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Sura al-Baqarah Versetti 120-121

وَلَنْ تَرْضَى عَنكَ الْيَهُودُ وَلاَ النَّصَارَى حَتَّى تَتَّبِعَ مِلَّتَهُمْ قُلْ إِنَّ هُدَى اللّهِ هُوَ الْهُدَى وَلَئِنِ اتَّبَعْتَ أَهْوَاءَهُم بَعْدَ الَّذِي جَآءَكَ مِنَ الْعِلْمِ مَا لَكَ مِنَ اللّهِ مِنْ وَلِيٍّ وَلاَ نَصِيرٍ ﴿120﴾ الَّذِينَ ءَاتَيْنَاهُمُ الْكِتَابَ يَتْلُونَهُ حَقَّ تِلاَوَتِهِ اُولئِكَ يُؤْمِنُونَ بِهِ وَمَنْ يَكْفُرْ بِهِ فَاُولئِكَ هُمُ الْخَاسِرُونَ﴿121﴾

126. E i giudei non si compiaceranno mai di te e nemmeno i cristiani, finché non seguirai la loro religione. Di’: “È la guida di Allah, la {vera} guida”. E se dopo il sapere che ti è giunto, dovessi seguire le loro passioni, non troverai né amici né soccorritori contro Allah.
127. Quelli a cui abbiamo dato il Libro e che lo leggono come si deve, sono gli stessi che credono in esso, e coloro che lo negano, quelli sono i perdenti.

Commento

Circostanze in cui furoino Rivelati i Due Versetti

Riguardo alla circostanza in cui fu rivelato il primo versetto in esame, Bin Abbas dice che i giudei della santa città di Medina e i cristiani di Najraan s’aspettavano che il Profeta dell’Islam (S) adottasse per sempre la loro stessa qiblah, e quando Allah cambiò la qiblah dei mussulmani dal Tempio Sacro della santa città di Baytu-l-maqdis alla sacra Ka´bah della santa città della Mecca, le loro speranze s’involarono, e forse alcuni mussulmani obiettarono che non è giusto far soffrire giudei e cristiani.1

Fu allora rivelato il versetto, che annunciò al sommo Profeta (S): “E i giudei non si compiaceranno mai di te e nemmeno i cristiani, finché non seguirai la loro religione”

Altri sostengono che il sommo Profeta (S) si sforzava di accontentare questo gruppo di ebrei e cristiani, affinché accettassero la religione islamica. Fu così rivelato il versetto e ricordò al Profeta (S): “E i giudei non si compiaceranno mai di te e nemmeno i cristiani, finché non seguirai la loro religione”2

Quanto invece alla circostanza in cui fu rivelato il secondo versetto in esame, esistono diverse tradizioni, e alcuni esegeti del sacro Corano sostengono che questo nobile versetto riguarda le persone che ritornarono dall’Abissinia con Ja´far Bin Abi Taalib, che si unirono a lui e ai mussulmani al loro ritorno. Erano quaranta persone, trentadue Abissini e otto monaci siriani, tra i quali v’era anche il celebre monaco Bahiraa.3

Altri sostengono che il versetto riguarda quei giudei (quali Abdullah Bin Salaam, Sa´id Bin Amr, Tamaam Bin Yahudaa) che accettarono realmente l’Islam e divennero credenti.4

Giudei e Cristiani non si Compiaceranno Mai di Te!

Il sacro Corano, dopo aver deresponsabilizzato il sommo Profeta (S) riguardo ai peccati e alle empietà dei traviati ribelli, continua dicendo: «E i giudei non si compiaceranno mai di te e nemmeno i cristiani, finché non seguirai la loro religione Di’: “È la guida di Allah, la {vera} guida”»

Certo, l’unica e vera guida è quella del Signore Eccelso, libera da ogni forma d’ignoranza, dubbio, superstizione, deviazione. Sì, questa è la guida che bisogna accogliere con tutta l’anima!
Il versetto prosegue poi dicendo: “E se dopo il sapere che ti è giunto, dovessi seguire le loro passioni, non troverai né amici né soccorritori contro Allah”

