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Sura al-Baqarah Versetti 226-227

لِّلَّذِينَ يُؤْلُونَ مِن نِّسَآئِهِمْ تَرَبُّصُ أَرْبَعَةِ أَشْهُرٍ فَإِنْ فَآؤُوا فَإِنَّ اللّهَ غَفُورٌ رَّحِيمٌ ﴿226﴾ وَإِنْ عَزَمُواْ الطَّلاَقَ فَإِنَّ اللّهَ سَمِيعٌ عَلِيمٌ ﴿227﴾

232. Per coloro che giurano di non giacere piú con le proprie donne, è fissato un termine di quattro mesi {nel quale devono decidere se continuare la vita matrimoniale oppure rompere il vincolo coniugale}. Se poi recedono, ebbene, in verità, Allah è clemente e benevolo.
233. Ma se decidono il ripudio, ebbene, in verità, Allah è Colui che {tutto} ascolta e conosce.

Commento

Uno dei metodi che si usava nell’era preislamica per rompere il vincolo matrimoniale, era il cosiddetto ilaa’, nel quale l’uomo giurava di non giacere piú con la propria donna. Questo metodo era usato anche dai primi mussulmani, prima della rivelazione delle norme del ripudio (talaaq). Quella dell’ilaa’ era una pratica assai crudele e disumana, perché metteva la donna in una condizione di forte disagio: da una parte non poteva separarsi dal marito e risposarsi con un altro uomo, e dall’altra rimaneva in pratica senza marito.

Il versetto in esame espone il precetto dell’Islam in merito a tale questione:

“Per coloro che giurano di non giacere piú con le proprie donne, è fissato un termine di quattro mesi {nel quale devono decidere se continuare la vita matrimoniale oppure rompere il vincolo coniugale}. Se poi recedono, ebbene, in verità, Allah è clemente e benevolo”

La frase “in verità, Allah è clemente e benevolo” dimostra che rompere il giuramento dell’ilaa’ non costituisce alcun peccato, anche se da essa si deduce che tale pratica non è amata dall’Islam, ma se poi l’uomo decide di ripudiare la donna, in questo caso non è certo che Allah si dimostri clemente e benevolo nei suoi confronti, poiché Egli, che conosce ogni segreto, sa perfettamente se l’uomo è in buona fede o meno:

“Ma se decidono il ripudio, ebbene, in verità, Allah è Colui che {tutto} ascolta e conosce”

Bisogna però fare attenzione che anche se l’Islam non ha invalidato del tutto l’ilaa’, in realtà ne ha annullato gli effetti, perché non permette ad alcun uomo di astenersi dai propri doveri coniugali nella sfera sessuale. Se è stato concesso del tempo all’uomo che ha fatto l’ilaa’, non è perché con questa pratica sia possibile annullare i diritti coniugali della donna nella sfera sessuale, ma è solo perché il coito, come dovere coniugale islamico, è, per l’uomo, obbligatorio ogni quattro mesi, beninteso che la donna, per effetto della lunghezza del periodo di astinenza dai rapporti sessuali, non cada in peccato, nel qual caso – soprattutto nel caso delle donne giovani – il periodo di astinenza deve essere tale da soddisfare i bisogni sessuali della donna.

Osservazioni

1. Uno dei doveri dei santi profeti era quello di distruggere le pratiche ingiuste e le superstizioni esistenti prima del loro avvento.

2. L’uomo deve soddisfare i bisogni spirituali e fisici della propria moglie.

3. Purtroppo l’essere umano a volte compie le piú empie azioni nel nome di Allah, che è il piú sacro e puro dei nomi.

4. L’Islam difende gli oppressi. Le donne lungo tutta la storia umana sono state oppresse e umiliate, e il sacro Corano piú volte le difende e salvaguarda i loro diritti.

5. Bisogna dare del tempo agli uomini affinché si pentano dei loro errori, e prendano una saggia e ragionevole decisione.

6. Bisogna spronare la gente a condurre una vita piena di gioia e pace: “Se poi recedono, ebbene, in verità, Allah è clemente e benevolo”

7. L’Islam, pur di mal grado, accetta il ripudio e il divorzio, ma non accetta in nessun modo che l’uomo tenga in sospeso la propria moglie.

8. L’uomo deve astenersi dal prendere decisioni che potrebbero distruggere la vita della propria moglie, poiché: “Allah è Colui che {tutto} ascolta e conosce”

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