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Nuove Tecniche di Riproduzione Umana

La nascita del primo “bebé in provetta” nel 1978 fu sulle prime pagine di tutto il mondo. Tutto il mondo, ad eccezione del Vaticano, dette il benvenuto al nuovo sviluppo della scienza umana.

Dopotutto, l’essere umano è la creazione principale di Allah (SwT): Egli ha creato l’Universo per l’essere umano, ma ha creato quest’ultimo per Se Stesso.

Durante gli ultimi cinque decenni, l’umanità ha fatto passi da gigante nella scienza e nella tecnologia. Uno dei campi più sorprendenti è quello delle nuove tecniche di riproduzione umana.

E’ interessante notare come, anche su questo problema, l’Islam stia nel mezzo dei due punti di vista estremi. Da una parte, la Chiesa Cattolica romana ha condannato categoricamente la fecondazione in vitro, l’inseminazione artificiale e la maternità in affitto. Dall’altra parte, i libertari permettono tali metodi, tra coppie sposate o no. L’Islam, come vedremo in seguito, permette la nuova tecnologia di riproduzione solo nel caso delle coppie sposate.

In questo capitolo esamineremo le nuove tecniche disegnate per assistere le coppie nella procreazione, e vedremo se l’Islam le approva o no.

A) Tecniche di Riproduzione Umana

1) Inseminazione Artificiale da parte del Marito (AIH)

L’AIH viene usata nei casi in cui il marito produce seme, ma tale seme non è adeguato per la fecondazione. L’inadeguatezza del seme può essere attribuita ad un basso numero di spermatozoi attivi o all’incapacità degli spermatozoi di nuotare abbastanza velocemente verso l’ovulo.

L’AIH può essere usata anche quando il marito soffre di eiaculazione precoce.

Nell’AIH, lo sperma si ottiene dal marito attraverso la masturbazione, e in seguito viene concentrato e “migliorato” in laboratorio. Tale sperma è successivamente introdotto nella cervice della moglie nei giorni di maggior fertilità.

Il seme viene introdotto attraverso un’iniezione. A seconda del regolamento di ogni ospedale, l’iniezione può essere eseguita da un dottore o da un’infermiera, o dalla stessa coppia.

Per quanto riguarda la Shari°ah, non esistono obiezioni verso l’AIH, nei casi in cui questa avvenga in una coppia legittimamente sposata.

Se la masturbazione è proibita, come si può ottenere il seme del marito per l’AIH? E’ vero che la masturbazione è proibita dal fiqh shi°ita, ma abbiamo anche detto che la masturbazione da parte del coniuge è permessa.

Quindi, nel caso dell’AIH, la moglie può masturbare il marito per ottenere il seme. Sarà interessante sapere in che modo la Chiesa Cattolica intende risolvere il problema: “La Chiesa cattolica romana permette l’inseminazione artificiale se viene usato il seme del marito e questo è il prodotto di un rapporto con la moglie, non della masturbazione; ma di solito si tratta di un rapporto nello studio di un medico ed è “difficilmente romantico”, ha affermato il Padre Wolak1.

2) Inseminazione Artificiale da parte di un Donatore (AID)

L’AID è molto simile all’AIH. La differenza è che l’AID è utilizzata quando il seme del marito è completamente inadeguato per quantità o qualità.

Nella società Occidentale, anche alcune donne single, che non desiderano sposarsi ma vogliono avere un figlio, ricorrono a tale metodo per restare incinte. In Inghilterra, dalle duemila alle quattromila nascite sono attribuite ogni anno all’AID.

Per quanto riguarda l’Islam, l’inseminazione artificiale da parte di un donatore è assolutamente illecita, perchè si tratta di un donatore e non del marito della donna2.

Visto che non implica alcun rapporto sessuale tra il donatore e la donna, e quindi non può essere definita come fornicazione o adulterio, ci si potrebbe chiedere: come può essere ĥarām? Il Sacro Corano dice chiaramente:

“Dì ai credenti …di proteggere le proprie parti private..” (Sura an-Nūr, 24:30).

Il comandamento divino di proteggere le parti private non è accompagnato da specificazioni; non dice di proteggerla solo dai rapporti sessuali illeciti, bensì di proteggerle da tutto eccetto che dal coniuge. Allah (SwT) descrive i credenti come

“{i credenti sono coloro} che si mantengono casti, eccetto con le loro spose (…) mentre coloro che desiderano altro {in termini di soddisfazione sessuale} sono i trasgressori” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5-7).

