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Parte Terza: Il Corano ed i Libri Celesti

24. La fisolofia della rivelazione dei Libri Celesti

Noi crediamo che Iddio l’Eccelso ha rivelato diversi libri celesti per guidare l’uomo, tra i quali il Suhuf di Abramo e Noè, la Torah di Mosè e il Vangelo di Gesù e alla fine il più completo dei libri, il Corano. Se non fosse stato per questi Libri, l’essere umano nel trovare la strada del monoteismo e dell’adorazione di Iddio sarebbe caduto in errore e si sarebbe allontanato dai principi del timore di Dio, dell’etica, dell’educazione divina e delle leggi sociali di cui ha bisogno.

Questi Libri celesti sono discesi come pioggia provvidenziale sui cuori dei credenti, hanno coltivato e fatto sbocciare nell’animo umano i semi del timor di Dio, dell’etica, della conoscenza di Dio, della scienza e della sapienza.

{ آمَنَ الرَّسُولُ بِمَا اُنزِلَ اِلَيْهِ مِن رَّبِّهِ وَالْمُوْمِنُونَ کُلٌّ آمَنَ

بِاللّهِ وَمَلآئِکَتِهِ وَکُتُبِهِ وَرُسُلِهِ لاَ نُفَرِّقُ بَيْنَ اَحَدٍ مِّن رُّسُلِهِ

وَقَالُواْ سَمِعْنَا وَاَطَعْنَا غُفْرَانَکَ رَبَّنَا وَاِلَيْکَ الْمَصِيرُ }

“Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri”1

Anche se col passare del tempo molti di questi libri celesti, a causa delle manipolazioni di gente ignorante ed indegna, sono stati alterati e mescolati con precetti errati, il sacro Corano, per motivi che esporremo in seguito, è rimasto intatto e con il suo splendore illumina i cuori in tutti secoli e tempi.

{ قَدْ جَاءکُم مِّنَ اللّهِ نُورٌ وَکِتَابٌ مُّبِينٌ يَهْدِی بِهِ اللّهُ

مَنِ اتَّبَعَ رِضْوَانَهُ سُبُلَ السَّلاَمِ وَيُخْرِجُهُم مِّنِ الظُّلُمَاتِ

اِلَی النُّورِ بِاِذْنِهِ وَيَهْدِيهِمْ اِلَی صِرَاطٍ مُّسْتَقِيمٍ }

“Una Luce e un Libro chiaro vi son giunti da Allah. Con essi Allah guida sulla via della salvezza quelli che tendono al Suo compiacimento. Dalle tenebre li trae alla luce, per volontà Sua li guida sulla retta via”2

25. Il Corano: il più grande miracolo del Profeta dell’Islam

Noi crediamo che il Corano è il più grande miracolo del Profeta dell’Islam (S) e questo non solo per la sua dolcezza, eleganza di linguaggio ed eloquenza d’espressione, ma anche per altri importanti motivi dei quali si parla ampiamente nel libro “Aqayed va kalam”

Crediamo dunque che nessuno potrà mai comporre nemmeno una sura3 come quelle del glorioso Corano. Nello stesso Libro, gli increduli vengono sfidati più volte a produrre qualcosa di simile ad esso, ma nessuno è mai riuscito in tale opera:

{ قُل لَّئِنِ اجْتَمَعَتِ الاِنسُ وَالْجِنُّ عَلَی اَن يَاْتُواْ بِمِثْلِ هَذَا الْقُرْآنِ لاَ يَاْتُونَ بِمِثْلِهِ وَلَوْ کَانَ بَعْضُهُمْ لِبَعْضٍ ظَهِيرًا }

“Di': “Se anche si riunissero gli uomini e jinn per produrre qualcosa di simile di questo Corano,
non ci riuscirebbero, quand'anche si
aiutassero gli uni con gli altri””4

{ وَاِن کُنتُمْ فِی رَيْبٍ مِّمَّا نَزَّلْنَا عَلَی عَبْدِنَا فَاْتُواْ بِسُورَةٍ مِّن

مِّثْلِهِ وَادْعُواْ شُهَدَاءکُم مِّن دُونِ اللّهِ اِنْ کُنْتُمْ صَادِقِينَ }

“E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo,
portate allora una Sura simile a questa e chiamate
altri testimoni all'infuori di Allah, se siete veritieri”5

E crediamo che il Corano col passare del tempo non solo non perda il suo valore, ma al contrario i suoi concetti miracolosi diventano più chiari, e la magnificenza del suo contenuto si mostra ancor di più alla gente.

