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Prima Parte: La Civilizzazione Occidentale agli occhi del  Musulmano

L’Evoluzione della Vita Umana

Più gli studiosi esplorano la vita dalle prime ore della sua comparsa sulla terra, più si allontanano dai nostri tempi, e più il loro studio si estende verso i periodi più remoti. Così le problematiche si pongono in una maniera sempre più misteriosa, sempre più complicata.

Sebbene non sia trascorso molto tempo dalla comparsa dell'uomo sulla terra e il tempo trascorso sia relativamente trascurabile in rapporto all’età del pianeta ed alla perennità della vita, ci mancano ancora chiari insegnamenti in merito all’evoluzione della vita umana nelle ere preistoriche.

Pertanto, gli archeologi hanno potuto fornirci buone notizie sulle particolarità della vita umana nei differenti periodi della sua esistenza grazie ai loro scavi e alle vestigia che hanno scoperto.

Grazie a queste esplorazioni, la preistoria viene divisa in diverse ere distinte1.
Nell’età della pietra, per continuare a vivere ed a sedare la fame, l’uomo si costruiva armi primitive in legno e in pietra, di cui si serviva per la caccia.

Per difendersi contro gli animali feroci, si rifugiava all’interno delle grotte. I fenomeni atmosferici lo spaventavano. L’oscurità lo infastidiva. Egli non era che un cacciatore che utilizzava tutte le proprie forze per abbattere la sua preda e vincere il suo nemico, con il suo martello, la sua mazza e la sua lancia, fatti secondo le forme più elementari.

Durante questo periodo, scoprì il fuoco con l’aiuto del quale poté cuocere i suoi pasti e vincere l’oscurità.

Passarono così molti secoli, prima che l’uomo superasse le diverse fasi dell’età della pietra.

Con la sua entrata nel ‘neolitico’ si apportarono dei cambiamenti nel suo modo di vivere.
Sebbene gli strumenti di cui si serviva per vivere e lavarsi fossero ancora costruiti in pietra, apprese il metodo per realizzarli con maggiore precisione, più levigati e regolari.

Imparò a costruire le capanne, sovrapponendo pezzi di pietra e legno. Fabbricò utensili per la casa, in pasta d’argilla, aiutandosi col fuoco e col calore del sole. Pervenne a conoscere, in qualche modo, alcuni segreti dell’agricoltura e l’arte di addomesticare gli animali.

Apprese a seminare il grano, a piantare gli alberi da frutta, ad abbattere la selvaggina con l’arco e la freccia, e, infine, a pescare con la lancia.

E lasciò così, progressivamente, l’età della pietra, per cominciare quella del metallo.

Il periodo seguente fu quello in cui sbocciò la civilizzazione. In esso, la vita dell’uomo prese una nuova forma; questa fu una tappa distinta dalle altre.

L’uomo non era più come prima, un animale affamato, continuamente in cerca del proprio nutrimento. I diversi avvenimenti di cui fu testimone lo spinsero ad interessarsi di ciò che gli accadeva intorno, piuttosto che a pensare solo a soddisfare i suoi istinti animali. I suoi bisogni aumentarono parallelamente alle sue nuove conquiste della natura. In breve, quest’essere bipede, che aveva vissuto per molto tempo nella barbarie, aprì finalmente una via verso la civilizzazione e, mentre era ancora prigioniero del proprio oscurantismo, i bagliori della scienza giunsero da lontano, a colpirgli gli occhi.

Ora, ciò che distingue l’uomo dalla bestia, è la sua ragione e la sua facoltà di comprendere.
Una forza interiore spinge l’uomo verso la scoperta di nuove strade.

Grazie a questo dono naturale, la ragione, l’uomo osserva con attenzione gli oggetti che lo circondano, riflette su di essi, ne trae esperienze, e immagazzina le conoscenze così recepite nella sua memoria.

Nel quarto millennio avanti Cristo, l’uomo compì progressi in diversi campi: la scrittura, la manifattura, il commercio e l’arte iniziarono a svilupparsi. Le basi della civilizzazione furono poste.

In questo periodo l’uomo consacrò una parte delle proprie attività alla scultura ed all’architettura. Per fabbricare strumenti di lavoro ed utensili, utilizzò il rame, poi il ferro…

Una grande religione venne fondata a Babilonia da Abramo – che la pace di Dio sia su di lui. Egli fu incaricato da Dio di assumere la guida dello smarrito popolo che viveva in questo paese, e di migliorare la condizione morale di Babilonia. Abramo iniziò la sua missione, e per farlo, attaccò vivamente ogni idea insensata ed assurda. I difensori di queste idee – tra cui Namrud, capo di un gruppo assai potente, che si vedeva minacciato dalla propaganda di Abramo – gli opposero resistenza. Namrud specialmente, impiegò tutte le proprie forze per farlo fallire.

Ma diffondendo le sue credenze monoteistiche e perseguendo senza tregua la sua lotta contro i tiranni, Abramo riuscì a distruggere la forza infernale di Namrud. Poi, dopo aver compiuto lunghi viaggi, arrivò nella terra di Hidjaz, dove gettò, con l’aiuto di suo figlio Ismaele, le basi della Casa del Monoteismo (la Ka´bah).

All’età del metallo succedette il primo periodo storico.
A partire dall’anno 750 a.C., la storia ha potuto registrare le cronache. Due secoli trascorrono dal momento della costituzione della monarchia romana, mentre Zoroastro professa le proprie idee in Persia.

In Cina e in Giappone sono Lao-Tseu e Confucio che propagano i loro pensieri filosofici.
Platone ed Aristotele si elevano nella Grecia. Ed infine, in uno stato in cui il materialismo ha completamente segnato la vita dell’uomo, Gesù Cristo – che la pace di Dio sia su di lui – riceve la missione divina di riformare la società umana, per preservarla così dalla malvagità del materialismo giudaico; egli si vota alla formazione ed alla purificazione morale della società.

In questo periodo, i progressi dell’uomo si rivelano attraverso i mezzi di comunicazione, la costruzione di edifici, l’industria e la medicina.

Dall’anno 476 d.C., inizia il Medio Evo. Quest’epoca abbraccia numerosi avvenimenti. La Chiesa non si accontenta più della propria autorità spirituale: essa agisce sull’opinione pubblica. I massacri, l’ignoranza, la discordia e la barbarie caratterizzano l’Europa in questo periodo. In questa stessa epoca, si afferma in oriente la civiltà islamica, di cui parleremo nei capitoli seguenti.

La rinascita inizia a partire dal 1453, con l’entrata ad Istanbul del Sultano Muhammad, il Conquistatore, e la caduta dell’Impero Romano orientale. In Francia, in Inghilterra, in Germania e in Austria, potenti re accedono al trono. L’invenzione della bussola permette di solcare l’Atlantico e di scoprire l’America.

Questo periodo viene caratterizzato dall’intercomunicazione dei popoli, l’estensione delle potenze e un movimento scientifico-intellettuale che animano gli spiriti. Dopo la Rivoluzione Francese del 1789, l’industria assume uno slancio senza precedenti: invenzioni e scoperte si susseguono una dopo l’altra. Tutto si rinnova. E finalmente, grazie a questa grande Rivoluzione, un nuovo capitolo viene aperto nella storia dell’Europa.

La Civilizzazione Occidentale

Il mondo in cui siamo cresciuti e in cui continuiamo a vivere ha, nel corso del suo processo evolutivo, condotto l’uomo ad una fase di progresso veramente straordinaria. L’uomo di oggi vive un periodo di grande rivoluzione intellettuale. Ogni giorno prova a soddisfare sempre meglio i propri bisogni. Con il progresso della produzione e della scienza l’uomo che, per colpa della sua impotenza, conduceva un tempo un’esistenza troppo faticosa, raggiunge ora una migliore condizione di vita. Grazie alla scienza, gran parte delle fatiche condotte un tempo dall’uomo, è oggi posata sul dorso della macchina.

È così che l’uomo, sentendosi alleggerito, assapora una vita più semplice, e, disponendo di strumenti scientifici, è più attivo, e gode d’una maggior disponibilità per studiare i segreti dell’universo. Senza dubbio le attività umane hanno assunto un’andatura vertiginosa. Il tempo, una volta poco importante, essendo la giornata considerata come unità, si misura ora in minuti e secondi. Grandi opere sono oggi realizzate in tempi assai brevi.

Attualmente, enormi piroscafi, capaci di solcare gli oceani, rimpiazzano gli antichi velieri, e le auto moderne, le ferrovie e gli aerei di linea, sostituiscono le bestie da soma per trasportare i viaggiatori e le merci. In poco tempo, si percorre un’assai lunga distanza. Lo spirito dell’uomo non si limita più allo studio della Terra, passa oltre, e cerca di conquistare altri pianeti. Infine, il cielo e il fondo dei mari, ormai, sono per lui un campo di gara. Vi era un tempo in cui l’uomo non aveva che ben poche conoscenze di questo mondo senza confini.

Oggi, con l’aiuto della scienza e grazie alle sue ricerche assidue nei laboratori, ha saputo scoprire i misteri dell’universo, brulicante d’esseri microscopici. Per studiare i fenomeni naturali, i laboratori vengono dotati di ogni sorta di strumento: i microscopi elettronici permettono di vedere i batteri. Così, le conquiste del mondo occidentale hanno una grande importanza. Nessuno può negare tante agevolazioni nella vita, tanti mezzi di produzione e l’aumento di ricchezze realizzate dalla civilizzazione contemporanea.

Il progresso è particolarmente spettacolare e degno di grande considerazione, sul piano medico-igienico. La medicina, durante il suo periodo oscuro, lasciava un buon numero di malati inguaribili. Appena i nostri bimbi venivano al mondo erano attaccati da ogni sorta di virus. Alcuni morivano, e altri, che la malattia paralizzava, sopravvivevano a una vita penosa e sterile. Come dimenticare questi tristi ricordi di ieri? La vita dell’uomo non ha cessato di cambiare da quando ha messo piede in questo mondo. Pertanto, l’evoluzione dovuta al progresso della scienza e della tecnologia è stata così rapida ai nostri tempi e così prodigiosa che s’è potuto considerare la nostra epoca come quella della vittoria della scienza.

Aggiungiamo anche che, malgrado questo progresso sconvolgente, malgrado gli sforzi che hanno adoperato i sapienti naturalisti per scoprire i segreti del mondo dell’esistenza, l’abbecedario di questo universo misterioso resta sempre difficile da leggere. Bisogna riconoscere, e non senza grande dispiacere, che la civilizzazione occidentale, così ammirevole nella sua esteriorità, soffre di insufficienze e di punti deboli, a fianco dei suoi lati positivi; sebbene ognuno di noi debba vantare i meriti della scienza e della civilizzazione moderna che hanno assicurato il benessere umano, non possiamo perdere di vista, né l’annichilimento dei valori da cui dipende la felicità dell’uomo né la decadenza morale uscita da questo modernismo.

Il progresso occidentale è al suo parossismo, è vero. Lo spirito d’iniziativa dell’uomo ha conquistato vari domini e non senza gran velocità. Ma la moralità fa l’oggetto del disprezzo, i buoni valori spirituali non vengono tenuti in considerazione, e non cessano di abbassarsi man mano che la scienza progredisce. Il fuoco della discordia si attizza sempre più tra gli uomini. L’occidente ha divorziato con i valori spirituali. La macchina l’ha incatenato. Non vi è alcun dubbio che gli schiavi della macchina non accederanno alla vera felicità. La maniera di vivere che la scienza impone all’uomo gli assicura l’agiatezza, ma non gli apporta felicità. La felicità deve essere cercata altrove. La scienza non si riconnette nell’utile e nell’inutile né nel bello e nel brutto, è semplicemente capace di distinguere il falso dal vero. Secondo Bertrand Russel, l’ordine della vita umana che aveva riposato sulla scienza, deve essere rovesciato.

La civilizzazione ha offerto numerosi vantaggi all’umanità, ma una noncuranza sfrenata li ha seguiti, e non ha tardato a causare milioni di crimini dolorosi. Il fuoco dei capricci ha spietatamente bruciato tutte le anime, e ha loro levato la pace e la sicurezza. Lontano dall’essere una luce per illuminare la vita spirituale dell’uomo, la scienza non ha fatto che offuscarla. Le macchine moderne, l’aereo, i grandi complessi industriali, gli strumenti della chirurgia, i mezzi agiati della vita, ecc., sono ben intesi come vantaggi apprezzabili della civilizzazione moderna, ma le bombe distruttrici, i gas asfissianti, i raggi mortali, i missili e i jets, ai quali si aggiungono ogni sorta di crimine e di corruzione mortale, ne sono anche gli svantaggi.

Nel mondo civilizzato, la ragione serve gli interessi, non persegue che le idee che hanno qualche rapporto con la materialità. Le virtù sono dunque totalmente scomparse, i sublimi valori morali sono repressi, anzi morti, e questa ferita si avvera incurabile. Sebbene il nostro luogo abituale di vita sia lontano dal campo dove si realizzano le attività d’ordine scientifico, la civilizzazione moderna vi si è ugualmente introdotta, esercitando una grande influenza sui nostri costumi sociali e sulla nostra educazione. Oggi le frontiere non sono più chiuse alle idee che vengono dall’esterno. I costumi, le usanze, le abitudini penetrano, da un paese all’altro, come la scienza e le grandi opinioni, e, sfortunatamente, la depravazione e l’abbassamento della moralità si comunicano così rapidamente.

Di conseguenza, senza che il nostro progresso industriale e scientifico sia simile a quello realizzato dai popoli occidentali, noi prendiamo esempio dei loro costumi, della loro incoscienza e delle loro inclinazioni carnali. Per una società, lo scacco più manifesto, è perdere la facoltà di distinguere il bene dal male. Ahimè, gli alienati non vedono nella civilizzazione moderna, che le sue apparenze ingannevoli; essi non vedono il male, né la crisi morale di cui molto soffrono i nostri contemporanei, e come il mondo civilizzato che scopre solo gli aspetti esteriori del suo progresso, queste persone perdono la logica, dal momento in cui entrano a contatto con ambienti occidentali e non si vergognano dell’immortalità che vi regna. Peggio ancora, davanti all’apparente magnificenza della civilizzazione occidentale, rimangono così abbagliati che la minima differenza tra i loro abituali costumi e le usanze occidentali, ai loro occhi è come una disfatta umiliante. Al posto di cercare di sapere come gli occidentali hanno assicurato i loro progressi, rientrano nel proprio paese, contratti da mille corruzioni morali.

Quest’alienazione di se stessi, vizio manifesto che mette in evidenza la mancanza di personalità e d’indipendenza di pensiero, provando quel poco di conoscenza che si ha della ricchezza e della bellezza della propria cultura religiosa e nazionale, non tarda a deviarli dalle loro credenze religiose. Non giungendo ad elaborare un’analisi giusta e imparziale delle cose, essi pervengono fino a negare la verità. I popoli europei sono riusciti a fondare questa civilizzazione così abbagliante senza rinunciare alle loro usanze ed ai propri costumi.

Alla stessa maniera, il Giappone, conservando ugualmente bene le proprie usanze e le sue peculiarità nazionali, ha potuto aprirsi alla via del progresso, che ha percorso a grandi passi, superando così un numero di paesi tra i più avanzati. In solamente sessant’anni di sforzi che ha intrapreso, questo paese è pervenuto a sottrarsi dalla sfera dell’arretratezza. Non ha mai aderito all’occidentalismo, mai si è permesso di imitare l’occidente ad occhi chiusi. Ben al contrario, ha sempre avuto la cura di conservare tali e quali le sue tradizioni millenarie; e ancora oggi resta fedele, come in altri tempi, alla sua vecchia religione, il buddismo: una religione, d’altronde, la cui mancanza di gravità non viene ignorata da nessuno spirito saggio.

Ora, questi falsi intellettuali (i nostri), sprovvisti di una piattaforma ideologica ben precisa, incapaci di analizzare le questioni sociali più evidenti, e di comprendere le prescrizioni divine più semplici, s’inchinano, non senza umiltà, davanti ad ogni critica malvagia fatta contro le verità religiose, e lo fanno con l’intenzione di apparire degli intellettuali. Piombati nel loro sonno dell’incuria, queste persone non potranno riflettere liberamente sui fatti; la verità sfugge loro in mancanza di compiere uno sforzo mentale sufficiente. Occorre sottolineare che lo sviluppo del pensiero umano nei diversi domini della sua vita materiale, e il considerevole progresso compiuto in questi, sono dovuti agli sforzi instancabili degli esperti sapienti che, attraverso i loro studi scientifici nei laboratori, cercano di appropriarsi delle forze della natura.

Come possiamo dunque dire che l’uomo non ha seguito che i suoi capricci, poiché egli ha acceduto a delle scienze ed industrie così prodigiosamente sbocciate? Ma gli sviluppi morali e le scienze materiali non si compiono sempre nella medesima direzione, il progresso delle une, può comportare il regresso delle altre.

Qualche tempo fa, in un colloquio sulle questioni scientifiche, un professore venuto a Teheran da una celebre università europea disse:

“L’Occidente ha bisogno della spiritualità dell’Oriente che è ben più ricco rispetto al primo. Se gli orientali traggono profitto dalla scienza e dall’industria occidentale, è nella spiritualità orientale che gli occidentali devono ritrovare i buoni valori morali. Le società umane hanno bisogno di seguire dei principi, altri rispetto a quelli nati dal progresso industriale e tecnologico. Se l’ordine socio-politico attuale scarta l’uomo dalla filosofia principale dalla propria esistenza, e se la vita, spossessata della causa comune a tutti gli uomini, viene condotta secondo il solo compito di assicurasi i mezzi di sussistenza, violenza senza pietà dominerà la vita di tutte le masse umane.

Sfortunatamente, l’umanità passa oggi il suo periodo d’infanzia e manca di maturità per preparare il cammino della sua salvezza. L’uomo non è all’altezza di approfittare dei tesori nascosti in seno alla natura, persino dei propri capitali essenziali. La società umana segue oggi l’esempio di questi infanti che si lasciano andare alle passioni fertili. La logica e la ragione hanno ceduto il posto ai sentimenti. L’anima umana si è fatta prigioniera della superstizione e, sotto forma del culto delle scienze materiali, del fanatismo cieco, praticato dai popoli civilizzati. Dopo tante esperienze dolorose acquisite nella sua nuova vita di dissolutezza, l’umanità si accorge ora che la sola risoluzione da prendere sia di rimettersi sulla buona strada, sulla la via della salvezza, sia di perdersi totalmente.

Il celebre sociologo contemporaneo, Pitiri A. Sorokin afferma: “La civilizzazione occidentale è in preda ad una crisi inusitata; è gravemente malata tanto nel suo corpo che nel suo spirito; possiamo appena trovarvi un organo o un nervo che funziona bene. Pertanto siamo, oggi dopo dieci secoli, teoricamente e praticamente testimoni dell’agonia della splendida civilizzazione materiale. I bagliori tremolanti del sole declinante di questa civilizzazione sono sempre più deboli; quindi, malgrado tutti gli incubi , i fantasmi e gli allarmi inquietanti in questa notte spaventosa di agonia del regno del materialismo, noi presentiamo l’alba di una nuova civilizzazione probabilmente spirituale, l’inizio di un’era feconda, che si prepara a dare il benvenuto agli uomini della generazione futura2”.

