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Parte Prima: Conoscere Iddio e il Tawhid

Conoscere Iddio e il Tawhid1

1. L’esistenza dell’Onnipotente Altissimo

Noi crediamo che Iddio Altissimo è il creatore dell’intero universo, e che i segni della Sua magnificenza, onniscienza ed onnipotenza traspaiono da ogni essere di questo immenso universo: sono presenti dentro di noi, nel mondo animale e in quello vegetale, nelle stelle, nei mondi superiori, dappertutto!

Noi crediamo che più riflettiamo sui segreti insiti negli esseri del creato, meglio comprendiamo la magnificenza del Suo Puro Essere, l’immensità della Sua sapienza e della Sua potenza. Con il progresso del sapere umano ogni giorno si aprono dinanzi a noi nuove porte della Sua sapienza e della Sua saggezza, che elevano il nostro pensiero, accrescendo di giorno in giorno il nostro amore per Lui, avvicinandoci istante per istante al Suo Sacro Essere, introducendoci nella luce della Sua maestà e del Suo splendore.

Il Sacro Corano dice:

{ وَفِی ٱلأُرضِ ءَايَاتٌ لِّلمُوقِنينَ وَفِی أَنفُسِکُم أَفَلَا تُبصِرُونَ }

“E sulla terra vi sono dei segni per coloro che cercano la certezza, e [anche] in voi stessi. Non vedete forse?”2

{ اِنَّ فِی خَلْقِ السَّمَاوَاتِ وَالاَرْضِ وَاخْتِلاَفِ اللّيْلِ وَالنَّهَارِ

لآيَاتٍ لِّاُوْلِی الالْبَابِ الَّذِينَ يَذْکُرُونَ اللّهَ قِيَامًا وَقُعُودًا وَعَلَیَ

جُنُوبِهِمْ وَيَتَفَکَّرُونَ فِی خَلْقِ السَّمَاوَاتِ وَالاَرْضِ رَبَّنَا مَا خَلَقْتَ

هَذا بَاطِلاً سُبْحَانَکَ فَقِنَا عَذَابَ النَّارِ }

“In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell’alternarsi della notte e del giorno, certamente,
di sicuro, ci sono dei segni per coloro che sono dotati
di sano intelletto, che in piedi, seduti e [coricati] sui fianchi ricordano Allah e meditano sulla creazione
dei cieli e della terra, [dicendo]: “O nostro Signore,
non hai creato [tutto] questo invano…3

2. Gli attributi divini: gli attributi di splendore e maestà

Noi crediamo che il puro Essere Divino è immune da ogni difetto e possiede tutte le virtù. Egli è la perfezione assoluta, tutta la perfezione, ogni virtù e perfezione esistente in questo immenso universo deriva dal Suo Sacro Essere.

{ هُوَ اللَّهُ الَّذِي لَا إِلَهَ إِلَّا هُوَ الْمَلِكُ الْقُدُّوسُ السَّلَامُ الْمُؤْمِنُ

الْمُهَيْمِنُ الْعَزِيزُ الْجَبَّارُ الْمُتَكَبِّرُ سُبْحَانَ اللَّهِ عَمَّا يُشْرِكُونَ هُوَ اللَّهُ

الْخَالِقُ الْبَارِئُ الْمُصَوِّرُ لَهُ الْأَسْمَاء الْحُسْنَى يُسَبِّحُ لَهُ مَا فِي

السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَهُوَ الْعَزِيزُ الْحَكِيمُ }

“Egli è Allah, Colui all’infuori del Quale non v’è altro dio, il Re, Colui che è immune da ogni difetto, che non fa ingiustizia a nessuno, che dona sicurezza, che sorveglia ogni cosa, l’Invincibile, che con la Sua penetrante volontà emenda ogni cosa, che è degno della maestà. Egli è puro e immune da [l’avere] ciò [pari e soci] che essi [Gli] attribuiscono! Egli è Allah, il Creatore, Artefice Straordinario, Colui che dà forma [a tutte le cose]. A Lui appartengono i nomi più belli. [Tutto] ciò che è nei cieli e sulla terra Lo santifica, ed Egli è l’Invincibile, il Saggio”4

Questa è una parte degli attributi dello splendore e della maestà divina.