In un hadith dell’Imam as-Sadiq (A) leggiamo: “Iddio Altissimo non ha inviato il Corano per un tempo o un popolo particolare, perciò [il suo contenuto] è nuovo in ogni momento ed è vivo presso ogni popolo sino al Giorno del Giudizio”6

26. L’assenza di ogni alterazione (tahrif) nel Corano

Noi crediamo che il Corano attualmente presente nelle mani dei musulmani è lo stesso rivelato al Profeta dell’Islam (S) e non è stato tolto né aggiunto nulla al suo contenuto.

Sin dai primi giorni, un numeroso gruppo di scribi della rivelazione riportava per iscritto i versetti del Corano appena rivelati. I musulmani avevano il dovere di recitarli giorno e notte e di ripeterli nelle preghiere rituali. Un grande gruppo di musulmani imparava a memoria i versetti ed essi, insieme a coloro che recitavano il Corano, godevano di un particolare rispetto e posizione nella società islamica. Questi elementi, e motivi simili, hanno evitato qualsiasi alterazione e cambiamento nel Corano.

Oltre questo, Iddio stesso ha garantito la protezione del Corano fino alla fine del mondo, e con questa garanzia è impossibile l’alterazione del sacro Corano:

{ اِنَّا نَحْنُ نَزَّلْنَا الذِّکْرَ وَاِنَّا لَهُ لَحَافِظُونَ }

“Noi abbiamo fatto discendere il Monito,
e Noi ne siamo i custodi”7

Tutti i grandi sapienti e ricercatori islamici, sciiti o sunniti che siano, concordano sul fatto che il sacro Corano non ha subito alcuna alterazione. Solo un infimo numero di persone appartenenti a entrambi queste scuole, basandosi su alcune tradizioni, credono nell’alterazione del Corano, mentre i loro esperti sapienti respingono assolutamente questa opinione, considerano come false tali tradizioni e ritengono questa teoria come frutto di un’interpretazione sbagliata del significato del Corano, oppure di un errato utilizzo dei versetti nell’interpretazione del testo del Corano.

Le persone limitate di mente che, malgrado l’opposizione dei grandi sapienti sunniti e sciiti riguardo l’alterazione del Corano, insistono nell’accusare un gruppo, sciita o no, di credere nella manomissione del Corano, lo stanno danneggiando inconsapevolmente. Essi, a causa del loro fanatismo, mettono in dubbio il prestigio del Corano ed aiutano i suoi nemici.

Studiando il percorso storico della raccolta del Corano nel tempo del Profeta (S) e l’attenzione particolare dei musulmani nello scrivere, imparare a memoria, recitare e preservare il Corano, e soprattutto l’esistenza di un gruppo di scribi dei versetti sin dai primi giorni della sua rivelazione, giungiamo alla conclusione che era praticamente impossibile manomettere il Corano.

Tra l’altro non esiste nessun altro corano oltre a quello conosciuto. Le porte della ricerca sono comunque aperte a tutti. In tutte le case, moschee e biblioteche del nostro paese [Iran, n.d.t.] c’è una copia del Corano. Nei nostri musei ci sono persino manoscritti del Corano di diversi secoli fa, identici al Corano esistente negli altri paesi islamici. Forse prima era difficile fare delle ricerche al riguardo, ma oggi come oggi con una piccola ricerca si può verificare la falsità di queste accuse.

{ فَبَشِّرْ عِبَاد الَّذِينَ يَسْتَمِعُونَ الْقَوْلَ فَيَتَّبِعُونَ

اَحْسَنَهُ اُوْلَئِکَ الَّذِينَ هَدَاهُمُ }

“Annuncia la lieta novella ai Miei servi
che ascoltano la Parola e ne seguono la migliore”8

Attualmente le scienze coraniche vengono ampiamente insegnate nelle nostre scuole religiose, ed uno degli argomenti più importanti delle lezioni è il tema dell’assenza di ogni alterazione e cambiamento nel Corano.

