Mernissi sta dicendo che l’Islam, come il Cristianesimo, considera l’amore per Allah (SwT) e l’amore per la donna come due fenomeni antitetici. Bisogna dire, per essere giusti verso la Mernissi, che si tratta di un’idea sbagliata da cui non è immune nemmeno uno studioso come al-Ghazālī.

Anche se ho già citato dettagliatamente il punto di vista islamico, secondo il quale l’amore per le donne non è in conflitto con il cammino spirituale, mi propongo di discutere la questione alla luce di quello che dice al-Ghazālī, con le sue tendenze Sufi.

2) Il Punto di Vista di al-Ghazālī

Nella sua discussione sul matrimonio in Ihyau °Ulumi 'd-Din, Abu Hamid al-Ghazālī ha una sezione chiamata “Incoraggiamento al Matrimonio” (at-targhibfi 'n-nikah), in cui cita alcune affermazioni del Profeta (S) a proposito della virtù del matrimonio. Nello stesso libro, di seguito, vi è inoltre una sezione chiamata “Dissuasione al Matrimonio” (at-targhib °ani 'n-nikah), in cui cita, a parte le affermazioni di alcuni Sufi, tre Aĥādīth: due del Profeta (S) e uno dell’Imam °Ali (as).

Stranamente, il terzo ĥadīth non ha niente a che vedere con la questione, trattandosi piuttosto di pianificazione familiare: parla di avere meno mogli e bambini! Inoltre, tutti e tre gli Aĥādīth sono classificati dagli studiosi di Aĥadīth come ‘deboli’ (da°if)47.

Al-Ghazālī prosegue con una discussione sui “Benefici e Danni del Matrimonio”. Prima di analizzare tali ‘Danni del Matrimonio’, vorrei commentare i due Aĥādīth del Profeta (S) che al-Ghazālī cita dalle sue fonti sunnite, e che anche la Mernissi utilizza nel suo libro.

Il primo ĥadīth è il seguente:

Il Profeta (S) disse: “Quando la donna viene verso di te, è Satana che ti si sta avvicinando. Quando uno di voi vede una donna e si sente attratto da lei, dovrebbe correre da sua moglie. Con lei, sarà lo stesso che con l’altra48.

Dopo aver citato l’ĥadīth, Mernissi aggiunge il commento dell’Imam Muslim che dice: “La donna assomiglia a Satana per il potere irresistibile che ha sull’uomo”.

Nel discutere la questione della falsificazione o interpolazione nel ĥadīth, i nostri °Ulama’ {quelli shi°iti} dicono che una fonte di falsificazione fu costituita dai Sufi e dai cosiddetti mullah pii, che importarono l’idea del celibato e della vita monastica, estranea all’Islam, nella letteratura degli ĥadīth. E, visto che visione della donna come male è una componente importante della concezione monastica cristiana, idee simili si infiltrarono nella letteratura degli Aĥādīth, come totale falsificazione o in forme di interpolazione. Quando ho letto il sopraccitato ĥadīth, ho sospettato che fosse un’interpolazione, specialmente la frase iniziale. Il mio sospetto venne confermato quando mi misi a cercare un ĥadīth simile nelle fonti shi°ite. Le fonti shi°ite riportano un ĥadīth simile, il seguente:

Il Profeta (S) disse: “Quando uno di voi vede una bella donna, dovrebbe andare da sua moglie. Perché ciò che è con lei {la moglie} è lo stesso che con l’altra49.

Lo stesso ĥadīth è riferito anche con una leggera differenza. Il Profeta (S) disse: “Oh Uomini! In verità l’atto di vedere {una bella donna} viene da Satana, pertanto chiunque trovi in se stesso tale inclinazione dovrebbe andare da sua moglie50.

L’ĥadīth riportato dalle fonti sunnite equipara la donna a Satana, mentre nelle fonti shi°ite non esiste assolutamente una simile implicazione. Al contrario, nella seconda versione del ĥadīth localizzato nelle fonti shi°ite, è lo sguardo dell’uomo che si relaziona alla tentazione di Satana!

Se dobbiamo scegliere tra le fonti della Sunnah del Profeta (S), non ci resta altro che accettare la versione degli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as), la famiglia del Profeta (S). Dopotutto, nessuno poteva conoscere il Profeta (S) meglio di loro.

Secondo il nostro punto di vista, l’Imam al-Ghazālī, l’Imam Muslim e la Mernissi si sbagliano quando tentano di equiparare la donna a Satana. L’ĥadīth che citano è stato interpolato, con tutta probabilità, dai Sufi, per incoraggiare la concezione monastica che hanno importato dalla Cristianità.

