Matrimonio e Morale nell Islam

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Questo libro affronta il tema della morale sessuale e del matrimonio dal punto di vista islamico; affronta anche temi importanti come la contraccezione e l'aborto, e le tecniche di fecondazione assistita. Esso è inoltre una guida molto utile per gli sposi novelli e contiene anche consigli utili e preziosi per i genitori con figli giunti alla pubertà.

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Prefazioni

Prefazione alla Prima Edizione

Questo libro è nato da un bisogno che ho sentito dopo aver passato i miei primi tre anni in Canada. Una persona nella mia posizione di guida religiosa si ritrova sempre ad avere a che fare con domande riguardanti problemi religiosi e personali della gente. A differenza dell’atmosfera in Oriente, dove il contatto è più a livello personale, in questa parte del mondo si realizza di più attraverso la corrispondenza e le chiamate telefoniche.

Ben presto mi resi conto che ogni qual volta la domanda fosse “imbarazzante” o relativa al comportamento sessuale, chi chiamava preferiva non dare il proprio nome. E, certamente, non avevo alcuna ragione di insistere per conoscere l’identità di chi chiamava; il mio unico dovere è ascoltare e trasmettere il punto di vista islamico a chi si rivolge a me.

In ogni caso, la cosa più interessante di tali domande “imbarazzanti” era che nella maggioranza dei casi chi chiamava si sentiva colpevole per azioni completamente permissibili nell’Islam: ma a causa della loro ignoranza o disinformazione, si erano sentiti colpevoli di cose che non sono per nulla proibite dalla Shari°ah islamica; e mi dissi che deve esserci molta più gente che sta attraversando la stessa esperienza, sentendosi colpevole e depressa, e tutto a causa dell’ignoranza!

Non tutti hanno il coraggio di parlare di simili questioni, o anche solo di telefonare senza rivelare la propria identità. Decisi così che dovevo fare qualcosa.

Cominciai a scrivere a proposito della morale sessuale nell’Islam. Era il 1986. Quando finii la prima bozza, pensai che il materiale avrebbe potuto essere considerato troppo polemico, cosicché decisi di tastare il terreno prima di pubblicare il libro. Una conferenza su ‘Il sesso e il matrimonio nell’Islam’ fu organizzata il 9 novembre 1986 presso il “Shi°a Muslim Community Center” a Vancouver. La reazione della gran maggioranza dei membri della comunità fu molto positiva. Una signora del pubblico scrisse una lettera che riassunse la reazione della maggioranza:

Molte grazie per l’eccellente conferenza che ci ha impartito domenica 9 novembre. Devo dire che lei è molto coraggioso e che ha presentato il materiale con gran calma e padronanza. Non avevamo mai avuto prima un Maulana che condividesse una conoscenza così inestimabile per educare la nostra comunità… Nella mia esperienza personale, la sua conferenza educativa ha chiarito molti miei dubbi a proposito di che cosa è permesso dalla Shari°ah…”

In seguito venni a sapere che la videocassetta della conferenza fu mandata in diversi luoghi tra loro lontani, come l’India e l’Africa dell’est. Visto che nel video avevo menzionato che si trattava delle bozze di un libro in preparazione, cominciarono a farmi domande in proposito. Tale reazione mi incoraggiò ancora di più a continuare con la pubblicazione del libro.

In ogni caso, sfortunatamente, la pubblicazione tardò tre anni a causa dei miei impegni in altre attività. Durante gli ultimi mesi del 1989, Allah l’Onnipotente mi benedisse, dandomi l’opportunità di finire il libro. Mentre terminavo, cominciai ad aggiungere varie discussioni che finirono con raddoppiare le dimensioni della bozza iniziale del 1986 e ne aumentarono il valore accademico. Ciò, spero, farà perdonare ai miei lettori i tre anni di ritardo.

***

Il Capitolo Uno si occupa di una breve rassegna storica della morale sessuale occidentale, che prepara la strada al capitolo seguente, che presenta la visione fondamentale dell’Islam a proposito del matrimonio e del sesso. In questo capitolo ho anche considerato criticamente le idee di una femminista araba, Fatima Mernissi, sulla sessualità delle donne nell’Islam. I restanti tre capitoli si occupano degli aspetti pratici del matrimonio: i rapporti sessuali; contraccezione ed aborto; le nuove tecniche di riproduzione umana.

***

Negli ultimi tre capitoli del libro, il lettore troverà una varietà di opinioni tra i Mujtahidun1 Shi°iti. La differenza di opinioni è una parte essenziale della Ijtihad2, che continua ad essere un’istituzione viva nell’Islam Shi°ita. Ho anche chiaramente riportato le opinioni dei più importanti Mujtahidun Shi°iti del nostro tempo, in particolare dell’Ayatullah al-°Odhma Sayyid Abu 'l-Qasim al-Musawi al-Khu'i e del defunto Ayatullah al-°Odhma al-Imam Sayyid Ruhullah al-Musawi al-Khomayni.

Devo mettere in chiaro fin dal principio che su alcune questioni chi scrive ha espresso le sue opinioni personali. Ciò è stato fatto principalmente nei casi in cui non è disponibile l’opinione degli attuali Mujtahidun. In ogni caso, dato che tutte le opinioni sono chiaramente menzionate, i muqallidin (seguaci) dei Mujtahidun attuali possono usare questo libro senza preoccupazioni in merito alla validità delle loro azioni.

Spero che il presente libro riceva un’accoglienza ancora migliore del video del 1986, e prego Allah, Subĥana wa Ta°ala, di guidarmi verso le migliori opinioni e di accettare questo lavoro come un piccolo contributo al servizio dell’Islam. Inna rabbi la Sami°u 'd-Du°aa.

Sayyid Muhammad Rizvi
Richmond, B.C.
Jamadi II 1410
Gennaio 1990

Prefazione alla Seconda Edizione

La prima edizione (1990) del presente libro è stata accolta molto bene da lettori di tutto il mondo. E’ stata ristampata in Iran da un editore le cui pubblicazioni in lingua straniera vengono distribuite in tutto il mondo. Ne sono stati pubblicati brani in riviste in India, in Sudafrica e anche in lingua norvegese. Nel 1993, Mr. M. H. Assagaf ha tradotto “Marriage & Morals in Islam” in indonesiano, una lingua usata, secondo il traduttore, “dal popolo dell’Indonesia (170 milioni), della Malesia, del Brunei e di parti di Singapore e della Thailandia”.

Nel 1993 ho rivisto e ampliato l’edizione precedente. Oltre a correggere gli errori di battitura e fare alcuni piccoli cambiamenti al testo e alle note, ho aggiunto due sezioni al Capitolo Tre (“Con chi ci si può sposare?” e “L’°Aqad”), ed ho spostato la sezione “Fonti della Shari°ah" dall’Introduzione alla fine del libro, come Appendice I. Ho anche aggiunto la sezione “L’abluzione principale: Ghusl al-Janabat" come Appendice II.

Spero che la presente edizione sia ancora più utile a coloro che cercano la verità.

Wa ma tawfiqi illa bi-'Llah.

Sayyid Muhammad Rizvi
Jamadi I, 1415
Ottobre 1994
Toronto, Canada

  • 1. Plurale di Mujtahid, coloro che hanno perfezionato la loro conoscenza in materia di ijtihad (la facoltà di riuscire a stabilire lo stato legale o i doveri pratici, legali o razionali) e che pertanto conoscono le Leggi islamiche così bene dal poter emettere Fatawa (responsi giuridici) che la gente normale è tenuta a seguire. (N.d.T.)
  • 2. “Ijtihad” significa letteralmente “sforzarsi, sottoporsi ad un duro lavoro”. Nella terminologia giuridica Islamica indica il processo di deduzione delle leggi della Shari°ah dalle loro fonti. (N.d.T.)

Introduzione

A) Perché Questo Libro?

Gli scrittori di solito non devono giustificare i propri argomenti di discussione. Se pensano che quello che stanno scrivendo sarà utile alla gente nella vita pratica o nella ricerca intellettuale, non sentono nessun bisogno di giustificare il proprio lavoro. Il presente libro possiede entrambe le qualità: è utile e di interesse intellettuale. Ma c’è molta gente, anche tra i Musulmani, che pensa che il sesso sia un argomento tabù in tutte le religioni. Per questa ragione, è estremamente appropriato cominciare dalla domanda: La discussione sulla morale sessuale è permessa nell’Islam?

Per rispondere a questa domanda bisogna considerare la definizione di religione dal punto di vista islamico. Chiunque abbia studiato anche superficialmente l’Islam sa che “religione” secondo la definizione islamica significa “un sistema di vita completo” che include tutti gli aspetti della vita umana dal concepimento alla sepoltura. L’Islam non si preoccupa solo dell’elevazione spirituale degli esseri umani ma, allo stesso modo, anche del loro benessere materiale e fisico. L’Islam guida i Musulmani in questioni finanziarie ed economiche, politiche e sociali, e anche nelle sfere morali e personali della vita umana.

Quando si tratta di questioni morali e personali, l’Islam prevede specifiche linee guida sull’alimentazione, norme igieniche, codici d’abbigliamento, ed anche regole a proposito del matrimonio, del divorzio e dell’eredità. Le leggi islamiche sul matrimonio non si limitano a come sposarsi e con chi, ma trattano anche della morale sessuale degli esseri umani.

Tale morale sessuale, come vedremo nei seguenti capitoli, è stata discussa nel Sacro Corano, e dal Profeta (S)1 e i suoi discendenti membri dell’Ahl ul-Bayt (as)2 diffusamente e apertamente. Non dovrebbe esistere quindi il benché minimo dubbio che l’Islam permetta una discussione aperta a proposito della morale sessuale.

Tutto ciò dimostra il permesso, in generale, di discutere a proposito della morale sessuale. Ciononostante, qualcuno non la considererà una spiegazione sufficiente e mi porrà la seguente domanda: “E’ necessario discutere a proposito del sesso?”

Esistono tre ragioni che giustificano la necessità di discutere a proposito della morale sessuale. La prima ragione è rilevante per tutti i Musulmani e le altre due lo sono per i Musulmani che vivono nel mondo Occidentale, che sono i principali lettori di questo libro.

Prima di tutto, tutti i Musulmani sono d’accordo che è dovere di ogni Musulmano seguire le leggi islamiche della Shari°ah, le quali non si limitano alle preghiere giornaliere, al Digiuno, al Pellegrinaggio (Hajj) e altri atti rituali. La Shari°ah prevede regole specifiche anche a proposito del sesso. Quindi, se un Musulmano desidera seguire l’Islam completamente, deve conoscere la morale sessuale islamica, proprio come deve imparare il modo di adempiere le preghiere giornaliere.

Inoltre, non sarà mai abbastanza enfatizzata la necessità di imparare la morale sessuale islamica per i Musulmani che sono esposti alla nuova morale sessuale dell’Occidente. Attualmente, i propagandisti di questa nuova morale sessuale stanno diffondendo le loro idee con ogni mezzo di comunicazione disponibile: libri, riviste, programmi televisivi, film e video. I Musulmani nel mondo Occidentale in una maniera o nell’altra sono esposti alle norme sessuali non-islamiche dell’Occidente. (In realtà, è un’affermazione piuttosto attenuata: anche i Musulmani in Oriente sono esposti alla cultura occidentale!)

Pertanto, è assolutamente necessario per loro conoscere il punto di vista islamico a proposito del sesso affinché possano condurre una vita islamica.

Infine, i bambini nel mondo Occidentale hanno accesso ad un’educazione sessuale impensabile per le generazioni precedenti; pertanto, è molto importante che i genitori di oggi siano consapevoli di ciò che è giusto e sbagliato in proposito. Solo un genitore Musulmano informato sarà capace di affrontare il problema correttamente e con responsabilità. Queste ragioni dovrebbero essere sufficienti per coloro che, per usare l’espressione coranica, hanno “un cuore o prestano orecchio con una mente presente”.

B) L’Educazione Sessuale

La terza ragione sopra fornita non significa necessariamente che io sia completamente d’accordo con la maniera in cui l’educazione sessuale viene affrontata dal sistema scolastico occidentale. Non ho nessun inconveniente ad accettare l’idea fondamentale che i bambini dovrebbero essere educati a proposito del sesso. Ciononostante, non sono d’accordo sull’età in cui comincia l’educazione sessuale e sui contenuti. La questione in sé merita una discussione dettagliata che trascende l’ambito del presente studio. In ogni modo, menzionerò brevemente quello che penso a proposito delle due questioni.

Età. L’educazione sessuale dovrebbe cominciare con la pubertà, quando i bambini diventano sessualmente maturi. L’obiettivo dell’educazione sessuale a questo livello dovrebbe essere aiutarli a capire che sono responsabili e tenuti a rendere conto dell’uso dei loro organi sessuali. Dovrebbe essere insegnato loro come affrontare la tensione sessuale. (Ciononostante, tenendo in considerazione il livello proporzionalmente alto di abuso sessuale infantile nel mondo Occidentale –che riflette il suo grado di decadenza morale-, sono preparato ad accettare i programmi per bambini il cui obiettivo è educarli a proteggersi dall’abuso sessuale. Ma questa, secondo la mia opinione, non è educazione sessuale e quindi non è contemplata dalla presente discussione).

Contenuti. In questa società permissiva, l’enfasi dell’educazione sessuale è centrata sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie a trasmissione sessuale. Non viene fatto nessun tentativo serio teso a rendere consapevoli i giovani delle virtù di castità e di astinenza finché non si sposano; non soltanto perché la società occidentale è una società secolare e liberale, ma anche a causa della sua economia orientata al consumo.

• Se l’educazione sessuale si riduce soltanto ad insegnare come prevenire gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale, gli studenti non impareranno nient’altro che l’importanza di usare pillole, preservativi e altri metodi contraccettivi: in altre parole, tale educazione sessuale non è altro che un programma promozionale per i fabbricanti di contraccettivi! Germaine Greer, una famosa femminista, scrisse le seguenti parole a proposito della promozione di contraccettivi nel Terzo Mondo:

• “I riformatori sessuali, che non mostrano alcun rispetto per i valori tradizionali e si rivolgono alla sessualità senza alcun interesse o comprensione della personalità intera, sono i tenutari del capitalismo.”3

• Sono completamente d’accordo con lei, non solo per quanto riguarda il Terzo Mondo, ma anche nel caso dell’educazione sessuale in Occidente. La ragione per cui gli educatori sessuali ricevono pressioni, per non parlare dei metodi naturali di controllo delle nascite, non è solo perché tali metodi non sono affidabili al cento per cento (anche un preservativo non è affidabile al cento per cento!), le vere ragioni sembrano ridursi al fatto che se i metodi naturali (come il coito interrotto e l’astinenza), che non implicano nessuna spesa, acquistassero popolarità, chi comprerebbe allora i preservativi e le pillole?

In sintesi, sono d’accordo con la necessità dell’educazione sessuale per i giovani, sempre che essa sia rispettosa dei loro valori religiosi e morali, e si occupi della questione in modo completo, senza ridursi ad essere un programma promozionale per i “tenutari del capitalismo”.

  • 1. (S) abbreviazione di “salla Allahu wa alehi wa aliyhi wa sallam”: “pace e benedizioni di Allah (SwT) su di lui e sulla sua famiglia”. (N.d.T.)
  • 2. (as) abbreviazione di “‘aleyhi-ha-hum assalam”, “che la pace sia su di lui-lei-loro”, che viene utilizzato accanto ai nomi dei profeti, degli angeli, dei puri Imam e delle donne del Paradiso (Khadija, Fatima, Maria, Asiah) e secondo alcuni pareri viene usato anche accanto a nomi di altre donne come Zeynab, Ruqayya, Oum Kulthum, Fatima Masuma…(N.d.T.)
  • 3. G. Greer, Sex and Destiny, pag. 219.

La Morale Sessuale Occidentale

“Il sesso è intrinsecamente cattivo?”

Un Musulmano si sorprenderebbe di una domanda simile. Un pensiero così non gli passerebbe mai per la testa. Ma la rilevanza della domanda per la Cristianità e per il mondo Occidentale sarà chiarita nelle pagine seguenti. Negli ultimi ottant’anni, specialmente dopo le due guerre mondiali, la morale sessuale occidentale ha subito un notevole cambiamento descritto comunemente come “la rivoluzione sessuale”.

Sulle rovine dell’agonizzante morale cristiana, l’Occidente sta cercando di costruire una morale sessuale liberale conosciuta come la “Nuova Morale Sessuale”. Per capire lo sfondo sociale e storico da cui sta emergendo la nuova morale, dobbiamo studiare la morale sessuale della Chiesa cristiana.

A) Morale Sessuale Cristiana

Nonostante comunemente si creda che il Cristianesimo sia una religione basata sugli insegnamenti di Gesù Cristo, uso la parola “Cristianesimo” in questo libro per riferirmi agli insegnamenti dell’establishment della Chiesa. Faccio questa affermazione per il fatto che la Bibbia non registra niente detto da Gesù Cristo a proposito del matrimonio e del sesso, ad eccezione del sermone che condanna l’adulterio visivo e fisico:

“Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna”. (Matteo, 5:27-29) 1

La prima persona nella Cristianità a parlare di morale sessuale fu San Paolo, che disse:

“E’ cosa buona per l'uomo non avere contatti con la donna” (Corinzi I, 7:1).

In parole povere significa che la Chiesa cristiana insegna che il celibato è migliore del matrimonio, e che il corpo umano non è fatto per il piacere ma solo per il Signore.

“Il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo… Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?” (Corinzi I, 6:13, 15)

San Paolo sapeva che il celibato implica la soppressione della natura umana, ma la natura umana non può essere soppressa. Sapeva che se il matrimonio fosse stato completamente proibito, la gente si sarebbe abbandonata alla gratificazione sessuale illecita; pertanto dice:

“tuttavia, per il pericolo dell'incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito” (Corinzi I, 7:2).

In seguito, come per impedire alla gente di dimenticare la santità del celibato, continua:

“Questo però vi dico per concessione, non per comando. Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. Ai celibi e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno contenersi, si sposino; è meglio sposarsi che ardere” (Corinzi I, 7: 6-9).

Quindi il matrimonio, paragonato alla fornicazione, è il male minore!

San Paolo prosegue sulla stessa linea e descrive il matrimonio come fonte di dolore:

“Quanto alle vergini… Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così… Sei sciolto da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne…” (Corinzi I, 7: 25-28).

Secondo la Bibbia, sposarsi e compiacere Dio sono due atti antitetici. San Paolo dice:

“Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni” (Corinzi I, 7: 32-35).

Egli inoltre riassume la posizione cristiana in questo modo:

“In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio” (Corinzi I, 7: 38).

La visione cristiana del matrimonio, nella sua forma originale, si può riassumere come segue:

(a) Il celibato è giusto e dovrebbe essere adottato;

(b) Il matrimonio è permesso allo scopo di evitare la fornicazione, ciononostante, è deplorevole e tutti dovrebbero fare del loro meglio per evitarlo;

(c) Sposarsi ritarda la salvezza e non fa parte delle azioni per compiacere Dio.

Tre secoli dopo San Paolo esistette un teologo conosciuto come Sant’Agostino. Come il suo predecessore, era convinto che il sesso fosse una minaccia per l’elevazione spirituale: “Sento che nulla priva maggiormente della propria sicurezza un'anima virile che le carezze della donna e quel contatto dei corpi senza di cui non si può dire di aver moglie2.

Egli si spinse ancora più in là di San Paolo, associando la colpa al sesso. Riconosceva che era essenziale per la riproduzione, ma sosteneva che l’atto sessuale era macchiato di colpa a causa del peccato di Adamo ed Eva. Il rapporto sessuale da innocente fu trasformato in vergognoso a causa del peccato originale di Adamo ed Eva, che si trasmette di generazione in generazione.

Nella sua opera La città di Dio, Sant’Agostino dice: La prevaricazione {il peccato originale} non tolse la benedizione, data prima del peccato, di accrescere col parto il numero degli uomini, sebbene ad essa si aggiungesse il male della concupiscenza”.3

In breve, egli predicava che:

(a) Il sesso era qualcosa di vergognoso a causa del peccato originale di Adamo ed Eva;

(b) La castità ed il celibato erano moralmente più elevati del matrimonio;

(c) Il celibato era un requisito indispensabile per preti e suore.

B) L’Epoca Vittoriana

Non c’è dubbio che passare in rassegna la morale sessuale cristiana è essenziale per capire la rivoluzione sessuale di questo secolo; ma, per comprendere a fondo il contesto storico nel quale è emersa la nuova morale sessuale, è ugualmente importante prendere in esame l’epoca vittoriana.

“Mentre i cristiani dell’epoca pre-vittoriana si accontentavano di circoscrivere il sesso al matrimonio, la preoccupazione dei vittoriani era trovare il modo di imbrigliare il sesso e canalizzarlo verso fini più elevati. Per i vittoriani un uomo con senso morale si asteneva dal sesso al di fuori del matrimonio ed era altamente selettivo e prudente nella sua espressione all’interno dello stesso. E una donna con senso morale sopportava tali supplizi occasionali e non faceva nulla per incoraggiarli. Il piacere non era un obiettivo appropriato per nessuno dei due sessi, e in special modo per la donna”4.

Si può quindi affermare quanto segue a proposito della morale sessuale dell’Occidente cristiano nel diciannovesimo secolo:

(a) Il sesso è moralmente degradante comparato al celibato;

(b) La passione sessuale negli esseri umani è il risultato del peccato originale, per cui il sesso per il piacere è un peccato;

(c) Il sesso senza piacere è consentito al solo scopo della procreazione.

All’alba del ventesimo secolo, secondo il punto di vista prevalente, il sesso era intrinsecamente cattivo, accettabile solo come il minore dei mali tra la fornicazione e il matrimonio.

C) La Rivoluzione Sessuale

Quanto detto in precedenza costituisce, in breve, il contesto storico e sociale nell’Occidente cristiano in cui stava emergendo la Nuova Morale. La Chiesa ha commesso un errore serio sopprimendo l’istinto più naturale degli esseri umani, il mezzo stesso con cui si perpetuano. Ed è ovvio che gli istinti naturali non possono mai essere soppressi. Ayatullah Rizvi5 scrive:

Se una religione è cieca di fronte alla complessità dei problemi familiari, i suoi seguaci, presto o tardi, si ribelleranno contro di essa, distruggendo tutti i principi religiosi allo scoppio della rivolta… Il Cristianesimo ha ignorato le rivendicazioni della natura umana, esaltando l’idea del celibato. Molte persone pie hanno cercato di essere all’altezza di tale ideale. I monaci e le suore si sono rinchiusi nei monasteri. Per un breve periodo, il piano ha funzionato bene. Poi la natura si è vendicata; i monaci e gli abati coltivavano l’idea di essere rappresentanti di Cristo, e alle suore veniva dato il titolo di ‘spose di Cristo’. Così hanno finito per trasformare i monasteri in centri di libertà sessuale6.

A proposito dell’atteggiamento del clero cristiano, Russell scrive: “Fu solo verso la fine del tredicesimo secolo che il celibato del clero fu rigidamente imposto. Il clero, chiaramente, continuò ad avere relazioni illecite con le donne…7

Papa Giovanni XII fu condannato per adulterio e incesto; l’abate di St. Augustine, a Canterbury, aveva nel 1171 diciassette figli illegittimi in un solo villaggio; Henry III, vescovo di Liegi, fu deposto nel 1274 perché aveva sessantacinque figli illegittimi.

Gli scrittori del Medioevo hanno lasciato molti racconti di conventi che erano come bordelli, della gran quantità di infanticidi all’interno delle loro mura, e dell’incesto tra i vari rappresentanti del clero che obbligò la Chiesa ad annunciare che non era loro permesso vivere con le madri e le sorelle8.

Non potevano che essere queste le conseguenze di una morale sessuale innaturale. Coloro che non poterono sopprimere i loro istinti naturali si abbandonavano ad atti peccaminosi in segreto; altri, come Martin Lutero, si ribellarono contro la Chiesa e dettero inizio al movimento della Riforma, che abbandonò il celibato.

E quando la Chiesa cristiana perse la sua influenza sugli affari sociali del mondo Occidentale e si verificò una separazione tra Chiesa e Stato, anche i laici si ribellarono. La rivolta acquistò impulso dopo le due guerre mondiali; l’Occidente cristiano avviò la rivoluzione sessuale come risposta alla repressione sessuale.

Un movimento di riforma porta la società dagli estremi verso la moderazione, mentre una rivoluzione, nelle prime fasi, porta la società da un estremo all’altro. Ayatullah Rizvi commenta: “Si può paragonare la Natura ad una molla d’acciaio che, compressa, salta su con la stessa forza: quando si é vendicata dei cristiani, ha trasformato le loro società nelle più permissive, libertine e indisciplinate che il mondo abbia mai visto9.

In questo modo, la Nuova Morale emerse in Occidente, portandolo all’altro estremo: dall’estremo di sopprimere i desideri naturali, alcuni fautori della nuova morale arrivarono all’estremo della libertà sessuale illimitata, che rappresenta l’ambito del mondo animale. Propugnarono la teoria del “sesso per divertimento”, il “sesso fine a se stesso” e il “sesso libero”, che alla fine avrebbe completamente distrutto il concetto di famiglia, il tessuto della società umana. Nei tardi anni ottanta, possiamo affermare che la molla della natura stava tornando alla sua posizione originale. Katchadourian e Lunde, nel 1980, scrivevano:

“La morale del “sesso per divertimento” o del “sesso fine a se stesso” non é mai stata attraente per la maggioranza dei giovani. Gli ideali romantici del matrimonio, della fedeltà e di una vita familiare stabile per allevare dei bambini erano ancora piuttosto presenti e influenti nella vita americana. Sta emergendo una nuova sintesi di valori. Molti dei cambiamenti, originatisi negli anni sessanta, nell’atteggiamento nei confronti del sesso sono stati accettati, ma le idee più radicali sono risultate inaccettabili per la maggior parte della gente.

Molti individui sono d’accordo con l’esplorazione prematrimoniale, ma vogliono essere sicuri che nessuno si faccia del male. Molti hanno scoperto che il “sesso fine a se stesso” non era poi così gratificante come sembrava quando divenne popolare per la prima volta; altri ancora hanno visto così tante persone danneggiate dal sesso irresponsabile, da far loro esigere una nuova morale del sesso responsabile”10.

* * *

Riassumendo, possiamo affermare che, per prima cosa, l’Occidente si é mosso da un estremo (la repressione sessuale esemplificata dalla Chiesa cristiana) all’altro (il “sesso libero” e il “sesso per divertimento” esemplificati dalla morale sessuale liberale). In secondo luogo, l’Occidente si é reso conto che il sesso libero e il sesso per divertimento non sono accettabili per la sensibilità umana.

Infine, dopo essere saltato da un estremo all’altro, l’Occidente anela “una nuova morale del sesso responsabile”. Dal nostro punto di vista, la morale del sesso responsabile é la morale sessuale equilibrata dell’Islam, di cui ci occuperemo presto.

* **

La ragione per cui ho illustrato il contesto religioso e sociale in cui é avvenuta la rivoluzione sessuale é per spiegare ai Musulmani in Occidente e in Oriente che tale rivoluzione non é stata un corollario della scienza e della tecnologia di per sé (anche se alcune scoperte scientifiche come i contraccettivi l’hanno resa più facile): é stata piuttosto una reazione contro la morale sessuale repressiva della Chiesa cristiana.

Ciò, spero, dissiperà il mito presente tra molti asiatici ed africani, specialmente dell’élite, che qualsiasi comportamento e norma che venga dall’Occidente si basa su solide ragioni scientifiche!

  • 1. Tutti I versetti della Bibbia citati sono stati presi dall’edizione della C.E.I. (conferenza Episcopale Italiana), sito internet: http://www.ora-et-labora.net/bibbia/index.html
  • 2. Basic Writings of St. Augustine, pag.455; http://www.augustinus.it/italiano/soliloqui/soliloqui_1.htm (N.d.T.)
  • 3. The City of God, pag. 21. http://www.augustinus.it/italiano/cdd/cdd_14.htm (N.d.T.)
  • 4. Fondamenals of Human Sexuality, pag. 483.
  • 5. Il grande sapiente islamico Ayatullah Seyyed Sa’eed Akhtar Rizvi, padre dell’autore del libro, nato nel 1927 e scomparso nel 2002, lasciando circa 140 tra libri e saggi, tradotti in ben ventidue lingue, sulle varie branche della scienza islamica. Ayatullah Rizvi era, infatti, un profondo conoscitore della storia e della teologia, esperto in tafsir e Aĥādīth, conoscitore dell’urdu, inglese, arabo, persiano, swahili, hindi e gujarati.(N.d.T.)
  • 6. The family Life of Islam, pag. 8.
  • 7. Marriage and Morals, pag. 64.
  • 8. Cfr.: History of European Morals, vol. II, pag. 350-351.
  • 9. The family Life of Islam, pag. 8-9.
  • 10. Fondamenals of Human Sexuality, pag. 420.

La Morale Sessuale Islamica (I) Fondamenti

A) Definizione del Punto di Vista Islamico

La morale sessuale islamica é profondamente diversa da quella della Chiesa cristiana. Ciò é dovuto alla natura onnicomprensiva della Shari°ah islamica. Dice Bertrand Russell: “I grandi leader religiosi, con l’eccezione di Maometto e Confucio (se quest’ultimo si può definire religioso), in generale sono stati piuttosto indifferenti alle considerazioni sociali e politiche, per concentrarsi sul perfezionamento dell’anima attraverso la meditazione, la disciplina e l’abnegazione”1.

Certamente l’Islam non é per nulla indifferente ai problemi sociali.

D’altro canto però, la morale sessuale islamica é profondamente diversa dalla nuova morale sessuale, in quanto non ammette il concetto di sesso libero.

L’Islam si prefigge di insegnare ai Musulmani come soddisfare i propri istinti sessuali in modo responsabile, non di reprimerli.

L’Islam riconosce le necessità sessuali degli esseri umani e crede che gli istinti naturali debbano essere educati, non repressi. L’Islam afferma che le parti biologiche del nostro corpo hanno uno scopo, non sono state create inutilmente.

In nessun testo islamico si associa il sesso con il male inerente o il peccato: tutti gli insegnamenti del Sacro Corano, del Profeta Muĥammad (S) e dell’Ahl ul-Bayt (as) vanno nella direzione esattamente opposta.