3. Il Suo Puro Essere è infinito

Noi crediamo che Egli è un Essere infinito sotto ogni aspetto. Egli è onnisciente, onnipotente e sempiterno, e per questo stesso motivo non può essere contenuto da nessun luogo e nessun tempo: lo spazio e il tempo sono sempre e in ogni caso limitati. Ciononostante Egli è presente in ogni luogo e in ogni tempo, poiché è al di sopra del tempo e dello spazio.

{ وَهُوَ الَّذِي فِي السَّمَاء إِلَهٌ وَفِي الْأَرْضِ إِلَهٌ وَهُوَ الْحَكِيمُ الْعَلِيمُ}

“Ed Egli è Colui che è Dio nel cielo e Dio sulla terra,
ed Egli è il Saggio, il Sapiente”5

{ وَ هُوَ مَعَكُمْ اَيْنَما كُنْتُمْ وَاللهُ بِما تَعْمَلُونَ بَصِيْرٌ }

“…Ed Egli è con voi ovunque voi siate.
E Allah vede ciò che fate”6

Certo, Egli è più vicino a noi di noi stessi, Egli è dentro di noi, Egli è dappertutto, e nello stesso tempo nessun luogo Lo contiene:

{ وَنَحْنُ أَقْرَبُ إِلَيْهِ مِنْ حَبْلِ الْوَرِيدِ }

“…E Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare”7

{ هُوَ الْأَوَّلُ وَالْآخِرُ وَالظَّاهِرُ وَالْبَاطِنُ وَهُوَ بِكُلِّ شَيْءٍ عَلِيمٌ }

“Egli è il Primo e l’Ultimo, il Palese e l’Occulto,
ed Egli è onnisciente”8

Perciò, quando il sacro Corano afferma: “Padrone del Trono Glorioso”9 (qui con il termine “Trono” non s’intende il soglio regale), oppure: “Il Misericordioso, assiso sul Trono”10, non vuole assolutamente dire che Iddio Sublime è in un particolare luogo, intende piuttosto affermare che Egli è l’assoluto padrone del mondo materiale e di quello soprannaturale. In effetti, se diciamo che Egli è in un particolare luogo, Lo limitiamo, Gli attribuiamo le qualità delle creature, Lo consideriamo pari alle altre cose, mentre… non esiste cosa simile a Lui11.

“Ed Egli non ha pari”12

4. Egli non è un corpo, e non può essere visto

Noi crediamo che Iddio non può assolutamente essere visto cogli occhi, poiché essere visibili vuol dire essere corpo, avere luogo, colore, forma e direzione, e queste sono tutte qualità appartenenti alle creature, e Iddio è superiore a tutto ciò.

Perciò, credere che sia possibile vedere Iddio è una forma di infezione allo širk13:

{ لاَّ تُدْرِكُهُ الأَبْصَارُ وَهُوَ يُدْرِكُ الأَبْصَارَ وَهُوَ اللَّطِيفُ الْخَبِيرُ }

“Gli occhi non Lo vedono, mentre Egli vede [tutti] gli occhi, ed Egli è il Misericordioso, l’Informato”14

Per questo stesso motivo, quando i cavillatori dei figli d’Israele chiesero a Mosè (A) di vedere Iddio, e dissero: “O Mosè, noi non ti crederemo finché non avremo chiaramente visto Allah”15, Mosè (A) li portò al monte Sinai, ripeté la loro richiesta, e ricevette la seguente risposta da Iddio Eccelso:

{ لَن تَرَانِي وَلَكِنِ انظُرْ إِلَى الْجَبَلِ فَإِنِ اسْتَقَرَّ مَكَانَهُ فَسَوْفَ تَرَانِي

فَلَمَّا تَجَلَّى رَبُّهُ لِلْجَبَلِ جَعَلَهُ دَكًّا وَخَرَّ موسَى صَعِقًا فَلَمَّا أَفَاقَ