Il secondo ĥadīth è il seguente: Il Profeta (S) disse: “Non andate dalle donne i cui mariti sono assenti. Perché Satana entrerà nei vostri corpi come il sangue scorre attraverso la vostra carne”51.

Prima di tutto, non sono riuscito a trovare un simile ĥadīth nelle fonti shi°ite. Ciò, insieme al suo contenuto, mette in dubbio l’autenticità del ĥadīth. In secondo luogo, la fonte del cosiddetto ĥadīth è Sahih at-Tirmidhi. E mi sorprende come al-Ghazālī e la Mernissi possano usare tale ĥadīth quando la loro fonte stessa, l’Imam at-Tirmidhi, commenta che “Si tratta di uno strano ĥadīth!” {haża ĥadīthun gharib}.

Infine, anche se si decide di accettare l’ĥadīth, ciò non prova quello che pretende la Mernissi, cioè che “la donna sposata il cui marito è assente costituisce una minaccia particolare per gli uomini”: l’ĥadīth equipara gli uomini, e non le donne, a Satana. In realtà, in tale ĥadīth la donna risalta come vittima degli uomini che sono stati sopraffatti da Satana!

***

Ma torniamo all’opera di al-Ghazālī, nel punto in cui descrive i danni del matrimonio. Al-Ghazālī ne definisce tre, che saranno discussi separatamente:

Il Primo Danno

Il primo e il peggior danno {del matrimonio} è l’incapacità di guadagnarsi da vivere legalmente. Si tratta di qualcosa che non è facile per tutti, specialmente di questi tempi, tenendo in conto che il sostentamento è necessario. Il matrimonio, quindi, rappresenta una causa per procacciare il cibo attraverso mezzi illegali, e in ciò sta la perdizione dell’uomo e anche quella della sua famiglia, mentre una persona sola è libera da questi problemi…52.

Al-Ghazālī prosegue citando i Sufi, le cui affermazioni non hanno alcun valore per noi salvo che non si basino sul Sacro Corano e sulla Sunnah. I Sufi elogiano il celibato, influenzati dalla concezione monastica che è stata condannata dal Profeta (S) e dal Sacro Corano stesso.

La conclusione logica di quanto affermano al-Ghazālī e altri Sufi è che “se sei ricco, sposarsi va bene; ma se sei povero, non dovresti sposarti, altrimenti finirai per procurarti il sostento con mezzi illegali!”

Tale affermazione è in completo contrasto con il punto di vista del Sacro Corano, che dice:

“Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente” (Sura an-Nūr, 24:32).

“Non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro” (Sura al-An°âm, 6: 151).

Il Profeta (S) inoltre disse: “Chiunque si astenga dal matrimonio a causa della paura della povertà, ha realmente un’idea sbagliata di Allah53.

Non so come si possa avanzare nell’elevazione spirituale, quando si ha un concetto negativo della promessa di Allah (SwT)!

Il Secondo Danno

L’incapacità {degli uomini} di rispettare i diritti delle mogli, di mostrarsi indulgenti verso le loro {cattive} maniere e di sopportare con pazienza il fastidio che danno54.

Che cosa sta dicendo l’Imam al-Ghazālī? Intende dire che le donne in generale sono troppo esigenti, maleducate e fastidiose? Realmente può fondare il proprio punto di vista sul Sacro Corano e sulla Sunnah del Profeta Muĥammad (S)?

Non credo, ed è per questo che al-Ghazālī ha addotto solo le affermazioni di alcuni Sufi per suffragare il suo punto di vista. Ed è ovvio che non è sostenuto dalle fonti originali islamiche.

Il Terzo Danno

“La moglie e i figli lo distrarranno da Allah e lo attrarranno verso la ricerca {dei benefici} di questo mondo e verso la pianificazione di una buona vita per i figli attraverso dell’accumulazione di ricchezza… E qualsiasi cosa che distragga un uomo da Allah, sia essa la moglie, la ricchezza o i figli, è disastrosa per lui”55.

Se ciò che dice al-Ghazālī è vero, allora non solo il matrimonio, ma anche i figli, gli amici, i parenti ed ogni cosa materiale al mondo deve essere etichettata come “dannosa” per un Musulmano, perché tutte potenzialmente possono distrarre una persona da Allah (SwT) e dall’Aldilà.

Qui al-Ghazālī sembra piuttosto San Paolo!