Ciò che affermano il Sacro Corano e l’autentica Sunnah (ribadisco, autentica) a proposito del sesso, sarà trattato nelle seguenti sezioni:

• L’Islam raccomanda caldamente il matrimonio come una buona azione e non come il minore dei mali;

• L’Islam si oppone con forza al celibato e alla vita monastica,

• L’Islam crede che il matrimonio non sia per nulla un ostacolo sul cammino spirituale: al contrario, aiuta chi lo percorre.

1. Il Matrimonio è Caldamente Raccomandato

E’ importante rendersi conto che l’idea di matrimonio nei testi islamici non è circoscritta ad una relazione platonica tra marito e moglie, né è confinata al sesso a scopo di procreazione. Il termine legale per il matrimonio è "nikah", che letteralmente significa rapporto sessuale.

Il matrimonio è un’azione caldamente raccomandata. Allah (SwT) dice:

“Sposate quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente”. (Sacro Corano, Sura An-Nūr, 24:32).

La prima parola del versetto è "ankihu" (Sposate!), una forma imperativa della parola nikah.

Secondo i principi della giurisprudenza islamica, ogni comunicazione in forma imperativa da parte di Allah (SwT) può avere due livelli di significato: un ordine obbligatorio o una raccomandazione molto forte. Quindi, è evidente che per l’Islam il celibato non è considerato una virtù. Il Profeta (S), basandosi sul citato versetto, disse: “Chiunque non si sposa per paura della povertà, invero ha una pessima opinione di Allah2.

In un altro versetto Allah (SwT) dice:

“..sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola…..”. (Sacro Corano, Sura an-Nisā’, 4:3)

Il sesso è apertamente raccomandato nel Sacro Corano:

“..Evitate dunque {di giacere con} le vostre donne durante il ciclo mestruale e aspettate che si purifichino prima di giacere con loro. Quando poi si purificano, accostatele nel modo in cui Allah vi ha comandato” (Sura al-Baqara, 2:222).

L’espressione “vi ha comandato” non si riferisce ad alcun ordine legislativo; non significa cioè che non appena la moglie si purifica dalle mestruazioni, l’uomo debba immediatamente fare del sesso con lei. Questo è un ordine creativo e si riferisce all’istinto sessuale che Allah (SwT) ha infuso nella nostra natura. E se l’istinto sessuale conta come un ordine creativo di Allah (SwT), come può essere in alcun modo associato al peccato e al male?!

Il matrimonio e il sesso sono tra i segni del potere e della benedizione di Allah (SwT). Il Sacro Corano dice:

“Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono”. (Sura ar-Rūm, 30:21)

Da questi pochi Versetti, si può facilmente capire che secondo l’Islam:

(a) Il matrimonio è un segno del potere e della benedizione di Allah (SwT);

(b) Il matrimonio è un atto di virtù caldamente raccomandato e non dovrebbe essere evitato a causa della povertà;

(c) L’istinto sessuale è un ordine creativo che Allah (SwT) ha infuso alla natura umana. Dopo aver definito il sesso come un Suo ordine creativo, non è più possibile associarlo alla colpa, al peccato o al male.

* * *

Il Profeta (S) e gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) hanno anche incoraggiato i propri seguaci a sposarsi e a soddisfare i propri istinti sessuali in modi legali, come si può vedere da quanto segue.

Il Profeta (S) disse: “Nessuna casa è stata costruita nell’Islam, più cara agli occhi di Allah, di quella attraverso il matrimonio.”3

Il Profeta (S) disse: “O voi, giovani uomini! Raccomando a voi il matrimonio.”4

L’Imam °Ali (as) disse: “Sposatevi, perché il matrimonio è la tradizione del Profeta. Egli disse ‘chiunque voglia seguire la mia tradizione, deve sapere che il matrimonio viene dalla mia tradizione.’5

L’Imam Ridhà (as) disse: “Tre cose appartengono alle tradizioni dei messaggeri di Dio: usare il profumo, rimuovere i peli {superflui} e visitare spesso la propria moglie.”6

Ishaq bin °Ammar cita l’Imam Ja°far as-Sadiq (as): “Amare le donne fa parte delle tradizioni dei profeti.7

Il Profeta (S) disse: “La preghiera è diventata per me la cosa più preziosa, e il mio piacere risiede nelle donne.”8

Si noti con quanta facilità il Profeta (S) passa dalla preghiera al piacere che danno le donne!

Il Profeta (S) disse: “Nessun musulmano ha ricevuto maggior beneficio dalla religione dell’Islam che una moglie Musulmana che è causa del piacere del marito ogni volta che lui guarda verso di lei…9

L’ Imam Muĥammad al-Baqir (as) cita il Profeta (S): “Allah dice che ‘Ogni volta che cerco di riassumere la bontà di questo mondo e dell’Aldilà per un musulmano, gli consegno un cuore umile {di fronte a Me}, una lingua che {Mi} loda, un corpo capace di sopportare l’afflizione {del mondo} e una moglie credente che è causa del suo piacere ogni volta lui guarda verso di lei e che protegge se stessa e la proprietà del marito quando è assente.”10

Si noti con quanta facilità Allah (SwT) ha unito la lode a Lui con il piacere che un uomo ottiene da una moglie fedele!

Jamil bin Darraj cita l’Imam Ja°far as-Sadiq (as): “L’umanità non ha mai goduto {di nulla} in questo mondo e nell’Aldilà più del desiderio per le donne. Allah dice: “Abbiamo abbellito, agli {occhi degli} uomini, le cose che essi desiderano: le donne …”{3:14}. La gente del Paradiso non gode di nulla che di esso più desiderabile del sesso, né cibo né bevande11.

2) Il Celibato e la Vita Monastica sono Illeciti

Il punto di vista islamico a proposito delle cose buone del mondo non è negativo, anzi, l’Islam insegna che dovremmo apprezzarle in quanto benedizioni di Allah (SwT); di conseguenza, esso si oppone completamente alla vita monastica e al celibato.

°Uthman bin Maz'un era un buon amico del Profeta (S). Un giorno sua moglie andò dal Profeta (S) e si lamentò: “Oh Messaggero di Allah! °Uthman digiuna durante il giorno e sta sveglio a pregare durante la notte”.

In altre parole, intendeva dire che suo marito si stava astenendo dai rapporti sessuali di giorno e di notte. Il Profeta (S) si arrabbiò tanto che non si fermò nemmeno a mettersi le pantofole. Uscì con le pantofole in mano e si diresse a casa di °Uthman. °Uthman stava pregando, quando arrivò il Profeta (S).

Quando °Uthman terminò le sue preghiere e si voltò verso il Profeta (S), costui disse: “Oh °Uthman! Allah non mi ha inviato alla vita monastica, anzi. Lui mi ha mandato con una semplice e diretta {shari°ah}. Io digiuno, prego e mantengo anche rapporti intimi con mia moglie. Quindi a chiunque piaccia la mia tradizione, dovrebbe seguirla, e il matrimonio è una delle mie tradizioni.12 E, giacché °Uthman era già sposato, la parola ‘matrimonio’ nell’ĥadīth non può che riferirsi ai rapporti sessuali.

In un altro episodio, tre donne andarono dal Profeta (S) a lamentarsi del fatto che i loro mariti si stavano astenendo dalla carne, dal profumo e dai rapporti intimi con le proprie mogli. Il Profeta (S) si diresse rapidamente alla moschea, salì sul pulpito e disse: “Cos’è successo ad alcuni dei miei compagni, che non mangiano carne, non usano profumo e non vanno dalle loro donne?! Al contrario, io mangio carne, uso profumo e vado dalle mie mogli. Perciò, non è dei miei chiunque non accetti la mia tradizione.”13

Ibn Abu °Umayr riporta che Sikkin an-Nakha'i si era votato alle preghiere e all’astinenza dalle donne e dal cibo delizioso. In seguito scrisse una lettera all’Imam Ja°far as-Sadiq (as) affinché lo illuminasse sulla natura delle sue azioni. L’Imam scrisse: “..per quanto riguarda ciò che hai detto a proposito di astenersi dalle donne, di sicuro sai quante donne ha avuto il Profeta! E per quanto riguarda il cibo, il Profeta (S) mangiava carne e miele.14 L’Imam (as), in questo caso, stava chiaramente condannando l’atteggiamento bigotto del suo amico.

Imam °Ali (as) racconta che alcuni amici del Profeta (S) avevano fatto voto di astenersi dai rapporti sessuali con le proprie mogli, dal cibo di giorno e dal sonno di notte. Oum Salamah, la moglie del Profeta (S), gli riferì di queste persone. Il Profeta (S) andò dai suoi amici e disse: “Vi astenete dalle donne, mentre io vado con le donne?! Mangio di giorno e dormo di notte! Chiunque disapprovi la mia tradizione, non è dei miei.” Dopo questo discorso, Allah (SwT) rivelò il seguente versetto:

“Oh voi che credete, non vietate le cose buone che Allah vi ha reso lecite. Non eccedete. In verità Allah non ama coloro che eccedono. Mangiate le cose buone e lecite che Allah vi ha concesso e temete Allah, Colui nel Quale credete”. (Santo Corano, Sura al-Ma’ida, 5:87-88)

Leggendo il versetto attentamente si nota che, per prima cosa, considera il sesso, il cibo e il sonno come inclusi tra “le cose buone che Allah vi ha reso lecite”; in secondo luogo, del celibato e dell’astinenza si dice che “Allah non ama coloro che eccedono”. In seguito alla rivelazione del versetto, quegli amici andarono dal Profeta (S) e dissero: “O Messaggero di Dio! Abbiamo fatto voto di astenerci da quelle cose”. In altre parole, come possiamo mai rompere il nostro voto di astinenza? Allora Allah (SwT) rivelò il seguente versetto:

"Allah non vi punirà per i vostri voti vani…." (Santo Corano, Sura al-Ma’ida, 5:89)

Di nuovo, si noti che il celibato o l’astinenza dalle cose buone e legali sono considerate dall’Islam ‘voti vani!’15

Il celibato non è sconsigliato solo per gli uomini, anche le donne sono scoraggiate dal restare nubili. L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse: “Il Profeta ha reso illecito alle donne di diventare ascetiche e di negarsi ad avere marito.”16

°Abd us-Samad bin Bashir riporta che una donna andò dall’Imam Ja°far as-Sadiq (as) e disse: “Che Dio ti benedica; sono una donna ascetica”. L’Imam le disse: “Cosa significa l’ascetismo per te?” La donna rispose: “Significa che non mi sposerò mai.” L’Imam: “Perché?” La donna: “Praticando l’ascetismo, spero di conquistare il favore {di Allah(SwT)}”. L’Imam: “Vattene! Se l’ascetismo fosse una maniera di conquistare il favore di Allah, Fatima ne avrebbe avuto più diritto di te perché nessuno può conquistare più favore {agli occhi di Allah} di lei.17

Un episodio simile si narra anche a proposito dell’Imam Ridhà (as).

Il Profeta (S) disse: “I più bassi {di status} tra i vostri morti sono i non sposati”.18

L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse che un uomo andò da suo padre, ed egli gli chiese: “Hai moglie?”. Lui rispose: “No. Suo padre disse: “Non vorrei avere il mondo con tutte le sue ricchezze se dormissi di notte senza una moglie”.19

3) Il Matrimonio Aiuta la Spiritualità

Secondo l’Islam, contrariamente al cristianesimo, il matrimonio e il sesso non sono antitetici all’amore ed al culto di Allah (SwT). Invece che un ostacolo, il matrimonio è considerato un vantaggio sul cammino della perfezione spirituale.

Il Profeta (S) disse: “Chi si sposa ha già messo in salvo la metà della sua religione, pertanto deve temere Allah per l’altra metà”.20

Una persona che può soddisfare i propri istinti sessuali lecitamente, soffre meno distrazioni nel viaggio spirituale. L’amore per le donne e la fede sono interrelati. In un ĥadīth, °Umar bin Zayd riporta che l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse: “Non penso che la fede di una persona possa crescere effettivamente se non è cresciuto il suo amore per le donne”.21 Lo stesso Imam disse: “Ogni volta che l’amore di una persona per le donne cresce, la sua fede cresce in qualità”.22

Disse anche: “Chiunque aumenti il suo amore per noi {l’Ahl ul-Bayt (as)}, deve aumentare anche il suo amore per le donne”.23

Il matrimonio rende più alto perfino il valore delle preghiere. Il Profeta (S) disse: “Due rak°āt pregate da una persona sposata sono meglio che la veglia notturna e il digiuno di una persona non sposata”.24

Il Profeta (S) disse: “Chi voglia incontrare Allah in stato di purezza, dovrebbe incontrarLo con una moglie.25

Una donna si recò a casa del Profeta (S) e ben presto il suo forte profumo riempì la casa. Quando il Profeta (S) le chiese ragione della sua visita, la donna disse che aveva provato di tutto per attrarre suo marito, ma in vano; non lasciava la sua meditazione per stare con lei.

Il Profeta (S) le disse di informare suo marito a proposito della ricompensa del rapporto sessuale, che descrisse con le seguenti parole: “Quando un uomo si avvicina a sua moglie, è protetto da due angeli e {in quel momento agli occhi di Allah} è come un guerriero che combatte per la causa di Allah. Quando ha un rapporto con lei, i suoi peccati cadono come le foglie dall’albero {nella stagione autunnale}. Quando esegue l’abluzione maggiore (Ghusl al-Janabah), si purifica da tutti i peccati”.26

* * *

Le citazioni del Sacro Corano e le affermazioni del Profeta (S) e degli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) dimostrano che il punto di vista islamico a proposito del sesso e del matrimonio è in completa armonia con la natura umana. Si può facilmente concludere che per la morale sessuale islamica:

(a) Il matrimonio e il sesso sono caldamente raccomandati e non sono associati in alcun modo al male, alla colpa o al peccato;

(b) La vita monastica e il celibato sono inaccettabili;

(c) Il matrimonio è considerato un fattore vantaggioso nel cammino alla perfezione spirituale: impedisce che i Musulmani commettano peccati e, inoltre, innalza il valore dei loro atti di culto.

Tali insegnamenti neutralizzano il bisogno di una rivoluzione sessuale in una società islamica. Visto che non esiste la repressione sessuale, la questione di una rivoluzione sessuale non si pone.

B) In Difesa del Punto di Vista Islamico

Molti scrittori non Musulmani, specialmente di ideologia liberale e femminista, hanno attaccato il punto di vista islamico sulla sessualità femminile. Le loro critiche sono basate maggiormente su una serie di idee malintese a proposito della morale sessuale islamica. I problemi fondamentali di questi scrittori sono due: o studiano l’Islam basandosi su qualche teoria o modello occidentale, o non hanno la possibilità di studiare le fonti originali islamiche. Fanno affidamento soprattutto sugli scritti sull’Islam degli orientalisti o dei viaggiatori europei dei secoli passati.

In alcuni casi, libri come “Le mille e una notte” e “Il giardino profumato” sono usati per spiegare il punto di vista islamico sulla sessualità delle donne!

Tali libri, al massimo, riflettono il punto di vista arabo a proposito della sessualità femminile, non quello islamico. Pertanto, tali scritti non meritano nemmeno di essere confutati.

In ogni caso, ai fini della nostra discussione, è stata selezionata l’opera di una scrittrice femminista araba, Fatima Mernissi.

La ragione per commentare la sua opera è che si tratta di una scrittrice araba che ha avuto facile accesso alla letteratura e agli Aĥādīth islamici, in particolare a Ihyau °Ulumi 'd-Din27 del famoso studioso sunnita Imam al-Ghazālī28.

Inoltre, il libro della Mernissi è stato tradotto in varie lingue europee ed asiatiche e sta diventando popolare in qualità di testimonianza diretta!

1) Il Punto di Vista di Fatima Mernissi

Il libro di Fatima Mernissi, “Beyond the Veil (Oltre il Velo), sottotitolato “Male-Female Dynamics in Modern Muslim Society” (Dinamiche uomo-donna nella moderna società islamica), è uno studio delle relazioni uomo-donna nella società marocchina attuale. E’ importante tener presente che l’atteggiamento dei Musulmani in Marocco non rappresenta necessariamente l’Islam. In ogni modo, la Mernissi discute la morale sessuale islamica in un capitolo intitolato “The Muslim Concept of Active Female Sexuality” (Il concetto Islamico della Sessualità Femminile Attiva). La maggior parte della discussione si incentra sul paragone tra le opinioni di Freud e al-Ghazālī sulla sessualità femminile.

La Mernissi riassume le proprie conclusioni affermando che l’ironia è che le teorie islamiche ed europee arrivano alla stessa conclusione: le donne sono distruttive per l’ordine sociale, secondo al-Ghazālī perché sono attive, secondo Freud perché non lo sono.

La Mernissi continua descrivendo l’atteggiamento negativo dell’Occidente cristiano e quello positivo dell’Islam nei confronti della sessualità in generale scrivendo: “Ordinamenti sociali distinti hanno integrato le tensioni tra la religione e la sessualità in distinte maniere. Nell’esperienza cristiana occidentale la sessualità stessa viene attaccata, degradata in quanto animale e condannata come anti-civiltà. L’individuo è diviso in due sé antitetici: lo spirito e la carne, l’Ego e l’Es. Il trionfo della civiltà implica il trionfo dell’anima sulla carne, dell’Ego sull’Es, del controllo su ciò che non è controllato, dello spirito sul sesso. L’Islam ha imboccato un cammino sostanzialmente differente. Ciò che viene attaccato e svilito non è la sessualità, bensì la donna, in qualità di incarnazione della distruzione, di simbolo del disordine. La donna è fitna, la personificazione dell’incontrollabile, la rappresentante vivente dei pericoli della sessualità e del suo rampante potenziale disgregativo… La sessualità di per sé non è un pericolo. Al contrario, possiede tre funzioni positive e vitali…”.29

Dopo aver descritto il lato positivo della morale sessuale islamica, la Mernissi attacca il concetto della sessualità femminile nell’Islam da quanto lei evince dagli scritti di al-Ghazālī: “Secondo al-Ghazālī, il dono più prezioso dato da Allah agli esseri umani è la ragione. Il suo uso migliore è la ricerca della conoscenza (… )Ma, per poter dedicare le proprie energie alla conoscenza, l’uomo deve ridurre le tensioni interne ed esterne al proprio corpo, evitare di essere distratto da elementi estranei, ed evitare di abbandonarsi ai piaceri terreni. Le donne sono una distrazione pericolosa che deve essere usata con il fine specifico di fornire prole alla nazione Musulmana e smorzare le tensioni dell’istinto sessuale. Ma le donne non dovrebbero in nessun modo essere oggetto di investimento emotivo o il centro dell’attenzione, che dovrebbe essere dedicato unicamente ad Allah sotto forma di ricerca della conoscenza, meditazione e preghiera30.

La conclusione che l’ardente femminista araba descrive come il punto di vista islamico può essere riassunta nel modo seguente:

(a) Le donne sono considerate sessualmente attive dal punto di vista islamico;

(c) Quindi, le donne sono un pericolo per l’ordinamento sociale.

(e) Non dovrebbe esistere alcun coinvolgimento emotivo nelle donne: vale a dire, un uomo non dovrebbe sentire alcun amore per sua moglie.

(g) Perché non dovrebbe esistere amore tra marito e moglie?

La Mernissi risponderebbe che l’amore dovrebbe essere esclusivamente rivolto ad Allah (SwT). Esamineremo in seguito ciascuna di tali premesse e conclusioni gradualmente, e vedremo se provengono o no da fonti islamiche affidabili.

(a) Le Donne sono considerate Sessualmente Attive dall’Islam

L’affermazione che, secondo l’Islam, le donne sono considerate sessualmente attive, può significare due cose diverse: o che sono sessualmente più attive degli uomini o che lo sono tanto quanto gli uomini.

Nel primo caso, significherebbe che le donne possiedono un impulso sessuale più forte; nel secondo, che le donne sono normali tanto quanto gli uomini nella loro sessualità.

Dal contesto dello scritto della Mernissi, credo di poter affermare che ella stia usando l’affermazione nel primo senso, vale a dire, che le donne sono più attive sessualmente degli uomini.

Nel corso del mio studio del Sacro Corano e degli autentici Aĥādīth sull’argomento, non mi sono imbattuto in alcuna affermazione che dica che le donne sono sessualmente più attive degli uomini. Posso dire con tutta sicurezza che, per quanto riguarda l’Islam, non c’è nessuna differenza tra la sessualità di un uomo e di una donna. Ci sono, tuttavia, alcuni Aĥādīth che possono essere utilizzati dalla Mernissi per provare che le donne sono sessualmente più attive degli uomini, sempre che si attenga ad una parte degli Aĥādīth e ignori l’altra! E’ ovvio che un simile uso parziale degli Aĥādīth costituisce una pratica accademica inaccettabile.

Per esempio, in uno degli Aĥādīth in questione, Asbagh bin Nubatah riporta che l’Imam °Ali (as) disse: “Allah l’Onnipotente ha creato il desiderio sessuale in dieci parti; poi ha dato nove parti alle donne e una agli uomini”.31

Se l’ĥadīth finisse qui, la Mernissi avrebbe ragione, ma continua nel modo seguente: “E se Allah l’Onnipotente non avesse dato alle donne parti uguali di timidezza, ogni uomo avrebbe nove donne relazionate con lui”.32 In altre parole, Allah (SwT) ha dato alle donne una parte maggiore di desiderio sessuale, ma Egli l’ha anche neutralizzata dando loro una parte uguale di timidezza.

Visti nel complesso, questo ed altri Aĥādīth simili non suffragano l’affermazione che, secondo l’Islam, le donne sono sessualmente più attive degli uomini. Per quanto riguarda la questione del perché Allah (SwT) ha dato più desiderio sessuale alle donne e l’ha poi neutralizzato con la timidezza, insha’Allah me ne occuperò nel capitolo sulla tecnica sessuale.

Ma come ha raggiunto la Mernissi le sue conclusioni, dunque? Allo scopo di contrapporre il punto di vista di Freud e di al-Ghazālī a proposito della sessualità attiva e passiva delle donne, Fatima Mernissi ha studiato il punto di vista di entrambi gli scrittori a proposito del processo di riproduzione umana. Per prima cosa cita Freud: “La cellula sessuale maschile è attivamente mobile e va in cerca di quella femminile, mentre quest’ultima, l’ovulo, rimane immobile e aspetta passivamente…”33. Secondo la Mernissi, ciò prova che, dal punto di vista di Freud, la donna è sessualmente passiva.

In seguito lo contrappone ad al-Ghazālī citando quanto segue: “Il figlio non è creato solo dallo sperma maschile, ma dall’unione di uno spermatozoo dal maschio con un ovulo dalla femmina… e in ogni caso l’ovulo della femmina è un fattore determinante nel processo di coagulazione”34. Secondo la Mernissi, ciò prova che dal punto di vista di al-Ghazālī la donna è sessualmente attiva.

Dubito che al-Ghazālī sarebbe d’accordo con la conclusione che la Mernissi fa derivare da quest’ultima frase. Inoltre, anche se al-Ghazālī avesse voluto dire una cosa simile, l’affermazione non può essere corroborata dalle fonti originali dell’Islam, il Sacro Corano e la Sunnah.

Esiste un ĥadīth che rifiuta chiaramente una simile connotazione del processo riproduttivo. In un’occasione fu chiesto al Profeta (S): “Oh Muĥammad! Perché in alcuni casi il figlio assomiglia ai suoi zii paterni e non mostra somiglianza alcuna con gli zii materni, e in altri assomiglia ai suoi zii materni e non mostra somiglianza alcuna con gli zii paterni?” Il Profeta (S) disse: “Il figlio assomiglierà alla persona la cui goccia d’acqua {spermatozoo o ovulo} prevarrà su quella del partner35.

In altre parole, se l’ovulo della moglie prevale sullo spermatozoo del marito, il figlio somiglierà alla madre o agli zii materni; se lo spermatozoo del marito prevale sull’ovulo della moglie, il figlio somiglierà al padre o agli zii paterni. L’ĥadīth chiarisce che la parte maschile e quella femminile giocano un ruolo equivalente nella riproduzione; qualche volta, lo spermatozoo maschile prevale sull’ovulo femminile e altre volte accade il contrario.

Successivamente, la Mernissi riporta la seguente affermazione di al-Ghazālī a proposito del processo di eiaculazione dei due sessi: “...L’eiaculazione della donna è un processo molto più lento, durante il quale il suo desiderio sessuale cresce; ritirarsi da lei prima che raggiunga il piacere è per lei dannoso36.

Attraverso tale affermazione, la Mernissi pretende provare che l’Islam considera la donna sessualmente più attiva dell’uomo. Quando ho letto l’affermazione per la prima volta, ho pensato che ciò non può sempre essere vero: a volte eiacula per primo l’uomo e a volte la donna. Mi sembrava sorprendente che al-Ghazālī avesse detto una cosa simile, pertanto ho controllato la fonte araba e ho notato che, nel tradurre la citazione di cui sopra, la Mernissi ha convenientemente tralasciato la parola rubbama, che significa “qualche volta37.

In realtà, l’affermazione corretta di Ghazālī è: “...L’eiaculazione della donna è, a volte, un processo molto più lento...” Con tale correzione, l’argomentazione della Mernissi non è più sostenibile.

(b) Le Donne sono un pericolo per l’Ordine Sociale

La conseguenza della citata premessa della Mernissi è la seguente: visto che l’Islam considera le donne sessualmente più attive, ne consegue che le considera un pericolo per l’ordinamento sociale.

Dopo aver citato al-Ghazālī: “La virtù della donna è il dovere dell’uomo. E l’uomo è tenuto ad aumentare o a diminuire i rapporti sessuali con la donna secondo le necessità di lei, in modo da assicurarne la virtù”, la Mernissi commenta: “La teoria di al-Ghazālī relaziona direttamente la sicurezza dell’ordinamento sociale con la virtù della donna, e quindi con la soddisfazione dei suoi bisogni sessuali. L’ordinamento sociale è salvo solo quando la donna si limita a suo marito e non crea fitna, o caos, allettando altri uomini a rapporti illeciti.38

Prima di tutto, esaminando l’affermazione di al-Ghazālī, non vedo nulla che possa far pensare che secondo la sua opinione le donne sono un pericolo per l’ordinamento sociale.

Si descrive semplicemente uno dei diritti fondamentali della relazione coniugale: il marito non dovrebbe essere egoista ed egocentrico, bensì prendere in considerazione anche i sentimenti della moglie. Niente in assoluto indica che, in generale, le donne musulmane insoddisfatte finiscano necessariamente per commettere adulterio.

In secondo luogo, se le donne insoddisfatte diventano un pericolo per l’ordinamento sociale solo perché esiste la possibilità che commettano adulterio, tale possibilità non è affatto confinata alle donne: anche gli uomini insoddisfatti potrebbero commettere adulterio!

Se l’Islam considerasse le donne un pericolo per l’ordinamento sociale su queste basi, allora dovrebbe considerare anche gli uomini alla stessa stregua! Portando l’argomentazione alle estreme conseguenze, si dovrebbe affermare che l’Islam considera gli uomini e le donne come un pericolo per l’ordinamento sociale. L’assurdità di una tale linea di ragionamento è evidente. Se tutti gli uomini e le donne rappresentano un pericolo per l’ordinamento sociale, dell’“ordinamento sociale” di chi stiamo parlando?!

(c) Non dovrebbe esistere alcun Coinvolgimento Emotivo verso le Donne

La seconda parte della teoria sostenuta dalla Mernissi è che gli uomini, in teoria, non dovrebbero essere affettivamente legati alle loro mogli; l’amore tra marito e moglie non è incoraggiato né tollerato.

A parte l’affermazione della Mernissi già citata all’inizio della presente discussione, l’autrice fa riferimento alla questione anche in altri passaggi. Per esempio, dopo aver citato un’intervista ad una donna marocchina a proposito del suo primo marito in un matrimonio combinato (che non ha niente a che fare con l’Islam), la Mernissi scrive: “L’amore tra marito e moglie minaccia qualcosa di vitale nell’ordine Musulmano? (...) Il coinvolgimento eterosessuale, il vero amore tra marito e moglie, è un pericolo che deve essere superato39.

In un altro passaggio, scrive: “E mi sembra che la rottura della segregazione sessuale permette l’emergere di quello che l’ordine musulmano considera come il nemico mortale della civiltà: l’amore tra gli uomini e le donne in generale, e tra marito e moglie in particolare40.

La Mernissi non avrebbe potuto allontanarsi di più dalla verità che con tali pretese!

Invece di risalire alle fonti originali dell’Islam, ha derivato le sue conclusioni dal modo in cui un certo gruppo etnico di Musulmani si comporta nella propria vita personale. Passiamo ad esaminare se quello che dice corrisponde o no alle fonti originali dell’Islam.

Il Sacro Corano dice:

“Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono” (Sura ar-Rūm, 30: 21).

Come può la Mernissi affermare che l’Islam considera l’amore tra marito e moglie un nemico mortale della civiltà, quando il Dio dell’Islam lo enumera tra i segni della Sua creazione e gloria?

L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) dice: “L’amore {ĥubb} per le donne fa parte delle tradizioni dei profeti”41.

Lo stesso Imam riporta che il Profeta (S) disse: “L’affermazione di un marito a sua moglie ‘ti amo’ {inniuĥibbuki} non lascerà mai il cuore di lei”42.

Esistono inoltre tre interessanti Aĥādīth nei quali l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) descrive l’amore per le donne come un segno e una causa di aumento della fede. Dice: “Non penso che la fede di una persona possa realmente crescere se non è cresciuto il suo amore per le donne”43.

In un altro ĥadīth dice: “Ogni volta che l’amore di una persona verso le donne aumenta, la sua fede cresce in qualità”44.

In un terzo ĥadīth mette in relazione l’amore per le donne con l’amore per l’Ahl ul-Bayt (as), che è un importante insegnamento del Sacro Corano. Dice: “In chiunque cresca l’amore per noi, deve crescere anche l’amore per le donne”45.

Non credo ci sia ulteriore bisogno di dimostrare che l’accusa mossa all’Islam da parte della Mernissi non ha basi.

(d) L’Amore dovrebbe essere Rivolto Esclusivamente Verso Allah (SwT)

Se le fosse chiesto perché l’Islam considera l’amore per le donne come un nemico mortale della civiltà e un pericolo per l’ordinamento sociale, la Mernissi risponderebbe che il coinvolgimento emotivo o il centro dell’attenzione “dovrebbe essere rivolto esclusivamente ad Allah (SwT) attraverso la ricerca della conoscenza, la meditazione e la preghiera”: così, infatti, la Mernissi descrive il punto di vista di al-Ghazālī46.

