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Le Fonti del Pensiero Shi°ita

Prima di prendere in esame i principi fondamentali e le pratiche di culto della Shi°a è importante conoscere le fonti sulle quali la Shi°a si basa. Nelle pagine seguenti prenderemo in esame le quattro fonti che, dal punto di vista shi°ita, devono essere alla base di qualunque studio dell’Islam: il Sacro Corano, la Sunna, la Ragione e il Consenso.

Il Sacro Corano

Senza alcun dubbio il Sacro Corano è la più importante fonte per tutti i musulmani, compresa la Shi°a.

Il Sacro Corano è, inoltre, un elemento fondamentale di unità fra tutti i musulmani. Malgrado i diversi atteggiamenti e le diverse esperienze culturali, tutti i musulmani fanno riferimento allo stesso Libro, considerandolo la Guida Divina che regge la loro vita. Da sempre, e dunque ancora oggi, in tutto il mondo musulmano esiste una sola versione del Sacro Corano, senza alcun tipo di aggiunte o alterazione dell’originale. Un tipico punto di vista shi°ita nei riguardi del Sacro Corano è espresso da queste parole 1:

“Noi Shi°iti duodecimani crediamo che il Sacro Corano fu divinamente ispirato e rivelato da Allah (SwT) tramite il Suo onorevole Profeta (S), e crediamo inoltre che esso contenga tutto ciò che è necessario per la Guida dell’umanità. Esso è il miracolo perenne del Profeta (S), che nessun essere umano ha saputo e saprà mai imitare, in quanto ad eloquenza, chiarezza, verità e conoscenza. Esso inoltre non ha mai subito alcuna alterazione, cambiamento o modifica2.

Il Sacro Corano che abbiamo oggi è esattamente quello che fu rivelato dal Profeta (S) e chiunque affermi il contrario è in malafede, un mero sofista o una persona in errore, ed in ogni caso uno sviato, poiché esso è la parola di Allah (SwT) stesso, e come afferma il Sacro Corano stesso:

﴿ لاَ يَأْتِيهِ الْبَاطِلُ مِن بَيْنِ يَدَيْهِ وَلاَ مِنْ خَلْفِهِ تَنزِيلٌ مِنْ حَكِيمٍ حَمِيدٍ﴾

“L’errore non lo sfiora in alcuna delle sue parti”. (Sacro Corano, 41:42)

…..Noi crediamo inoltre di dover rispettare e venerare il Sacro Corano e questo sia con la parola che con le azioni. Perciò Esso non deve essere alterato intenzionalmente, neppure per quanto riguarda una sola lettera, e non deve essere toccato da una persona che non sia Tahir3(pura). E’ infatti detto nel Sacro Corano:

﴿ لاَ يَمَسُّهُ إِلاَّ الْمُطَهَّرُونَ ﴾

“Nessuno lo può toccare tranne i puri” (Sacro Corano, 56:79)

La Shi°a nega qualunque alterazione nel Sacro Corano

Come già detto, la Shi°a nega qualunque possibile alterazione nel Sacro Corano e crede che il Sacro Corano che leggiamo oggi sia lo stesso che fu rivelato al Profeta Muhammad (S). Il Sacro Corano è completo. Nessuno ha mai visto una copia del Sacro Corano diversa dalla copia che leggiamo in qualunque parte del mondo islamico. Ancora oggi manoscritti del Sacro Corano, che risalgono all’epoca degli Imam shi°iti sono reperibili e il testo è esattamente quello che leggiamo oggi.

Il Nobile Sacro Corano dice in modo chiaro che Dio protegge il Sacro Corano da qualunque alterazione e mutilazione4 :

﴿ إِنَّا نَحْنُ نَزَّلْنَا الذِّكْرَ وَإِنَّا لَهُ لَحَافِظُونَ ﴾

“Invero Noi abbiamo rivelato l’Ammonimento e Noi ne siamo i custodi” (Sacro Corano, 15:9)

A proposito di questo versetto °Allamah Tabataba’i nel suo famoso Al-Mizan fi Tafsir al-Qur’an, uno dei più importanti commenti del Sacro Corano, dice:

“…Il Sacro Corano è un Ammonimento vivo ed eterno che non morirà mai ne sarà mai dimenticato. E’ immune da ogni aggiunta o mutilazione. E’ immune e protetto da qualunque alterazione, nella forma e nello stile, che potrebbe alterare la sua qualità e il suo ruolo, cioè quello di essere l’Ammonimento di Allah che esprime la verità e la conoscenza divine. Per questa ragione il versetto citato sottolinea che il Libro Divino è sempre stato e continuerà a essere protetto da qualunque alterazione e mutilazione”.