La ragione impedisce di adottare ad occhi chiusi i costumi, le usanze, e le differenti forme di vita degli altri. Atteggiandosi a semplici pappagalli, non si è nient’altro che un essere incatenato e insufficiente. L’iniziativa personale è la fonte dell’indipendenza; ma l’imitazione non fa che distruggere questa indipendenza. Il fatto di togliere un’idea ad altri, e modificarla per rimetterla quindi al mondo della scienza, senza mai agire in imitazione, è ugualmente apprezzabile. La mancanza di un ordine preciso nei nostri pensieri, l’assenza di regole nelle nostre attitudini, lo stato arretrato in cui ci troviamo, tutto ciò è dovuto al fatto che imitiamo gli altri senza riflettere. Ed è un pericolo che si aggrava, al punto che noi ci allontaniamo dalla nostra tradizione per avvicinarci maggiormente ai costumi occidentali. Un grande pensatore musulmano afferma:
“Noi non dobbiamo discostarci da questa civilizzazione moderna e dal progresso, poiché ne facciamo parte. Per meglio dire, noi altri, musulmani, abbiamo contribuito largamente nell’ordine morale, intellettuale, artistico, all’edificazione di questa civiltà. Siamo noi che abbiamo offerto alla società umana, il nostro patrimonio, le basi di questo edificio sono state gettate dai nostri sapienti.

Ma ahimè noi consideriamo poco i nostri vecchi valori e il nostro diritto di superiorità spirituale. Non vedremo il ruolo essenziale del nostro raggiante passato se non quando avremo sbarazzato il nostro spirito da questa schiavitù radicata, e saremo rientrati in possesso di un’opinione pura, degna degli uomini liberi. Il male di cui noi soffriamo così amaramente viene dalla nostra abitudine umiliante di sollecitare: le braccia incrociate, ci teniamo schiavi davanti all’occidente.
Non sarebbe meglio se ci rivolgessimo ad esso e alle false idee che ci ha inculcato, obbligandolo a seguirci?

Distinguiamo dunque il vero senso della civilizzazione. Una buona interpretazione data dal fatto che dobbiamo rifiutarci di lasciar smarrire le nostre azioni privilegiate e il nostro apporto alla scienza, nostra gloria del passato; al contrario dobbiamo impegnarci a salvaguardare le nostre tradizioni e la nostra ancestrale visione del mondo, adattato alle esperienze della vita moderna.

Inoltre prendiamo in prestito dalle altre società e senza riflettere, le apparenze ingannatrici della civilizzazione che sono evidentemente conformi solamente alla loro maniera di vita. La civilizzazione si accorda perfettamente bene con l’ideale umano, nella sua prima interpretazione; ma nella seconda, che è quella malvagia, essa non è buona che per le scimmie imitatrici3”.

Sebbene il materialismo brutale imperversi tra i popoli civilizzati, e l’europeo cerchi solo di condurre una esistenza di carne, non è meno vero che alcuni rimangono fedeli alle loro credenze religiose in queste società. Questa gente, ha un attaccamento tutto particolare al cristianesimo, questa religione falsificata, intricata d’ogni sorta di superstizione, che non è più in grado di soddisfare i loro bisogni morali e spirituali. È pertanto curioso che una religione possa governare il mondo civilizzato. Le domeniche sono dei giorni di festa. Si sentono le chiese suonare le campane. Gente d’ogni classe sociale si riunisce in esse per ascoltare, compostamente, le parole del prete. La televisione emette programmi d’argomento religioso.

I credenti sono in genere preoccupati di portare in chiesa i loro neonati per farli battezzare dal prete che recita loro all’orecchio delle preghiere liturgiche: i dignitari ecclesiastici vengono rispettati da tutto il popolo; viene dato loro l’epiteto di “padri spirituali” della società. Per assicurare le grosse spese delle organizzazioni religiose, il governo preferisce percepire delle imposte. Bene o male i cittadini devono pagare queste imposte, che vanno messe a disposizione della Chiesa; ed è così che l’apparecchio ecclesiastico del Cristo viene finanziato in buona e dovuta forma. I giornali e la stampa in generale sono sotto il controllo di un comitato chiamato “Comitato della Stampa”, e il cui ruolo principale è assunto dalla Chiesa. Senza citare il fatto che il clero sorveglia anche l’elaborazione dei programmi d’insegnamento destinati all’uso delle scuole primarie e dei licei. Fino al loro nono anno di studi, gli allievi delle scuole devono recarsi in chiesa tutte le domeniche, per assistere ad un corso di insegnamento religioso preparato esclusivamente per loro.

Una cosa curiosa da notare, è che i bambini, innocenti come sono, devono presentarsi in un confessionale, davanti al prete confessore, a cui devono fare la confessione dei loro peccati, senza averne un’idea precisa. Le opere cinematografiche vengono controllate anzitutto da un comitato composto da membri del clero, da medici, sociologi, economisti e psicologi, che li esaminano in tutti i loro lati religiosi, psicologici, socio-economici eccetera; così esse non avranno il diritto di passare allo schermo, se respinte.
Ho dovuto farmi curare una volta in un ospedale diretto sotto l’egida del clero cattolico4.

Ho ricevuto delle cure mediche particolari essendo un religioso musulmano. In ogni camera in cui venivano messi a letto i malati, vi era una statua di Gesù e quadri raffiguranti la Vergine Maria, che il saluto di Dio sia su di loro. Tutte le sere, all’ora di chiusura dei lavori all’ospedale, si pregava per la salute dei malati! A volte, vedevo anche che si accendevano nelle sale dell’ospedale dei ceri, davanti alla statua di Gesù. Attenzione prego! Accendere un cero di fianco una statua, in pieno giorno, e in uno stabile in cui si fanno lavori d’ordine scientifico.

Vogliate comparare questo ambiente con il nostro. I nostri giovani intellettuali disdegnano colui che fa la stessa cosa, la notte, nel mausoleo di un discendente dei nostri Imam, e l’accusano di reazione e d’oscurantismo. Non dimentico il giorno in cui una trasfusione sanguigna mi è stata prescritta sempre nello stesso ospedale: mi hanno domandato prima se l’Islam mi permettesse di ricevere il sangue di un non musulmano, per agire secondo le mie credenze. In una società civilizzata, la libertà ha dei limiti; tutti conoscono le sue possibilità, senza abusarne.

Le Fortune del Cristianesimo

A causa dei processi di alterazione di cui sono state oggetto, le religioni esistenti, divine o meno, non godono di grande fortuna nella presente epoca. Infatti, esse tendono, giorno dopo giorno, verso il declino, mentre la sola che abbia un rilievo paragonabile all’Islam è attualmente il cristianesimo, il quale è in grande attività.
Il cristianesimo non deve la sua fortuna ad una particolare situazione; numerosi fattori si sono aggiunti a favorirne lo sviluppo.

Poiché l’uomo si lascia facilmente suggestionare in ragione della sua natura – la propaganda costituisce un elemento essenziale, capace di favorire il raggio di estensione del campo d’influenza di una religione e di condurre la pubblica opinione verso uno scopo prestabilito. Ciò è avvenuto perché, dopo il Rinascimento, le autorità della Chiesa hanno approfittato di tutta la loro potenza organizzativa al fine di edificare una grande istituzione per la diffusione della fede cristiana.

Così, benché i popoli civilizzati, troppo presi dalla prassi consumistico-materialistica, siano sempre stati tendenzialmente refrattari ai valori dello spirito, il flusso della propaganda cristiana è in piena. Ciò non si verifica sicuramente per noi musulmani, dato che non disponiamo di alcun mezzo per far conoscere i nobili aspetti della nostra religione nel mondo occidentale.
La propaganda ha contribuito all’espansione dell’influenza del cristianesimo, e ha favorito la penetrazione, nel cuore dell’Occidente, di un complesso di credenze illogiche e di supposizioni irrazionali.

Ormai da molti secoli, i musulmani non fanno più uno sforzo degno di questo nome per diffondere la parola dell’Islam. Essi sono avanzati speditamente nei primi secoli, ma il loro movimento è stato bloccato da taluni loro capi che mancavano di intuizione politica: così essi hanno finito per dividere un fronte che sarebbe dovuto essere unico.
In tal modo, vittime dei loro fallimenti politici, i paesi islamici hanno perso, a poco a poco, la loro potenza mondiale, per cadere alla fine, in una situazione di divisione, sotto le grinfie del colonialismo occidentale.

I Crimini della Chiesa

Il cristianesimo, non essendo dotato di saldi principi, leggi e di un sistema proprio alla gestione della società, e completamente povero da questo punto di vista, non è potuto intervenire nelle questioni socio-politiche e negli affari di Stato, fino al sesto secolo.
Pertanto, a partire dal 752 – anno in cui il re di Francia, fece dono di una parte dei propri domini al papato – un’era maestosa si aprì dinanzi all’impero cristiano.

L’apparato religioso divenne allora, una potente autorità economica e finanziaria. Di conseguenza, degli scontri d’interesse si produssero ben presto tra autorità ecclesiastiche e secolari, che avevano condotto, da una parte e dall’altra, all’allargamento del campo della loro influenza. La concorrenza s’intensificò fra Papi e imperatori cercando, gli uni e gli altri, di governare l’Europa intera.

Pertanto i popoli, considerando la Chiesa come simbolo della spiritualità cristiana, non tardarono a sostenerla con veemenza. La Chiesa vide la sua potenza amplificarsi di giorno in giorno, fino alla stabilizzazione della sua sovranità senza rivali sull’Europa. Prima dell’inizio di gravi disaccordi religiosi, ogni città cristiana veniva amministrata da un vescovo. Dall’unione di diverse città si costituiva una provincia retta da un vicario o arcivescovo. Il Papa esercitava le funzioni di capo supremo della fede cristiana, intervenendo in tutti gli affari religiosi, tra cui la nomina e la destinazione dei vescovi e dei vicari.

Di fronte a questa situazione, i ‘vicari cristiani " di Costantinopoli concorsero presto all’idea di sottrarsi all’obbedienza del Papa e di crearsi un patriarcato indipendente. Dopo parecchie querele con il Papa, i vicari di Costantinopoli si separarono finalmente nel 1052, e il cristianesimo fu così diviso in due branche: quello dell’Europa orientale obbediente al Patriarca di Costantinopoli che si dice “Ortodosso”, e quello dell’Europa occidentale esteso dalla Polonia alla Spagna, sottomesso al Papa e chiamato “Cattolico”. Esaltando ognuno la propria linea, queste due religioni non cessarono di scomunicarsi reciprocamente.

Verso gli inizi del XVI secolo, prese corpo in Europa un’altra religione chiamata “Protestantesimo”, che era in opposizione al Papa, Lutero e i suoi seguaci volevano epurare la Chiesa e sradicarne i dogmi viziosi, per cui la venuta del Paradiso e la remissione dei peccati erano cosa insensata.

La posizione assunta da Lutero contro il Papato e i riti della Chiesa gli procurò molti seguaci in Europa. Questa evoluzione divise la religione unica di Gesù – che il saluto di Dio sia su di lui – in tre branche incompatibili. Nel corso dei secoli XII e XIII, nonostante il potere supremo del Papa sull’Europa cattolica, le eresie aumentarono fra i cristiani. Temendo uno sviluppo delle idee rigettate dal Papa, il clero ecclesiastico, fece pubblicare nel 1215, un editto, in virtù del quale venne costituta, in tutte le città di Francia, d’Italia, Spagna, Germania, Polonia, ecc. una giurisdizione ecclesiastica d’eccezione, nominata “Inquisizione”.

Ogni uomo eretico doveva comparire davanti a questo tribunale, per esservi giudicato e castigato.

Questa maledetta organizzazione dotata di una diabolica potenza, devastò ogni libero pensiero. La tirannia esercitata sulle opinioni era così spaventosa che quando qualcuno veniva accusato di avere idee ostili a quelle della Chiesa, doveva subire torture infernali.
Cosa curiosa, anche i morti non venivano risparmiati da questa crudeltà! A volte venivano accusati di eresia e di apostasia e sottoposti a giudizio in seguito, nella loro tomba!

Ecco come, nel suo “Storia della Civiltà”, Will Durant spiega le formalità di un processo intentato nei tribunali dell’Inquisizione:
“L’Inquisizione aveva delle formalità, leggi e procedure proprie”.

Prima dell’istituzione di una giurisdizione inquisitoriale attraverso i paesi, “l’ordine della fede” si faceva sentire dall’alto del pulpito delle Chiese. Si reclamava ai credenti di denunciare al tribunale ogni atto, apostata o eretico che conoscessero. La delegazione, era un’azione incoraggiata, a volte pagata. I delatori erano al riparo, e assicurati di restare sconosciuti. Chiunque conoscesse un apostata ed evitasse di denunciarlo o lo nascondesse presso di lui, veniva scomunicato e maledetto. A volte, anche i morti potevano venire accusati di eresia! È allora che veniva loro confiscato il patrimonio, per darne una parte, dal trenta al cinquanta per cento, al delatore, mentre gli eredi legittimi si trovavano privati di questo patrimonio!

La tortura veniva inflitta in differenti forme. A volte si appendeva l’accusato, con le mani legate dietro la schiena. A volte lo si attaccava in maniera che non potesse più muoversi, instillandogli dell’acqua in gola fino a soffocarlo. A volte, le corde con cui venivano legate le braccia e le gambe venivano così fortemente strette che lo penetravano fino alle ossa5”.

Così, la Chiesa divenne talmente potente in Europa che più di una decina di re e di grandi uomini di stato francesi e tedeschi, furono scomunicati dal Papa. Alcuni altri furono obbligati a pentirsi dei loro errori. Per esempio, l’imperatore tedesco, Enrico IV, non avendo obbedito all’ordine del Papa Gregorio VII, fu scomunicato nel 1075, e, sebbene che si sforzasse di recarsi, come penitente, davanti al Papa, questi lo fece attendere tre giorni per riceverlo e per espiarlo6”.

Nel 1140, Luigi VII venne cacciato come eretico dal Papa Innocenzo II. Nel 1205, la stessa sorte fu inflitta a Giovanni, re di Inghilterra, che aveva attaccato i cardinali e il Papa Innocenzo III. Egli fu obbligato a decretare:
“Noi abbiamo saputo attraverso la Rivelazione, che dobbiamo consacrare l’Inghilterra e l’Irlanda, al Padre, ai suoi apostoli ed al nostro benefattore Papa Innocenzo e ai suoi successori cattolici.
Oramai, consideriamo i paesi sopra citati, come affidati al Papa che ci ha designato come reggenti.
Abbiamo deciso di fare regalo, alla Chiesa Romana, ogni anno in due termini indicati dell’equivalente di 1000 libbre d’argento.
Chi dei nostri successori si opporrà alle disposizioni adottate in questo decreto, sarà privato del diritto di regolarità7”.

Marcel Kash scrive:
“Cinque milioni di uomini furono in questo periodo, inviati alla forca o rinchiusi in prigioni nere e umide fino alla fine della loro vita per deroga all’ordine del Papa. Dal 1481 al 1499, in un lasso di 18 anni, su ordine del tribunale d’Inquisizione, 1020 uomini furono bruciati vivi, 6860 uomini furono spaccati alla lunga, e 97023 persone furono torturate crudelmente8”.
Solo il numero di saggi e pensatori bruciati vivi nel medioevo dai tribunali dell’Inquisizione, arriva a 3509.

Il celebre scrittore e poeta francese, Victor Hugo, critica severamente questi tribunali:
“La Chiesa fece scoppiare la pelle a Pernilli, perché aveva detto che le stelle non cadono dal loro posto!

Condannò 27 volte alla prigione ed alla tortura Kampland per aver detto che esistono innumerevoli altri mondi, ed aver fatto illusione, in termini enigmatici, ai misteri della creazione!

La Chiesa è quella stessa che suppliziò Harway perché egli aveva dimostrato che nelle vene dell’uomo scorre una materia fluida: il sangue!

Gettò in prigione Galileo per aver parlato, a differenza della Bibbia, del movimento terrestre.

“Mise sottochiave Cristoforo Colombo, per aver scoperto una terra la cui esistenza non era provata nella Bibbia da San Paolo; passando questa scoperta come ostile alla fede cattolica.
La Chiesa non esitò anche a scomunicare Pascal in nome della fede, Montaigne in nome della morale e Müller in nome della fede e della morale nello stesso tempo10”.
Il fanatismo, l’odio nutrito dal Papa e dai ministri di culto, arrivò fino a scatenare, contro i musulmani, atroci guerre, nominate Crociate: mostruose carneficine riprese otto volte, tra il 1095 e il 1270.

Prima dell’inizio delle guerre, un congresso di cardinali e di ministri venne costituito dal Papa Urbano II, in cui ordinò a tutti i preti di incoraggiare le masse ad entrare in guerra contro i musulmani.
Su questo, la prima armata, in cui si contavano più di un milione d’uomini, si mise in marcia per la conquista di Bayt-ul-Muqaddas (Gerusalemme). Precipitandosi come un fiume in piena verso l’Asia, questa massa umana saccheggiò i beni della gente ovunque arrivava. Incendiava tutto, gettava a mare uomini, e tagliava la testa a tutti, militari o civili, uomini, donne, bambini, ecc…

Dopo tre anni di guerra, Bayt-ul-Muqaddas fu conquistata, esattamente nel mese di luglio, nel 1099, mentre non restava più nulla di questo grande esercito, che una ventina di migliaia d’uomini. Il Cristianesimo pagò cara questa guerra, in cui ebbe più di un milione di morti lasciati sul luogo dei combattimenti, o uccisi dal colera, dalla peste, ecc…

Poiché i nostri lettori si facciano un’idea della ferocia che mostrò questo esercito religioso, citiamo ciò che ha detto a questo proposito il celebre storico francese, Gustave Le Bon:
“La crudeltà dei crociati nelle loro spedizioni, li ha classificati tra i popoli più selvaggi. Ai loro occhi, militari o civili, donne, bambini e vecchi erano lo stesso…11”.

Il monaco Robert descrive così gli avvenimenti ai quali assistette in persona:
“Le nostre truppe non cessavano di spostarsi da un luogo all’altro, si tenevano in agguato sulle piazze, sui tetti e per le strade. Con atroce crudeltà si divertivano a massacrare giovani, vecchi e bambini. Per accelerare i loro compiti appendevano alla medesima corda più persone!
Erano dei predatori che non si trattenevano dallo squartare il ventre della gente che, dalla paura, aveva inghiottito i loro preziosi! Un capo dell’esercito, Boimone, fece massacrare uomini, donne, invalidi e infermi che si erano riuniti attorno al suo palazzo per lamentarsi. I giovani, li inviò ad Antakich perché li si vendesse12”.