In altre parole, la Mernissi sta dicendo che l’Islam, come il Cristianesimo, considera l’amore per Allah (SwT) e l’amore per la donna come due fenomeni antitetici. Bisogna dire, per essere giusti verso la Mernissi, che si tratta di un’idea sbagliata da cui non è immune nemmeno uno studioso come al-Ghazālī.

Anche se ho già citato dettagliatamente il punto di vista islamico, secondo il quale l’amore per le donne non è in conflitto con il cammino spirituale, mi propongo di discutere la questione alla luce di quello che dice al-Ghazālī, con le sue tendenze Sufi.

2) Il Punto di Vista di al-Ghazālī

Nella sua discussione sul matrimonio in Ihyau °Ulumi 'd-Din, Abu Hamid al-Ghazālī ha una sezione chiamata “Incoraggiamento al Matrimonio” (at-targhibfi 'n-nikah), in cui cita alcune affermazioni del Profeta (S) a proposito della virtù del matrimonio. Nello stesso libro, di seguito, vi è inoltre una sezione chiamata “Dissuasione al Matrimonio” (at-targhib °ani 'n-nikah), in cui cita, a parte le affermazioni di alcuni Sufi, tre Aĥādīth: due del Profeta (S) e uno dell’Imam °Ali (as).

Stranamente, il terzo ĥadīth non ha niente a che vedere con la questione, trattandosi piuttosto di pianificazione familiare: parla di avere meno mogli e bambini! Inoltre, tutti e tre gli Aĥādīth sono classificati dagli studiosi di Aĥadīth come ‘deboli’ (da°if)47.

Al-Ghazālī prosegue con una discussione sui “Benefici e Danni del Matrimonio”. Prima di analizzare tali ‘Danni del Matrimonio’, vorrei commentare i due Aĥādīth del Profeta (S) che al-Ghazālī cita dalle sue fonti sunnite, e che anche la Mernissi utilizza nel suo libro.

Il primo ĥadīth è il seguente:

Il Profeta (S) disse: “Quando la donna viene verso di te, è Satana che ti si sta avvicinando. Quando uno di voi vede una donna e si sente attratto da lei, dovrebbe correre da sua moglie. Con lei, sarà lo stesso che con l’altra48.

Dopo aver citato l’ĥadīth, Mernissi aggiunge il commento dell’Imam Muslim che dice: “La donna assomiglia a Satana per il potere irresistibile che ha sull’uomo”.

Nel discutere la questione della falsificazione o interpolazione nel ĥadīth, i nostri °Ulama’ {quelli shi°iti} dicono che una fonte di falsificazione fu costituita dai Sufi e dai cosiddetti mullah pii, che importarono l’idea del celibato e della vita monastica, estranea all’Islam, nella letteratura degli ĥadīth. E, visto che visione della donna come male è una componente importante della concezione monastica cristiana, idee simili si infiltrarono nella letteratura degli Aĥādīth, come totale falsificazione o in forme di interpolazione. Quando ho letto il sopraccitato ĥadīth, ho sospettato che fosse un’interpolazione, specialmente la frase iniziale. Il mio sospetto venne confermato quando mi misi a cercare un ĥadīth simile nelle fonti shi°ite. Le fonti shi°ite riportano un ĥadīth simile, il seguente:

Il Profeta (S) disse: “Quando uno di voi vede una bella donna, dovrebbe andare da sua moglie. Perché ciò che è con lei {la moglie} è lo stesso che con l’altra49.

Lo stesso ĥadīth è riferito anche con una leggera differenza. Il Profeta (S) disse: “Oh Uomini! In verità l’atto di vedere {una bella donna} viene da Satana, pertanto chiunque trovi in se stesso tale inclinazione dovrebbe andare da sua moglie50.

L’ĥadīth riportato dalle fonti sunnite equipara la donna a Satana, mentre nelle fonti shi°ite non esiste assolutamente una simile implicazione. Al contrario, nella seconda versione del ĥadīth localizzato nelle fonti shi°ite, è lo sguardo dell’uomo che si relaziona alla tentazione di Satana!

Se dobbiamo scegliere tra le fonti della Sunnah del Profeta (S), non ci resta altro che accettare la versione degli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as), la famiglia del Profeta (S). Dopotutto, nessuno poteva conoscere il Profeta (S) meglio di loro.

Secondo il nostro punto di vista, l’Imam al-Ghazālī, l’Imam Muslim e la Mernissi si sbagliano quando tentano di equiparare la donna a Satana. L’ĥadīth che citano è stato interpolato, con tutta probabilità, dai Sufi, per incoraggiare la concezione monastica che hanno importato dalla Cristianità.

Il secondo ĥadīth è il seguente: Il Profeta (S) disse: “Non andate dalle donne i cui mariti sono assenti. Perché Satana entrerà nei vostri corpi come il sangue scorre attraverso la vostra carne”51.

Prima di tutto, non sono riuscito a trovare un simile ĥadīth nelle fonti shi°ite. Ciò, insieme al suo contenuto, mette in dubbio l’autenticità del ĥadīth. In secondo luogo, la fonte del cosiddetto ĥadīth è Sahih at-Tirmidhi. E mi sorprende come al-Ghazālī e la Mernissi possano usare tale ĥadīth quando la loro fonte stessa, l’Imam at-Tirmidhi, commenta che “Si tratta di uno strano ĥadīth!” {haża ĥadīthun gharib}.

Infine, anche se si decide di accettare l’ĥadīth, ciò non prova quello che pretende la Mernissi, cioè che “la donna sposata il cui marito è assente costituisce una minaccia particolare per gli uomini”: l’ĥadīth equipara gli uomini, e non le donne, a Satana. In realtà, in tale ĥadīth la donna risalta come vittima degli uomini che sono stati sopraffatti da Satana!

***

Ma torniamo all’opera di al-Ghazālī, nel punto in cui descrive i danni del matrimonio. Al-Ghazālī ne definisce tre, che saranno discussi separatamente:

Il Primo Danno

Il primo e il peggior danno {del matrimonio} è l’incapacità di guadagnarsi da vivere legalmente. Si tratta di qualcosa che non è facile per tutti, specialmente di questi tempi, tenendo in conto che il sostentamento è necessario. Il matrimonio, quindi, rappresenta una causa per procacciare il cibo attraverso mezzi illegali, e in ciò sta la perdizione dell’uomo e anche quella della sua famiglia, mentre una persona sola è libera da questi problemi…52.

Al-Ghazālī prosegue citando i Sufi, le cui affermazioni non hanno alcun valore per noi salvo che non si basino sul Sacro Corano e sulla Sunnah. I Sufi elogiano il celibato, influenzati dalla concezione monastica che è stata condannata dal Profeta (S) e dal Sacro Corano stesso.

La conclusione logica di quanto affermano al-Ghazālī e altri Sufi è che “se sei ricco, sposarsi va bene; ma se sei povero, non dovresti sposarti, altrimenti finirai per procurarti il sostento con mezzi illegali!”

Tale affermazione è in completo contrasto con il punto di vista del Sacro Corano, che dice:

“Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente” (Sura an-Nūr, 24:32).

“Non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro” (Sura al-An°âm, 6: 151).

Il Profeta (S) inoltre disse: “Chiunque si astenga dal matrimonio a causa della paura della povertà, ha realmente un’idea sbagliata di Allah53.

Non so come si possa avanzare nell’elevazione spirituale, quando si ha un concetto negativo della promessa di Allah (SwT)!

Il Secondo Danno

L’incapacità {degli uomini} di rispettare i diritti delle mogli, di mostrarsi indulgenti verso le loro {cattive} maniere e di sopportare con pazienza il fastidio che danno54.

Che cosa sta dicendo l’Imam al-Ghazālī? Intende dire che le donne in generale sono troppo esigenti, maleducate e fastidiose? Realmente può fondare il proprio punto di vista sul Sacro Corano e sulla Sunnah del Profeta Muĥammad (S)?

Non credo, ed è per questo che al-Ghazālī ha addotto solo le affermazioni di alcuni Sufi per suffragare il suo punto di vista. Ed è ovvio che non è sostenuto dalle fonti originali islamiche.

Il Terzo Danno

“La moglie e i figli lo distrarranno da Allah e lo attrarranno verso la ricerca {dei benefici} di questo mondo e verso la pianificazione di una buona vita per i figli attraverso dell’accumulazione di ricchezza… E qualsiasi cosa che distragga un uomo da Allah, sia essa la moglie, la ricchezza o i figli, è disastrosa per lui”55.

Se ciò che dice al-Ghazālī è vero, allora non solo il matrimonio, ma anche i figli, gli amici, i parenti ed ogni cosa materiale al mondo deve essere etichettata come “dannosa” per un Musulmano, perché tutte potenzialmente possono distrarre una persona da Allah (SwT) e dall’Aldilà.

Qui al-Ghazālī sembra piuttosto San Paolo!

E se tale premessa fosse vera, un Musulmano non dovrebbe aver niente a che fare con questo mondo, dovrebbe semplicemente confinarsi in una grotta in qualche giungla isolata o in qualche deserto e pregare Allah (SwT)!

L’assurdità di tale idea dal punto di vista islamico è ovvia.

Ciò che dicono al-Ghazālī ed altri Sufi non è molto diverso dalle idee monastiche della Chiesa cristiana. E, incidentalmente, patirono lo stesso destino dei monaci cristiani. Abbiamo già riportato i commenti di Ayatullah Rizvi a proposito dei monaci: “Poi la natura si è vendicata; i monaci e gli abati coltivavano l’idea di essere rappresentanti di Cristo, e alle suore veniva dato il titolo di ‘spose di Cristo’. Così hanno finito per trasformare i monasteri in centri di libertà sessuale56.

Allo stesso modo, quando la natura si è vendicata dei Sufi, con le parole di Martire Ayatullah Mutahhari, essi hanno cominciato a “trarre piacere sessuale dalla compagnia di leggiadre persone, e tale operato si considera un viaggio verso Allah!57

I Sufi hanno un concetto di al-fanafi ‘l-Lah, che significa “annullamento del sé in Allah (SwT)”.

In parole povere, indica l’esperienza spirituale di diventare tutt’uno con Allah (SwT). Mi sorprende che al-Ghazālī possa considerare il matrimonio come una distrazione da Allah (SwT), quando fana e l’annullamento di due esseri, in questo mondo, può essere vissuto solo nel contesto sessuale, quando marito e moglie raggiungono l’apice del piacere sessuale e si fondono in uno per qualche istante!

3) L’Amore per Allah (SwT) e l’Amore per il Mondo

L’Imam al-Ghazālī e altri Sufi hanno commesso un errore serio nell’interpretazione del concetto di “prepararsi per l’Aldilà”.

Si tratta di ciò che vorrei chiarire in questa sede.

Il concetto di “prepararsi per l’Aldilà” dipende dai termini in cui si considera la relazione tra questo mondo e l’Aldilà. Esistono tre possibilità:

1. Immergersi nelle benedizioni di questo mondo e dimenticare l’Aldilà;

3. Usare questo mondo in funzione dell’Aldilà;

5. Rinunciare a questo mondo in nome dell’Aldilà.

I Sufi hanno adottato la terza alternativa, laddove i materialisti hanno adottato la prima alternativa. Tra i due estremi si trova il vero punto di vista islamico.

Esistono numerosi versetti del Sacro Corano che cantano le lodi alle benedizioni di questo mondo, e numerosi altri che esortano con forza i Musulmani ad aspirare all’Aldilà.

Se visti isolati gli uni dagli altri, tali versetti possono essere usati dai due gruppi per provare i loro punti di vista estremi. Visti invece alla luce di altri versetti, che parlano della relazione tra questo mondo e l’Aldilà, si viene guidati verso il vero punto di vista coranico. Ed è ovvio che i versetti del Sacro Corano non possono essere separati gli uni dagli altri, specialmente quando trattano dello stesso argomento. Come ho già detto, non è questo il luogo per discutere approfonditamente la questione; in ogni modo, fornirò alcuni esempi tratti dal Sacro Corano e dalla Sunnah per chiarire il punto di vista islamico a proposito di questo mondo e dell’Aldilà.

Il Sacro Corano dice:

“Cerca, con tutto ciò che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo..” (Sura al-Qasas, 28:77)

ed ancora:

“Quando poi l'orazione è conclusa, spargetevi sulla terra in cerca della grazia di Allah, e molto ricordate Allah, affinché possiate avere successo”. (Sura al-Juma°a, 62:10)

L’Imam Ĥasan (as) disse: “Sii per il mondo come se dovessi vivere per sempre, e sii per il tuo Aldilà come se dovessi morire domani”58.

L’Imam insegna che l’Islam non pretende alcuna rinuncia al mondo, anzi incoraggia ad amarlo e a goderne i benefici, ma non al punto di dimenticare l’Aldilà, dove il destino dipende da quanto si è stati obbedienti ad Allah (SwT) nella vita mondana. L’Imam Mūsa al-Kāďim (as) disse: “La persona che rinuncia al mondo per la religione o chi rinuncia alla sua religione per il mondo non è con noi59.

Per l’Islam, l’essere devoti non significa rinunciare a questo mondo e vivere in isolamento in un deserto o in un monastero!

Essere devoti significa vivere una vita normale nella società, senza dimenticare la destinazione finale, lo scopo della nostra creazione: una vita eterna nell’Aldilà.

* * *

Anche la relazione tra l’amore per Allah (SwT) e l’amore per il proprio coniuge, per i propri figli, e per il mondo in generale è dello stesso tipo.

Esistono due livelli di amore per l’Islam: l’amore per Allah (SwT) e l’amore per tutto il resto. L’Islam non proibisce ad una persona di amare il coniuge, i figli, i genitori, e le benedizioni terrene che Allah (SwT) ha concesso. Tuttavia, l’Islam prescrive che tale amore debba essere in armonia con l’amore per Allah (SwT), che debba basarsi sull’amore per Allah (SwT). L’implicazione pratica di tutto ciò è che, se si verifica un conflitto tra l’amore per Allah (SwT) e l’amore per tutto il resto, l’amore per Allah (SwT) deve avere la precedenza. Per l’Islam, Allah (SwT) è l’asse dell’esistenza, Lui e nient’altro è la Verità Assoluta.

Mi permetto di spiegare il fenomeno in modo metaforico: la Luna gira intorno alla Terra, ma, allo stesso tempo, gira anche intorno al Sole. Inoltre, la relazione magnetica tra la Luna e la Terra, è solo una parte della forza magnetica complessiva che fa che i pianeti girino intorno al Sole nel nostro sistema solare.

In modo simile, nell’Islam l’amore tra due esseri umani è come la relazione tra la Luna e la Terra, mentre l’amore che un Musulmano sente per Allah (SwT) è come la relazione tra il Sole e i pianeti. Ovviamente, il primo tipo di amore esiste nel regno del secondo. In altre parole, esistono due cicli d’amore: l’amore per Allah (SwT) e l’amore per il marito, la moglie o i figli.

Il primo è un circolo più ampio all’interno del quale esiste il secondo.

Bisogna ricordare che esiste una sottile differenza tra quanto qui si afferma e quanto affermano la Mernissi e, fino ad un certo punto, al-Ghazālī. La Mernissi dice che nell’Islam l’amore tra marito e moglie è proibito perché l’amore dovrebbe essere rivolto esclusivamente ad Allah (SwT).

Al contrario, affermiamo che l’Islam non proibisce l’amore tra marito e moglie, né qualunque altro amore, fintanto che esso sia in armonia con l’amore per Allah (SwT), ovvero che tale amore non deve sopraffare la persona fino al punto di rinunciare all’amore per Allah (SwT). Il Sacro Corano lo menziona chiaramente:

“Di': «Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le cose che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi»” (Sura at-Tawba, 9:24).

Concentriamoci sull’espressione “aĥabbu – più cari”. Se Allah (SwT) avesse detto: “se i vostri... sono a voi cari”, la Mernissi ed altri con la stessa ideologia avrebbero potuto aver ragione nel dire che l’Islam esige amore esclusivo verso Allah (SwT) e che tutti gli altri amori sono proibiti. Ma qui il Sacro Corano sta parlando in modo comparativo, e dice che se si amano altre cose o persone più di Allah (SwT), si commette un errore, perché tale amore potrebbe portare sul cammino della disobbedienza ai comandamenti di Allah (SwT) e causare la perdizione nell’Aldilà.

Da quanto detto emerge chiaramente che il concetto islamico di amore non è confinato all’amore per Allah (SwT) in contrapposizione all’amore per le donne; è piuttosto un concetto universale che include l’amore per tutte le cose e le persone. Quindi, è assolutamente fuorviante collocare la questione in un contesto sessista e dire che la morale sessuale islamica è una morale misogina.

Per concludere, possiamo dire che il punto di vista della Mernissi e al-Ghazālī, secondo i quali per l’Islam le donne sono sessualmente più attive degli uomini, e l’Islam non tollera l’amore tra marito e moglie, non può essere provato utilizzando le fonti originali islamiche, il Sacro Corano e l’autentica Sunnah.

C) Criterio per la Definizione di cosa sia Morale ed Immorale

Come già affermato in precedenza, l’Islam non incoraggia la soppressione degli istinti sessuali, anzi, ne promuove la soddisfazione. Ciononostante, allo stesso tempo abbiamo enfatizzato che ciò deve avvenire in maniera responsabile e legittima. In altre parole, abbiamo suggerito che, secondo l’Islam, gli istinti sessuali possono essere soddisfatti in due modi: legittimo e illegittimo, o morale e immorale.

Ma qual è il criterio di morale e immorale per l’Islam?

L’Islam possiede una serie di credenze fondamentali, come ogni religione e ideologia, e tutti i suoi insegnamenti devono essere in armonia con i fondamenti.

La base dell’Islam è la fede nel Dio Unico, non solo come Creatore ma anche come Legislatore. Il Sacro Corano non è solo un Libro di guida spirituale, è anche una fonte di leggi che regolamentano la vita quotidiana. La parola “Islam”, dopotutto, significa “sottomissione al volere Divino”.

Il Sacro Corano dice chiaramente che:

“Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia” (Sura al-Aĥzāb, 33:36).

Di conseguenza, secondo l’Islam, ciò che è giusto e sbagliato, morale e immorale, legittimo e illegittimo è deciso da Allah (SwT) e dal Suo Messaggero (S).

E, secondo noi sh°iti, gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) sono i migliori commentatori del Sacro Corano, i difensori dell’autentica Sunnah e gli esempi viventi degli insegnamenti dell’Islam. In breve, i criteri di definizione di “legittimo” e “illegittimo” sono il Sacro Corano e l’autentica Sunnah del Profeta (S) e dell’Ahl ul-Bayt (as). La Shi°a, inoltre, enfatizza che qualunque cosa Allah (SwT) abbia decretato essere legittima o illegittima si basa su una ragione, materiale, spirituale o entrambe le cose.

Detto ciò, ricordiamo che Allah (SwT) è Onnisciente, mentre noi ci troviamo ancora sulla superficie del profondo oceano della conoscenza; pertanto, non ci è sempre possibile capire la ragione ultima di ciascuno dei comandamenti di Allah (SwT).

Il concetto fondamentale della morale sessuale –il sesso non è cattivo e non deve essere soppresso - costituisce un esempio più che ovvio di un insegnamento islamico in completa armonia con la natura e la ragione umane.

Non appena si afferma che l’Islam crede nella regolamentazione del comportamento sessuale, bisogna affrontare le questioni relative a:

(1) la regolamentazione del sesso attraverso la morale e

(3) la libertà personale nel comportamento sessuale.

Queste sono le due questioni che saranno brevemente affrontate a conclusione del capitolo.

1) La Regolamentazione del Sesso Attraverso la Morale

La prima domanda è: “Il sesso può essere regolamentato dalla morale?” Ci viene detto che “non può realmente esistere una morale sessuale in quanto tale. La morale non ha a che fare con l’atto sessuale, ma sempre con qualcos’altro, con cui può essere congiunto. Possiamo ragionevolmente proibire la violenza sessuale, per esempio, ma ciò succede in relazione alla violenza; considerato in e per se stesso, e separato dalle circostanze fortuite, l’atto sessuale non è né giusto né sbagliato, bensì meramente ‘naturale’60.

La conclusione di tale idea è semplice: visto che non può esistere alcuna reale morale sessuale, non dovrebbe esistere alcun tipo di restrizione alla gratificazione sessuale.

Niente dovrebbe essere considerato immorale o illegittimo!

Tale idea è di per sé assurda. La sessualità è un atto che coinvolge principalmente due persone, e ogni volta che due persone sono coinvolte, anche sul piano secolare, leggi e norme diventano necessarie per regolamentare il loro comportamento.

Allo scopo di fornire una base razionale a tale idea, a volte si afferma che molti problemi nervosi e mentali si manifestano a causa del sentimento di privazione sessuale. Il provvedimento preventivo per evitare tali problemi nervosi e mentali è rappresentato dalla gratificazione senza restrizioni dell’istinto sessuale. In parole povere, quanto più si limita il sesso, tanto più le persone se ne sentiranno attratte e soffriranno del sentimento di privazione.

La cultura libertina occidentale ha, in effetti, promosso il comportamento sessuale senza restrizioni in Occidente durante gli ultimi trent’anni61. E, secondo gli argomenti sopraccitati, ci si aspetterebbe di vedere un declino nel numero di problemi nervosi, frustrazioni sessuali, stupri, incesti, abusi di minori, e molestie sessuali.

Ma è veramente successo? No, certo che no!

Un’occhiata alle statistiche dimostra che tutti i cosiddetti effetti della privazione sessuale si sono moltiplicati, a dispetto del trend di sessualità senza restrizioni degli anni 60, 70 e 80!

Ciò che è realmente accaduto è stato che il mondo Occidentale, dopo essersi ribellato contro la repressione del sesso attuata dal sistema cristiano, ha frainteso il sesso senza restrizioni come sesso aiutato a svilupparsi.

L’Islam non accetta l’idea di reprimere gli istinti sessuali; al contrario, incoraggia ed aiuta a sviluppare tali sentimenti in modo che si soddisfino responsabilmente. Le restrizioni che l’Islam impone in materia sessuale sono basate sull’idea di indirizzare il sesso verso la sua corretta espressione.

Non è diverso dal modo in cui soddisfiamo il desiderio di cibo: bisogna mangiare, ma senza ingozzarsi. In maniera simile, bisogna soddisfare i propri desideri sessuali, ma non a spese dei diritti degli altri e del proprio stesso corpo.

Dopo essersi ribellata contro la morale sessuale repressiva della Chiesa, la cultura libertaria è arrivata all’estremo opposto del sesso senza alcuna restrizione. Il grande errore è stato pensare che qualsiasi restrizione fosse innaturale e sbagliata. Persino Bertrand Russell, che sostiene con forza il punto di vista libertario, ha dovuto accettare che, in materia di morale sessuale, alcune restrizioni sono necessarie. Egli infatti scrive: “Non sto suggerendo che non dovrebbe esistere alcuna morale o alcuna auto-limitazione riguardo al sesso, esattamente come riguardo al cibo. Riguardo al cibo osserviamo limitazioni di tre tipi, dettate dalla legge, dall’educazione e dalla salute. Consideriamo sbagliato rubare il cibo, servirci più della nostra parte in un pasto comune, e mangiare in modo che probabilmente ci farà ammalare. Limiti simili sono essenziali quando si tratta di sesso, ma in questo caso sono molto più complessi e richiedono molto più autocontrollo62.

Russell, in ogni modo, aveva delle difficoltà per definire una nuova base per la morale sessuale. Il dilemma che il mondo Occidentale sta affrontando al giorno d’oggi si riflette in modo molto eloquente in ciò che Russell ha scritto:

Se permettessimo alla nuova morale {del sesso senza restrizioni} di fare il suo corso, è probabile che si spingerebbe più in là di quanto già non abbia fatto, e che porrebbe problemi che in questo momento non vediamo ancora. Se, d’altra parte, cercassimo di imporre nel mondo moderno restrizioni che erano possibili in un’epoca {cristiana} precedente, arriveremmo ad una impossibile severità di regolamentazione, contro la quale la natura umana ben presto si ribellerebbe. A questo scopo abbiamo bisogno di una morale genuinamente nuova. Con questo mi riferisco che obblighi e doveri dovranno ancora essere riconosciuti, anche se potranno essere molto diversi da quelli riconosciuti in passato. Non penso che il nuovo sistema debba, più del vecchio, implicare il lasciarsi andare senza freni agli impulsi ma credo che le occasioni per limitare l’impulso e i motivi per farlo dovranno essere diversi da quelli del passato63.

Se Russell avesse avuto l’opportunità di studiare l’Islam in profondità, sono sicuro che vi avrebbe trovato “una morale genuinamente nuova” che regolamentasse il sesso senza condurre ad “una impossibile severità di regolamentazione”.

2) L’Islam e la Libertà Personale

La seconda domanda che viene posta da laici e liberali riguarda la libertà personale: “Non sono forse libero di fare ciò che mi pare, a condizione di non violare i diritti degli altri?”

Credo che sia utile porre l’accento sulla differenza principale tra l’Islam e l’idea laica e liberale di libertà personale.

Nel sistema secolare, i diritti si dividono in due categorie: quelli dell’individuo e quelli della società. Una persona è libera di fare ciò che vuole, fintanto che non infrange i diritti altrui. Per diventare un membro accettato della società, bisogna accettare tale limitazione della libertà personale.

L’Islam, diversamente, suddivide i diritti in tre categorie: diritti dell’individuo, diritti della società e diritti di Allah (SwT). Una persona è libera di fare ciò che vuole, fintanto che non viola i diritti degli altri o di Allah (SwT). Per diventare Musulmano bisogna accettare tale limitazione della libertà personale.

Una differenza ancora più importante sta nel concetto di diritto dell’individuo. Nell’uso secolare, i diritti dell’individuo sono visti in contrasto con quelli degli altri membri della società.

L’Islam fa un passo più in là e afferma che anche il corpo di un individuo è titolare di alcuni diritti, in contrasto con la persona stessa. In altre parole, l’Islam considera che una persona è responsabile anche dell’uso del proprio corpo.

Non è permesso abusare del proprio corpo o danneggiarlo. Nel Sacro Corano c’è scritto:

“Di tutto sarà chiesto conto: dell'udito, della vista e del cuore” (Sura al-Isrā',17:36).

Descrivendo il Giorno del Giudizio, il Sacro Corano dice:

“Nel Giorno in cui le loro lingue, le loro mani e i loro piedi testimonieranno contro di loro per quello che avranno fatto” (Sura an-Nūr, 24:24)

“In quel Giorno sigilleremo le loro bocche, parleranno invece le loro mani e le loro gambe daranno testimonianza di quello che avranno fatto” (Sura Ya Sin, 36:65).

L’Imam Zayn ul-°ābidīn, nel suo Risalat ul-Ĥuquq64, descrive i diritti che la lingua, le orecchie, gli occhi, i piedi, le mani, lo stomaco e gli organi sessuali di una persona hanno sulla persona stessa. Se una persona usa male o abusa del suo corpo, si rende colpevole di infrangere i diritti del proprio corpo, e anche i diritti di Allah (SwT), che ci ha dato il corpo in un atto di fiducia. Il Sacro Corano dice:

“{i credenti sono coloro} che si mantengono casti, eccetto con le loro spose (…) mentre coloro che desiderano altro {in termini di soddisfazione sessuale} sono i trasgressori” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5-7)

Secondo l’Islam, i diritti di un individuo non sono limitati solo dai diritti della società, ma anche da quelli del proprio corpo e di Allah (SwT). La giustificazione è molto semplice: l’Islam non permette che una persona si faccia del male o si distrugga, e il peccato o l’immoralità sono mezzi di perdizione. Tale limite è basato sull’amore e sulla preoccupazione che Allah (SwT) Misericordioso sente per noi.

Allah non vuole imporvi nulla di gravoso, vuole bensì purificarvi e completare su di voi la Sua grazia”

(Sacro Corano, Sura al-Mā'ida, 5:6)

Il concetto islamico di libertà personale può sembrare restrittivo se paragonato a quello del sistema secolare, ma il suo motivo profondo e la sua giustificazione sono accettati, in modo indiretto, persino dalla società secolare. La conseguenza logica dell’idea laica di libertà personale è che una persona è libera di fare ciò che le piaccia con se stessa; l’unico limite è rappresentato dal non infrangere i diritti altrui.

Ma l’Occidente non ha potuto digerire tale idea completamente, come si può vedere dalle leggi che pongono dei limiti ad alcuni atti, per esempio, il suicidio o l’uso di droghe narcotiche, o anche l’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza in macchina.

Usando droghe narcotiche il tossicodipendente non infrange i diritti degli altri, salvo che, chiaramente, il significato di “infrangere i diritti degli altri” venga esteso ad includere valori spirituali che non fanno parte del mondo laico. Ciononostante, la società occidentale considera illegale l’uso di droghe ed adotta misure per impedirlo. Ciò si giustifica dicendo che è dovere della società impedire ai propri cittadini di farsi del male. Da tali esempi si può vedere che il sistema secolare si ritira dalle conseguenze logiche della propria concezione di libertà individuale. L’unica differenza restante tra i punti di vista laico e islamico è che il primo accorda alla società il diritto di restrizione, mentre il secondo lo accorda solo ad Allah (SwT).

Per concludere, possiamo affermare che il punto di vista islamico proibisce non solo gli atti che infrangono i diritti altrui, ma anche quelli che infrangono i diritti del corpo dell’individuo. Tale punto di vista si basa sull’amore e sulla preoccupazione che Allah (SwT) ha per gli esseri umani.