La Sunna

Dopo il Nobile Sacro Corano la fonte più importante per capire l’Islam e quindi anche il pensiero shi°ita è la Sunna del Profeta Muhammad (S), ossia i suoi detti e le sue azioni. Il Sacro Corano stesso assegna in modo esplicito al Profeta (S) il ruolo di colui che è responsabile della spiegazione del Sacro Corano:

﴿ وَأَنزَلْنَآ إِلَيْكَ الذِّكْرَ لِتُبَيِّنَ لِلنَّاسِ مَا نُزِّلَ إِلَيْهِمْ وَلَعَلَّهُمْ يَتَفَكَّرُونَ﴾

“..E su di te abbiamo fatto scendere il Monito , affinché tu spieghi agli uomini ciò che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi”.(Sacro Corano, 16:44)

dell’insegnamento del Sacro Corano e della saggezza

﴿ رَسُولاً مِنْهُمْ يَتْلُواْ عَلَيْهِمْ ءَايَاتِهِ وَيُزَكِّيهِمْ وَيُعَلِّمُهُمُ الْكِتَابَ وَالْحِكْمَةَ ﴾

“Egli è Colui che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero della loro gente, che recita i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza..”(Sacro Corano, 62:2)

Il Profeta (S) è un esempio perfetto per i credenti

﴿ لَقَدْ كَانَ لَكُمْ فِي رَسُولِ اللَّهِ اُسْوَةٌ حَسَنَةٌ ﴾

"Avete nel Messaggero di Allah un bell’esempio per voi…” (Sacro Corano, 33:21)

Egli non parla mai d’impulso

﴿ وَمَا يَنطِقُ عَنِ الْهَوَى ﴾

“E neppure parla d’impulso” (Sacro Corano, 53:3)

Ai musulmani si chiede di astenersi da tutto ciò che lui proibisce

﴿ وَمَآ ءَاتَاكُمُ الرَّسُولُ فَخُذُوهُ وَمَا نَهَاكُمْ عَنْهُ فَانتَهُوا ﴾

“ Prendete quello che il Messaggero vi dà e astenetevi da quel che vi nega…” (Sacro Corano, 59:7)

Conoscendo questi versetti e molti altri sul ruolo del Profeta (S) e tenendo conto dell’importanza del ruolo di messaggero divino, messaggero che Dio scelse direttamente e con il quale parlò, la Shi°a, assieme agli altri musulmani, coltivò amore sincero e devozione per il Profeta Muhammad (S).

La famiglia del Profeta (S)

Sembra non ci sia disaccordo fra i musulmani sulla validità del fatto che si debbano seguire anche gli insegnamenti dei familiari del Profeta (S) per capire l’Islam, specialmente se si considera il punto di vista dei sunniti che credono anche tutti i compagni del Profeta (S) fonti attendibili.5 Non vi è quindi alcun dubbio che la famiglia del Profeta (S) sia attendibile e veritiera nel proporre l’Islam.

Questa circostanza appare anche più chiara quando consideriamo le affermazioni del Profeta (S) sui suoi familiari ed esaminiamo ciò che dissero gli eruditi sunniti dei familiari del Profeta (S). Ad esempio l’Imam Malik ibn °Abbas disse: “Nessun occhio ha mai visto, nessun orecchio ha mai udito e nulla è mai giunto al cuore di un uomo che sia migliore di ciò che disse Ja°far Ibn Muhammad, e della sua conoscenza, della sua devozione e del suo ascetismo nel servire Dio”.

« ما رأتْ عينٌ ، ولا سمعتْ اُذنٌ ، ولا خطرَ على قلبِ بشر أفضلَ من جعفر الصّادق فضلاً وعلماً وعبادةً وورعاً ».

ابن شهرآشوب / المناقب / ج 4 / ص 247

Questo è ciò che Ibn Taymiyah riferisce citando l’Imam Malik nel suo libro.6 In uno studio sulle persone che riportarono le parole dell’Imam As-Sadiq (as), Shaykh al-Mufid (m. a. H 148), nella sua opera al-Irshad, afferma che coloro che erano attendibili fra i seguaci delle diverse scuole de pensiero erano quattromila. Non vi è dunque ambiguità in tutta la questione e per questo motivo molti eruditi sunniti, come ad esempio il defunto Shaykh Shaltut, hanno messo in risalto in modo molto chiaro il fatto che ogni musulmano può agire secondo gli insegnamenti di una delle cinque scuole islamiche di fiqh: i Ja°fariti, gli Hanafiti, gli Hanbaliti, i Malikiti e gli Sha°afiti.