قَالَ سُبْحَانَكَ تُبْتُ إِلَيْكَ وَأَنَاْ أَوَّلُ الْمُؤْمِنِينَ }

“Non Mi vedrai mai, ma guarda il monte, ebbene, se esso rimarrà fermo al suo posto, tu Mi vedrai”. Or dunque, quando il suo Signore si manifestò al Monte, lo disgregò, e Mosè cadde con la faccia a terra svenuto. Ebbene, quando rinvenne, disse: “Tu sei puro ed immune [da ogni limite e difetto, dall’essere visto cogli occhi]! Sono ritornato a te, e io sono il primo dei credenti”16

Ciò dimostrò che non è assolutamente possibile vedere Iddio Sublime.

Noi crediamo che se in alcuni versetti o in certe tradizioni islamiche si parla della visione di Dio, s’intende la visione con l’occhio dell’anima, quella interiore, spirituale, poiché i versetti del sacro Corano si interpretano a vicenda: “Al-qur’ãnu yufassiru baºđuhu baºđan”17

Oltre questo, il Principe dei Credenti Alì in risposta alla domanda: “O Principe dei Credenti, hai mai visto il tuo Creatore?”, disse: “Posso forse adorare un Dio che non ho visto?”, poi aggiunse: “Gli occhi non Lo possono vedere ma i cuori, con la forze della fede, Lo possono percepire18

Noi crediamo che attribuire a Iddio le qualità delle creature (come credere nel fatto che Egli sia in un particolare luogo e in una particolare direzione, che possieda un corpo, e che sia visibile) impedisce all’uomo di conoscerLo correttamente, e lo fa cadere nello širk. Certo, Egli è superiore a tutte le creature e ai loro attributi, e… non esiste cosa simile a Lui19

5. Il Tawhid: l’anima di tutti gli insegnamenti dell’Islam

Noi crediamo che una delle più importanti questioni riguardanti la “maºrifaŧu-Llāh” [conoscenza di Allah], è il Tawhid, l’unicità del puro Essere Divino. In realtà, il Tawhid non è solo uno dei princìpi fondamentali dell’Islam, è bensì l’anima e il fondamento di tutti gli articoli della fede islamica, e possiamo espressamente dire che i princìpi e i precetti dell’Islam si formano nel Tawhid. Si parla sempre e dovunque del Tawhid, dell’unicità divina, del Suo Puro Essere, dell’unità dei Suoi attributi e dei Suoi atti, e, secondo una diversa interpretazione, dell’unità dell’invito dei santi Profeti (A), dell’unicità della religione divina, della qiblaħ20, del nostro Libro Celeste, dei precetti e delle leggi divine rispetto a tutti gli uomini, dell’unità dei musulmani, e dell’unicità del Giorno della Resurrezione.

È per questo motivo che il glorioso Corano considera peccato imperdonabile ogni deviazione dal Tawhid e propensione allo širk:

{إِنَّ اللّهَ لاَ يَغْفِرُ أَن يُشْرَكَ بِهِ وَيَغْفِرُ مَا دُونَ ذَلِكَ لِمَن يَشَاء

وَمَن يُشْرِكْ بِاللّهِ فَقَدِ افْتَرَى إِثْمًا عَظِيمًا}

“In verità, Allah non perdona che Gli si
attribuiscano pari, e, al di sotto di ciò,
perdona a chi vuole. E chi attribuisce pari
ad Allah, commette invero un grande peccato”21

{ وَلَقَدْ اُوحِیَ اِلَيْکَ وَاِلَی الَّذِينَ مِنْ قَبْلِکَ لَئِنْ اَشْرَکْتَ لَيَحْبَطَنَّ

عَمَلُکَ وَلَتَکُونَنَّ مِنَ الْخَاسِرِينَ }

“T’è stato invero rivelato, e a coloro che furono prima di te: “Se attribuirai pari [ad Allah], di certo tutte le tue opere si perderanno, e sarai sicuramente dei perdenti””22

6. I rami del Tawhid

Noi crediamo che il Tawhid possiede numerosi rami, i più importanti dei quali sono i seguenti quattro.