27. Il Corano e le esigenze materiali e spirituali dell’essere umano

Noi crediamo che nel Corano esistono le norme generali che soddisfano tutte le esigenze dell’uomo nella sua vita materiale e spirituale. Vi sono menzionate delle norme generali riguardanti la direzione del governo, la politica, i rapporti con le altre società, le regole della convivenza sociale, la guerra e la pace, le questioni giudiziarie ed economiche, ed altre norme e regole generali che se osservate possono illuminare tutti gli aspetti della nostra vita.

{ وَنَزَّلْنَا عَلَيْکَ الْکِتَابَ تِبْيَانًا لِّکُلِّ شَیْءٍ وَهُدًی

وَرَحْمَةً وَبُشْرَی لِلْمُسْلِمِينَ }

“Abbiamo fatto discendere su di te il Libro,
spiegazione di ogni cosa, e guida e
misericordia e lieta novella per i musulmani”9

Per questo motivo noi crediamo che l’Islam non è mai separato dalla politica e dal governo, anzi ordina ai musulmani di tenere in mano il comando del loro governo e, mediante ciò, dare vita ai nobili valori islamici ed educare la società islamica, così che tutto il popolo si incammini sulla via della giustizia e la applichi sia nei confronti degli amici che dei nemici.

{ يَا اَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُواْ کُونُواْ قَوَّامِينَ بِالْقِسْطِ شُهَدَاء

لِلّهِ وَلَوْ عَلَی اَنفُسِکُمْ اَوِ الْوَالِدَيْنِ وَالاَقْرَبِينَ }

“O voi che credete, attenetevi alla giustizia e rendete testimonianza innanzi ad Allah, foss'anche contro voi stessi, i vostri genitori o i vostri parenti”10

{وَلاَ يَجْرِمَنَّکُمْ شَنَئانُ قَوْمٍ عَلَی اَلاَّ تَعْدِلُواْ

اعْدِلُواْ اِعْدِلُوا هُوَ اَقْرَبُ لِلتَّقْوَی }

“Non vi spinga all'iniquità l'odio per un certo popolo. Siate equi: l'equità è più vicina al timor di Dio”11

28. Lettura, riflessione e pratica

Noi crediamo che la lettura del Corano è tra i migliori atti di adorazione, e sono pochi gli atti di culto capaci di eguagliare il suo grado, poiché la lettura del Corano induce alla riflessione nei suoi concetti e questo porta alla pratica del bene.

Il Corano, rivolgendosi al Profeta (S), dice:

{ قُمِ اللَّيْلَ اِلَّا قَلِيلًا نِصْفَهُ اَوِ انقُصْ مِنْهُ قَلِيلًا

اَوْ زِدْ عَلَيْهِ وَرَتِّلِ الْقُرْآنَ تَرْتِيلًا }

“Veglia una parte della notte. La metà, oppure meno. Oppure poco più. E recita attentamente il Corano”12

E rivolgendosi verso tutti i musulmani dice:

{ فَاقْرَؤُوا مَا تَيَسَّرَ مِنَ الْقُرْآنِ }

“Recitate dunque, del Corano, quello che è possibile”13

Ma come è stato già detto, la lettura del Corano deve essere un mezzo per la riflessione e la meditazione sul suo contenuto e significato, e questa meditazione deve a sua volta portare a mettere in pratica i salvanti versetti di questo sacro Libro celeste:

{ اَفَلَا يَتَدَبَّرُونَ الْقُرْآنَ اَمْ عَلَی قُلُوبٍ اَقْفَالُهَا }

“Non meditano forse sul Corano?
O forse sui cuori hanno dei lucchetti?”14

{ وَلَقَدْ يَسَّرْنَا الْقُرْآنَ لِلذِّکْرِ فَهَلْ مِن مُّدَّکِرٍ }

“Invero abbiamo reso facile il Corano, che vi servisse da Monito. C'è qualcuno che rifletta [su di esso]?”15

{ وَهَذَا کِتَابٌ اَنزَلْنَاهُ مُبَارَکٌ فَاتَّبِعُوهُ }

“Questo è un Libro Benedetto che Noi
abbiamo fatto discendere, seguitelo allora!”16

Quindi coloro che si limitano a leggere e ad imparare a memoria il Corano, senza meditare e riflettere sui suoi contenuti e mettere in pratica i suoi insegnamenti, anche se hanno eseguito uno dei tre anzidetti fondamenti [lettura, meditazione, pratica], ne hanno però trascurato gli altri due più importanti, subendo quindi un immenso danno.