La ragione è chiara, poiché se l’Imam Ja°far As-Sadiq (as) (o un altro componente della famiglia del Profeta (S)) non avesse posseduto una maggiore conoscenza o un accesso alla conoscenza del Profeta (S) superiore a tutti gli altri, si dovrebbe ammettere che egli abbia avuto questa conoscenza almeno allo stesso livello degli altri: particolarmente visto che egli insegnò a studenti come Abu Hanifa, l’Imam dei musulmani hanafiti, che frequentò le lezioni dell’Imam As-Sadiq (as) per due anni. Ci si aspetta perciò che le persone colte e quelle che cercano la verità esaminino tutte le fonti islamiche disponibili e di conseguenza poi indichino le vie che portano i musulmani a condurre una vita esemplare. Certamente una fonte preziosa è costituita dagli insegnamenti dei familiari del Profeta (S).

Ora esaminiamo se è necessario fare riferimento ai familiari del Profeta (S) per capire l’Islam oppure no. Per dare una risposta metteremo in risalto alcune affermazioni del Profeta (S) esposte da grandi narratori sunniti e accettate dagli eruditi sia sunniti sia shi°iti. Innanzitutto si deve notare che tutti gli insegnamenti dei familiari del Profeta (S) furono sempre basati sul Nobile Sacro Corano e la Sunna del Profeta (S).

Nessuno dovrebbe pensare, ad esempio, che l’Imam As-Sadiq (as) potesse affermare qualcosa sull’Islam secondo la sua opinione personale. Tutto ciò che essi affermarono era esattamente ciò che avevano udito dal Profeta (S). Ci sono molte narrazioni al riguardo. Ad esempio, in Usūl al-Kafi leggiamo che l’Imam As-Sadiq (as) disse che qualunque cosa egli affermasse era ciò che aveva udito, tramite i suoi antenati, dal Profeta (S).

Una di queste narrazioni riguarda il famoso “hadith al-Thaqalayn”. Il Profeta (S) ne parlò in diverse occasioni, anche nel giorno di °Arafah, durante il suo ultimo pellegrinaggio, e nel diciottesimo giorno di Zul-Hajjah a Ghadir Khum. Nonostante qualche piccola differenza espositiva, la sostanza è la stessa in tutte le versioni narrate. Ad esempio, in una versione il Profeta (S) dice:
“Oh genti! Vi lascio due cose preziose: il Libro di Dio e la mia famiglia. Fino a che vi atterrete ad essi non vi svierete ” 7

‏« إني قد تركت فيكم ‏ ‏الثقلين ‏ ‏أحدهما أكبر من الآخر كتاب الله عز وجل حبل ممدود من السماء إلى الأرض ‏ ‏وعترتي ‏ ‏أهل بيتي ألا إنهما لن يفترقا حتى يردا علي الحوض ‏».

مسند أحمد - باقي مسند المكثرين - مسند أبي سعيد الخدري رضي الله تعالى عنه - 10779

Secondo un’altra narrazione il Profeta (S) disse:

“Lascio a voi due cose preziose, e se vi atterrete ad esse non vi svierete: il Libro di Dio, che è come una corda tesa fra il cielo e la terra, e la mia famiglia. Queste due cose non si separeranno mai l’una dall’altra fino a che mi raggiungeranno vicino alla fonte {il Kawthar} nel Giorno del Giudizio. Badate bene a fare attenzione a come li tratterete dopo di me.”8

‏« ‏إني تارك فيكم ما إن تمسكتم به لن تضلوا بعدي أحدهما أعظم من الآخر كتاب الله حبل ممدود من السماء إلى الأرض وعترتي أهل بيتي ولن يتفرقا حتى يردا علي الحوض فانظروا كيف ‏ ‏تخلفوني ‏ ‏فيهما ».

سنن الترمذي - مناقب أهل بيت النبي صلى الله عليه وسلم – رقم 3720

Queste parole indicano come il Profeta (S) fosse preoccupato del modo in cui i musulmani, o almeno una parte di essi, avrebbero trattato il Sacro Corano e la sua famiglia. Secondo un’altra narrazione egli disse:

“Lascio due successori: primo, il Libro di Dio, che è una corda tesa fra il cielo e la terra e, secondo, la mia famiglia. Non si separeranno mai l’uno dall’altra fino a quando verranno a me, vicino alla fonte di Kawthar.”9

‏‏‏«‏ ‏إني تارك فيكم خليفتين كتاب الله حبل ممدود ما بين السماء والأرض ‏أو ما بين السماء إلى الأرض ‏ ‏وعترتي أهل بيتي وإنهما لن يتفرقا حتى يردا علي ‏ ‏الحوض ».