E se tale premessa fosse vera, un Musulmano non dovrebbe aver niente a che fare con questo mondo, dovrebbe semplicemente confinarsi in una grotta in qualche giungla isolata o in qualche deserto e pregare Allah (SwT)!

L’assurdità di tale idea dal punto di vista islamico è ovvia.

Ciò che dicono al-Ghazālī ed altri Sufi non è molto diverso dalle idee monastiche della Chiesa cristiana. E, incidentalmente, patirono lo stesso destino dei monaci cristiani. Abbiamo già riportato i commenti di Ayatullah Rizvi a proposito dei monaci: “Poi la natura si è vendicata; i monaci e gli abati coltivavano l’idea di essere rappresentanti di Cristo, e alle suore veniva dato il titolo di ‘spose di Cristo’. Così hanno finito per trasformare i monasteri in centri di libertà sessuale56.

Allo stesso modo, quando la natura si è vendicata dei Sufi, con le parole di Martire Ayatullah Mutahhari, essi hanno cominciato a “trarre piacere sessuale dalla compagnia di leggiadre persone, e tale operato si considera un viaggio verso Allah!57

I Sufi hanno un concetto di al-fanafi ‘l-Lah, che significa “annullamento del sé in Allah (SwT)”.

In parole povere, indica l’esperienza spirituale di diventare tutt’uno con Allah (SwT). Mi sorprende che al-Ghazālī possa considerare il matrimonio come una distrazione da Allah (SwT), quando fana e l’annullamento di due esseri, in questo mondo, può essere vissuto solo nel contesto sessuale, quando marito e moglie raggiungono l’apice del piacere sessuale e si fondono in uno per qualche istante!

3) L’Amore per Allah (SwT) e l’Amore per il Mondo

L’Imam al-Ghazālī e altri Sufi hanno commesso un errore serio nell’interpretazione del concetto di “prepararsi per l’Aldilà”.

Si tratta di ciò che vorrei chiarire in questa sede.

Il concetto di “prepararsi per l’Aldilà” dipende dai termini in cui si considera la relazione tra questo mondo e l’Aldilà. Esistono tre possibilità:

1. Immergersi nelle benedizioni di questo mondo e dimenticare l’Aldilà;

3. Usare questo mondo in funzione dell’Aldilà;

5. Rinunciare a questo mondo in nome dell’Aldilà.

I Sufi hanno adottato la terza alternativa, laddove i materialisti hanno adottato la prima alternativa. Tra i due estremi si trova il vero punto di vista islamico.

Esistono numerosi versetti del Sacro Corano che cantano le lodi alle benedizioni di questo mondo, e numerosi altri che esortano con forza i Musulmani ad aspirare all’Aldilà.

Se visti isolati gli uni dagli altri, tali versetti possono essere usati dai due gruppi per provare i loro punti di vista estremi. Visti invece alla luce di altri versetti, che parlano della relazione tra questo mondo e l’Aldilà, si viene guidati verso il vero punto di vista coranico. Ed è ovvio che i versetti del Sacro Corano non possono essere separati gli uni dagli altri, specialmente quando trattano dello stesso argomento. Come ho già detto, non è questo il luogo per discutere approfonditamente la questione; in ogni modo, fornirò alcuni esempi tratti dal Sacro Corano e dalla Sunnah per chiarire il punto di vista islamico a proposito di questo mondo e dell’Aldilà.

Il Sacro Corano dice:

“Cerca, con tutto ciò che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo..” (Sura al-Qasas, 28:77)

ed ancora:

“Quando poi l'orazione è conclusa, spargetevi sulla terra in cerca della grazia di Allah, e molto ricordate Allah, affinché possiate avere successo”. (Sura al-Juma°a, 62:10)

L’Imam Ĥasan (as) disse: “Sii per il mondo come se dovessi vivere per sempre, e sii per il tuo Aldilà come se dovessi morire domani”58.

L’Imam insegna che l’Islam non pretende alcuna rinuncia al mondo, anzi incoraggia ad amarlo e a goderne i benefici, ma non al punto di dimenticare l’Aldilà, dove il destino dipende da quanto si è stati obbedienti ad Allah (SwT) nella vita mondana. L’Imam Mūsa al-Kāďim (as) disse: “La persona che rinuncia al mondo per la religione o chi rinuncia alla sua religione per il mondo non è con noi59.

Per l’Islam, l’essere devoti non significa rinunciare a questo mondo e vivere in isolamento in un deserto o in un monastero!

Essere devoti significa vivere una vita normale nella società, senza dimenticare la destinazione finale, lo scopo della nostra creazione: una vita eterna nell’Aldilà.