29. Discussioni fuorvianti

Noi crediamo che ci sono stati sempre dei tentativi per allontanare i musulmani dalla riflessione e dalla pratica del Corano. Un tempo, all’epoca dei califfi omayyadi e abbasidi, si creò una discussione riguardo il fatto se il Corano fosse “qadim” oppure “hādith” e con ciò hanno diviso i fedeli in due gruppi schierati uno contro l’altro, ed hanno sparso tanto sangue.

Mentre oggi sappiamo che questa discussione non è degna di tante dispute: se per parola di Dio intendiamo le lettere, lo scritto ed i segni sulla carta, è ovvio che questo è un fatto “hādith” mentre se intendiamo il significato del Corano come scienza divina, esso è senza dubbio “qadim”, sempiterno. Ma i governanti tiranni ed i califfi oppressori hanno sviato i musulmani con questo argomento. Anche oggi, con altri metodi, si cerca di impedire ai musulmani di riflettere e di mettere in pratica i versetti del sacro Corano.

30. Le regole d’interpretazione del Corano

Noi crediamo che bisogna interpretare le parole del Corano secondo i loro comuni e conosciuti significati a meno che la presenza di qualche elemento interno o esterno porti ad un altro significato (ma si deve sempre evitare di appoggiarsi sugli elementi impliciti e interpretare i versetti del Corano usando ipotesi e congetture).

Per esempio quando il Corano dice:

{ وَمَن کَانَ فِی هَذِهِ اَعْمَی فَهُوَ فِی الآخِرَةِ اَعْمَی وَاَضَلُّ سَبِيلاً }

“E colui che sarà stato cieco in questa
vita, lo sarà nell'altra e più traviato ancora.”17

Non c’è dubbio che con il termine “cieco” quì non si intende la cecità in senso letterale, giacché esistono molti non vedenti timorati e puri. Quindi quì si intende la cecità del cuore, spirituale. In questo caso il sano intelletto ci porta a quest’interpretazione.

Altrove il Corano, riguardo a un gruppo di nemici dell’Islam, dice:

{ صُمٌّ بُکْمٌ عُمْیٌ فَهُمْ لاَ يَعْقِلُونَ }

“Sordi, muti, ciechi, ebbene,
essi non comprendono nulla”18

È ovvio che essi non erano ciechi, sordi o muti esteriormente ma interiormente (facciamo quest’interpretazione mediante gli elementi che emergono da questo versetto).

Di conseguenza, quando il Corano parlando di Dio dice: “Le Sue mani sono invece ben aperte”19 oppure dice: “Costruisci l'Arca sotto i Nostri occhi”20

Questi versetti non vogliono assolutamente dire che Iddio possiede organi materiali come occhi, orecchie o mani, poiché ogni corpo è composto da diversi organi ed ha bisogno del tempo, dello spazio e della direzione e alla fine si estingue, mentre Iddio è al di sopra di questi attributi. Per questo motivo con il termine “le Sue mani” si intende il potere assoluto di Dio che domina tutto il mondo, e con “sotto i Nostri occhi” si intende la Sua conoscenza ed il suo Sapere che abbraccia ogni cosa.

Perciò noi non possiamo ignorare gli indizi dettati dal sano intelletto e dalle tradizioni islamiche interpretando alla lettera i succitati versetti – sia in materia di attributi divini che nelle altre questioni – poiché questo metodo è usato e conosciuto da tutti gli oratori fra i sapienti religiosi, ed è confermato dal sacro Corano:

{ وَمَا اَرْسَلْنَا مِن رَّسُولٍ اِلاَّ بِلِسَانِ قَوْمِهِ لِيُبَيِّنَ لَهُمْ فَيُضِلُّ اللّهُ

مَن يَشَاء وَيَهْدِی مَن يَشَاء وَهُوَ الْعَزِيزُ الْحَکِيمُ }

“Non inviammo alcun messaggero
se non nella lingua del suo popolo…”21.

