Il pensiero politico sciita (prima parte): Islam e la Politica
Hujjatul-Islam Ahmad Vaezi
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Hujjatulislam Ahmad Vaezi
Hujjatulislam Ahmad Vaezi
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H.Algar
Titolo originale: Imam Khomeini: A Short Biography
By Hamid Algar
Published by The Institute for Compilation and Publication of Imam Khomeini's Works (International Affairs Department)
Come detto in precedenza, i nemici dell’Islam hanno avuto successo facendo circolare queste tradizioni anti-coraniche nel mondo islamico, attribuendole a famose personalità dell’Islam, ai Compagni del Profeta (S) così come alla sua Ahl al-Bayt (A); e gradualmente i musulmani, inconsciamente, accettarono e riportarono questi hadith non attendibili o inventati, nelle loro raccolte.
Nonostante ciò, i sapienti musulmani, sia sciiti che sunniti, non credono che vi sia alcuna alterazione, aggiunta o omissione nel Sacro Corano.
Consideriamo ora come gli sciiti risolvono il problema di questi hadith.
Innanzitutto gli sciiti non credono nell’infallibilità di nessuno scrittore, commentatore o narratore e, conseguentemente, non ritengono alcuna collezione di hadith perfetta e completamente corretta.
L’unico Libro completamente immune da qualsiasi errore è il Sacro Corano.
Esistono quattro antiche collezioni di hadith sciite chiamate Al-Kutub al-Arba’a (“I quattro libri”): Al-Kafi di Kulayni, Man la Yahdhuru al-Faqih di Saduq, Tahdhib al-Ahkam e Al-Istibsar di Tusi.
L’atteggiamento dei nostri fratelli sunniti verso questi hadith è influenzato dalla fiducia cieca che essi ripongono verso le tradizioni degli al-Sihah al-Sittah (“i sei libri di tradizioni autentiche”), e specialmente verso le tradizioni che si trovano nel Sahih al-Bukhari e nel Sahih Muslim, ritenute perfette.
L’Imam Nawawi dice nel suo libro Sharh Sahih Muslim:
Non è possibile illustrare dettagliatamente quanti presunti versetti, frasi e affermazioni andarono perduti al momento della compilazione del Sacro Corano; ecco però alcuni incredibili esempi:
1) Si suppone che il capitolo 33 del Sacro Corano, al-Ahzab, contenesse duecento o forse trecento versetti, andati tutti perduti eccetto i settantatre (in nostro possesso). L’affermazione sui duecento versetti è attribuita a Umm al-Mu’minin (la Madre dei Credenti) ‘Aisha.
Purtroppo, come è già stato detto, anche brave persone furono coinvolte nell’invenzione degli hadith. Fu chiesto ad Abu ‘Ismah Faraj bin Abi Maryam al-Marwazi:
È a dir poco drammatico che la gente abbia iniziato ad attribuire falsi hadith al Santo Profeta (S) già durante la sua vita. Il Profeta (S) avvertì i musulmani riguardo tale fitna con queste parole: