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Nubuwwah, Profezia

Come ho detto prima, la società ha bisogno di regole e leggi per preservare la pace e la giustizia e la legge non può essere completamente imparziale a meno che non sia creata da Allah (SwT). Ma vi ho detto ancor prima che Allah (SwT) non può essere visto, non può apparire Egli stesso davanti agli esseri umani per dare loro la Sua legge. Quindi, Allah (SwT) nomina qualcuno che Lo rappresenti sulla Terra.

Il Vicario / Luogotenente di Allah (SwT) è detto ‘Profeta’. Come uno specchio ha una parte luminosa per ricevere la luce e un’altra parte per rifletterla, così un Profeta ha la più alta purezza spirituale, che lo rende capace di ricevere il messaggio divino e un corpo umano che lo rende capace di comunicare questo messaggio agli esseri umani suoi simili.

Il fine della profezia è duplice: in primo luogo avvicinare l'uomo ad Allah (SwT) e in secondo luogo portare la pace e la felicità nel mondo.

Secondo il nostro credo, tutti i Profeti erano infallibili e senza peccato. Supponiamo che ci sia un uomo, proprio come noi, che commetta o puó commettere peccati o errori, e che un tale uomo affermi di essere stato inviato da Allah (SwT) come Profeta per condurre la gente sulla retta via.

Naturalmente la gente non potrebbe credere che ciò che egli dice sia la verità, tutta la verità e niente altro che verità, poiché ogni sua parola ha le premesse per essere sbagliata. Così egli stesso non può nemmeno esigere rispetto incondizionato e obbedienza certa da parte del suo popolo. Perciò, per portare avanti la Missione di Allah (SwT), era necessario che i Profeti fossero infallibili e senza peccato.

Ai Profeti furono dati i miracoli come credenziali. I miracoli, secondo il nostro credo, sono quelle prestazioni che non sono impossibili, ma che non possono essere fatte senza attrezzature idonee, farmaci o allenamento. Il Profeta invece, le compie senza alcun allenamento e senza alcuna attrezzatura. Guarire i ciechi e i lebbrosi non è impossibile. Ma Gesù Cristo li curava senza medicine, e questo fu il suo miracolo. Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) fece innumerevoli miracoli, ma il suo miracolo vivente più grande è il Corano.

Quando il Profeta (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) salì da vivo in cielo e al suo ritorno raccontò ciò che era accaduto, i suoi nemici dissero:”Com’è possibile che sia andato in paradiso col corpo?” Ma noi abbiamo creduto fin dal principio che, se un infallibile Profeta dice che sia stato in paradiso, (andarci col corpo) non era impossibile. Ora le recenti scoperte della scienza hanno provato che avevamo ragione. Là dove gli scienziati cercano di andare con le navi spaziali, Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) andò senza il supporto di alcuna macchina e questo fu il suo miracolo.

Il Corano dice che Dio ha mandato Profeti in ogni parte del mondo. La loro fede di base era la stessa. Secondo il credo comune (a tutti i musulmani) circa centoventiquattromila Profeti sono stati mandati da Dio. Adamo fu il primo di essi e Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) l'ultimo.

Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) ha portato l'Islam che l'Ultima Religione Divina e che cancella tutte le religioni precedenti. L'Islam è destinato a tutto il mondo senza distinzioni di colori e origini. Gli insegnamenti islamici sono incarnati dal Corano che è il Libro di Allah (SwT). Esso fu rivelato a Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) nel corso dei ventitre anni della sua profezia.

Sintesi Della Vita Del Profeta

A questo punto non sarà fuori luogo una breve sintesi della vita del Profeta dell'Islam. Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) nacque nel 567 d.C. a Mecca. Era l'unico figlio di Abdullah e Amina. Suo nonno Abdul-Mutalib, figlio di Hashim, era uno dei capi dei Quaraish. Abdullah, il padre di Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) morì circa quattro mesi prima della sua nascita, ed egli perse sua madre quando aveva sei anni.

Il nonno allora si prese cura dell'orfano, peró lui anche morì a sua volta quando Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) aveva otto anni. In punto di morte Abdul-Mutalib affidò il bambino alle cure di suo figlio, Abu-Talib, che era un uomo povero ma molto rispettato. Abu-Talib e sua moglie, Fatima-bint-Asad, mostrarono per Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) più amore e attenzione di quanto non avessero mai fatto per i loro propri figli.

Dalla prima infanzia fino all’età di quarant’anni Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) mostrò tutti i nobili tratti del più alto carattere umano, il che ispirava rispetto a chiunque lo conoscesse. Gli Arabi gli conferirono il titolo di ‘as-Saddiq al-Amin’ (‘Il sincero e il fidato’).