Ma come abbiamo già detto questi indizi devono essere certi ed evidenti.

31. I pericoli dell’interpretazione soggettiva

Noi crediamo che l’interpretazione soggettiva dei versetti del sacro Corano è una seria minaccia, un grande pericolo per i musulmani. Le tradizioni islamiche la considerano un peccato maggiore e causa di allontanamento dal Signore Eccelso. In una tradizione Iddio afferma: “Non ha creduto in Me chi interpreta la Mia parola in modo soggettivo ed arbitrario”22. È ovvio che se avesse avuto veramente fede, avrebbe accettato la parola di Dio come è, non in modo soggettivo ed arbitrario.

Questa tradizione è stata riportata dal Profeta (S) in molti celebri libri23: “Chi interpreta il Corano secondo il suo gusto o ne parla senza averne a conoscenza, deve prepararsi ad entrare nel suo posto all’Inferno”24

Per interpretazione soggettiva si intende qui il commentare il Corano secondo il proprio parere o desiderio personale o quello di un particolare gruppo, senza che ci sia un fondamento o un indizio che guidi a quel significato. Tali individui in realtà non seguono il Corano ma vorrebbero che il Corano seguisse loro, e se veramente avesse creduto nel Corano non avrebbe mai fatto una cosa del genere.

Indubbiamente, se l’interpretazione soggettiva si diffondesse, il Sacro Corano perderebbe completamente il suo credito, e ognuno lo spiegherebbe come vuole e applicherebbe al Corano qualsiasi falso concetto.

Di conseguenza tale modo di interpretazione, cioè quello contrario al lessico, alle regole e alla letteratura della lingua araba, per poi applicarla ai falsi concetti e ai pareri personali o di gruppo, porta all’alterazione del significato del Corano.

L’interpretazione soggettiva ha diversi livelli. Uno è considerare in modo selettivo i versetti del Corano, nel senso che per esempio negli argomenti come l’intercessione, l’unicità di Dio, l’imamato ecc. si va a cercare solo i versetti che concordano con i propri pregiudizi e si tralasciano quelli contrari ad essi, che fanno invece comprendere correttamente gli altri versetti.

In breve, l’interpretazione soggettiva ed arbitraria del sacro Corano è dannosa tanto quanto limitarsi al senso letterale delle parole, ed entrambi allontanano dai sublimi insegnamenti del Corano e dai suoi elevati valori.

32. La Sunnah proviene dal Libro di Dio (Kitab Allah)

Noi crediamo che nessuno può dire che “ci basta il Libro di Dio” e nessuno può trascurare gli ahadith e la Tradizione del Profeta (S) riguardanti l’interpretazione e il chiarimento delle verità del Corano, la conoscenza dei suoi versetti chiari e quelli apparentemente discordi, particolari e generali, oppure quelli riguardanti i princìpi (al-usul) e quelli inerenti ai “rami” (al-furū°) dell’Islam. Poiché il glorioso Corano ha presentato le tradizioni, le parole e gli atti del Profeta (S) come criterio per i musulmani e fonte principale per comprendere l’Islam e le sue norme:

{ مَا آتَاکُمُ الرَّسُولُ فَخُذُوهُ وَمَا نَهَاکُمْ عَنْهُ فَانتَهُوا }

“Prendete quello che il Messaggero
vi dà e astenetevi da quel che vi proibisce”25

{ وَمَا کَانَ لِمُوْمِنٍ وَلَا مُوْمِنَةٍ اِذَا قَضَی اللَّهُ وَرَسُولُهُ اَمْرًا اَن يَکُونَ لَهُمُ الْخِيَرَةُ مِنْ اَمْرِهِمْ وَمَن يَعْصِ اللَّهَ وَرَسُولَهُ فَقَدْ ضَلَّ ضَلَالًا مُّبِينًا }

“Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, nessun uomo e donna credente ha il diritto di scelgliere a modo suo. E chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato, ebbene, si travia di palese traviamento”26

Coloro che trascurano la sunnah del Profeta (S) in realtà trascurano il Corano. Ovviamente è necessario che la sunnah del Profeta (S) venga verificata attraverso un corretto criterio, poiché non si può certo accettare qualsiasi cosa venga attribuita al Profeta (S).