In un elenco reso al Papa, il comandante in capo di quest’armata sanguinaria, che si diceva santo, Godefroy de Bouillon, ha scritto ciò che segue: “Per darvi un’idea del modo in cui noi trattammo i nostri nemici (i musulmani) a Bayt-ul-Muqaddas, bisogna dire che le nostre truppe galoppando nel tempio di Salomone, avevano il sangue che colava fino alle ginocchia delle loro cavalcature13”.

Ritorniamo ai crimini dei cristiani contro i grandi pensatori del Medio Evo.

Spossati dalla pressione e dalle torture che esercitavano su di loro i tribunali dell’inquisizione, i dotti europei avviarono una lotta ininterrotta per liberarsi da questa oppressione. Nonostante la censura esercitata dalle autorità della Chiesa sull’opinione pubblica, questa lotta divenne sempre più intensa; le scienze naturali non cessarono di svilupparsi e i padri costretti ad arretrare, lasciarono la via libera ai difensori della scienza.

Tutte queste brutalità, questi crimini, infami per le dignità ecclesiastiche, condussero molti pensatori ad aborrire la religione, a considerarla un dogma nemico della scienza, e fonte di superstizioni. La ferocia dei tribunali d’inquisizione portò discredito alle religioni celesti. D’altra parte, l’intransigenza della Chiesa verso i “diseredati”, provocò, in Russia, una viva reazione che favorì largamente il movimento comunista al suo insediamento. I dirigenti di questo movimento, avviarono una lotta serrata contro la religione, che ai loro occhi, non poteva che servire da pretesto ai capitalisti per sfruttare la classe operaia.

A questo proposito Fredov scrive quanto segue: “Nella Russia zarista, la Chiesa possedeva beni incalcolabili. I suoi domini privati s’estendevano su milioni d’ettari, i suoi depositi presso le banche arrivavano a centinaia di milioni di rubli d’oro. Traeva profitto da vasti pascoli. Il commercio, l’industria e la pesca le procuravano guadagni considerevoli. In quanto capitalista, proprietaria terriera, e banchiere per eccellenza nella Russia zarista, la Chiesa non cessava di sfruttare spietatamente i contadini, e, siccome ostacolava i progetti e i tentativi che potevano migliorare le loro condizioni di lavoro e di vita, un odio ragionevole scaturì verso i servitori della Chiesa, o come li definivano loro stessi i “difensori della schiavitù vestiti da preti14”.

Ora, questo stesso cristianesimo, fiero di così brillanti antecedenti, simbolo di reazione, dispone oggi d’ogni mezzo per consolidarsi.

Non perdiamo di vista il fatto che la Chiesa cattolica, lei sola, detiene attualmente quattromila missioni religiose incaricate di propagare la fede cristiana ovunque nel mondo. I missionari, che dispongono di un gran budget, si spostano da un luogo all’altro senza dimenticare i luoghi più sconosciuti del Congo, i villaggi Tibetani, e le contrade abitate dagli africani. Solo la Chiesa d’Inghilterra beneficia ogni anno di un budget equivalente a nove miliardi di rial iraniani!

Compareremo, non senza rammarico, questa cifra con la somma delle spese destinate alla diffusione dell’Islam.

Fino ad oggi il Vangelo è stato trattato in più di un migliaio di lingue, e, negli Stati Uniti, tre case editrici tra le altre, ne hanno pubblicato, nel 1937, circa 24 milioni di copie. Il Vaticano pubblica un quotidiano con una tiratura di trecentomila copie chiamato ‘Osservatore Romano", senza contare i circa cinquanta altri periodici che vengono posti in vendita all’inizio di ogni settimana o mese. Più di 32 mila scuole primarie e secondarie, università e ospedali sono state fondate dalla Chiesa

fino ad oggi. Quattro potenti emittenti radiofoniche propagano la fede cristiana al mondo, tra cui la città del Vaticano e la capitale dell’Etiopia Addis Abeba.

Un altro aspetto della propaganda della Chiesa è di costruire fino al possibile, edifici consacrati al culto della fede cristiana: basiliche, cattedrali, templi, ecc…

Da parte sua, la Chiesa protestante è ricorsa anch’essa ad attività spettacolari. In merito il Reader Digest scrive:
“La percezione della decima Tithin, imposta prelevata un tempo su certe derrate dalla Chiesa, è stata rimessa in vigore, fatto che ha insufflato una nuova anima nel corpo del protestantesimo americano, e l’ha resuscitato tanto sul piano materiale tanto su quello morale.
Dal 1950, questa sorta d’attività rinnovate, almeno in una decina di parrocchie, hanno prodotto buoni risultati. Le organizzazioni religiose hanno duplicato le loro opere comuni; hanno rinforzato la Chiesa e hanno rinvigorito le missioni tanto internamente quanto all’esterno del paese. E i fedeli hanno velocemente riconosciuto come fosse felice e fruttuosa l’idea di resuscitare questa tradizione di lunga data”.

Il Cristianesimo non teme né il Giudaismo, né l’Induismo, né il Buddismo e li considera come appartenenti ad etnie chiuse. La sola religione che teme è l’Islam che è dotato di un’ideologia viva.

In un discorso inaugurante il Consiglio dei Cardinali15 in Vaticano, il Papa ha affermato:
“Il pericolo che l’Islam fa planare in Africa, sulla cattolicità e sul mondo occidentale in generale, è più terribile del pericolo comunista in questo stesso continente16”.

Sebbene la propaganda fatta dai musulmani al mondo per divulgare la nostra dottrina si riduce a zero non resta meno vero che la fede muhammadiana, ricca di contenuto, non cessi di svilupparsi, soprattutto nel continente africano. L’Islam è il miglior rifugio per i neri tirannizzati, e vi è là un pericolo che la Chiesa non può prendere alla leggera.

Secondo il rapporto pubblicato da due istituti belgi di ricerche, agli inizi del XX secolo, vi erano solo quattromila musulmani in una regione congolese; oggi, il numero dei musulmani che vivono nelle sole città di Maniema, Kivo e Stanleyville, arriva a 236.000.

Citando Marcel Carder, esperto europeo in materia dell’Islam, la rivista parigina Preuve scrive: “Essendo originariamente la religione dei principi, l’Islam è divenuto attualmente quella delle masse popolari, che si muovono a guisa di un impetuoso torrente, per giungere ad una vita migliore e più calma. Il fatto che l’Islam sormonti attualmente il continente africano, dal nord al sud, e vi avanzi a passo risoluto e senza tregua è confermato da incontestabili statistiche”.

Un'altra rivista francese Rive de Paris che, dopo il computo dei musulmani dei cristiani e degli idolatri in Africa, ha provato la superiorità numerica dei musulmani nel continente nero, scrive:
“In generale, metà degli africani neri ha aderito all’Islam; questo si propaga con una rapidità enorme, e ogni anno, in media si convertono circa 500 mila africani. Questa prosperità dell’Islam in Africa non rileva affatto l’influenza esercitata un tempo sugli spiriti, ma è nata da condizioni dell’epoca contemporanea, che s’impongono negli ultimi cent’anni.
Nel 1950, quattro diplomati dell’università egiziana Al-Azhar, intrapresero la fondazione, nella città di Mabaku, di una scuola d’alti studi islamici. Questa scuola fu calorosamente accolta dal popolo, ma il governo francese non tardò a chiuderne le porte”.

Un professore dell’Università di Napoli, il dottor Veccia Vaglieri scrive:
“Come si giustifica il fatto che malgrado la grande libertà di cui godono i non musulmani nei paesi islamici e il fatto che questi paesi non approfittano di alcuna organizzazione propriamente detta di propaganda, questa religione non cessa di svilupparsi nei continenti afro-asiatici?

Non è certamente più la spada dei conquistatori musulmani che spiana la strada all’Islam, al contrario, anche nelle regioni in cui un governo non islamico ha rimpiazzato un regime musulmano, i potenti apparati di propaganda a disposizione del potere, non arrivano ad allontanare il popolo dell’Islam.

Qual è dunque la forza miracolosa di questa religione? Di quale strana pasta è fatta, questa religione così potente da soddisfare gli spiriti?

Come giunge a penetrare le profondità dell’anima umana, perché questa esaudisca bene il suo appello alla verità ed alla giustizia?”

I cristiani ricorrono a qualsiasi mezzo per distruggere i musulmani, il grande maestro Muhammad Ghotbe afferma:
“Il direttore cristiano di una delle compagnie inglesi di navigazione marittima nella sua sede del sud dell’Africa, fece fatica a sopportare i suoi lavoratori musulmani africani. Per infastidirli, ebbe la bella idea di pagare una parte del salario dei suoi operai con bottiglie di bevande alcoliche! Questi musulmani che, seguendo l’ordine dell’Islam, non potevano né berle né venderle, rompevano le bottiglie e perdevano così gran parte di ciò che guadagnavano. Fino a quando un giurista musulmano messo al corrente di tutto, li consigliò di rifiutare questo genere di pagamento, così raro in tutto il mondo, e di sporgere querela se la compagnia non avesse risposto alla loro richiesta.

Ma sapete come andò a finire? Gli operai musulmani furono tutti messi alla porta!”
Ecco ciò che chiamiamo “Umanità”!

Pertanto, vasti orizzonti si aprono attualmente in Africa, all’attività d’organi di propaganda islamica. Se questi ultimi si mettessero seriamente in marcia, le masse africane non tarderebbero a convertirsi, anima e corpo, all’Islam.

L’Africa, attualmente, ha sete di un culto capace di armonizzare gli aspetti morali e materiali della vita dei suoi abitanti. Una religione che faccia regnare l’uguaglianza nella società, e che chiami il popolo alla pace e alla verità.

Senza alcun dubbio il cristianesimo nello stato in cui si trova, è incapace di ricoprire una tale responsabilità. La Chiesa stessa non fa che seminare discordia. La maniera in cui tratta i neri è inumana. In Africa, impedisce ai neri di riunirsi in uno stesso luogo con i bianchi per pregare Dio! In un giornale parigino il defunto leader congolese, Patrice Lumumba scrisse una volta:
“Non ho mai capito il perché nelle scuole s’insegnavano a rispettare i principi della fede cristiana, mentre al di fuori dell’ambiente scolastico noi vediamo gli europei violare perfino i principi della morale umana. Gli insegnamenti che ci hanno impartito a scuola non si accordavano affatto con l’attitudine degli europei verso i neri”.

Ancor più che lo splendore dell’Islam nel continente africano, sono le adesioni massicce dei neri americani all’Islam che inquietano i missionari cristiani negli Stati Uniti. È per questo che usano tutti i mezzi per smantellare le loro organizzazioni. A dispiacere vi sono giornali americani che si astengono dall’attaccare i neri.

Ugualmente, nel Congresso, alcuni senatori americani avendo giustificato anzitutto i neri musulmani, chiesero al presidente degli Stati Uniti di dissociare le organizzazioni dei musulmani neri americani e di interdire le loro attività.

Pertanto, tutti questi sforzi utilizzati per dissuadere i neri musulmani dalle loro rivendicazioni sono votati al fallimento, le loro organizzazioni diventano sempre più potenti e le loro attività s’intensificano. In 27 stati americani hanno insediato più di 70 centri d’attività, e hanno creato a Chicago e Detroit due centri culturali islamici. Hanno costruito numerose moschee, e pubblicano un quotidiano chiamato “Parole di Muhammad”. In alcune città americane organizzano manifestazioni in cui portano cartelli sui quali si legge:
“Non v’è altra divinità all’infuori d’Allah. Muhammad è il suo Messaggero”.

I neri musulmani praticano i loro doveri religiosi con la con la più grande fedeltà. Le loro donne portano il velo. Per fare le loro spese si rivolgono volentieri a forni e ai magazzini in cui i proprietari sono musulmani.

Essi s’interessano grandemente ad apprendere la lingua araba ed incoraggiano i loro bambini a fare altrettanto, poiché è la lingua del Sacro Corano.

I missionari cristiani insediati in Africa non si curano affatto di civilizzare i neri e di formarli moralmente! Cercano al contrario di farne gente docile alla Chiesa e al governo. È una realtà attestata dal maestro Westermann che si esplica come segue:

“Quando un nero aderisce all’Islam, egli si eleva ad un rango superiore, trova una migliore confidenza in sé, prende conoscenza della sua situazione, si sente un individuo come gli altri e si considera come uguale agli europei con cui è chiamato ad intrattenere relazioni ragionevoli. Il nero che viveva poco tempo fa miseramente nelle bidonvilles e tra i rifiuti, trova ora grazie all’Islam, una personalità che anche gli europei rispettano. Cosa che non è assolutamente il caso del nero che adotta la fede cristiana e che è messo da parte, dato che noi cristiani non amiamo mescolarci con i neri che non sono ancora iniziati alla nostra civilizzazione e non vogliamo più fare sforzi per insegnargliela. Abbiamo sottovalutato la civilizzazione dei neri e non abbiamo fatto quasi nulla per evolverla. Questi stessi neri che disprezziamo tanto, l’Islam li rispetta e li fa godere di tutti i diritti d’uguaglianza con i bianchi; mentre noi facciamo fatica ad accettare questi diritti anche ai neri europei e civilizzati!

Sì, per molti europei, un nero è un nero, che sia cristiano o ateo. Il nero cristiano che vive in Europa viene trattato come il nero non religioso che vive tra le spazzature, è perché questi fra loro che si sono nuovamente convertiti al cristianesimo, si rendono conto della superiorità dei neri musulmani e diffondono l’Islam.

“I neri cristiani africani, non avendo la speranza di vedersi uguali nei diritti con i loro confratelli europei preferiscono adottare le credenze islamiche.
È così che l’Islam è riconosciuta essere l’unica religione del continente africano17”.

La Propaganda dei Cristiani Contro l’Islam

Gli ecclesiastici temono l’influenza spirituale dell’Islam sull’opinione generale. Per intaccarne il credito universale, essi ricorrono a una propaganda chiassosa, e non rifuggono dal volgere ogni sorta di calunnie contro i musulmani.

A dire il vero, essi cercano, non importa con quale mezzo, di eclissare questo brillante sole di verità, soffocando l’autentica voce di questa nobile religione.

In occasione di un servizio giornalistico riguardante le moschee e le preghiere dei musulmani nello Yemen, un annunciatore della televisione tedesca ha detto: “Questa religione ha impedito agli Yemeniti di progredire. Essa li ha fatti ritardare di 200 anni rispetto all’evoluzione della civilizzazione industriale del mondo. Fare in modo che essi vivano nelle condizioni dell’uomo primitivo e che siano in ritardo rispetto alle idee dei loro tempi, ecco il programma che l’Islam ha offerto loro. Il fatto che essi siano così lontani dalle esigenze del mondo moderno deriva verosimilmente dalla loro passione rivolta all’osservanza dei comandamenti religiosi!”.

Potete immaginare l’effetto di questa propaganda velenosa, accortamente predisposta, sullo spirito di un europeo che non conosca minimamente i precetti islamici. Quale potrebbe essere il suo giudizio, se non distorto, sull’Islam? Non significa forse commettere un crimine contro il genere umano, alterare così spudoratamente la verità?

Se è vero che il ritardato sviluppo della vita materiale di cui soffrirebbe il popolo dello Yemen deriva dalle sue credenze religiose, perché dunque il Sud dell’Italia, dove c’è il Papa, versa storicamente e cronicamente in una situazione di strutturale arretratezza rispetto al Nord dell’Italia?

Perché gli abitanti di queste zone hanno alimentato per decenni un vasto movimento emigratorio, adattandosi a sopportare lavori molto pesanti per garantirsi i mezzi vitali di sussistenza?
Perché la Grecia, questo paese europeo e non musulmano, versa in una situazione di maggiore arretratezza rispetto alla maggioranza dei paesi islamici?

Questo paese, un tempo così prospero, è scivolato nell’abisso della decadenza dal giorno in cui ha adottato la fede cristiana, oltre ad essere stato oggetto di conquista da parte dell’Impero Ottomano.
Perché certuni paesi asiatici non-musulmani vivono in condizioni ben più difficili e più deplorevoli che non i paesi islamici?

In Bosnia, ad esempio, i musulmani sono superiori ai cattolici e agli ortodossi, mentre la grande maggioranza dei musulmani russi vive in condizioni migliori rispetto ai cristiani che vivono nelle vicinanze. In Cina, i musulmani sono più apprezzati che non i buddisti. Gli arabi che vivono nell’isola di Singapore sono più ricchi rispetto agli altri abitanti di quest’isola, ivi compresi anche gli inglesi.

La gran parte degli apparati propagandistici degli occidentali falsificano la verità e suggeriscono un’idea erronea dell’Islam alle persone che non hanno la minima conoscenza dei principi di questa religione. Il grande scrittore e pensatore Muhammad Qutub scrive: “Io ho discusso per molte ore con un inviato dell’Onu in Egitto, a proposito dell’Islam. Questo intellettuale occidentale mi ha detto: “Io sono convinto, grazie alle vostre parole, della verità dell’Islam, ma d’altra parte, che cosa dovrei fare? Non posso certo rinunciare ai vantaggi che mi offre la società moderna. Io sono troppo appassionato per poter rinunciare a un superbo aereo e non viaggiare con esso!”. “Che cosa v’impedisce – gli dico non senza stupore – di beneficiare della civilizzazione moderna?”. “Ma il vostro Islam – ribatte lui – non esige forse che le persone conducano una vita da beduini, lontano dalle città, utilizzando utensili primitivi?18”.

Io mi sono trovato una volta in Germania in un albergo il cui direttore aveva compiuto gli studi superiori in Francia e in Inghilterra. Egli conosceva anche la lingua araba.
“Io sono monoteista – mi disse – e conosco il mio Dio unico in quanto ho una fede assoluta. Ma questo Dio che è presentato ai loro fedeli dalle dottrine religiose, le quali spingono a adorarlo, è per me inaccettabile, illogico e contrario alla natura umana.

Quindi – egli aggiunge con rimpianto – bisogna edificare il monoteismo su nuove basi, allontanandolo dalle idee oscure ed erronee della gente. Occorre che il livello della conoscenza umana si elevi fino alla percezione dell’unicità in tutta la sua estensione”.

Questo individuo ignorava tutto della concezione monoteistica islamica, oltre alla differenza fondamentale che esiste a tale riguardo fra il Sacro Corano e la Bibbia falsificata. Egli credeva che il Sacro Corano sostenesse quanto affermato nei due Testamenti, ovvero che Dio potesse incarnarsi! Io gli ho inviato quindi uno scritto redatto in lingua tedesca, riguardante i principi della religione islamica, chiedendogli di leggerlo con attenzione.

È vero che una religione che si adatti alle inclinazioni innate dell’uomo si espande facilmente e rapidamente, tuttavia, assicurarne la diffusione universale dipende soprattutto da una sana propaganda che deve assisterla, considerando altresì l’ambiente socio-culturale al quale ci si rivolge.