L’unicità dell’Essere

Il Suo Puro Essere è unico e non ha pari.

L’unità degli attributi

I Suoi attributi (onniscienza, onnipotenza, sempiternità…) si riuniscono tutti nel Suo Essere, coincidono con Esso, non come accade nelle creature, i cui attributi sono separati fra di loro e non sono identici alla loro essenza. Bisogna però sapere che per comprendere l’identità fra l’Essere di Dio e i Suoi attributi, bisogna possedere finezza di mente e riflettere.

L’unità degli atti

Ogni atto, movimento ed effetto esistente nel creato trae origine dalla volontà di Dio:

{ اللَّهُ خَالِقُ کُلِّ شَیْءٍ وَهُوَ عَلَی کُلِّ شَیْءٍ وَکِيلٌ }

“Allah è il Creatore di tutte le cose,
ed Egli vigila su ogni cosa”23

{ لَهُ مَقَالِيدُ السَّمَاوَاتِ وَالْاَرْضِ }

“A Lui appartengono le chiavi dei cieli e della terra…”24

Certo, nel creato, non v’è causa all’infuori di Allah.

Questa frase non vuole però dire che noi siamo privi di libero arbitrio, poiché Iddio ha donato all’uomo la libertà di scegliere ed agire secondo la propria volontà:

{ إِنَّا هَدَيْنَاهُ السَّبِيلَ إِمَّا شَاكِرًا وَإِمَّا كَفُورًا }

“In verità, Noi gli abbiamo mostrato la Via,
sia esso riconoscente od ingrato”25

{ وَاَن لَّيْسَ لِلْاِنسَانِ اِلَّا مَا سَعَی }

“e che invero, per l’uomo non v’è se non
ciò che si sforza [di ottenere]”26

Questi versetti coranici mostrano espressamente che l’uomo possiede libera volontà, ma siccome questa libera volontà, e il potere necessario per compiere le nostre azioni, ci sono state donate da Dio, ebbene, i nostri atti si riferiscono a Lui, senza però che ciò ci esima dalla loro responsabilità. Riflettete!

Certo, Egli ha voluto che noi eseguissimo i nostri atti con libertà, per metterci alla prova e guidarci alla perfezione, che l’uomo può raggiungere solo con il libero arbitrio e l’ubbidienza volontaria a Iddio: gli atti forzati ed involontari non sono né prova di bontà né segno di nequizia.

In linea di principio, se noi fossimo stati privi di libero arbitrio, la missione dei santi Profeti (A), la rivelazione dei Libri Celesti [Corano, Vangelo, Torà…], i doveri religiosi, l’istruzione, l’educazione, e la mercede e la punizione divina, sarebbero state tutte cose vane e prive di senso.

Tutto ciò lo abbiamo appreso dagl’insegnamenti dei nobili Imam dell’Ahlu-l-bayt (A), che ci hanno detto: “Lā jabra wa lā tafwīđa wa lākin amra bayna amrayn”27, che significa: “Non si tratta né di jabr [costrizione assoluta] né di tafwīđ [libertà assoluta], è bensì una cosa fra queste due”

L’unicità del culto

L’adorazione, il culto, appartiene e dev’essere rivolto solo ed esclusivamente a Iddio Sublime, all’infuori del Quale non esiste altra cosa degna d’essere adorata. Questo è uno dei più importanti rami del Tawhid, che i santi Profeti di Dio (A) hanno messo in maggior rilievo:

{ وَمَا اُمِرُوا اِلَّا لِيَعْبُدُوا اللَّهَ مُخْلِصِينَ لَهُ الدِّينَ حُنَفَاء وَيُقِيمُوا

الصَّلَاةَ وَيُوْتُوا الزَّکَاةَ وَذَلِکَ دِينُ الْقَيِّمَةِ }

“E non ricevettero altro comando che di adorare Allah, purificando per Lui la propria fede, inclini dallo širk al Tawhid… Questa è la religione salda!”28

Per percorrere gli stadi della perfezione morale e gnostica, il Tawhid diventa ancora più profondo, e raggiunge livelli nei quali l’uomo deve amare solo Iddio, cercarLo ovunque, non pensare che a Lui, ed allontanare da sé tutto ciò che lo distrae da Lui: “Tutto ciò che ti distrae da Allah, è il tuo idolo!”