مسند أحمد - مسند الأنصار رضي الله عنهم - 20596

Queste considerazioni possono essere trovate citate nelle maggiori raccolte sunnite come: Sahih Muslim (vol. 8, p. 25, n. 2408), Musnad dell’Imam Ahmad (vol.3, p. 388, n. 10720), Sunan di Darimi (vol. 2, p. 432) e Sahih di Tirmithi (vol. 5, p. 6432, n. 3788). Esse sono anche citate in opere come Usd al-ghabah di Ibn Athir (vol. 2, p. 13), Al-Sunan al-Kukra di Bayhagi (vol. 2, p.198) e Kanz al-’Ummal (vol. 1, p. 44).

Ora riflettiamo sul contenuto dell’hadith, cioè il fatto che il Profeta (S) abbia lasciato ai musulmani “due cose pesanti”, il Sacro Corano e la sua famiglia: finché le genti si atterrano a ciò che essi dicono non devieranno dalla retta via. Ciò significa che queste due “cose” devono essere sempre in armonia fra loro e non contraddirsi mai. In caso contrario il Profeta (S) non avrebbe detto di seguirle ambedue. Inoltre le genti si sentirebbero confuse su come comportarsi se la famiglia del Profeta (S) dovesse dire loro di andare in una direzione ed il libro di Dio gli dovesse dire di andare in un’altra. Sebbene ciò sia chiaro in modo implicito sin dall’inizio dell’hadith, il Profeta (S) stesso poi, in modo chiaro, lo conferma dicendo: “Esse non si separeranno fino a quando giungeranno a me vicino alla fonte Kawthar”.

Possiamo dire che questo hadith, in tutte le sue versioni, dice che:
Dal tempo del Profeta (S) fino alla fine del mondo il Libro di Dio e la famiglia del Profeta (S) saranno sempre insieme.

Nessuno può dire che il Libro di Dio sia sufficiente e che noi non abbiamo bisogno della famiglia del Profeta (S), o viceversa; infatti il Profeta (S) disse:“Vi lascio due cose preziose che voi dovete avere care e comprendere: se farete ciò non sarete fuorviati”.

I familiari del Profeta (S) non faranno mai errori, essi saranno sempre veritieri.

E’ interessante sottolineare che, secondo questo hadith, i familiari del Profeta (S), come il Sacro Corano stesso, sono considerati immutabili e durevoli fino al Giorno del Giudizio. Così i familiari del Profeta (S) non scompariranno mai, neppure per un breve periodo di tempo.

L’altro hadith che esaminiamo è l’hadith al-Safīnah (nave). Tutti i musulmani hanno narrato che il Profeta (S) disse:

“Siate consci del fatto che l’esempio dato dalla mia famiglia a voi è come l’esempio dato dalla nave di Noè. Chiunque salì a bordo della nave di Noé si salvò e chiunque rifiutò di entrare nella nave di Noè annegò”.

« مثل أهل بيتي فيكم مثل سفينة نُوحٍ مَنْ ركبها نجا ومَنْ تخلَّف عنها غرق »

حديث السفينة، رواه الحاكم في المستدرك ج3، ص151، عن أبي ذرّ وصححّه

L’hadith al-Safīnah, pur nelle sue diverse versioni, tratta lo stesso argomento e si trova citato in diverse raccolte sunnite. Per esempio, lo si può trovare citato in Mustadrak di Hakim Nishaburi, vol. 3, pagg. 149 e151, in Arba’in Hadith di Nabahani, in Al-sawa ‘iq al-Muhriqah di Ibn Hajar fra le altre fonti.

Secondo questo raccolte di tradizioni l’enfasi posta sul ruolo guida della famiglia del Profeta (S) è di assoluta importanza.

Nota

L’hadith al-Thaqalayn è citato sia nelle fonti sunnite sia nelle fonti shi°ite ed è quindi un fattore di intesa fra tutti i musulmani. Comunque esiste una versione dell’hadith nella quale il Profeta (S) dice “la mia Sunna” al posto di “la mia famiglia”. Sebbene questa versione si trovi citata solo in alcune fonti sunnite, non è difficile capirne il significato, ammesso che anche questa versione possa essere considerata autentica. Il Profeta (S), in molte sue dichiarazioni narrate da tutti i musulmani, ha detto: “Vi lascio due cose preziose ed esse sono il Sacro Corano e la mia famiglia”.