Nel mondo moderno, nel quale la crisi morale non cessa di identificarsi, si presenta all’Islam un’occasione molto favorevole per conquistare i cuori nei paesi industrializzati.
Per far conoscere la salvezza connessa a questa religione sacra, evidenziando altresì i tratti che la caratterizzano, le circostanze sono oggi assai opportune, e il successo garantito!

La Morale nel Mondo Occidentale

Gli occidentali conducono in genere una vita meccanica, priva di anima e di ardore. Benché in ragione della sua prosperità materiale l’individuo contemporaneo abbia potuto superare la maggior parte delle difficoltà di un tempo, nonché muovere passi importanti verso il conseguimento del suo benessere materiale – lo spirito materialistico ha distolto la sua attenzione dalla realtà, mentre gli aspetti spirituali e morali dell’esistenza umana sono caduti nell’oblio.

Infatti, la civilizzazione attuale ha seminato la confusione e generato grandi turbamenti.
Le scoperte, le invenzioni che sono state fino ad oggi per assicurare, verosimilmente, il benessere umano, non hanno potuto alleviare l’angoscia e le pene affettive dell’uomo, apportandogli altresì un autentico benessere, oppure eliminare le gravi crisi morali di cui soffre.

Al di là dei suoi bisogni fisici, l’uomo ha un grande slancio per la dimensione spirituale. Egli è tanto desideroso di avere un conforto morale, quanto lo è di soddisfare i suoi bisogni materiali. Ma, per quanto riguarda i bisogni spirituali, occorre cercarne la soddisfazione nel dominio metafisico.

Ridurre il pensiero umano alla sola sfera della materia, sarebbe un errore imperdonabile, dato che ciò non è in alcun modo conforme alle esigenze della natura umana. Il bene dell’uomo – che ha costantemente rappresentato il suo approdo ideale – incomincia laddove il pensiero, nel corso del suo processo di sviluppo, supera lo stadio della civilizzazione materiale. In tal modo, contemporaneamente con il suo sorprendente progresso nel dominio scientifico e industriale, egli inizia a coltivare le proprie attitudini morali al fine di trarne il debito giovamento. Infatti, ove non si stabilisca una forma di equilibrio fra queste due sfere, non si potrebbe perseguire compiutamente il bene dell’umanità, sia pure nel campo della civilizzazione materiale.

Osservando le nostre debolezze sociali e i nostri vizi, noi constatiamo che il nostro cammino verso la perfezione non ha seguito un andamento multilaterale, mentre l’individuo contemporaneo, essendosi costruito una falsa idea del vero bene, non ha saputo discernere la strada che lo avrebbe condotto alla salvezza.

Molte sono ancora le persone che credono alla verità, all’onestà ecc. nel mondo occidentale, dove la ricchezza interiore si è allontanata dalla religione, distaccandosi grandemente dalle direttive celesti. E così le loro buone qualità sono tuttavia sprovviste di valore e di connotazioni spirituali.

In realtà, è solo nel proprio esclusivo interesse che tali individui fanno bella mostra di probità. Per essi, i cui obiettivi sono materialistici, i buoni costumi assicurano i loro interessi e consentono loro di riuscire nei loro affari. La morale non è per essi se non un mezzo per conseguire i propri scopi profani, insomma, è una sorta di moneta che essi impiegano nel loro commercio.

Quanto al pudore, gli occidentali hanno completamente superato i limiti della decenza, mentre la corruzione ha raggiunto livelli parossistici. Nessuno dubita che il pudore in materia di relazioni sessuali rappresenti un valore morale. E’ ammesso che la superficialità, in questo campo, costituisce un grave attacco condotto alla moralità umana. Ma oggi, questa verità è a poco a poco dimenticata. Individui male intenzionati hanno trascinato tutti gli altri sulla cattiva strada, facendo loro smarrire la strada della salvezza.

Oggi, il pudore ha completamente perso il suo valore. Esso sembra essere totalmente estraneo alla società umana ed è scomparso un sostanziale controllo dei costumi.
Un giorno, in una trasmissione della radio tedesca, rivolta ai giovani, una ragazza pose la seguente domanda:
“Sono una ragazza che, da alcuni anni, coltiva un legame di amicizia con un coetaneo ma, più passa il tempo, più lo frequento, e più il sentimento che nutro nei suoi confronti diventa meno ardente. Mi sono quindi decisa a trovare un altro amico. Vorrei sapere se posso fare ciò pur mantenendo il mio precedente rapporto o se devo piuttosto accontentarmi dell’attuale amico rinunciando a un nuovo legame di amicizia”

Il conduttore della radio così rispose:
“Fino all’età di 28 anni voi siete libere, senza restrizioni né costrizioni, di avere uno più amici, con cui potrete intrattenere rapporti sessuali senza preoccuparvi di alcunché e facendo ciò che più vi aggrada”

Ecco come le autorità a cui spetta abitualmente di impedire che la società cada nell’abisso dell’immoralità, incoraggiano i giovani ad abbandonare ogni codice morale, dimostrando di essere i pedagoghi della dissolutezza e dell’impurità, grazie ai quali essi intraprendono la cattiva strada.
Essi avallano i liberi rapporti pre-matrimoniali, cancellando altresì il carattere impudico della prostituzione e incoraggiando le persone a fare tutto ciò che è contrario all’onore, alla pietà e alle buone virtù umane.

Il grande sociologo Will Durant scrive:
“La vita urbana ha preso un andamento che impedisce all’uomo di pensare al matrimonio, eccitando la sua avidità sessuale e facilitandogli altresì il soddisfacimento dei desideri mediante prassi illegittime. La civilizzazione moderna ritarda il matrimonio anche per gli uomini; infatti, spesso si vedono giovani trentenni non ancora sposati. In tali condizioni, niente impedisce al corpo dell’uomo di soggiacere al turbamento, di perdere la volontà necessaria per astenersi dai piaceri carnali, burlandosi altresì del pudore e della virtù.

Il pudore, che era ritenuto una volta un ornamento che abbelliva la virtù dell’uomo, non esiste più in quanto tale. Gli uomini si compiacciono di enumerare i loro peccati. Le donne pretendono di essere uguali agli uomini, si dedicano a relazioni sessuali senza futuro, mentre i rapporti sessuali pre-matrimoniali appaiono loro naturali19”.

La natura dell’uomo esige che si controllino le proprie emozioni, alle quali è lecito abbandonarsi coscientemente. Incoraggiare tali tendenze non può che produrre effetti nefasti. Negando le leggi della natura, non si arriverà mai a conseguire il bene e la pace.

In Occidente, tutti possono facilmente appagare i propri desideri carnali; perché, allora, una così grande libertà non riesce ad appagare la insaziabile sete dell’uomo?

I crimini, i suicidi, le depressioni nervose, le angosce ecc., non sono forse nate all’interno di questa stessa libertà senza limiti e di questa dissolutezza sessuale?

In Svezia, venti anni di libertà sessuale accordata ai giovani hanno provocato tali catastrofi e preoccupato a tal punto le autorità responsabili e i pedagoghi del paese, che il parlamento è stato costretto ad esaminare questa pericolosa rivolta sociale. Il primo ministro di questo paese, infatti, avrebbe così affermato:
“Occorreranno 40 anni per riparare gli errori commessi nei 20 anni precedenti”.

Sotto l’influenza dell’insegnamento pervertitore di Freud, il quale paragonava l’uomo all’animale e riconduceva ogni suo comportamento a moventi sessuali, le persone non tarderanno ad annegare nel pantano delle loro inclinazioni sessuali. Così, la sessualità potrà sottrarsi all’autorità della legge morale, mentre, nel momento in cui il pudore comincerà a declinare, nessuno sarà più in grado di porre argine alcuno a questo processo di decadenza.

“Secondo statistiche a suo tempo pubblicate dal governo tedesco-occidentale, duecentomila figli naturali sono stati concepiti in questo paese in seguito a rapporti intrattenuti dalle donne tedesche con soldati dei paesi vincitori. Questi bambini, di cui cinquemila di padri Neri, vivono attualmente sotto la sorveglianza dello Stato di Germania. Questa cifra, stando agli stessi tedeschi, costituisce quasi la decima parte del numero dei figli naturali che sono sfuggiti all’aborto o ad altri tentativi omicidi delle loro madri e che sono successivamente stati affidati alle cure dello Stato tedesco.

Notiamo anche che queste cifre riguardano la Germania Ovest. Quanto alla Germania Est, non è mai esistita alcuna statistica degna di fede. Tuttavia, basandosi su ipotesi fondate, si potrebbe dire che lo stato di cose non si è configurato in maniera meno grave che non nella Germania Federale20”.

La situazione non è migliore negli altri paesi occidentali. In un rapporto motivato rimesso al Consiglio degli Affari Morali di Northampton è scritto:
“A Northampton, città situata al centro del paese, il numero dei figli naturali supera il 50% del totale dei bambini nati in questa città21”.

Il celebre psicologo Dale Carnegie afferma:
“Un centro statunitense di studi scientifici ha pubblicato statistiche concernenti gli uomini che, in diversi modi, ingannano le loro mogli.
Secondo queste statistiche, quasi la metà dei mariti tradisce le proprie mogli. Taluni lo fanno regolarmente, mentre altri sono prudenti sia per timore dello scandalo, sia per mancanza di occasioni.

Per quanto concerne le donne sposate, risale a qualche anno fa uno studio basato su telefonate intercettate a New York, dalle quali si evinceva che un buon numero di esse non mancava di tradire il proprio marito”.
“Negli Stati Uniti, 650 ospedali sono destinati all’esclusivo trattamento terapeutico delle malattie veneree, mentre una parte di coloro che si rivolgono a tali strutture, proseguono la terapia con i propri medici di famiglia22”.
“Ogni anno, da trenta a quarantamila bambini statunitensi muoiono, vittime di malattie veneree, mentre la cifra delle perdite umane, negli Stati Uniti, causate dal contagio di queste malattie, supera quello delle perdite causate da tutte le altre malattie, eccettuata la tubercolosi23”.

Secondo la rivista Sexologie, nel mese di dicembre del 1960, l’aumento del numero dei figli naturali in rapporto agli anni precedenti, ha costretto l’amministrazione statunitense a fronteggiare un grave problema. Secondo le statistiche pubblicate, rivela questa rivista, nel 1957, più di duecentomila figli naturali sono stati registrati negli Stati Uniti; inoltre, questa cifra ha avuto un aumento del 5% negli ultimi 25 anni24.

“Negli Stati Uniti, il numero di aborti ammonta a più di un milione l’anno, di cui il 65% derivante da relazioni extra-coniugali e il 50% riguardante le ragazze nubili25”.
Il dr. Mullens, che lavora in una clinica situata nella zona sud di Londra, afferma:

“Tra le ragazze inglesi che frequentano la chiesa, una su cinque è incinta. Ogni anno, a Londra, abbiamo cinquantamila casi di aborti illegali, e un bambino su venti che vengono al mondo è figlio naturale. Benché le condizioni di vita non cessino di migliorare, vediamo ogni anno aumentare il numero di figli naturali, i quali nascono, più frequentemente, nelle famiglie agiate26”.

Questi esempi rivelano chiaramente che l’uomo civilizzato è prigioniero del suo istinto sessuale. In questo dominio, egli cede facilmente ai suoi capricci, fino a dimenticare tutto, fino ad oltrepassare ogni limite, fino a negare valori morali condivisi e che consolidano i legami familiari.

Qualche anno fa, i giornali di Teheran scrissero:
“Nell’Idaho, stato statunitense, taluni individui si scambiarono le mogli per un periodo di tre settimane. Regali fatti da amici ad amici! Ciò provocò un grande scandalo negli Stati Uniti, mentre i membri del gruppo, accusati di attentato alla pubblica moralità e di prostituzione, si videro obbligati a comparire davanti al tribunale.
Ecco il disordine che emerge nel solo dominio della vita sessuale!

In ogni nazione, l’esempio fornito dagli educatori e dagli strati sociali agiati, esercita una diretta influenza sulla formazione dello spirito pubblico. Sicuramente, la corruzione diffusa dalla borghesia, che pretende di porsi quale garante della buona condotta del popolo, contribuisce ampiamente alla degradazione dei costumi.

Un individuo formatosi in un ambiente completamente degradato, si trova ad essere inevitabilmente libero da ogni scrupolo morale, mentre il pudore non ha alcun senso per lui. Quelli che cercano di soddisfare i loro desideri carnali, contribuiscono in effetti alla crescita di generazioni ribelli e dissolute, avvilite ed estenuate, le quali si sottraggono facilmente alle responsabilità che sono loro dettate dalla ragione e dalla coscienza collettiva.

Nel 1962, Kennedy affermò:
“Gli Stati Uniti avranno un avvenire pietoso. I nostri giovani piombano nell’indifferenza. Essi si rifiutano di compiere i loro doveri. Ad esempio, sei su sette coscritti chiamati a prestare il loro servizio militare, si rivelano incapaci di compiere i loro doveri, tanto l’eccesso di lussuria ha indebolito le loro capacità mentali e fisiche”

Anche Kruscev, così preciserà nel 1962:
“L’avvenire dell’Unione Sovietica è in pericolo. Non c’è alcuna speranza di avvenire nei nostri giovani, prigionieri delle loro tentazioni carnali”
E’ veramente bizzarro che, in un epoca in cui le scienze e le industrie sono così prospere, la società si trovi così impotente di fronte allo smarrimento della gioventù.

Ogni giorno, un nuovo fenomeno sorge dal seno di questa civilizzazione senz’anima e ormai languente.
Ad esempio, i Beatles che attirano i giovani con la loro folle e ignobile musica! e anche gli hippies, i quali spuntano come erbacce sul terreno della civilizzazione industriale, dicendosi apostoli di una rivoluzione contro di essa, beffandosi dei valori spirituali e dei precetti religiosi. Si tratta di fenomeni distruttivi sorti contro la freddezza della civilizzazione contemporanea, me che, non avendo alcun referente di ordine etico su cui contare, sono destinati a esaurirsi presto.

Il mondo moderno non è più capace di rispondere adeguatamente alle aspirazioni dell’uomo, e ciò tanto più avviene, in quanto esso ha trasformato gli individui in ingranaggi di una macchina, in cui il funzionamento di ciascuno dipende da quello degli altri, senza tenere in conto alcuno i loro sentimenti e la loro spiritualità.

L’aumento del numero dei suicidi prova le stesse cose, mentre il benessere materiale non può porvi rimedio.
“Secondo un rapporto pubblicato dalla polizia tedesca, più di diecimila persone si sono suicidate in questo paese nel 1976, e, nello stesso anno, più di seimila uomini e più di settemila donne tedesche hanno mancato i loro tentativi di suicidio27”.

In Francia, che è il primo paese ad avere conosciuto la civilizzazione moderna, si contano ogni anno più di trentamila tentativi di suicidio.
“L’uso della droga si è terribilmente diffuso tra i giovani statunitensi. La polizia di New York ha recentemente scoperto i cadaveri di trentotto persone fra i sedici e i trentacinque anni, morte per overdose, mentre molti di loro non avevano avuto il tempo di ritirare la siringa dal braccio.
“I drogati da eroina occupano il primo posto a New York. Questa città ne conta attualmente più di centomila; ciò vuol dire una persona su ottanta!

“Fra le classi privilegiate, gli attori cinematografici sono i più colpiti.

“Secondo un medico di New York, un celebre attore statunitense si faceva dieci iniezioni nelle ventiquattrore, al costo di sessanta dollari ciascuna. E un buon numero di personalità che muoiono, ufficialmente per malattie cardiache, perdono in verità la loro vita per l’uso di stupefacenti28”.

Negli Stati Uniti, questo paese civilizzato, si dice che si verifichi un delitto grave ogni venticinque minuti. Tre morti, cinque stupri, trenta casi di grossi furti e tremila casi di furti di lieve entità, sono commessi in ventiquattrore! In questo stesso paese civilizzato, enormi crediti sono destinati ogni anno alla lotta contro la malavita e all’applicazione della legge, mentre nella sola città di New York un centinaio di milioni di dollari sono spesi per impedire azioni criminali29
Ecco il modello di vita che ci propongono questi folli: ovvero gli stessi che parlano di cultura e perfezione dell’uomo e che si vantano di fare garrire la bandiera che rappresenta queste parole d’ordine!

Il Culto della Chiesa

Sebbene con una propaganda intensa ed esercitando la sua autorità morale, la Chiesa interviene largamente nell’educazione dei costumi delle società occidentali, non è meno vero il fatto che i suoi insegnamenti religiosi sono rimasti incapaci di purificare i costumi, di riparare la debolezza spirituale, e di porre un freno ai capricci di questa umanità scatenata. Può forse una religione che accorda ai suoi adepti troppa libertà nell’adempimento di atti immorali, salvarli dalle grinfie dell’immoralità? E’ forse in grado di estirpare la corruzione radicata negli spiriti?

Purtroppo il culto di Dio, la purificazione dell’anima e tutte le pratiche di quest’ordine, che si compiono semplicemente nell’intenzione disinteressata di avvicinarsi al Creatore, si sono tutte allontanate dal loro reale obiettivo e si sono mescolate a differenti impurità.
Nel Cristianesimo, in cui la superstizione ha ormai occupato un posto importante, la nozione del culto di Dio ha perso il suo vero senso.

E’ sconvolgente vedere che nelle chiese, si organizzano dancing per incoraggiare i giovani ad andarci! Non è forse una sorta di trappola che tende loro la Chiesa, questo luogo di culto che deve normalmente essere il terreno in cui si sviluppano il pudore e le buone qualità umane. Le autorità religiose che hanno il dovere di ostacolare l’estensione della corruzione morale, sono state loro stesse influenzate da un ambiente in cui domina la perversione.

Considerando questo spiacevole stato, possiamo facilmente comprendere che il Cristianesimo, non è più capace di riformare il mondo occidentale. E’ certo che un tale sistema non potrà mai purificare la religione dell’umanità e apportare salvezza.
Quanto detto sotto costituisce una prova:

“La Chiesa cerca di guidare le pecorelle smarrite con la musica e la danza! Il padre Francis Mews, di trentacinque anni, a Montreal, è lui stesso un virtuoso della musica. E’ un compositore di grande talento che ha già composto circa millecinquecento brani. Questo prete si occupa simultaneamente di attività religiose e artistiche30”.

Ora, non è forse beffare la religione di Dio conseguire azioni di questo genere in un luogo di culto? Il culto di Dio è uno dei migliori ordini educativi che ci sono pervenuti attraverso i suoi grandi messaggeri.

Senza appoggiarsi a Dio, nessuno saprebbe preservarsi dai vizi di questo mondo materiale, e dalle impurità che procedono da un attaccamento fuori misura e irragionevole al materialismo. Conoscere Dio è come mettere i piedi su di una terra ferma dove non si traballa; senza questa conoscenza non si può fare nulla di realmente buono e utile nella vita.