* * *

Anche la relazione tra l’amore per Allah (SwT) e l’amore per il proprio coniuge, per i propri figli, e per il mondo in generale è dello stesso tipo.

Esistono due livelli di amore per l’Islam: l’amore per Allah (SwT) e l’amore per tutto il resto. L’Islam non proibisce ad una persona di amare il coniuge, i figli, i genitori, e le benedizioni terrene che Allah (SwT) ha concesso. Tuttavia, l’Islam prescrive che tale amore debba essere in armonia con l’amore per Allah (SwT), che debba basarsi sull’amore per Allah (SwT). L’implicazione pratica di tutto ciò è che, se si verifica un conflitto tra l’amore per Allah (SwT) e l’amore per tutto il resto, l’amore per Allah (SwT) deve avere la precedenza. Per l’Islam, Allah (SwT) è l’asse dell’esistenza, Lui e nient’altro è la Verità Assoluta.

Mi permetto di spiegare il fenomeno in modo metaforico: la Luna gira intorno alla Terra, ma, allo stesso tempo, gira anche intorno al Sole. Inoltre, la relazione magnetica tra la Luna e la Terra, è solo una parte della forza magnetica complessiva che fa che i pianeti girino intorno al Sole nel nostro sistema solare.

In modo simile, nell’Islam l’amore tra due esseri umani è come la relazione tra la Luna e la Terra, mentre l’amore che un Musulmano sente per Allah (SwT) è come la relazione tra il Sole e i pianeti. Ovviamente, il primo tipo di amore esiste nel regno del secondo. In altre parole, esistono due cicli d’amore: l’amore per Allah (SwT) e l’amore per il marito, la moglie o i figli.

Il primo è un circolo più ampio all’interno del quale esiste il secondo.

Bisogna ricordare che esiste una sottile differenza tra quanto qui si afferma e quanto affermano la Mernissi e, fino ad un certo punto, al-Ghazālī. La Mernissi dice che nell’Islam l’amore tra marito e moglie è proibito perché l’amore dovrebbe essere rivolto esclusivamente ad Allah (SwT).

Al contrario, affermiamo che l’Islam non proibisce l’amore tra marito e moglie, né qualunque altro amore, fintanto che esso sia in armonia con l’amore per Allah (SwT), ovvero che tale amore non deve sopraffare la persona fino al punto di rinunciare all’amore per Allah (SwT). Il Sacro Corano lo menziona chiaramente:

“Di': «Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le cose che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi»” (Sura at-Tawba, 9:24).

Concentriamoci sull’espressione “aĥabbu – più cari”. Se Allah (SwT) avesse detto: “se i vostri... sono a voi cari”, la Mernissi ed altri con la stessa ideologia avrebbero potuto aver ragione nel dire che l’Islam esige amore esclusivo verso Allah (SwT) e che tutti gli altri amori sono proibiti. Ma qui il Sacro Corano sta parlando in modo comparativo, e dice che se si amano altre cose o persone più di Allah (SwT), si commette un errore, perché tale amore potrebbe portare sul cammino della disobbedienza ai comandamenti di Allah (SwT) e causare la perdizione nell’Aldilà.

Da quanto detto emerge chiaramente che il concetto islamico di amore non è confinato all’amore per Allah (SwT) in contrapposizione all’amore per le donne; è piuttosto un concetto universale che include l’amore per tutte le cose e le persone. Quindi, è assolutamente fuorviante collocare la questione in un contesto sessista e dire che la morale sessuale islamica è una morale misogina.

Per concludere, possiamo dire che il punto di vista della Mernissi e al-Ghazālī, secondo i quali per l’Islam le donne sono sessualmente più attive degli uomini, e l’Islam non tollera l’amore tra marito e moglie, non può essere provato utilizzando le fonti originali islamiche, il Sacro Corano e l’autentica Sunnah.

C) Criterio per la Definizione di cosa sia Morale ed Immorale

Come già affermato in precedenza, l’Islam non incoraggia la soppressione degli istinti sessuali, anzi, ne promuove la soddisfazione. Ciononostante, allo stesso tempo abbiamo enfatizzato che ciò deve avvenire in maniera responsabile e legittima. In altre parole, abbiamo suggerito che, secondo l’Islam, gli istinti sessuali possono essere soddisfatti in due modi: legittimo e illegittimo, o morale e immorale.

Ma qual è il criterio di morale e immorale per l’Islam?

