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Presentazione

In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

Il Signore Eccelso, nella prima sura del sacro Corano, ci insegna a chiedergli di guidarci sulla retta via: «…Guidaci sulla retta via, la via di coloro ai quali hai concesso la grazia, non quella di coloro contro i quali ti sei adirato e nemmeno quella dei traviati» (Sacro Corano, 1: 5 e 6).

“Coloro ai quali hai concesso la grazia” sono, principalmente, i nobili membri dell’Ahl ul-Bait: il Profeta (S)1, il suo nobile vicario °Ali (as)2, la sua casta figlia Fatima (as) e gli undici purissimi Imam (as) da lei discendenti. Del resto il Sommo Vero, nella Sura delle Fazioni, afferma: «In verità, Dio vuole allontanare da voi qualsiasi sozzura, oh Ahl ul-Bait, e purificarvi integralmente» (Sacro Corano, 33: 33).

Esiste forse grazia maggiore dell’assoluta castità?

Dio ha purificato completamente queste quattordici persone per affidare loro un fondamentale e delicato compito: guidare l’umanità sulla retta via. Nessuno è più adatto di loro a svolgere questa missione, poiché nessuno conosce tale via meglio di loro, nessuno è in grado di percorrerla con determinazione pari alla loro. Del resto il sopraccitato versetto, con l’espressione “…la via di coloro…”, c’insegna che, in verità, la retta via è la loro via. Essi, con la loro sapienza e la loro spiritualità, sono in grado di guidare l’umanità al bene, illuminare la mente dell’uomo, liberarlo dal giogo delle passioni, salvarlo dall’eterna dannazione e donargli il Paradiso.

Purtroppo oggi l’uomo, a causa della sua ignoranza, della sua empietà, non è degno d’essere direttamente guidato dal Salvatore dell’Umanità, il XII Imam (aj) 3. Egli ha dunque, con le sue stesse mani, allontanato da sé l’unico mezzo di cui dispone per salvarsi dalla perdizione e raggiungere l’eterna felicità.

Se i Musulmani avessero rispettato il patto stretto con il loro Profeta (S) a Ghadir, il mondo non sarebbe rimasto senza guida, gli uomini non si sarebbero traviati, non avrebbero messo sotto i piedi i sublimi valori umani, non si sarebbero ridotti a vivere peggio delle bestie. Quel giorno il Profeta(S), per ordine di Dio, lanciò un celeste messaggio che rese eterno e invincibile l’Islam:

«Oggi i miscredenti hanno perso le speranze di distruggere la vostra religione: non temeteli dunque, temete Me. Oggi vi ho reso perfetta la vostra religione, ho compiuto su di voi la Mia grazia e M’è piaciuto darvi per religione l’Islam»4.

In un altro versetto, il Signore, a proposito di questo importantissimo messaggio, dice:

«O Messaggero, trasmetti alla gente ciò che ti è stato rivelato da Dio, se no, non avrai eseguito la missione del tuo Signore. Dio ti proteggerà dalla {malvagità della} gente» (Sacro Corano, 5: 67).

In cosa consisteva quest’ordine, la cui importanza era tale che la sua mancata esecuzione sarebbe equivalsa alla distruzione del fondamento della missione del Profeta (S), alla vanificazione di tutti i suoi sforzi? Il Profeta (S) quel giorno, ubbidendo al deciso ordine del Signore, designò i suoi successori, coloro che avrebbero dovuto salvare l’umanità dal male e guidarla sulla retta via, fino al Giorno del Giudizio Universale.

Purtroppo però i Musulmani ignorarono quest’importante messaggio dell’Inviato di Dio (S) e fecero di testa propria, arrivando addirittura, pochi anni dopo, a decapitare, nell’arida piana di Karbalà, l’amato nipote del Profeta (S), l’Imam Husain (as),che Iddio maledica i suoi assassini.

È per questo motivo che oggi dell’Ahl ul-Bait non è rimasto che un semplice nome. La stragrande maggioranza degli uomini della nostra epoca ignora le loro virtù. Gli uomini non sanno quali sacrifici ha fatto questa famiglia per la verità, l’umanità e per la religione di Dio. Ad esempio, in questo infelice mondo si dà più peso alle parole di un disinformato letterato del passato (che pensa che lottare contro gli empi e i tiranni, per difendere la verità e per salvare i deboli, meriti l’Inferno) che a quello del Sommo Vero che dice: «Se tutti gli uomini avessero accettato la wilàyah {l’autorità, l’Imamato, la guida} d’°Ali Ibni Abu Talib, non avrei mai creato il fuoco dell’Inferno». Gli uomini non sanno quante sofferenze hanno patito i membri dell’Ahl ul-Bait per loro. Dio sa quanta ingiustizia facciamo a noi stessi sottovalutando il loro grado spirituale, ignorando le loro parole e non mettendo in pratica i loro celesti insegnamenti.