Il culto di Dio libera l’uomo da tutte le sue passioni carnali, lo conduce alla salvezza eterna e gli facilita il mezzo per pervenirvi.
Vedete come questa preziosa verità è divenuta come un gioco tra le mani di un gruppo di uomini capricciosi, schiavi delle loro passioni!

Perforare i veli dell’indifferenza e preparare una rivoluzione spirituale nell’anima umana, è l’obiettivo del culto e delle pratiche islamiche. Per comparare le obbligazioni religiose musulmane e cristiane, citiamo il giusto parere di un dotto cristiano, Stahwood Cobb:
“…ebbi ugualmente occasione di essere testimone nella moschea Aya Soufia, di riti che si realizzano durante la preghiera. I principali movimenti sono la “rak’ah” (genuflessione) e la “sajdah” (prosternazione), parecchie volte ripetuti dai fedeli che pronunciano nello stesso tempo parole sacre indirizzate a Dio.

La compostezza e l’umiltà di cui i fedeli rendevano prova durante la loro preghiera erano così nobili che ne fui profondamente commosso. Mai, in verità, avevo visto in alcuna chiesa altrettanta lealtà nel culto di Dio, né altrettanta profondità nella rassegnazione, e fedeltà nell’adorazione di Dio.

Più tardi, accompagnato da altri visitatori stranieri, ebbi la gioia di assistere alle cerimonie della notte di Qadr, e contemplai questa veglia dall’alto del mio balcone. La notte di Qadr è quella in cui si dice che il Sacro Corano sia stato rivelato al Profeta (S) dell’Islam. Aya Soufia era piena di fedeli il cui numero raggiungeva le cinquemila persone, le quali effettuavano i loro movimenti di rak’ah e sajdah con un ritmo ammirevolmente regolare. Il dolce fruscio delle loro vesti quando si piegavano, delle loro mani che toccavano terra e quello del loro grido Allahu Akbar (Dio è il più grande) quando si alzavano, tutto ciò somigliava ad un volo d’uccello. Questo fu per me uno spettacolo incomparabile, pieno di maestosità, toccante.

Non solamente queste pratiche si facevano con una profonda umiltà verso Dio, ma mostravano ugualmente il colmo della generosità, della democrazia e dell’uguaglianza, di cui godono i fedeli musulmani.

Fui testimone di un facchino che si teneva al fianco di un ‘pascià’ fastosamente vestito, e si prosternava come lui. Vidi dei colossi neri, poveramente vestiti e sporchi che pregavano a fianco di turchi eleganti. Dalla sua nascita, l’Islam è stato la religione della fraternità, e questa qualità non l’ha mai abbandonata fino ad oggi31”.

Il più grande errore che il mondo occidentale ha commesso in materia di religione, è che l’ha considerata come un fatto personale e relativo alla coscienza dell’uomo, non avente alcun rapporto con la sua vita collettiva. E’ questa concezione erronea che ha deteriorato la morale agli occidentali. E’ evidente che in un ambiente in cui sopraggiungono tali crisi ideologiche, le deviazioni sociali sono inevitabili, la realtà si fa vittima delle inclinazioni carnali e la corruzione invade così il mondo.

Inoltre, una tale mentalità è fonte di conflitti fra i differenti valori spirituali dell’animo umano. Vale a dire che l’uomo, da quanto gli detta la coscienza religiosa e spirituale, rigetterà tale o tal altra cosa, ma in pratica, non potrà impedire di farlo.

Ogni pensiero e azione assume un andamento particolare nel quadro dell’ideologia. La vita non è nient’altro che l’ideologia. Separare la religione dal mondo esterno, fare distinzione tra il pensiero e le prescrizioni religiose, sarebbe un grave e imperdonabile errore.

Nel suo libro intitolato La Querelle tra la Religione e la Scienza, lo scrittore Der Pear ha definito quest’errore come segue:
“Quando ufficializzò il Cristianesimo nell’impero romano, Costantino non esitò ad introdurvi un numero di riti idolatri al fine di condurre i pagani a convertirsi alla nuova fede”.

Bisogna ricordare che nell’Europa cristiana, si è sempre creduto, dal Medio Evo, fino ai tempi moderni in cui l’esistenza di Dio viene rigettata, che la religione era un semplice rapporto tra l’individuo e il suo Dio, e che non ricopriva alcun ruolo nella vita. Altrimenti detto, si è sempre pensato che la credenza dell’individuo non avesse alcun rapporto con la sua vita nella società.

Lo Smodato Consumo di Alcolici

Lo smodato consumo di bevande alcoliche gioca un ruolo importantissimo nella degenerazione della moralità pubblica. Infatti, i sinistri effetti che l’alcool esercita sull’anima, sul corpo, sull’igiene e sulle credenze religiose dell’uomo, sono innegabili. Si tratta di un’evidenza che nessun uomo ragionevole può trascurare. Non c’è anno in cui questo mortale veleno non invii nei manicomi un rilevante numero di persone colpite da disturbi di origine alcolica, inducendone altresì migliaia di altre a uccidere, a suicidarsi, a tradire, a rubare o a dare scandalo…

Coloro che bevono eccessivamente cercano, in genere, di dimenticare le loro difficoltà e le loro disgrazie.

Ma, in realtà, essi ammettono così la propria sconfitta e la propria impotenza di fronte alle avversità. Invece di affrontare a testa alta i loro problemi, essi si arrendono e cercano l’oblio.
Il mondo illusorio, privo di sofferenze, che essi si creano, non li consola che per brevi momenti.

Una sana educazione etica potrà guarire una società affetta da uno smodato consumo di alcool.
L’uomo saggio si inebria con il vino del sapere e non con quello che deteriora la sua ragione e che lo trascina alla demenza, degradandolo al livello di una bestia.
Io ho visitato ad Amburgo una magnifica sinagoga. Lo stile dell’edificio e la ricchezza architettonica attiravano l’attenzione di tutti. Guidati dal direttore del tempio, incominciammo a visitarne le varie parti, ma ciò che mi stupì maggiormente fu una sala destinata ai bevitori! Rimasi per qualche istante sconcertato e colpito da ciò che avevo visto, quindi chiesi al direttore se fosse consentito bere alcolici nella sinagoga. “Sì – mi rispose con aria seriosa – ma mai in pubblico. Anzi, taluni si riuniscono qui per bere!”

L’abuso di alcool ha indotto gli scienziati, le autorità e i servizi d’igiene occidentali a paventarne le conseguenze. Le varie leghe antialcoliche sono state create per fare fronte a questo male. Ma l’esperienza ha dimostrato che tali organizzazioni non sono state in grado di estirpare questo flagello. Infatti, malgrado tutte le misure adottate, l’uso di questo mortale veleno non cessa di accrescersi, fino al punto di paventare realisticamente che la giovane generazione oggi attiva possa trasformarsi in una massa di individui alcolizzati e ridotti all’impotenza. Le statistiche che seguono rivelano nettamente la corruzione e la miseria causate dall’alcool; esse riguardano la Francia e sono state presentate dai medici del 24° congresso internazionale per la lotta contro l’alcool: “Il 20% delle donne e il 60% degli uomini malati che si rivolgono agli ospedali, sono da annoverare nel numero degli alcolizzati.

Allo stesso modo, il 70% dei dementi e il 40% dei pazienti affetti da malattie veneree, soffrono in ragione delle conseguenze provocate dall’abuso di alcool.

In Inghilterra, ricerche fatte dagli specialisti hanno dimostrato che quasi il 95% dei malati di mente sono vittime dell’alcool.

Per quanto riguarda i decessi determinati in Francia dal consumo di alcool, il ministero della sanità di questo paese ha pubblicato statistiche che la stampa francese ha definito traumatizzanti. Secondo queste statistiche, il numero dei decessi causati dall’abuso di alcool, ammonta a circa ventimila ogni anno. Il segretario generale del comitato internazionale per la lotta contro l’alcool ha dichiarato che in Francia il 25% degli incidenti sul lavoro e il 57% dei sinistri automobilistici sono stati provocati da bevitori32”.

Il vecchio presidente della repubblica francese, Poincaré, il quale si occupava anche della direzione dell’associazione per la lotta contro l’alcoolismo, fece le seguenti dichiarazioni durante la prima guerra mondiale: “Francesi! Il vostro nemico più pericoloso è l’alcool! Le perdite in vite umane e in beni che l’alcoolismo ha inflitto alla Francia nel 1870, sono molto più considerevoli rispetto a quelle che abbiamo subito con l’attuale guerra. Questa bevanda che vi appare così deliziosa al gusto, è invece un veleno mortale che vi fa invecchiare prematuramente e distrugge metà della vostra. La vostra salute ne sarà gravemente colpita”

“Negli ospedali francesi, il 40% dei pazienti soffre di malattie causate dall’alcoolismo. Il 50% dei ricoverati nei manicomi risulta colpito da demenza alcolica. Inoltre, il 50% dei bambini malati sottoposti a terapia nelle cliniche pediatriche francesi, sono direttamente vittime delle tare ereditarie trasmesse da genitori alcolizzati”

“Il 60% dei fondi destinati alla giustizia in Francia è destinato alla lotta contro l’alcool; ogni anno la tesoreria di questo Stato subisce un pregiudizio di centinaia di miliardi di vecchi franchi, causato dall’abuso di alcool, in ragione di spese destinate a ospedali, manicomi e altri istituti di questo genere.

Il consumo di alcool accresce il tasso di mortalità umana in ragione del 55% per gli uomini, mentre il 30% delle donne muoiono vittime dell’alcolismo. Il 95% degli infanticidi sono provocati da follia alcolica, mentre il 60% dei depravati sono nati da genitori alcolizzati33”.

“In Germania, in un solo anno, qualcosa come centocinquantamila persone, i cui reati risultavano connessi con il consumo di alcool, sono stati chiamati a comparire davanti ai tribunali. Nel 1878, la giustizia tedesca ha effettuato 5.348 arresti nei confronti di donne che avevano commesso delitti sotto l’effetto dell’alcool, cifra che, nel 1914, arriverà fino alle 6.031 unità!”

Negli Stati Uniti, un segretario di Stato, in occasione di un discorso, ha rivelato:
“Per dieci anni, il nostro paese ha speso diciotto miliardi di dollari al fine di lottare contro l’alcolismo. Un centinaio di migliaia di giovani sono stati ricoverati in istituti di assistenza in ragione dell’alcool, centocinquantamila individui colpevoli di vari delitti sono stati gettati in prigione, millecinquecento criminali sono stati giustiziati, duemila persone si sono suicidate, duecentomila donne sono diventate vedove e un milione di bambini sono diventati orfani”

Da parte sua, il congresso internazionale per la lotta contro l’alcolismo ha dichiarato:
“I danni che l’alcolismo infligge all’economia francese sono meritevoli di attenzione. Secondo inchieste molto circostanziate, l’alcolismo aggrava di centoventotto miliardi di franchi le spese di bilancio dello Stato, e precisamente: dieci miliardi per gli ospedali, quaranta miliardi per l’assistenza pubblica e per gli istituti di beneficenza, diciassette miliardi per la sicurezza sociale, sessanta miliardi per i tribunali e per il sistema carcerario!

Inoltre, la diminuzione del consumo di uva comporta un mancato introito di undici miliardi per le finanze dello Stato, mentre quest’ultimo non guadagna che cinquantatrè miliardi di franchi sulla vendita di alcool.

In tal modo, noi ci siamo resi conto di come l’uso di alcool possa essere nocivo alla salute economica di una nazione34”.

“Anche in Unione Sovietica furono varate misure draconiane contro il vizio dell’alcool e l’ubriachezza. Ciò avvenne nell’intento di arginare gli effetti negativi esercitati dall’alcolismo sull’economia della nazione. Più di un ministro sovietico dichiarerà che sarebbero stati adottati provvedimenti per impedire che l’alcolismo si diffondesse nel paese dei soviet. La Pravda scriveva: “In Unione Sovietica, l’uso di alcool ha accresciuto il numero dei reati, nonché l’assenteismo e l’indisciplina degli operai nelle fabbriche. Provvedimenti ancora più incisivi saranno prossimamente adottati contro l’ubriachezza35

In seguito alle inchieste citate, è emerso che molti incidenti aerei sono stati provocati dallo stato di ebbrezza dei loro piloti: “Uno specialista di psicologia industriale, il Dr. Clement Corn Gold, ha dimostrato, grazie ai suoi studi, che la maggior parte di queste cadute sono state registrate fra gli aerei di linea e gli elicotteri statunitensi e, in particolare, fra gli aerei privati i cui piloti versavano in stato di ubriachezza durante il volo.

“I danni che l’alcool infligge sono insufficienti? E allora, vogliamo forse che altre persone ne siano indirettamente vittime, magari anche quegli stessi che non hanno probabilmente mai bevuto?36

Le Contraddizioni del Mondo Moderno

La rivoluzione industriale e il continuo sviluppo del capitalismo hanno lasciato un’indelebile impronta sulla vita delle persone. Il progresso dell’industria e della tecnologia ha trasformato il grande capitale in Trust e Cartelli. Ciò ha fatto sì che un’oligarchia beneficiasse di una vita di lussi veramente leggendari, in modo tale che anche i loro cani e i loro gatti godessero di un grande benessere, mentre altri si sono trovati così sprovveduti da non poter rispondere, con il loro miserabile salario, ai bisogni più urgenti della vita.

Queste condizioni di oppressione e d’ingiustizia generate dall’organizzazione sociale del mondo moderno, sono veramente troppo penose per le coscienze più sensibili degli intellettuali contemporanei. La maggior parte dei mali di cui soffriva l’uomo una volta, lo opprimono oggi in maniera proporzionalmente più estesa.

Nel mondo contemporaneo, l’eccesso imperversa su tutti i piani, il contrasto fra i tenori di vita si manifesta in maniera disgustosa. Lo sforzo spiegato dai vari paesi avanzati per far progredire la loro economia non si realizza affatto in misura universale e nell’interesse di tutti gli uomini. Essi non si preoccupano che della loro prosperità, spesso anche a prezzo della miseria di altri paesi e di altri popoli: di qui lo scarto sempre più insormontabile fra i diversi paesi e le differenti classi sociali. Le statistiche ci mostrano che la carestia e la miseria devastano oggi numerosi paesi.
“Su due miliardi e mezzo di individui, nei paesi sottosviluppati, cinquecento milioni sono sottoalimentati, e un miliardo e mezzo non mangiano a sazietà. Così, ogni anno, milioni e milioni di persone muoiono di fame. Solo in Brasile, 250.000 bambini ogni anno muoiono vittime della sottoalimentazione. In India, questa mortalità infantile cresce proporzionalmente alla popolazione. Gli avanzi di un pasto consumato da una famiglia media statunitense, rappresentano il nutrimento di quattro giorni di una famiglia indiana37

In queste condizioni, vanitosi privi di buon senso sprecano spietatamente milioni di tonnellate di derrate alimentari, sufficienti a salvare dalla morte milioni di ventri affamati. Qual è il loro obiettivo? Avere in mano il controllo dei prezzi e creare artificiose carenze di beni.

Se si ponesse un freno a questo sperpero e a queste azioni disumane, nessuno nel mondo soffrirebbe più la fame. Le statistiche seguenti sono una prova di questa deplorevole situazione: “Nel 1960, centoventicinque milioni di tonnellate di pane sono marcite nei depositi statunitensi, allorché questa quantità di pane sarebbe stata sufficiente a nutrire per un anno intero cinquecento milioni di indiani. Gli Stati Uniti distruggono ogni anno incalcolabili quantità di derrate alimentari, con l’unico scopo di salvaguardare le loro risorse e per mantenere il proprio potere concorrenziale.

“Al fine di perpetuare la penuria artificiale in cui versa il mondo sottosviluppato, le imprese capitalistiche occidentali hanno raddoppiato la loro pressione in questi ultimi anni. Stipando le derrate alimentari e lasciandole marcire nei propri magazzini, gli USA favoriscono non solo le carestie, ma costringono altresì gli altri paesi ad acquistare e a vendere i loro prodotti alimentari a prezzi colossali, infliggendo così danni irreparabili all’economia di questi paesi. Queste ricchezze depredate da un esiguo numero di spiriti egoisti, costituiscono in effetti un’efficace arma nelle loro mani, la quale serve a sterminare milioni d’innocenti38

Il celebre filosofo Bernard Russel scrive: “Negli ultimi quattordici anni, gli USA hanno corrisposto quattro miliardi di dollari ai propri agricoltori, allo scopo di acquistare le eccedenze di grano. Milioni di tonnellate di grano, di orzo, di mais, di burro, ecc. marciscono nei magazzini governativi affinché i prezzi restino elevati sul mercato mondiale; pezzi di burro e di formaggio sono resi immangiabili con l’aiuto di sostanze coloranti, al fine di impedire la caduta dei prezzi dei prodotti caseari”

Se si protraesse ancora, questa situazione avrebbe spaventose ripercussioni, a meno che gli abitanti di questa parte del mondo non cambino veramente il loro modo di vita.

Il principale motivo che ispira queste prassi offensive e diaboliche, non è altro che la decadenza morale spinta all’estremo, mentre è l’attuale civilizzazione industriale priva di moralità e di fede che ha generato una situazione così riprovevole.

Il celebre filosofo e sociologo A. Sorokin afferma: “A dispetto dei considerevoli progressi ottenuti nel campo dell’industria e della tecnologia, noi ci sentiamo tuttavia più poveri che mai sul piano morale. Le società industriali non possono granché pretendere di essere superiori alle società povere e arretrate. Questa civilizzazione materiale dei nostri tempi è piena di contraddizioni nei suoi atti come nelle sue parole, nelle sue opinioni, nelle sue riflessioni e nei suoi sentimenti.

“Nei suoi innumerevoli documenti e dichiarazioni, la civilizzazione materiale ha fermamente rivendicato l’uguaglianza di diritti per tutti gli uomini, senza eccezioni. Ma, in pratica, essa autorizza ogni sorta di segregazioni e di ingiustizie di ordine morale, religioso, economico, politico, sociale e familiare ecc., applicandole con cieco fanatismo.

“Essa si dichiara fautrice della democrazia. Il governo del popolo, dal popolo e per il popolo, è la sua parola d’ordine politica. Ma, nei fatti, si tratta di un potere oligarchico, un regime di alcuni despoti vanitosi che dominano tutto.

“Questa civilizzazione moderna che auspica il benessere e la prosperità per tutti, fa nascere nell’uomo sentimenti di fallimento, di frustrazione, di ansietà e di malessere. Nei suoi insegnamenti respinge l’egoismo e la vanità a vantaggio dell’amore del prossimo, della collettività ecc., mentre nella pratica, lo si vede soprattutto ai nostri giorni, si nutre di egocentrismo, indifferente alla sorte degli altri, esaltando la crudeltà, lo sfruttamento dei lavoratori e il mercantilismo39”.

Benché costituiscano solo il 25% della popolazione del pianeta, i paesi sviluppati dispongono tuttavia dell’85% delle ricchezze del mondo intero, mentre i paesi arretrati (cioè il 75% della popolazione mondiale), non ne possiedono che il 15%, e questo scarto non fa altro che aumentare con il tempo.