L’Islam possiede una serie di credenze fondamentali, come ogni religione e ideologia, e tutti i suoi insegnamenti devono essere in armonia con i fondamenti.

La base dell’Islam è la fede nel Dio Unico, non solo come Creatore ma anche come Legislatore. Il Sacro Corano non è solo un Libro di guida spirituale, è anche una fonte di leggi che regolamentano la vita quotidiana. La parola “Islam”, dopotutto, significa “sottomissione al volere Divino”.

Il Sacro Corano dice chiaramente che:

“Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia” (Sura al-Aĥzāb, 33:36).

Di conseguenza, secondo l’Islam, ciò che è giusto e sbagliato, morale e immorale, legittimo e illegittimo è deciso da Allah (SwT) e dal Suo Messaggero (S).

E, secondo noi sh°iti, gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) sono i migliori commentatori del Sacro Corano, i difensori dell’autentica Sunnah e gli esempi viventi degli insegnamenti dell’Islam. In breve, i criteri di definizione di “legittimo” e “illegittimo” sono il Sacro Corano e l’autentica Sunnah del Profeta (S) e dell’Ahl ul-Bayt (as). La Shi°a, inoltre, enfatizza che qualunque cosa Allah (SwT) abbia decretato essere legittima o illegittima si basa su una ragione, materiale, spirituale o entrambe le cose.

Detto ciò, ricordiamo che Allah (SwT) è Onnisciente, mentre noi ci troviamo ancora sulla superficie del profondo oceano della conoscenza; pertanto, non ci è sempre possibile capire la ragione ultima di ciascuno dei comandamenti di Allah (SwT).

Il concetto fondamentale della morale sessuale –il sesso non è cattivo e non deve essere soppresso - costituisce un esempio più che ovvio di un insegnamento islamico in completa armonia con la natura e la ragione umane.

Non appena si afferma che l’Islam crede nella regolamentazione del comportamento sessuale, bisogna affrontare le questioni relative a:

(1) la regolamentazione del sesso attraverso la morale e

(3) la libertà personale nel comportamento sessuale.

Queste sono le due questioni che saranno brevemente affrontate a conclusione del capitolo.

1) La Regolamentazione del Sesso Attraverso la Morale

La prima domanda è: “Il sesso può essere regolamentato dalla morale?” Ci viene detto che “non può realmente esistere una morale sessuale in quanto tale. La morale non ha a che fare con l’atto sessuale, ma sempre con qualcos’altro, con cui può essere congiunto. Possiamo ragionevolmente proibire la violenza sessuale, per esempio, ma ciò succede in relazione alla violenza; considerato in e per se stesso, e separato dalle circostanze fortuite, l’atto sessuale non è né giusto né sbagliato, bensì meramente ‘naturale’60.

La conclusione di tale idea è semplice: visto che non può esistere alcuna reale morale sessuale, non dovrebbe esistere alcun tipo di restrizione alla gratificazione sessuale.

Niente dovrebbe essere considerato immorale o illegittimo!

Tale idea è di per sé assurda. La sessualità è un atto che coinvolge principalmente due persone, e ogni volta che due persone sono coinvolte, anche sul piano secolare, leggi e norme diventano necessarie per regolamentare il loro comportamento.

Allo scopo di fornire una base razionale a tale idea, a volte si afferma che molti problemi nervosi e mentali si manifestano a causa del sentimento di privazione sessuale. Il provvedimento preventivo per evitare tali problemi nervosi e mentali è rappresentato dalla gratificazione senza restrizioni dell’istinto sessuale. In parole povere, quanto più si limita il sesso, tanto più le persone se ne sentiranno attratte e soffriranno del sentimento di privazione.

La cultura libertina occidentale ha, in effetti, promosso il comportamento sessuale senza restrizioni in Occidente durante gli ultimi trent’anni61. E, secondo gli argomenti sopraccitati, ci si aspetterebbe di vedere un declino nel numero di problemi nervosi, frustrazioni sessuali, stupri, incesti, abusi di minori, e molestie sessuali.

Ma è veramente successo? No, certo che no!

Un’occhiata alle statistiche dimostra che tutti i cosiddetti effetti della privazione sessuale si sono moltiplicati, a dispetto del trend di sessualità senza restrizioni degli anni 60, 70 e 80!

Ciò che è realmente accaduto è stato che il mondo Occidentale, dopo essersi ribellato contro la repressione del sesso attuata dal sistema cristiano, ha frainteso il sesso senza restrizioni come sesso aiutato a svilupparsi.