Quindi, anche iniettare lo sperma di un altro uomo constituirebbe una trasgressione ed una violazione del comandamento di Allah (SwT)3.

Qual è lo status di un figlio concepito attraverso l’AID?

Se, Allah (SwT) non voglia, una donna concepisse un figlio attraverso l’AID, il figlio non sarà considerato illegittimo, perchè non è stato concepito per mezzo di rapporti sessuali illeciti. In tali casi, la relazione madre-figlio sarebbe chiara. Per quando riguarda la relazione padre-figlio, la maggior parte dei nostri attuali °Ulama’ afferma chiaramente che sarebbe considerato figlio del donatore, avente diritto alla sua eredità, e maĥram per sua moglie ed i suoi figli4.

La decisione dei Mujtahidun si basa su un ĥadīth che fornisce un esempio molto simile al caso di un bambino concepito attraverso l’AID.

Tale ĥadīth è stato narrato da varie fonti, dall’Imam Ĥasan (as), dall’Imam Muĥammad al-Baqir (as) e dall’Imam Ja°far as-Sadiq (as). Venne rivolta la seguente domanda agli Imam: “Se una donna ha un rapporto con suo marito, e subito dopo va dalla sua schiava ed ha un rapporto lesbico con lei, durante il quale il seme del marito scorre dalla donna nella vagina della schiava e quest’ultima rimane incinta, che succede?

Gli Imam, dopo aver spiegato la punizione in cui devono incorrere le due donne, affermarono che il figlio nato dalla schiava era da considerare parte della famiglia del proprietario del seme e dato in custodia a lui5.

Si tratta di un ottimo esempio di come i nostri °Ulama’ risolvono i problemi del giorno d’oggi, anche se usano le stesse fonti antiche dell’Islam!

3) Fecondazione in Vitro (IVF)

I primi due metodi si usano nel caso in cui lo sperma del marito sia deficiente in qualità o quantità. L’IVF è una tecnica usata soprattutto dalle donne le cui tube di Falloppio sono bloccate, senza che sia possibile rimediare chirurgicamente.

Questa tecnica viene inoltre utilizzata per coloro che non riescono a concepire, nonostante abbiano tube di Falloppio normali e tutte le possibili cause di sterilità siano state escluse. “In vitro” significa in provetta.

Nell’IVF, uno o due ovuli vengono prelevati dalla madre attraverso una piccola siringa, e collocati in una provetta. In seguito, lo sperma del marito viene usato per fecondare l’ovulo. Dopo la fecondazione, l’ovulo viene lasciato a svilupparsi nella provetta fino a raggiungere lo stadio di otto cellule, quando viene impiantato nell’utero della madre.

L’IVF può essere usata anche in casi in cui il seme del marito contiene così pochi spermatozoi da rendere difficile che possano fecondare un ovulo nella tuba di Falloppio. Attraverso l’IVF, lo sperma è usato per fecondare l’ovulo in una provetta. Per quanto riguarda la Shari°ah, la fecondazione “in vitro” è permessa, sempre e quando avvenga tra i membri di una coppia sposata.

4) Altre Possibilità di Riproduzione Umana discusse dai nostri °Ulama’

E’ interessante sapere che i nostri Mujtahidun si trovano in una posizione avanzata, rispetto alla tecnologia scientifica, nella deliberazione a proposito delle questioni religiose ed etiche relative alla riproduzione umana. Mentre discutono dell’inseminazione artificiale, allo stesso tempo dibattono le seguenti possibilità:

1. E’ permissibile inventare un ovulo artificiale, fecondarlo con lo sperma di un uomo e lasciare che il bambino si sviluppi in un utero artificiale. In tal caso, il bambino sarebbe pienamente parente del padre. Al massimo, si tratterà di un bambino senza madre biologica.

2. E’ permissibile inventare uno spermatozoo artificiale e iniettarlo nell’utero di una donna. In tal caso, il bambino sarebbe pienamente parente della madre. Al massimo, si tratterà di un bambino senza padre biologico.

3. E’ permesso prendere un ovulo artificiale ed uno spermatozoo artificiale che lo fecondi, e lasciare che si sviluppino in un utero artificiale. Un tale bambino non sarebbe parente di nessuno!

