The Story Of Fadak - Animation Video

The land of Fadak was a personal possession of Prophet Muhammad (S), however after his death it was confiscated and administered as public property despite the objections of Lady Fatimah al-Zahra' (A). How did lady Fatimah (A) express those objections and how did she deal with those who oppressed her?

Fadak was a large garden oasis around 200 kilometres north of Madina, owned by the Jewish community of Fadak. It was a fertile land known for its water worlds and dates which contributed greatly to the wealth of that region. When the Muslims won the battle of Khaybar in seventh Hijri, the land of Fadak was given as a bounty to Prophet Muhammad, and he had complete control over the fate of this land. On the basis of this authority, the Prophet decided to gift this land to his beloved daughter, Lady Fatimah, and it was in her possession during the life of the Prophet.

However, unfortunate events transpired immediately after the demise of the Prophet and the first Caliph Abu Bakr decided to seize this land from Lady Fatimah as it provided enormous political and financial benefit for the caliphate.

Lady Fatimah approached the Caliph to argue for her rights and argued that the land was a gift given to her by her father, and she already had possession of it during her father's life. However, the Caliph ignored this position of hers and told her to produce witnesses for her claim, something one does not have to do in an Islamic court if they are already in possession of something. Despite this, Lady Fatimah brought some witnesses for her claim, namely her husband, Imam Ali, and Umm Ayman, an early female convert to Islam who was promised heaven by the Prophet.

Abu Bakr rejected their testimonies on the grounds that these testimonies can only be accepted if they were from two males or one male and two female witnesses. As Lady Fatima realised that the claim to Fadak as a gift would no longer be entertained by the Caliph, she resorted to argue for its ownership through inheritance that the Prophet had left behind.

On that point, the Caliph cited a narration which he heard from the Prophet where he said, "We the Prophets do not leave behind inheritance". This narration was a report that no one from amongst the senior companions had ever heard from the Prophet. But for argument's sake, even if it were true, it could not be taken as a literal legal statement, rather symbolic of the fact that the most valuable things that Prophets leave behind are not worldly possessions. Rather, it is their knowledge and guidance. And it is for this reason why all Muslims narrate the famous narration from the Prophet, where he says, "Scholars are the inheritors of the Prophets".

When Lady Fatimah heard the response of Abu Bakr, she responded, "It is written in the Book of Allah that you receive your father's inheritance, but I do not? Has the Prophet not said that the right of a person is that his offspring are protected?" Unfortunately, none of these arguments moved the Caliph, who was adamant in keeping Fadak in the possession of the Caliphate.

And for this reason, Lady Fatimah, the leader of the ladies of paradise became so angry and upset with Abu Bakr. She refused to speak with him until she passed away a few months later. What is more she asked her husband, Imam Ali to bury her in the darkness of the night without informing Abu Bakr in protest.
 

Fadak era una grande oasi giardino a circa 200 km a nord di Madina, di proprietà della comunità ebraica di Fadak. Era una terra fertile conosciuta per i suoi pozzi d'acqua e per i datteri che contribuivano notevolmente alla ricchezza di quella regione. Quando i musulmani vinsero la battaglia di Khaybar nel 7 dopo l'Egira, la terra di Fadak fu data al Profeta Muhammad [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] come spoglia di guerra ed egli aveva il pieno controllo sul destino di questa terra. In base a questa autorità, il Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] decise di donare questa terra alla sua amata figlia, la nobile Fatimah [la pace di Dio sia su di lei], e così [Fadak] era già in suo possesso durante la vita del Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia]

Tuttavia subito dopo la morte del Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] si verificò una serie di sfortunati eventi e il primo califfo, Abu Bakr, decise di confiscare questa terra alla nobile Fatimah [la pace di Dio sia su di lei] in quanto il suo possesso forniva al califfato enormi vantaggi politici ed economici.

La nobile Fatimah [la pace di Dio sia su di lei] si presentò al califfo per sostenere i propri diritti e affermò che la terra era un dono di suo padre e che lei ne era già in possesso durante la vita di suo padre. Il califfo però ignorò questa sua posizione e le disse di presentare dei testimoni a sostegno della sua rivendicazione, cosa che non si deve fare in un tribunale islamico se si è già in possesso di qualcosa. Nonostante questo la nobile Fatimah [la pace di Dio sia su di lei] portò come testimoni suo marito, l'Imam 'Ali, e Umm Ayman, una donna convertita all'Islam cui il Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] aveva promesso il paradiso.

Abu Bakr respinse le loro testimonianze sostenendo che poteva essere accettata soltanto la testimonianza di due uomini o di un uomo e due donne. Quando si rese conto che la rivendicazione del Fadak come dono non sarebbe stata presa in considerazione dal califfo, la nobile Fatima [la pace di Dio sia su di lei] ricorse all'argomento dell'eredità lasciata dal Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] per provarne la proprietà.