D’altra parte, negli stessi paesi ricchi, i grandi capitali sono accumulati nelle mani di un gruppo di individui poco numerosi. Negli USA, una commissione d’inchiesta del senato pubblicò, nel 1946, un resoconto nel quale affermava: “Il 5% delle grandi imprese statunitensi dispongono da sole dell’80% dei capitali collocati nell’industria di questo paese. Più del 60% della totalità degli operai qualificati sono assunti da queste stesse imprese gigantesche che intascano l’84% dei profitti netti registrati da tutte le imprese industriali statunitensi40”.

Il direttore dell’agricoltura e delle derrate alimentari dell’organizzazione della Nazioni Unite ha affermato: “Circa i due terzi della popolazione mondiale vive in uno stato di fame permanente, mentre un miliardo e mezzo di individui circa non dispongono di sufficiente nutrimento per salvarsi dalle grinfie di questa calamità41”.

Citando le cause della carestia di cui soffrono milioni di uomini sfavoriti nel mondo, De Castro ha detto: “Nel corso di un’intervista con il vecchio presidente degli Stati Uniti, Truman, gli chiesi di assumere decisioni tali che consentissero di mettere a disposizione di un centro internazionale l’eccesso di produzione agricola e alimentare del suo paese al fine di distribuirla fra i popoli sfavoriti. ‘In quanto presidente degli Stati Uniti – mi rispose – io non posso accettare la vostra indicazione, poiché i nostri aiuti sono inseparabili dai nostri interessi politici!”

La Civilizzazione Moderna e le Sue Barbarie

Nonostante secondo alcuni sociologi, la guerra sia inseparabile dalla vita umana e questa sia stata da sempre mescolata con le ostilità e gli omicidi, molti sociologi e psicologi hanno rigettato questa concezione, pretendendo che la guerra non sia affatto un fenomeno ineluttabile, ma che risulti piuttosto da una deviazione dei costumi e dagli squilibri socio-economici.

Dobbiamo anche cercare le cause della guerra al di fuori della natura dell’uomo, che permetterebbe di escludere queste cause dall’aiuto di una sana educazione morale e di uno sforzo serio per il miglioramento delle condizioni sociali, e di evitare così le grandi catastrofi che possono distruggere la società umana.

A dispetto dei brillanti successi senza precedenti che il nostro secolo ha registrato nel dominio della scienza e dell’industria, le guerre sanguinose di questo XX secolo passano come le più inumane nella storia delle lotte tra i popoli, tanto più che sono state scatenate per quietare i desideri materiali di alcuni espansionisti.

Gettiamo un breve colpo d’occhio sul dossier nero delle guerre che hanno avuto luogo nel corso dei primi 70 anni del XX secolo. I crimini commessi dall’uomo civilizzato, durante questo breve periodo sarebbero potuti risultare ben più orribili di tutti gli altri crimini perpetrati nella storia delle avventure umane.

Con la sua scienza, la sua industria e le sue bombe atomiche, l’occidente mette a fuoco e sangue il mondo intero e fa gemere i popoli deboli, vittime del decadimento morale degli occidentali.
Provocate dagli interessi materiali contraddittori degli Stati colonialisti, le due guerre mondiali condussero a risultati disastrosi e fortemente spiacevoli per l’insieme dell’umanità. Le macchie dei crimini e della crudeltà di cui diedero prova questi spiriti bellicisti del XX secolo non possono, in nessun caso, essere cancellati.

Le statistiche concernenti le strane avventure propriamente dette sono le seguenti:
“La prima guerra mondiale durò 1565 giorni. Il numero di quelli che furono uccisi sul campo di battaglia, si elevò a nove milioni d’uomini. Quello dei mutilati e degli invalidi raggiunse circa 22 milioni e i dispersi sorpassarono la cifra dei 5 milioni.

Queste perdite vengono recensite solo sui campi di battaglia. Quelle sopraggiunte nella città sono ancor più considerevoli. Il totale delle spese fatte in occasione di questa guerra viene valutato in 400 miliardi di dollari. Secondo le stime del ‘Comitato di Beneficenza Carnegie’ per la pace mondiale, con questo budget si sarebbe potuto costruire un alloggio sufficientemente confortevole per ogni famiglia inglese, irlandese, scozzese, belga russa, americana, tedesca, canadese ed australiana”42.

Ora, la grande guerra mondiale terminò con immense perdite e danni, ma appena i patimenti dei sopravvissuti iniziarono ad affievolirsi e le rovine non erano ancora state ripristinate, immediatamente, la seconda guerra mondiale mostrò il suo laido volto, mettendo in poco tempo il mondo intero a fuoco e sangue. In questa guerra, 35 milioni di persone vennero uccise, 20 milioni di uomini furono mutilati delle braccia e delle gambe, furono anche segnalati 12 milioni di casi di aborti involontari.

La distruzione di 13 mila scuole primarie e licei, quella di 6 mila università, e di 8 mila laboratori, fecero parte dei danni inflitti da questa guerra, senza contare i 390 mila miliardi di granate esplose in aria!
Nel 1945, gli americani lanciarono due “piccole” bombe atomiche sul Giappone: una su Hiroshima, l’altra, tre giorni dopo su Nagasaki.

A Hiroshima, perirono 70 mila persone e altrettante risultarono ferite. A Nagasaki ne furono uccise circa 40 mila, e vi fu lo stesso numero di feriti. Le costruzioni subirono considerevoli danni. Anche i bambini e gli animali domestici furono contati tra le vittime del cataclisma.
Cinque giorni più tardi i giapponesi riconobbero la loro sconfitta davanti agli americani e dichiararono la resa senza condizioni.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, la stampa pubblicò la notizia seguente:
“Il governo sovietico ha passato alle officine americane l’ordine di fabbricare quattro milioni di gambe artificiali destinate all’uso dei soldati mutilati!

Questo perché le ditte sovietiche, sebbene lavorassero a pieno ritmo, non potevano soddisfare questo bisogno di arti artificiali! La sola soluzione era allora di indirizzarsi ai fornitori americani!”

Le due bombe atomiche che, nell’agosto 1945, furono lanciate su Hiroshima e Nagasaki contenevano ognuna 235 unità d’uranio, 239 di plutonio e 335 mila tonnellate di TNT. Mentre una bomba nucleare ordinaria è cinquemila volte più potente di queste lanciate sulle due città, e una bomba a idrogeno è cinque milioni di volte ancora più distruttiva.

Una sola bomba atomica basta a distruggere completamente città come New York, Parigi, Londra o Mosca. Per il trasporto di una bomba di questo genere, non è necessario che un pilota consacrato a prendere il rischio di volare attraverso le pericolose reti della difesa nemica; i missili autopropulsori sono capaci di raggiungere un bersaglio situato a 2000 miglia. Ogni esperimento nucleare si realizza in un campo di 7000 miglia.

Secondo l’inchiesta del Dottor Linus Powling, celebre chimico americano e detentore del premio Nobel, le bombe di potenza in megatoni sono terribilmente pericolose; nelle prime ore di un’eventuale guerra, 175 milioni di persone perirebbero nei paesi più popolati del globo solo con l’esplosione di 10 mila bombe di potenza in megatoni. Notiamo che attualmente, gli Stati Uniti possiedono 240 mila ingegni di questo genere, l’Unione Sovietica 80 mila e l’Inghilterra circa 15 mila!

Un vecchio ufficiale dello Stato Maggiore generale dell’esercito americano, Newmann, stima, a proposito di una guerra che potrebbe avvenire in futuro:

“Le perdite di una guerra futura non si limiterebbero alle sole forze armate; questa guerra finirebbe per far perire tutti i popoli, le donne e i bambini non sarebbero più risparmiati, poiché i fisici hanno tolto agli uomini-soldati il loro dovere di guerra per rimetterlo tra le mani di macchine ed ingegni automatici che non fanno affatto distinzione tra militari e civili. Non viviamo più nei periodi in cui ci si batte sui campi dell’onore e ai piedi delle fortezze. Le battaglie attuali si estendono fino nelle città e nei villaggi; giacché, dicono i nuovi teorici, le principali forze del nemico non si trovano nel corpo delle sue truppe, ma nelle sue città, nelle sue fabbriche, nel suo commercio, nella sua economia, ecc…Dunque, se una guerra si scatenasse, sarebbero questi luoghi i primi ad essere bombardati dall’aviazione nemica, con bombe a carica esplosiva, tossiche o batteriologiche.

Queste due guerre che gettarono il mondo nell’abisso del male, che provocarono tanto dolore e scompiglio, non esercitarono alcuna influenza sulla morale dei popoli occidentali: morale che, inebriata dalle ricchezze materiali e dalle bevande alcoliche non subisce alcun cambiamento e non può trarre nessuna lezione da queste due dolorose prove passate.

Oggi, una nuova guerra scoppia ogni giorno da qualche parte del mondo, e vi è da temere che le ostilità regionali si trasformino subitaneamente in una grande guerra mondiale, distruttrice da un capo all’altro delle basi della civilizzazione umana. I popoli civilizzati si servono attualmente di gran parte delle loro forze per uccidersi l’un l’altro e le ricchezze morali e materiali che devono normalmente pervenire ai bisogni della società, all’agiatezza generale, vengono utilizzate a costruire altrettanti armamenti pericolosi e mezzi di distruzione che inghiottono enormi cifre del budget del paese.

Il filosofo inglese, Bertrand Russel afferma:
“Questi Stati che rivaleggiano l’uno contro l’altro lanciando missili spaziali e inviando satelliti artificiali intorno alla luna, non otterranno nient’altro che la distruzione del mondo intero.
Se nel passato, guerre, saccheggi e carneficine erano parte integrante della vita nelle società umane, oggi ostacolano la prosperità dell’uomo e provocheranno in poco tempo il suo malessere e la sua totale decadenza. Questo spirito competitivo che domina attualmente le imprese industriali o commerciali è, in sé, un fattore suscettibile di fare scomparire intere società”.

Secondo la rivista “Ricerche Economiche”, nella prima metà del XX secolo, quattromila miliardi di dollari sono stati consacrati da differenti paesi del mondo alla guerra ed alla produzione d’armi. Con questa somma di denaro si sarebbe potuto nutrire l’intera popolazione del globo durante questa stessa metà del secolo, e far costruire confortevoli abitazioni per 500 milioni di famiglie, ossia i due terzi della popolazione mondiale.

Ora, noi viviamo in un mondo in cui i due terzi della popolazione soffrono di fame e di stenti, e sono ancora analfabeti. È in un tale mondo che vengono destinati, ogni anno, 120 miliardi di dollari alle spese militari ogni giorno che passa, 350 milioni di dollari circa, frutto del lavoro umano, sono consacrati alla fabbricazione dei mezzi di distruzione di massa. A dire dei grandi economisti di fama mondiale, questa somma equivale ai due terzi del totale dei redditi nazionali dei paesi in via di sviluppo. Equivale al valore globale di tutte le merci esportate dai differenti paesi del mondo, ed infine è uguale alla metà del totale di tutti i capitali costituiti ogni anno nel mondo.

Secondo i dati raccolti dalla federazione mondiale degli operai, il 70% del personale delle organizzazioni scientifiche del mondo lavorano, in una maniera o nell’altra, per conto delle industrie belliche.

Ai giorni nostri, le armi di distruzione di massa sono talmente spaventose che la vittoria non avrebbe più senso, se scoppiasse una terza guerra mondiale, poiché, in questo conflitto, non vi sarebbero più né vincitori né vinti, e in poco tempo l’umanità finirebbe per scomparire.

Lo studioso russo A. Sorokin, afferma:
“Il nostro problema fondamentale, in questo periodo, non è di sapere se il capitalismo prevalga contro il comunismo o se il nazionalismo s’imponga sull’internazionalismo. Consiste piuttosto nel ricercare una cultura che possa rimpiazzare la cultura materiale attuale, e come ho spesso detto, la nostra epoca è una sorta di purgatorio tra due civilizzazioni, una tappa di transizione, inevitabile. Durante le due guerre mondiali le parti in conflitto pretendevano ognuna che la pace non potesse essere ristabilita che sopprimendo la parte avversa.

Per esempio, al tempo della prima guerra mondiale si credeva che se l’imperatore Guglielmo II, fosse stato detronizzato, o l’Inghilterra annientata, la guerra non avrebbe tardato a finire. Non si poteva sospettare lo scoppio di una seconda guerra. La gente pensava che se Hitler si fosse dimesso, se Churchill fosse deceduto per una crisi cardiaca, se Mussolini non fosse nato, se Hirohito fosse morto, e infine se al posto di Stalin, Trotsky si fosse impadronito del potere in Unione Sovietica, non vi sarebbe stata ragione di preoccuparsi!

Nessuno di questi esiste oggi, nonostante ciò la crisi permane febbricitante e l’umanità è più inquieta che mai. In realtà, non sono Guglielmo II, Hitler, Mussolini, Churchill o Stalin che hanno promosso la crisi del XX secolo, poiché erano stati loro stessi generati dalla crisi. Altri li avrebbero rimpiazzati se non fossero esistiti e forse sarebbero anche stati più crudeli. Questi tipi d’individui sono come le pustole di un corpo il cui sangue è stato alterato. Si può pressarle con le dita e sradicarle dal loro posto. Ma altre verranno sicuramente a rimpiazzarle, a meno che non ci si occupi di un trattamento del sangue malato43”.

Si, è in un mondo in cui si fondano società per proteggere gli animali, e dove ci si serve del cuore dei morti o del cuore artificiale per salvare qualche sfortunato dalla sofferenza, che giorno e notte, bombe incendiarie vengono lanciate su gente senza difesa e dove si procede a massacri in massa con armi sofisticate.

Organizzazioni come l’ONU e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, vengono apparentemente create contro l’oppressione e in favore della giustizia mentre migliaia di sfortunati muoiono a causa della carestia o nelle guerre che fanno scoppiare le politiche contraddittorie.

Tutte queste presunte associazioni di difesa dei diritti dell’uomo, e di cui molti membri si definiscono contrari alla guerra, non sono esse stesse responsabili dello scatenamento delle ostilità?

Coloro che vogliono risolvere le questioni con la diplomazia, che non cessano di lodare la pace universale, non esercitano essi stessi in questa stessa qualità di diplomatici, non eque e immani pressioni sui loro prossimi?

Quanto alle autorità della Chiesa, fanno propaganda in nome della religione servendosi di slogan che piacciono a tutti, come il pacifismo e il rifiuto della guerra e dello spargimento di sangue. Questo mezzo che utilizzano non può essere giusto, visto che la pace non ha in sé alcun senso. Se si vuole lottare contro la guerra e il massacro in maniera efficace, è alle cause che bisogna rifarsi. Occorre, infatti, lottare contro i fattori che sono all’origine di questi fenomeni.

I vecchi dell’Europa non hanno certamente dimenticato l’infame intesa tra Roma e i criminali nazisti e fascisti.

Segregazioni Razziali

Il razzismo44, essendo l’opera dell’immaginazione di un certo scrittore o filosofo, non crede all’uguaglianza dei popoli.

I sostenitori ed i propagatori del razzismo esigono che la migliore e la più potente razza del mondo s’imponga sulle altre, e che le razze più deboli le siano sottomesse.

Senza parlare del fatto che tali opinioni vengono considerate come nettamente incompatibili con la filosofia dell’esistenza umana ed i principi della libertà individuale e collettiva, che causano il decrescimento dei popoli indeboliti, c’è luogo a dire che secondo la scienza, la storia e nella visione di molti specialisti e filosofi contemporanei, la teoria della superiorità della razza è un fatto illusorio e senza un valido fondamento.

“Partendo dal principio che nessuna razza pura è mai stata vista fino ad oggi, e che alcuna verifica scientifica non è giunta a trovarne una, gli esperti in materia sono dell’avviso che la razza ariana non è che una leggenda e non è per nulla certo che una razza chiamata ariana sia esistita nella storia. Ma ciò di cui non si dubita è che le lingue ariane siano esistite, ma si vedono spesso differenti razze parlare la medesima lingua45”.

Una delle ragioni per cui venne scatenata la seconda guerra mondiale, risiede nella nascita, nella Germania hitleriana, del Nazionalsocialismo, filosofia che si fondava sulla superiorità della razza. Lo scopo ultimo di Hitler era di estendere il territorio tedesco e creare un potente stato “germanico” nel cuore dell’Europa.

Durante il suo cancellierato, questo regime intraprese a formare congressi e a lanciare una vasta propaganda, col favore della quale attivò le forze nazionaliste dalle quali trasse largamente profitto nel senso delle sue visioni espansioniste.

Il dottor Gustave Lebon afferma:
“L’elemento al quale fu attribuito un ruolo preponderante nella nostra società, fu la teoria dell’origine delle razze, che era ben gradita agli occhi degli uomini di Stato di un tempo, era al centro dei loro interessi politici; essa fu all’origine di sanguinose ostilità, stabilì la pace armata e finì per causare vaste distruzioni.

“Ciò che diede luogo all’espansione di questa idea fu il sogno secondo il quale si pensava che il popolo più potente e più lontano dal pericolo sarebbe stato quello il cui territorio nazionale fosse stato più vasto e la popolazione più numerosa. Ma la verità, è che tali popoli sono normalmente più portati ad essere vinti46”.

L’idea di superiorità del bianco sul nero, e i valori marci che si attribuiscono a tale o a tal altra razza conoscono ancora una voga straordinaria nei paesi più avanzati nel mondo.
Nella culla della civilizzazione, essere nero, significa essere colpevole. I neri sono qui praticamente privati, in gran parte, della loro legittima libertà e dei loro diritti umani. In certi stati dell’America, i neri non sono, secondo la legge, autorizzati a sposarsi con i bianchi. L’accesso alle scuole, alle università ed agli ospedali che frequentano i bianchi, è loro vietato. Essi non hanno il diritto di entrare nei luoghi pubblici, ristoranti e hotel destinati ai bianchi. Negli autobus e nei mezzi di trasporto pubblici, essi non sono autorizzati a prendere posto a fianco dei bianchi sugli stessi sedili.

Più disonorevole ancora, è che in certe chiese, non viene concesso ai neri il permesso di entrare e partecipare al culto!

Il presidente americano fece, nel febbraio 1963, le dichiarazioni seguenti innanzi al Congresso:
“Senza parlare di uno Stato particolare (degli Stati Uniti), bisogna dire che ogni bambino nero nato oggi negli Stati Uniti, non avrà che la metà di possibilità di un bambino bianco per entrare a scuola. Avrà un terzo di chances di accedere all’università o di divenire tecnico specializzato, così come avrà il doppio di chances di trovarsi disoccupato”.

Secondo l’inchiesta condotta dalla rivista “Informations and Reportages”, in undici Stati americani, i neri sono privati del diritto di voto, della libera scelta del loro domicilio, di entrare liberamente nei ristoranti, nei magazzini e in altri luoghi pubblici e, per così dire, essi sono privati di godere degnamente la propria vita. Negli Stati dell’Alabama, del Mississippi e della Carolina del Sud, nessun scolaro nero, per fare un esempio, si vede negli edifici dell’insegnamento pubblico!