Secondo alcune dichiarazioni raccolte solo da un particolare gruppo di musulmani, il Profeta (S) ha detto: “Il Nobile Sacro Corano e la mia Sunna”. Ovviamente la conclusione di tutto ciò è che sì un elemento delle due frasi è lo stesso, anche l’altro elemento deve essere equivalente. Perciò “la mia Sunna” e “la mia famiglia” devono indicare la stessa cosa, altrimenti si potrebbe affermare che non vi è coerenza nelle parole del Profeta (S). Così l’atto stesso di fare riferimento agli insegnamenti ed ai consigli offerti dalla famiglia del Profeta (S) equivale all’atto di fare riferimento alla Sunna del Profeta (S). L’unico modo, dunque, di avvicinarsi alla Sunna e di capire esattamente cosa essa fu è quello di fare riferimento a quelle persone che ebbero rapporti più profondi con il Profeta (S) e che conoscevano meglio di chiunque altro cosa egli disse, fece o approvò.

Chi sono i componenti della famiglia del Profeta?

L’altro problema riguarda l’esatto significato della parola ‘famiglia’.
Secondo molte tradizioni, ci viene detto di fare riferimento alla famiglia del Profeta (S) indicata con le parole ‘Ahl ul-Bayt’ o ‘Itrah’.

A chi si riferiscono queste parole? Nell’Islam non vi è alcun dubbio sull’esistenza della famiglia del Profeta (S), ma può essere necessario prendere in considerazione la famiglia del Profeta (S) per vedere se essa includa qualunque persona che fosse parente del Profeta (S). Naturalmente non vi è alcun dubbio fra i musulmani che Fatima (as), la figlia del Profeta(S), l’Imam °Ali (as) e i loro due figli, Imam Hasan (as) e Imam Husayn (as), siano componenti della famiglia. Si tratta ora di stabilire se vi siano altri parenti che possano essere inclusi in questa definizione di “famiglia” e fino a che livello.

I musulmani sunniti credono che si intendano inclusi nella famiglia tutti i parenti del Profeta (S). Naturalmente essi escludono coloro che non aderirono all’Islam, come Abu Lahab, uno degli zii del Profeta (S) e allo stesso tempo uno dei suoi più accaniti nemici che fu oggetto di maledizione nel Sacro Corano. I musulmani shi°iti credono che l’Ahl ul-Bayt sia costituita dalle persone che conseguirono un livello di conoscenza e di fede tali che esse furono citate nel Sacro Corano, nelle narrazioni come l’hadith al-Thaqalayn e in altre. Inoltre gli shi°iti credono che il Profeta (S) stesso li abbia messi in evidenza ed elogiati in modo molto chiaro.

Qui di seguito citiamo alcuni Ahadith appartenenti alla tradizione sunnita:

1) Muslim narra che ‘Ayishah, Umm al-Mu’minin, disse:
“Il Profeta uscì indossando un mantello nero di lana quando Hasan, il figlio di °Ali, gli si avvicinò e il Profeta lasciò che Hasan si mettesse sotto il mantello. Poi arrivò Husayn e lui pure si mise sotto il mantello. Poi giunse Fatima e lei pure si mise sotto il mantello, così che ora il mantello copriva il Profeta, °Ali, Fatima, Hasan e Husayn. Allora il Profeta recitò:

“Dio desidera solo tenere lontana da voi l’impurità. Oh Gente della Casa! Egli vi renderà del tutto puri.” (Sacro Corano, 33:33.) 10

خرج النبي ‏ ‏صلى الله عليه وسلم ‏ ‏غداة ‏ ‏وعليه ‏ ‏مرط ‏ ‏مرحل ‏ ‏من شعر أسود فجاء ‏ ‏الحسن بن علي ‏ ‏فأدخله ثم جاء ‏ ‏الحسين ‏ ‏فدخل معه ثم جاءت ‏ ‏فاطمة ‏ ‏فأدخلها ثم جاء ‏ ‏علي ‏ ‏فأدخله ثم قال: ﴿ إنما يريد الله ليذهب عنكم ‏ ‏الرجس ‏ ‏أهل البيت ويطهركم تطهيرا ﴾.

صحيح مسلم - فضائل الصحابة - فضائل أهل بيت النبي صلى الله عليه وسلم - 4450

2) Muslim narra che Sa’d Ibn Abi Waqqas disse che, quando Mu’awiyah gli chiese perchè si rifiutasse di offendere a parole l’Imam °Ali (as), egli rispose:

“Io ricordo tre circostanze nelle quali il Profeta parlò di °Ali in modo tale che non posso dire nulla di male su di lui. Se io possedessi anche solo una di queste qualità essa varrebbe per me ben più del possedere dei cammelli rossi.11 Nella prima circostanza, quando il Profeta voleva partire alla conquista di Tabuk, egli lasciò °Ali a Medina. °Ali era molto rattristato per non avere la fortuna di unirsi all’esercito e combattere nel nome di Dio. Andò dal Profeta a disse: “Mi lasci qui con i bambini e le donne?”