  • 1. Marriage and Morals, pag. 175-176
  • 2. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, vol. 14, pag. 24.
  • 3. Wasa'il, vol. 14, pag. 3.
  • 4. Wasa'il, vol. 14, pag. 25.
  • 5. Wasa'il, vol. 14, pag. 3-4, 6.
  • 6. Wasa'il, Vol. 14, pag. 4.
  • 7. Wasa'il, Vol. 14, pag. 9.
  • 8. Wasa'il, Vol. 14, pag. 10.
  • 9. Wasa'il, Vol. 14, pag. 23.
  • 10. Wasa'il, Vol. 14, pag. 23.
  • 11. Wasa'il, Vol. 14, pag. 10.
  • 12. Wasa'il, Vol. 14, pag. 10.
  • 13. Wasa'il, Vol. 14, pag.4.
  • 14. Wasa'il, Vol. 14, pag. 4.
  • 15. Wasa'il, Vol. 14, pag. 8-9
  • 16. Wasa'il, Vol. 14, pag. 117.
  • 17. Wasa'il, Vol. 14, pag. 117-118.
  • 18. Wasa'il, Vol. 14, pag. 7.
  • 19. Wasa'il, Vol. 14, pag. 7.
  • 20. Wasa'il, Vol. 14, pag. 5.
  • 21. Wasa'il, Vol. 14, p. 9.
  • 22. Wasa'il, Vol. 14, p.11.
  • 23. Wasa'il, Vol. 14, p.11.
  • 24. Wasa'il, Vol. 14, p.7.
  • 25. Wasa'il, Vol. 14, p. 25
  • 26. Wasa'il 'sh-Shi°ah, Vol. 14, p. 74.
  • 27. “Ravvivamento delle Scienze Religiose”, tradotto parzialmente in italiano e incluso nel libro: “Scritti Scelti di al-Ghazālī”, a cura di L. Veccia Vaglieri e R. Rubinacci, UTET, Torino, 1970. (N.d.T.)
  • 28. Abu Ĥamid Muĥammad al-Ghazālī, nato a Tūs (attuale Iran), nell’anno 450dell’Egira (1.085 dell’era cristiana), morì nella sua città natale nel me se di Jaumada ath-Thani dell’anno 505 dell’Egira (nell’anno 1.111 dell’era cristiana). Per maggiori informazioni sulla sua biografia e sulle sue opere, si consiglia di confrontare ad esempio l’introduzione (pag. 3-35) del testo “Scritti Scelti di al-Ghazālī”, citato nella nota precedente. (N.d.T.)
  • 29. “Beyond the Veil”, pag. 44.
  • 30. “Beyond the Veil”, pag. 45.
  • 31. Wasa'il, vol. 14, p.40.
  • 32. Wasa'il, vol. 14, p.40.
  • 33. Nuove lezioni introduttive, p.144, citato in: “Beyond the Veil”, pag. 36.
  • 34. “Beyond the Veil”, pag. 37.
  • 35. At-Tabrasi, al-Ihtijaj, vol. 1, p. 48. Per un ĥadīth simile da fonti sunnite, si veda: Ibn Qayyim, Tibyan, p. 334-5. Si veda anche un interessante studio sul controllo delle nascite tra i Musulmani: Sex and Society in Islam, di B.F. Musallam.
  • 36. “Beyond the Veil”, pag. 38.
  • 37. Al-Ghazālī, Ihya, vol. 2, p. 148.
  • 38. Beyond the Veil, p. 39, Ihya, vol. 2, p. 148.
  • 39. “Beyond the Veil”, pag. 113.
  • 40. “Beyond the Veil”, pag. 107.
  • 41. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, vol. 14, p.9.
  • 42. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 10.
  • 43. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 9.
  • 44. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 11.
  • 45. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, p. 11.
  • 46. “Beyond the Veil”, pag. 45.
  • 47. Si vedano le note dell’editore in Ihya', vol. 2, p. 101 e anche in al-Kashani, Tahzibu 'l-Ihya, vol. 3, p. 57.
  • 48. Ihya', vol. 2, p. 110, “Beyond the Veil”, pag. 42.
  • 49. Wasa'il, vol. 14, p. 72-73.
  • 50. Wasa'il, vol. 14, p. 73.
  • 51. Ihya', vol. 2, p. 110; “Beyond the Veil”, pag. 42.
  • 52. Ihya', vol. 2, p. 117.
  • 53. Wasa'il, vol. 14, p. 24.
  • 54. Ihya' vol. 2, p. 118.
  • 55. Ihya', vol. 2, p. 119.
  • 56. The family Life of Islam, pag. 8, già citato nel capitolo primo: La Morale Sessuale Occidentale, paragrafo c) La Rivoluzione Sessuale. (N.d.T.)
  • 57. Akhlaq-e jensi dar Eslam wa jahan-e gharb, p. 67. Tradotto in italiano col titolo: “Etica Sessuale nell’Islam e nel Mondo Occidentale”.
  • 58. Wasa'il, vol. 12, p. 49.
  • 59. Wasa'il, vol. 12, p. 49.
  • 60. Cfr.: Scruton, Sexual Desire, p. 2.
  • 61. Ricordiamo che l’autore ha scritto il libro nei primi anni ’90. (N.d.T.)
  • 62. Russell, Marriage and Morals, p. 293-294.
  • 63. Russell, Marriage and Morals, p. 91-92.
  • 64. Disponibile anche la traduzione in italiano, intitolata “La Lettera dei Diritti”; anche in internet: http://al-islam.org/it/Lettera_Diritti/ (N.d.T.)

La Morale Sessuale Islamica (II) Struttura

Il presente capitolo si occupa del lato pratico della morale sessuale. Per prima cosa verrà esaminato il matrimonio all’età della pubertà, seguito da una panoramica sui possibili modi, legittimi e illegittimi, di gestire l’istinto sessuale se si decide di non sposarsi subito dopo la pubertà, e infine si discuteranno approfonditamente la procedura di matrimonio e le tecniche sessuali.

È necessario menzionare che l’ultima parte del capitolo è molto esplicita, perché i comandamenti e i divieti religiosi devono essere spiegati in termini molto chiari. Come dice il detto: “Non c’è spazio per la vergogna (haya’) quando si tratta di {imparare o chiedere a proposito di} religione”.

A) L’Inizio della Vita Sessuale

1) Bulugh e Rushd

Il desiderio sessuale si risveglia negli esseri umani all’età della pubertà. Nella definizione legale islamica la pubertà (Bulugh) è determinata da uno dei seguenti fattori:

L’età: quindici anni lunari per i ragazzi e nove anni lunari per le ragazze;

Cambiamenti interni (solo per i ragazzi): la prima polluzione notturna. Il liquido seminale si accumula nei testicoli a partire dalla pubertà, ed è possibile che si formi più liquido di quello che può essere assorbito dal sistema; quando questo succede, il liquido seminale è espulso durante il sonno. Il fenomeno si conosce come polluzione notturna, sogno bagnato o Ihtlam in arabo.

Cambiamenti fisici: crescita di peli ispidi sulla parte inferiore dell’addome.

Nell’Islam si permette il matrimonio non appena il ragazzo e la ragazza raggiungono l’età della pubertà, visto che l’istinto sessuale nasce con la pubertà, e che l’Islam afferma che tale istinto debba essere soddisfatto solo attraverso il matrimonio.

Nel caso delle ragazze, non solo si permette loro che si sposino non appena diventino mature, ma si raccomanda tale matrimonio.

E’ sulla base di questa raccomandazione che si pensa comunemente che l’Islam scoraggi le ragazze dal posticipare il matrimonio a causa dell’istruzione; ma al contrario, l’Islam afferma che le ragazze dovrebbero sposarsi e continuare la loro istruzione in seguito, se lo desiderano.

La maturità fisica in se stessa, in ogni caso, non è sufficiente affinché una persona possa gestire le responsabilità del matrimonio; il Rushd (la maturità mentale) è ugualmente importante.

D’altra parte, il nostro stile di vita attuale è diventato così complicato da provocare l’apparizione di uno scarto considerevole tra la pubertà e la maturità, tanto in questioni finanziarie come sociali. Un recente articolo a proposito dei giovani americani afferma: “I giovani americani alla soglia del ventunesimo secolo sono molto meno maturi di quanto i loro predecessori lo erano all’inizio del ventesimo. La differenza è evidente in tutte le aree dello sviluppo giovanile: il sesso, l’amore, il matrimonio, l’istruzione e il lavoro. Fisicamente, i giovani d’oggi maturano prima rispetto alle generazioni, ma emotivamente stanno impiegando molto più tempo per sviluppare legami emotivi?1.

Di conseguenza, non è facile per i ragazzi e per le ragazze della nostra era atomica sposarsi non appena raggiungono la maturità fisica.

2) Cosa Dovrebbero fare i Giovani?

Cosa possono fare i Musulmani per la loro prossima generazione? Nonostante i problemi menzionati, credo che esistano modi attraverso i quali i giovani Musulmani nell’ultima fase dell’adolescenza possano sposarsi senza preoccuparsi dell’aspetto finanziario. Di seguito suggerisco quattro possibilità:

Primo: con l’Aiuto della Famiglia

Suggerisco caldamente che i genitori che sono benestanti e possono mantenere i loro giovani figli sposati fino a che non siano economicamente indipendenti li incoraggino a sposarsi e che li mantengano finché questi ultimi non possano farlo da soli.

A proposito del contratto di libertà stipulato tra uno schiavo e il suo padrone, il Sacro Corano dice:

“… Ai vostri schiavi che ve lo chiedano concedete l'affrancamento contrattuale, se sapete che in essi c'è del bene, e date loro parte dei beni che Allah ha dato a voi” (Sura an-Nūr, 24:33)

Se l’Islam enfatizza tanto il mantenere finanziariamente uno schiavo liberato affinché possa essere indipendente, non è necessario spiegare la virtù che risiede nell’aiutare i propri figli a fare lo stesso!

Secondo: con l’Aiuto della Comunità

Ad un livello più ampio, le organizzazioni islamiche dovrebbero creare dei fondi (per esempio, prestiti a lungo termine senza interessi) per sostenere i giovani Musulmani che desiderano sposarsi, ma che non dispongono di risorse economiche. Una volta, una persona colpevole di comportamento sessuale indecente fu portata al cospetto dell’Imam °Alī (as). Dopo averlo punito, l’Imam organizzò il suo matrimonio a spese del governo. L’Imam ha stabilito un esempio di come la società possa aiutare i giovani a cominciare una vita familiare.

Considerando la situazione nel mondo Occidentale, le organizzazioni islamiche dovrebbero sentirsi moralmente obbligate a fornire tale sostegno per i propri giovani. Non si tratta di carità, ma piuttosto di sopravvivere come comunità musulmana in un ambiente moralmente ostile.

Terzo: Sposarsi senza il Peso Economico

Il ragazzo e la ragazza possono stipulare l’°Aqad (contratto di matrimonio islamico), ma posticipare la cerimonia di matrimonio a dopo che abbiano terminato la propria istruzione. In altre parole, sarebbero sposati, ma continuerebbero a vivere con i propri genitori. Possono incontrarsi senza alcun impedimento Shar°i; e se decidono di avere rapporti sessuali, dovrebbero usare metodi contraccettivi permessi per rimandare la questione di allevare i figli.

In questo modo, sarebbero in grado di soddisfare il proprio desiderio sessuale e allo stesso tempo essere liberi da responsabilità finanziarie.

Quarto: Sposarsi ed adottare uno Stile di Vita Semplice

Il ragazzo e la ragazza possono stipulare l’°Aqad ed anche celebrare la cerimonia nuziale, ma rimandare l’avere figli e adottare uno stile di vita molto semplice. In questo modo, sarebbero in grado di soddisfare il proprio desiderio sessuale e di essere contemporaneamente liberi da pesanti responsabilità finanziarie.

Detto ciò, non si può insistere abbastanza a proposito dell’importanza del ruolo dei genitori nella supervisione di tali accordi.

Non sono per niente d’accordo che un ragazzo e una ragazza prendano simili decisioni per conto proprio, senza l’intervento dei genitori o senza registrare tali accordi presso il centro comunitario. Tale procedura protegge la reputazione della ragazza nel caso le cose non funzionino a dovere.

Inoltre, quanto ho suggerito significa anche che sia i genitori che i giovani devono cambiare radicalmente la propria mentalità a proposito dell’aspetto materialista della vita. Devono adottare uno stile di vita molto semplice. Se i giovani d’oggi intendono contare su una base finanziaria “standard” prima di sposarsi, non potranno farlo nella tarda adolescenza, dovranno aspettare di avere trent’anni! L’articolo sopraccitato dice che i giovani “si stanno sposando più tardi rispetto ai propri genitori, in parte per ragioni economiche, e molti laureati rimandano il matrimonio fino a dopo i trent’anni2.

Un vantaggio importante di quanto suggerito è che un giovane universitario può essere libero da ansie sessuali e in grado di concentrarsi pienamente sui propri studi. Se un giovane Musulmano cresciuto in una società occidentale senza educazione religiosa non riceve sostegno economico e morale dai propri genitori, corre il rischio di essere coinvolto dalla cultura permissiva che tollera il sesso tra adolescenti fuori dal matrimonio. E se ciò succede, Allah (SwT) non voglia, il giovane smetterà di considerare una relazione sessuale in termini di valore o impegno.

La maggior parte di noi è passata per storie di una notte grazie al nostro sistema universitario” scrive Nancy Smith, 25 anni, in un recente saggio per il Washington Post a proposito della battaglia della sua generazione con l’età adulta. “Il sesso fuori da una relazione non è tanto una questione di giusto o sbagliato quanto: davvero vale la pena il disturbo?3.

E un simile comportamento sessuale ha serie conseguenze: aborti, bambini indesiderati, aumento del tasso di divorzi e famiglie con un solo genitore, senza contare la sofferenza emotiva patita dalle persone in generale e dai bambini in particolare in simili casi.

B) Come Gestire i Bisogni Sessuali Prima del Matrimonio?

Se una persona non appena diventata sessualmente e mentalmente matura non può sposarsi, come dovrebbe gestire l’istinto sessuale? Nella presente sezione si passeranno in rassegna alcuni modi per soddisfarlo e si indicherà se sono o no permessi dall’Islam.

1) Modi Immorali

(a) Sesso Prematrimoniale

Il sesso prematrimoniale nell’Islam è assolutamente illecito, sia con una fidanzata che con una prostituta. Il sesso prematrimoniale è fornicazione (zina) e costituisce, inoltre, un comportamento sessuale irresponsabile.

Non esiste responsabilità in tali relazioni. La persona più vulnerabile in tali relazioni è la donna. Le statistiche forniscono prove schiaccianti che l’uomo spesso inganna donne innocenti con il sesso prematrimoniale. Nei giorni nostri la metà degli uomini e delle donne sui trent’anni in America hanno convissuto prima del matrimonio, molti di loro nella convinzione che è meglio conoscersi a fondo, prima del grande passo. Ma ci sono studi che dimostrano che tra le coppie che convivono prima di sposarsi il tasso di divorzi è più alto4.

Glen Elder, un sociologo dell’Università del North Carolina, afferma a proposito della convivenza: “è una relazione che attrae coloro, specialmente uomini, che cercano un’uscita facile, ed è incerto se e in che cosa contribuisca al matrimonio”.

Una ventiquattrenne scrive quanto segue in una lettera ad Ann Landers: “... La frase {in una lettera precedente} che mi ha colpito è stata quella dell’adolescente che diceva di conoscere molte ragazze della sua età che avevano diversi partner ‘per divertimento’. Mi è sembrato strano perché io facevo del sesso a 16 anni e non era per niente divertente. Andare a letto con dei ragazzi non era eccitante o emozionante, era degradante. Mi faceva sentire più sola e vuota che mai. In più, mese dopo mese mi preoccupavo di essere incinta. Può essere un vero inferno... Se potessi parlare con le ragazzine che leggono la sua colonna, direi loro che il sesso da adolescenti non risolve nessun problema, ne crea altri. Non fa sentire amata una ragazza, la fa sentire deprezzata. Direi loro che non rende una ragazza ‘più donna’, anzi, tutto il contrario5.

Allah (SwT) dice:

“Non ti avvicinare alla fornicazione. E' davvero cosa turpe e un tristo sentiero” (Sacro Corano, Sura al-Isrā’, 17:32).

La fornicazione e l’adulterio sono stati severamente condannati dalle affermazioni del Profeta (S) e degli Imam (as). Per l’Islam, il sesso prematrimoniale è considerato un atto immorale contro i diritti di Allah (SwT) e dei propri organi sessuali6.

Il sesso prematrimoniale è un peccato punibile dalla corte islamica. Se viene provato da una corte islamica che un uomo e una donna non sposati sono colpevoli di fornicazione, la punizione sarà quanto segue:

“Flagellate la fornicatrice ed il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell'applicazione della Religione di Allah, se credete in Lui e nell'Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione” (Sacro Corano, Sura an-Nūr, 24:2)

Se l’uomo o la donna non sposati commettono fornicazione più di una volta, saranno puniti tre volte con cento frustate, e se si prova che sono colpevoli per la quarta volta, saranno condannati a morte7.

(Per quanto riguarda l’adulterio, la punizione è ancora più severa perché le persone sposate non hanno nessuna scusa in assoluto per commetterlo. La Shari°ah dice che le persone sposate colpevoli di adulterio devono essere lapidate a morte).

Di conseguenza, il sesso prematrimoniale è fuori questione in quanto mezzo di soddisfazione dell’istinto sessuale.

(b) La Masturbazione

Secondo la terminologia islamica, masturbazione (istimna) significa auto-stimolazione dell’organo sessuale fino a raggiungere l’emissione di sperma o l’orgasmo. La masturbazione come auto-stimolazione è proibita dal fiqh shi°ita. Descrivendo i credenti, il Sacro Corano dice:

“{i credenti sono coloro} che si mantengono casti, eccetto con le loro spose (…) mentre coloro che desiderano altro {in termini di soddisfazione sessuale} sono i trasgressori” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5-7)

L’ultima frase chiarisce oltre ogni dubbio che qualsiasi gratificazione sessuale fuori dal matrimonio è considerata una trasgressione alla legge di Allah (SwT). E il versetto implica, inoltre, che il sesso è un atto in cui sono coinvolte due persone.

In un’occasione, quando l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) fu interpellato a proposito della masturbazione, recitò questo stesso versetto e menzionò la masturbazione come esempio8.

In un’altra occasione, l’Imam fu interpellato a proposito della masturbazione, e disse: “è un atto indecente...9.

La masturbazione è un peccato per il quale si può essere puniti dalla corte islamica. Chiaramente, la natura della punizione è a discrezione del giudice. In un’occasione un uomo venne sorpreso a masturbarsi e condotto al cospetto dell’Imam °Ali (as). L’Imam lo punì colpendolo sulle mani fino a che diventarono rosse; poi, organizzò il suo matrimonio a spese del governo10.

Di questi tempi alcuni scienziati ci dicono che non c’è niente di male nella masturbazione, anzi, che è un atto naturale. Per provare che è naturale, forniscono l’esempio di alcuni animali selvaggi, come le scimmie. In realtà, sono arrivati all’altro estremo della morale sessuale. Hanno degradato gli esseri umani al livello di animali selvaggi, e lo giustificano attraverso esempi tratti dallo stesso mondo animale. Sono, per dirla con le parole del Sacro Corano:

“…come bestiame, anzi ancor peggio. Questi sono gli incuranti” (Sura al-A°raf, 7: 179).

L’ironia è che quando i Musulmani parlano di seguire l’Islam, che è apparso solo 1400 anni fa, sono etichettati dai laici come “reazionari”, “quelli che vogliono far girare l’orologio al contrario”, “anti-progresso”, e adesso queste stesse persone tornano indietro di milioni di anni (secondo il loro stesso conteggio) e si rifanno agli animali selvaggi o alle società primitive per determinare che cosa è naturale o no!

Molti tipi distinti di comportamento sessuale possono essere individuati nelle società primitive, ma ciò non le rende automaticamente naturali o giuste. Anzi, in molti casi, la masturbazione era considerata un atto anormale ed aberrante! Per esempio, Lewis Cutlow, a proposito degli indios dell’Amazzonia, scrive che:

...gli Xinguanos sono profondamente disturbati dai civilizados che sono sessualmente frustrati; non riescono a capire come un uomo possa entrare in eccitazione alla vista di una donna nuda. Nei suoi 25 anni di vita quotidiana con gli indios, mi ha detto Orlando, non aveva mai visto un indio con un’erezione, né mai visto né sentito alcun esempio di deviazione sessuale tra gli indios. Non sapevano che cosa fosse la masturbazione finché non videro un civilizado operatore del telegrafo farlo. Da allora in poi l’operatore del telegrafo rappresentò un problema per Orlando e per i suoi colleghi nel Parco. Gli indios lo disprezzavano perché, ai loro occhi, aveva commesso un atto riprovevole. Non ci fu nient’altro da fare che allontanarlo dal Parco11.

A volte gli scienziati giustificano la masturbazione dicendo che molta gente la pratica! Ma, se una maggioranza fa qualcosa, ciò non prova che automaticamente sia giusta. Altrimenti, anche le droghe dovrebbero essere dichiarate “normali” perché la maggioranza degli americani, in un momento o in un altro, ha usato droghe.

Le inchieste condotte da sessuologi come Kinsey, Master e Johnson, e la “Relazione Hite” non fanno altro che rivelare che cosa fanno gli americani nell’intimità della camera da letto; non necessariamente prova che ciò che fanno è naturale o giusto!

Molti psicologi moderni affermano che la masturbazione è equiparabile al normale rapporto sessuale, anzi migliore, perché si è padroni di se stessi e non richiede che ci si preoccupi dei sentimenti del partner!

E’ un esempio di quanto la società materialista sia caduta in basso nel suo atteggiamento egocentrico ed egoista, che persino nel sesso preferisce la ricerca dell’auto-gratificazione con l’esclusione del coniuge.

Sembra che si dimentichino che, in un rapporto sessuale, tutti i sensi contribuiscono alla stimolazione e all’orgasmo: l’uomo e la donna si vedono, si toccano, si dicono parole d’amore e sentono suoni stimolanti; persino i sensi dell’olfatto e del gusto vengono utilizzati. E la penetrazione dell’organo maschile in quello femminile conduce all’eccitazione finale e all’orgasmo. Al contrario, nella masturbazione, l’unica fonte di stimolazione è l’immaginazione, nella quale non giocano alcun ruolo gli altri sensi. Tutto il peso ricade sulla mente, e, come risultato, mentre il rapporto sessuale normale causa felicità e gioia, la masturbazione crea depressione emotiva e psicologica12.

Non si tratta solo di un’opinione dello studioso Musulmano. Persino “la Relazione Hite” sulla sessualità maschile afferma: “Allo stesso modo, molti uomini hanno dichiarato di godere della masturbazione fisicamente, ma di trovarla deprimente emotivamente13.

In una delle risposte, un uomo scrive: “Fisicamente è gradevole, ma ti può far sentire emotivamente vuoto o solo per la mancanza di un rapporto vero. Puoi farlo quando ne hai voglia, figurarti le immagini che desideri, ma non esiste alcun calore o vicinanza, nessuno con cui condividere il piacere, nessun sentimento di compagnia...14.

Leslie D. Weatherhead, in “La padronanza del Sesso”, dopo aver affermato che gli effetti fisici della masturbazione sono trascurabili, scrive: “Psicologicamente, i risultati sono più seri. La masturbazione in un adulto è quasi sempre dovuta ad un disadattamento..15.

La Cura per la Masturbazione

E’ facile evitare la fornicazione perché coinvolge un’altra persona, ma il pericolo di cadere nell’abitudine della masturbazione è sempre presente, ed è quindi necessario sapere come combattere tale comportamento sessuale pervertito. Ciò che segue è una serie di linee guida per liberarsi dall’abitudine della masturbazione, tratte da “The Mastery of Sex” di Weatherhead e da Your Questions Answered” di °Ayatullah Rizvi.

1. Potenziare la forza di volontà. Ciò è possibile solo se si desidera onestamente e sinceramente liberarsi dall’abitudine. Pregate Allah (SwT) di aiutarvi a superare tale abitudine, concentratevi sugli insegnamenti religiosi, e costruite lo spirito di taqwa, pietà.

2. Cercate la compagnia di altre persone: se vi viene voglia di masturbarvi di giorno, alzatevi dal letto o dalla sedia, recatevi in presenza di altre persone e parlate con loro. Se succede all’ora di andare a dormire, sedetevi nel letto, leggete un libro o scrivete una lettera. Fate qualcosa per distrarre la mente in altre occupazioni.

3. Praticate qualche hobby o sport che fornisca uno sfogo di energia per il corpo.

(c) L’Omosessualità

Un modo di soddisfare l’istinto sessuale che sta diventando accettabile nel mondo Occidentale sono le relazioni sessuali tra membri dello stesso sesso: l’omosessualità (che, per definizione, include il lesbismo).

Affermando che sta diventando accettabile nelle società liberali non intendo affatto dire che l’omosessualità sia un fenomeno del ventesimo secolo. Ma esiste una gran differenza tra il passato e il presente: nel passato, l’omosessualità era considerata un comportamento sessuale pervertito, mentre attualmente viene etichettata come “naturale” e frutto di una “tendenza innata”!

Tutte le religioni rivelate (il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam) formano un fronte unico contro tale comportamento sessuale, che è stato chiaramente condannato sia nella Bibbia che nel Sacro Corano. In quest’ultimo, il popolo di Lut (Lot) (as) viene descritto nei seguenti termini:

“E quando Lot disse al suo popolo: «Vorreste commettere un'infamità che mai nessuna creatura ha mai commesso? Vi accostate con desiderio agli uomini piuttosto che alle donne. Sì, siete un popolo di trasgressori». E in tutta risposta il suo popolo disse: «Cacciateli dalla vostra città! Sono persone che vogliono esser pure!». E Noi salvammo lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie, che fu tra quelli che rimasero indietro. Facemmo piovere su di loro una pioggia…Guarda cosa è avvenuto ai perversi” (Sura al-A°raf, 7: 80-84)

Il Sacro Corano descrive inoltre il modo in cui il profeta Lut (as) cercò di ragionare con la sua gente, quando si avvicinarono ai suoi tre ospiti (che in realtà erano angeli sotto spoglie umane). Quando la gente, che vide questi tre giovani uomini di bell’aspetto, corse verso di loro, Lut (as) già sapeva cosa avevano in mente, perché avevano già commesso queste azioni infami in precedenza. Allora egli, indicando le sue giovani figlie, disse loro:

“..«O popol mio, ecco le mie figlie, sono più pure per voi. Temete Allah e non svergognatemi davanti ai miei ospiti. Non c'è fra voi un uomo di coscienza?». Dissero: «Sai bene che non abbiamo alcun desiderio per le tue figlie, sai bene quello che vogliamo!»” (Sura Hūd, 11:78-79).

Spiegando i dettagli della punizione, Allah (SwT) dice:

“Quando poi giunse il Nostro Decreto, rivoltammo la città sottosopra e facemmo piovere su di essa pietre d'argilla indurita” (Sura Hūd, 11:82)

Si può vedere che, per quanto riguarda il Corano, l’omosessualità è un’“indecenza”, e che Allah (SwT) distrusse una nazione intera a causa di tale comportamento sessuale indecente.

Nel sistema legale islamico, l’omosessualità è un delitto che va contro le leggi di Allah (SwT), e quindi punibile. In caso di omosessualità tra due maschi, il partner attivo deve ricevere cento frustate se non è sposato e ucciso se è sposato, mentre il partner passivo deve essere ucciso senza distinzione per il suo stato civile.

Nel caso di due femmine (lesbismo), le peccatrici devono ricevere cento frustate se sono nubili ed essere lapidate a morte se sono sposate16.

Perché l’Islam è così severo in questioni di fornicazione, omosessualità e lesbismo?

Se il sistema islamico non avesse permesso la gratificazione dell’istinto sessuale con mezzi legittimi (senza che nessuna colpa vi sia associata), sarebbe giusto affermare che l’Islam è molto severo; ma, visto che effettivamente permette la soddisfazione degli istinti sessuali con mezzi legittimi, non è preparato a tollerare alcun comportamento pervertito.

Gli omosessuali sono considerati il gruppo ad alto rischio per la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS). Ciò dimostra che la natura non ha accettato l’omosessualità come un comportamento sessuale normale per gli esseri umani. Si dice agli omosessuali che per praticare il sesso sicuro devono usare il preservativo. Se l’omosessualità senza preservativo non è sesso sicuro, come può allora essere naturale? L’affermazione “è naturale, ma non sicuro” non rappresenta forse una contraddizione in termini?

La bancarotta morale dell’Occidente è chiaramente evidente nell’attuale tendenza di alcune Chiese cristiane, che sono disposte ad alterare alcuni valori morali biblici per accomodare i capricci di quelli che vogliono giustificare la propria condotta immorale! Un chierico anglicano d’alto rango in America afferma che è ora che la sua Chiesa approvi una qualche forma di servizio o di rito che benedica l’unione di coppie seriamente impegnate dello stesso sesso17.

Dopo un dibattito di tre ore nel 1987, il Sinodo Generale della Chiesa d’Inghilterra “decise che l’omosessualità è sbagliata, ma rifiutò di condannarla come peccato18.

Sembra che, invece di fornire una guida morale ed etica, la Chiesa sia dominata da particolari gruppi di pressione. Tali gruppi pretendono persino che le scuole pubbliche cambino la definizione di famiglia per rendere accettabile il proprio stile di vita.

2) Modi Temporanei Legittimi

Se un Musulmano non può sposarsi appena raggiunta la pubertà, gli rimangono due sole opzioni lecite: l’astinenza temporanea o il matrimonio temporaneo.

a) L’Astinenza Temporanea

L’Islam permette il matrimonio non appena una persona raggiunge la maturità fisica, e inoltre raccomanda caldamente che, per lo meno durante i primi anni di matrimonio, venga adottato uno stile di vita semplice, cosicché la mancanza o scarsità di risorse economiche non sia un ostacolo ad una vita felice.

Ma se una persona decide, per qualsivoglia ragione, di non sposarsi presto dopo essere diventata fisicamente matura, l’unica strada è adottare l’astinenza temporanea. Dopo aver caldamente raccomandato il matrimonio per coloro che non sono sposati, il Sacro Corano dice:

“E coloro che non hanno [i mezzi di sposarsi cerchino la castità, finché Allah non li arricchisca con la Sua Grazia” (Sura an-Nūr, 24:33)

Bisogna comunque considerare che non è facile astenersi da tutti i modi proibiti di soddisfare l’istinto sessuale. Quindi, è utile fornire alcune linee guida. Una volta un uomo andò dal Profeta (S) e gli disse: “Non ho la possibilità {finanziaria} di sposarmi; pertanto, sono venuto a lamentarmi del mio celibato”. Il Profeta (S) gli consigliò di controllare il proprio istinto sessuale dicendo: “Lascia i peli sul tuo corpo e digiuna continuamente19.