“Dal 1954, anno in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti decretò che i neri avrebbero raggiunto, come i bianchi, il diritto di frequentare le scuole pubbliche, il 4% solamente dei bambini neri è stato ammesso negli edifici destinati ai bianchi. In molti casi, l’iscrizione di un bambino nero ha suscitato problemi e richiesto l’intervento delle forze dell’ordine47”.

Nella loro lotta seguita contro i neri, i bianchi non esitano a far loro patire ogni crudeltà. Le loro azioni fanno venire in mente, la barbarie e i crimini del Medio Evo. La dichiarazione mondiale dei diritti dell’uomo non ha potuto mettere fine a questa grande ingiustizia. In un’epoca in cui la conquista dello spazio viene realizzata dall’uomo, il fanatismo etnico ed il razzismo non cessano di infierire contro il mondo, e la differenza di colori ha condotto gli uomini a scavare tra loro fosse incolmabili.

Il celebre filosofo A. Sorokin, afferma:
“Non sono d’accordo con chi sostiene: “L’Est è l’Est, l’Ovest è l’Ovest, giacché nessuno dei due non incontrerà l’altro”. Perché non dovrebbero incontrarsi? Quale differenza esiste tra gli uomini? Gesù disse, circa duemila anni fa, che la superiorità dell’uomo dipende dalla sua buona intenzione, dalla sua buona opera e dal suo affetto, mentre noi altri, gente civilizzata del XX secolo, stimiamo la superiorità dell’uomo dal sangue e dal colore della sua pelle!
‘Hitler era un malfattore, si diceva, che credeva nella superiorità della razza’. Ma gettate uno sguardo intorno a voi, ovunque vi sono piccoli Hitler che avrebbero salvato la faccia, se essi avessero potuto, dal loro maledetto predecessore, idolo dei nazisti.
Guardate l’Africa del Sud! Vedete la stessa America.
Ovunque regna il razzismo. D’altra parte, credo che la guerra in Vietnam, fosse una guerra di razze, scoppiata perché la razza bianca occidentale si sentiva superiore alla razza gialla asiatica48”.

Nell’Africa del Sud, i neri costituiscono i ¾ della popolazione, nonostante ciò, sono brutalizzati dai bianchi segregazionisti.

In questo paese, la segregazione razziale riposa su di una legge chiamata “apartheid”, che separa totalmente i neri dai bianchi. Secondo questa legge, i bianchi vivono separati dai neri, dagli indiani immigrati e dai mulatti. L’atto dello stato civile, del cittadino sudafricano indica non solamente i fatti relativi al suo stato, ma determina anche la sua razza, e ogni razza non può viaggiare che attraverso i propri bus e treni, non può frequentare che le chiese e i ristoranti che gli sono propri; non si serve che di stazioni di taxi e di cabine telefoniche riservate; ed infine si fa curare nei propri ospedali, e dopo la morte, viene interrata nei cimiteri predestinati!

In Sudafrica, l’unione dei neri con i bianchi è vivamente interdetta. Nelle zone abitate dai bianchi, la gente di colore non può assumere che bassi impieghi, mediocremente retribuiti.
In questo paese, le persone sono classificate seguendo la loro razza. Questa classificazione determina i limiti del loro potere e della loro libertà: dove e come devono vivere, con chi sono autorizzati a sposarsi, quale impiego devono scegliere, quale sorta di educazione possono seguire eccetera. Il numero dei prigionieri neri si eleva a volte a un mezzo milione.

Dal punto di vista giuridico la sorte dei neri è interamente tra le mani dei bianchi (tutti i giudici sono bianchi). Nessuna legge protegge i neri, ecco un esempio:

“In una città sudafricana, in seno ad una famiglia bianca, è nata una bambina che ha la “sfortuna” d’essere nera! Il tribunale razzista sudafricano incaricato di giudicare questo fatto, ha deciso che nessun nero fa legalmente parte di un focolare bianco. Questa bambina viene allora espulsa da casa propria e rinviata dal quartiere dei bianchi per essere allevata a Johannesburg presso i neri. Il tribunale ha solamente concesso al padre di questa bambina di ricondurla a casa propria come serva! Il padre contrariato ha dichiarato:
“Chiedo alla corte suprema sudafricana di cassare questa sentenza inumana resa a detrimento della mia bambina. Adopererò ogni mia forza per farla rientrare come membro della mia famiglia. Ma, se non riuscirò a restituirle i suoi diritti, preferisco affidarla ad una famiglia che vive fuori da questo paese che voglia ben accettarla49”.

L’incidente accaduto a Sharprill è un esempio fulgido dei crimini dei razzisti sudafricani:
“Il 21 marzo 1960, ebbero luogo delle manifestazioni in parecchie città dell’Africa del Sud, contro la legge che imponeva ai neri di portare sempre con sé la loro carta d’identità. A Sharprill, un certo numero d’Africani sprovvisti del documento, procedettero ad una manifestazione silenziosa nella strada del commissariato del loro quartiere, con l’intenzione di essere arrestati dalla polizia. Questa, al posto di arrestarli, aprì il fuoco e ne uccise 69, ferendone altri 18050”.

Qual è il nome di questa barbarie? A quale sentimento umano s’ispira? Non s’intende difendere la schiavitù attraverso tutti questi crimini ed atti di violenza? Non è schiavitù propriamente detta mantenere i neri nella soggezione? Quale dottrina abolizionista ha potuto, fino ai giorni nostri, cancellare questo atto crudele?

Nel suo libro intitolato “L’Affrancamento dei Neri” il celebre scrittore americano, Harry Harriod scrive:
“E’ vero che la schiavitù non viene più praticata oggi come nel Medio Evo. Nonostante ciò resta in vigore sotto forma di classificazione, e i neri sono sempre visti in uno stato d’inferiorità in rapporto ai bianchi. Le leggi oppressive le privano dei loro diritti più evidenti. Sono facilmente condannati a morte, e la gente (i bianchi) cerca il minimo pretesto per maltrattarli senza troppo dissimulare la propria attitudine e, tanto più, senza temere di essere perseguita dalla polizia!”.

La Disgregazione dell’Ordine Familiare

Il focolare familiare, in cui si svolge la vita di ogni individuo, costituisce l’unità di base della società umana ed esige, prima di tutto, affetto e tenerezza.

Sarà un buon rifugio sereno e confortevole solamente se solidi legami d’amicizia e di fiducia reciproca uniscono i suoi membri. L’uomo ha particolarmente bisogno di quiete e di calma interiore; più i legami spirituali si consolidano tra i membri di una famiglia, più la felicità estenderà le proprie ali. Prima della rivoluzione industriale, gli occidentali conducevano una vita semplice e modesta. L’ambiente familiare presentava serenità e armonia. L’uomo, al fine di assicurare la sussistenza della sua esistenza, lavorava fuori casa, mentre la donna si prodigava soprattutto nell’educazione dei bambini e nel governo della casa non oltrepassavano il limite dei confini domestici.

Uno dei primi impatti dello sviluppo industriale necessitava di un aumento della manodopera, fu così che gli uomini le donne e i bambini si videro trascinare verso le fabbriche e le imprese private e pubbliche. Da qui un cambiamento totale della situazione urbana che suscitava degli sforzi considerevoli per vivere meglio o piuttosto per salvare le apparenze.

In seguito a questo cambiamento nel modo di vita, che causava un allontanamento tra i membri della famiglia, i legami coniugali iniziarono a divenire fragili e diminuì l’affetto fra i familiari. La donna palesò dei dubbi nei riguardi del proprio attaccamento al focolare e nei confronti dei propri bambini, e diventò talmente disinteressata che non riuscì più ad attenere alle proprie responsabilità. La donna che compie due lavori contemporaneamente, l’uno come operaia o impiegata e l’altro come sposa e madre di famiglia, non riuscirà ad assolvere interamente i suoi impegni domestici.

La costrizione di arrivare in orario sul luogo di lavoro e di consacrarvi una buona parte del proprio tempo, fa sì che rientrando a casa propria, ella non può che essere stanca e scoraggiata. Inoltre l’apparizione del flagello distruttivo della società, cioè il diritto a una libertà assoluta e illimitata, ha fatto scomparire il pudore (principio fondamentale per la salvezza del focolare familiare) nella maggior parte delle famiglie, e ha comportato solo sfortune. Aggiungiamo che molti valori che trovavano la loro origine nella religione, hanno perduto il loro senso.

Oggi, nei Paesi cosiddetti ‘civilizzati’, l’accrescimento costante del numero dei divorzi è diventato un grande problema sociale e ci si trova davanti a una pericolosa situazione. La minima differenza di pareri tra gli sposi provoca questioni interminabili e a causa del minimo malinteso, i fondamenti di una famiglia vengono distrutti. Inoltre, quando il capriccio fa la sua comparsa sulla porta di una vita familiare, l’unione scompare per far posto alla divisione e al disaccordo. Le origini di alcuni divorzi sono piccoli problemi, facili da risolvere. Mostrare indulgenza e un poco di dedizione, riempirebbe il fossato tra gli sposi e dissiperebbe ogni malinteso e disaccordo. La tolleranza manifestata da uno dei due, non fa che consolidare i legami coniugali e approfondire il loro legame e il loro affetto.

“Da qualche tempo sono stati fondati, in Germania, dei centri di orientamento aventi il compito di consigliare le coppie, e di risolvere i loro problemi coniugali al fine di evitare il divorzio.
Dottori e giuristi vi apportano i loro consigli, e i giornali hanno consacrato rubriche in proposito. Dichiarano che la causa principale del tasso di crescita di divorzi si trova in diretto rapporto con il tasso crescente di donne attive (lavoratrici). In questo Paese, l’insufficienza del reddito della famiglia ha costretto circa il 70% delle donne sposate ad intraprendere un lavoro, al fine di contribuire al reddito. Il 60% delle donne ha dei bambini. Sembra evidente che l’attività professionale da una parte e il ruolo di casalinga e di madre dall’altra, non fanno che esercitare una tale pressione sui nervi di queste donne, che l’esito non potrà essere che di incessanti diatribe con i loro mariti o anche il divorzio51”.

Tolstoj, il celebre scrittore russo, afferma: “Occorre ritrovare la causa delle molteplicità di divorzi, nei tanti diritti e favori concessi alle donne, considerando la loro eccessiva sensibilità e il loro umore instabile! Sebbene altri fattori non trascurabili concorrono a questa causa, cioè la demoralizzazione dovuta alla meccanizzazione dei processi produttivi, dell’uomo e della donna, le continue frequentazioni dei due sessi, che comportano inevitabilmente da una parte l’accrescimento dei rapporti illegittimi, e dall’altra la discordia tra i congiunti; e infine l’attività professionale della donna, ecc. …”

“Qualche anno fa un club di New York preparò delle statistiche sul numero dei matrimoni e dei divorzi nelle due città di New York e di Washington. I responsabili del club si accorsero che negli ultimi cinquanta anni gli artisti di queste due grandi città, che costituirono d’altronde un numero considerevole, avevano raggiunto la percentuale più elevata tra tutti i divorziati. I risultati ottenuti condussero i responsabili del club a procedere a un’altra indagine dello stesso genere a Hollywood per quanto riguardava i sessant’anni precedenti. Qui il numero dei divorzi fu così considerevole, quasi vertiginoso, che rinunciarono a renderlo pubblico52”.

“Secondo un rapporto pubblicato dalla stampa inglese, l’anno precedente l’Inghilterra avrebbe battuto tutti i record di divorzi nel mondo; e metà di questi divorzi avrebbe avuto come causa l’infedeltà53”.

Considerando la molteplicità dei divorzi negli Stati Uniti uno scrittore afferma:
“Se si suppone in media un caso di divorzio su cento milioni, dal 1881 al 1890 ci si stupirà forse di vedere che questa cifra viene moltiplicata dieci volte durante gli anni dal 1940 al 1949. Cosa che significa un caso di divorzio ogni quattro matrimoni.
“Nel 1956, in California, per 87542 matrimoni, vi furono 42471 casi di divorzio, cioè un divorzio ogni due matrimoni”55

La rivista Wake, pubblicata negli Stati Uniti scrive: “Durante gli ultimi dieci, il tasso dei divorzi in Svezia è aumentato del 10%, e negli ultimi cinquant’anni, ha avuto una crescita del 1000%54”.

Nel 1890, i tribunali francesi si sono pronunciati per 9875 casi di divorzio di cui settemila su richiesta dei congiunti; e questa proporzione di più del 70% si è senza dubbio accresciuta attualmente…

Il nuovo problema che, dopo la prima e soprattutto la seconda guerra mondiale, ha suscitato la diminuzione del numero dei matrimoni, è senza dubbio la corruzione morale, a cui la giovane generazione si è data a libero corso. Questa gioventù corrotta, noncurante e libertina ha partecipato ugualmente all’innalzamento del numero dei divorzi. Dopo aver comparato le statistiche sul rimaritarsi delle donne divorziate, nel corso dei diversi anni, De Plessis dimostra che il numero dei nuovi matrimoni è considerevolmente accresciuto e aggiunge:
“La crescita relativa del numero delle donne che si sono risposate in rapporto a quelle che si sposano per la prima volta rileva senza dubbio la copiosità dei divorzi dopo la guerra del 1914-1855”.

“L’anno scorso, trentamila casi di divorzio si sono verificati in Francia: data la costante crescita di questa cifra, la Federazione delle famiglie francesi ha avuto l’iniziativa di reclamare al governo di rimettere in vigore la Legge del 1941, abolita nel 1945. Secondo i termini di questa Legge, durante i primi tre anni di matrimonio, il divorzio viene assolutamente vietato, a qualunque costo. La medesima Legge viene ugualmente applicata in Inghilterra, salvo in due casi: violenza e sevizie estreme da parte del marito; infedeltà e corruzione eccessiva da parte della donna”

“La maggior parte delle donne americane divorzia dopo due, otto, o ventisei mesi di vita comune, e ogni anno, centocinquantamila bambini diventano così vittime del divorzio. Seguendo un’altra stima, negli Stati Uniti vivono attualmente tre milioni di bambini i cui genitori si sono divisi per differenti ragioni56

Citando spaventose statistiche sul numero dei divorzi nel proprio Paese, lo scrittore statunitense Losson afferma: “Chiunque abbia una certa concezione umanitaria, soffre senza dubbio di una tale situazione critica e desidera portarvi rimedio. E’ da sottolineare aggiunge, che l’80% dei divorzi hanno luogo dietro richiesta delle donne, ed è là che dobbiamo cercare la causa della crescita di questo flagello sociale per mettervi un freno”

Sfortunatamente anche nel nostro Paese il numero dei divorzi ha avuto una crescita vertiginosa, in particolare tra le classi che seguono incondizionatamente il modello di vita occidentale.
“Durante gli ultimi dieci anni nella sola città di Tehran, vi sono stati più di un milione di casi di divorzio, giunti in seguito a diatribe derivate dalle spese eccessive della toilette femminile. Certamente il numero di questi divorzi è ben più elevato che la cifra sopra citata dai giornali57
“Secondo le statistiche ufficiali, nel 1339 (1960 dell’era cristiana) vi sono stati a Tehran 15335 matrimoni e 4839 casi di divorzio: circa un divorzio ogni tre matrimoni58

Da come i giornalisti si sono informati presso i servizi dello stato civile, il 66% di questi divorzi ha avuto luogo dietro richiesta delle donne occidentalizzate e degli artisti. Ora, questa crescita del tasso di divorzio è un segnale del grande pericolo in corso. Se la nostra società non ritrova le proprie solide tradizioni e convinzioni islamiche (ricordiamoci che questo saggio è stato scritto prima della Rivoluzione islamica) con l’espansione della prostituzione e del modernismo distruttore, il tasso di divorzio continuerà senza alcun dubbio a crescere in tutte le nostre città, e l’ordine familiare crollerà su un gran numero di faccende in cui i capricci e le tentazioni devastanti hanno trovato il loro posto.

L’Amore per gli Animali

Le dimostrazioni di affetto nei confronti dei cani e le esagerate forme di riguardo loro rivolte assumono sovente, presso taluni occidentali, connotazioni di indubbia stravaganza.

Uno studente iraniano di medicina, presso una università tedesca, ha detto:
“Una volta informai il mio padrone di casa circa le patologie derivanti dall’echinococco tenia del cane, il quale provoca nell’uomo la cisti idatidea. Questi, dato che amava appassionatamente il suo cane – tanto che lo abbracciava spesso, coprendolo di baci – non ha voluto credermi. A quel punto, fui costretto a mostrargli i miei libri di medicina riguardanti questo argomento. Dopo averli letti, egli, stupefatto, mi ha chiesto perché gli stessi medici e universitari di medicina sono molto legati ai loro cani e li tengono nelle loro case. Io gli ho risposto che molti, fra cui anche i medici, non si preoccupano granché della loro salute e fanno ciò che vogliono”
Citando una rivista statunitense, il bollettino dell’“Associazione Iraniana per la protezione degli Animali”, nel periodo dello Scià, scriveva: “Questa rivista chiede ai suoi lettori cinofili – per lo più donne – di rispondere sinceramente alle seguenti domande:

1. Amate di più il vostro cane o il vostro coniuge?

2. Se il vostro cane fosse affamato quanto voi e il nutrimento disponibile fosse in quantità limitata, lo dareste al cane o lo mangereste voi?

3. Il vostro cane dorme in camera con voi?

4. Voi piangereste realmente la morte del vostro cane?

5. Voi considerate il vostro cane come un animale o qualcosa di più?

6. Se il vostro cane mordesse una gamba del vostro bambino e, in risposta, quest’ultimo gli sferrasse un calcio, voi, vedendo uno sul punto di piangere e l’altro che guaisce, quale dei due accarezzereste per primo?

7. Se il vostro cane e vostro marito si ammalassero contemporaneamente, chiamereste per primo il medico o il veterinario?

8. In ufficio, pensate spesso al vostro cane?

Dopo la scelta e la classificazione delle settantacinquemila lettere pervenute, ecco i risultati:

1. Quasi i due terzi dei lettori hanno risposto: noi amiamo il nostro coniuge a patto che egli ami il nostro cane. E un buon numero di essi hanno affermato che il loro cane contava più di tutto.

2. Sessantamila individui hanno risposto che avrebbero donato il cibo al cane anche se essi fossero morti di fame, poiché la vita del cane prevale sulle loro!

3. Quarantanovemila lettori, per lo più donne, scrissero: il nostro cane dorme nella nostra stessa camera, poiché esso conta più di non importa chi!

4. I due terzi dei lettori hanno affermato che essi avrebbero pianto la morte del loro cane, e che avrebbero anche ringraziato Dio se esso fosse scampato ad un pericolo.

5. Quasi la totalità dei lettori ha scritto che attribuisce una importanza assoluta al proprio cane e che in esso vede alcunché di spirituale!

