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Sura al-Baqarah Versetto 148

وَلِكُلٍّ وِجْهَةٌ هُوَ مُوَلِّيهَا فَاسْتَبِقُوا الْخَيْرَاتِ أَيْنَ مَا تَكُونُوا يَأْتِ بِكُمُ اللّهُ جَمِيعاً إِنَّ اللّهَ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ ﴿148﴾

154. Ognuno ha una direzione verso la quale volge il volto. Gareggiate dunque nel {l’eseguire il} bene. {Sappiate che} ovunque siate, Allah vi riunirà tutti. In verità, Allah può tutto.

Commento

Ogni Nazione ha la sua Qiblah!

Questo versetto è, in realtà, un’ulteriore decisa risposta alle obiezioni dei giudei sulla questione del cambiamento della qiblah: “Ognuno ha una direzione verso la quale volge il volto”

Lungo il corso dei secoli, sono esistite diverse qiblah, e non bisogna stupirsi per il cambiamento di qiblah, che, non dimentichiamolo, non è uno dei principi fondamentali e invariabili della religione islamica, e nemmeno una delle invariabili e costanti leggi della natura, dell’universo.

Il sacro Corano invita dunque a perseguire il bene invece di discutere troppo su tale questione: “Gareggiate dunque nel {l’eseguire il} bene”

Lo stesso concetto viene espresso dal centosettantasettesimo versetto della sura in esame

“Il bene non consiste nel volgere i volti verso l’oriente e l’occidente, ma il bene è {quello di} chi crede in Allah e nel Giorno Estremo, negli angeli, nel Libro e nei Profeti, e dà i {propri} beni, nonostante li ami, ai parenti, agli orfani, ai poveri, all’ibnu-s-sabìl {la persona che è in viaggio, e che, per mancanza di mezzi, non è in grado di proseguire}, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; di chi eleva la salâh, dà la zakâh, di coloro che mantengono le proprie promesse quando promettono, e, in particolare, di coloro che sono pazienti nelle avversità, nelle ristrettezze e in battaglia. Questi sono i sinceri, questi sono i {veri} timorati {di Allah}!”

Il versetto si chiude con una significativa frase, con un ammonimento per i cavillatori, e una lieta novella per i probi: “{Sappiate che} ovunque siate, Allah vi riunirà tutti”

Certo, sarete tutti presenti al Giudizio Universale, buoni e cattivi, per ricevere il premio delle vostre buone azioni o essere puniti per i peccati che avete commesso. Coloro che compiono costantemente il bene ed eseguono le migliori azioni, non sono certamente uguali agli empi che non fanno altro che sobillare e tentare la gente.

Dal momento che alcuni potrebbero considerare incredibile o inverosimile la resurrezione, il Signore Altissimo aggiunge immediatamente:

“In verità, Allah può tutto”, frase che può essere considerata l’argomento della precedente: “{Sappiate che} ovunque siate, Allah vi riunirà tutti”

In quel Giorno i compagni del Mahdi (aj) si riuniranno

In diverse tradizioni degli Imam (as) leggiamo che la frase “{Sappiate che} ovunque siate, Allah vi riunirà tutti” riguarda i compagni del dodicesimo Imam (as), il Mahdi, che Allah affretti la sua nobile manifestazione.

A titolo d’esempio, citiamo la seguente tradizione del santo imam Baqir (as), riportata nell’opera Rawzatu-l-kaafi: “Il versetto riguarda i trecentotredici compagni del Qaa’im {il dodicesimo Imam}. Giuro su Allah, che sono loro l’Ummatu-l-Ma´dudah! Giuro su Allah, che si riuniranno in poco tempo, al pari di nuvole d’autunno che riempiono il cielo spinte da un forte vento”1

In un’altra tradizione, del nobile ottavo Imam (as), leggiamo: “Giuro su Allah, che all’avvento del nostro Qaa’im {il dodicesimo Imam}, Allah riunirà intorno a lui, da tutti i luoghi, i nostri seguaci”2

Senza dubbio, questo commento del versetto riguarda le cosiddette “profondità” {butun} del sacro Corano, la cui comprensione è possibile solo al sommo Profeta (S) (S), ai nobili Imam, e, in generale, a coloro ai quali Allah ha concesso tale comprensione.

In altre parole, queste tradizioni, in realtà, vogliono dire che se Allah ha il potere di ricostituire i corpi degli uomini e di riunirli per il Giudizio Universale, è, a maggior ragione, in grado di riunire, in un solo istante, tutti i fedeli e sinceri compagni del Mahdi (che Allah affretti la sua manifestazione) al cospetto di questo nobile Imam, per aiutarlo a creare un mondo giusto, libero da ingiustizia e tirannia.

  • 1. Nuru-th-thaqalayn, vol. I, pag. 139, hadith n. 427.
  • 2. Majma´u-l-bayaan, vol. I, pag. 231.

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