Nel dire “lascia i peli sul tuo corpo”, il Profeta (S) sta chiedendo di non rimuovere i peli che crescono sul pube, sul petto, ecc., rasandoli o con lozione o cera; si raccomanda solo di accorciarli.

Tale ĥadīth indica che rimuovere i peli superflui aumenta l’istinto sessuale. (Probabilmente, è la ragione per la quale la Shari°ah raccomanda agli uomini di radersi i peli superflui ogni quaranta giorni, ed alle donne di rimuovere i peli superflui con lozione o con crema ogni venti giorni).

A posteriori, ciò significa che non depilarsi fa diminuire l’istinto sessuale e aiuta la persona nell’astinenza. L’Imam °Ali (as) disse: “Ogni volta che i peli di una persona aumentano, il suo desiderio sessuale diminuisce20.

Non mi sono ancora imbattuto in alcuna discussione scientifica a proposito della relazione tra la depilazione e l’istinto sessuale, ma mi è stato detto che gli esperti in medicina dell’epoca credevano che rimuovere i peli dal pube aumentasse la possibilità di pressione diretta sull’area e, di conseguenza, aumentasse anche l’irrigazione sanguigna degli organi sessuali.

L’altro metodo di diminuire l’istinto sessuale è il digiuno. E’ ovvio che uno dei benefici del digiuno è il rafforzamento della forza di volontà. E, senza dubbio, l’astinenza nel contesto sessuale dipende principalmente dalla forza di volontà della persona. Di conseguenza, il digiuno rafforzerà la forza di volontà della persona e le renderà più facile contenere i propri impulsi sessuali.

(b) Il Matrimonio Temporaneo (Muta°a)

Se una persona non si sposa al raggiungimento della pubertà e le è difficile controllare il proprio desiderio sessuale, l’unico modo di soddisfarlo è il Muta°a.

Per la legge islamica, secondo il fiqh shi°ita, il matrimonio è di due tipi: da'im, permanente, e munqati', temporaneo.

Il matrimonio munqati' è conosciuto anche come Muta°a. Non è il momento di discutere a proposito della legalità o illegalità del matrimonio temporaneo (Muta°a). Basti dire che persino secondo fonti sunnite il Muta°a era permesso dall’Islam fino ai primi tempi del califfato di °Umar ibn al-Khattab. Fu nell’ultimo periodo del suo regno che °Umar dichiarò il Muta°a ĥaram. Non c’è bisogno di dire che una decisione di °Umar non ha alcun valore di fronte al Sacro Corano ed alla Sunnah!

Per quanto riguarda la rilevanza del sistema del Muta°a in tempi moderni, citerò solamente ciò che Sachiko Murata, una studiosa giapponese, ha scritto nella sua tesi sulla questione: “Mi si permetta notare semplicemente che l’Occidente moderno non prospetta nessuna soluzione a tutti i problemi legali sorti dalle relazioni sessuali relativamente libere nella società contemporanea. Se una soluzione reale a tali problemi è possibile, forse si potrebbe trarre una certa ispirazione da un sistema legale come il Muta°a, che, con una visione realistica della natura umana, contempla i diritti e le responsabilità di tutte le parti in causa21.

La differenza principale tra i due tipi di matrimonio è che, in quello permanente, l’Islam ha definito chiaramente i doveri e gli obblighi tra i coniugi. Per esempio, è dovere del marito provvedere alle necessità fondamentali della vita per sua moglie, e la moglie non deve rifiutare i rapporti sessuali senza ragioni religiose o mediche.

Nel matrimonio temporaneo, invece, l’Islam lascia ai futuri coniugi il diritto di elaborare i propri doveri e piani di aspettative. Per esempio, il marito non è obbligato a mantenere la moglie, salvo che ciò sia stipulato nel contratto di matrimonio. Allo stesso modo, la moglie può includere nel contratto di matrimonio la condizione che non vi siano rapporti sessuali22. Tali condizioni non sono valide in un matrimonio permanente, mentre sono permesse in un matrimonio temporaneo.

Non insisterò mai abbastanza a proposito della natura temporanea del Muta°a. Il messaggio dell’Islam è chiaro: sposatevi su base permanente; se ciò non è possibile, adottate l’astinenza temporanea; se ciò non vi è possibile, solo in questo caso usate il matrimonio Muta°a.

La natura temporanea del Muta°a può essere dedotta anche dalle seguenti affermazioni degli Imam. In un’occasione °Ali bin Yaqtin, un prominente shi°ita che occupava un posto importante nel governo Abbaside, andò dall’Imam °Ali ar-Ridhà (as) a chiedergli del Muta°a. L’Imam disse: “Che cosa c’entra con te, che Allah ha reso libero da tale bisogno23. Disse anche: “È permesso e assolutamente concesso per colui a cui Allah non ha dato i mezzi del matrimonio permanente in modo che possa essere casto attraverso il Muta°a.”24.

C) Il Matrimonio

Nella presente sezione, si discuteranno alcune leggi e regole generali a proposito del matrimonio e della cerimonia nuziale, gli aspetti pratici del sesso nel matrimonio e alcune delle domande più frequenti.

1) Con Chi ci si può Sposare?

L’Islam prevede alcune restrizioni a proposito della scelta del coniuge, basate sulle relazioni consanguinee e sulla fede religiosa della persona.

(a) Restrizioni Basate sulle Relazioni Consanguinee (a) Restrizioni Basate sulle Relazioni Consanguinee

Esistono alcune relazioni consanguinee che sono considerate ĥarām, o illecite, per quanto riguarda il matrimonio. (Come regola generale, è proibito contrarre matrimonio con chiunque sia un maĥram. Maĥram significa un parente consanguineo alla cui presenza non sia necessario indossare l’ĥijab). La lista di tali parenti è presente nel Sacro Corano.

Per l’uomo è illecito sposare: madre, la figlia, la zia paterna, la zia materna, la nipote, la matrigna, la sorellastra, la suocera, la figliastra, la nuora, la cognata (come seconda moglie, perché non si possono sposare due sorelle contemporaneamente), e tutte le donne già sposate25.

Per la donna è illecito sposare: il padre, il figlio, lo zio paterno, lo zio materno, il nipote, il marito della madre adottiva, il fratellastro, il suocero, il figliastro, il genero.

Vale la pena di sottolineare che i cugini non sono inclusi nella lista, il che significa, in primo luogo, che i cugini non sono reciprocamente maĥram, sicché deve essere usato l’ĥijab in presenza l’uno dell’altra; in secondo luogo, ai cugini è permesso sposarsi.

(b) Restrizioni Basate sulla Religione

Il matrimonio tra due persone che non seguono la stessa religione crea problemi nella vita quotidiana della coppia, perché non vi è nessun aspetto della nostra vita che non sia considerato nella Shari°ah islamica. Di conseguenza, le restrizioni al matrimonio basate sulle differenze religiose sono abbastanza naturali.

Un Musulmano shi°ita

• può sposare:

- una Musulmana shi°ita;

- una Musulmana non shi°ita, ciononostante, se esiste il pericolo di essere fuorviati, ciò è ĥarām;

- una donna ebrea o cristiana solo con Muta°a.

• non può sposare:

- una donna che si ritenga di alcuna altra fede.

Una Musulmana shi°ita

• può sposare:

- un Musulmano shi°ita;

- un Musulmano non shi°ita, anche se è meglio non farlo e, se esiste il pericolo di essere fuorviate, ciò è ĥarām.

• non può sposare:

- un uomo non Musulmano.

2) Alcune Domande Frequenti

I genitori hanno dei diritti sul matrimonio dei loro figli?

Il padre e il nonno paterno hanno piena autorità sui figli che non hanno ancora raggiunto la pubertà.

Quando un figlio raggiunge la pubertà, esistono tre situazioni diverse:

- un figlio che è baligh ma non mentalmente maturo: in questo caso, il padre e il nonno conservano la loro autorità su di lui o lei. Tale figlio non può prendere la decisione di sposarsi senza l’approvazione del padre o del nonno.

- un figlio maschio che è baligh e anche mentalmente maturo: in questo caso, ha pieno diritto di decidere a proposito del proprio matrimonio.

- una ragazza che è baligh e mentalmente matura: esistono quattro opinioni distinte sulla questione26. Ma la maggioranza dei Mujtahidun contemporanei dice che al suo primo matrimonio, una ragazza baligha e mentalmente matura non può sposarsi senza il permesso del padre o del nonno. Se la ragazza è già stata sposata {e rimane vedova o divorzia}, ha pieno diritto di decidere per conto proprio a proposito del secondo matrimonio27.

Tale legge esiste per funzionare come protezione aggiuntiva per l’onore di una ragazza adolescente. In ogni caso, se il padre o il nonno rifiutano il loro consenso alla proposta di un uomo adeguato, un giudice religioso può invalidare la loro decisione. Allo stesso modo, se il padre o il nonno sono per qualche ragione inaccessibili, non c’è bisogno del loro permesso.

Considerando l’ĥijab islamico, è permesso ad un ragazzo guardare una ragazza prima di sposarla?

E’ permesso ad un uomo vedere senza ĥijab la donna che intende sposare. In ogni caso, tale permesso vale per l’uomo o per la donna per vedere il futuro coniuge una volta28. Non è affatto una licenza perpetua di uscire insieme! Raccomando caldamente che tale incontro si svolga con la supervisione di un genitore o di un tutore.

Un ragazzo e una ragazza che sono fidanzati possono incontrarsi o uscire insieme?

Nell’Islam non esiste alcuna cerimonia di fidanzamento. Secondo la Shari°ah, il fidanzamento è un accordo tra due persone di contrarre matrimonio, ma revocabile, nient’altro; non rende le due persone reciprocamente maĥram. Devono ancora osservare le regole dell’ĥijab. Ma se due persone che sono fidanzate desiderano incontrarsi, l’unico modo di legalizzare tale comportamento dal punto di vista islamico è contrarre matrimonio Muta°a. Possono anche prevedere una condizione nel Muta°a che escluda le relazioni sessuali. In questo modo, possono incontrarsi senza impedimenti della Shari°ah. Tale metodo può essere adottato anche da coloro che desiderano compiere la cerimonia di fidanzamento in cui l’uomo mette un anello al dito della donna.

In ogni modo, come è già stato detto, una ragazza che non si sia già sposata in precedenza ha bisogno dell’approvazione del padre o del nonno anche in caso di tale matrimonio Muta°a.

3) L’°Aqad, il Contratto di Matrimonio

Nella Shari°ah islamica, il matrimonio è un °Aqad, un contratto.

In qualità di contratto, dipende dall’ijab (proposta da parte della donna) e dal qubul (accettazione da parte dell’uomo). Il contratto può essere stipulato verbalmente dalle parti o dai loro rappresentanti. La lingua di tale contratto deve essere l’arabo. Anche se una sola frase per la proposta (come ankahtuka nafsi = mi sono offerta a te in matrimonio) e una parola per l’accettazione (come qabiltu = ho accettato) sono sufficienti, la norma prevede che si solennizzi il matrimonio usando tutte le forme di termini legali allo scopo: per esempio, ankhatu, zawwajtu, insieme alla menzione del mahr; sidaq, ecc.

Inoltre, si raccomanda di cominciare con un sermone (khutba) in lode ad Allah (SwT), chiedendoGli di benedire il Profeta Muĥammad (S) e l’Ahl ul-Bayt (as), ed anche di recitare un versetto coranico e un paio di Aĥādīth a proposito della virtù del matrimonio.

Una delle condizioni necessarie nel matrimonio islamico è il mahr. Mahr normalmente si traduce come dote, e significa il regalo di matrimonio che lo sposo acconsente di dare alla sposa.

Esso è un diritto della sposa e spetta a lei specificare o fissare il mahr, mentre allo sposo spetta accettarlo o negoziarlo con la sua futura sposa.

Il mahr può consistere in beni o benefici materiali (insegnamento, per esempio); può essere pagato immediatamente o essere stipulato in forma di promessa da onorare su richiesta, da decidere prima della cerimonia nuziale.

4) Il Tempo del Matrimonio

(a) Quando Sposarsi?

Esistono giorni speciali nel calendario islamico in cui il matrimonio sia incoraggiato o scoraggiato? Fondamentalmente, il matrimonio è permesso in qualsiasi momento. Ciononostante, ci sono alcuni giorni in cui il matrimonio non è raccomandato: alcuni per ragioni basate su Aĥādīth, altri per ragioni culturali o storiche.

In linea generale, possiamo dividere tali giorni in tre categorie:

A. Esistono alcuni Aĥādīth che affermano che è makruh (sconsigliato) celebrare una cerimonia di matrimonio nei giorni in cui la luna si trova nella costellazione dello Scorpione (fenomeno conosciuto come al-qamar fil aqrab o qamar dar aqrab), durante gli ultimi due o tre giorni del mese lunare, e di mercoledì;

B. Esistono alcuni Aĥādith che dicono che certi giorni di ogni mese sono giorni di cattivo augurio (nahas): tali giorni sono il 3, il 5, il 13, il 16, il 21, il 24 e il 25 del mese lunare.

In ogni modo, gli Aĥādīth di entrambe le categorie menzionate non resisterebbero all’esame degli studiosi di Aĥādīth. I nostri Mujtahidun non applicano, di norma, la loro sapienza completa a questioni non relative a comandamenti obbligatori o a proibizioni. I loro criteri di accettabilità divengono più flessibili in relazione a questioni concernenti atti sunnat e makruh. Ciò non succede per negligenza o per mancanza d’interesse, bensì in accordo ad una regola ampliamente accettata nell’usulu'l-fiqh (i Principi della Giurisprudenza), conosciuta come qa'idatu't-tasamuh, vale a dire la regola dell’indulgenza (nel provare l’accettabilità degli Aĥādith)29.

Tutto ciò è chiaramente menzionato dall’Ayatullah al-Khu'i nel suo manuale di fatwa. Afferma: “La maggior parte degli atti mustahab menzionati nei capitoli di questo libro si basano sul qa'idatu't-tasamuh in fonti degli atti sunnat. Pertanto, qualsiasi cosa che non sia stata provata come sunnat, dal nostro punto di vista, dovrebbe essere fatta con intenzione di raja'il matlubiyyah. Lo stesso applica agli atti makruh: da questi bisognerebbe astenersi con intenzioni di raja'il matlubiyyah”30.

Per quanto riguarda le due categorie di giorni per il matrimonio, basti citare Ayatullah Gulpaygani, uno dei principali Mujtahidun del nostro tempo, che afferma: “è permesso compiere tali atti mustahab e makruh con l’intenzione di raja'il matlubiyyah, perché non esistono prove certe in proposito31.

C. Esistono alcuni giorni nel calendario islamico che vengono associati con i primi avvenimenti della storia islamica: per esempio, il 10 Muĥarram è giorno di lutto per il massacro di Karbala, o il giorno della morte del Profeta (S) a Safar, ecc. Visto che tali giorni sono commemorati dai Musulmani in qualità di lutto, risulta socialmente, e, in qualche modo, religiosamente non raccomandabile celebrare un matrimonio in tali giorni.

(b) La Notte di Nozze

Devo spiegare perché ho scritto “notte” e non “giorno”.

L’ĥadīth dice: “Porta la sposa alla sua nuova casa durante la notte32.

Con fondamento in tale affermazione, si raccomanda che la cerimonia nuziale si celebri di sera. Dopotutto, Allah (SwT)

“..ha fatto per voi la notte affinché riposiate..” (Sacro Corano, Sura Yūnus, 10: 67).

Dopo che la sposa è entrata nella stanza, si raccomanda che lo sposo le tolga le scarpe, le lavi i piedi (in un catino) e in seguito cosparga l’acqua per la stanza.

Poi lo sposo dovrebbe compiere wudhū’ (abluzione minore), pregare due preghiere rak°āt sunnat e recitare il seguente du°ā’:

Allāhumma ‘r-zuqnī ulfahā wa wuddahā wa ridhāhā bī; wa-rdhinī bihā, wa-jma° baynanā bi’aĥsani-jtimā°in wa aysara-'tilāfin; fa’innaka tuĥibbul-ĥalāl wa tukrihul ĥarām.

“Oh Allah! Donami la sua dolce compagnia, il suo affetto e la sua accettazione di me; e compiacimi con lei, e congiungici nella miglior forma di unione e in assoluta armonia; poiché Tu ami ciò che è legittimo e disapprovi ciò che è illegittimo”.

In seguito, dovrebbe chiedere alla sposa di compiere wudhū’ e di pregare due preghiere rak°āt sunnat.

Quando sono pronti per coricarsi, lo sposo dovrebbe porre la propria mano sulla fronte della sposa e recitare il seguente du°ā’ rivolto verso la qiblah:

Allāhumma bi’amānatika akhażtuhā wa bi kalimātika istahlaltu farjaha. Fa’in qadhayta lī minhā waladan, faj°alhu mubārakan taqiyyan min Shī°ati ãli Muĥammad (ŝallal-lāhu °alayhi wa ãlihi wa sallam) wa lā taj°al lish-Shaytāni fīhi shirkan wa lā naŝiba[n.

“Oh Allah, l’ho presa con la Tua fiducia e l’ho resa legittima per me stesso tramite le Tue parole, se quindi mi concedi da lei un figlio, rendilo benedetto, timorato, e uno dei seguaci della famiglia di Muĥammad (S) e fare in modo che Satana non possa intervenire su di lui e aver successo nella sua opera”33.

E’ necessario avere rapporti sessuali la prima notte di nozze o si possono rimandare?

Per quanto riguarda la Shari°ah, non è né obbligatorio né proibito fare del sesso la prima notte; è una decisione privata della coppia appena sposata e non ha niente a che fare con nessun altro.

In ogni caso, devo dire che lo sposo dovrebbe tenere in considerazione i sentimenti della sposa: dopotutto, lui e l’ambiente sono nuovi per lei.

5) Giorni e Ore per il Sesso

(a) Esistono circostanze in cui è proibito il sesso nel matrimonio?

Sì. Tenendo in considerazione il disagio delle donne durante il ciclo mensile, l’Islam vieta di avere rapporti sessuali durante la mestruazione.

Il Sacro Corano dice:

Ti chiederanno dei mestrui. Di': "Sono un'impurità. Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che il sangue finisca e non si siano purificate. Quando poi si saranno purificate, avvicinatele come Allah vi ha comandato" (Sura al-Baqara, 2:222).

Secondo la Shari°ah, la durata del ciclo mensile varia da tre a dieci giorni. Se la perdita di sangue dura meno di tre giorni, non si considera mestruazione; se dura più di dieci giorni, si considera mestruazione per i primi dieci e in seguito istihazah, perdita irregolare di sangue, durante la quale il sesso è permesso34.

La proibizione del sesso durante il ciclo è limitata strettamente al rapporto sessuale; altri contatti intimi (con eccezione della vagina e dell’ano) sono permessi. In ogni modo, è meglio non stimolare la donna nella zona compresa tra l’ombelico e le ginocchia.

Se un uomo che sta avendo un rapporto sessuale con sua moglie si rende conto che è iniziato il ciclo, deve ritirarsi immediatamente da lei.

E’ chiaro dal versetto sopraccitato (fino a che il sangue finisca) che, una volta cessata la perdita di sangue, il rapporto diventa legittimo anche se la donna non ha compiuto l’abluzione rituale principale (Ghusl). Ma, in base alla frase seguente (poi, quando si saranno purificate...), la maggior parte dei Mujtahidun sostiene che è meglio astenersi dal rapporto fino a che la donna compia il Ghusl o, per lo meno, lavi le proprie parti private35.

Il rapporto sessuale è illecito anche durante la perdita di sangue posteriore ad un parto (10 giorni), dall’alba al tramonto durante il mese di Ramadhan, e quando una persona è in ihram durante il pellegrinaggio alla Mecca. In ogni altro momento, il rapporto sessuale è permesso.

(b) E’ sconsigliato (makruh) avere rapporti sessuali in particolari giorni o ore?

Esistono alcuni Aĥādith che affermano che il rapporto sessuale in determinati giorni ed ore è makruh, ma non ĥarām.

Tali giorni e ore sono i seguenti:

• durante eventi naturali terribili, per esempio, eclissi, uragani, terremoti;

• dal tramonto al maghrib;

• dalle prime luci dell’alba allo spuntare del sole;

• le ultime tre notti del mese lunare;

• la vigilia del giorno 15 di ogni mese lunare;

• la vigilia del 10 Zul-Ĥijjah;

• dopo essere diventati junub.

Alcuni casi non hanno bisogno di spiegazioni: non credo che nessuno sia dell’umore di avere rapporti sessuali durante un uragano o un terremoto. Il secondo e il terzo esempio riguardano le ore della preghiera: ovviamente, un Musulmano dovrebbe passarle in meditazione e preghiera. Bisogna tenere in mente, per prima cosa, che è makruh, non ĥarām, avere rapporti sessuali in tali momenti. In secondo luogo, gli Aĥādith riguardanti la questione sono stati accettati sulla base del qa'idatu 't-tasamuh, di cui abbiamo già parlato.

In terzo luogo, le ragioni date per tale karahat hanno principalmente a che fare con la possibile deformità di un figlio concepito in quel momento. Ciò considerato, mi inclino a restringere il karahat solo al caso di coppie che pensano di avere figli, senza estenderlo a quelle che praticano il controllo delle nascite.

Pertanto, consiglierei ai lettori di essere rispettosi nei confronti del coniuge e di non sottoporlo a tensioni non necessarie. Se il coniuge è molto sensibile a proposito di tali giorni makruh, cercate di adattare i vostri desideri. La chiave è la comprensione reciproca.

(c) Esistono giorni e ore in cui il rapporto sessuale è raccomandato?

Sì. Ci sono alcuni Aĥādith che affermano che è meglio avere rapporti sessuali nei seguenti momenti:

• Domenica sera;

• Lunedì sera;

• Mercoledì sera;

• Giovedì a mezzogiorno;

• Giovedì sera;

• Venerdì sera;

• In qualsiasi momento la moglie desideri il rapporto.

Il Giovedì e il Venerdì sono parte del fine settimana nel calendario islamico!

(d) Esistono momenti in cui è wajib avere rapporti sessuali?

Si! E’ wajib (doveroso) per l’uomo avere rapporti sessuali con la moglie almeno una volta ogni quattro mesi; si considera uno dei diritti coniugali della moglie. Tale obbligo resta vigente salvo che non sussista una scusa valida o che la moglie rinunci al suo diritto.

6) Tecniche Sessuali

Prima di iniziare a discutere le tecniche sessuali, è necessario dire che non esiste alcuna regola o legge né nei preliminari né nel rapporto. Le uniche leggi e regole sono quelle accordate dagli amanti, attraverso la mutua comprensione e spesso senza parole. Qualsiasi cosa sia piacevole sia per il marito che per la moglie è buona e giusta, e qualsiasi cosa sia spiacevole è sbagliata. L’unica limitazione a tale regola generale sono le regole della Shari°ah che possono contraddire i desideri del marito o della moglie.

(a) I Preliminari

L’uomo dimentica spesso che la donna è stata creata con il suo stesso desiderio. Asbagh bin Nubatah cita l’Imam °Ali (as): “Allah l’Onnipotente ha creato il desiderio sessuale in dieci parti; poi ha dato nove parti alle donne e una agli uomini”. Ma poi Allah diede loro anche “parti uguali di timidezza36.

Molte volte tale timidezza fa sì che l’uomo ignori i desideri di sua moglie.

Basandosi su tale realtà, l’Islam enfatizza i preliminari. L’Imam Ali (as) dice: “Quando intendi avere un rapporto sessuale con tua moglie, non affrettarti perché {anche} la donna ha dei bisogni {che devono essere soddisfatti}37.

Il sesso senza preliminari è stato equiparato alla crudeltà. Il Profeta (S) dice: “Tre persone sono crudeli: (…) una persona che ha un rapporto sessuale con sua moglie prima dei preliminari38.

Un altro ĥadīth equipara il sesso senza preliminari al comportamento animale: “Quando chiunque di voi ha un rapporto sessuale con sua moglie, non dovrebbe entrare in lei come un uccello; al contrario, dovrebbe essere lento e trattenuto39.

Il Profeta (S) disse: “Nessuno di voi dovrebbe avere rapporti sessuali con la propria moglie come animali; al contrario, dovrebbe esserci un messaggero tra di voi”. Quando gli venne chiesto del messaggero, disse: “Significa baciarsi e parlare40.

L’Imam Ja°far as-Sadiq (as) è stato citato come segue: “…dovrebbero esistere preliminari reciproci tra loro due perché è meglio per il sesso41.

Il Profeta (S) disse: “…ogni gioco per un credente è vacuo eccetto in tre casi: montare a cavallo, il tiro con l’arco e i preliminari reciproci con la propria moglie, questi sono haqq”42.

Per quanto riguarda il ruolo della donna nei preliminari sessuali, gli Imam (as) hanno elogiato la donna che si libera della timidezza quando è con suo marito. Abbiamo già citato un ĥadīth dell’Imam °Ali (as) che dice che alle donne sono stati dati nove decimi del desiderio sessuale, ma Allah (SwT) ha dato loro anche nove decimi della timidezza.

Nel Secondo Capitolo ho promesso di spiegare la ragione alla base dell’ĥadīth. Potrebbe sembrare che esista una contraddizione nell’atto di Allah (SwT), ma non è così.

Sia il desiderio sessuale sia la timidezza sono stati dati con uno scopo molto preciso. Il desiderio sessuale deve essere scatenato, sì, quando una donna è con suo marito, ma deve essere protetto dalla timidezza quando si trova in presenza di altre persone.

La spiegazione data dall’Imam Muĥammad al-Baqir (as) è molto eloquente: “La donna migliore tra voi è colei che si spoglia dell’armatura di timidezza quando si sveste per suo marito, e si mette l’armatura di timidezza quando si riveste43. Dopotutto, la modestia e la castità in pubblico sono il segno distintivo di una donna Musulmana.

Tali affermazioni dimostrano chiaramente che marito e moglie dovrebbero sentirsi completamente liberi durante la stimolazione reciproca conosciuta con il nome di preliminari.

Non c’è niente di male, secondo l’Islam, in una donna che sia attiva e reattiva nel sesso. E’ un’idea diametralmente opposta alla morale sessuale dell’Occidente cristiano precedente alla rivoluzione sessuale. Russell dice: “le donne occidentali di una o due generazioni fa ricordano l’avvertimento delle proprie madri: il sesso era un obbligo spiacevole che dovevano ai propri mariti, e dovevano ‘giacere immobili e pensare all’Inghilterra’44.

Che altro poteva produrre una simile morale se non una rivolta sessuale?

Per quanto riguarda la Shari°ah islamica, tutti i Mujtahidun sono unanimi nell’affermare che i preliminari in sé sono mustahab (raccomandati). Allo stesso modo, si raccomanda di non affrettarsi al rapporto sessuale45.

Le parole d’ordine sono piacere e soddisfazione reciproci.

(b) Tecniche di Preliminari

Per quanto riguarda i metodi di stimolazione reciproca nei preliminari, la Shari°ah permette al marito ed alla moglie di vedere, baciare, toccare, odorare e stimolare qualsiasi parte del corpo l’uno dell’altro. Pertanto, il sesso orale, per dirla come si conosce da questa parte del mondo, è permesso. Una volta fu chiesto all’Imam Musa al-Kāďim (as): “Una persona puó baciare la vagina della propria moglie?” L’Imam rispose: “Non c’é problema46.

L’unica restrizione è che non è permesso usare oggetti estranei. Si tratta di una restrizione piuttosto comprensibile: niente può veramente sostituire ciò che Allah (SwT) ha creato nei nostri corpi!

La restrizione di cui parlo rispetto all’uso di oggetti estranei si basa sul seguente ĥadīth. °Ubaydullah bin Zurarah dice che aveva un anziano vicino che possedeva una giovane schiava. A causa dell’età avanzata, non riusciva a soddisfare completamente la giovane schiava durante il rapporto sessuale.

Pertanto, lei gli chiedeva di introdurle le dita nella vagina per darle piacere. L’anziano soddisfaceva i suoi desideri, anche se l’idea non gli piaceva. Perciò chiese a °Ubaydullah di interrogare l’Imam °Ali ar-Ridhà (as) a proposito della questione. Quando °Ubaydullah interrogò l’Imam, questi disse: “Non c’è nessun problema finché usa qualsiasi parte del suo corpo su di lei, ma non deve usare nessun’altra cosa che il suo corpo su di lei47.

Abbiamo già discusso di come la masturbazione (vale a dire, l’auto-stimolazione dei propri organi sessuali fino a raggiungere l’eiaculazione o l’orgasmo) non sia permessa.

Ciononostante, nel caso di persone sposate, non c’è nessun problema se la moglie stimola il pene del marito fino a provocare l’eiaculazione, o se il marito stimola la vagina della moglie fino a provocare l’orgasmo48.

Tale pratica è permessa perché non rientra nella pratica di “auto-stimolazione”: si tratta di stimolazione da parte di un partner legittimo. Il Sacro Corano dice chiaramente che:

“{i credenti sono coloro} che si mantengono casti, eccetto con le loro spose (…) mentre coloro che desiderano altro {in termini di soddisfazione sessuale} sono i trasgressori” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5-7)

La stimolazione degli organi sessuali da parte di un partner legittimo sicuramente rientra nel campo della protezione dei propri organi sessuali “eccetto che dai loro coniugi”.

(c) Il Rapporto Sessuale

Esiste qualche particolare posizione per il rapporto sessuale che sia considerata illecita nell’Islam? No!

Per quanto riguarda le posizioni basilari del coito, non esistono restrizioni. Per “posizioni basilari del coito” intendo: uomo sopra, faccia a faccia; donna sopra, faccia a faccia; di lato, faccia a faccia; posizione in cui il marito penetra la vagina da dietro. In realtà, la Shari°ah lascia il marito e la moglie liberi di esplorare e sperimentare a piacimento.

Agli albori dell’Islam, si verificò un evento che chiarì la questione una volta per tutte. Gli abitanti di Medina, influenzati dagli ebrei, usavano la posizione “uomo sopra- faccia a faccia” nel rapporto sessuale, mentre agli abitanti della Mecca piaceva sperimentare varie posizioni. In seguito alla migrazione dei Musulmani a Medina, un uomo della Mecca si sposò con una donna di Medina e voleva avere rapporti sessuali con lei a modo suo. La donna si rifiutò adducendo che poteva avere rapporti con lei solo in una posizione. Il caso venne riferito al Profeta (S); sicché Allah (SwT) rivelò il versetto che dice:

“Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete..” (Sacro Corano, Sura al-Baqara, 2:223)

Vale a dire, in qualsiasi posizione49.