All'età di venticinque anni sposò una nobile signora, Khadija, che diede alla luce l’unica dei suoi figli che sia sopravvissuta, Fatima, la Signora del Paradiso. All'età di quarant’anni anni fu chiamato alla missione profetica da Allah (SwT). I primi che accettarono la sua chiamata furono quelli che gli erano più vicini nella vita quotidiana: Khadija, sua moglie, fu la prima persona ad accettare l’Islam. Suo cugino Alì, figlio di Abu-Talib, fu il primo uomo a seguirlo. Poi vengono i nomi di Zaid ibn Harith, Abu Bakr, Arquam e così via.

La diffusione dell'Islam all’inizio fu una missione segreta. Ma tre anni dopo la prima rivelazione, venne l'ordine:

“E avverti i tuoi parenti più prossimi” (Ash Shu’ara 26:214).

Avendo ricevuto quest’ordine, il Profeta disse Alì di organizzare una festa. Quando tutti gli invitati furono riuniti e la festa ebbe inizio, il Profeta disse:

“Sono stato mandato a voi da Dio e vi ho portato le buone notizie per questo mondo e per la vita dell’Oltre: Chi fra voi mi aiuterà in questa grande impresa? Chiunque accetti questa responsabilità sarà il mio wazir (visir), mio fratello e il mio successore”.

Nessuno si fece avanti, soltanto Alì si alzò in piedi e disse: “O Profeta di Dio! Io ti aiuterò e sono pronto a sacrificare tutto al tuo comando”. Per tre volte il Profeta fece loro la stessa domanda e per tre volte fu soltanto Alì ad assicurargli che l'avrebbe aiutato con tutte le sue forze. Alla fine il Profeta dichiarò:

“O popolo dei Quraish! Ascoltatemi! Ecco Alì, che è il mio visir, mio fratello e successore. Ascoltatelo e obbeditegli”.

La gente se ne andò scherzando con Abu-Talib, padre di Alì, dicendogli che avrebbe dovuto obbedire al proprio figlio. L’anno seguente fu la prova che non era una cosa da ridere.

L’esplodere del Profeta nell’aperta denuncia degli idoli ancestrali dei Quraisch, infiammò tutta l'Arabia. All’inizio il risentimento li portò ad accostare AbuTalib, suo zio e tutore, per persuaderlo a far tacere il nipote. Abu-Talib portò a Muhammad il loro messaggio. Muhammad rispose:

“Zio caro, anche se mi mettessero il Sole nella mano destra e la Luna nella sinistra per distogliermi dal lavoro che Allah (SwT) mi ha incaricato di compiere, non li ascolterei”. Dicendo questo scoppiò in lacrime.

Abu-Talib disse: “Vai in pace, figlio mio! Fai tutto ciò che vuoi, per Dio! Non ti abbandonerò”.

Questa decisione di Abu-Talib fece infuriare i Quraish. Come ultimo tentativo avvicinarono Muhammad stesso. Gli dissero:

“Se la tua ambizione è acquisire ricchezze, ammasseremo per te tante ricchezze quante ne puoi desiderare; e se aspiri al potere e all'onore, siamo pronti ad accettarti come nostro re e signore; se ti piace la bellezza, avrai la mano della più bella ragazza del paese”.

La risposta di Muhammad fu breve e chiara:

“Non voglio ricchezze né potere né bellezza. Sono stato incaricato da Allah (SwT) come ammonitore all'umanità, vi sto comunicando il Suo messaggio. Se lo accettate, sarete ricompensati in questa vita e nell'altra, e se lo rifiutate, in verità, Dio deciderà fra me e voi”.

Così per i musulmani iniziarono le più amare persecuzioni nei primi anni della loro nascita per mano dei Meccani. L'Islam stava facendo progressi lenti ma sicuri. Allo stesso tempo le persecuzioni e le torture inflitte ai poveri musulmani crescevano in intensità di giorno in giorno. Il Profeta ordinò ad alcune centinaia di musulmani di entrambi i sessi di cercare rifugio nel paese cristiano dell'Abissinia. Jafar, il terzo figlio di Abu-Talib, era a capo di questa carovana. Negus, Re dell’Etiopia a quel tempo, li ricevette con onore, e, come dice la storia, dopo poco tempo si convertì all'Islam egli stesso. L'Africa può essere orgogliosa del fatto di aver dato rifugio ai poveri musulmani quando erano perseguitati nel loro paese d'origine, e quando si redigerà una lista dei re musulmani, il nome di Negus, il re africano, vi figurerà per primo.

Dopo 7 anni di queste atrocità, i Quraisch decisero di boicottare i Banu Hashim, la famiglia di Muhammad, poiché si erano sempre rifiutati di rinnegarlo. Passarono tre anni di inenarrabili difficoltà e i Banu Hashim soffrirono torture tali che erano al di sopra della sopportazione umana. Alla fine, i Quraish stessi si vergognarono del loro comportamento disumano, ma non revocarono il bando. Poi avvenne un miracolo ed il bando fu revocato dopo più di tre anni.