Il nobile Alì (A) disse: “…e hanno mentito sul conto del Profeta (S) a tal punto che lui si alzò e pronunciò un sermone dicendo: “Chi intenzionalmente mente sul mio conto, si prepari dunque ad entrare nel suo posto all’Inferno””27. Una tradizione simile è riportata anche nel Sahih del Bukhari.28

33. La sunnah degli Imam dell’Ahl-ul-Bayt (A)

Noi crediamo che secondo l’ordine del Profeta (S) bisogna seguire anche le tradizioni degli Imam Infallibili, come riferito in un hadith mutawatir riportato in molte celebri raccolte di tradizioni islamiche sunnite e sciite, come ad esempio nel Sahih del Tirmizhi: “O gente, lascio tra di voi due cose preziose: il Libro di Dio e la mia Ahlul-Bayt. Finchè v’atterrete a queste due cose, non vi travierete”29

Gli Imam Infallibili narravano poi tutte le loro tradizioni dal sommo Profeta (S), dichiarando che tutto ciò che essi hanno detto gli è giunto dai loro padri, e ad essi a loro volta dal nobile Profeta (S).

In verità il Profeta (S) prevedeva perfettamente il futuro ed i problemi che sarebbero sorti tra i musulmani e perciò ordinò di seguire il Corano e gli Imam Infallibili quale soluzione onde risolvere gli innumerevoli problemi che sorgeranno fino alla fine del mondo.

È possibile forse trascusare e tralasciare un hadith con una tale importanza e tale profondità e attendibilità, e metterlo da parte?! Per questo motivo crediamo che se si fosse prestata maggiore importanza a questo argomento oggi i musulmani non avrebbero avuto tutti questi problemi nel comprendere gli articoli della fede islamica, i versetti del sacro Corano e i precetti della sharia.

  • 1. - Corano, Al-Baqara: 285.
  • 2. - Corano, Al-Ma’ida: 15-16.
  • 3. - Viene definita sura ognuno dei centoquattordici capitoli del Sacro Corano. (N.d.T.)
  • 4. - Corano, Al-Isra: 88.
  • 5. - Corano, Al-Baqara: 23.
  • 6. - Bihar-ul-Anwar, Vol. II, pag. 280, Hadith n. 44.
  • 7. - Corano, Al-Hijr: 9.
  • 8. - Corano, Al-Zumar: 17-18.
  • 9. - Corano, An-Nahl: 89.
  • 10. - Corano, An-Nisa: 135.
  • 11. - Corano, Al-Ma’ida: 8.
  • 12. - Corano, Al-Muzzammil: 2-4.
  • 13. - Corano, Al-Muzzammil: 20.
  • 14. - Corano, Muhammad: 24.
  • 15. - Corano, Al-Qamar: 17.
  • 16. - Corano, Al-An’am: 155.
  • 17. - Corano, Al-Isra: 72.
  • 18. - Corano, Al-Baqara: 171.
  • 19. - Corano, Al-Ma’ida: 64.
  • 20. - Corano, Hud: 37.
  • 21. - Corano, Ibrahim: 4.
  • 22. - Wasayel, Vol. XVIII, Pag. 28, Hadith n. 22.
  • 23. - Sahih di Tirmidhi, Nisaiy e Abi Dawud.
  • 24. - Mabahith fi ulum-il-Qoran di Muna’ al-Khalil al-Qattan, Pag. 304.
  • 25. - Corano, Al-Hashr: 7.
  • 26. - Corano, Al-Ahzab: 36.
  • 27. - Nahj-ul-Balagha, Sermone n. 210.
  • 28. - Sahih Bukhari, Vol. I, pag. 38.
  • 29. - Sahih Tirmidhi, Vol. V, pag. 662, capitolo “Manaqib Ahlul-Bayt Nabi”, hadith n. 3786. Altre narrazioni simili saranno riportate nel capitolo attinente l’Imamato.