In ogni modo, è makruh adottare una posizione in piedi, o essere rivolti verso la qiblah o avercela alle spalle durante il rapporto. E’ consigliabile evitare le posizioni acrobatiche proposte da alcuni sessuologi in Occidente e in Oriente, che potrebbero addirittura causare danni fisici. Bisogna ricordare che le regole fondamentali sono la flessibilità e il piacere reciproco. Se ad uno dei partner non piace una particolare posizione, l’altro dovrebbe adattarsi ai suoi sentimenti.

(d) Il Rapporto Anale

Le opinioni dei nostri Mujtahidun a proposito della liceità del rapporto anale variano. Prima di menzionare il punto di vista privilegiato e corretto, vorrei spiegare il perché della diversità di opinioni dei Mujtahidun.

Tale differenza nelle fatwa esiste a causa dei differenti Aĥādith a proposito della questione. Esiste un ĥadīth, per esempio, dell’Imam Ja°far as-Sadiq (as), che cita il Profeta (S) dicendo: “L’ano delle donne è ĥarām per la mia comunità50.

Tale ĥadīth proibisce categoricamente il rapporto anale. Ma, secondo Ayatullah al-Hilli e ash-Shahid ath-Thani, la catena di narratori di tale ĥadīth non è completamente impeccabile51.

D’altra parte, per esempio, esiste un ĥadīth di °Abdullah bin Abi Ya’fur, la cui catena di narratori è autentica, in cui l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) fu interrogato da un uomo che aveva avuto rapporti anali con la moglie. L’Imam disse: “Non c’è nessun problema se lei è d’accordo52.

Nell’affrontare tali Aĥādith contraddittori, la maggior parte dei Mujtahidun ha cercato di conciliarli considerando l’ĥadīth apparentemente più autentico (che approva il rapporto anale) come qualificativo degli Aĥādith che bandiscono totalmente tale tipo di rapporto sessuale. In conclusione, essi affermano che la proibizione di tali Aĥādith non è a livello di ĥarām, bensì di makruh53.

La loro conclusione è sostenuta da una terza categoria di Aĥādith sulla questione, in cui gli Imam hanno chiaramente e fortemente scoraggiato i propri seguaci dal praticare il sesso anale. Per esempio, si pensi alla domanda rivolta da Safwan al-Jammal all’Imam °Ali ar-Ridhà (as), nella cui risposta l’Imam espresse chiaramente la sua personale disapprovazione di tale atto54.

Di conseguenza, la maggioranza dei Mujtahidun shi°iti sono arrivati a due conclusioni:

(1) che il sesso anale non è ĥarām, ma fortemente disapprovato (karahatan shadidah), se la moglie è d’accordo;

(2) e se non è d’accordo, tutti i Mujtahidun concordano che è una precauzione wajib astenersi dal praticarlo55.

Con tutto il dovuto rispetto per i grandi Mujtahidun che concordano con tale opinione, vorrei presentare quella che preferisco. E’ vero che abbiamo Aĥādith contraddittori dei nostri Imam (as) a proposito del sesso anale, ma gli Aĥādith che approvano il sesso anale non sono adatti a fondare un’opinione. Perchè? In caso di Aĥādith contraddittori, il Mujtahid deve compararli al punto di vista sunnita prevalente all’epoca in cui gli Aĥādith furono emessi dagli Imam. E, in seguito, quelli che concordano con il punto di vista sunnita devono essere considerati come affermazioni emesse sotto taqiyyah e, quindi, inadatte per l’uso nella ijtihad56.

L’uso di questo metodo per risolvere la contraddizione tra Aĥādith rafforza gli Aĥādith di proibizione e ci conduce al punto di vista privilegiato secondo il quale il rapporto anale non è permesso57.

Probabilmente, fu una considerazione simile che fece cambiare idea sulla questione al defunto Ayatullah al-Khu'i. Durante l’ultimo decennio della sua vita, l’Ayatullah al-Khu'i si allontanò dal punto di vista maggioritario e dettò la regola secondo la quale è una precauzione wajib astenersi dal rapporto anale, che la moglie sia d’accordo o no58.

Il mio parere è fortemente contrario al rapporto anale, e vorrei concludere questa sezione con l’affermazione dell’ Imam Ja°far as-Sadiq (as) e dell’Imam °Ali ar-Ridhà (as) a proposito del rapporto anale: “La donna è un mezzo del vostro piacere, pertanto non fatele del male59.

(e) La Decenza e l’Intimità

Una volta non c’era bisogno di ricordare alla gente alcuni valori morali ed etici basilari, ma di questi tempi viviamo in un’era in cui i valori morali si cambiano come pneumatici consumati!

Una di tali questioni è la decenza dell’abbigliamento in casa e l’intimità nel momento del rapporto sessuale o del contatto intimo tra marito e moglie. Esistono alcune persone in Occidente (chiaramente una minoranza) che pensano che è accettabile, anzi, salutare, stare nudi in presenza dei loro figli!

Su base collettiva, organizzano campi nudisti. Perché? Per evitare che i bambini si formino idee negative a proposito della propria sessualità.

Tali genitori considerano anche che non c’è niente di male ad avere rapporti sessuali in presenza dei propri figli. Questo comportamento è un esempio della reazione estrema generata dalla rigida morale cristiana. Per impedire che i loro figli associno il sesso con il male, alcuni di questi genitori arrivano al punto di aprirsi completamente con i propri bambini!

Tale comportamento non è condannato solo da coloro che seguono ancora un sistema morale religioso, ma anche da coloro che hanno familiarità con la psicologia infantile. Un manuale sessuale letto da milioni di occidentali dice: “Mai coinvolgere i bambini nelle attività sessuali degli adulti: i liberali militanti ed esibizionisti che cercano di acclimatare i bambini alla naturalità del sesso permettendo che siano testimoni ad ogni livello della propria vita sessuale, probabilmente fanno ugual danni di quanti ne siano mai stati fatti dalla generazione repressiva de «il sesso è sporco»”.

Esistono parecchi Aĥādith in cui il Profeta (S) e gli Imam (as) hanno enfatizzato che, quando si pratica il rapporto sessuale, ci si deve assicurare di non essere visti o uditi da nessun bambino (o da nessun’altra persona, in generale).

Abu Basir riporta che l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse: “Fai attenzione a non avere rapporti sessuali con tua moglie mentre può vedervi un bambino. Il Profeta disapprovava fortemente tale {atteggiamento}60.

Se un bambino vede e sente i genitori che stanno avendo un rapporto sessuale, può subire un’esperienza psicologica scioccante. Il manuale sopraccitato dice: “La maggior parte dei bambini piccoli sono biologicamente programmati per interpretare la vista o il suono del coito adulto come prova di un’aggressione violenta (ne sono consapevoli prima di quanto si pensi, sicché i lattanti non devono dormire nella stessa stanza), e la coscienza dei rapporti sessuali tra la madre e il padre è, in ogni modo, una questione troppo esplosiva per essere oggetto di esperimenti stile Reich”.

L’Islam definisce chiare linee guida a proposito dell’intimità degli adulti. A proposito dei bambini che non hanno raggiunto la pubertà (bulugh), il Sacro Corano dice:

“O voi che credete, vi chiedano il permesso {di entrare} i vostri servi e quelli che ancora sono impuberi, in tre momenti {del giorno}: prima dell'orazione dell'alba, quando vi spogliate dei vostri abiti a mezzogiorno e dopo l'orazione della notte. Questi sono tre momenti di riservatezza per voi. A parte ciò, non ci sarà alcun male né per voi né per loro se andrete e verrete gli uni presso gli altri. Così Allah vi spiega i segni, e Allah è sapiente, saggio” (Sura an-Nūr, 24:58).

In seguito, riferendosi ai figli che hanno raggiunto la pubertà, il Corano dice:

“E quando i vostri figli raggiungono la pubertà, chiedano il permesso {di entrare}, come fanno quelli che prima di loro {la raggiunsero}. Così Allah vi spiega Suoi segni, Allah è sapiente, saggio” (Sura an-Nūr, 24:59).

I due versetti forniscono le seguenti regole a proposito dell’intimità all’interno ed all’esterno del circolo familiare:

1. Esistono tre momenti del giorno (la sera, la mattina presto e il pomeriggio) che sono considerati tempi di intimità.

2. Ai bambini più piccoli dovrebbe essere insegnato che, nei momenti di intimità, non possono entrare nella stanza da letto dei genitori senza chiedere prima permesso. Ovviamente, per piccoli non s’intende infanti, bensì bambini che possano capire che cosa è giusto o sbagliato, direi dai cinque anni in poi. I genitori dovranno insegnare tale abitudine ai bambini piccoli gradualmente.

3. In altri momenti, i bambini sono liberi di entrare e uscire dalla stanza da letto dei genitori senza chiedere permesso. A posteriori, ciò significa che i genitori dovrebbero essere vestiti decentemente in tali altri momenti.

4. Per quanto riguarda i figli più grandi e adulti, il Sacro Corano dice chiaramente che possono entrare nella stanza da letto dei genitori o di altri adulti solo dopo aver chiesto permesso, in qualsiasi momento.

  • 1. Newsweek, Edizione Speciale Primavera 1990, p. 55.
  • 2. Newsweek, p. 55.
  • 3. Newsweek, p. 55.
  • 4. Cfr.:Newsweek, p. 57.
  • 5. The Vancouver Sun, 5 dicembre 1989.
  • 6. Cfr.: La Lettera dei Diritti, già in precedenza citato. In particolare il diritto n. 9, “I diritti delle Parti Intime”. http://al-islam.org/it/Lettera_Diritti/ (N.d.T.)
  • 7. Si veda il capitolo sul “hudud” in Sharaya' e Sharh Lum'a; si veda anche Khu'i, Takmilah, p. 37-8.
  • 8. Cfr.: Wasa'il, vol. 18, p. 575.
  • 9. Wasa'il, vol. 14, p. 267; vol. 18, pp. 574-5.
  • 10. Wasa'il, vol. 14, p. 267; vol. 18, pp. 574-5.
  • 11. The Twilight of the Primitive, p. 16-7, citato in: Sex and Destiny, p. 88.
  • 12. Rizvi, S.S.A., Your Questions Answered, vol. 3, p. 40-1.
  • 13. La Relazione Hite sulla sessualità maschile, p. 489.
  • 14. La Relazione Hite sulla sessualità maschile, p. 489.
  • 15. The Mastery of Sex, p. 103.
  • 16. Si veda il capitolo sul “hudud” in Sharaya e Sharh Lum'a; si veda anche al-Khu'i, Takmilah, p. 42-44.
  • 17. Si veda l’affermazione del Reverendo Duncan Abraham, Decano della Cattedrale di St. James, Toronto, The Toronto Sun, 24 novembre 1993.
  • 18. The Globe & Mail, Toronto, 12 novembre 1987.
  • 19. Wasa'il, vol. 14, p. 178.
  • 20. Wasa'il, vol. 14, p. 178.
  • 21. Sachiko Murata, Temporary Marriage in Islamic Laws; Qum: Ansariyan, 1991, p. 4. Per una discussione dettagliata dell’aspetto sociale del Mut°a, si veda Mutahhari, The Rights of Women in Islam (Tehran: WOFIS, 1981), e, a proposito dell’aspetto legale, si veda Kashifu 'l-Ghita', The Origin of Shi'ite Islam and Its Principles (Qum: Ansariyan). Per uno studio approfondito del versetti coranici e degli Aĥādīth a proposito del Mut°a, si veda at-Tabataba'i al-Mizan, vol. 8 (traduzione inglese, pp. 130-161.)
  • 22. Cfr.: Al-Khui, Minhaj, vol. 2, p. 267.
  • 23. Wasa'il, vol. 14, p. 449.
  • 24. Wasa'il, vol. 14, p. 449-450.
  • 25. Si veda Sacro Corano, Sura an-Nūr, 4:22-24.
  • 26. Cfr: Muhaqqiq al-Hilli, Sharaya', p. 500: Shahid ath-Thani, Sharh Lum'ah, vol. 2. p. 71.
  • 27. Cfr: Al-Yazdi. al-'Urwah, p. 654; al-Khui, Minhaj, vol. 2. p 255: al-Khumayni. Tahrir, vol. 2. p. 254; per dettagli, si veda ash-Shahid ath-Thani, Masalik, vol. 1, p 449-452.
  • 28. Cfr: Muhaqqiq al-Hilli, Sharaya', p. 493; Shahid ath-Thani, S'harh Lum'ah, vol. 2, p. 67; al-Yazdi, al-'Urwah, p. 625; al-Khu'i, Minhaj, vol. 2, p. 253; al-Khumayni, Tahrir, vol. 2, p. 254: 'Ayatullah al-Hilli, Tazkirah, vol. 2, p. 572; Shaykh at-Tusi, an-Nihayah, p. 484.
  • 29. Per maggiori informazioni a proposito del qa'idatu't-tasamuh, il lettore specialista può far riferimento a: as-Sadr, Durus fi °Ilmi 'l-Usul, vol. 2 p 204 e vol. 3, parte 1, p 258, e a: an-Naraqi's 'Awa'idu 'l-Ayyam, pp. 269-271.
  • 30. Cfr: Minhaj, vol. 1, p. 14. Raja'i 'l-matlubiyyah significa compiere un atto non perchè è sunnat ma con l’intenzione che ci si potrebbe aspettare da noi il suo compimento.
  • 31. Si vedano le annotazioni dell’autore a proposito di al-'Urwatu 'l-Wuthqa, p. 623.
  • 32. Wasa'il, vol. 14, p. 62.
  • 33. Al-'Urwah. p. 624.
  • 34. Per ulteriori dettagli, si veda il libro di Sayyid Muhammad Rizvi: Ritual Ablutions for Women.
  • 35. Wasa'il, vol. 1, p. 576.
  • 36. Wasa'il, vol. 14, p. 40.
  • 37. Wasa'il,vol. 14, p. 40.
  • 38. Wasa'il, vol. 14, p. 40.
  • 39. Wasa'il, vol. 14, p. 82.
  • 40. Tahzibu'l-Ihya, vol. 3, p. 110.
  • 41. Wasa'il, vol. 14, p. 82.
  • 42. Wasa'il, vol. 14, p. 83.
  • 43. Wasa'il, vol. 14, p. 14-15.
  • 44. Citato in: Sex and Destiny, p. 94.
  • 45. Cfr: Al-'Urwah, p. 625.
  • 46. Wasa'il, vol. 14, p. 77; si vedano punti di vista simili di Mujtahidun contemporanei in: al-'Urwah, p. 625.
  • 47. Wasa'il, vol. 14, p. 77.
  • 48. La questione è stata menzionata chiaramente anche dal defunto Ayatullah al-Khu'i,in risposta ad alcune domande mandategli da un °alim di Londra.
  • 49. Cfr: At-Tabataba'i, al-Mizan, vol. 3 (traduzione inglese) p. 319.
  • 50. Wasa'il, vol. 14, p. 104.
  • 51. Si veda Tazkiratu'l-Fuqaha,di Hilli, vol. 2, p. 576-7; Masalik, di Shahid vol. 2, p. 303.
  • 52. Wasa'il 'sh-Shi°ah, vol. 14, p. 103.
  • 53. Si veda ash-Shahid ath-Thani, Sharh Lum'ah, vol. 2, p. 68, e Masalik, vol. 1, p. 438-9.
  • 54. Wasa'ilu 'sh-Shi°ah, vol. 14, p. 102-103.
  • 55. Si vedano le fatawa di tutti i Mujtahidun contemporanei nelle loro annotazioni a al-'Urwatu'l-Wuthqa, p. 628.
  • 56. Riguardo a tale metodologia, il lettore specialista può riferirsi a Shaykh Murtaza al-Ansari, Rasa'il, p. 464-468.
  • 57. Per ulteriori dettagli, il lettore specialista può rifarsi al defunto Ayatullah Syed Rahat Husayn al-Golalpuri, al-Intisar fi hurmati'l-adbar, Lucknow, al-Wa'iz Safdar Press, 1354 AH. Per conoscere il punto di vista di alcuni sunniti prominenti agli albori dell’Islam, che approvavano il rapporto anale, il lettore può consultare at-Tabataba'i, al-Mizan vol. 3 (traduzione inglese) pp. 320-321.
  • 58. Si veda al-Khu'i, Minhaju 's-Salihiyn, vol. 1 (Beirut: ventiduesima edizione) p. 64.
  • 59. Wasa'il, vol. 14, p. 101-102.
  • 60. Wasa'il, vol. 14, p. 94-95.

I Contraccettivi e l’Aborto

A) Introduzione

La questione del controllo delle nascite ha creato un vasto dibattito nel mondo Occidentale. Tale questione è connessa con la visione di base del sesso.

Da un lato, se si associa il sesso al peccato originale e lo si equipara al male, e si permette il rapporto sessuale solo a scopo di procreazione, di conseguenza, ovviamente, il controllo delle nascite sarà totalmente proibito. Permettere il controllo delle nascite implicherebbe consentire il sesso per il piacere.

D’altra parte, se si considera il sesso come un atto naturale il cui scopo è duplice (la procreazione e/o la soddisfazione del desiderio sessuale), si permette il controllo delle nascite. Il dibattito sull’uso del controllo delle nascite, in ogni modo, è strettamente connesso alla questione dell’aborto.

In generale, esistono tre opinioni a proposito del controllo delle nascite e dell’aborto. Da un estremo, la Chiesa cattolica romana1 proibisce tanto il controllo delle nascite come l’aborto. Ayatullah Rizvi commenta quanto segue a proposito del punto di vista cattolico: “Il Vaticano sembra dimenticare la semplice differenza tra la ragione che soggiace alla legge e la legge stessa. Ha proibito totalmente l’uso dei contraccettivi, con l’argomentazione che ciò va contro la filosofia del matrimonio. Ma il Vaticano è veramente convinto di poter condurre tale “argomentazione” alle sue conseguenze logiche? E’ pronto a proibire il rapporto con una moglie incinta, o il matrimonio di uomini e donne sterili? Avrebbero dovuto proibire questi ed altri esempi... perché anche in questi casi non può realizzarsi una gravidanza. I prelati della Chiesa cattolica romana, tutti uomini celibi, non si rendono forse conto che la soddisfazione legittima dell’istinto sessuale in se stessa rappresenta una valida ragione soggiacente al matrimonio2.

Dall’altro estremo, i libertari e le femministe considerano il controllo delle nascite e l’aborto come diritti basilari delle donne. Tra questi due estremi, l’Islam permette il controllo delle nascite, ma proibisce l’aborto.

Secondo il fiqh shi°ita, la pianificazione familiare, come decisione privata per regolare le dimensioni della famiglia, per ragioni di salute o economiche, è permessa.

Non esistono versetti del Sacro Corano o Aĥādith contrari al controllo delle nascite, e non è wajib avere figli nel matrimonio. Quindi, fondamentalmente, il controllo delle nascite rientrerebbe nella categoria di ja’iz, atti leciti.

Inoltre, esistono alcuni Aĥādith (specialmente a proposito della questione dell’°azl, o coitus interruptus) che provano indubitabilmente che il controllo delle nascite è ammesso. L’Imam °Ali (as) in un’occasione disse: “Uno dei due {mezzi} di ricchezza è avere poche persone a carico3.

L’ Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse che: “{L’Imam} °Ali ibn ul-Husayn (as) non vedeva alcun problema nel coito interrotto, e soleva recitare il versetto che dice. “E quando il Signore trasse, dai lombi dei figli di Adamo, il loro seme…” {Sura al-A°raf,7:172} Sicché, da qualsiasi seme Allah ha deciso, è sicuro che nascerà anche se è {versato} su una dura roccia4.

L’Imam sta dicendo che la creazione è esclusivamente nelle mani di Allah (SwT). Sia che pratichiamo il controllo delle nascite o no, se Allah (SwT) vuole, un figlio sarà concepito.

In effetti, tali Aĥādith rappresentano una prova inconfutabile che il controllo delle nascite è permesso dall’Islam.

* * *

Ciononostante, a volte il controllo delle nascite viene usato come arma politica dai regimi imperialisti e razzisti; in tali casi, il Mujtahid supremo ha il diritto di proibire temporaneamente l’uso del controllo delle nascite sulla base di ragioni secondarie (hukm thanawi). Per esempio, se il governo comunista russo5 intende imporre o promuovere il controllo delle nascite nelle province musulmane, non per ragioni di salute, ma per paura che l’alto tasso di nascite tra i Musulmani possa far sì che non siano più una minoranza, allora il Mujtahid può emettere una fatwa che dica che la pratica del controllo delle nascite nella Russia sovietica (senza ragioni di salute) sarebbe ĥarām. O se il governo israeliano, per esempio, promuove il controllo delle nascite tra i Musulmani nella Palestina occupata, il mufti può proibirlo. In modo simile, se il governo indiano o il governo maronita del Libano intendono promuovere il controllo delle nascite fra i propri cittadini Musulmani, il Mujtahid supremo può proibirne l’uso. Tali fatawa saranno strettamente temporanee; una volta che la questione smetta di essere usata in senso politico, tornerà ad essere applicata la legge fondamentale.

B) Quando Comincia la Gravidanza?

L’Islam permette la prevenzione della gravidanza, ma non ne permette l’interruzione.

In ogni caso, il problema consiste nella definizione dell’inizio della gravidanza dal punto di vista della Shari°ah.

Prima di esaminare i diversi metodi di controllo delle nascite, dobbiamo definire l’inizio della gravidanza; solo dopo averlo fatto potremo pronunciarci sull’ammissibilità o meno di ogni metodo.

La ricerca da me condotta non ha prodotto risultati: non esiste, nei libri classici di fiqh, una discussione sulla definizione di gravidanza secondo la Shari°ah. Non è stata discussa nemmeno dai Mujtahidun attuali.

Ho intenzione, depositando la mia fiducia in Allah (SwT), di studiare brevemente la questione alla luce delle spiegazioni scientifiche, e di arrivare ad una definizione Shar°i di gravidanza.

Qualche parola sui criteri delle definizioni Shar°i si rende necessaria per poter capire la discussione puramente legale a proposito della definizione di gravidanza.

1) Criteri di Definizioni Shari°

Esistono tre possibili criteri di definizione per le cose e i concetti nel fiqh: Shar°i, °Urfi e °Ilmi.

(1) Se qualcosa è chiaramente definita dalla Shari°ah, la definizione si conosce come Shar°i; per esempio, la definizione della parola Salat come la preghiera rituale, costituita da azioni e recitazioni specifiche;

(2) °Urf significa convenzionale, derivato dalla tradizione comune. Per definizione °Urfi si intende una definizione accettabile per la gente comune, senza precisione scientifica o Shar°i;

(3) Per definizione °Ilmi si intende una definizione presentata dalla scienza. Per esempio, la definizione di acqua pura come H2O, un composto liquido che consiste in due parti d’idrogeno per una di ossigeno, o la definizione dell’inizio del giorno come alba astronomica6.

Se la Shari°ah definisce qualcosa, dobbiamo attenerci alla definizione Shar°i. Ma se omette la definizione di alcune cose, ci si deve attenere alla definizione °Ilmi o °Urfi?

Chiunque conosca la Shari°ah sarà d’accordo con me nell’affermare che, in mancanza di una definizione Shar°i, bisogna attenersi alla definizione °Urfi. Bisogna attenersi alla percezione comune delle cose, non alla scientifica. Per esempio, quando la Shari°ah dice che l’acqua per l’abluzione rituale deve essere pura (mutlaq), intende scientificamente pura? Certo che no! L’acqua corrente in questa parte del mondo non è scientificamente pura, ma contiene alcune sostanze chimiche purificanti, per esempio, il cloro. La Shari°ah afferma che tale acqua sarà classificata come pura, salvo che la gente comune possa avvertire (senza l’aiuto di un laboratorio scientifico) qualche differenza di colore, gusto o odore.

Ciononostante, esiste un caso in cui prevale la definizione °Ilmi: quando per la gente comune è impossibile definire la questione. Sicchè, in casi in cui la Shari°ah tace e l’°Urf non ha opinioni, non rimane altra scelta che attenersi alla definizione °Ilmi (scientifica). La definizione dell’inizio della gravidanza è uno dei casi in cui prevale la definizione °Ilmi, perchè la Shari°ah tace, e la gente comune non ha la competenza per poter definire esattamente in che momento comincia la gravidanza.

Pertanto, in questo caso, esamineremo come la scienza definisce l’inizio della gravidanza, ed in seguito cercheremo di localizzare prove secondarie nella Shari°ah, per poter raggiungere una conclusione.

2) La Gravidanza Shar°i

Il processo di concepimento e di gravidanza, secondo la scienza moderna, si realizza nel modo seguente. Dopo che il seme viene eiaculato nella vagina, lo sperma si trasferisce nell’utero, lo attraversa ed entra nella tuba di Falloppio. L’ovulo della donna si trova nella tuba di Falloppio. Gli spermatozoi si muovono nella tuba di Falloppio alla ricerca dell’ovulo. Quando gli spermatozoi raggiungono l’ovulo, normalmente solo uno di loro riesce a penetrarvi. Tale unione dello spermatozoo maschile e dell’ovulo femminile si conosce come fecondazione. Dopo la fecondazione, l’ovulo comincia a mouversi verso l’utero; dopo essere arrivato nell’utero, si impianta nella parete uterina. Tale processo si conosce come impianto dell’ovulo fecondato nell’utero.

Allo scopo di definire la gravidanza Shar°i, bisogna rispondere alla seguente domanda: dal punto di vista della Shari°ah, la gravidanza comincia:

• Quando il seme entra nell’utero?

• Oppure quando uno spermatozoo feconda l’ovulo nella tuba di Falloppio?

• Oppure con l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero?

Io argomento che la gravidanza Shar°i è formata da una combinazione di tre fattori: lo spermatozoo, l’ovulo e l’utero. Se due di questi si combinano senza il terzo, non è una gravidanza Shar°i.

Come dimostrerò in seguito, la gravidanza Shar°i comincia nel momento in cui l’ovulo fecondato s’impianta nella parete uterina.

* * *

Nel cercare una definizione Shar°i, la questione più pertinente che ho trovato è stata la discussione a proposito dell’indennizzo per un aborto. Nel fiqh shi°ita, l’indennizzo per un aborto varia a seconda dei differenti stadi della gravidanza. Ciò che è rilevante ai fini della nostra discussione, è l’indennizzo per i primi quattro mesi di gravidanza.

Il feto nell’utero della madre, durante tale periodo, attraversa gradualmente cinque fasi, con nomi distintivi:

nutfah, quando è uno spermatozoo;

°alaqah, quando è simile ad un coagulo di sangue;

muzqah, quando è un grumo di carne;

• °adhm, quando si formano le ossa;

yaksu lahman, quando le ossa si rivestono di carne7.

Il primo stadio è cruciale per la nostra ricerca di una definizione dell’inizio della gravidanza. La maggior parte degli Aĥādith dicono semplicemente che l’indennizzo minore è per l’aborto di “uno spermatozoo nutfah8.

A prima vista, secondo tali Aĥādith, sembrerebbe che la gravidanza cominci non appena lo spermatozoo entri nell’utero. Ciò significherebbe che impedire al seme di entrare nell’utero sarebbe permesso, ma, una volta che sia entrato nell’utero, sarebbe proibito abortirlo. Ma non è così. Ciò sarebbe stato corretto se la parola nutfah fosse intesa solo nel senso letterale di “spermatozoo”.

Nel fiqh e negli Aĥādith, la parola nutfah indica sia lo spermatozoo che l’ovulo fecondato. Fortunatamente, tale significato esteso è stato chiarito dagli Aĥādith; per esempio, dal seguente ĥadīth dell’ Imam Zayn ul-°Abidin (as): “Sa'id bin al-Musayyab chiese all’Imam °Ali Zayn ul-°Abidin a proposito di una persona che colpisce una donna incinta con la gamba e, di conseguenza, lei perde ciò che portava nell’utero. L’Imam disse, ‘Se si tratta di uno spermatozoo {nutfah}, deve pagarle 20 denari.” Sa’id chiese, ‘Qual è la definizione di nutfah?’ L’Imam disse, ‘È una sostanza che, introdotta nell’utero, si installa nello stesso per quaranta giorni9.

L’Imam ha usato due parole per descrivere il nutfah:

(1) wuzi'at fi'r-rahm, si trova nell’utero, e

(2) fastaqarrat fihi, vi si installa.

Sembra che l’Imam stia enfatizzando che l’aborto più precoce non accade quando lo spermatozoo entra nell’utero e lo attraversa, bensì quando vi si installa.

Ovviamente, l’“installazione dello spermatozoo nell’utero” e “l’impianto di un ovulo fecondato nell’utero” sono esattamente la stessa cosa.

Non c’è bisogno di ricordare che la distinzione tra l’entrata dello spermatozoo nell’utero, la fecondazione dell’ovulo nella tuba di Falloppio e infine l’impianto, non era chiaramente nota né agli studiosi del fiqh né agli scienziati fino al secolo scorso.

Ma la parola “istiqrar = installazione” dimostra che i nostri °Ulama' non ignoravano completamente il fatto che lo spermatozoo attraversa varie fasi prima di “installarsi” nell’utero. Se l’avessero ignorato completamente, non avrebbero usato la parola istiqrar, avrebbero bensì semplicemente parlato dell’“entrata dello spermatozoo nell’utero”.

Tale differenza risulta chiara negli scritti degli °Ulama' posteriori al settimo secolo islamico. Prima del settimo secolo, troviamo espressioni come "ilqa'u 'n-nutfah" (l’entrata dello spermatozoo nell’utero)10.

Ma, dopo il settimo secolo, gli °Ulama’ cominciarono ad usare regolarmente l’espressione "istiqraru 'n-nutfa" (l’installazione dello spermatozoo nell’utero)11.

Anche i Mujtahidun attuali descrivono l’aborto più precoce nei seguenti termini: “abortire uno spermatozoo dopo che si sia installato nell’utero (ba'd istiqrari 'n-nutfah fi 'r-rahm)”12.

Inoltre, il Sacro Corano usa sempre la parola ĥaml per descrivere la gravidanza13.