6. In risposta alla sesta domanda, essi hanno scritto che avrebbero cercato di calmare entrambi contemporaneamente.

7. In risposta alla settima domanda, essi hanno scritto che avrebbero chiamato prima il veterinario e poi il medico!

8. Tutti i lettori che esercitano un’attività professionale hanno detto che il loro cane è troppo importante per non pensare ad esso in ufficio o altrove.

Le cose si intendono spesso in modo strano: attribuire a un cane un rango spirituale e piangere per la sua morte, ma, nello stesso tempo, non curarsi minimamente della morte di migliaia di esseri umani che si ribellano per l’indipendenza e per la libertà e che sono spietatamente massacrati sotto le bombe incendiarie.

Dormire con un cane nella propria camera, ma non permettere ai neri di frequentare i locali pubblici.

Chiamare immediatamente il veterinario per curare un cane e non provare il minimo turbamento nel veder morire migliaia di persone per malattia, per miseria, per fame.

Negli Stati Uniti, una ditta ha recentemente messo in vendita una linea completa di acqua di colonia per cani. Si vendono anche paste dentifrice create specificatamente per questi animali. Inoltre, tutti coloro che lo desiderano, possono acquistare i migliori prodotti per l’igiene canina. Un rapporto pubblicato sulla rivista Time sull’eccessivo numero di cani nelle grandi città, dimostra lo smisurato attaccamento delle persone a questo animale:

“Talune grandi metropoli – in particolare, Londra, Tokyo e Città del Messico – sono divenute letteralmente luoghi di abitazione per i cani, i quali, a causa del loro numero, hanno reso penosa la vita degli abitanti, anche in ragione della loro responsabilità nel processo di degradazione dell’ambiente.

“Il numero dei bambini morsicati dai cani segue una curva ascendente. Le grandi città, già rumorose, sono diventate ancora più rumorose a causa dell’abbaiare dei cani. Se ne contano 280.000 a Tokyo, 300.000 a Los Angeles, 500.000 a New York, 700.000 a Londra, mentre a Città del Messico ce ne sono oltre un milione. In maniera più ampia, si può dire che i cani stanno per mettere il mondo in disordine59

La rivista Animal, pubblicata in Francia, scrive:
“Negli Stati Uniti i proprietari dei cani spendono ogni anno trecento milioni di dollari per l’acconciatura e per l’abbigliamento delle loro bestie. In città come New York, San Francisco, Chicago, Los Angeles ecc., ci sono saloni specializzati che si occupano esclusivamente di bellezza canina; essi sono molto numerosi e quasi sempre pieni di clienti. Inoltre, per conseguire un diploma di acconciatore canino, occorre sottoporsi a un apprendistato compreso da sei mesi a un anno in scuole specializzate. In quasi tutte le grandi città degli Stati Uniti, esistono da uno a quattro cimiteri per cani. Il “commercio funebre” è in forte espansione, mentre i becchini guadagnano ogni anno somme considerevoli sulle esequie dei cani deceduti”

Orbene, in questo medesimo paese dell’America, nel quale si spende tanto denaro per abbellire i cani, ci sono milioni e milioni di disoccupati che soffrono la fame e che sono pronti ad accettare qualunque occasione di lavoro per assicurarsi la sopravvivenza. La protezione degli animali è una buona iniziativa, ma gli esseri umani abbandonati e sofferenti non sono forse degni di ricevere almeno tanta affezione e tanta tenerezza quanto gli animali degli uomini cosiddetti “civilizzati”?

Si rimane veramente stupiti da tanti contrasti! Nel nostro mondo, ogni giorno migliaia di persone muoiono di fame, ma centinaia di milioni di dollari sono spesi per i cani.
La considerazione delle immani contraddizioni e dell’egoismo dell’individuo del XX secolo, ha condotto intellettuali realisti, quali il Dr. Carrel, a protestare e a dichiarare al mondo civilizzato:
“Ricostruite il piano complessivo della civilizzazione umana, poiché l’attuale civilizzazione ha privato l’uomo delle sue qualità migliori60”.

Carenza Affettiva

In ragione della sua costituzione fisica e delle sue caratteristiche biologiche, la donna presenta un aspetto particolare, pari al suo ruolo determinante nella vita. Parallelamente alle sue qualità e alle sue capacità fisiche, le sue caratteristiche materne l’hanno dotata di una innata affettività, la quale la spinge, come primo dovere, a proteggere e ad amare il suo bambino. E’ al riparo dell’affetto e della tenerezza materna che i desideri del bambino sono appagati fino all’approdo della serenità; niente al mondo potrebbe sostituire ciò.

Benché debitamente attrezzati e conformi alle norme igieniche, gli asili e le scuole materne non potranno mai soddisfare gli effettivi bisogni del bambino. I bambini privati dell’affetto e delle carezze materne saranno vittime di ogni sorta di complesso. Ma, nel mondo occidentale, la donna, lavorando fuori casa, ha abbandonato i suoi obblighi e le sue responsabilità; dimenticando la sua vocazione, essa ha così spezzato una delle più salde tradizioni della vita e della natura.

Né il sistema comunista né la civilizzazione materialista occidentali sono state capaci di cambiare la natura umana. Essi hanno privato la donna del suo autentico rango, sottraendole il suo principale dovere e favorendo altresì ogni depravazione morale e sociale. Le turbe e gli squilibri manifestati, in ragione dei suoi complessi, dal bambino privato dall’affetto materno, non sono assolutamente rimediabili.

Gli psicologi affermano: “Un educatore che esercita il suo lavoro senza entusiasmo, con il solo scopo di provvedere alla sua sussistenza, che prova antipatia verso i bambini, che perde presto la pazienza, che è nervoso e che manca di fiducia in se stesso, non può orientare positivamente l’emotività dei bambini che gli sono affidati61

A proposito degli errori commessi dalle famiglie europee, il celebre scienziato Dr. Alexis Carrel, così afferma:
“Il grande errore delle società contemporanee risiede nel fatto che, fin dalla più tenera età del bambino, il focolare familiare e il grembo materno sono sostituiti dai nidi d’infanzia e dalla scuola.

Occorre dire che questo fenomeno deriva dal tradimento della donna. Una madre che affidi il suo bambino alla scuola materna per occuparsi del suo lavoro e dei suoi capricci artistici o letterari o, peggio ancora, che passi il suo tempo a giocare a bridge o al cinema, non fa che inaridire la sorgente di calore accanto alla quale il proprio bambino potrebbe crescere e istruirsi convenientemente.

“I bambini che vivono in famiglia hanno un migliore sviluppo in rapporto a quelli che sono affidati ai convitti o ad altri istituti simili. Il carattere del bambino si forma nel quadro del suo ambiente. Egli impara poco dai compagni della sua età e, allorché è ridotto a numero tra altri numeri nella scuola, non cresce come dovrebbe.
Per una crescita sana ogni singolo ha bisogno di una relativa solitudine e dell’attenzione rivoltagli dalla piccola comunità familiare62”.

Ecco una cronaca riguardante i disordini familiari e le sofferenze femminili nelle società civilizzate, affiorati in seguito all’abbandono dei principali doveri da parte della donna:
“Negli Stati Uniti, il 25% delle donne che si rivolgono ai tribunali per divorziare, soffrono di varie forme di turbe psichiche e mentali; ogni anno 150.000 bambini sono vittime della separazione dei loro genitori”

Oggi, la donna statunitense rientra a casa stanca; il suo ruolo nella società metropolitana le comporta turbe psichiche, di cui essa è consapevole e di cui soffre profondamente.
Milioni di donne statunitensi assumono regolarmente tranquillanti e consultano gli psichiatri, sono sempre depresse e abbattute. Questa depressione deriva dalla loro intensa attività nella società urbana; una società robotizzata è piena di rumori.

Il Dr. George Malli, specialista in psicologia degli adolescenti, dichiara:
“La maggior parte delle turbe psichiche dei giovani, proviene dall’infanzia e le madri ne sono responsabili. Il bambino che mente, che maltratta gli animali, che non rispetta le leggi della società, è stato senza dubbio privato delle cure materne.
“Oggi, la principale attenzione per la casa da parte delle donne statunitensi si è ridotta, al massimo, ai soli lavori domestici63

Oggi, le relazioni e gli affetti fra genitori e figli sono fragili, instabili, i figli per mancanza di tenerezza non provano più alcun senso di responsabilità e di rispetto filiale verso i loro genitori. Accade sovente che i membri di una stessa famiglia non si intendano granché. Il comportamento dei genitori nei confronti dei loro figli diciottenni diviene sconsiderato e spesso brutale. Si è visto spesso che i genitori hanno cacciato di casa i loro figli non appena questi hanno raggiunto la maggiore età.

Così essi si sono visti obbligati ad abbandonare la casa materna e a vivere da soli. Nel caso in cui i genitori autorizzassero i loro figli a restare presso di loro, essi dovrebbero però contribuire alle spese della casa. Questo tipo di comportamento ha, in genere effetti nefasti, soprattutto sullo spirito dei giovani, i quali preferiscono così vivere da soli piuttosto che in famiglia. Trovandosi soli, lontano dalla famiglia, e non avendo una guida accorta, essi saranno spinti a scegliere la compagnia di altri giovani, cadendo così in ogni sorta di corruzione.

Oggi, i rapporti fra i singoli sono freddi, tesi e privi di ogni affettività. La mutua amicizia che ravviva il cuore dell’uomo, sembra schiacciata nell’ingranaggio delle macchine industriali. A dire il vero, non si parla più di dedizione, di indulgenza, di solidarietà. E, quanto agli amici, essi non superano il numero delle dita di una mano.

In realtà, per fondare il suo nuovo ordine sociale, il mondo civilizzato ha distrutto tutto ciò che di umano esiste nell’uomo. Gli individui collaborano fra loro in conformità a norme contrattuali, mentre, in realtà, essi si sentono, nel loro cuore, separati gli uni dagli altri. Gli individui sono divisi, mentre i doveri e la buona volontà hanno perso il loro vero senso.

Quando fui ricoverato in un ospedale tedesco, malgrado lo scarso numero di visitatori, ne avevo sempre di più rispetto ai tedeschi ricoverati nello stesso reparto. Questo fatto appariva molto sorprendente per il personale dell’ospedale, ma soprattutto per uno dei malati, un professore universitario, ricoverato per un cancro. Costui soffriva non tanto per l’avvicinarsi della morte, quanto per il comportamento disumano di sua moglie e di suo figlio, i quali gli avevano dato l’addio, sapendo che sarebbe comunque morto. Suo figlio aveva venduto, per trentamila marchi, il corpo del padre all’ospedale, il quale acquisiva i cadaveri a scopi di dissezione.

Questa amara realtà ci fa comprendere fino a che punto l’affetto umano tenda a sparire nelle società civilizzate. Oggi, la regressione dei principi etici e la dilatazione della depravazione sociale, sono innegabili. Avendo riconosciuto questa dolorosa verità, i grandi pensatori cercano di porvi rimedio. Essi conoscono bene l’estensione del male; essi hanno compreso la necessità di lottare contro la ribellione e contro lo scetticismo, allo scopo di prospettare un nuovo mondo fondato sulla fede e sulla virtù. Tuttavia, coloro che si trovano coinvolti in questo genere di vita, si sono accorti che essa è totalmente vuota, e che essa non potrebbe mai offrire all’uomo il bene desiderato.

E’ bene sottolineare il seguente interessante e molto esplicito riconoscimento, desumibile dalle parole di un presidente degli Stati Uniti, in occasione della prestazione del giuramento: “Noi siamo ricchi di risorse, ma abbiamo un’etica fragile. Benché capaci di conquistare la luna, sulla terra noi soffriamo di una desolante discordia. Noi siamo preda della guerra, ma noi vogliamo la pace. Noi siamo divisi dalla doppiezza, ma cerchiamo l’unità. Noi siamo precipitati in una vita totalmente vuota, ma aspiriamo alla serenità. Di fronte alla crisi materiale che ci ha inghiottito, noi abbiamo bisogno di una risposta giusta, e per trovarla occorrerà solo che noi ci riferiamo a noi stessi. Porgiamo l’orecchio al richiamo della nostra coscienza e noi vedremo che essa si onora della bontà, del pudore, dell’amore, della tenerezza…”

Il celebre studioso di psicologia, il francese Dr. Alexis Carrel, scrive:
“Noi abbiamo bisogno di un mondo in cui ciascun individuo possa trovare il ruolo che gli compete, e nel quale la materia e lo spirito non siano dissociati. Noi dobbiamo imparare l’arte del saper vivere.

Oggi, la maggior parte degli individui è schiava dei propri capricci. Essa è inebriata dal benessere materiale che la moderna tecnologia le ha procurato, e non vuole assolutamente rinunciare ai vantaggi della civilizzazione moderna. Così come le acque di un fiume che si gettano in un lago nel quale ristagna un acquitrino, la nostra vita segue la china dei nostri desideri, scivolando verso profitti materiali eccessivi e verso la soddisfazione di piaceri degradanti.

Il mondo moderno, fondato sulla materialità, non può assolutamente soddisfare i bisogni dell’uomo. L’uomo civilizzato ha assegnato il primato alla materia; egli ha sacrificato l’etica all’economia e ha preferito la pigrizia al lavoro. Tuttavia, niente potrà impedirgli di sentirsi straniero in questo mondo, in cui il progresso tecnologico ha fatto miracoli.
Ormai da molti secoli, l’uomo civilizzato non cessa di affondare nelle sabbie mobili di questo abisso.

“L’individuo-robot è una pura escogitazione, non della natura, ma del liberalismo e del marxismo. L’uomo non è stato creato semplicemente per la produzione e il consumo. Fin dalla sua nascita, egli è stato curioso e in cerca della bellezza, della devozione, dell’amore, della dedizione, e incline agli atti di coraggio e di eroismo.

Limitare l’uomo esclusivamente alle attività economiche, è come mutilarlo di una gran parte della sua identità. Dunque, il liberalismo e il marxismo inibiscono le principali inclinazioni dell’uomo64

Se il mondo attuale vuole sradicare la decadenza e la depravazione, non ha altra soluzione se non l'ispirarsi agli insegnamenti dei profeti. Ma, fino a quando il cielo dello spirito umano è offuscato dalle nubi del desiderio, del vizio e del capriccio, e fino a quando la dimensione profana e le impurità lo terranno incatenato impedendogli di conseguire la sua perfezione morale, egli non avrà alcuna speranza di salvezza.

Fino a quando non ci saremo orientati verso la profonda verità che presiede ai destini della natura umana e verso i valori spirituali, il vero bene non comparirà mai all’orizzonte della vita.

  • 1. Gli archeologi affermano che la vita dell’uomo ha conosciuto differenti tappe. Diverse civiltà sono fiorite per poi scomparire. Le tracce ritrovate nella profondità della terra ne sono testimonianza. Quest’ultima potrebbe essere iniziata all’epoca di Adamo.
  • 2. Dio dei due Kaaba p. 19.
  • 3. L’Islam e gli altri p. 42
  • 4. È questione dello scrittore stesso.
  • 5. Will Durant, Storia della civiltà, tomo 18, p. 351
  • 6. Albert Mallet, Storia, tomo 3, p. 247
  • 7. Storia dell’evoluzione sociale, tomo 2
  • 8. Storia dell’evoluzione sociale, tomo 2
  • 9. Enciclopedia del XX secolo, tomo VI, p. 598
  • 10. Storia della libertà del pensiero, p. 147
  • 11. Citazione tradotta dal persiano.
  • 12. Civilizzazione islamica e araba p. 407.
  • 13. Albert Wallet, Storia, tomo 3, p. 226.
  • 14. Dal libro: Religione in URSS p.7
  • 15. Congregazione dal carattere internazionale in cui si riuniscono una volta ogni cent’anni gli alti dignitari del clero cattolico da tutti i luoghi del mondo. Vengono prese in esame grandi questioni riguardanti la fede. Nell’ultimo consiglio, tenuto in Vaticano, si sono contati circa settemila prelati di differenti chiese del mondo. La condotta del consiglio, suddivisa in tre sessioni di due mesi, dura un anno. E secondo le fonti ufficiali, il budget destinato a quest’incontro ammonta a 650 milioni di lire italiane circa.
  • 16. Dal quotidiano: Swedenschezeitung
  • 17. La colonizzazione e le Missioni Cristiane.
  • 18. L’Islam e gli squilibri della classe intellettuale p. 298.
  • 19. I piaceri della filosofia.
  • 20. Dalla rivista iraniana Khandaniha, 15° anno, n. 11
  • 21. Divorzio e Modernismo p. 34
  • 22. Enciclopedia britannica, tomo 23, p.45
  • 23. Dal libro: Le leggi sessuali p. 304.
  • 24. Dal giornale iraniano Ettelaat n. 10414
  • 25. Dal giornale iraniano Sepid-o-Siah n.370
  • 26. Dal giornale iraniano Keyhan n.5356
  • 27. Dal giornale iraniano Tandorost
  • 28. Ettelaat n. 13015
  • 29. Lo spirito delle leggi p.32
  • 30. Dal giornale iraniano Ettelaat Hafteghi n.1089.
  • 31. Dal libro: Dio dei due Kaaba p. 227.
  • 32. Dal giornale iraniano Tandorost n.12 V anno
  • 33. Khandaniha n. 7 XXVI anno.
  • 34. Tandorost n.12 V anno
  • 35. Ettelaat n. 13108
  • 36. . Khandaniha n. 37 XXVI anno
  • 37. Dal giornale iraniano Ferdowsi.
  • 38. Dal giornale iraniano Roshanfekr n. 719.
  • 39. Dio dei due Kaaba p. 145-146
  • 40. Samuel King, sociologia
  • 41. L’uomo affamato, Josuè de Castro, n.8 p. 26
  • 42. Il mondo nel XX secolo
  • 43. Dio dei due Kaaba p. 150-151.
  • 44. Sottolineiamo che certe leggi (concernenti i neri) citate in questo capitolo, sono poi cambiate.
  • 45. Storia delle religioni p. 219
  • 46. Basi morali dell’Evoluzione dei popoli p. 194
  • 47. Dal giornale iraniano Tehran Mossavar n. 1174
  • 48. Dio dei due Kaaba p. 198
  • 49. Keyhan n. 7013
  • 50. Ettelaat n. 13149
  • 51. Keyhan n. 6926
  • 52. Divorzio e modernismo p. 94-95
  • 53. Keyhan (1960)
  • 54. Keyhan (1960)
  • 55. Divorzio e modernismo p. 92
  • 56. Kandahina, XXV anno, n. 103
  • 57. Ettelaat Hafteghi n. 1206
  • 58. Ettelaat Hafteghi n. 1206
  • 59. Quotidiano Donya.
  • 60. Ettelaat n. 13241
  • 61. Psicologia del fanciullo p. 297.
  • 62. L’uomo, questo sconosciuto p. 260
  • 63. Ettelaat Hafteghi n. 1206
  • 64. Usi e costumi della vita p. 13, 34.

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