Poco dopo, come diretta conseguenza di queste sofferenze, Abu Talib e Khadija morirono. Proprio nel momento in cui Muhammad si trovava in forte bisogno della protezione del suo amato zio e del conforto di sua moglie, la mano della morte glie li portò via entrambi. Ora i Quraisch avevano le mani libere nell’affrontare Muhammad e i suoi seguaci: non persero tempo e decisero che Muhammad sarebbe stato ucciso in una determinata notte.

Muhammad (la pace sia su di lui e sulla sua progenie) sotto la guida divina, chiese Alì di dormire nel suo letto affinché i Meccani non si accorgessero della sua assenza, e partì da Mecca per Medina, 280 miglia da Mecca. Abu Bakr lo accompagnò per sua propria scelta. Questo evento che fa epoca nella storia dell'Islam segna l’inizio dell'Era Musulmana, chiamata ‘Egira’.

I Meccani non lasciarono in pace Muhammad nemmeno a Medina. Lo attaccarono più e più volte. Dopo sei anni di continue ansietà, Muhammad concluse un trattato di pace con i Meccani, i cui termini apparivano umilianti, per mantenere la pace nel paese. Ma i Quraish violarono anche questo trattato di pace dopo meno di due anni. Ora vedendo che non rimaneva altra scelta, Muhammad marciò su Mecca e fece ingresso senza spargimento di sangue nella città da cui otto anni prima era sgusciato via come un fuggitivo cui si dà la caccia.

I Meccani, ricordando perfettamente il loro passato nero e vergognoso, avevano paura di lui. Ma furono sorpresi di sentire il Profeta dire:

“Non c’è alcuna riprovazione per voi. Possa Dio perdonarvi, poiché Egli è misericordioso e vi ama, andate; andate, siete liberi”.

Tre anni prima di morire, il Profeta andò a Mecca per il suo ultimo pellegrinaggio. Durante il viaggio di ritorno ordinò alla carovana di fermarsi in un luogo chiamato Ghadir Khumm. Era un luogo in cui si incrociavano varie strade. Era mezzogiorno e il sole d’Arabia batteva con tutto il suo ardore sulla terra assetata. Un palco estemporaneo venne preparato per il Profeta ed egli tenne un lungo Khutbeh (sermone) alla fine del quale chiese ai musulmani:

“Non possiedo io più autorità su di voi di quella che avete voi stessi?”

Essi risposero tutti: “Certo o Messaggero di Allah (SwT)!”

Allora il Profeta prese le mani di Alì e mostrandolo agli astanti, dichiarò:

“Di colui di cui io sono la sua guida, anche Alì è la sua guida”.

Dicendo questo, alzò le braccia di Alì e lo mostrò agli astanti. Poi ordinò loro di salutare Alì come il loro Amir ( cioè capo e guida). Meno di tre mesi dopo questa dichiarazione il Profeta morì a Medina.

L'annuncio A Khum

Il resoconto dettagliato si trova, fra centinaia di libri, anche nel Kanz al-'ummal, il famoso libro di tradizioni (vol.6, pag. 390, 397 e 399) e nel Khasa'is (di an-Nasa'i, p.48). Da questi resoconti possono essere citate qui le seguenti parole del Profeta:

“Ricordate! Mi lascio dietro fra voi due cose molto preziose - una di esse è più grande dell'altra: 1) Il Libro di Allah (SwT) che è la fune di Allah (SwT) dal Cielo alla Terra e l’altra 2) i miei discendenti, che sono i membri della mia famiglia. Badate dunque a come vi comportate con loro e, in verità, queste due cose non si separeranno l’una dall'altra finché essi non verranno da me (in Quiyamat) al Kauthar…. In verità, Allah (SwT) è la mia guida ed io sono la guida di ogni credente”.

Poi prese le mani di Alì nelle sue e disse:

“Colui di cui io sono la guida, Alì è la sua guida….”.

Questa tradizione, tutta intera o parziale, è narrata in ogni libro di tradizioni degno di questo nome.

Non ci sono prove di questo fatto, alcuni musulmani cercano di interpretarlo in qualche altro modo, ma il fatto è indiscusso. Il famoso studioso di Ahle-Hadith (conosciuto generalmente come al-Wahabiyyah) Nawab Siddiq Hassan di Bhopal, dice: “Hakim Abusaid dice che le tradizioni di “le due cose più preziose” e di “ chi ha me per guida, Alì è la sua guida” sono ‘Mutawatir’, cioè narrate da talmente tanta gente che non ci possono essere dubbi sulla loro autenticità, a causa del gran numero di compagni che le ha raccontate, Muhammad Bin Jarir ha scritto queste due traduzioni con 75 diverse catene di trasmettitori (Minhadj al-wusul, page 13).

Ho tralasciato molti avvenimenti della vita del Profeta, poiché molti di essi sono largamente conosciuti. Qui ho menzionato soltanto di quegli eventi che, nonostante siano comunemente narrati nelle storie arabe, nelle tradizioni e nei commentari del Corano, non sono conosciuti, per una ragione o l'altra, dal pubblico di lingua non araba.