Il Profeta rispose: “Non sei contento di essere per me ciò che Aronne fu per Mosè, a parte il fatto che dopo di me non ci sarà più alcun profeta?”. La seconda circostanza si presentò il giorno della conquista di Khaybar, quando sentii il Profeta dire: “Certamente darò la bandiera (dell’Islam) ad un uomo che ama Dio e il Suo messaggero ed è amato da Dio e dal Suo messaggero.” Noi sperammo che desse a noi la bandiera, ma il Profeta disse: “Andate a chiamare °Ali”. Giunse °Ali, sofferente per una irritazione agli occhi. Il Profeta gli diede la bandiera e Dio ci assicurò la vittoria per mano sua. Infine quando fu rivelato il versetto Mubahalah, il Profeta chiamò °Ali, Fatima, Hasan e Husayn e disse: “Mio Dio! Voi siete la mia famiglia”.12

ذكرت ثلاثا قالهن له رسول الله ‏ ‏صلى الله عليه وسلم ‏ ‏فلن أسبه لأن تكون لي واحدة منهن أحب إلي من ‏حمر النعم. ‏سمعت رسول الله ‏ ‏صلى الله عليه وسلم ‏ ‏يقول له‏ ‏خلفه ‏ ‏في بعض مغازيه فقال له ‏ ‏علي ‏ ‏يا رسول الله ‏ ‏خلفتني ‏ ‏مع النساء والصبيان فقال له رسول الله ‏ ‏صلى الله عليه وسلم : ‏« ‏أما ‏ ‏ترضى أن تكون مني بمنزلة ‏ ‏هارون ‏ ‏من ‏ ‏موسى ‏ ‏إلا أنه لا نبوة بعدي » وسمعته يقول يوم ‏ ‏خيبر ‏« ‏لأعطين الراية رجلا يحب الله ورسوله ويحبه الله ورسوله » قال فتطاولنا لها فقال « ادعوا لي ‏ ‏عليا »‏ ‏فأتي به ‏ ‏أرمد ‏ ‏فبصق في عينه ودفع الراية إليه ففتح الله عليه ولما نزلت هذه الآية:﴿ فقل تعالوا ندع أبناءنا وأبناءكم ﴾. ‏دعا رسول الله ‏ ‏صلى الله عليه وسلم ‏ ‏عليا ‏ ‏وفاطمة ‏ ‏وحسنا ‏ ‏وحسينا ‏ ‏فقال « اللهم هؤلاء أهلي».

صحيح مسلم - فضائل الصحابة - من فضائل علي بن أبي طالب رضي الله عنه - 4420

3) L’Imam Ahmad Ibn Hanbal narra che Anas Ibn Malik disse che, quando fu rivelato il versetto del tathīr (33:33), il Profeta (S) per sei mesi si fermò presso la casa di °Ali (as) e Fatima (as) mentre si recava alla moschea per la Preghiera dell’Alba, egli diceva: “Alla Preghiera, o Gente della Casa!”.13

‏ ‏عن ‏ ‏أنس بن مالك ‏أن النبي ‏ ‏صلى الله عليه وسلم ‏ ‏كان يمر ببيت ‏ ‏فاطمة ‏ ‏ستة أشهر إذا خرج إلى الفجر فيقول: ‏ ‏الصلاة يا أهل البيت ‏﴿ إنما يريد الله ليذهب عنكم ‏ ‏الرجس ‏ ‏أهل البيت ويطهركم تطهيرا﴾.

مسند أحمد - 13231

Ci sono anche narrazioni a proposito del significato della parola Qurbā (parentela), che è stata usata parecchie volte nel Sacro Corano. Per esempio, secondo il Sacro Corano, il Profeta (S) non chiese alla gente alcun pagamento come ricompensa per i suoi insegnamenti.

﴿ لآ أَسْاَلُكُمْ عَلَيْهِ أَجْراً إِلاَّ الْمَوَدَّةَ فِي الْقُرْبَى ﴾

“…Di’: « Non vi chiedo alcuna ricompensa, oltre all’amore per i miei parenti (qurbah)»….”(Sacro Corano, 42:23)

Egli semplicemente voleva che la gente amasse la sua Qurba, a loro personale beneficio. Allora chi possiamo considerare come Qurbā?