L’Islam non accetta l’idea di reprimere gli istinti sessuali; al contrario, incoraggia ed aiuta a sviluppare tali sentimenti in modo che si soddisfino responsabilmente. Le restrizioni che l’Islam impone in materia sessuale sono basate sull’idea di indirizzare il sesso verso la sua corretta espressione.

Non è diverso dal modo in cui soddisfiamo il desiderio di cibo: bisogna mangiare, ma senza ingozzarsi. In maniera simile, bisogna soddisfare i propri desideri sessuali, ma non a spese dei diritti degli altri e del proprio stesso corpo.

Dopo essersi ribellata contro la morale sessuale repressiva della Chiesa, la cultura libertaria è arrivata all’estremo opposto del sesso senza alcuna restrizione. Il grande errore è stato pensare che qualsiasi restrizione fosse innaturale e sbagliata. Persino Bertrand Russell, che sostiene con forza il punto di vista libertario, ha dovuto accettare che, in materia di morale sessuale, alcune restrizioni sono necessarie. Egli infatti scrive: “Non sto suggerendo che non dovrebbe esistere alcuna morale o alcuna auto-limitazione riguardo al sesso, esattamente come riguardo al cibo. Riguardo al cibo osserviamo limitazioni di tre tipi, dettate dalla legge, dall’educazione e dalla salute. Consideriamo sbagliato rubare il cibo, servirci più della nostra parte in un pasto comune, e mangiare in modo che probabilmente ci farà ammalare. Limiti simili sono essenziali quando si tratta di sesso, ma in questo caso sono molto più complessi e richiedono molto più autocontrollo62.

Russell, in ogni modo, aveva delle difficoltà per definire una nuova base per la morale sessuale. Il dilemma che il mondo Occidentale sta affrontando al giorno d’oggi si riflette in modo molto eloquente in ciò che Russell ha scritto:

Se permettessimo alla nuova morale {del sesso senza restrizioni} di fare il suo corso, è probabile che si spingerebbe più in là di quanto già non abbia fatto, e che porrebbe problemi che in questo momento non vediamo ancora. Se, d’altra parte, cercassimo di imporre nel mondo moderno restrizioni che erano possibili in un’epoca {cristiana} precedente, arriveremmo ad una impossibile severità di regolamentazione, contro la quale la natura umana ben presto si ribellerebbe. A questo scopo abbiamo bisogno di una morale genuinamente nuova. Con questo mi riferisco che obblighi e doveri dovranno ancora essere riconosciuti, anche se potranno essere molto diversi da quelli riconosciuti in passato. Non penso che il nuovo sistema debba, più del vecchio, implicare il lasciarsi andare senza freni agli impulsi ma credo che le occasioni per limitare l’impulso e i motivi per farlo dovranno essere diversi da quelli del passato63.

Se Russell avesse avuto l’opportunità di studiare l’Islam in profondità, sono sicuro che vi avrebbe trovato “una morale genuinamente nuova” che regolamentasse il sesso senza condurre ad “una impossibile severità di regolamentazione”.

2) L’Islam e la Libertà Personale

La seconda domanda che viene posta da laici e liberali riguarda la libertà personale: “Non sono forse libero di fare ciò che mi pare, a condizione di non violare i diritti degli altri?”

Credo che sia utile porre l’accento sulla differenza principale tra l’Islam e l’idea laica e liberale di libertà personale.

Nel sistema secolare, i diritti si dividono in due categorie: quelli dell’individuo e quelli della società. Una persona è libera di fare ciò che vuole, fintanto che non infrange i diritti altrui. Per diventare un membro accettato della società, bisogna accettare tale limitazione della libertà personale.

L’Islam, diversamente, suddivide i diritti in tre categorie: diritti dell’individuo, diritti della società e diritti di Allah (SwT). Una persona è libera di fare ciò che vuole, fintanto che non viola i diritti degli altri o di Allah (SwT). Per diventare Musulmano bisogna accettare tale limitazione della libertà personale.

Una differenza ancora più importante sta nel concetto di diritto dell’individuo. Nell’uso secolare, i diritti dell’individuo sono visti in contrasto con quelli degli altri membri della società.

L’Islam fa un passo più in là e afferma che anche il corpo di un individuo è titolare di alcuni diritti, in contrasto con la persona stessa. In altre parole, l’Islam considera che una persona è responsabile anche dell’uso del proprio corpo.

Non è permesso abusare del proprio corpo o danneggiarlo. Nel Sacro Corano c’è scritto:

“Di tutto sarà chiesto conto: dell'udito, della vista e del cuore” (Sura al-Isrā',17:36).

