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Le Differenze nei Mezzi di Espressione tra L’Esoterismo Islamico e gli altri

Le delicate e fini espressioni della dottrina esoterica islamica, in contrasto con le formulazioni di altri esoterismi e specialmente con quello indiano, hanno il vantaggio di delucidare le verità iniziatiche avvolgendole in formule di una natura più generale. Quindi ognuno può trarre profitto da esse, in misura della sua comprensione. Altre vie iniziatiche non possiedono questa caratteristica.

E’ per la medesima ragione che l’Islam, nel presentare apertamente e senza riguardo le verità iniziatiche, si è salvato dai risultati negativi che hanno colpito altre religioni. Per esempio, nel caso dell’esoterismo indiano, se noi studiamo approfonditamente le Upanishad vedremo che la dottrina ivi rappresentata è una precisa ed estremamente profonda espressione dell’Unità di Dio, ma allo stesso tempo è così ardita ed esplicita che chi non è totalmente versato nella dottrina iniziatica e metafisica considererà le sue formule, meravigliosamente complete, come niente più che ciarle superstiziose o al massimo interpreterà passi che esprimono l’Unità di Dio nel modo più sublime, come se fossero niente più che incarnazionismo, panteismo ed idolatria.

Questa affermazione, per di più, è provata dalle opinioni che molti orientalisti specializzati in sanscrito, hanno espresso a riguardo dell’esoterismo indiano, perché dopo la vasta quantità di ricerche che essi hanno raccolto nei testi originali indù e buddisti, considerano ancora queste dottrine come nient’altro che superstizione prodotta dalle menti d’uomini privati delle comodità della vita. E il fondamentale sostegno per tali opinioni, da parte degli orientalisti, è l’esplicita o scioccante natura delle ardite formule di questi testi.

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