Noi Shi°iti veniamo accusati di divinizzare l’Ahl ul-Bait. Noi ci chiediamo se le persone che ci rivolgono questa ingiusta accusa hanno mai letto il testo del sermone che il Profeta (S) pronunciò nella località di Ghadir, al ritorno dall’ultimo pellegrinaggio della sua nobile vita. Noi ci chiediamo se essi hanno mai sentito la seguente tradizione del Profeta(S): «Ho lasciato tra voi ciò cui attenervi per non traviarvi dopo di me, due preziose cose, di cui l’una è maggiore dell’altra: il Libro di Dio, corda distesa dal cielo alla terra, e i Miei Parenti, la Gente della Mia Casa. Sappiate che queste due cose non si separeranno mai tra loro finché non mi raggiungeranno allo Stagno {di Kawthar}»5

Noi non facciamo altro che comunicare alla gente del mondo le parole del Messaggero di Dio (S). Noi ubbidiamo ai suoi ordini. Noi obbediamo ai purissimi Imam perché è Dio che ci ha ordinato di farlo:

“O voi che avete prestato fede, ubbidite a Dio, al Messaggero e a quelli di voi che detengono l’autorità..”(Sacro Corano, 4: 59).

“…In verità, le vostre guide sono solo Dio, il Suo Messaggero e coloro che credono, che assolvono all’orazione con assiduità e pagano la zakàh durante il rukù {della preghiera} (Sacro Corano, 5: 55).

Noi rispettiamo la casta Fatima (as) perché è il Profeta (S) che ci ha ordinato di rispettarla. Noi ci sottomettiamo agli ordini dell’Ahl ul-Bait per ordine dell’Inviato di Allah (SwT)6 (S): «La mia Ahl ul-Bait, tra il mio popolo, è come l’Arca di Noè {tra le onde del mare in tempesta}: chiunque salì {su quest’arca} si salvò, chi {invece} l’abbandonò perì…». Noi vogliamo bene all’Ahl ul-Bait perché è l’unica cosa che possiamo offrire in dono al sommo Profeta (S) per tutto il bene che ci ha fatto:

«{O Profeta} di’ {alla gente}: “Non vi chiedo alcuna ricompensa per essa {l’esecuzione della missione profetica} se non l’amore per i miei parenti”»( Sacro Corano, 42: 23).

La presente opera è una piccola raccolta di tradizioni dell’Ahl ul-Bait ed è stata pubblicata allo scopo di far conoscere al pubblico italiano le illuminanti e profonde parole del Profeta (S) e della sua Famiglia. Nella speranza che questo libro, che è la prima pubblicazione del Centro di Studi Islamici “Imam Amiru-l-mu’minìn °Ali” in lingua italiana, possa aiutare gli amanti della verità ad approfondire le proprie conoscenze in materia islamica, e sia in grado di nutrire i cuori assetati di saggezza e spiritualità, chiediamo al Signore Eccelso di perdonare le nostre colpe e guidarci sulla retta via.

Mostafà Bakhshkon

  • 1. (S) abbreviazione di “salla Allahu wa alehi wa aliyhi wa sallam”: “pace e benedizioni di Allah (SwT) su di lui e sulla sua famiglia”.
  • 2. (as) abbreviazione di “‘aleyhi-ha-hum assalam”, “che la pace sia su di lui-lei-loro”, che viene utilizzato accanto ai nomi dei profeti, degli angeli, dei puri Imam e delle donne del Paradiso (Khadija, Fatima, Maria, Asya ) e secondo alcuni pareri viene usato anche accanto a nomi di altre donne come Zeynab, Ruqayya, Oum Kulthum,Fatima Masuma…
  • 3. (aj) Abbreviazione di “Ajal-Allahu-l-faraja”, che Allah (SwT) affretti la sua venuta
  • 4. Sacro Corano, 5: 3.
  • 5. Al-musnad dell’Imam Ahmad Ibn Hanbal: vol. 3, pag. 59.
  • 6. (SwT) abbreviazione di “Subĥana wa Ta°ala”, Lode a Colui che è privo di ogni imperfezione, l’Altissimo.

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