Zamakhshari, un grande erudito sunnita ed esegeta del Sacro Corano, dice che, quando fu rivelato questo versetto, fu chiesto al Profeta (S) di dire chi veniva inteso con quella parola e a chi tutti dovevano portare rispetto. Il Profeta(S) rispose: “°Ali, Fatima e i loro due figli.”14

La Ragione

La Shi°a crede che la Ragione (buona capacità raziocinante) sia una fonte di conoscenza attendibile e in assoluta armonia con la rivelazione. Secondo alcuni Ahadith, Dio ha due elementi certi (hujjah) per mezzo dei quali gli uomini possono capire la Sua volontà: uno interiore, la Ragione (al-°aql) e uno esteriore, i profeti. Qualche volta la Ragione è chiamata ‘il profeta interiore’ e i profeti sono chiamati ‘la Ragione esteriore’. Esiste una regola ben salda fra i giuristi shi°iti che sottolinea come qualunque giudizio espresso dalla Ragione sia uguale a quello espresso dalla Religione (shar°) e viceversa.

Inoltre si concorda all’unanimità sul fatto che una delle condizioni alla base del senso di responsabilità, morale o giuridico, sia il possesso di una capacità raziocinante sana e retta. Se una persona è demente essa non è considerata responsabile delle sue azioni. Ciò che ci si aspetta da una persona, soprattutto in campo religioso, varia a secondo della sua capacità raziocinante. Ci si aspetta che coloro che sono molto intelligenti siano più competenti, più pii e corretti di coloro che sono incapaci o ignoranti.

Secondo il Sacro Corano, Dio chiede a tutti gli esseri umani di esercitare la loro capacità raziocinante e di riflettere sui Suoi segni e avvertimenti presenti nell’universo. In molte occasioni i miscredenti sono condannati e criticati per la loro inettitudine a pensare o agire secondo capacità raziocinanti. Essi, ad esempio, sono condannati a causa della loro cieca imitazione dei predecessori; vi sono molti versetti con domande retoriche in cui si invita le persone a ragionare:

“Non comprendono dunque?” (36:68),

“Non meditano sul Sacro Corano?” (4:82; 47:24)
e
“In ciò vi sono segni per coloro che comprendono” (13:4; 16:67; 30:28).

In generale la capacità raziocinante aiuta negli studi religiosi a conseguire tre mete importanti:
prima, la comprensione degli elementi reali del mondo, come l’esistenza di Dio, la veridicità della religione e dei fenomeni scientifici.

Seconda, l’introduzione dei valori morali e delle norme legali, come la disonestà dell’oppressione e l’onestà della giustizia. Terza, di fissare degli standard ai processi logici e deduttivi. Queste tre mete della capacità raziocinante sono apprezzate e invero sollecitate dall’Islam.

In antitesi, il ruolo della Rivelazione o delle Scritture negli studi religiosi può essere descritto come:

conferma degli eventi che sono già conosciuti grazie alla capacità raziocinante;

introduzione di nuovi argomenti che non sono conosciuti grazie alla capacità raziocinante, come, ad esempio, dettagli che riguardano la Resurrezione e particolari relativi ai codici morali e legali;
disposizione di sanzioni basate sullo schema religioso di ricompensa e punizione.

Infine vorremmo sottolineare il fatto che nell’Islam non vi è nulla di irrazionale. Naturalmente si deve fare distinzione fra affermazioni accertate e razionali e supposizioni e opinioni personali. Se si presenta un caso in cui sembra che l’opinione razionale sia in conflitto con posizioni religiose assodate, allora si deve prendere atto che ci deve essere un errore almeno da una parte del problema: o non si tratta di un sicuro giudizio razionale o non si tratta di una legge religiosa.

Dio non inganna mai l’essere umano dicendogli, tramite i profeti (as), di fare una determinata cosa e poi di farne una contraria, tramite la nostra capacità raziocinante, pure dono di Dio. Ci sono sempre state delle delibere o sentenze attribuite alla ragione e considerate in contrasto con un punto di vista religioso che, dopo un attento esame, si sono dimostrate contrarie a precise e chiare premesse raziocinanti.

Il Consenso

Tradizionalmente il consenso (ijmā°) è considerato una delle principali fonti per la comprensione dell’Islam. Però, secondo il pensiero shi°ita, il consenso di tutte le persone o di un gruppo, ad esempio un gruppo di eruditi, non è sufficiente di per se stesso come prova (hujjah). Poiché una persona può commettere un errore, così due o tre, o migliaia o anche tutti possono commetterne. Comunque, ogni volta che vi è un accordo fra tutti i musulmani, o fra gli eruditi musulmani, per mezzo del quale si comprende la Sunna, esso può essere considerato una prova, uno strumento per rivelare la volontà di Dio.

