What Does It Mean To Wait For Imam Mahdi (AJ)?

Our concept of Zuhoor (appearance), how we perceive it, and understand it, then feeds into how we understand and apply the meanings of Intidhaar (waiting) as well. So Zuhoor or appearance can sometimes lead to anxiety, or it can sometimes lead to hope, depending on how we perceive it. If we are actually waiting for something or someone to physically appear in front of us and say, I am the Saahib of the time, and then I am going to put all those actions that I have been, all those plans that I have been deliberating on into action, just waiting for that Zuhoor button to be pushed.

Then it comes with all this anxiety when, how, what precedes it. In fact, sometimes when we talk about the signs, it brings anxiety before the pleasure. So there is so much that we will have to navigate before we actually see that beautiful face of the Imam of our time. And that will require a lot from us.

And at the same time, this Zuhoor, if I perceive it to be a Zuhoor or the appearance of the Wilayah of my Mowla into my intellect, into my 'aqaaid, into the way I deal with my fellow human beings and my family members, then as a concept of what Zuhoor represents has already dawned into my lifet, i is already a part of my life.

And when that becomes a part of me, that anxiety somehow turns into hope as well. So, now I am hopeful of Zuhoor because even though I do not see my Mowla, my Mowla sees me. He is around me. And that yaqeen sort of translates into a sign of hope. And I think what we go through these challenging times, it's very important to navigate through that anxiety and find that ray of hope to hold onto. And the love of that Zuhoor gives it to us.

Now, depending on how we understand the Zuhoor comes the concept of Intidhaar as well. Intidhaar is a connotation of looking out for something. So God forbid, if we are at a waiting room of some sort, you see the kind of look that people have in their eyes is a different kind of look that they would have at another place where they are not waiting. That look of waiting is that focused look, that intentional look. Either looking for that number to appear on the screen, or either looking for that door to open when that guest is going to reappear. So you have that focused look.

So, I think when we think of Intidhaar as not just waiting, but waiting with a focus and waiting with a plan, then it changes our Intidhaar period from passive waiting into proactive waiting.

So, now when I wait, I have a focus in this waiting. And while I'm focusing on the reformer to appear, I am taking whatever steps that I can to reform my 'aqaaid. Keep on the lookout, so now my lookout is for my 'aqaaid; the loopholes where maybe my faith needs to be mended, tou know, the Islaah (reform) has to be done.

I am looking more focused into my A'maal (actions) while I wait, I'm not just waiting for things to happen, but I am having this,  I am intentionally checking what my deeds are like. How am I going to present myself to the Imam? So there is a focus to look into my A'maal. I am asking questions. I am making amends where I need to.

I am also taking a focused look at my Akhlaaq (Ethics); it is not just my 'aqaaid, it is not just my A'maal, it is also my interactions with my family members, with my community members, with humanity at large. Am I serving as a representative of the Savior while humanity waits for him?

Il nostro concetto di 'zuhur' ('riapparizione'), come lo percepiamo e lo comprendiamo, dipende da come comprendiamo e applichiamo il significato dell''intidhaar' (l'attesa). Così lo 'zuhur' (o 'riapparizione') può provocare ansia o condurre alla speranza, a seconda di come lo percepiamo.

Se aspettiamo che qualcosa o qualcuno appaia fisicamente davanti a noi e ci dica: "Io sono il saahib del tempo e metterò in atto tutte le azioni, tutti i piani che ho stabilito" e ci limitiamo ad attendere che questo pulsante del 'zuhur' venga premuto, allora questa attesa comporterà ansia: quando, come, cosa lo precede...? Infatti a volte parlare dei segni [della 'riapparizione'], ci fa provare ansia prima che piacere. Sono così tante le cose che dovremo attraversare prima di vedere effettivamente il bel volto dell'Imam del nostro tempo! E questo richiederà molto da parte nostra.

E allo stesso tempo questo 'zuhur', se lo percepisco come uno Zuhur o 'riapparizione' della 'wilayah' [Governo, autorità] del mio 'mowla'[guida, signore] nel mio intelletto, nel mio 'aqaaid' [credo, convinzioni], nel modo in cui mi comporto con gli altri esseri umani e con i membri della mia famiglia, allora il concetto di ciò che lo 'zuhur' rappresenta, è già un fatto nella mia vita, è già parte della mia vita.

E quando questo diventa parte di me, in qualche modo anche l'ansia si trasforma in speranza. Così adesso ho speranza nello 'zuhur', perché anche se io non vedo il mio 'mowla', il mio 'mowla' vede me. Mi è vicino. E questa 'yaqin' [certezza] si traduce in una specie di segno di speranza. E penso che mentre viviamo in questi tempi difficili sia molto importante passare attraverso quell'ansia e arrivare trovare quel raggio di speranza cui aggrapparsi. Ed è l'amore di quello 'zuhur' che ce lo dona.

Ora, a seconda di come intendiamo lo 'zuhur' cambia anche il concetto di 'intidhaar' ['attesa']. 'Intidhaar' significa 'cercare qualcosa con lo sguardo'. Così - Dio non voglia - se ci troviamo in una sala d'attesa di qualche tipo, vediamo che il tipo di sguardo che le persone hanno negli occhi è di tipo diverso dallo sguardo che avrebbero in un altro posto in cui non stanno aspettando. Quello sguardo di attesa è uno sguardo concentrato, uno sguardo intenzionale. O [pensiamo a] quando si cerca di vedere se un numero appare sullo schermo o se la porta si apre quando l'ospite sta per riapparire: abbiamo quello sguardo concentrato.

Quindi penso che, quando per 'intidhaar' non intendiamo soltanto un'attesa, ma un'attesa vigile e un'attesa con un piano, allora il nostro periodo di 'intidhaar' cambia da un'attesa passiva a un'attesa proattiva.

Così, ora, mentre aspetto, ho un punto focale in questa attesa. E mentre mi concentro sul riformatore che deve apparire, faccio tutto il possibile per riformare il mio "aqaaid". Continuo a stare in guardia, ma ora sto in guardia rispetto al mio 'aqaaid, ripetto alle scappatoie per cui forse la mia fede ha bisogno di essere corretta, ha bisogno di 'islaah' ('riforma'). Metto più attenzione nelle mie 'a'maal' (azioni) mentre aspetto, non sto soltanto aspettando che le cose accadano, ma sto facendo questo: sto esaminando intenzionalmente le mie azioni. Come mi presenterò all'Imam?

C'è dunque un'attenzione nel considerare le mie 'a'maal'. Mi sto facendo delle domande. Sto facendo ammenda dove è necessario. Sto anche esaminando la mia 'akhlaaq' [etica, comportamento]: non si tratta soltanto del mio 'aqaaid', non si tratta soltanto delle mie 'a'maal', ma anche delle mie interazioni con i membri della mia famiglia, con i membri della mia comunità, con l'umanità in generale. Sto servendo da rappresentante del Salvatore mentre l'umanità lo aspetta?