Verso una definizione di terrorismo


Verso una definizione di terrorismo

Titolo originale: Towards a definition of Terrorismo, dell’Ayatullah Shaykh Muhammad ‘Ali Taskhiri pubblicato nella rivista Al-Tawhid, Vol V No.1 (Muharram 1408 AH/1987 CE)

Terrorismo è un termine che in tempi recenti è stato molto diffuso dai mezzi di comunicazione di massa a livello mondiale. Questo articolo è stato presentato dall’autore, Direttore del Dipartimento per le Relazioni Internazionali dell’I.P.O., alla Conferenza Internazionale sul Terrorismo voluta dall’Organizzazione della Conferenza Islamica, Ginevra, 22-26 giugno 1987. Si tratta di un tentativo di definire il terrorismo e di collocarlo in una prospettiva mondiale.

L’organizzazione del Quinto Vertice Islamico ha sostenuto l’idea di una conferenza internazionale sotto la guida delle Nazioni Unite allo scopo di discutere l’argomento del terrorismo internazionale e di differenziarlo dalla battaglia dei vari popoli per le loro risapute cause nazionali e per la liberazione dei loro territori. Ciò significa che, durante questo incontro, dovremmo prendere in considerazione i seguenti punti:

1) Innanzitutto, prendere come riferimento alcune fonti islamiche per stabilire i criteri più importanti, per identificare i principi su cui si basano le azioni e le finalità dell’umanità, e per fare di questi principi la base del nostro giudizio nelle varie situazioni.

2) Esaminare la pura natura umana, non contaminata da nessuna considerazione strettamente legata ad interessi, al fine di identificare le regole umane che possono essere valide a livello internazionale come criterio umano generale. A questo scopo, i risultati dei nostri studi devono interessare i vari settori della scena internazionale e costituire un metodo di azione generalizzato.

3) Da questi principi islamici e umani, deduciamo una definizione generale esclusiva e che comprende tutto, cioè che si riferisce a tutti gli attributi del terrorismo e che esclude i criteri attinenti al terrorismo che non possono essere trattati in questo senso secondo i suddetti principi.

4) Poi dobbiamo applicare i criteri stabiliti in tutti i casi nazionali ed internazionali di terrorismo. Dobbiamo esaminare accuratamente ciascuno di essi secondo i risultati, e in seguito dare un giudizio appropriato e preciso che sia libero da ogni tipo di ambiguità o connivenza e attribuire ad ogni azione i giusti aggettivi.

Alla luce di questa introduzione, dobbiamo limitare il nostro studio ai seguenti punti:

Primo Punto

Non è necessario spiegare che ogni gruppo internazionale, ogni stato o meglio ogni comunità ha dei nemici e degli oppositori che intendono eliminarla, e, quando il conflitto diventa violento, ogni partito tenta di rovinare la reputazione dell’altro attribuendogli epiteti negativi, ad esempio “anarchico”, “criminale”, “illegale”, “disumano”, “terrorista”, e così via.

Possiamo inoltre notare che ognuno dei due partiti persiste con questi attributi allo scopo di creare una situazione in cui l’altro partito sia privato dei suoi diritti, con il pretesto di collaborare con il nemico o di complottare contro gli interessi legali.

Per concretizzare questo processo, ogni partito utilizza la sua influenza internazionale per convincere altri partiti a stare dalla sua parte sia nelle azioni sia nel supporto durante i dibattiti internazionali. L’argomento assume così un aspetto pubblico, e la vittoria in una certa situazione diventa un problema di convincimento ed influenzamento da parte della potenza della persuasione, piuttosto che una questione di ragionamento logico.

Di conseguenza, i sentimenti vengono influenzati e le sensazioni sono ingigantite dall’aumento di questi comportamenti motivati dai propri interessi, raggruppati ad esempio sotto il nome di “anti-terrorismo”.

Sicuramente, il terrorismo è umanamente condannabile (se non consideriamo i suoi motivi e obiettivi), e nessuno accetterebbe violazioni della dignità umana, della libertà, della proprietà, dell’onore, della sicurezza, del lavoro ecc. Questo sentimento è istintivo, puro e incontestabile.

Secondo Punto

:Se consideriamo da un lato il significato della parola “terrorismo”, e dall’altro le conseguenze e le tracce che ha lasciato nella vita umana, notiamo che il terrorismo si può verificare a diversi livelli.

C’è un terrorismo che danneggia la sicurezza, l’onore, la proprietà e così via; c’è un terrorismo culturale che distrugge l’identità umana, e conduce all’abisso della perdizione e di una vita senza scopo; c’è un terrorismo dell’informazione che priva l’uomo della libertà di respirare in un’atmosfera non inquinata. Possiamo citare altri tipi di terrorismo, ad esempio quello economico, scientifico, diplomatico, militare ecc.