4. Se un bambino e una bambina gemelli nascono attraverso qualcuna di tali procedure, nei primi due casi sarebbero normali fratelli (per esempio, non potrebbero sposarsi tra di loro), ma nel terzo non sarebbero considerati nemmeno fratelli perchè non avrebbero genitori6.

5) Utero in Affitto

L’utero in affitto è un corollario dell’inseminazione artificiale. Ha creato gran controversia nei circoli etici e legali di tutto il mondo, specialmente dopo il caso di “baby M” nel 1987.

Utero in affitto significa che una donna permette che l’ovulo fecondato di un’altra coppia le sia iniettato nell’utero, e porti a termine la gravidanza per conto dell’altra coppia.

Ciò può avvenire gratuitamente o in cambio di denaro, come nel caso di baby M. Tale procedimento di riproduzione umana è adottato quando una donna ha dei problemi a portare a termine la gravidanza. Dal punto di vista della Shari°ah, la pratica descritta dell’utero in affitto non è permessa, perchè implica l’introduzione dello sperma di un’altra persona nell’utero della donna. Ciò va contro il verso del Sacro Corano che dice che le donne credenti devono proteggere le proprie parti private, eccetto che dal proprio coniuge7.

Esistono, ciononostante, alcune procedure, nel sistema matrimoniale islamico, che permettono un certo tipo di utero in affitto. Per esempio, se una donna ha dei problemi a portare a termine la gravidanza, il marito può sposare un’altra donna (in modo temporaneo o permanente), ed in seguito un ovulo della prima moglie, fecondato dallo sperma del marito, può essere iniettato nell’utero della seconda moglie, con il suo consenso.

A quale delle due donne appartiene il figlio? Alla madre genetica (la prima moglie) o alla madre biologica (la seconda moglie)? Secondo l’Ayatullah al-Khumayni, dipende dall’età del feto. Se è stato inseminato nell’utero della seconda moglie dopo quattro mesi, appartiene alla prima moglie; la seconda moglie è semplicemente un ricettacolo. Se è stato inseminato prima dei quattro mesi, è difficile affermare che il figlio appartiene alla prima moglie8.

In ogni modo, esiste un’altra maniera di considerare la relazione. Ho già parlato in precedenza delle definizioni °Urfi e Shar°i. In questo caso, la gente comune ha una certa percezione della relazione madre-figlio. L’opinione °Urfi direbbe che la donna che “dà alla luce” è la madre. Pertanto, sulla base di tale percezione °Urfi, tenderei a dire che il figlio appartiene alla madre biologica, la seconda moglie, indipendentemente dall’età al momento dell’inseminazione. Il figlio sarà maĥram per i suoi altri figli, ed avrà diritto ad ereditare da lei.

Per quanto riguarda la relazione tra il bambino e la prima moglie, direi che, anche se non si tratta della madre biologica, il suo status di madre genetica è superiore a quello di madre Ridha°i9. Basandosi su questo tipo di relazione, il bambino sarà maĥram per tutti i figli della prima moglie, anche se di padre differente; ciononostante, non avrà diritto di ereditare da lei, perchè il diritto di eredità si basa sulla relazione uterina.

B) Alcune Questioni Etiche

Di seguito si troveranno alcune questioni che per la prima volta si stanno discutendo dal punto di vista della Shari°ah. Espongo i risultati della mia interpretazione iniziale. Spero che ciò stimoli una discussione fruttuosa tra i nostri Mujtahidun.

1) Distruzione degli Ovuli Fecondati in Soprannumero

Nella maggior parte dei casi di inseminazione artificiale, tre ovuli vengono prelevati dal corpo della donna, e tutti e tre vengono fecondati dagli spermatozoi del marito, ma soltanto uno viene usato per l’impianto nell’utero della donna. Se il primo tentativo fallisce, gli altri ovuli vengono utilizzati. La questione che ha creato molte polemiche riguarda gli ovuli fecondati in soprannumero e indesiderati.

Cosa si dovrebbe fare con gli ovuli fecondati in soprannumero? Devono essere usati? Possono essere distrutti?

Secondo la Shari°ah, non dovrebbe esserci alcun problema nel distruggere gli ovuli fecondati in soprannumero. Non costituisce aborto perchè, in primo luogo, l’aborto si verifica esclusivamente dopo l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero e, in secondo luogo, l’aborto avviene nel corpo di una donna, non in una provetta o in un vassoio da laboratorio!