Noi crediamo che i rami del Tawhid non si limitano ai suddetti quattro, esistono bensì altri rami, fra i quali l’unità del dominio (tutto appartiene a Dio): “Ad Allah appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra…”29, e l’unicità della signoria (non esiste legge all’infuori di quella divina):

{ وَمَن لَّمْ يَحْکُم بِمَا اَنزَلَ اللّهُ فَاُوْلَئِکَ هُمُ الْکَافِرُونَ }

“…E quelli che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto discendere, ebbene, quelli sono i miscredenti”30

7. I miracoli provengono da Dio

Noi crediamo che il principio dell’unità degli atti [esposto nel paragrafo precedente], dimostra che i miracoli compiuti dai nobili Profeti (A), avvenivano tutti col permesso di Dio. Il sacro Corano a proposito del santo profeta Gesù (A), dice:

{ وَتُبْرِئُ الاَکْمَهَ وَالاَبْرَصَ بِاِذْنِی وَاِذْ تُخْرِجُ الْمَوتَی بِاِذْنِی }

“…E guaristi il cieco nato e il lebbroso,
con il Mio permesso. E quando resuscitasti il morto,
con il Mio permesso…”31

E a proposito di uno dei ministri del santo profeta Salomone (A), afferma:

{ قَالَ الَّذِی عِندَهُ عِلْمٌ مِّنَ الْکِتَابِ اَنَا آتِيکَ بِهِ قَبْلَ اَن يَرْتَدَّ اِلَيْکَ طَرْفُکَ فَلَمَّا رَآهُ مُسْتَقِرًّا عِندَهُ قَالَ هَذَا مِن فَضْلِ رَبِّی }

“Colui che v’era presso di lui una scienza del Libro, disse: “Te lo porterò [il trono della regina di Sabā]
prima che tu batta ciglio”. Ebbene, quando [Salomone]
lo vide fermo dinanzi a sé, disse:
“Ciò proviene dalla grazia del mio Signore…”32

È perciò in perfetto accordo con il Tawhid affermare che il santo Gesù (A), col permesso e per ordine di Dio, guariva i malati incurabili e resuscitava i morti, come ricorda espressamente il succitato versetto coranico.

8. Gli angeli di Dio

Noi crediamo nell’esistenza degli angeli divini, ognuno dei quali ha un particolare incarico.

Alcuni di loro avevano il compito di trasmettere la rivelazione ai santi Profeti (A).33

Altri sono incaricati di vegliare sugli esseri umani.34

Altri invece hanno il compito di prendere loro l’anima.35

Altri ancora hanno il dovere di aiutare i credenti che perseverano nel bene.36

Ed altri devono soccorrere i credenti durante le battaglie.37

Un altro gruppo di loro è poi incaricato di punire i popoli ribelli a Dio.38

Esistono poi altri gruppi di angeli, ciascuno dei quali svolge una particolare ed importante funzione nel creato.

Tutto ciò è in perfetto accordo con i princìpi dell’unità degli atti e dell’unicità della divinità, anzi ne è una conferma: tutte queste funzioni vengono svolte col permesso di Dio, per ordine Suo, con la forza da Lui donata.

Da qui risulta inoltre chiaro che anche l’intercessione dei profeti, dei puri e degli angeli divini (pace su di loro), siccome avviene col permesso divino, è in perfetto accordo con il Tawhid:

{ مَا مِن شَفِيعٍ اِلاَّ مِن بَعْدِ اِذْنِهِ }

“…Non v’è alcun intercessore se non
dopo il Suo permesso…”39

Nella seconda parte di questo libro, nella quale parleremo della nubuwwah (missione profetica), daremo maggiori spiegazioni a proposito della questione della shafāºah (intercessione) e del tawassul.

