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Sura al-Baqarah Versetti 244-245

وَقَاتِلُواْ فِي سَبِيلِ اللّهِ وَاعْلَمُواْ أَنَّ اللّهَ سَمِيعٌ عَلِيمٌ ﴿244﴾ مَّن ذَا الَّذِي يُقْرِضُ اللّهَ قَرْضًا حَسَنًا فَيُضَاعِفَهُ لَهُ أَضْعَافًا كَثِيرَةً وَاللّهُ يَقْبِضُ وَيَبْسُطُ وَإِلَيْهِ تُرْجَعُونَ ﴿245﴾

250. Qui iniziano i versetti della Jihad: “Combattete sulla via di Allah e sappiate che, in verità, Allah è Colui che ascolta e sa {tutto}”

251. Chi è colui che vorrà fare ad Allah un prestito sincero, affinché Egli glielo raddoppi un grande numero di volte? Allah ‘stringe’ e ‘allenta’, e a Lui sarete fatti ritornare.

Commento

Si narra che un giorno il sommo Profeta (S) disse: “A chiunque elargisca un’elemosina sarà dato il doppio di essa nel Paradiso”. Abu-d-dahdaah Al’ansaariyy chiese allora: “O Messaggero di Allah, io ho due giardini, se ne elargisco uno in beneficenza, avrò il doppio in Paradiso?”. Il sommo Profeta (S) rispose: “Sì!”. Poi egli consegnò al Profeta (S) il migliore dei due giardini. Fu in questa occasione che discese il versetto in esame.

Questo versetto dice: “Chi è colui che vorrà fare ad Allah un prestito sincero, affinché Egli glielo raddoppi un grande numero di volte?”

Deduciamo dunque che fare un prestito ad Allah significa elargire elemosine per la Jihad.
Alla fine del versetto leggiamo: “Allah ‘stringe’ e ‘allenta’, e a Lui sarete fatti ritornare”
Questa frase c’insegna che la ristrettezza e l’abbondanza sono ambedue nelle mani del Creatore Eccelso.

Ma perché viene usata l’espressione “prestito ad Allah” nel versetto?

In diversi versetti coranici l’elemosina viene considerata come un prestito fatto ad Allah. Ciò costituisce, da una parte, la dimostrazione dell’infinita grazia del Signore Altissimo agli uomini, e, dall’altra, una prova della fondamentale importanza data dall’Islam alla beneficenza.

Il santo imam Alì (as) afferma: “Allah v’ha chiesto un prestito, quand’Egli possiede i tesori dei cieli e della terra, ed è autosufficiente e lodato. Ma Egli vuole solo mettervi alla prova, per dimostrare chi di voi è piú benefico”1

  • 1. Nahj ul-Balaghah, sentenza 183.

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