Esiste comunque una divisione basata sulla natura dei nemici, che deve essere presa in considerazione. É la distinzione fra terrorismo ufficiale e non ufficiale.

Il terrorismo ufficiale - che è il più pericoloso - è costituito da tutte le azioni sostenute da una forza o da uno Stato internazionalmente riconosciuto, svolte o dall’esercito di quello stato o da singoli individui, oppure sotto forma di un’operazione a beneficio della suddetta forza. L’opposto di questo tipo di terrorismo è quello non ufficiale.

Terzo Punto

Per ogni azione o comportamento, dobbiamo soffermarci su due fattori determinanti:

1. Le ragioni del nemico.

2. L’accettabillitá umana dell’azione stessa.

Questi aspetti non sono inseparabili. I motivi personali del nemico possono sembrare accettabili per lui, ma non per gli altri. Viceversa, il nemico può non avere in mente uno scopo accettabile, o meglio può avere in mente uno scopo che egli percepisce come inaccettabile, ma che dal punto di vista degli altri può essere considerato un’azione accettabile.

Quindi, i punti di vista possono essere diversi nel giudicare se un’azione è morale o immorale (i giuristi usuli hanno condotto un valido lavoro di ricerca sulla base razionale per la differenziazione fra azioni morali e immorali, ma in questa sede non ci addentriamo in quest’ultimo.)

Qui è necessario affermare che nessuno dei fattori, considerati separatamente, è sufficiente a determinare l’accettabilità o la condanna di un’azione o a giudicarla positivamente o negativamente. Si deve mantenere un atteggiamento positivo riguardo entrambi i fattori per giudicare un’azione.

Di conseguenza, dobbiamo assicurare obiettività alla nostra indagine al fine di trovare un criterio per definire l’accettabilità umana di un’azione basandoci sui principi fondamentali sia dell’Islam sia del genere umano nel suo insieme.

Per quanto riguarda il punto fondamentale dell’Islam, dobbiamo fare riferimento ai principi, ai concetti e ai giudizi che si associano al problema del terrorismo – nel suo significato letterale – per dare una definizione generale del terrorismo condannabile, cioè quello che è rifiutato dall’Islam poiché sia contrario al processo di perfezione dell’essere umano determinato da Dio Onnipotente per gli uomini attraverso la natura umana e prescritto attraverso la rivelazione.

Riferendoci agli insegnamenti islamici, troviamo che l’Islam è molto esaustivo in questo settore, e notiamo che i giuristi islamici hanno studiato i vari aspetti correlati all’argomento.

Abbiamo i giudizi riguardo al-baghy, cioè una rivolta armata da parte di un gruppo contro un governo giusto e legittimo, all’intimidazione del pubblico generale, e al raggiungimento di obiettivi di divisione politica che danneggerebbe l’unità nazionale.

Abbiamo anche i giudizi riguardo al-haraba, definito come “l’uso di armi, sulla terra o in mare, di giorno o di notte, per intimidire la gente, in una città o in qualsiasi altro luogo, da parte di un uomo o di una donna, forte o debole.”

Dio Onnipotente nel Corano dichiara:

“La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliati la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso!” (Al Ma’idah 5:33).

Come si può notare, questo versetto cita l’argomento e l’obiettivo, definiti come guerra contro la società e diffusione della corruzione sulla terra. Viene inoltre citata la punizione severa inflitta ai nemici, che indica la preoccupazione dell’Islam riguardo a questo tema.

Ci sono inoltre leggi specifiche per il crimine e gli omicidi che possono essere citate a proposito. Allo stesso modo, nei testi islamici possiamo trovare termini associati alla questione specifica, ad esempio omicidio (al-fatk), decesso (al-ghila), e cospirazione (al-‘i’timar).

Ci sono anche testi che portano molto rispetto per i sostenitori, anche se più tardi si è scoperto che erano in favore dell’altro partito. Finchè si aderisce a queste prescrizioni, queste devono essere osservate.

Abbiamo inoltre le richieste del sistema etico islamico, che comprende concetti sconosciuti alla legge positiva, ancora profondamente radicati in questo sistema. Mentire, per esempio, può degenerare in un peccato più grave e diventare quindi calunnia.

Vediamo quindi che l’Islam tenta in tutti i modi di proteggere ogni tipo di libertà umana, e di difendere la dignità dell’individuo e della società, così come la coesione della società e l’integrità della famiglia, considerando ogni sorta di attacco su queste di essere un crimine atroce associabile alla più severa punizione che può andare dalla pena di morte alla crocifissione e così via.