9. Il culto appartiene solo a Dio

Noi crediamo che il culto appartiene e dev’essere rivolto solo a Dio (come abbiamo già detto nel paragrafo dedicato all’unicità del culto), perciò, chi adora qualsiasi cosa diversa da Iddio, è mušrik40. La missione e l’invito di tutti i Profeti (A) s’incentrava su tale questione:

{ اعْبُدُواْ اللَّهَ مَا لَکُم مِّنْ اِلَهٍ غَيْرُهُ }

“…adorate Allah! Per voi non c’è altra
divinità oltre a Lui…”41

Nel glorioso Corano, questo principio viene ripetuto più volte dai santi Profeti (A).42

È interessante notare che noi musulmani, durante le nostre preghiere, recitando la Sura della Lode, ripetiamo sempre questo importante motto islamico:

{ اِيَّاکَ نَعْبُدُ واِيَّاکَ نَسْتَعِينُ }

“Te solo adoriamo e a Te solo chiediamo aiuto”43

È chiaro che affermare che i profeti e gli angeli possono, col permesso di Dio, intercedere in favore degli uomini, non significa adorarli e prestar loro culto.

Allo stesso modo, il tawassul (ricorso) ai santi Profeti (ovvero chiedere loro di invocare Iddio Sublime da parte nostra affinché Egli risolva un nostro problema e ci doni la Sua grazia e la Sua misericordia) non può essere in nessun modo considerato una forma di adorazione, e non nega assolutamente i princìpi dell’unità degli atti e dell’unicità del culto. Spiegheremo tale questione nella seconda parte di questo libro, nella quale parleremo della nubuwwah (missione profetica).

10. Nessuno può conoscere l’essenza del puro Essere Divino

Noi crediamo che, nonostante i segni dell’Essere di Dio siano presenti in ogni cosa esistente in questo immenso creato, ebbene, nonostante ciò, nessuno può conoscere l’essenza del Suo Puro Essere, che è illimitato sotto ogni aspetto, mentre noi siamo limitati da ogni punto di vista, e perciò noi non possiamo comprenderLo:

{ اِنَّهُ بِکُلِّ شَیْءٍ مُّحِيطٌ }

“…Sappiate che in verità Egli abbraccia ogni cosa”44

{ وَاللَّهُ مِن وَرَائِهِم مُّحِيطٌ }

“E Allah li circonda tutti”45

O savio, non vantarti di questo tuo intelletto!

Mai potrai percorrere questa via con la ragione!

La mente comprenderà l’essenza del Suo Essere,

quando la pagliuzza raggiungerà il fondo del mare!

In una celebre tradizione islamica, il sommo Profeta (S), rivolgendosi al Signore Eccelso, dice:

{ ما عَبدناکَ حقَّ عبادَتِک وَ ما عرفناکَ حقَّ مَعرِفَتِک }

“Noi non Ti abbiamo adorato come devi essere adorato, e non Ti abbiamo conosciuto come devi essere conosciuto”46

Ciò però non significa che siccome non possiamo acquisire conoscenza completa del puro Essere Divino allora dobbiamo anche rinunciare ad una conoscenza parziale, limitandoci, in materia di conoscenza divina, a ripetere parole per noi prive di significato. Questo significa rinunciare a conoscere Iddio, cosa che noi neghiamo e a cui non crediamo affatto, poiché il sacro Corano e gli altri libri celesti, sono stati tutti rivelati per far conoscere Iddio agli uomini.

È possibile fare numerosi esempi per spiegare tale questione. Ad esempio, noi non conosciamo la vera essenza dello spirito, ma senza dubbio ne abbiamo conoscenza parziale, sappiamo che esiste e ne vediamo gli effetti.