Descrivendo il Giorno del Giudizio, il Sacro Corano dice:

“Nel Giorno in cui le loro lingue, le loro mani e i loro piedi testimonieranno contro di loro per quello che avranno fatto” (Sura an-Nūr, 24:24)

“In quel Giorno sigilleremo le loro bocche, parleranno invece le loro mani e le loro gambe daranno testimonianza di quello che avranno fatto” (Sura Ya Sin, 36:65).

L’Imam Zayn ul-°ābidīn, nel suo Risalat ul-Ĥuquq64, descrive i diritti che la lingua, le orecchie, gli occhi, i piedi, le mani, lo stomaco e gli organi sessuali di una persona hanno sulla persona stessa. Se una persona usa male o abusa del suo corpo, si rende colpevole di infrangere i diritti del proprio corpo, e anche i diritti di Allah (SwT), che ci ha dato il corpo in un atto di fiducia. Il Sacro Corano dice:

“{i credenti sono coloro} che si mantengono casti, eccetto con le loro spose (…) mentre coloro che desiderano altro {in termini di soddisfazione sessuale} sono i trasgressori” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5-7)

Secondo l’Islam, i diritti di un individuo non sono limitati solo dai diritti della società, ma anche da quelli del proprio corpo e di Allah (SwT). La giustificazione è molto semplice: l’Islam non permette che una persona si faccia del male o si distrugga, e il peccato o l’immoralità sono mezzi di perdizione. Tale limite è basato sull’amore e sulla preoccupazione che Allah (SwT) Misericordioso sente per noi.

Allah non vuole imporvi nulla di gravoso, vuole bensì purificarvi e completare su di voi la Sua grazia”

(Sacro Corano, Sura al-Mā'ida, 5:6)

Il concetto islamico di libertà personale può sembrare restrittivo se paragonato a quello del sistema secolare, ma il suo motivo profondo e la sua giustificazione sono accettati, in modo indiretto, persino dalla società secolare. La conseguenza logica dell’idea laica di libertà personale è che una persona è libera di fare ciò che le piaccia con se stessa; l’unico limite è rappresentato dal non infrangere i diritti altrui.

Ma l’Occidente non ha potuto digerire tale idea completamente, come si può vedere dalle leggi che pongono dei limiti ad alcuni atti, per esempio, il suicidio o l’uso di droghe narcotiche, o anche l’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza in macchina.

Usando droghe narcotiche il tossicodipendente non infrange i diritti degli altri, salvo che, chiaramente, il significato di “infrangere i diritti degli altri” venga esteso ad includere valori spirituali che non fanno parte del mondo laico. Ciononostante, la società occidentale considera illegale l’uso di droghe ed adotta misure per impedirlo. Ciò si giustifica dicendo che è dovere della società impedire ai propri cittadini di farsi del male. Da tali esempi si può vedere che il sistema secolare si ritira dalle conseguenze logiche della propria concezione di libertà individuale. L’unica differenza restante tra i punti di vista laico e islamico è che il primo accorda alla società il diritto di restrizione, mentre il secondo lo accorda solo ad Allah (SwT).

Per concludere, possiamo affermare che il punto di vista islamico proibisce non solo gli atti che infrangono i diritti altrui, ma anche quelli che infrangono i diritti del corpo dell’individuo. Tale punto di vista si basa sull’amore e sulla preoccupazione che Allah (SwT) ha per gli esseri umani.

