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Il Taqlīd

Allah (SwT) ha ispirato tutte le leggi e le norme al nobile Profeta Muĥammad (S), il quale le ha integralmente comunicate alla gente e le ha lasciate in custodia agli infallibili Imam (as); essi a loro volta, nella misura in cui hanno potuto, le hanno diffuse e comunicate alla gente, la quale, generazione dopo generazione, le ha tramandate sotto forma di Aĥādīth. Essi sono oggi registrati fedelmente e conservati nelle autentiche raccolte di Aĥādīth.

Attualmente, noi non abbiamo purtroppo modo di ricevere le norme della legislazione islamica direttamente dal dodicesimo Imam (aj); siamo perciò costretti a rivolgerci al Sacro Corano e agli Aĥādīth del Profeta (S) e degli Imam (as) e dedurre da essi i nostri compiti e doveri.

Comprendere gli Aĥādīth e i versetti del Sacro Corano, distinguere un ĥadīth autentico da uno falso ed eseguire le altre analisi necessarie alla deduzione delle norme della legislazione dagli Aĥādīth e dal Sacro Corano, è un’opera assai difficile, che richiede anni e anni di studio e duro lavoro.

Le persone comuni, per conoscere i loro compiti e doveri religiosi, si devono rivolgere a specialisti che hanno perfetta conoscenza delle materie necessarie alla deduzione delle norme della legislazione islamica (Sharī°ah) e che sono in grado di comprendere gli Ahādīth ed interpretare i versetti del Sacro Corano; solitamente chiamati “mujtahid”.

Bisogna però fare attenzione: non ci si può rivolgere a un mujtahid qualsiasi, bensì bisogna seguire delle regole precise per effettuare questa scelta. Il mujtahid deve essere: maschio, adulto, capace d’intendere e volere, Shi°ita duodecimano, figlio legittimo, vivo, equo, non bramoso delle cose del mondo e più abile di tutti i mujtahidun della propria epoca nel dedurre le norme divine dalle relative fonti.

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