In un’importante tradizione del santo Imam Baqir (A) leggiamo: “Tutto ciò che concepite, nel suo più preciso significato, col pensiero e coll’immaginazione, ebbene, è una [vostra] creazione, una [vostra] produzione, è come voi, e riguarda voi [e Iddio è superiore ad esso]”47

In un’altra tradizione il nobile Alì (A) espone, con chiare e sublimi parole, un preciso e sottile metodo per conoscere Iddio: “Iddio (che è puro ed immune da qualsiasi difetto e colpa) non ha fatto conoscere agl’intelletti l’essenza dei Suoi attributi e [tuttavia] non li ha privati della conoscenza necessaria”48

11. Né rinunciare né paragonare!

Noi crediamo che, da una parte, accada raramente di vedere persone che commettono l’errore di rinunciare a conoscere Iddio e i Suoi attributi con la scusa che non è possibile conoscerLo completamente, e, dall’altra, crediamo che sia un immenso errore e un atto di politeismo paragonarLo alle Sue creature. In altre parole, non possiamo dire che Iddio non può assolutamente essere conosciuto, e non Lo possiamo nemmeno considerare simile alle Sue creature. Questi due opposti modi di concepire la questione della conoscenza di Dio sono ambedue sbagliati e fuorvianti. Riflettete!

  • 1. - L’unicità di Dio.
  • 2. - Corano LI:20|21.
  • 3. - Corano III:190|191.
  • 4. - Corano LIX:23|24.
  • 5. - Corano XLIII:84.
  • 6. - Corano LVII:4.
  • 7. - Corano L:16.
  • 8. - Corano LVII:3.
  • 9. - Corano LXXXV:15.
  • 10. - Corano XX:5 – Da alcuni versetti è possibile dedurre che il Trono Divino abbraccia i cieli e la terra; esso sovrasta dunque tutto il mondo materiale: “…Il Suo Trono abbraccia i cieli e la terra…” (Corano II:255).
  • 11. - Corano XLII:11.
  • 12. - Corano CXII:4.
  • 13. - Con il termine “širk” s’intende qui l’atto dell’attribuire pari e simili a Iddio Sublime. (N.d.T.).
  • 14. - Corano VI:103.
  • 15. - Corano II:55.
  • 16. - Corano VII:143.
  • 17. - Questa è una celebre frase [che significa: “Il Corano, una parte di esso ne spiega un’altra], e viene attribuita a Bin ºAbbās. Nel Nahju-l-balāġaħ, dal Principe dei Credenti Alì (A), questo concetto compare in un’altra forma: “In verità, il Libro, una parte di esso ne conferma un’altra…” (Nahju-l-balāġaħ, sermone 18). E in un altro sermone afferma: “E una parte di esso parla di un’altra, e una parte di esso è prova di un’altra” (sermone 133).
  • 18. - Nahj-ul-Balagha, sermone 179.
  • 19. - Corano XLII:11.
  • 20. - Direzione della sacra Kaºbaħ, verso cui il mussulmano deve rivolgersi durante la preghiera. (N.d.T.)
  • 21. - Corano IV:48.
  • 22. - Corano XXXIX:65.
  • 23. - Corano XXXIX:62.
  • 24. - Corano XLII:12.
  • 25. - Corano LXXVI:3.
  • 26. - Corano LIII:39.
  • 27. - Al’uşūl min Al-kāfī, vol. I, pag. 160 (cap. “Al-jabr wa-l-Qadar wa-l’amru bayna-l’amrayn”).
  • 28. - Corano XCVIII:5.
  • 29. - Corano II:284.
  • 30. - Corano V:44.
  • 31. - Corano V:110.
  • 32. - Corano XXVII:40.
  • 33. - Corano II:97.
  • 34. - Corano LXXXII:10.
  • 35. - Corano VII:37.
  • 36. - Corano XLI:30.
  • 37. - Corano XXXIII:9.
  • 38. - Corano XI:77.
  • 39. - Corano X:3.
  • 40. - Miscredente, politeista, idolatra, che attribuisce pari e soci a Dio. (N.d.T.)
  • 41. - Corano VII:59.
  • 42. - Corano VII:59|65|73|85…
  • 43. - Corano I:5.
  • 44. - Corano XLI:54.
  • 45. - Corano LXXXV:20.
  • 46. - Biĥāru-l’anwār, vol. 68, pag. 23.
  • 47. - Biĥāru-l’anwār, vol. 66, pag. 293.
  • 48. - Ġuraru-l-ĥikam.