  • 1. Marriage and Morals, pag. 175-176
  • 2. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, vol. 14, pag. 24.
  • 3. Wasa'il, vol. 14, pag. 3.
  • 4. Wasa'il, vol. 14, pag. 25.
  • 5. Wasa'il, vol. 14, pag. 3-4, 6.
  • 6. Wasa'il, Vol. 14, pag. 4.
  • 7. Wasa'il, Vol. 14, pag. 9.
  • 8. Wasa'il, Vol. 14, pag. 10.
  • 9. Wasa'il, Vol. 14, pag. 23.
  • 10. Wasa'il, Vol. 14, pag. 23.
  • 11. Wasa'il, Vol. 14, pag. 10.
  • 12. Wasa'il, Vol. 14, pag. 10.
  • 13. Wasa'il, Vol. 14, pag.4.
  • 14. Wasa'il, Vol. 14, pag. 4.
  • 15. Wasa'il, Vol. 14, pag. 8-9
  • 16. Wasa'il, Vol. 14, pag. 117.
  • 17. Wasa'il, Vol. 14, pag. 117-118.
  • 18. Wasa'il, Vol. 14, pag. 7.
  • 19. Wasa'il, Vol. 14, pag. 7.
  • 20. Wasa'il, Vol. 14, pag. 5.
  • 21. Wasa'il, Vol. 14, p. 9.
  • 22. Wasa'il, Vol. 14, p.11.
  • 23. Wasa'il, Vol. 14, p.11.
  • 24. Wasa'il, Vol. 14, p.7.
  • 25. Wasa'il, Vol. 14, p. 25
  • 26. Wasa'il 'sh-Shi°ah, Vol. 14, p. 74.
  • 27. “Ravvivamento delle Scienze Religiose”, tradotto parzialmente in italiano e incluso nel libro: “Scritti Scelti di al-Ghazālī”, a cura di L. Veccia Vaglieri e R. Rubinacci, UTET, Torino, 1970. (N.d.T.)
  • 28. Abu Ĥamid Muĥammad al-Ghazālī, nato a Tūs (attuale Iran), nell’anno 450dell’Egira (1.085 dell’era cristiana), morì nella sua città natale nel me se di Jaumada ath-Thani dell’anno 505 dell’Egira (nell’anno 1.111 dell’era cristiana). Per maggiori informazioni sulla sua biografia e sulle sue opere, si consiglia di confrontare ad esempio l’introduzione (pag. 3-35) del testo “Scritti Scelti di al-Ghazālī”, citato nella nota precedente. (N.d.T.)
  • 29. “Beyond the Veil”, pag. 44.
  • 30. “Beyond the Veil”, pag. 45.
  • 31. Wasa'il, vol. 14, p.40.
  • 32. Wasa'il, vol. 14, p.40.
  • 33. Nuove lezioni introduttive, p.144, citato in: “Beyond the Veil”, pag. 36.
  • 34. “Beyond the Veil”, pag. 37.
  • 35. At-Tabrasi, al-Ihtijaj, vol. 1, p. 48. Per un ĥadīth simile da fonti sunnite, si veda: Ibn Qayyim, Tibyan, p. 334-5. Si veda anche un interessante studio sul controllo delle nascite tra i Musulmani: Sex and Society in Islam, di B.F. Musallam.
  • 36. “Beyond the Veil”, pag. 38.
  • 37. Al-Ghazālī, Ihya, vol. 2, p. 148.
  • 38. Beyond the Veil, p. 39, Ihya, vol. 2, p. 148.
  • 39. “Beyond the Veil”, pag. 113.
  • 40. “Beyond the Veil”, pag. 107.
  • 41. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, vol. 14, p.9.
  • 42. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 10.
  • 43. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 9.
  • 44. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 11.
  • 45. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 11.
  • 46. “Beyond the Veil”, pag. 45.
  • 47. Si vedano le note dell’editore in Ihya', vol. 2, p. 101 e anche in al-Kashani, Tahzibu 'l-Ihya, vol. 3, p. 57.
  • 48. Ihya', vol. 2, p. 110, “Beyond the Veil”, pag. 42.
  • 49. Wasa'il, vol. 14, p. 72-73.
  • 50. Wasa'il, vol. 14, p. 73.
  • 51. Ihya', vol. 2, p. 110; “Beyond the Veil”, pag. 42.
  • 52. Ihya', vol. 2, p. 117.
  • 53. Wasa'il, vol. 14, p. 24.
  • 54. Ihya' vol. 2, p. 118.
  • 55. Ihya', vol. 2, p. 119.
  • 56. The family Life of Islam, pag. 8, già citato nel capitolo primo: La Morale Sessuale Occidentale, paragrafo c) La Rivoluzione Sessuale. (N.d.T.)
  • 57. Akhlaq-e jensi dar Eslam wa jahan-e gharb, p. 67. Tradotto in italiano col titolo: “Etica Sessuale nell’Islam e nel Mondo Occidentale”.
  • 58. Wasa'il, vol. 12, p. 49.
  • 59. Wasa'il, vol. 12, p. 49.
  • 60. Cfr.: Scruton, Sexual Desire, p. 2.
  • 61. Ricordiamo che l’autore ha scritto il libro nei primi anni ’90. (N.d.T.)
  • 62. Russell, Marriage and Morals, p. 293-294.
  • 63. Russell, Marriage and Morals, p. 91-92.
  • 64. Disponibile anche la traduzione in italiano, intitolata “La Lettera dei Diritti”; anche in internet: http://al-islam.org/it/Lettera_Diritti/ (N.d.T.)

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