Islam sostiene il principio della responsabilità personale, e considera qualsiasi attacco a persone innocenti come un crimine grave. Si basa sulla difesa del debole, dell’umile e dell’oppresso, e raccomanda la jihad per la loro protezione:

“Perché mai non combattete per la causa di Allah e dei più deboli fra gli uomini e le donne...” (An-Nisa’ 4:75)

Un musulmano deve lottare sempre per gli oppressi, fino a quando non ottengono i loro diritti.

Imam ‘Ali diede questo consiglio ai suoi due figli:

“Siate oppositori degli oppressori e difensori degli oppressi.”

Egli disse anche:

“Per me i più deboli sono nobili fino a quando non otterrò i diritti per loro, e i potenti sono deboli fino a quando non otterrò questi diritti da loro.”

Forse la citazione nel Sacro Corano della benedizione della sicurezz) è la migliore prova dell’importanza che attribuisce alla sicurezza.

“E li ha resi sicuri dalla paura” (Quraysh 106:4)

Però ci vuole molto tempo per analizzare tutti i problemi correlati. Comunque desideriamo affermare che il primo criterio per definire l’umanità di un’azione è l’intenzione di chi la compie e se l’accettabilità della sua azione è coerente con la spiritualità, le leggi e i concetti islamici.

Spostando la nostra attenzione al secondo aspetto da considerare, cioè la struttura generale dell’ umanità, possiamo accettare quei principi che sono unanimemente rispettati dal genere umano e quindi rappresentati dagli organi ufficiali, dalle organizzazioni popolari, dalla coscienza e dai sentimenti, come un’altra gamma di criteri per determinare la presenza di umanità o il contrario nelle intenzioni del nemico, e della sopracitata accettabilità (anche se noi crediamo che i due criteri si assomiglino.)

Come esempio di quello che dicevamo prima, possiamo attualmente notare unanimità nel genere umano nel considerare disumani i seguenti fenomeni:

• la prostituzione e la disintegrazione dei rapporti familiari;

• gli stupefacenti e la disintegrazione della personalità razionale dell’individuo;

• il colonialismo e l’intaccamento alla dignità umana dei popoli e lo sfruttamento delle loro risorse;

• il razzismo e la disintegrazione della fraternità umana;

• la violazione di tutti i diritti riconosciuti e il non rispetto delle convenzioni:

• bombardamenti in aree popolate, uso di armi chimiche in attacchi ad aerei civili, a ferrovie nazionali, in luoghi commerciali o turistici, e metodi simili che vengono universalmente condannati in guerra.

Non c’è dunque divergenza per quanto riguarda la natura disumana delle azioni precedentemente elencate. Quindi, queste ed altre violazioni suggeriscono il criterio accettabile che dovrebbe costituire la base della nostra definizione, e qualsiasi azione compiuta per eliminarli o per opporsi a questi è un’azione accettabile che deve essere sostenuta, purchè essa stessa non sia accompagnata da violazioni di altri valori umani.

Quarto Punto: definizione di Terrorismo

Alla luce di ciò che è stato precedentemente detto, possiamo arrivare ad una definizione completa degli atti terroristici, una definizione che è accettabile all’unanimità e su cui possiamo basare la nostra posizione. Ancora prima di indicare la definizione che suggeriamo, possiamo ricordare che in essa dobbiamo porre attenzione ai seguenti elementi:

• l’intimidazione e la violazione della sicurezza di qualsiasi tipo;

• presenza di intenzioni e motivi disumani;

• l’inaccettabilità dello scopo, dell’obiettivo e dell’atto stesso da parte dell’umanità.

conseguentemente, la nostra definizione potrebbe essere la seguente:

Il terrorismo è un’azione compiuta per raggiungere uno scopo disumano e corrotto (mufsid), e che comporta la violazione della sicurezza di qualsiasi tipo, e la violazione dei diritti riconosciuti dalla religione e dal genere umano.

Per chiarezza, dobbiamo aggiungere i seguenti punti:

1. Abbiamo usato il termine “umano” invece di “internazionale” per indicare un più ampio consenso, ufficiale o altrimenti, per enfatizzare l’aspetto umano generale dell’affermazione.

2. Abbiamo introdotto l’epiteto “corrotto” (mufsid) per indicare gli attributi che accompagnano gli obiettivi disumani, cioè la diffusione della corruzione sulla terra, e per comprendere in esso l’esortazione ad evitare questi obiettivi.

3. Ci siamo riferiti a diversi tipi di terrorismo con la frase “sicurezza di ogni genere.”

4. Abbiamo citato i due criteri, cioè religioso e umano, innanzitutto perché sono coerenti con il nostro pensiero, e poi per generalizzare il criterio.