Ĥaml significa trasportare, ed è ovvio che la donna trasporta il bambino nell’utero, non nella tuba di Falloppio. E l’ĥaml comincia con l’impianto, non prima14.

Per concludere, si può affermare che l’inizio della gravidanza dal punto di vista della Shari°ah è lo stadio in cui l’ovulo fecondato si impianta (istiqrar) sulla parete dell’utero.

E, quindi, qualunque metodo che impedisca l’impianto è permesso, mentre qualunque altro che provochi l’aborto di un ovulo impiantato è ĥarām.

Un anno dopo essermi formato tale opinione, nel 1986, scrissi all’Ayatullah al-Khu’i, chiedendogli la sua opinione in proposito: “Dal punto di vista medico, dopo che lo spermatozoo è entrato nella vagina, attraversa l’utero e penetra nella tuba di Falloppio. Nella tuba lo spermatozoo si unisce all’ovulo. In seguito, l’ovulo fecondato penetra nell’utero e si impianta nella parete. (Sembra che l’espressione 'istiqraru 'n-nutfa fi 'r-rahm' negli scritti dei giuristi islamici si riferisca a tale impianto dell’ovulo fecondato sulla parete dell’utero.) Tenendo in mente quanto detto sopra, è permesso usare una medicina o un mezzo meccanico che impedisca l’impianto dell’ovulo fecondato sulla parete uterina?

L’Ayatullah al-Khu’i rispose che “ciò che è proibito è provocare l’aborto dello spermatozoo dopo l’impianto, mentre {prevenire la gravidanza} prima che ciò avvenga è lecito. In ogni modo, la definizione delle premesse principali e secondarie sulla questione dipende dall’individuo15.

Per il lettore non familiarizzato con lo stile dei fuqaha, la risposta dell’Ayatullah ha bisogno di qualche spiegazione. Nella prima parte della risposta, l’Ayatullah manifesta il suo accordo con l’affermazione che ciò che è illecito, a proposito di controllo delle nascite, è l’atto di abortire lo spermatozoo dopo l’impianto nell’utero. Nella seconda parte della risposta, declina la responsabilità di specificare quando si verifica “l’impianto dello spermatozoo”: subito dopo che lo spermatozoo penetra nell’utero o dopo il suo ritorno dalla tuba di Falloppio?16

Basandomi sulla spiegazione scientifica fornita e sull’uso della parola istiqrar nell’ĥadīth relativo al nutfah, e sugli scritti dei nostri °Ulama’ a proposito dello stadio più precoce dell’aborto, considero l’impianto di un ovulo fecondato nella parete dell’utero come l’inizio della gravidanza dal punto di vista della Shari°ah.

E’ facile a questo punto prendere decisioni a proposito dei metodi permessi per il controllo delle nascite. Qualsiasi metodo che impedisca la gravidanza prima dell’impianto dell’ovulo fecondato è permesso, e qualsiasi metodo che interrompa la gravidanza dopo l’impianto non è permesso e si considera come aborto. E’ alla luce di tale criterio che esamineremo i vari metodi di controllo delle nascite attualmente disponibili.

E’ stato interessante venire a sapere che, due anni dopo che avevo raggiunto la mia conclusione basata sulla Shari°ah, il dottor Clifford Grobstein, uno dei principali embrionologi americani, pubblicò le stesse conclusioni, basate sulle sue ricerche scientifiche. Il dottor Grobstein, il cui approccio imparziale gli ha fatto guadagnare un posto nei comitati etici sia dell’“American Fertility Society” che della “Catholic Health Association”, pubblicò il suo Science and the Unborn (La scienza e i non nati) nel 1988. Scrive:

Negli ultimi decenni, principalmente come risultato di studi approfonditi sullo sviluppo dei topi, è diventato chiaro che nei primi stadi di ogni nuova generazione, i mammiferi (inclusi gli umani) attraversano una fase preliminare pre-embrionale, prima di diventare embrioni nel senso scientifico usuale...

Nello sviluppo dei mammiferi, che normalmente avviene all’interno del corpo della madre (gestazione interna), sono in questo momento evidenti i primi cambiamenti subiti dallo zigote: per prima cosa, si sviluppa la multicellularità, e, in seguito, si prepara per la penetrazione nella parete dell’utero materno, o impianto. Il secondo passo, come abbiamo notato, rappresenta il vero e proprio inizio della gestazione o gravidanza17.

C) I Metodi Contraccettivi

I metodi contraccettivi oggi disponibili funzionano in vari modi. Esamineremo alcuni tra i più comunemente usati e determineremo se sono permessi dall’Islam. Deve essere sottolineato che stiamo studiando la permissibilità di tali metodi esclusivamente dal punto di vista della Shari°ah. Per un’opinione medica a proposito dell’affidabilità o di qualsiasi effetto collaterale, il lettore dovrà consultare il suo medico.

1) Contraccettivi Orali

Le pillole anticoncezionali impediscono il concepimento inibendo l’ovulazione. Le pillole alterano i livelli ormonali e sopprimono il segnale ormonale che dalla ghiandola ordina alle ovaie di produrre un ovulo. Tali pillole vengono assunte oralmente ad intervalli regolari per 20 o più giorni durante ogni ciclo mestruale. Dato che tutte le pillole di questo genere inibiscono l’ovulazione, non c’è assolutamente alcun problema nell’usarle. Ciononostante, la donna deve consultare il medico a proposito di possibili effetti collaterali.

Esistono alcune pillole che hanno effetto dopo che si è verificato il rapporto, per esempio la “pillola del giorno dopo” o la recente pillola RU486. Dato che, secondo la nostra definizione, la gravidanza comincia con l’impianto, l’uso di qualsiasi pillola che impedisca l’impianto è permesso. Quindi, pillole come la “pillola del giorno dopo” e la RU486 possono essere assunte dopo il rapporto, ma non dopo che si senta o si sappia che la gravidanza è già iniziata.

2) Depo-Provera

Depo-Provera funziona esattamente come la pillola, ma, invece di essere assunta oralmente viene iniettata ogni tre mesi. Questo ed altri metodi contraccettivi per iniezione sono permessi.

3) Spirale (IUD)

Uno IUD è un oggetto di metallo o di plastica, di forma variabile, che viene impiantato all’interno dell’utero. Gli esperti in medicina non conoscono il funzionamento esatto dello IUD. Attualmente esistono due opinioni: una dice che lo IUD impedisce la fecondazione; l’altra dice che impedisce all’ovulo fecondato di impiantarsi nell’utero.

Dato che la gravidanza Shar°i comincia con l’impianto, non c’è problema con l’uso dello IUD come mezzo di controllo delle nascite, indipendentemente dalle differenze di cui sopra tra gli esperti in medicina.

4) Metodi Barriera

Tutti i metodi barriera impediscono allo spermatozoo di entrare nell’utero: coprendo il pene con un preservativo, o il collo dell’utero con un diaframma o con una spugna vaginale. Anche l’uso di sostanze spermicide, che uccidono lo spermatozoo prima che raggiunga l’ovulo, è un metodo barriera. Non esiste alcun inconveniente per l’uso di tali contraccettivi.

5) Astinenza Durante il Periodo Fertile

Esistono tre procedimenti basilari per prevedere l’ovulazione, allo scopo di evitare i rapporti sessuali durante i sei giorni approssimativi della fase mensile di alta fertilità di una donna.

I tre metodi sono i seguenti:

(a) Metodo dell’ovulazione: la donna impara a riconoscere il periodo fertile controllando la differenza nella consistenza delle perdite di muco cervicale. La perdita di muco cervicale segnala il periodo fertile; in tal modo, evitare il sesso durante i giorni fertili previene la gravidanza.

(b) Metodo del ritmo: un metodo simile al primo, con la differenza che dipende dall’osservazione dei cicli mensili per un anno intero allo scopo di determinare il periodo fertile.

(c) Temperatura: a parte la registrazione del calendario del ciclo, la donna si misura la temperatura giornalmente per individuare l’ovulazione, che si verifica quando la temperatura basale del corpo aumenta.

6) Coito Interrotto

Coito interrotto significa ritirare il pene appena prima dell’eiaculazione. Era il metodo di controllo delle nascite più comune prima dell’invenzione dei mezzi moderni.

Muĥammad bin Muslim e °Abd ur-Rahman bin Abi °Abdillah Maymun interpellarono l’Imam Ja°far as-Sadiq (as) in proposito. L’Imam disse: “Dipende dall’uomo; puó versarlo dovunque voglia18.

Ciononostante, in un altro ĥadīth, Muĥammad bin Muslim cita il quinto o il sesto Imam come segue: “Nel caso di una schiava, è permesso; ma, nel caso di una donna libera, lo disapprovo salvo che non sia stato stipulato cosí al momento del matrimonio19.

Basandosi su tale ĥadīth, la maggioranza dei nostri Mujtahidun crede che il coito interrotto sia permesso ma makruh senza il consenso della moglie20.

Tutti i metodi fin qui menzionati non implicano operazioni chirurgiche e sono, inoltre, reversibili; si può infatti smettere di usarli in qualsiasi momento, per avere un figlio.

7) Sterilizzazione

La sterilizzazione implica un’operazione chirurgica.

La sterilizzazione per l’uomo, conosciuta come vasectomia, significa tagliare o bloccare il canale nel tratto riproduttivo maschile. Tale canale o condotto permette allo sperma di passare dai testicoli alla prostata e agli altri organi riproduttivi.

La sterilizzazione per la donna, conosciuta come legatura delle tube, significa tagliare o bloccare le tube di Falloppio, che permettono il passaggio dell’ovulo.

La permissibilità della sterilizzazione dipende dal fatto che sia o no reversibile. Attualmente, il tasso di reversibilità (40%) non è sufficiente per rendere la sterilizzazione permissibile. Un maggior successo si potrà forse ottenere con il miglioramento delle tecniche microchirurgiche. Fino a che non si raggiunga un minimo di reversibilità dell’80%, è difficile che la sterilizzazione sia permessa.

Può la Donna praticare il Controllo delle Nascite senza il Consenso del Marito?

La moglie ha pieno diritto all’uso di contraccettivi anche senza l’approvazione del marito21.

Ciononostante, non dovrebbe usare un metodo che possa interferire con i diritti coniugali del marito. Per esempio, non può costringerlo ad usare il preservativo o a praticare il coito interrotto.

Tale regola si basa sul fatto che il dovere coniugale della donna è rivolto alla soddisfazione sessuale del marito, in quanto dovrebbe essere disponibile, partecipe e cooperativa, ma non si estende al dovere di avere dei figli da lui: avere o non avere figli è una decisione personale della donna; quindi, le è permesso usare contraccettivi, sempre che non interferiscano con i diritti coniugali del marito.

Questo per quanto riguarda l’aspetto legale della Shari°ah.

Ciononostante, a livello pratico, è meglio che tali decisioni siano prese di comune accordo tra marito e moglie; in caso contrario, possono generare malintesi e mancanza di fiducia. L’aspetto legale si occupa di proteggere i diritti basilari delle donne, ma, nel mondo reale, l’uomo e la donna devono basare la propria vita sull’amore, sulla compassione e sulla cooperazione, come dice il Sacro Corano:

“E Abbiamo creato tra voi amore e compassione” (Sura ar-Rūm, 30:21)

D) L’Aborto

Il punto di vista islamico a proposito del controllo delle nascite e dell’aborto è molto equilibrato. Permette alle donne di prevenire la gravidanza, ma proibisce loro di interromperla. L’aborto dopo l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero è assolutamente proibito ed è considerato un crimine contro le leggi di Allah (SwT) e contro il feto.

Dal punto di vista islamico, l’illegittimità dell’aborto di un feto non dipende dalla discussione sulla condizione o no di essere umano del feto. Anche se l’Islam non riconosce il feto come essere umano, gli riconosce comunque il diritto ad una vita potenziale.

L’aborto si è diffuso nel mondo Occidentale per varie ragioni:

• A volte si tratta di scegliere tra un figlio e una carriera;

• A volte si tratta di scegliere tra un figlio e uno stile di vita lussuoso;

• A volte è perché il figlio è illegittimo;

• A volte ha a che fare con il sesso “sbagliato” del figlio;

• A volte la causa è uno stupro.

Tutte queste giustificazioni sono inaccettabili dal punto di vista islamico. Le prime due scuse riflettono la natura egoista di questa società materialista. Allah (SwT) dice nel Sacro Corano:

“..non uccidete i vostri figli in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro…” (Sura al-An°ām, 6:151)

“Non uccidete i vostri figli per timore della miseria: siamo Noi a provvederli di cibo, come {provvediamo} a voi stessi. Ucciderli è veramente un peccato gravissimo” (Sura al-Isrā', 17:31).

La terza scusa è il risultato di rapporti sessuali illeciti, che l’Islam condanna fermamente. La quarta ragione non è meno malvagia e crudele dell’uso arabo pre-islamico di seppellire vive le neonate.

Per quanto riguarda il quinto caso, uno stupro, la donna dovrebbe usare la pillola del giorno dopo o la RU486 immediatamente dopo la violenza sessuale, per impedire il possibile impianto di un ovulo fecondato. Ma, se la gravidanza è conclamata, l’Islam non permette l’aborto. In tali casi, l’Islam dice: perchè abortire un bambino per il crimine di suo padre?

Per quanto riguarda la reputazione della donna, l’Islam condanna fermamente chi giudica male la vittima di uno stupro: invece di svilirla, si dovrebbere essere solidali con lei.

La tecnologia moderna (come l’ecografia) ha reso possibile sapere se un bambino ha qualche malformazione molto prima che nasca. Alcune persone giustificano l’aborto di un feto malformato.

I Mujtahidun attuali non permettono tali aborti: dicono che i genitori dovrebbero pregare e sperare di avere un bambino normale e sano. Esistono molti esempi in cui le previsioni dei medici si sono rivelate sbagliate! In altre parole, quello che i nostri Mujtahidun affermano è che si possono adottare misure preventive prima della gravidanza, ma, una volta che la gravidanza comincia, non è permesso abortire un feto neanche nel caso di malformazioni.

La Shari°ah permette l’aborto solo nei casi in cui i medici dichiarano con ragionevole certezza che il proseguimento della gravidanza metterebbe in pericolo la vita della donna.

Tale permesso si basa sul principio del male minore, conosciuto nella terminologia legale islamica come il principio di al-ahamm wa 'l-muhimm (la cosa più importante e la meno importante). Il Profeta (S) disse: “Quando due cose proibite si presentano {ad una persona} insieme, la più piccola si sacrificherà alla più grande”.

Nel caso in questione, si è di fronte a due cose proibite: abortire il bambino non nato, o lasciare che una donna già in vita muoia.

Ovviamente, la seconda alternativa è più grave della prima; quindi, l’aborto è permesso per salvare la persona viva.

  • 1. Cfr: Instruction on Respect for Human Life in Its Origin and the Dignity of Procreation: Replies to Certain Questions of the Day, (Istruzioni sul rispetto della vita umana nella sua origine e sulla dignità della procreazione: repliche ad alcune questioni del giorno), Città del Vaticano, 1987.
  • 2. Si veda la nota a piè di pagina in al-Mizan, vol. 8 (traduzione inglese) p. 104.
  • 3. Nahju'l-Balaghah, affermazione No. 141; Tuhaf, p. 214.
  • 4. Wasa'il, vol. 14, p. 105.
  • 5. Ricordiamo ai lettori che l’autore scrisse la prima edizione di “Matrimonio e Morale nell’Islam” prima della caduta del Muro di Berlino, quando ancora esisteva il governo comunista in Russia. (N.d.T.)
  • 6. Ho usato i termini “definizione Shar°i”, “definizione °Urfi (comune)”, e “definizione °Ilmi (scientifica)” per semplificare la questione per il lettore non specialista. Nella terminologia del fiqh, le tre definizioni o precetti si conoscono come "al-°Urfu 'sh-shari°", "al-°Urfu 'l-'amm," e "al-°Urfu 'l-khass", rispettivamente. Il lettore specialista può far riferimento a Shaykh Murtaza al-Ansari's al-Makasib, p. 193, per ulteriori dettagli sulle definizioni e percezioni nella Shari°ah.
  • 7. Queste definizioni sono basate sul Sacro Corano: “In verità creammo l'uomo da un estratto di argilla. Poi ne facemmo una goccia di sperma {posta} in un sicuro ricettacolo, poi di questa goccia facemmo un'aderenza e dell'aderenza un embrione; dall'embrione creammo le ossa e rivestimmo le ossa di carne” (Sura al-Mu'minūn, 23: 12-14).
  • 8. Cfr: Wasa'il, vol. 19, pp. 169, 237-240.
  • 9. Wasa'il, vol. 19, p. 240. Si vedano anche p. 238, 242.
  • 10. Cfr: Sharaya'u 'l-Islam, p. 1042; an-Nihayah, p. 778.
  • 11. Cfr: Tabsirah, p. 216; Sharh Lum'a, vol. 2, p. 444; Tahrir, vol. 2. p. 597.
  • 12. Dopo la pubblicazione della prima edizione di questo libro, vidi, con grande piacere, in una conferenza del defunto Ayatullah al-Khu'i's, una affermazione che concorda appieno con la mia definizione di gravidanza. Disse: “Il criterio per applicare correttamente la {parola} ‘incinta’ ad una donna è solo dopo l’installazione (istiqrar) dello spermatozoo nell’utero, perchè la semplice entrata dello spermatozoo nell’utero non la rende incinta”. Si veda al-Gharawi, Mirza °Ali, at-Tanqih fi Sharhi 'l-'Urwati 'l-Wuthqa (annotazioni alle conferenze fiqh di al-Khu'i), vol. 7 (Najaf: al-Adab Press, 1988) p. 206.
  • 13. A questo proposito cfr. il Sacro Corano, 19:22; 31:14; 46:15.
  • 14. Un mio buon amico medico ha sottolineato che la gravidanza nella tuba di Falloppio, conosciuta come gravidanza extrauterina, è possibile. Ciononostante, tale informazione non interferisce con la tesi in discussione, perché la gravidanza extrauterina non è una gravidanza normale. Quando si tratta di definizioni, le possibilità anormali non vengono prese in considerazione. A maggior ragione nel caso di anormalità come la gravidanza extrauterina: la tuba di Falloppio non è abbastanza grande per lo sviluppo di un feto, e la gravidanza extrauterina deve essere sottoposta ad aborto chirurgico, altrimenti la madre finirebbe per perdere la propria vita.
  • 15. Corrispondenza privata, datata 24 Rabi° II, 1407 (1987).
  • 16. Alla luce dell’affermazione del defunto Ayatullah al-Khu’i, citato nella nota n. 146 della presente edizione, anche lui credeva che l’impianto dello spermatozoo si verifichi dopo il suo ritorno dalla tuba di Falloppio.
  • 17. Grobstein, Science and the Unborn, p. 58-59.
  • 18. Wasa'il, vol. 14, p. 105.
  • 19. Wasa'il, vol. 14, p. 106.
  • 20. Cfr: Sharh Lum'a, vol. 2, p. 28; al-'Urwah, p. 628; Minhaj, vol. 2, p. 267.
  • 21. Cfr:Minhaj, vol. 2, p. 276.

Nuove Tecniche di Riproduzione Umana

La nascita del primo “bebé in provetta” nel 1978 fu sulle prime pagine di tutto il mondo. Tutto il mondo, ad eccezione del Vaticano, dette il benvenuto al nuovo sviluppo della scienza umana.

Dopotutto, l’essere umano è la creazione principale di Allah (SwT): Egli ha creato l’Universo per l’essere umano, ma ha creato quest’ultimo per Se Stesso.

Durante gli ultimi cinque decenni, l’umanità ha fatto passi da gigante nella scienza e nella tecnologia. Uno dei campi più sorprendenti è quello delle nuove tecniche di riproduzione umana.

E’ interessante notare come, anche su questo problema, l’Islam stia nel mezzo dei due punti di vista estremi. Da una parte, la Chiesa Cattolica romana ha condannato categoricamente la fecondazione in vitro, l’inseminazione artificiale e la maternità in affitto. Dall’altra parte, i libertari permettono tali metodi, tra coppie sposate o no. L’Islam, come vedremo in seguito, permette la nuova tecnologia di riproduzione solo nel caso delle coppie sposate.

In questo capitolo esamineremo le nuove tecniche disegnate per assistere le coppie nella procreazione, e vedremo se l’Islam le approva o no.

A) Tecniche di Riproduzione Umana

1) Inseminazione Artificiale da parte del Marito (AIH)

L’AIH viene usata nei casi in cui il marito produce seme, ma tale seme non è adeguato per la fecondazione. L’inadeguatezza del seme può essere attribuita ad un basso numero di spermatozoi attivi o all’incapacità degli spermatozoi di nuotare abbastanza velocemente verso l’ovulo.

L’AIH può essere usata anche quando il marito soffre di eiaculazione precoce.

Nell’AIH, lo sperma si ottiene dal marito attraverso la masturbazione, e in seguito viene concentrato e “migliorato” in laboratorio. Tale sperma è successivamente introdotto nella cervice della moglie nei giorni di maggior fertilità.

Il seme viene introdotto attraverso un’iniezione. A seconda del regolamento di ogni ospedale, l’iniezione può essere eseguita da un dottore o da un’infermiera, o dalla stessa coppia.

Per quanto riguarda la Shari°ah, non esistono obiezioni verso l’AIH, nei casi in cui questa avvenga in una coppia legittimamente sposata.

Se la masturbazione è proibita, come si può ottenere il seme del marito per l’AIH? E’ vero che la masturbazione è proibita dal fiqh shi°ita, ma abbiamo anche detto che la masturbazione da parte del coniuge è permessa.

Quindi, nel caso dell’AIH, la moglie può masturbare il marito per ottenere il seme. Sarà interessante sapere in che modo la Chiesa Cattolica intende risolvere il problema: “La Chiesa cattolica romana permette l’inseminazione artificiale se viene usato il seme del marito e questo è il prodotto di un rapporto con la moglie, non della masturbazione; ma di solito si tratta di un rapporto nello studio di un medico ed è “difficilmente romantico”, ha affermato il Padre Wolak1.

2) Inseminazione Artificiale da parte di un Donatore (AID)

L’AID è molto simile all’AIH. La differenza è che l’AID è utilizzata quando il seme del marito è completamente inadeguato per quantità o qualità.

Nella società Occidentale, anche alcune donne single, che non desiderano sposarsi ma vogliono avere un figlio, ricorrono a tale metodo per restare incinte. In Inghilterra, dalle duemila alle quattromila nascite sono attribuite ogni anno all’AID.

Per quanto riguarda l’Islam, l’inseminazione artificiale da parte di un donatore è assolutamente illecita, perchè si tratta di un donatore e non del marito della donna2.

Visto che non implica alcun rapporto sessuale tra il donatore e la donna, e quindi non può essere definita come fornicazione o adulterio, ci si potrebbe chiedere: come può essere ĥarām? Il Sacro Corano dice chiaramente:

“Dì ai credenti …di proteggere le proprie parti private..” (Sura an-Nūr, 24:30).

Il comandamento divino di proteggere le parti private non è accompagnato da specificazioni; non dice di proteggerla solo dai rapporti sessuali illeciti, bensì di proteggerle da tutto eccetto che dal coniuge. Allah (SwT) descrive i credenti come

“{i credenti sono coloro} che si mantengono casti, eccetto con le loro spose (…) mentre coloro che desiderano altro {in termini di soddisfazione sessuale} sono i trasgressori” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5-7).

Quindi, anche iniettare lo sperma di un altro uomo constituirebbe una trasgressione ed una violazione del comandamento di Allah (SwT)3.

Qual è lo status di un figlio concepito attraverso l’AID?

Se, Allah (SwT) non voglia, una donna concepisse un figlio attraverso l’AID, il figlio non sarà considerato illegittimo, perchè non è stato concepito per mezzo di rapporti sessuali illeciti. In tali casi, la relazione madre-figlio sarebbe chiara. Per quando riguarda la relazione padre-figlio, la maggior parte dei nostri attuali °Ulama’ afferma chiaramente che sarebbe considerato figlio del donatore, avente diritto alla sua eredità, e maĥram per sua moglie ed i suoi figli4.

La decisione dei Mujtahidun si basa su un ĥadīth che fornisce un esempio molto simile al caso di un bambino concepito attraverso l’AID.

Tale ĥadīth è stato narrato da varie fonti, dall’Imam Ĥasan (as), dall’Imam Muĥammad al-Baqir (as) e dall’Imam Ja°far as-Sadiq (as). Venne rivolta la seguente domanda agli Imam: “Se una donna ha un rapporto con suo marito, e subito dopo va dalla sua schiava ed ha un rapporto lesbico con lei, durante il quale il seme del marito scorre dalla donna nella vagina della schiava e quest’ultima rimane incinta, che succede?

Gli Imam, dopo aver spiegato la punizione in cui devono incorrere le due donne, affermarono che il figlio nato dalla schiava era da considerare parte della famiglia del proprietario del seme e dato in custodia a lui5.

Si tratta di un ottimo esempio di come i nostri °Ulama’ risolvono i problemi del giorno d’oggi, anche se usano le stesse fonti antiche dell’Islam!

3) Fecondazione in Vitro (IVF)

I primi due metodi si usano nel caso in cui lo sperma del marito sia deficiente in qualità o quantità. L’IVF è una tecnica usata soprattutto dalle donne le cui tube di Falloppio sono bloccate, senza che sia possibile rimediare chirurgicamente.

Questa tecnica viene inoltre utilizzata per coloro che non riescono a concepire, nonostante abbiano tube di Falloppio normali e tutte le possibili cause di sterilità siano state escluse. “In vitro” significa in provetta.

Nell’IVF, uno o due ovuli vengono prelevati dalla madre attraverso una piccola siringa, e collocati in una provetta. In seguito, lo sperma del marito viene usato per fecondare l’ovulo. Dopo la fecondazione, l’ovulo viene lasciato a svilupparsi nella provetta fino a raggiungere lo stadio di otto cellule, quando viene impiantato nell’utero della madre.

L’IVF può essere usata anche in casi in cui il seme del marito contiene così pochi spermatozoi da rendere difficile che possano fecondare un ovulo nella tuba di Falloppio. Attraverso l’IVF, lo sperma è usato per fecondare l’ovulo in una provetta. Per quanto riguarda la Shari°ah, la fecondazione “in vitro” è permessa, sempre e quando avvenga tra i membri di una coppia sposata.

4) Altre Possibilità di Riproduzione Umana discusse dai nostri °Ulama’

E’ interessante sapere che i nostri Mujtahidun si trovano in una posizione avanzata, rispetto alla tecnologia scientifica, nella deliberazione a proposito delle questioni religiose ed etiche relative alla riproduzione umana. Mentre discutono dell’inseminazione artificiale, allo stesso tempo dibattono le seguenti possibilità:

1. E’ permissibile inventare un ovulo artificiale, fecondarlo con lo sperma di un uomo e lasciare che il bambino si sviluppi in un utero artificiale. In tal caso, il bambino sarebbe pienamente parente del padre. Al massimo, si tratterà di un bambino senza madre biologica.

2. E’ permissibile inventare uno spermatozoo artificiale e iniettarlo nell’utero di una donna. In tal caso, il bambino sarebbe pienamente parente della madre. Al massimo, si tratterà di un bambino senza padre biologico.

3. E’ permesso prendere un ovulo artificiale ed uno spermatozoo artificiale che lo fecondi, e lasciare che si sviluppino in un utero artificiale. Un tale bambino non sarebbe parente di nessuno!

4. Se un bambino e una bambina gemelli nascono attraverso qualcuna di tali procedure, nei primi due casi sarebbero normali fratelli (per esempio, non potrebbero sposarsi tra di loro), ma nel terzo non sarebbero considerati nemmeno fratelli perchè non avrebbero genitori6.

5) Utero in Affitto

L’utero in affitto è un corollario dell’inseminazione artificiale. Ha creato gran controversia nei circoli etici e legali di tutto il mondo, specialmente dopo il caso di “baby M” nel 1987.

Utero in affitto significa che una donna permette che l’ovulo fecondato di un’altra coppia le sia iniettato nell’utero, e porti a termine la gravidanza per conto dell’altra coppia.

Ciò può avvenire gratuitamente o in cambio di denaro, come nel caso di baby M. Tale procedimento di riproduzione umana è adottato quando una donna ha dei problemi a portare a termine la gravidanza. Dal punto di vista della Shari°ah, la pratica descritta dell’utero in affitto non è permessa, perchè implica l’introduzione dello sperma di un’altra persona nell’utero della donna. Ciò va contro il verso del Sacro Corano che dice che le donne credenti devono proteggere le proprie parti private, eccetto che dal proprio coniuge7.

Esistono, ciononostante, alcune procedure, nel sistema matrimoniale islamico, che permettono un certo tipo di utero in affitto. Per esempio, se una donna ha dei problemi a portare a termine la gravidanza, il marito può sposare un’altra donna (in modo temporaneo o permanente), ed in seguito un ovulo della prima moglie, fecondato dallo sperma del marito, può essere iniettato nell’utero della seconda moglie, con il suo consenso.

A quale delle due donne appartiene il figlio? Alla madre genetica (la prima moglie) o alla madre biologica (la seconda moglie)? Secondo l’Ayatullah al-Khumayni, dipende dall’età del feto. Se è stato inseminato nell’utero della seconda moglie dopo quattro mesi, appartiene alla prima moglie; la seconda moglie è semplicemente un ricettacolo. Se è stato inseminato prima dei quattro mesi, è difficile affermare che il figlio appartiene alla prima moglie8.

In ogni modo, esiste un’altra maniera di considerare la relazione. Ho già parlato in precedenza delle definizioni °Urfi e Shar°i. In questo caso, la gente comune ha una certa percezione della relazione madre-figlio. L’opinione °Urfi direbbe che la donna che “dà alla luce” è la madre. Pertanto, sulla base di tale percezione °Urfi, tenderei a dire che il figlio appartiene alla madre biologica, la seconda moglie, indipendentemente dall’età al momento dell’inseminazione. Il figlio sarà maĥram per i suoi altri figli, ed avrà diritto ad ereditare da lei.

Per quanto riguarda la relazione tra il bambino e la prima moglie, direi che, anche se non si tratta della madre biologica, il suo status di madre genetica è superiore a quello di madre Ridha°i9. Basandosi su questo tipo di relazione, il bambino sarà maĥram per tutti i figli della prima moglie, anche se di padre differente; ciononostante, non avrà diritto di ereditare da lei, perchè il diritto di eredità si basa sulla relazione uterina.