A questo il califfo rispose citando una narrazione che affermava di avere sentito dal Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] che diceva: "Noi profeti non lasciamo eredità". Nessuno tra i vecchi compagni aveva mai sentito questa narrazione del Profeta. Ma anche ammettendo per amor di discussione che questa narrazione sia autentica, non dovrebbe essere presa in senso letterale come una dichiarazione legale, piuttosto come un'affermazione simbolica del fatto che le cose più preziose lasciate in eredità dai profeti non sono i beni terreni ma la loro conoscenza e la loro guida. Ed è per questa ragione che tutti i musulmani conoscono la famosa narrazione del Profeta [la pace di Dio sia su di lui e sulla sua famiglia] che dice: "Gli studiosi sono gli eredi dei profeti".

Quando la nobile Fatimah sentì la risposta di Abu Bakr, rispose: "Nel Libro di Allah c'è scritto forse che tu ricevi l'eredità di tuo padre e io no? Il Profeta non ha forse detto che ognuno ha il diritto di assicurare una protezione ai propri figli?" Purtroppo nessuno di questi argomenti smosse il califfo, che era irremovibile nel mantenere Fadak in suo possesso.

E per questo motivo la nobile Fatimah [la pace di Dio sia su di lei], la signora delle donne del Paradiso, si arrabbiò e molto con Abu Bakr. Si rifiutò di parlare con lui fino a quando morì, alcuni mesi dopo. Inoltre ella chiese a suo marito, l'Imam 'Ali, di seppellirla nell'oscurità della notte senza informare Abu Bakr per protesta.
 

Fadak war eine große Gartenoase etwa 200 Kilometer nördlich von Madina, die der jüdischen Gemeinde von Fadak gehörte. Es war ein fruchtbares Land, das für seine Wasserpracht und Datteln bekannt war, die wesentlich zum Reichtum dieser Region beitrugen. Als die Muslime im siebten Hijri die Schlacht von Khaybar gewannen, wurde das Land von Fadak dem Propheten Muhammad geschenkt, und er hatte die volle Kontrolle über das Schicksal dieses Landes. Aufgrund dieser Befugnis beschloss der Prophet, dieses Land seiner geliebten Tochter Fatimah zu schenken, und es blieb während des Lebens des Propheten in ihrem Besitz.

Unmittelbar nach dem Tod des Propheten ereigneten sich jedoch unglückliche Ereignisse, und der erste Kalif Abu Bakr beschloss, dieses Land von Lady Fatimah zu übernehmen, da es dem Kalifat enorme politische und finanzielle Vorteile brachte.

Lady Fatimah wandte sich an den Kalifen, um ihre Rechte geltend zu machen, und argumentierte, dass das Land ein Geschenk ihres Vaters sei und sie es bereits zu Lebzeiten ihres Vaters besessen habe. Der Kalif ignorierte jedoch ihren Standpunkt und forderte sie auf, Zeugen für ihren Anspruch zu benennen, was man vor einem islamischen Gericht nicht tun muss, wenn man bereits im Besitz von etwas ist. Trotzdem brachte Lady Fatimah einige Zeugen für ihren Anspruch mit, nämlich ihren Ehemann, Imam Ali, und Umm Ayman, eine früh zum Islam konvertierte Frau, die der Prophet das Paradies versprochen hatte.

Abu Bakr lehnte ihre Zeugenaussagen mit der Begründung ab, dass diese nur dann akzeptiert werden könnten, wenn sie von zwei männlichen oder einem männlichen und zwei weiblichen Zeugen stammten. Als Lady Fatima erkannte, dass der Kalif den Anspruch auf Fadak als Geschenk nicht mehr anerkennen würde, argumentierte sie mit dem Erbe, das der Prophet hinterlassen hatte.

Zu diesem Punkt zitierte der Kalif eine Erzählung, die er vom Propheten gehört hatte, in der dieser sagte: "Wir, die Propheten, hinterlassen kein Erbe". Diese Erzählung war ein Bericht, den niemand von den älteren Gefährten jemals vom Propheten gehört hatte. Aber selbst wenn sie wahr wäre, könnte sie nicht als wörtliche Rechtsaussage verstanden werden, sondern als Symbol für die Tatsache, dass die wertvollsten Dinge, die die Propheten hinterlassen, keine weltlichen Besitztümer sind. Vielmehr ist es ihr Wissen und ihre Führung. Und aus diesem Grund überliefern alle Muslime die berühmte Erzählung des Propheten, in der er sagt: "Die Gelehrten sind die Erben der Propheten".

Als Lady Fatimah die Antwort von Abu Bakr hörte, antwortete sie: "Im Buch Allahs steht geschrieben, dass du das Erbe deines Vaters erhältst, aber ich nicht? Hat der Prophet nicht gesagt, dass das Recht eines Menschen darin besteht, dass seine Nachkommen geschützt werden?" Leider konnte keines dieser Argumente den Kalifen überzeugen, der darauf beharrte, Fadak im Besitz des Kalifats zu belassen.

Und aus diesem Grund wurde Lady Fatimah, die Anführerin der Paradiesdamen, so wütend und verärgert über Abu Bakr. Sie weigerte sich, mit ihm zu sprechen, bis sie einige Monate später verstarb. Mehr noch, sie bat ihren Mann, Imam Ali, sie in der Dunkelheit der Nacht zu begraben, ohne Abu Bakr aus Protest darüber zu informieren.