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Sura al-Baqarah Versetto 255

اللّهُ لاَ إِلَـهَ إِلاَّ هُوَ الْحَيُّ الْقَيُّومُ لاَ تَأْخُذُهُ سِنَةٌ وَلاَ نَوْمٌ لَّهُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَمَا فِي الأَرْضِ مَن ذَا الَّذِي يَشْفَعُ عِنْدَهُ إِلاَّ بِإِذْنِهِ يَعْلَمُ مَا بَيْنَ أَيْدِيهِمْ وَمَا خَلْفَهُمْ وَلاَ يُحِيطُونَ بِشَيْءٍ مِّنْ عِلْمِهِ إِلاَّ بِمَا شَاء وَسِعَ كُرْسِيُّهُ السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضَ وَلاَ يَؤُودُهُ حِفْظُهُمَا وَهُوَ الْعَلِيُّ الْعَظِيمُ ﴿255﴾

261. Allah! Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, il Vivo, l’Assoluto. Non Lo prende mai né sopore né sonno. A Lui appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra. Chi mai potrebbe intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro ed essi non comprendono della Sua scienza se non ciò che Egli vuole. Il Suo Trono abbraccia i cieli e la terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è il Sublime, l’Immenso.

Commento

Questo versetto, chiamato Ayatu-l-kursiyy, è uno dei piú importanti versetti coranici.

Per comprendere l’importanza e la superiorità di questo versetto, è sufficiente conoscere la seguente tradizione del sommo Profeta (S) (S). Un giorno il santo Profeta (S) chiese ad Abu Bin Ka´b: “Qual è il migliore versetto del Libro di Allah?”. Egli rispose: «Il versetto: “Allah! Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, il Vivo, l’Assoluto…”». Il sommo Profeta (S) gli batté una mano sul petto e gli disse: “Complimenti! Giuro su Colui nelle cui mani è la vita di Muhammad {S} che questo versetto ha bocca e labbra che lodano e santificano Allah ai piedi del Suo Trono”1

In un hadith del santo imam Baqir (as) leggiamo: “Chiunque legga (anche solo una volta) l’Ayatu-l-kursiyy, sarà liberato da Allah da mille dispiaceri di questo mondo, il minore dei quali è l’indigenza, e mille dispiaceri dell’aldilà, il minore dei quali è il castigo che Allah infligge all’uomo dentro la sua sepoltura”2

Il versetto inizia con il sommo nome del santissimo essere divino, con la questione dell’unicità divina, e con i sacri nomi e attributi del Signore Eccelso: “Allah! Non v’è altra divinità all’infuori di Lui”. Allah è il nome dell’unica divinità esistente, e indica l’essere che possiede tutti gli attributi di perfezione, di grandezza e di bellezza. Poi aggiunge: “…il Vivo, l’Assoluto”, Colui che per esistere non ha bisogno di niente e nessuno, e che tutti gli altri esseri traggono la propria esistenza da Lui.

È ovvio che il Signore Eccelso è dotato di vita reale, che non si estingue mai, e che è un’unica cosa con il Suo essere, la Sua sapienza e la Sua potenza. La Sua vita è imperitura, al contrario della nostra che deriva da Lui e alla fine si estingue. Ciò è confermato anche dal cinquantottesimo versetto della sura Al-furqaan, che dice: “Appoggiati al Vivo che non muore mai”

Il versetto in esame aggiunge poi: “Non Lo prende mai né sopore né sonno”, è sempre attento a tutto e tutti, e dirige continuamente con assoluta forza e perfetta attenzione tutto il creato.

Poi ricorda il Suo assoluto regno dicendo: “A Lui appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra”, e questo è il quinto attributo divino che leggiamo nel versetto. È chiaro che riflettendo su questo sacro attributo divino, è possibile trarre un prezioso insegnamento: quando l’uomo è consapevole del fatto che tutto ciò che ha, appartiene al Creatore Eccelso, ebbene si astiene dal calpestare i diritti altrui, e tiene lontano da sé turpi vizi quali la cupidigia e l’avarizia.

Il sesto attributo ricordato nel versetto è: “Chi mai potrebbe intercedere presso di Lui senza il Suo permesso?”. Nessuno può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso!

Dell’intercessione abbiamo già parlato nel commento del quarantottesimo versetto di questa stessa sura.

Il settimo attributo ricordato nel versetto è: “Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro”. La scienza divina non ha limiti temporali né spaziali, perciò tutto si realizza con il Suo permesso, persino l’intercessione.

Arriviamo dunque all’ottavo attributo: “…ed essi non comprendono della Sua scienza se non ciò che Egli vuole”

Ciò dimostra che la limitata scienza degli altri esseri deriva dalla Sua infinita sapienza, ed Egli fa conoscere di essa ciò che vuole, e a chi vuole.

Atri due attributi esposti nel versetto in esame sono: “Il Suo Trono abbraccia i cieli e la terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno”

Perciò l’impero e il potere del Signore Eccelso dominano in modo assoluto i cieli e la terra, e il trono della Sua scienza e sapienza abbracciano questi mondi, e nulla può sfuggire al Suo dominio e alla Sua sapienza.

Alcune tradizioni dimostrano che il trono divino è molto piú grande dei cieli e della terra, come afferma la seguente tradizione del santo imam Sadiq (as): “I cieli e la terra in confronto al trono divino sono come un anello in mezzo a un deserto, e il trono in confronto allo ´Arsh {empireo} è {anch’esso} come un anello in mezzo a un deserto”3

È chiaro che le conoscenze umane non sono ancora in grado di comprendere tali concetti.
Gli ultimi due attributi esposti dal versetto sono: “Egli è il Sublime, l’Immenso”

È importante sapere che, contrariamente a quanto è noto, la Ayatu-l-kursiyy è composta solamente da questo versetto.

  • 1. Durru-l-manthur, vol. 2, pag. 8.
  • 2. Bihaaru-l’anwaar, vol. 92, pag. 262.
  • 3. Al-burhaan Fi Tafsiri-l-Qur’aan, vol. I, pag. 241.

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