Ad esempio, quando vediamo che tutti i musulmani contemporanei del Profeta (S) pregavano in un certo modo, ne deduciamo che il Profeta (S) li aveva istruiti a comportarsi in quel determinato modo; altrimenti non ci sarebbe potuto essere altro fattore che unificasse le loro azioni. Non si può pensare che tutti loro abbiano agito in modo irragionevole, senza seguire una guida, facendo errori che il Profeta (S) non correggesse.

Dunque per la Shi°a un consenso di per sé non è una prova ineccepibile. E’ considerato valido solo quando porta alla conoscenza di un aspetto della Sunna. Di conseguenza se i musulmani oggi concordano su un determinato assunto, mentre un erudito ha dei dubbi sul giudizio islamico a proposito di quello stesso assunto, egli non può automaticamente concordare con loro, perché tutti fanno o pensano così. Si sono verificati molti casi, nel corso del tempo, in cui tutti concordavano su un assunto e più tardi fu scoperto che essi erano nel torto (ad esempio: la terra era creduta piatta). Solo il Sacro Corano e la Sunna sono, senza alcun dubbio, veritieri e privi di qualsiasi errore.

Questo modo di affrontare un problema garantisce un certo dinamismo al pensiero shi°ita: ogni generazione di eruditi, perfino il singolo erudita, può e deve fare riferimento direttamente al Sacro Corano e alla Sunna e condurre la sua personale ijtihàd, ossia fare il suo studio ed esprimere il suo personale giudizio. L’ijtihàd non è stata mai bandita o vietata dagli shi°iti.
La Shi°a crede che l’opinione di un giurista, per quanto elevata sia la sua conoscenza, possa essere esaminata e messa in discussione. Naturalmente, ogni erudito in materia religiosa deve consultare ed esaminare con cura le opere dei suoi predecessori come avviene nello studio di qualsiasi altra disciplina.

  • 1. The Faith of Shi°ah Islam, di Muzaffar, pag 26. Versione italiana: “Il Credo dell’Islam Shi°ita” pag. 72 e successive.
  • 2. In effetti Allah (SwT) dice a questo proposito nel Sacro Corano: “Noi abbiamo fatto scendere il Monito, e Noi ne siamo i custodi”(Sura al-Hijr, 15 :9).
  • 3. Per meglio conoscere i dettagli dello stato di purità richiesti per il Musulmano, ed il relativo stato di impurità nel quale non è permesso compiere determinate azioni rituali, confrontare opere sull’argomento, per esempio “The Ritual and Spiritual Purity” di Seyyed Muhammad Rizvi, ed. italiana: “La Purità Rituale e Spirituale”.
  • 4. E’ doveroso sottolineare che l’accusa di alterazione riguarda l’abrogazione di un numero limitato di presunti versetti. A parte ciò né gli shi°iti né i sunniti sono mai stati accusati di avere alterato il Sacro Corano. Perciò si può esaminare qualunque versetto del Sacro Corano per confutare l’idea di alterazione.
  • 5. I musulmani sunniti sostengono che chiunque incontrò il Profeta (S) e credette in lui è considerato un compagno del Profeta (S), quindi ci si può fidare di lui per acquisire conoscenza dell’Islam. Di conseguenza i membri della famiglia del Profeta (S), come l’Imam °Ali (as) e Fatima (as), che furono sempre col Profeta (S) ed ebbero con lui i rapporti più stretti, possono senza alcun dubbio essere considerati attendibili.
  • 6. Al-Tawassul wa al-Wasilah , p.52, I° edizione.
  • 7. Musnad Ahmad, il resto di Musnad Al-Mukzîrîn, Musnad di Abû Sa‘îd Al-Jidrî, Hadîth Nº 10779 (numerazione o serie internazionale al-°alamiîah).
  • 8. Sunan At-Tirmidhî, Capitolo delle Virtù della Famiglia del Profeta (S) – Hadîth Nº 3720 (numerazione al-°alamiîah).
  • 9. Musnad Ahmad, Compilazione degli Ahadith sugli Ansâr –che Allah sia compiaciuto di loro-, Hadîth Nº 20596 (numerazione al-°alamiîah).
  • 10. Sahih Muslim, vol. 4, p. 1883, n. 2424; Kitab Fada’il al-Sahabah, Bab Fada’il Ahlul-l Bayt, n. 4450)
  • 11. I cammelli rossi erano considerati a quel tempo di grande valore.
  • 12. Sahih di Muslim, vol. 4, p. 1871, n. 2408; Kitab Fada’il al-Sahabah, n. 4420
  • 13. Musnad di Imam Ahmad b. Hanbal, n. 13231. Vedere anche Sunan di al-Tirmithi, n. 3130
  • 14. Al-Kashshaf di Zamakhshari; commento del versetto 42:23, vol. 4, p. 220

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