5. Come si può notare, il fatto che un’operazione è violenta non costituisce una condizione per considerarla un atto terroristico.

Secondo la definizione precedente, dovremmo essere in grado di stabilire la natura di un’azione o di un’altra e di determinare se si tratta di un caso di terrorismo. Ribadiamo che la definizione non è applicabile ai seguenti casi:

a. atti di resistenza nazionale esercitati contro forze occupanti, colonizzatrici ed usurpatrici;

b. resistenza di popoli contro le cricche imposte loro dalla forza delle armi;

c. rifiuto di dittature o di altre forme di despotismo e sforzi per attaccare queste istituzioni;

d. resistenza alla discriminazione razziale e attacchi a chi ne fa propaganda;

e. ritorsione ad ogni aggressione se non c’è nessun’altra alternativa.

Allo stesso modo, la definizione non è applicabile a nessuna azione democratica non accompagnata da terrorismo anche se non ha un obiettivo accettabile. E non si applica neppure ad azioni di distruzione individuali se non hanno effetti sociali.

Comunque la definizione precedente si applica nei seguenti casi:

a. atti di pirateria sulla terra, in aria o per mare;

b. tutte le operazioni colonialistiche, comprese le guerre e le spedizioni militari;

c. tutte le azioni delle dittature contro i popoli e tutte le forme di protezione delle dittature, per non citare tutte le loro imposizioni alle nazioni;

d. tutti i metodi militari contrari alla pratica umana, come l’uso di armi chimiche, il bombardamento di aree popolate da civili, l’abbattimento di case, lo spostamento di civili, ecc.

e. tutti i tipi di inquinamento dell’ambiente geografico, culturale e dell’informazione. In verità, il terrorismo intellettuale è uno dei più pericolosi;

f. tutte le azioni che rovinano sfavorevolmente le condizioni dell’economia nazionale o internazionale, intaccano le condizioni dei poveri o degli indigenti, distruggono le nazioni con la scusa di vuoti socioeconomici, incatenano gli stati con debiti esorbitanti;

g. tutte le azioni cospiratorie con lo scopo di distruggere la determinazione delle nazioni per la liberazione e l’indipendenza, e di imporre loro accordi disastrosi.

La lista degli esempi che si possono abbinare a questa definizione è quasi senza fine.

Quinto Punto

Anche se si sono tenuti molti incontri e sono stati compiuti numerosi tentativi per combattere il terrorismo, generalmente sono falliti a causa dei seguenti motivi:

1. Non erano basati su considerazioni umane internazionali, ma avevano principalmente lo scopo di raggiungere specifici interessi.

2. Non avevano nulla a che vedere con le circostanze che portano al terrorismo, e neppure indagavano sui veri motivi del terrorismo. In verità è divertente il fatto che gli Stati Uniti d’America, la madre del terrorismo internazionale, e l’autore di tutti i fenomeni di oppressione e sottomissione di popoli, rafforzando i regimi dittatoriali e sostenendo l’occupazione di territori e gli attacchi selvaggi in aree abitate da civili ecc., tenti di organizzare conferenze per combattere il “terrorismo”, ossia tutte quelle azioni che sono in conflitto con i suoi interessi di imperialismo.

Uccidere una persona in una foresta è un peccato imperdonabile,
ma il massacro di una nazione pacifica è una questione discutibile.

Comunque, la vera cura per il terrorismo – in particolare per gli atti di terrorismo individuale – secondo la nostra opinione consiste nell’eliminare le condizioni che l’hanno generato.

Islam, nel trattare tutti i casi di sviamento, accentua fortemente questo aspetto. Tenta innanzitutto di ricreare l’ambiente sociale e di eliminare tutto ciò che induce al crimine.

Inoltre sottolinea l’importanza del controllo di se stessi attraverso l’educazione dell’anima e dando alla mente un’unica educazione umana che causa spontaneamente l’allontanamento da qualsiasi trasgressione delle leggi umane e dalle regole prescritte dalla Shari’a.

Inoltre, l’Islam non manca di un codice di sanzioni realistico, flessibile e che comprende tutto, che giudica i fatti in rapporto ai loro effetti sulla società.

Tornando alla nostra realtà attuale, dobbiamo ricercare il sopravvento di un sistema giusto e la prevenzione delle aggressioni e delle violazioni dei diritti degli altri popoli.

Nei casi in cui una persona si permette di commettere un atto terroristico o un’aggressione, l’intera umanità è contro di lui.

Se però fallisce il tentativo di esaudire questa richiesta, tutti i nostri provvedimenti sono a livello locale e palliativi; anche se potrebbero alleviare la sofferenza, non possono eliminare la causa del malessere.

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