Ma siccome alcuni giudei e cristiani amanti della verità, accettarono il salvante invito del Profeta dell’Islam (S) e si convertirono alla sacra religione islamica, il nobile Corano, nel versetto successivo, afferma: “Quelli a cui abbiamo dato il Libro e che lo leggono come si deve, sono gli stessi che credono in esso, e coloro che lo negano, quelli sono i perdenti”

Una Domanda

È possibile che qualcuno, leggendo la frase “E se dopo il sapere che ti è giunto, dovessi seguire le loro passioni, non troverai né amici né soccorritori contro Allah”, si chieda: è forse possibile che il sommo e infallibile Profeta dell’Islam (S) possa seguire le corrotte passioni dei giudei traviati?

Simili espressioni, frequenti nel sacro Corano, non sono assolutamente in contrasto con l’infallibilità e con l’eccezionale grado spirituale dei nobili profeti divini, poiché queste sono preposizioni condizionali, e, in quanto tali, non denotano l’avverarsi delle condizioni. Inoltre, quando parliamo dell’infallibilità dei Profeti (as) e degli Imam (as) non intendiamo dire che è impossibile che essi commettano errore o peccato. Infatti, la loro infallibilità deve essere intesa nel senso che essi possono peccare, errare, e sono, come tutti gli altri esseri umani, liberi di seguire il bene, e non costretti, tuttavia, la loro sublime fede, la loro immensa sapienza, il loro impareggiabile timor di Allah, li tiene costantemente lontani dall’errore.

Il Significato dell’Espressione “Haqqa Tilaawatih”

Questa è un’espressione dal significato profondo, che ci chiarisce il comportamento che dobbiamo assumere nei confronti del sacro Corano e degli altri libri rivelati dal Signore Eccelso ai Suoi nobili inviati (as).

La gente di fronte al sacro Verbo d’Allah, assume tre comportamenti diversi.

Alcuni si sforzano solo di pronunciare correttamente i versetti del nobile Corano, senza preoccuparsi minimamente di comprenderne in significato. Lo stesso Corano, a proposito di questa gente, afferma: “…assomigliano all’asino che porta i libri…”5

Altri si spingono invece al di là di una semplice corretta recitazione, e riflettono sul significato dei versetti, ma, purtroppo, non li mettono in pratica.

Altri infine considerano la recitazione e la comprensione del sacro Corano, come preliminari, e la sua messa in pratica come dovere principale. Questi sono i veri credenti, e questo loro comportamento è ciò che lo stesso Corano chiama “haqqa tilaawatih”, espressione che noi abbiamo tradotto con “come si deve”: «Quelli a cui abbiamo dato il Libro e che lo leggono come si deve, sono gli stessi che credono in esso…»

Un hadith dell’imam Sadiq (as), commenta il versetto in esame dicendo: “{Haqqa tilaawatih} significa leggere attentamente i suoi versetti, comprenderne le verità, e praticarne i precetti; sperare nelle sue promesse, e temere le sue minacce; trarre insegnamento dalle sue storie, sottomettersi ai suoi ordini, e accettare i suoi divieti. Giuro su Dio, che non significa {solo} ricordarne a memoria i versetti, leggerne le lettere, recitarne le sure, e impararne le a´shaar e le akhmaas. Essi hanno imparato a memoria le lettere del Corano, ma ne hanno trascurato i termini. Significa solo riflettere sui versetti del Corano e metterne in pratica i precetti, come afferma Allah: “{Questo è un} libro benedetto che abbiamo fatto discendere su di te, affinché {gli uomini} meditino sui suoi versetti e ne traggano ammonimento i savi”6

  • 1. Tafsir Abu-l-futuh Ar-raazi, vol. I, pag. 308.
  • 2. Majma´u-l-bayaan, vol. I, pag. 197.
  • 3. Majma´u-l-bayaan, vol. I, pag. 198.
  • 4. Tafsir Abu-l-futuh Ar-raazi, Majma´u-l-bayaan, vol. I, pag. 198.
  • 5. Santo Corano, 42: 5.
  • 6. Estratto dall’Irshaad di Daylamiyy, in base a quanto narra il Tafsiru-l-mizaan, vol. I, pag. 365 (versione persiana). Versetto 29, sura 38.

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