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Sura al-Baqarah Versetto 154

وَلاَ تَقُولُواْ لِمَنْ يُقْتَلُ فِي سَبيلِ اللّهِ أَمْوَاتٌ بَلْ أَحْيَاء وَلَكِن لاَّ تَشْعُرُونَ ﴿154﴾

160. E non considerate morti coloro che sono caduti sulla via di Allah. No, essi sono vivi, voi però non {lo} capite!

Commento

Devono essere considerati “caduti sulla via di Allah”, tutti quelli che rimangono uccisi sul campo di battaglia affianco al sommo Profeta (S), a uno dei santi Imam, a uno dei loro luogotenenti, o, in generale, tutte le persone che perdono la vita per la causa d’Allah.

Anche se questo versetto fu rivelato in occasione della battaglia di Badr, non riguarda tuttavia solo i martiri di questa celebre guerra, vale per ogni caduto sulla via del Signore Eccelso: i santi Imam, i loro fedeli compagni, i sapienti timorati, i probi credenti.

In generale, la vita dopo la morte, tra questo mondo e la resurrezione, il cosiddetto barzakh, non riguarda solo i martiri, e il versetto, il sacro Corano non afferma che solo i “caduti sulla via di Allah” continuano a vivere dopo la morte.

Infatti, in base a quanto affermano alcuni versetti del sacro Corano e alcune tradizioni islamiche, credenti e miscredenti, in attesa del Giudizio Universale, vivranno in un mondo immaginale, nel cosiddetto barzakh, con un corpo simile a quello terreno: i primi godranno dei beni e della grazia di Allah, i secondi verranno colpiti dalla Sua ira, saranno puniti. A tal proposito, in uno dei nobili versetti del glorioso Corano, leggiamo:

«…finché la morte non giunga a uno di loro. Egli dice: “Mio Signore! Fatemi ritornare! Forse potrò compiere opera buona in ciò che ho trascurato”. No, sono solo parole! Dietro di loro v’è un barzakh {una barriera} fino al giorno in cui verranno fatti risorgere»1

No, essi sono vivi!

Esistono quattro tipi di vita: vegetale, animale, umana, spirituale.

La vita vegetale, è quella forza che permette la crescita e lo sviluppo materiale, ed è comune a vegetali, animali ed esseri umani. Tale vita svanisce con la morte.

La vita animale è quella forza attraverso la quale si realizza la percezione e il movimento volontario, ed è comune agli animali e agli esseri umani. Essa s’estingue con la morte.

La vita umana non è altro che l’intelletto umano, con il quale l’uomo si distingue dall’animale. La funzione di questa forza è quella di dirigere il corpo. Questa forma di vita s’interrompe nel momento in cui lo spirito umano abbandona il corpo, ma non s’annienta, continua bensì dopo la resurrezione, e riprende la sua funzione, che, come abbiamo già detto, è quella di dirigere, gestire il corpo.

La vita spirituale, quella riguardante la fede umana, è la pace dell’anima, la quiete interiore, la luce del cuore, che l’essere umano acquisisce attraverso la fede in Dio e la Sua conoscenza. Questa sublime forma di vita, questa somma forza spirituale è in grado di donare, in questo mondo e nell’aldilà, pace e beatitudine all’essere umano, di tenerlo lontano dalle tribolazioni e dai tormenti, di renderlo, in ogni cosa, deciso e risoluto. In effetti, la sua origine è il sommo Creatore, l’Onnipotente, l’Onnisciente.

Di quest’ultima forma di vita parla anche il sacro Corano, nella Sura delle Api (versetto 97) e nella Sura del Bottino (versetto 24).

Il concetto di vita, è un concetto generale, e può essere definito come la manifestazione di una serie di effetti dall’essere che la possiede. Detto ciò è possibile affermare che il Signore Eccelso è vivo: “Allah! Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, il Vivo, l’Assoluto”2, ovvero, l’Unico Dio è Colui che manifesta onnipotenza e onniscienza.

Sotto questo punto di vista, la vita del Signore Eccelso si identifica, coincide con la Sua sapienza e la Sua potenza: l’Essere Onnisciente Onnipotente, è il Vivo.

Concludiamo dunque che questo concetto è applicabile a ogni cosa che manifesta una serie di effetti, nel modo spiegato ora, anche se ciò si realizza con caratteristiche e modalità diverse, anche se questa manifestazione avviene nei diversi mondi con caratteristiche e modalità adeguate ad essi. Così la vita posseduta dai martiri nel barzakh sarà adeguata a questo mondo. Ecco perché le persone che vivono in questo nostro mondo, che godono solo della particolare percezione specifica di questo nostro mondo, non possono comprendere la vita posseduta dai martiri nel barzakh: “…voi però non {lo} capite!”

  • 1. Santo Corano, 23: 99 e 100.
  • 2. Santo Corano, 3: 2.

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