B) Alcune Questioni Etiche

Di seguito si troveranno alcune questioni che per la prima volta si stanno discutendo dal punto di vista della Shari°ah. Espongo i risultati della mia interpretazione iniziale. Spero che ciò stimoli una discussione fruttuosa tra i nostri Mujtahidun.

1) Distruzione degli Ovuli Fecondati in Soprannumero

Nella maggior parte dei casi di inseminazione artificiale, tre ovuli vengono prelevati dal corpo della donna, e tutti e tre vengono fecondati dagli spermatozoi del marito, ma soltanto uno viene usato per l’impianto nell’utero della donna. Se il primo tentativo fallisce, gli altri ovuli vengono utilizzati. La questione che ha creato molte polemiche riguarda gli ovuli fecondati in soprannumero e indesiderati.

Cosa si dovrebbe fare con gli ovuli fecondati in soprannumero? Devono essere usati? Possono essere distrutti?

Secondo la Shari°ah, non dovrebbe esserci alcun problema nel distruggere gli ovuli fecondati in soprannumero. Non costituisce aborto perchè, in primo luogo, l’aborto si verifica esclusivamente dopo l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero e, in secondo luogo, l’aborto avviene nel corpo di una donna, non in una provetta o in un vassoio da laboratorio!

2) Gli Embrioni Congelati

Un altro corollario della nuova tecnologia è la cosiddetta banca dello sperma, in cui spermatozoi e ovuli fecondati vengono conservati in stato di congelamento.

Esistono quattro problemi che bisogna affrontare in questo caso.

(A) E’ permesso all’essere umano conservare lo sperma congelato? In modo simile, è permesso alle coppie sposate conservare i loro ovuli fecondati per uso futuro? Non mi viene in mente alcun fondamento nella Shari°ah per proibire tale atto. Non esiste alcuna differenza con l’atto con il quale una persona dona il proprio sangue, ad un individuo o ad una “banca”.

(B) E’ permesso vendere lo sperma o gli ovuli fecondati? Non si può vendere il proprio sperma allo scopo di essere iniettato nell’utero di un’altra donna; si può solo vendere a istituzioni scientifiche allo scopo di effettuare ricerche mediche. In modo simile, una coppia non può vendere i propri ovuli fecondati perché siano impiantati nell’utero di un’altra donna.

(C) Una donna può usare l’ovulo fecondato conservato o gli spermatozoi di suo marito dopo la morte di costui?

In apparenza, non c’è niente che glielo impedisca. L’ovulo congelato (fecondato dallo spermatozoo del marito) è di sua proprietà, e di conseguenza può usarlo. Il figlio sarà, chiaramente, legittimo! Ciononostante, ciò sarebbe permesso solo nel caso in cui la donna non si sia risposata dopo la morte del marito. Visto che l’Islam non permette che una donna abbia più di un marito allo stesso tempo, il secondo marito prende il posto del primo nel versetto del Sacro Corano che dice:

“..che si mantengono casti, eccetto con i loro sposi” (Sura al-Mu'minūn, 23: 5)

(D) una donna può usare l’ovulo fecondato dopo aver divorziato da suo marito? Ciò è permesso solo nel caso in cui non si sia risposata. Non appena si risposa, non può usare l’ovulo fecondato dallo spermatozoo del marito precedente. La base di tale opinione è la stessa che qui sopra si cita.

  • 1. The Vancouver Sun, 11 Marzo 1987, p. A7.
  • 2. Questa è l’opinione più diffusa fra gli °Ulama’. Ci sembra però doveroso informare i lettori che alcuni sapienti sono di diverso parere, come l’Ayatullah Al-°Oďma Muĥammad Taqi Bahjat Fumani e l’Ayatullah Al-°Oďma Sayyid Imam Khamenei. Per quanto concerne quest’ultimo, nel libro “Ajwibah al-Istifta’at” (Leggi Pratiche dell’Islam), Vol.2, capitolo “Questioni Mediche”, paragrafo “Inseminazione Artificiale”, la domanda n.188 chiede: “E’ permesso inseminare l’ovulo di una donna, il cui marito è sterile, immettendo lo sperma di un altro uomo nella vagina della donna?”. L’Ayatullah risponde nel modo seguente: “Secondo la Giurisprudenza non c’è nessuna controindicazione in tale inseminazione. Comunque, la donna e l’uomo in questione devono evitare qualsiasi atto ĥarām come guardarsi, toccarsi ecc. Tuttavia se un bambino nasce in seguito a questo metodo di inseminazione artificiale, il figlio non potrà essere considerato discendente del marito, ma sarà considerato discendente del donatore di sperma, con le relative questioni in fatto di eredità”. (N.d.T.)
  • 3. Sono in debito, per questa risposta, con il defunto Shaykh Muĥammad Jawad al-Mughniyyah, nel suo splendido libro al-Fiqh 'ala 'l-Madhahibi'l-Khamsah, p. 374.
  • 4. Cfr: Al-Fiqh, p. 375-6; Minhaj, vol. 2, p. 395; Tahrir, vol. 2, p. 621-622.
  • 5. Cfr: Wasa'il, vol. 18, p. 426-428.
  • 6. Il primo esempio è stato menzionato da entrambi gli Ayatullah al-Khu'i e al-Khumayni, mentre gli altri tre sono menzionati solo dal secondo. Si veda Minhaj, vol. 2. p. 395, e Tahrir vol. 2, p 622-623.
  • 7. Si veda il paragrafo “Inseminazione Artificiale da parte di un Donatore (AID)”.
  • 8. Cfr: Tahrir, vol. 2, p. 623.
  • 9. Una madre Ridha°i è una donna che non ha dato alla luce un bambino, ma l’ha allattato al seno.

Appendice n. I: Fonti della Shari°ah

Nell’Islam, la questione della morale sessuale rientra nella Shari°ah, l’insieme delle leggi islamiche.

Ci sembra quindi, appropriato spiegare quali sono le fonti della Shari°ah dal nostro punto di vista. Le fonti delle leggi islamiche sono due: il Sacro Corano e la Sunnah. Con la parola Sunnah ci riferiamo alle affermazioni, alle azioni ed all’approvazione silenziosa del Profeta (S) e degli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as).

Il Sacro Corano descrive soltanto le regole basilari della Shari°ah e la Sunnah le elabora.

Il Sacro Corano presenta il Profeta dell’Islam (S) nel seguente modo:

“Egli è Colui che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero della loro gente, che recita i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza..” (Sura Al-Juma°a, 62:2).

“E su di te abbiamo fatto scendere il Monito, affinché tu spieghi agli uomini ciò che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi” (Sura an-Naĥl, 16:44).

I due versetti provano inconfutabilmente che il Profeta Muĥammad (S) non era solo un “postino” la cui unica mansione era consegnarci il Libro. Era un maestro e un commentatore del Sacro Corano. Persino le sue azioni rappresentano una fonte di guida per noi:

Avete nel Messaggero di Allah un bell'esempio per voi, per chi spera in Allah e nell'Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente” (Sacro Corano, Sura al-Aĥzāb, 33:21).

L’obbedienza al Profeta (S) si considera come una prova d’amore per Allah (SwT):

“Di': «Se avete sempre amato Allah, seguitemi. Allah vi amerà e perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso»” (Sura Ali-°Imrān, 3:31).

Per mostrare l’importanza dell’obbedienza al Profeta (S), il Sacro Corano aggiunge:

“Chi obbedisce al Messaggero obbedisce ad Allah. E quanto a coloro che volgono le spalle, non ti abbiamo inviato come loro guardiano!” (Sura an-Nisā', 4:80).

I Musulmani che vivevano al tempo del Profeta (S) avevano facile accesso alla Sunnah. E noi, che siamo nati centinaia di anni dopo la morte del Profeta (S)? I Musulmani degli albori si resero conto dell’importanza della Sunnah del Profeta (S) e cominciarono a conservare le sue affermazioni in libri di Aĥādith. Persino le azioni del Profeta (S), osservate dai suoi compagni, furono conservate in forma scritta.

Ciononostante, tale processo di conservazione della Sunnah non è stato immune da errori e persino da falsificazioni.

Molte affermazioni furono inventate ed erroneamente attribuite al Profeta (S) durante il primo periodo della storia islamica. Pertanto, è assolutamente necessario trovare una fonte autentica, ed allo stesso tempo ben informata, della Sunnah del Profeta (S).

Considerando i Musulmani ai tempi del Profeta (S), non si può trovare nessuno che possieda maggior sapienza, e che sia più informato, affidabile e vicino al Profeta (S) dell’Ahl ul-Bayt (as), la famiglia del Profeta (S).

Dopotutto, è il Sacro Corano che testimonia della loro purezza spirituale del rango più elevato, dicendo:

“O gente della casa {Ahl ul-Bayt}, Allah non vuole altro che allontanare da voi ogni sozzura e rendervi del tutto puri” (Sura al-Aĥzāb, 33:33).

Tale verso a proposito della purezza dell’Ahl ul-Bayt (as) deve essere considerato assieme al seguente:

“…questo è in verità un Corano nobilissimo, {contenuto} in un Libro custodito che solo i puri toccano” (Sura Al-Wāqi°a, 56:77-79).

Ciò dimostra che gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as) erano in grado di capire il Sacro Corano meglio di qualsiasi altro seguace del Profeta Muĥammad (S). Allah (SwT) dice:

“…Di’: «Non vi chiedo alcuna ricompensa, oltre all’amore per i miei parenti (qurbah)»….” (Sacro Corano, Sura ash-Shura, 42:23)

Si noti che è Allah (SwT) che sta ordinando al Suo Messaggero (S) di chiedere alla gente di amare la sua famiglia. Se non fossero stati sinceri, affidabili, e degni di essere seguiti, Allah (SwT) ci avrebbe forse ordinato di amarli?

Questi pochi versetti sono sufficienti per dimostrare che i migliori commentatori del Sacro Corano, e le fonti più autentiche della Sunnah del Profeta (S), sono gli Imam dell’Ahl ul-Bayt (as). Il Profeta (S) stesso disse:“Lascio a voi due cose preziose, e se vi atterrete ad esse non vi svierete: il Libro di Allah, che è come una corda tesa fra il cielo e la terra, e la mia famiglia. Queste due cose non si separeranno mai l’una dall’altra fino a che mi raggiungeranno vicino alla fonte {il Kawthar} nel Giorno del Giudizio. Badate bene a fare attenzione a come li tratterete dopo di me”1.

Non è l’occasione adatta per discutere dell’autenticità dell’ĥadīth precedente, ma basterà citare Ibn Hajar al-Makki, un famoso polemista anti-shi°ita. Dopo aver trascritto tale ĥadīth da vari compagni (Sahaba) che l’avevano sentito dal Profeta (S) in vari luoghi e in vari momenti, Ibn Hajar dice: “e non esiste alcuna contraddizione in queste {numerose relazioni}, dato che non esisteva nulla che impedisse al Profeta (S) di ripetere {questa affermazione} in tali luoghi diversi a causa dell’importanza del Libro santo e della Famiglia pura2.

Possiamo concludere, dai versetti e dall’ĥadīth sopra menzionati, che gli Ahl ul-Bayt (as) rappresentano le fonti migliori e più autentiche della Sunnah, e pertanto li preferiamo a tutte le altre fonti. Ogni volta che citiamo un ĥadīth degli Imam di Ahl ul-Bayt (as), non è in realtà il loro, bensì è l’ĥadīth del Profeta (S), che hanno conservato in qualità di veri successori del messaggero di Allah (SwT).

L’ Imam Ja°far as-Sadiq (as) disse: "Il mio ĥadīth è l’ĥadīth di mio padre{l’Imam Muĥammad al-Bāqir (as)}, l’ĥadīth di mio padre è quello di mio nonno{ l’Imam °Ali Zayn ul-°ābidīn, as-Sajjād (as)} l’ĥadīth di mio nonno è quello di al-Ĥusayn {bin °Ali}, l’ĥadīth di al-Ĥusayn è quello di al-Ĥasan {bin °Ali}, l’ĥadīth di al-Hasan è quello di Amir ul-Mu’mimin {°Ali bin Abi Talib}, l’ĥadīth di Amir ul-Mu’mimin è quello del Profeta (S), e l’ĥadīth del Messaggero è un’affermazione di Allah, l’Onnipotente, il Grande3.

Ijtihad e Taqlid

Dopo l’occultazione dell’Imam al-Mahdi4 (aj)5, la responsabilità di guidare gli shi°iti nelle questioni relative alla Shari°ah ricadde sui Mujtahidun, gli studiosi di religione specializzati nelle leggi islamiche. I Mujtahidun fanno derivare le leggi islamiche dalle due fonti sopraccitate. Ciò sembra molto semplice, ma non lo è. Non aprono semplicemente il Sacro Corano ed i libri di Aĥādith, e cominciano ad emettere fatawa. Prima di tutto, devono elaborare una metodologia di ijtihad (discussa in un tema conosciuto con il nome di usulu 'l-fiqh).

Nella loro metodologia, i Mujtahidun decidono come studiare i versetti coranici e gli Aĥādith. Si deve considerara esclusivamente il significato letterale? Si deve scoprire quale verso viene prima e quale dopo sulla stessa questione? Il secondo verso abroga il primo, o semplicemente aggiunge alcune limitazioni? Ogni ĥadīth deve essere considerato autentico? Se si trovano due Aĥādith autentici ma contraddittori a proposito della stessa questione, quale si deve seguire? Tutti questi problemi devono essere risolti con la costruzione della metodologia ijtihad; solo in seguito a ciò, un Mujtahid può, con correttezza e responsabilità, dedurre una legge dal Sacro Corano e dalla Sunnah.

E’ ovvio che non tutti hanno l’abilità o il tempo di specializzarsi nelle leggi della Shari°ah; pertanto, per queste persone è necessario seguire un Mujtahid in questioni di Shari°ah. Tale atto di “seguire” è conosciuto con il nome di taqlid.

  • 1. Sunan At-Tirmidhî, Capitolo delle Virtù della Famiglia del Profeta (S) – Ĥadîth Nº 3720 (numerazione al-°alamiîah).
  • 2. Ibn Hajar al-Makki, as-Sawa'iqu 'l-Muhriqah, capitolo 11 sezione 1. Si veda anche S. Sa’eed Akhtar Rizvi, Imamat, Sharafu 'd-Din al-Musawi, The Right Path (“Al-Murajarat”), e S.M.H. Jafri, The Origin and Early Development of Shi'a Islam.
  • 3. Tra le fonti shi°ite, si veda al-Kulayni, Usulu 'l-Kafi, libro 2 capitolo17, ĥadīth N. 14; tra le fonti sunnite, si veda ash-Sha'rani, at-Tabaqatu 'l-Kubra, vol. 1, p. 28; Abu Nu'aym, Hilyatu 'l-Awliya', vol. 3. p. 193, 197.
  • 4. L’Imam Muĥammad al Mahdi, al-Hujja o al-Qa’im, il 12° Imam Shi°ita, nacque a Samarra il 15 di Sha’ban dell’anno 255 dell’Egira. Diventò Imam a cinque anni, quando suo padre, l’Imam Ĥasan al-°Askari (as) morì. E’ chiamato anche l’Imam Occulto, in quanto si occultò dalla gente per due volte: la prima volta, chiamata occultazione minore (ghaybat as-Saghira), si occultò per settantaquattro anni, fino all’anno 329 dell’Egira, e si susseguirono quattro luogotenenti per fare da tramite tra di lui e la gente. Dopo il 329 A.H. incominciò l’occultazione maggiore (ghaybat al-Kabira). Egli è ancora vivo e fra noi, ma attende il comando di Allah (SwT) e solo allora si manifesterà per riportare la Giustizia Divina sulla Terra. (N.d.T.)
  • 5. (aj) Abbreviazione di “°Ajjalal-Lāhu farajah”, che Allah (SwT) affretti la sua venuta. (N.d.T.)

Appendice n. II: L’Abluzione Maggiore (Ghusl Al-Janabat)

(La presente appendice è stata estratta dal Quarto Capitolo del mio libro Ritual & Spiritual Purity, del 1989, visto che tratta dell’abluzione correlata all’atto sessuale.)

A) Introduzione

Al-Janabat è un’impurità rituale causata da eiaculazione di seme o da rapporto sessuale; e la persona su cui Ghusl al-Janabat diventa wajib è conosciuto come junub. Il Sacro Corano dice a questo proposito:

“O voi che credete! Non accostaevi all'orazione (…) se siete in stato di impurità {junub}, finchè non abbiate fatto la lavanda {Ghusl}(Sura an-Nisā', 4:43)

“O voi che credete! Quando vi levate per la preghiera (…), se siete in stato di impurità {junub}, purificatevi” (Sura al-Mā'ida, 5:6)

B) Le Cause del Ghusl al-Janabat

Esistono due cause per al-Janabat:

1. Eiaculazione di Seme. Non fa nessuna differenza se l’eiaculazione avviene da svegli o in un “sogno bagnato”, se sia leggera o abbondante, intenzionale o no, se sia avvenuta in modo legittimo o illegittimo (vale a dire, con la masturbazione). In tutti questi casi è wajib, doveroso, eseguire il Ghusl al-Janabat.

Se un uomo ha delle perdite di liquido e non sa se sia seme o no, deve controllare i seguenti tre segnali:

(1) emissione con passione;

(2) emissione a spruzzi;

(3) sentimento di rilassatezza dopo l’emissione.

Se tali segni si presentano insieme, si deve considerare il liquido come seme, altrimenti no.

Se una donna ha delle perdite di secrezioni, è una precauzione wajib che compia Ghusl al-Janabat, sempre che siano associate alla passione sessuale e che si senta rilassata in seguito.

Ma se la secrezione viene emessa senza passione sessuale o senza la sensazione di rilassatezza dopo l’emissione, non si tratta di najasat (impurità) e, pertanto, il Ghusl non è wajib per lei.

2. Il Rapporto Sessuale. Non fa nessuna differenza se si tratta di un rapporto lecito o illecito, con o senza eiaculazione di seme. Per le leggi islamiche, il rapporto sessuale è definito come la penetrazione del glande nella vagina o nell’ano della donna. In pratica il Ghusl al-Janabat diventa wajib anche se non è avvenuta una penetrazione completa o emissione di seme.

In caso di rapporto sessuale, il Ghusl al-Janabat diventa wajib sia per l’uomo che per la donna.

C) Cose che un Junub non può fare

Nell’Islam esistono certe cose così sacre che un Musulmano non può entrare in contatto con loro se non è ritualmente puro e pulito.

Basandosi su tale concetto di sacro, un junub non può entrare in contatto, in vari modi, con due delle cose più sacre per l’Islam: il Sacro Corano e la moschea.

I seguenti quattro atti sono ĥarām (illeciti) per il junub prima di eseguire il Ghusl. Due sono relative al Sacro Corano, e le altre due alla moschea.

1. Toccare la scrittura del Sacro Corano, i nomi e gli attributi di Allah (SwT), i nomi del Profeta (S), degli Imam (as) e di Fatima az-Zahrà (as) (la figlia del Profeta).

2. Recitare i versetti del Sacro Corano in cui la sajdah (prostrazione) è wajib. Tali versetti sono: versetto 15 del capitolo 32; versetto 15 del capitolo 41; versetto 62 del capitolo 53; e versetto 19 del capitolo 96. E’ meglio non recitare neanche un solo versetto di questi capitoli.

3. Entrare o stare in moschea. Come già citato in precedenza, il Sacro Corano, nella Sura an-Nisā', 4:43, dice ai credenti di non accostarsi alla preghiera se sono in stato di junub; quindi basandosi su tale versetto e su Aĥādith correlati, i Mujtahidun sono arrivati alla conclusione che un junub non può assolutamente stare in moschea. Ovviamente, come dice il versetto, si può passare attraverso una moschea (entrando da una porta e uscendo dall’altra).

Ciononostante, tale eccezione relativa al passare per una moschea non vale nei seguenti luoghi: il Masjid ul-Ĥarām (la Moschea Sacra della Mecca), il Masjid un-Nabi (la Moschea del Profeta (S) a Medina) e nei mausolei degli Imam (as). Jamil chiese all’Imam Ja°far as-Sadiq (as) se un junub potesse sedersi in una moschea. L’Imam disse: “No! Ma puó passare attraverso le moschee, eccetto la Moschea Sacra {della Mecca} e la Moschea del Profeta (S) {di Medina}1. Bakr bin Muĥammad narra che, in un’occasione, si stava recando con i suoi amici a casa dell’Imam Ja°far as-Sadiq (as), quando incontrarono Abu Basir sulla strada. Quando Abu Basir venne a sapere che stavano andando a far visita all’Imam, si unì a loro. Come Bakr ed i suoi amici vennero a sapere in seguito, Abu Basir si trovava in stato di al-Janabat in quel momento. Quando entrarono in casa dell’Imam e lo salutarono, l’Imam guardò in direzione di Abu Basir e disse: “Oh Abu Basir! Non sai che una persona junub non deve entrare nella casa dei profeti?2. Anche Abu Basir stesso ha narrato l’incidente, ma cita l’Imam nel seguente modo: “Non sai che una persona junub non deve entrare nella casa dei profeti e dei loro discendenti…3.

4. Lasciare qualcosa in una moschea o prendere qualcosa da una moschea.

*****

I seguenti atti sono invece makruh (sconsigliati) per il junub:

• Mangiare e bere sono makruh per un junub, eccetto dopo aver compiuto il wudhū’, o aver fatto gargarismi, o essersi sciacquato il naso.

• Recitare più di sette versetti del Sacro Corano. Questo vale per tutti i versetti, ad eccezione di quelli menzionati in precedenza, che hanno la sajdah wajib, che non possono assolutamente essere recitati.

• Toccare la copertina del Corano.

• Dormire eccetto dopo aver compiuto il wudhū’.

D) Altri Atti la cui Validità dipende dal Ghusl al-Janabat

• Compiere Salat, la preghiera, eccetto la Salat ul-Mayyit (la preghiera per un Musulmano morto), che può essere eseguita anche in stato di al-Janabat.

• Compiere il rito della deambulazione intorno alla Ka°ba, il Tawaf Wajib, della Ka°ba durante il Ĥajj.

Allah (SwT) dice:

“…purificate la mia Casa {la Ka°ba} per coloro che vi gireranno intorno, vi si ritireranno, si inchineranno, e si prosterneranno” (Santo Corano, Sura al-Baqara, 2:125; e Sura al-Ĥajj, 22:26).

Non è difficile dedurre che se la Casa deve essere pulita e purificata per il Tawaf, anche le persone che compiranno il Tawaf devono essere pulite e pure.

• Digiunare. Se qualcuno rimane consapevolmente junub fino all’alba durante il Ramadhān, il suo digiuno non è valido (batil).

E) Istruzioni per Compiere il Ghusl

Il Ghusl è una lavanda rituale che implica il lavarsi tutto il corpo. Esistono due metodi di compiere il Ghusl. Uno si conosce come Ghusl Tartibi, e l’altro come Ghusl Irtimasi.

1. Ghusl Tartibi

Il Ghusl Tartibi è un bagno normale, eseguito in tre fasi.

Dopo aver rimosso la najasat o impurità (il seme o il sangue) con dell’acqua dal corpo, e dopo il niyyat (l’intenzione), il corpo deve essere lavato in tre fasi:

• primo, dalla testa al collo;

• poi, il lato destro del corpo dalla spalla al piede;

• infine, il lato sinistro del corpo, dalla spalla al piede.

Ogni parte deve essere lavata accuratamente, in modo che l’acqua raggiunga per bene tutta la pelle. Bisogna lavarsi la testa con particolare cura: i capelli devono venire pettinati (con le dita, per esempio) affinché l’acqua raggiunga le radici ed il cuoi capelluto.

Mentre ci si lava il lato destro del corpo, anche alcune parti del sinistro devono essere lavate, e, mentre ci si lava il lato sinistro, alcune parti del destro devono essere lavate.

2. Ghusl Irtimasi

Il Ghusl Irtimasi consiste in un bagno che implica l’immersione di tutto il corpo nell’acqua.

Non c’è bisogno di dire che un tale bagno può essere eseguito esclusivamente in uno specchio d’acqua, vale a dire una piscina, un fiume, un lago o il mare.

Dopo aver rimosso dal corpo il seme o il sangue con abbondante acqua e dopo il niyyat, tutto il corpo deve essere completamente immerso nell’acqua in una volta, non gradualmente.

Bisogna assicurarsi che l’acqua raggiunga tutte le parti del corpo, inclusi tutti i capelli fino alla radice, e la pelle ad essi sottostante.

In ogni modo, il Ghusl Tartibi è preferibile al Ghusl Irtimasi.

F) Atti Mustahab (Raccomandati) nel Ghusl

Fino ad ora abbiamo descritto gli atti wajib del Ghusl. Qui di seguito spiegheremo ciò che è raccomandabile (Mustahab, Sunnat) durante il Ghusl.

Tali raccomandazioni sono cinque:

• Lavarsi entrambe le mani fino ai gomiti tre volte prima del Ghusl.

• Fare gargarismi tre volte.

• Passare la mani su tutto il corpo per assicurarsi che ogni parte sia stata accuratamente lavata.

• Pettinare i capelli con le dita per assicurarsi che l’acqua raggiunga le radici.

• (Solo per gli uomini) Compiere istibra’ prima del Ghusl al-Janabat. Istibra’, nel presente contesto, significa “orinare”.

Il beneficio dell’istibra’: se un liquido fuoriesce dal pene dopo aver completato il Ghusl, e si dubita se si tratti di seme o di urina, bisogna ripetere il Ghusl o no? Se si è compiuto istibra’ prima del Ghusl, si può dare per certo che il liquido è urina, e non ripetere il Ghusl, bensì semplicemente compiere wudhū’ per Salat. Ma, d’altra parte, se non si compie istibra’ prima del Ghusl, bisogna considerare che si tratta di un residuo di seme e compiere di nuovo il Ghusl.

°Ubaydullah al-Halabi narra che qualcuno chiese all’ Imam Muĥammad al-Baqir (as) a proposito di un uomo che compie il Ghusl e poi trova alcune gocce (dubbiose) (sul proprio pene), avendo già orinato prima di compiere il Ghusl (vale a dire, le gocce devono essere considerate orina o seme?). L’Imam disse: “Dovrà compiere solo wudhū’ (per la propria Salat). Ma se non avesse orinato prima del Ghusl, dovrebbe ripetere il Ghusl4.

La regola dell’istibra’ è valida solo per gli uomini. Sulayman bin Khalid chiese all’Imam Muĥammad al-Baqir (as) a proposito di un uomo che diventò ritualmente impuro a causa di un rapporto sessuale, e in seguito eseguì il Ghusl senza orinare. Dopo, perdette alcune gocce. L’Imam disse: “Deve ripetere il Ghusl”. Sulayman: “E nel caso che una donna abbia perdite di gocce simili dopo aver compiuto il Ghusl?” L’Imam disse: “Lei non deve ripetere il Ghusl”. Sulayman: “Qual è la differenza tra i due?” L’Imam disse: “{Una donna non deve ripetere il Ghusl al-Janabat} perché ciò che esce da lei proviene certamente dai {residui della} eiaculazione dell’uomo5.

G) Riassunto del Ghusl

Il seguente è un riassunto del Ghusl. Gli atti wajib del Ghusl sono in neretto, gli altri, quelli mustahab, sono scritti con carattere normale.

Rimuovere la najasat (impurità, cioè seme o sangue) con abbondante acqua dal corpo.

Fare Niyyat.

• Lavarsi le mani fino ai gomiti tre volte.

• Fare gargarismi tre volte.

Lavarsi dalla testa al collo; passarsi le mani sulla faccia e sul collo, e pettinare i capelli con le dita.

Lavarsi il lato destro del corpo dalle spalle ai piedi; includere anche alcune parti del lato sinistro. Mentre ci si lava, passarsi le mani sul corpo.

Lavarsi il lato sinistro del corpo dalle spalle ai piedi; includere anche alcune parti del lato destro. Mentre ci si lava, passarsi le mani sul corpo.

  • 1. Wasa'il, vol. 1, p. 485.
  • 2. Wasa'il vol 1, p. 489.
  • 3. Wasa'il vol 1, p. 489-490.
  • 4. Wasa'il, vol. 1, p. 517.
  • 5. Wasa'il, vol. 1, p. 482.

Glossario dei Termini di Uso Frequente

ĤARĀM: vietato, illecito. E’ necessario astenersi dagli atti ĥarām. Se qualcuno compie un atto ĥarām, sarà punito dalla corte islamica, o nell’Aldilà, o entrambe le cose.

IHTIYAT WAJIB: precauzione wajib. Ha lo stesso significato di wajib, con la differenza che ogniqualvolta un Mujtahid dica che “è precauzione wajib”, i suoi seguaci hanno l’opzione di lasciare il taqlid (smettere di seguirlo), per quanto riguarda il problema in questione, e seguire la fatwa del secondo Mujtahid di loro preferenza, sempre che abbia un’opinione distinta.

JA'IZ, ĤALĀL, MUBAH: permesso, concesso, legittimo, legale. Gli atti e le cose che sono permessi e legittimi. Non esiste ricompensa per compierli, né punizione per trascurarli.

MARJA' (pl. MARAJI'): letteralmente, significa il punto di riferimento. Si usa per descrivere i Mujtahidun di alto rango che sono un punto di riferimento per la gente.

MAKRUH: reprensibile, non raccomandabile, sconsigliato. Si usa per gli atti che non sono raccomandati, ma non sono ĥarām. Se una persona compie un atto makruh, non sarà punita; ciononostante, se si astiene dal compierlo, sarà ricompensata.

MUJTAHID, o FAQIH (pl. FUQAHA'): un giurista. Uno studioso di religione esperto nelle leggi islamiche, la Shari°ah. Di solito si usa per i Mujtahidun di alto rango, che sono seguiti dalla gente.

SUNNAT o MUSTAHAB: raccomandato, desiderabile, migliore. Si riferisce agli atti che sono raccomandati ma non wajib. Se una persona li trascura, non sarà punita; ciononostante, se li compie, sarà ricompensata.

WAJIB: doveroso, necessario, incombente. Un atto che deve essere compiuto. Una persona sarà punita per aver trascurato un atto wajib, per esempio, le preghiere quotidiane.