2) Gli Embrioni Congelati

Un altro corollario della nuova tecnologia è la cosiddetta banca dello sperma, in cui spermatozoi e ovuli fecondati vengono conservati in stato di congelamento.

Esistono quattro problemi che bisogna affrontare in questo caso.

(A) E’ permesso all’essere umano conservare lo sperma congelato? In modo simile, è permesso alle coppie sposate conservare i loro ovuli fecondati per uso futuro? Non mi viene in mente alcun fondamento nella Shari°ah per proibire tale atto. Non esiste alcuna differenza con l’atto con il quale una persona dona il proprio sangue, ad un individuo o ad una “banca”.

(B) E’ permesso vendere lo sperma o gli ovuli fecondati? Non si può vendere il proprio sperma allo scopo di essere iniettato nell’utero di un’altra donna; si può solo vendere a istituzioni scientifiche allo scopo di effettuare ricerche mediche. In modo simile, una coppia non può vendere i propri ovuli fecondati perché siano impiantati nell’utero di un’altra donna.

(C) Una donna può usare l’ovulo fecondato conservato o gli spermatozoi di suo marito dopo la morte di costui?

In apparenza, non c’è niente che glielo impedisca. L’ovulo congelato (fecondato dallo spermatozoo del marito) è di sua proprietà, e di conseguenza può usarlo. Il figlio sarà, chiaramente, legittimo! Ciononostante, ciò sarebbe permesso solo nel caso in cui la donna non si sia risposata dopo la morte del marito. Visto che l’Islam non permette che una donna abbia più di un marito allo stesso tempo, il secondo marito prende il posto del primo nel versetto del Sacro Corano che dice:

“..che si mantengono casti, eccetto con i loro sposi” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5)

(D) una donna può usare l’ovulo fecondato dopo aver divorziato da suo marito? Ciò è permesso solo nel caso in cui non si sia risposata. Non appena si risposa, non può usare l’ovulo fecondato dallo spermatozoo del marito precedente. La base di tale opinione è la stessa che qui sopra si cita.

  • 1. The Vancouver Sun, 11 Marzo 1987, p. A7.
  • 2. Questa è l’opinione più diffusa fra gli °Ulama’. Ci sembra però doveroso informare i lettori che alcuni sapienti sono di diverso parere, come l’Ayatullah Al-°Oďma Muĥammad Taqi Bahjat Fumani e l’Ayatullah Al-°Oďma Sayyid Imam Khamenei. Per quanto concerne quest’ultimo, nel libro “Ajwibah al-Istifta’at” (Leggi Pratiche dell’Islam), Vol.2, capitolo “Questioni Mediche”, paragrafo “Inseminazione Artificiale”, la domanda n.188 chiede: “E’ permesso inseminare l’ovulo di una donna, il cui marito è sterile, immettendo lo sperma di un altro uomo nella vagina della donna?”. L’Ayatullah risponde nel modo seguente: “Secondo la Giurisprudenza non c’è nessuna controindicazione in tale inseminazione. Comunque, la donna e l’uomo in questione devono evitare qualsiasi atto ĥarām come guardarsi, toccarsi ecc. Tuttavia se un bambino nasce in seguito a questo metodo di inseminazione artificiale, il figlio non potrà essere considerato discendente del marito, ma sarà considerato discendente del donatore di sperma, con le relative questioni in fatto di eredità”. (N.d.T.)
  • 3. Sono in debito, per questa risposta, con il defunto Shaykh Muĥammad Jawad al-Mughniyyah, nel suo splendido libro al-Fiqh 'ala 'l-Madhahibi'l-Khamsah, p. 374.
  • 4. Cfr: Al-Fiqh, p. 375-6; Minhaj, vol. 2, p. 395; Tahrir, vol. 2, p. 621-622.
  • 5. Cfr: Wasa'il, vol. 18, p. 426-428.
  • 6. Il primo esempio è stato menzionato da entrambi gli Ayatullah al-Khu'i e al-Khumayni, mentre gli altri tre sono menzionati solo dal secondo. Si veda Minhaj, vol. 2. p. 395, e Tahrir vol. 2, p 622-623.
  • 7. Si veda il paragrafo “Inseminazione Artificiale da parte di un Donatore (AID)”.
  • 8. Cfr: Tahrir, vol. 2, p. 623.
  • 9. Una madre Ridha°i è una donna che non ha dato alla luce un bambino, ma l’ha allattato al seno.

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